CORSO PER VOLONTARI DELLA CROCE ROSSA ITALIANA



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CORSO PER VOLONTARI DELLA CROCE ROSSA ITALIANA L uomo d affari Appunti LA STORIA DI UN IDEA Henri Dunant nasce a Ginevra l 8 maggio 1828 (8 maggio = festa della Croce Rossa). Si reca in Algeria per affari, si affeziona alla cultura locale, studia l'islam e prende lezioni di arabo. Nel 1858 fonda una società cereagricola, ma non riesce ad ottenere il terreno scelto. Decide allora di parlare personalmente con Napoleone III, essendo quel territorio colonia francese. La battaglia L'Imperatore si trova in Lombardia, alla testa dell'esercito francese in favore dell'indipendenza italiana contro gli Austriaci, comandati da Francesco Giuseppe (II Guerra di Indipendenza Italiana). Dunant arriva in Lombardia il 24 giugno 1859, assistendo alla Battaglia di Solferino. Dunant rimane sconvolto dal numero impressionante dei feriti e dei morti, ma soprattutto dal fatto che essi vengano abbandonati a loro stessi: più di 40.000 persone giacciono sul campo di battaglia. "Qui si svolge una lotta corpo a corpo, orribile, spaventosa; Austriaci ed Alleati si calpestano, si scannano sui cadaveri sanguinanti, s'accoppano con il calcio dei fucili, si spaccano il cranio, si sventrano con le sciabole o con le baionette; è una lotta senza quartiere, macello, un combattimento di belve, furiose ed ebbre di sangue; anche i feriti si difendono sino all'ultimo: chi non Battaglia di Solferino un ha più un'arma afferra l'avversario alla gola, dilaniandogliela con i denti." Dunant cerca invano medici, chirurghi e infermieri che possano alleviare le sofferenze di tanti uomini. "Il sole del 25 illuminò uno degli spettacoli più orrendi che si possano immaginare. Il campo di 1

battaglia è coperto dappertutto di cadaveri; le strade, i fossati, i dirupi, le macchie, i prati sono disseminati di corpi senza vita e gli accessi di Solferino ne sono letteralmente punteggiati. Nei paesi tutto si trasforma in ambulanze di fortuna: chiese, conventi, case, pubbliche piazze, cortili, strade, passeggiate." Il numero dei feriti è così considerevole che è impossibile provvedervi. "Allora si verificano scene pietose come quelle del giorno precedente, benché di genere affatto diverso; l'acqua e i viveri non mancano e nondimeno i feriti muoiono di fame e di sete; vi sono filacce in abbondanza ma non mani sufficienti per applicarle sulle ferite. È dunque indispensabile, bene o male, organizzare un servizio volontario." Dunant stesso si improvvisa infermiere, raduna uomini e donne, procura acqua, brodo, biancheria e bende, ritorna sui campi di battaglia per raccogliere altri feriti e li assiste nelle chiese di Castiglione delle Stiviere. "Si rendono perciò necessari infermiere e infermieri volontari, diligenti, preparati, iniziati a questo compito, che, ufficialmente riconosciuti dai comandanti delle forze armate, siano agevolati ed appoggiati nell'esercizio della loro missione. Infine, in un'epoca in cui si parla tanto di progresso e di civiltà, visto che purtroppo le guerre non possono essere sempre evitate, non urge insistere perché si cerchi, in uno spirito d'umanità e di vera civiltà, di prevenire o almeno mitigarne gli orrori?" Il libro Dunant torna a Ginevra, pubblica a sue spese il "Souvenir de Solferino". Vuole sensibilizzare l'opinione pubblica per la realizzazione del suo progetto: creare una Società di soccorso volontario in ogni Stato, con il compito di organizzare ed addestrare squadre per l'assistenza dei feriti in guerra. Propone che i feriti ed il personale sanitario vengano ritenuti neutrali dalle Parti belligeranti, protetti da un segno distintivo comune. Il libro ha una vasta risonanza in tutta Europa e crea immediatamente un clima favorevole alla realizzazione concreta degli ideali in esso contenuti. Nel 1862 Dunant aderisce alla "Società ginevrina di Utilità Pubblica". Il Comitato dei Cinque Insieme ad altri cinque cittadini svizzeri - il giurista Gustave Moynier, il generale Henry Dufour e i due medici Louis Appia e Theodore Maunoir - fonda una Commissione di lavoro, il "Comitato ginevrino di soccorso dei militari feriti" (comunemente noto come il Comitato dei cinque ), che diventerà il Comitato Internazionale della Croce Rossa. Il "Comitato dei cinque" porta avanti le idee proposte da Dunant nel suo libro ed il 26 ottobre 1863 organizza, a Ginevra, una Conferenza Internazionale alla 2

quale partecipano 18 rappresentanti di 14 Paesi che, il 29 ottobre 1863, firmano la "Prima Carta Fondamentale". Le dieci risoluzioni in essa contenute definiscono le funzioni ed i mezzi dei Comitati di soccorso e costituiscono l'atto di nascita del Movimento. In questo modo nasce il Movimento, si concretizza l idea di Dunant, ma l attività dei Comitati di Soccorso non è ancora riconosciuta completamente dagli Stati. LA PRIMA CONVENZIONE DI GINEVRA Nel febbraio del 1864 scoppia il conflitto tra la Prussia e la Danimarca, in occasione del quale agiscono per la prima volta le nascenti Società Nazionali di soccorso. Qui si evidenziano le difficoltà frapposte dai governi all operare delle Società Nazionali. Questi ostacoli possono essere superati solo se gli Stati si impegneranno seriamente nella protezione del personale e delle strutture sanitarie destinate alla cura dei feriti. Di conseguenza il riconoscimento ufficiale dell'attività delle Società di soccorso deve avvenire mediante la conclusione di un trattato internazionale (ovvero un accordo tra Stati). Il governo svizzero offre il proprio appoggio all'iniziativa e convoca, l'8 agosto 1864, una Conferenza diplomatica. A questo evento partecipano i rappresentanti di 12 governi, compresi gli Stati Uniti, unica Potenza non europea rappresentata. Ambulanza a cavallo utilizzata durante la guerra tra la Prussia La Conferenza si conclude con la firma e l'adozione della prima "Convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti in campagna : è il 22 agosto 1864. I dati salienti del documento: Composto da dieci articoli; Garantisce neutralità e protezione alle ambulanze e agli ospedali militari, al personale delle equipes sanitarie e al materiale utilizzato; La protezione viene estesa anche alla popolazione civile che si adoperi per i soccorsi ai feriti; 3

Viene stabilita una regola fondamentale: i militari feriti o malati saranno raccolti e curati, a qualunque nazione appartengano; La croce rossa su sfondo bianco viene adottata quale simbolo di protezione e neutralità riconosciuto a livello internazionale. L emblema può essere riportato su una fascia da indossare sul braccio, per la protezione del personale sanitario. Questo emblema protettivo è scelto invertendo i colori della bandiera federale svizzera e non ha quindi alcun significato religioso: è un omaggio alla Svizzera, che ha ospitato la Conferenza Diplomatica appena conclusasi. La Convenzione di Ginevra del 1864 detta norme che rendono meno crudele la guerra e riconosce la dignità della persona umana e la neutralità del ferito di guerra. Nel periodo successivo all'adozione della Convenzione del 1864 e man mano che gli Stati ne ratificano il testo, vengono create numerose Società Nazionali della Croce Rossa, anche in Stati non appartenenti all'area culturale europea. La collaborazione fra le diverse Società Nazionali viene agevolata dall'organizzazione di Conferenze periodiche non istituzionalizzate alle quali prendono parte, insieme ai delegati delle Società Nazionali e del Comitato Internazionale, i rappresentanti delle potenze parti alla Convenzione di Ginevra: è l origine delle Conferenze Internazionali. Durante la guerra del 1870 tra Francia e Prussia per la prima volta nella storia militare entra in funzione un organismo internazionale che si occupa di comunicare con le famiglie dei soldati feriti o caduti in battaglia: nasce l Agenzia Centrale delle Ricerche. Il Comitato Internazionale può inviare nei campi di prigionia, sebbene questa attività non sia ancora ufficialmente fra le sue prerogative, suoi Delegati. (Sarà, in occasione della IX Conferenza Internazionale di Washington del 1912, che il Comitato Internazionale verrà incaricato di assicurare i soccorsi ai prigionieri di guerra mediante l'intermediazione di delegati neutrali accreditati presso i governi interessati). L EMBLEMA La Croce Rossa Fino al XVIII secolo non tutti gli Stati avevano un esercito proprio (molti si affidavano a eserciti mercenari). Non tutti gli eserciti avevano quindi un servizio sanitario e ogni servizio sanitario usava un proprio simbolo, non riconosciuto dal nemico. Il personale sanitario non godeva di nessuna protezione, si occupava solo dei propri feriti e di conseguenza era considerato belligerante a tutti gli effetti. 4

Uno degli obiettivi del Comitato dei Cinque è ottenere l adozione internazionale di un unico simbolo, a tutela di soccorritori e vittime. Il simbolo deve essere semplice, riconoscibile, noto a tutti e identico per tutti gli eserciti. Il Comitato Internazionale sceglie la Croce Rossa su fondo bianco. La Conferenza Diplomatica, che porta alla firma della Prima Convenzione di Ginevra, adotta questo simbolo, in onore della Svizzera. Convenzione di Ginevra: «Art. 7 (omissis). Una bandiera distintiva e uniforme è adottata per gli ospedali, le ambulanze e le evacuazioni. Un bracciale potrà essere indossato anche dal personale che gode della neutralità. Sia la bandiera che il bracciale riporteranno una croce rossa su fondo bianco.» La Mezzaluna Rossa Durante la guerra Russo-Turca (1877-1878) la Turchia adotta unilateralmente il simbolo della Mezzaluna Rossa su fondo bianco, ritenendolo più consono alla propria cultura. Lo Scià di Persia decide di adottare il simbolo del Leone e Sole Rossi. Vengono avanzate diverse altre proposte per l aggiunta di nuovi simboli ma vengono rifiutate. La Società Nazionale di Israele utilizza lo Scudo di David Rosso, simbolo non riconosciuto. Nel 1980 la Persia, diventata Repubblica Islamica dell Iran, rinuncia al proprio simbolo, adottando la Mezzaluna Rossa. L Emblema del Terzo Protocollo Per far fronte alle richieste di ulteriori simboli, nel 2005 il Terzo Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1949 aggiunge il Cristallo Rosso come emblema. Questo prende anche il nome di Emblema del Terzo Protocollo. A questo punto gli emblemi protettivi sono 3: Croce Rossa, Mezzaluna Rossa e Cristallo Rosso. Essi sono ugualmente validi. Questi possono essere usati sia per indicare la protezione accordata dalle Convenzioni di Ginevra, sia l appartenenza di chi lo indossa al Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: abbiamo quindi un uso protettivo e uno distintivo. 5

Uso protettivo dell emblema L emblema indica con chiarezza la protezione accordata dalle Convenzioni di Ginevra alle Categorie Protette, ai beni e servizi sanitari e di soccorso. Quindi la Croce Rossa, la Mezzaluna Rossa, il Cristallo Rosso su fondo bianco (senza scritte aggiunte) indicano protezione e neutralità. Possono essere usati sugli ospedali, sulle ambulanze, sul personale Sanitario e Religioso, anche non appartenente al Movimento di Croce Rossa (servizio sanitario degli eserciti, ospedali militari o civili, società di soccorso non appartenenti al Movimento ma rispettanti la deontologia medica). Mezzi, strutture e personale protetto dagli emblemi non possono essere oggetto di attacchi. Questi mezzi, strutture e personale non devono partecipare attivamente al conflitto. Ad esempio le ambulanze, pur essendo spesso mezzi militari corazzati non devono essere armate. Allo stesso modo il personale sanitario per poter godere della protezione non può portare le armi normalmente in dotazione ad un soldato (e ovviamente deve astenersi dal combattere). Uso distintivo dell emblema Il distintivo denota la qualifica di chi lo indossa quale appartenente ad una categoria specifica comune a tutti coloro che ne portano uno identico. Il simbolo della Croce Rossa Italiana indica l appartenenza della persona che lo indossa alla Croce Rossa Italiana, quindi al Movimento Internazionale. Allo stesso modo i simboli della Federazione e del Comitato Internazionale. Non si può, ovviamente, indossare un simbolo distintivo di un organo al quale non si appartiene (ad esempio non si può appuntare una spilletta del C.I.C.R. sulla divisa). 6

IL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO Il diritto internazionale umanitario (o diritto umanitario o diritto bellico) costituisce una parte molto importante del diritto internazionale pubblico e include le regole che, in tempo di conflitto armato, proteggono le persone che non prendono, o non prendono più, parte alle ostilità e pongono limiti all impiego di mezzi e metodi di guerra. Per questo motivo il DIU è ius in bello (= Diritto nella guerra), diverso rispetto allo ius ad bellum (= Diritto alla guerra, verso la guerra). Il DIU si occupa di regolare i conflitti armati, di descriverne le regole. In altre parole si applica nel momento in cui il conflitto è già in atto. Il DIU non giudica come è sorto o la legittimità della nascita del conflitto (di cui si occupa lo ius ad bellum). Un paragone con il mondo dello sport (Calcio): Regole del gioco del calcio: descrivono come si gioca, si applicano dal momento in cui l arbitro fischia il calcio d inizio (ad esempio la regola del fuori-gioco si applica solo se si sta giocando, ovviamente) e valgono per tutte le partite equivale al DIU, ovvero ius in bello. Le regole per l ammissione di una squadra alla Champions League sono descritte da altri regolamenti, previsti dalla UEFA, che spiegano come debba classificarsi una squadra per partecipare al torneo Ad esempio la Carta delle Nazioni unite, parte dello ius ad bellum. Quindi il DIU è un insieme di norme; il suo scopo è regolare, umanizzare la condotta dei conflitti armati, porre limiti ai mezzi e metodi di guerra e garantire protezione alle persone che non combattono. Si applica solo in caso di conflitto armato (Internazionale o Non Internazionale). Quindi non si applica in caso di rivolte, sommosse, disordine pubblico. Chi protegge? Chi non prende parte o non prende più parte al conflitto: Civili, Personale Sanitario e Religioso, prigionieri di guerra, feriti, malati, naufraghi. Quando si applica? Conflitti armati Internazionali: Tra due Stati. Conflitti armati non Internazionali: Tra le forze armate regolari e gruppi armati combattenti di dissidenti. 7

Tappe Importanti: Croce Rossa Italiana - Comitato Locale di Settimo Torinese 22 agosto 1864 Convenzione di Ginevra per il miglioramento delle condizioni dei feriti delle forze armate in campagna. 1929 La prima guerra mondiale evidenzia le lacune delle norme fino ad allora formulate e nel 1929 vengono adottate due convenzioni, una per il trattamento dei prigionieri di guerra, l'altra per migliorare la protezione dei feriti e dei malati sulla base della passata esperienza. 1949 Con la Seconda Guerra mondiale i conflitti armati cambiano in modo radicale. Rispetto alle battaglie del IXX Secolo (come quella di Solferino) in cui gli eserciti si confrontavano in campo aperto, in campagna (da cui il termine campagna militare ), lontano dai centri abitati e quindi dai civili, le battaglie della del Secondo Conflitto Mondiale si combattono nelle città, nei paesi, con ingenti perdite di civili. Basti pensare ai bombardamenti a tappeto sulle città di Tokyo e Londra o allo sgancio degli ordigni nucleari su Hiroshima e Nagasaki. Si parla di 71 milioni di vittime, di cui 48,5 milioni sono civili. Alla fine del conflitto le Nazioni sentono fortemente l'esigenza di rivedere le convenzioni vigenti e nel 1946 il Consiglio Federale Svizzero convoca una nuova Conferenza diplomatica. Questa il 12 agosto 1949, adotta quattro convenzioni. Convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti e dei malati delle forze armate in campagna; (Guerra terrestre) Convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti, dei malati e dei naufraghi delle forze armate su mare; (Guerra marittima) Convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri di guerra; Convenzione di Ginevra relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra. Dati Salienti del Documento: Regole precise proteggono gli internati civili. I diritti e i doveri di una Potenza occupante sono chiaramente stabiliti, sono vietate le rappresaglie e le deportazioni. 8

Gli Stati firmatari si impegnano a curare amici e nemici senza alcuna distinzione, a rispettare l'essere umano, la dignità della donna, i diritti della famiglia, i costumi, le convinzioni religiose. Sono vietati trattamenti disumani o degradanti, la cattura di ostaggi, gli stermini, la tortura, le esecuzioni sommarie, il saccheggio, gli atti di violenza e la distruzione indiscriminata dei beni privati. I delegati del CICR vengono autorizzati a visitare i campi di prigionieri di guerra, gli internati e ad intrattenersi con i detenuti senza testimoni. NB: L articolo 3, comune a tutte e 4 le Convenzioni del 1949, protegge chi non prende parte alle ostilità in caso di Conflitto Non Internazionale. Rappresenta una mini-convenzione. Descrive una serie di azioni che restano comunque vietate anche al di fuori di un contesto internazionale: - le violenze contro la vita e l integrità corporale, specialmente l assassinio in tutte le sue forme, le mutilazioni, i trattamenti crudeli, le torture e i supplizi; - la cattura di ostaggi; - gli oltraggi alla dignità personale, specialmente i trattamenti umilianti e degradanti; - le condanne pronunciate e le esecuzioni compiute senza previo giudizio di un tribunale regolarmente costituito, che offra le garanzie giudiziarie riconosciute indispensabili dai popoli civili. L inserimento di un articolo che tutela le vittime di un conflitto NON internazionale all interno di una convenzione che regola i conflitti internazionali è una azione lungimirante: oggi la maggior parte dei conflitti armati nel mondo sono a carattere NON internazionale, allora conflitti di questo tipo non erano conosciuti. L articolo è comune, identico in tutte e quattro le convenzioni, in modo che se una Potenza avesse deciso di sottoscrivere non tutte ma solo alcune o anche una sola di queste convenzioni, essa sarebbe stata comunque obbligata a rispettare questo articolo. APPROFONDIMENTO: Nel 1954 viene adottata all'aja una "Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato". Nel 1976 le Nazioni Unite adottano una "Convenzione sul divieto di utilizzare tecniche di modifica dell'ambiente naturale per scopi militari o per qualsiasi altro scopo ostile". 9

1977 Una nuova Conferenza Diplomatica adotta due "Protocolli aggiuntivi alle Convenzioni di Ginevra del 1949" destinati a completare le norme di protezione previste dalle quattro Convenzioni di Ginevra. Il I Protocollo estende il campo di applicazione e di controllo delle Convenzioni di Ginevra del 1949, identificando meglio il personale ed il materiale sanitario e meglio assicurando la protezione della popolazione civile dagli effetti delle ostilità Si applica ai conflitti armati Internazionali Il II Protocollo si preoccupa della protezione delle vittime dei conflitti armati non internazionali mediante una serie di disposizioni destinate ad assicurare la tutela dei feriti, dei malati e della popolazione civile in generale e, in particolare, dei civili privati della libertà. (fino a questo momento i conflitti armati non internazionali erano regolati solo dall articolo 3 comune alle CG del 1949) Ricordiamo che affinché uno Stato possa applicare un trattato Internazionale questo deve essere ratificato, cioè inserito nelle leggi dello Stato. Una Potenza può quindi firmare un trattato ma non ratificarlo, in questo caso non sarà vincolata al rispetto dello stesso. Il I Protocollo Aggiuntivo, è stato firmato da diverse Nazioni, ma ancora molte non lo hanno ratificato. Attenzione Le Convenzioni di Ginevra del 1949 hanno valore consuetudinario, ovvero tutti gli Stati sono obbligati alla loro applicazione, anche se non le hanno ratificate. Significa che le norme in esse contenute sono diventate di uso così comune, di conoscenza così generale e ratificate da così tanti Stati che esse valgono per tutti, a prescindere dalla ratifica. 1998 Statuto della Corte Penale Internazionale, firmato a Roma La ICC (International Criminal Court), con sede all Aja, persegue i crimini di genocidio, crimine contro l umanità e i crimini di guerra. La corte persegue tali crimini in modo complementare agli Stati: essa agisce solo quando lo Stato a cui appartengono gli imputati non sia nelle condizioni o non voglia perseguire i crimini internazionali. Non è un organo delle Nazioni Unite e non va quindi confusa con la Corte Internazionale di Giustizia. 2005 Terzo protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1949 introduzione come emblema del Cristallo Rosso (o Emblema del Terzo Protocollo). 10

Croce Rossa Italiana - Comitato Locale di Settimo Torinese Le regole fondamentali del DIU Segue un riassunto delle principali regole contemplate dal Diritto Internazionale Umanitario, redatto dal CICR. Le persone che non prendono, o non possono più prendere, parte alle ostilità hanno diritto al rispetto della propria vita, della propria integrità fisica e mentale, devono essere protette e trattate con umanità in qualsiasi circostanza, senza alcuna distinzione di carattere sfavorevole. E proibito uccidere o ferire un avversario che si arrende o che non può più prendere parte al combattimento. Feriti e malati devono essere raccolti e curati dalla Parte in conflitto che li detiene in proprio potere. Il personale sanitario e gli stabilimenti, i trasporti e le attrezzature sanitarie devono essere rispettati e protetti. La croce rossa o la mezzaluna rossa su campo bianco sono il segno protettivo di queste persone e di questi materiali e devono essere rispettati. I combattenti che sono stati catturati e i civili che si trovano sotto l autorità della parte avversaria hanno diritto al rispetto della loro vita, della loro dignità, dei loro diritti personali e delle loro opinioni (politiche, religiose ecc.). Devono essere protetti contro ogni forma di violenza e di rappresaglia. Hanno diritto a scambiarsi notizie con le proprie famiglie e a ricevere aiuti materiali. Tutti devono godere delle garanzie giuridiche fondamentali e nessuno può essere ritenuto responsabile di un atto che non ha commesso. Nessuno può essere sottoposto a torture fisiche o mentali, a punizioni corporali crudeli o degradanti o ad altri trattamenti simili. Né le parti in conflitto né i membri delle loro forze armate hanno un diritto illimitato nella scelta dei metodi e dei mezzi di combattimento. E proibito usare armi o metodi di combattimento che possono causare perdite inutili o sofferenze eccessive. Le parti in conflitto devono distinguere in ogni momento tra civili e combattenti in modo da risparmiare la popolazione ed i beni civili. Né la popolazione civile nel suo insieme né le singole persone che la compongono possono essere oggetto d'attacco. Gli attacchi devono essere diretti solo contro obiettivi militari. Quindi in poche parole: - Umanità: rispetto dell essere umano sempre e comunque - Proporzionalità: il fine NON giustifica i mezzi per raggiungere un obiettivo militare devo utilizzare i mezzi più consoni e più proporzionali. Esempio: Non posso distruggere una città per neutralizzare un solo soldato. - Distinzione: tra obiettivi militari (caserme, accampamenti, mezzi, soldati) e beni civili (scuole, ospedali, case, civili) - Limitazione: In guerra e in amore NON tutto è lecito Sono vietate le armi e i metodi di guerra che causano sofferenze inutili (gas, armi laser accecanti, proiettili o schegge non visibili ai raggi X) o che non permettono il principio di distinzione (Ad esempio il napalm). 11

Croce Rossa Italiana - Comitato Locale di Settimo Torinese IL MOVIMENTO INTERNAZIONALE DI CROCE ROSSA E MEZZALUNA ROSSA Il Movimento Internazionale rappresenta una forza di 120 milioni di persone animate dalla stessa vocazione e la stessa generosità, unite da sette principi fondamentali. Esso costituisce la più straordinaria catena di solidarietà del mondo. Nel suo complesso rappresenta la più grande organizzazione umanitaria del mondo. Il movimento può essere diviso in membri (C.I.C.R., F.I.C.R, Società Nazionali) e organi (Conferenza Internazionale, Consiglio dei Delegati, Commissione Permanente). 12

I membri del movimento Comitato Internazionale della Croce Rossa (C.I.C.R. o I.C.R.C. in inglese) Il C.I.C.R. è finanziato dai contributi volontari delle Società Nazionali, dai governi firmatari le Convenzioni di Ginevra del '49 e dai lasciti e dalle donazioni dei privati. Esso è depositario dei principi fondamentali del Movimento ed è delegato al riconoscimento delle Società Nazionali di nuova formazione ed al controllo della compatibilità delle modifiche che le Società Nazionali già riconosciute desiderano apportare ai propri statuti. Le funzioni del Comitato Internazionale possono essere schematicamente distinte in due grandi settori: 1. sviluppo e la diffusione del Diritto internazionale umanitario da una parte, 2. protezione l assistenza delle vittime dei conflitti armati interni e internazionali. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha tra i suoi compiti principali quello di lavorare al perfezionamento del Diritto internazionale umanitario (D.I.U.), alla comprensione ed alla diffusione delle Convenzioni di Ginevra e di prepararne l'eventuale sviluppo. Un altro compito del C.I.C.R. è la diffusione delle norme del D.I.U. La conoscenza del Diritto internazionale umanitario da parte di tutte le persone protette costituisce, infatti, una condizione indispensabile perché questo diritto sia rispettato. Una delle cause non ultime della violazione delle sue norme è, infatti, la non conoscenza delle stesse da parte di coloro che dovrebbero metterle in pratica. In caso di conflitto, sulla base del D.I.U. e grazie ai suoi principi di neutralità ed imparzialità, il C.I.C.R. esercita una funzione di intermediario tra le vittime dei conflitti armati e gli Stati; ed in particolare: fornisce protezione e assistenza alle vittime dei conflitti; si intrattiene con i prigionieri di guerra e con gli internati civili senza testimoni, al fine di accertarne le condizioni, intervenendo presso la Potenza detentrice se queste non sono idonee; raccoglie notizie sui prigionieri di guerra, sui feriti e sugli internati civili e le trasmette ai familiari. Lo stesso compito viene svolto dal C.I.C.R. tra gli abitanti di una zona occupata ed i loro parenti che si trovano dall'altra parte del fronte L Agenzia Centrale delle Ricerche opera anche in caso di catastrofi, per riunire le famiglie delle vittime. organizza e convoglia soccorsi per le popolazioni civili dei territori occupati quando la Potenza occupante non è in grado di procurare sufficienti mezzi di sostentamento essenziali alla popolazione, vigilando che questi siano realmente distribuiti; 13

offre i suoi servigi per facilitare l'istituzione di zone e località sanitarie e di sicurezza; può fungere da Potenza Protettrice per salvaguardare gli interessi delle Parti in conflitto; offre i propri servigi alle Parti in caso di conflitto armato a carattere non internazionale. Federazione Internazionale delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (F.I.C.R. o I.F.R.C. in inglese) Subito dopo la prima guerra mondiale, nella previsione e nella speranza che non vi sarebbe stato un nuovo conflitto, si pone il problema dell'utilizzo del numeroso personale e dei mezzi della Croce Rossa. Il diffondersi di epidemie come il colera e il tifo suggerisce al Presidente della Croce Rossa degli Stati Uniti, Henry Davison, di federare le varie Società Nazionali in un'unica organizzazione internazionale che si ponesse come scopo il miglioramento della salute e la prevenzione delle malattie, intervenendo a favore della sanità pubblica e nell'organizzazione di soccorsi in caso di catastrofi naturali. Nasce così, il 5 maggio del 1919, a Parigi - con sede a Ginevra dal 1939 - la Lega delle Società Nazionali della Croce Rossa, i cui membri fondatori furono le Società Nazionali degli Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Francia, Giappone ed Italia. Dal 1991 la Lega delle Società Nazionali della Croce Rossa prende il nome di Federazione Internazionale delle Società Nazionali di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa e di essa fanno parte, ad oggi, 185 Società Nazionali. La Federazione è un'associazione privata internazionale non governativa il cui finanziamento è assicurato dai contributi annuali delle Società Nazionali ed ha come organi: l'assemblea, formata dalle unità periferiche delle Società Nazionali, il Consiglio Esecutivo, il Tesoriere, la Commissione permanente di ripartizione delle quote, la Commissione delle finanze e eventuali organi sussidiari. Essa ha per compiti: agire in qualità di organo permanente di coordinamento tra le Società Nazionali e portare ad esse assistenza; recare soccorso, con tutti i mezzi possibili, alle vittime delle catastrofi, organizzando e coordinando l'azione di soccorso a livello internazionale delle Società Nazionali; favorire la creazione e lo sviluppo di nuove Società Nazionali; aiutare le Società Nazionali ad intraprendere attività volte al miglioramento della salute della popolazione, alla preparazione dei soccorsi e alla prevenzione alle catastrofi; 14

collaborare con il Comitato Internazionale nella diffusione del Diritto internazionale umanitario e dei principi fondamentali della Croce Rossa e nelle altre iniziative umanitarie da esso intraprese. Modalità di intervento della Federazione in seguito ad una catastrofe: Evento (terremoto nello Stato di Blulandia) la Società Nazionale Blulandese fa un sopralluogo, valutando le necessità Richiesta di aiuto alla Federazione, specificando i bisogni La federazione fa un appello alle altre Società Nazionali Gli aiuti provenienti dalle altre SN sono coordinati dalla Federazione e vengono dispiegati sul territorio colpito. NB: CICR interviene in tempo di conflitto armato. FICR interviene in caso di disastri e calamità naturali o dovute all azione dell uomo. Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Rappresentano il Movimento all interno di uno Stato, nel quale è possibile la presenza di un unica Società Nazionale, che deve operare su tutto il territorio. Agiscono secondo i Principi del Movimento. La Croce Rossa Italiana è una Società Nazionale, conta circa 139.000 volontari attivi. Gli organi del Movimento La Conferenza Internazionale Essa è l'organo supremo del Movimento internazionale e riunisce tutte le delegazioni di: - Società Nazionali - Comitato Internazionale della Croce Rossa - Federazione Internazionale - Rappresentanti degli Stati firmatari le Convenzioni di Ginevra. Si riunisce ogni quattro anni, assicura il coordinamento e l'unità degli sforzi di tutto il Movimento Internazionale. Le decisioni adottate dalla Conferenza vincolano gli organi della Croce Rossa per l'interpretazione e la revisione degli Statuti, per le controversie che possono sorgere tra gli Stati firmatari circa l'interpretazione e l'applicazione delle Convenzioni e per le proposte relative a queste. Essa riveste un grande valore in quanto esprime i sentimenti dell'opinione pubblica mondiale relativamente alle questioni di carattere umanitario. 15

Attenzione La Conferenza Internazionale è un organo del Movimento Internazionale. Una Conferenza Diplomatica (come quella che ha portato alla firma delle quattro CG del 1949) è un momento di incontro la gli Stati. Il Consiglio dei Delegati Istituito nel 1884, durante la III Conferenza di Ginevra, per assicurare l'organizzazione delle Conferenze Internazionali e regolare i problemi di procedura, è composto dai rappresentanti di: - C.I.C.R - F.I.C.R - Società Nazionali Costituisce un momento di verifica interna del Movimento. La Commissione Permanente L'organo preposto alla preparazione della Conferenza Internazionale e che assicura il coordinamento degli sforzi del Comitato Internazionale e della Federazione durante gli intervalli delle riunioni della Conferenza è la Commissione Permanente della Croce Rossa Internazionale. I SETTE PRINCIPI FONDAMENTALI DEL MOVIMENTO Sono i garanti dell azione del Movimento, delle Società Nazionali (CRI) e di ogni suo volontario e aderente. Adottati nella XX Conferenza Internazionale a Vienna (1965) UMANITÁ nata dall'intento di portare soccorso senza discriminazioni ai feriti sui campi di battaglia, la Croce Rossa, in campo internazionale e nazionale, si adopera per prevenire e lenire in ogni circostanza le sofferenze degli uomini, per far rispettare la persona umana e proteggerne la vita e la salute; favorisce la comprensione reciproca, l'amicizia, la cooperazione e la pace duratura fra tutti i popoli; non è solo il soccorso l'impegno primario della C.R.I., ma anche la prevenzione della sofferenza, per questo tutti gli operatori si preoccupano di diffondere l'educazione alla salute e la conoscenza dei principi fondamentali e del DIU. IMPARZIALITÁ opera senza distinzione di nazionalità, di razze, di religione, di condizione sociale e di appartenenza politica; per rispettare la persona umana è necessario rispettare la sua vita, la libertà, la salute, le sue idee e i suoi costumi, eliminando quindi i concetti di superiorità e di inferiorità. 16

NEUTRALITÁ si astiene dal partecipare alle ostilità di qualsiasi genere e alle controversie di ordine politico, razziale e religioso; operando in situazione di conflitto armato, la C.R.I. pone la sua struttura a servizio della collettività senza appoggiare o favorire nessuno, in modo da avere la fiducia di tutti. INDIPENDENZA la Croce Rossa svolge in forma indipendente e autonoma le proprie attività in aderenza ai suoi principi, è ausiliaria dei poteri pubblici nelle attività umanitarie ed è sottoposta solo alle leggi dello Stato ed alle norme internazionali che la riguardano; il soccorso volontario e disinteressato è necessario soprattutto in tempo di guerra, quando molto spesso viene coinvolto l'animo degli uomini negando la serenità di giudizio e di un'opera obiettiva. VOLONTARIETÁ la Croce Rossa è un'istituzione di soccorso, disinteressata e basata sul principio volontaristico; volontario è la persona che aderisce all'organizzazione di sua spontanea volontà e senza alcuna costrizione, questo però non toglie che alcune prestazioni possano essere retribuite per i dipendenti, ovvero quanti fanno una scelta di vita professionale di aderire ai principi C.R.I. e soprattutto di aiutare il prossimo sofferente. Il principio di volontarietà non esclude che ci possano essere alcune figure alla dipendenza della Croce Rossa, chiaramente devono essere un numero contenuto rispetto ai volontari. UNITÁ nel territorio nazionale non vi può essere che una sola associazione di Croce Rossa aperta a tutti e con estensione della sua azione umanitaria all'intero territorio; elemento di pace all'interno della nazione, e anche condizione per garantire la capillarità dell'intervento e la presenza in tutti i luoghi del Paese; inoltre è l'invito a tutti gli operatori C.R.I. a sentirsi componenti aventi lo stesso spirito umanitario alla base del proprio impegno. UNIVERSALITÁ la Croce Rossa Italiana partecipa al carattere di istituzione universale della Croce Rossa, in seno alla quale tutte le società nazionali hanno uguali diritti e il dovere di aiutarsi reciprocamente; ogni programma di sviluppo della C.R.I. si fonda su una visione globale dei bisogni, sulla cui base essa forgia strutture e servizi, richiede la partecipazione dei destinatari rafforzandone le loro capacità e contribuendo al miglioramento delle loro condizioni di vita. 17

STRATEGIA 2020 E OBIETTIVI STRATEGICI DELLA C.R.I. La Strategia 2020, adottata dalla Assemblea Generale della Federazione Internazionale a Nairobi nel 2009, indica le strategie con le quali il Movimento dovrà far fronte alle sfide umanitare nel decennio 2010-2020. È un quadro strategico di riferimento per tutte le Società Nazionali del mondo. Guida alla definizione dei piani strategici per ciascuna Società. É basata su: - 3 azioni facilitatrici indicano come è possibile creare un Movimento più forte e incisivo, a partire dalle Società nazionali. La realizzazione delle azioni facilitatrici è la base per creare un Movimento in grado di raggiungere gli Obiettivi Strategici. - 3 obiettivi strategici indicano gli obiettivi che il Movimento si pone fino al 2020. Gli obiettivi sono generali. Essi devono essere calati nel contesto di ciascuna Società, con la formulazione di un Piano Strategico ad hoc. Cosa vuol dire, ad esempio Salvare le vite, proteggere i mezzi di sostentamento e facilitare il recupero a seguito di disastri e crisi? 18

In un paese sviluppato vuol dire migliorare il sistema di risposta alle catastrofi. In un paese in via di sviluppo vuol dire istituire un sistema di risposta alle catastrofi. Di conseguenza ciascuna Società Nazionale raggiungerà questi obiettivi in modo diverso, perché ogni SN opera in un territorio diverso, con diverse priorità e necessità e diversi punti di partenza. A questo scopo, la Croce Rossa Italiana (come tutte le altre SN) ha elaborato un suo Piano Strategico, basandosi sulla Strategia 2020, che rappresenta il modo scelto dalla CRI per raggiungere i 3 obiettivi strategici della Strategia 2020. Il Piano Strategico della CRI consiste in 6 obiettivi (che si rifanno agli obiettivi della Strategia 2020). All interno di questi 6 obiettivi la CRI opera con tutte le sue Attività. Quindi portare avanti tutte le attività della CRI significa raggiungere i 6 obiettivi e quindi il compimento della Strategia 2020 nel territorio Italiano. Dal momento che questi 6 obiettivi rappresentano la collocazione delle attività della C.R.I., questi sono anche detti Aree di Intervento. Ai diversi livelli di organizzazione della Società (Locale, Regionale, Nazionale) esiste una figura preposta alla coordinazione delle varie attività dell Area. Avremo quindi i Delegati (locali, regionali, nazionali) per l Area 1, 2, 3 eccetera. Obiettivi Specifici di ciascuna Area di Intervento e attività (attualmente non tutte le seguenti attività sono attivate presso il nostro Comitato): 1 - Tuteliamo e proteggiamo la salute e la vita Obiettivi specifici: Migliorare lo stato di salute delle persone e delle comunità 19

Proteggere la vita e fornire supporto socio-sanitario alle comunità Costruire comunità più sicure attraverso la promozione della salute Assicurare l'acquisizione di competenze da parte della comunità per proteggere la propria vita e quella degli altri Costituiscono attività di quest'area: a. la promozione della donazione volontaria del sangue; b. la diffusione del Primo Soccorso; c. l'educazione alla salute e la promozione di stili di vita sani; d. il servizio ambulanza ed i servizi assimilabili; e. i servizi in ausilio al Servizio Sanitario delle Forze Armate, come previsti dalle Convenzioni di Ginevra; f. la diffusione del BLS, del BLSD, del PBLS del PBLDS; g. le manovre di disostruzione pediatrica; h. il trucco e la simulazione. 2 - Favoriamo il supporto e l'inclusione sociale Obiettivi specifici: Ridurre le cause di vulnerabilità individuali e ambientali Contribuire alla costruzione di comunità più inclusive Promuovere e facilitare il pieno sviluppo dell'individuo Costituiscono attività di quest'area: a. le attività di supporto sociale volte a favorire l'accesso della persona alle risorse della comunità (ivi compreso il soddisfacimento dei bisogni primari) e le politiche di supporto alla comunità (anche mediante sportelli di ascolto-aiuto per analisi dei bisogni risposte alle necessità del territorio); b. le attività rivolte alle persone senza dimora; c. le attività rivolte alle persone diversamente abili; d. le attività rivolte alle persone con dipendenza da sostanze; e. le attività rivolte alle persone migranti; f. le attività volte a favorire l'inclusione sociale di persone marginalizzate; g. le attività psico-sociali (ivi compresa la clownerie) rivolte a persone ospedalizzate, ospiti di case di riposo, ecc.; h. le attività volte a favorire un invecchiamento attivo della popolazione. 3 - Prepariamo le comunità e diamo risposta a emergenze e disastri Obiettivi specifici: Salvare vite e fornire assistenza immediata alle comunità colpite dal disastro Ridurre il livello di vulnerabilità delle comunità di fronte ai disastri Assicurare una risposta efficace e tempestiva ai disastri ed alle emergenze nazionali ed internazionali 20

Ristabilire e migliorare il funzionamento delle comunità a seguito di disastri Costituiscono attività di quest'area: a. le attività di prevenzione e preparazione delle comunità ai disastri; b. le attività di risposta alle emergenze nazionali; c. la risposta ai disastri internazionali; d. le attività psico-sociali in emergenza; e. il recupero a seguito di disastri e crisi; f. l'assistenza sanitaria in occasione di grandi eventi; g. i soccorsi speciali (soccorsi con mezzi e tecniche speciali, operatori polivalenti di salvataggio in acqua, unità cinofile, soccorsi su piste da sci); h. il settore NBCR; i. le attività di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. 4 - Disseminiamo il Diritto Internazionale Umanitario, i Principi Fondamentali ed i Valori Umanitari e cooperiamo con gli altri membri del Movimento Internazionale Obiettivi specifici: Adempiere il mandato istituzionale della diffusione del Diritto Internazionale Umanitario, dei Principi Fondamentali e dei Valori Umanitari Sviluppare opportunità di collaborazione all'interno del Movimento Internazionale, coerentemente con il Principio Fondamentale di Universalità Costituiscono attività di quest'area: a. la disseminazione del Diritto Internazionale Umanitario; b. la disseminazione dei Principi Fondamentali e dei Valori Umanitari del Movimento Internazionale; c. i progetti di cooperazione (bilaterali e/o multilaterali) con le altre Società Nazionale sia a livello nazionale che decentrato; d. le attività volte alla promozione della tutela dell'emblema; e. l'idrl (International Disaster Response Laws, Rules and Principles, promosso dalla Federazione Internazionale). 5 - Promuoviamo attivamente lo sviluppo dei giovani e una cultura della cittadinanza attiva Obiettivi specifici: Promuovere lo sviluppo della fascia giovane della popolazione e favorirne l'empowerment Promuovere ed Educare alla cultura della cittadinanza attiva 21

Costituiscono attività di quest'area: a. la prevenzione, mitigazione e recupero della devianza giovanile; b. b. la promozione della donazione volontaria del sangue ai più giovani (Club 25); c. l'educazione alla salute e la promozione di stili di vita sani fra giovani (MST, HIV, Progetto "IDEA: Igiene, Dieta, Educazione Alimentare", ecc.); d. l'educazione alla sicurezza stradale; e. la promozione dei Principi Fondamentali e di una cultura della nonviolenza e della pace ("YABC", bullismo, educazione alla pace, "Youth on the run", ecc.); f. le attività educative rivolte a bambini ed adolescenti. Rimangono ferme le disposizioni di cui all'ordinanza Commissariale 28 marzo 2012, n. 146/12; g. il progetto "Climate in action"; h. le attività di cooperazione e gli scambi internazionali giovanili 6 - Agiamo con una struttura capillare, efficace e trasparente, facendo tesoro dell'opera del Volontariato Obiettivi specifici: Aumentare la capacità sostenibile della Croce Rossa Italiana a livello locale e nazionale, di prevenire ed affrontare in modo efficace le vulnerabilità delle comunità Rafforzare la cultura del servizio volontario e della partecipazione attiva Assicurare una cultura di responsabilità trasparente nei confronti dei nostri stakeholder Mantenere gli statuti, regolamenti e piani d'azione in linea con le raccomandazioni e decisioni internazionali Adattare ogni nostra azione all'evoluzione dei bisogni delle persone vulnerabili Costituiscono attività di quest'area: a. lo sviluppo organizzativo; b. la comunicazione (esterna, interna, documentazione); c. la promozione e le politiche del volontariato; d. la promozione-reclutamento-fidelizzazione dei soci attivi e dei sostenitori; e. lo sviluppo dei partenariati strategici; f. la pianificazione e la progettazione dei servizi; g. la trasparenza; h. l'advocacy; i. il fundraising; j. la gestione delle risorse umane; k. il monitoraggio delle attività e dei progetti in corso di implementazione, nonché la valutazione del loro impatto. NB: Realizzazione di questi obiettivi = realizzazione obiettivi Strategia 2020 22

Nota sulle Componenti della C.R.I. Attualmente esistono tre componenti, in cui è possibile prestare il proprio servizio: I Volontari di Croce Rossa, il Corpo Militare e le Infermiere Volontarie. I Volontari di Croce Rossa sono il cuore pulsante dell Associazione, svolgono tutte le attività sopra descritte. Il Corpo Militare e le Infermiere Volontarie sono due Corpi Ausiliari delle Forze Armate: la Croce Rossa presta il suo servizio alle Forze Armate, mantenendo comunque i suoi Principi di Neutralità, Imparzialità e Indipendenza Corpo Militare La Croce Rossa Italiana, in virtù delle convenzioni internazionali ed in forza delle leggi nazionali dispone tra le sue componenti, per l'assolvimento dei compiti di emergenza del tempo di pace e di guerra, di un Corpo Militare ausiliario delle Forze Armate. E' composto da un contingente di personale in servizio e da personale in congedo, arruolato su base volontaria e altamente specializzato: medici, psicologi, chimici-farmacisti, commissari, contabili, infermieri e soccorritori. Nei propri ruoli in congedo conta oggi 19.314 iscritti, che vengono richiamati periodicamente per addestramento. Il Corpo Militare in situazioni di emergenza nazionale ed internazionale gestisce ospedali da campo, presidi medici avanzati, nuclei sanitari e logistici mobili e nuclei di decontaminazione NBCR. Infermiere Volontarie Ausiliarie delle Forze Armate, le Infermiere Volontarie oltre a portare aiuto e conforto in caso di guerra, di emergenze sia nazionali che internazionali, sono da sempre impiegate anche in missioni umanitarie in Italia e all'estero. Le "Crocerossine" conseguono un diploma dopo un corso teorico-pratico della durata di due anni e prestano la loro opera negli ospedali militari, in quelli civili, nelle postazioni di pronto soccorso, negli ambulatori, nei centri di assistenza e in qualsiasi posto sia necessario la loro presenza. Nel 2008 sono state 10.124 le socie iscritte come Infermiere Volontarie. Precedentemente la Croce Rossa Italiana era divisa in un maggior numero di componenti: Volontari del Soccorso, Pionieri, Comitato Femminile, Donatori di Sangue, Corpo Militare e Infermiere Volontarie. Attualmente le componenti civili sono state fuse nei Volontari di Croce Rossa. Questo significa, che tutti possono fare tutto e anzi, i volontari sono invitati a prestare il proprio servizio per qualunque tipo di attività, dalle campagne di prevenzione al servizio E/U 118, alle attività socio-assistenziali e alle attività per i giovani. 23