LA FINESTRA EDITRICE La Finestra editrice accetta pubblicazioni in italiano, francese e inglese. La versione digitale dell opera (in formato.doc o.docx, e anche in.pdf) sarà inviata con caratteri italiani per testi italiani (Bodoni o Bembo), per tutti gli altri in Caslon o Baskerville. Corpo 11 per il testo, 10 per le citazioni lunghe separate dal testo se superano le due righe, 9 per le note. Interlinea 1, senza salto di linea tra i paragrafi. È necessario inviare, in un file a parte (.doc, o.docx, e.pdf), l indice dei nomi, senza l indicazione delle pagine. Il cognome e il nome di ogni autore devono essere indicati per esteso. L unico indirizzo telematico abilitato a ricevere le opere è redazione@la-finestra.com L autore deve fornire un abstract e le parole chiave in italiano, francese e inglese. Anche il titolo dell opera deve essere indicato in italiano, francese e inglese. Questi dati sono utili per l inserimento della scheda sia nei cataloghi cartacei, sia in quelli telematici, sia per la descrizione dell opera alle istituzioni interessate. Le illustrazioni (figure, tabelle) saranno numerate e consegnate in files separati, ad alta risoluzione (300dpi) ed esclusivamente in formato.tiff. Ogni illustrazione deve essere accompagnata da una didascalia e annunciata nel testo con un numero di richiamo fra parentesi.
2 REGOLE DI BASE PER LA PRESENTAZIONE DEI TESTI Numerare le pagine del testo dall inizio alla fine in numeri arabi, nel carattere del testo e in corpo 9. Le regole di punteggiatura di ogni lingua devono essere scrupolosamente rispettate. Titoli intermedi e sottotitoli: la gerarchia deve essere chiaramente indicata. Non ci sarà salto di linea fra i paragrafi. Si eviteranno nel testo corrente i rimandi ai titoli intermedi e ai sottotitoli. Le citazioni brevi (meno di due righe) saranno integrate nel testo corrente, in tondo e tra caporali «...». Le citazioni lunghe (più di due righe), rispetto al testo corrente, devono essere a blocchetto, ossia con stacco di una riga dal testo sopra e sotto, composte in corpo 10, rientro 0,5 da ambedue i lati, senza caporali, indicando gli omissis con tre puntini tra parentesi quadre [...]. Le note sono numerate in cifre arabe con rientro 0,3 così come i rientri dei capoversi nel corpo del testo.
3 LETTERE, ACCENTI, TRATTINI, CORSIVI Maiuscole e minuscole, se necessario, vanno accentuate (é, è, É, È). Non utilizzare l apostrofo per segnare un accento (es.: È, non E ). Per i puntini di sospensione, utilizzare il tasto adeguato [...] e non il tasto «punto» ripetuto tre volte [... ]; Utilizzare, quando necessario, la lineetta tipografica [ ] («lineato al quadratone») e non confonderla col trattino d unione [-], per evidenziare un inciso. Es.: «quanto affermato disse ha avuto riscontro». Per indicare i secoli usare il numero romano maiuscoletto in corpo 11, senza la lettera in esponente. Es: XII secolo e non XII o secolo. Mentre i normali capoversi sono rientrati, quelli preceduti da uno stacco (riga vuota), non devono essere rientrati. Il sé di sé stesso o sé stessi dev essere accentato. Gli accenti sulle i e le u devono essere acuti (í, ú). Va favorita l elisione, obbligatoria quando l ultima lettera dell articolo, o della preposizione, e la prima della parola seguente sono uguali. Ad esempio: gl inconsapevoli, l autonomia, d indifferenza. Quando esigenze fonetiche o ritmiche la richiedono, ricorrere all apocope. Ad esempio: Sentir dire. Limitare l uso dei corsivi e della d eufonica, obbligatoria invece quando l ultima lettera d una parola e la prima della parola seguente sono uguali. Ad esempio: Penso ad altro; Ed egli disse. Prima d una e preceduta dalla stessa congiunzione, porre una virgola. Ad esempio: Ne fece nome e cognome, e aggiunse. Se il testo tra parentesi non è parte d un periodo, ma è frase autonoma, il punto finale va prima della parentesi di chiusura. Ad esempio: (Nessun commento.); Ecco tutto (nessun commento). Il punto finale dei testi tra virgolette basse va dopo le virgolette di chiusura se tale testo è parte d un periodo. Va prima delle virgolette di chiusura se la frase è autonoma. Ad esempio: Disse: «D accordo»; «Questa cosa non mi piace.» I numeri di nota all apice vanno dopo i segni di punteggiatura. I corsivi non devono essere automatici, bensí ottenuti applicando il corsivo del
4 font in uso. La parole appartenenti ad altre lingue vanno in corsivo, anche se d uso frequente. I nomi d istituzioni, società, movimenti ecc. vanno in tondo senza virgolette. Ad esempio: Unesco, Sturm und Drang, Surrealismo. Nelle indicazioni bibliografiche, ivi (in tondo) se ci si riferisce a un opera appena citata; e ibid. (in corsivo) se ci si riferisce alla stessa pagina dell opera appena citata.
5 TITOLI E CITAZIONI I titoli delle opere d ogni tipo: in corsivo, senza virgolette. I titoli di riviste e giornali: in tondo, tra caporali (). I titoli dei capitoli, e dei testi che fanno parte d opere collettanee: in corsivo. Le citazioni e i discorsi diretti: in tondo, tra virgolette basse («...»). Le citazioni estese: in tondo, senza vigolette, precedute e seguite da un riga vuota, diminuzione di 1 del corpo e rientri di 0,5 da ambedue i lati. Quando una citazione è incompleta, segnalare l omissione con tre punti di sospensione tra parentesi quadre: [ ]. Espunzioni: [ ] Integrazioni: < > Inserimenti nelle citazioni non appartenenti alle medesime: ( ) Le indicazioni bibliografiche all interno del testo o nelle note: nome e cognome dell autore, titolo, editore, luogo e data. Ad esempio: Guglielmo di Conches, Philosophia, La Finestra editrice, Lavis 2011. Se una o piú parole costituiscono una citazione, vanno tra caporali; se non sono tali, ma denotano un accezione particolare d uno o piú termini, vanno in corsivo senza virgolette. Ad esempio: Al modo di Nietzsche, «considerazioni inattuali» ; in certo modo astorico. Mai un testo in corsivo entro virgolette, a meno che non sia in corsivo l originale (o parte dell originale) citato. Nessun segno di punteggiatura prima di ecc.. Nessun segno di punteggiatura prima d una parentesi. I numeri di pagina: 12-3, 134-5, 146-65, 190-210. Le date: 1915-8, 1950-61, 1990-2002. Tutti i segni non sono presenti nella tastiera (í, ú, le parentesi quadre ecc.), devono essere inseriti avvalendosi dei cosiddetti simboli, glifi o caratteri speciali di cui dispone l applicazione in uso. Evitare di sottolineare le parole e non usare mai il grassetto, nemmeno nei titoli; utilizzare il corsivo. Per i titoli di opere: a) utilizzare la maiuscola unicamente per la prima lettera, salvo per i nomi di
6 persona, di luogo, e altri casi particolari; b) se il titolo inizia con un articolo ed è preceduto dalle preposizioni a, di, da, scegliere di preferenza la preposizione articolata corrispondente. Es.: «il poeta dell Infinito». Normalmente il corsivo è riservato ai titoli di opere e a parole straniere citate in lingua originale nel testo (non deve essere usato per le citazioni fra virgolette). Non scrivere in maiuscolo un nome proprio all interno di una frase. Es.: «Sappiamo che LEOPARDI ha pubblicato [...]» ma > «Sappiamo che Leopardi ha pubblicato [...]» Nei casi eccezionali in cui occorre scrivere una o pi ù parole in maiuscolo, utilizzare il maiuscoletto. Es.: «[...] la GUERRA [e non GUERRA], è una pessima soluzione». All interno del testo gli autori (o i personaggi di un opera) sono indicati per mezzo di nome e cognome (o soltanto cognome). Es.: Luigi Pirandello (oppure: Pirandello), mai L. Pirandello.
7 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E FONTI NOTE I richiami di nota, in apice, non saranno preceduti dallo spazio. Saranno posti prima del segno di punteggiatura, ma dopo la virgoletta finale, il punto esclamativo, il punto interrogativo e i punti di sospensione. Esempi: 1: «citazione incompleta» 1. 2: «citazione completa!» 1. 3: (parole o frasi fra parentesi) 1. 4:... 1 PRESENTAZIONE DEI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI NELLE NOTE 1) Opere Iniziale dell autore, puntata; Cognome; titolo [in corsivo]; casa editrice; luogo di edizione; anno (eventualmente, fra parentesi, data della prima edizione), pagina/e. Esempio: G. Contini, Un idea di Dante. Saggi danteschi, Einaudi, Torino 1976. Tra luogo e data non sarà posta la virgola. Se il luogo non è italiano, non deve essere tradotto. Ad esempio: Paris, London, Frankfurt, Barcelona. Se il medesimo titolo è citato successivamente, si indichi l autore nello stesso modo, seguìto da: parte del titolo in corsivo, cit. (in tondo) e pagina: G. Contini, Un idea di Dante, cit., p. 21. L indicazione del volume precederà il nome del curatore: D. Alighieri, Rime, I, a c. di D. De Robertis, Le Lettere, Firenze 2002, pp. 122-123. 2) Curatele, edizioni critiche, commenti, traduzioni Il nome del curatore o del traduttore è indicato dopo il titolo dell opera: iniziale puntata del nome, cognome introdotto da a c. di (o da indicazione simile, secondo il frontespizio). 3) Saggi in raccolte del medesimo autore G. Gambarin, Una disgrazia postuma del Foscolo, in Id., Saggi foscoliani e altri studi, con una presentazione di M. Fubini, Bonacci, Roma 1978 (1954), pp. 125-152. Per il femminile si userà Ead. 4) Riviste Articoli nelle riviste: iniziale del nome puntata e cognome dell autore in tondo, titolo dell articolo in corsivo, «Nome della rivista» in tondo tra caporali, annata in numero romano maiuscoletto seguita dall anno tra parentesi tonde e dall eventuale numero di fascicolo (se la numerazione delle pagine ricomincia ad ogni fascicolo di ciascuna annata). Dopo p. o pp. (e v. o vv.) e prima dei numeri, dopo l iniziale di un nome e prima
8 del cognome, e in altri casi simili, quando non si vuole che il testo vada automaticamente a capo separando due elementi testuali strettamente connessi, si prega di inserire uno spazio unificatore [non-breaking space, in francese: espace insécable], ottenuto battendo simultaneamente la barra spaziatrice, il tasto del «maiuscolo» e il tasto «Ctrl»). APOSTROFI E VIRGOLETTE Utilizzare sempre le virgolette tipografiche: [] [ ] [ ]. Per l uso delle virgolette, attenersi alle indicazioni seguenti: a) si utilizzeranno le virgolette basse [] (caporali) per una citazione letterale. Es.: «Non l avrei mai immaginato»; b) si useranno le virgolette alte (apici doppi) per una citazione all interno di un altra citazione. Es.: «Poi affermò: Sia quel che sia. Dunque uscí»; c) si potranno usare gli apici singoli per mettere in rilievo un termine isolato. Es.: «Il concetto di mundus imaginalis è usato da Corbin per [...]» La citazione letterale di un brano si fa in tondo, tra virgolette. Se si omette un brano, si indica l omissione con dei puntini di sospensione tra parentesi quadre. Es.: «La concezione è diversa [...] quindi occorrerà tenerne conto». Il punto fermo alla fine della citazione va collocato dopo le virgolette di chiusura. È omesso se segue un riferimento bibliografico. ABBREVIAZIONI Quando il riferimento bibliografico corrisponde esattamente a quello della nota immediatamente precedente, impiegare ibid. (per ibidem). Se la pagina è diversa, utilizzare ivi (ad es.: ivi, p. 32). Se si rimanda all unica opera già citata dello stesso autore si potrà usare la forma seguente: G. Leopardi, op. cit., p. 154; se all unico articolo, si scriver à : art. cit. (in tondo). NB: L abbreviazione «AA.VV.» («autori vari») deve essere evitata, perché non ha alcun valore bibliografico. Puo essere correttamente sostituita citando il primo nome degli autori seguìto da et alii o con l indicazione, in successione, degli autori, separati tra loro da una virgola, qualora essi siano due o tre. Abbreviazioni d uso comune: p. / pp. = pagina/-e v. / vv. = verso/-i c. / cc. = carta/-e col. / coll. = colonna/-e ms. / mss. = manoscritto/-i sg. / sgg. = seguente/-i no / ni = numero/-i [NB: lettera o in esponente (o) e non il segno di grado ( )]
9 vol. / voll. = volume t. / tt. = tomo/-i cap. / capp. = capitolo/-i n. / nn. = nota/-e f. / ff. = foglio/-i par. / parr. ( / ) = paragrafo/-i cart./ cartt. = cartella/cartelle c.s. = in corso di stampa cfr. = confronta fasc. = fascicolo ed. / edd. = edizione/-i N.d.A. = nota dell autore N.d.T. = nota del traduttore ca = circa a.c. / d.c. = avanti Cristo / dopo Cristo sec. / secc. = secolo/-i ecc. = eccetera s.n. = senza nome s.d. = senza data infra supra passim loc. cit. ad loc. et alii (per autori/curatori multipli di testo gi à citato; ad es.: Berengo et alii, Lezioni sul Foscolo)