Il monachesimo occidentale ORA et LABORA San Benedetto da Norcia
San Benedetto da Norcia Norcia (Pg) 480 - Montecassino 546 Benedetto nasce nel 480 nella cittadina umbra di Norcia (Perugia) da una famiglia benestante. Benedetto si fa eremita sui monti della Sabina, in una grotta presso Subiaco. A lui di deve la fondazione dell'abbazia di Montecassino.
la regola di San benedetto Intuizione speciale di san Benedetto è di dotare di una REGOLA (istruzioni di vita) la comunità di monaci, la cui vita non è più scandita dal carisma del fondatore, ma da una legge precisa che sostiene il cristiano nel cammino alla santità.
la regola di San benedetto La Regola di S. Benedetto è un capolavoro di saggezza e di equilibrio, in cui viene riconosciuto il primato di Dio nella vita individuale e nell organizzazione delle comunità. Vengono indicate norme di comportamento per dare ai monaci sicuri punti di riferimento. Benedetto si procura le regole più famose (quella di san Pacomio e di san Basilio). La regola di san Benedetto si distingue da tutte le altre per l'attenzione nei confronti dell uomo e delle sue debolezze, per l importanza data alla preghiera, per l importanza data al lavoro sia manuale, sia intellettuale.
la regola di San benedetto Benedetto vede il monastero come "una scuola del servizio del Signore", per il ritorno a Dio attraverso la fatica dell obbedienza, attraverso l'amore a Dio e al prossimo, al silenzio e all umiltà. Ora et Labora = Prega e Lavora
La regola di San Benedetto Seguire Cristo e imitarlo il più possibile è l idea centrale del monachesimo. Bisogna pregare per imparare ad amare Dio e gli uomini; bisogna lavorare perché l amore renda migliore la vita degli uomini. La preghiera sostiene nella fatica di ogni giorno. Alla recita della Liturgia delle Ore, nella preghiera del monaco si aggiunge la Lectio Divina, cioè la lettura e la meditazione della Parola di Dio e dei Padri della Chiesa.
Subbiaco e Montecassino
Tre simboli per la regola La croce Il Libro L aratro
LA croce Il monastero è una società cenobitica modellata sulla prima comunità cristiana: Gesù è il centro vitale, fondante, di ogni aspirazione e interesse, sia del singolo e sia della comunità.
LA croce Segno della presenza viva di Cristo sono le persone che si incontrano ogni giorno: l'abate che tiene le sue veci, gli ospiti che si rivolgono al monastero, i poveri, i pellegrini, il servizio reso agli ammalati. Anche i beni del monastero, il raccolto dei frutti della terra, il contatto con la natura, sono da considerare in questo senso.
Il libro I monasteri erano scuole di formazione, di studio, di cura appassionata dell'istruzione, di conservazione della cultura classica e di trasmissione.
Il libro La biblioteca presente in ogni monastero, costituisce una fonte di grande cultura. La giornata del monaco è programmata in modo tale che vi sia un tempo sufficiente dedicato allo studio. All'alba, nell'intervallo tra la preghiera notturna e le lodi mattutine, al mattino e nel pomeriggio, e alla sera prima dell'ultima preghiera comunitaria, ossia, Compieta. Il tempo complessivo dedicato alla lettura è di circa quattro ore giornaliere. Leggere-meditare-pregare-contemplare, costituiscono il grande respiro per una crescita interiore. Con la cultura letteraria nascono, crescono e si espandono anche le arti, la scienza, la scultura, la pittura, l'architettura, la musica, la medicina.
Lo scriptorium Nella prima parte del Medioevo, fino al XII secolo, la produzione libraria avveniva all interno dei monasteri. Nello scriptorium i libri venivano ricopiati e spesso abbelliti da immagini (miniature) che li trasformavano in vere e proprie opere d arte. Salterio diurno del XVII secolo
Lo scriptorium Esempio di scriptorium
L aratro L'ozio è nemico dell anima : è un programma destinato a cambiare la cultura del lavoro e ad introdurre un atteggiamento di responsabilità da parte dell'uomo nel cooperare per il proprio mantenimento e il miglioramento del mondo. Il lavoro manuale è parte integrante della giornata monastica, promuove la qualità della vita per ogni persona. Il tempo da dedicargli è di cinque o sei ore.
l aratro-il lavoro Gli ambiti di lavoro riguardano: l'agricoltura, l'artigianato, il lavoro legato alle esigenze della convivenza: tessere, cucire, produrre e cuocere il cibo. Tali attività sono a favore del monastero e delle opere caritative: pellegrini, poveri, malati, ospiti... Il monastero è una famiglia autosufficiente regolata e unita nell'aiuto scambievole e fraterno. Ognuno è chiamato a prendere il proprio posto in base alle proprie possibilità fisiche e nel rispetto delle capacità di ciascuno.
L aratro-il lavoro Per San Benedetto, lavorare è collaborare all'opera creatrice di Dio, è perfezionare il creato e mezzo di sostentamento, è strumento di redenzione, è esercizio di doni ricevuti, è occasione di scoperta di Dio nella natura e di elevazione spirituale. Da qui la dignità e la santità del lavoro. La società monastica benedettina si è qualificata come scuola di lavoro e centro di produzione agricola, artigianale e successivamente industriale.
Abbazia di Novacella Kloster Neustift - SudTirol
Abbazia di Praglia Padova
La giornata
Monastero Tipico
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