Longiano, terra di Romagna Longiano, terra di Romagna, si trova a circa 12 chilometri da Cesena e a circa 30 da Rimini, in posizione strategica su una collina e per questo contesa per secoli da cesenati e riminesi, di cui testimonia l imponente Castello Malatestiano, tenuto in ottime condizioni e particolarmente panoramico. Se siete in vacanza o di passaggio a Rimini o Cesenatico o dintorni, fermatevi a scoprire medioevale, vi piacerà. questo grazioso borgo Longiano, panoramica, sullo sfondo il Castello Malatestiano Longiano, come dicevo, si trova in posizione strategica, oltre ad essere stata oggetto di bellicose contese nel Medioevo, in tempi più recenti, cioè durante la Seconda Guerra Mondiale, era posta sulla linea gotica, una linea fortificata difensiva istituita dall esercito tedesco per fermare l avanzata degli Alleati verso Nord; l estate del 1944 causò molta distruzione e morte ed è ricordato dai longianesi come uno dei periodi più bui della storia di Longiano. Longiano, dal punto di vista turistico, ha due gioielli: la Rocca Malatestiana ed il Teatro Petrella; interessante è anche la Chiesa-Santuario SS.mo Crocifisso.
Longiano, veduta sulle colline dal Castello Malatestiano Il Castello Malatestiano è del 1200, costruito in cima alla collina per motivi difensivi, fu residenza di Carlo Malatesta, stratega, condottiero e regnante illuminato, che qui vi morì nel 1429. L ingresso al Castello è preceduto da una piazza con bella vista panoramica sulle colline circostanti, sulla pianura fino al mare, nelle giornate più terse. Le sale del Castello sono oggi sede espositiva d arte moderna e contemporanea. Longiano, Malatestiano Castello Longiano, il Malatestiano Castello
Se vi piace l arte sacra, prima della salita al Castello, entrate al Museo di Arte Sacra dove spiccano tre preziose pale d altare. Poco più avanti, un originale Museo della Ghisa, collocato in una chiesa sconsacrata perché troppo lesionata dalla guerra, documenta l evoluzione dei lampioni di ghisa recuperati e collezionati dall Industria Neri di Longiano. Il Teatro Petrella è un piccolo ma grazioso teatro, restaurato dopo i danni della guerra rispettando le caratteristiche architettoniche originarie di stampo ottocentesco. Il Teatro Petrella ha 205 posti a sedere e 25 palchi. Longiano, Teatro Petrella Per finire, una nota sul Santuario SS.mo Crocifisso dei Frati Minori Conventuali, così chiamato per la presenza di un crocifisso posto in una nicchia e così solennizzato; interessanti alcune decorazioni alle pareti e al soffitto, soprattutto la finta cupola. Longiano, Santuario Crocifisso la Chiesadel SS.mo
Longiano, Santuario Crocifisso del Longiano, terra di Romagna, è uno dei tanti borghi e località che tanto hanno da offrire ad un curioso visitatore; Longiano è anche un ottimo diversivo culturale e paesaggistico durante la vostre vacanze balneari sulla costa romagnola. Consiglio. Dista circa 30 chilometri da Longiano, si trova sulla costa, a Rivazzurra di Rimini, è un ristorante che serve ottimo pesce, ma fa anche la pizza: si chiama Ristorante Frontemare, leggi la mia recensione. Buona visita e buon appetito! Cinzia Malaguti Sorprendente Imola Imola, situata lungo la via Emilia tra l emiliana Bologna e la romagnola Faenza, è terra di confine, un confine geografico e sentimentale che la colloca storicamente in Romagna, in quanto terra fondata dagli antichi romani, ma amministrativamente in Emilia, in quanto terra appartenente alla provincia di Bologna. Nel Rinascimento (XV secolo) fu Signoria di Girolamo Riario, nipote di Papa Sisto IV, che sposò Caterina Sforza, figlia di Galeazzo Maria Sforza, signore di Milano, sancendo
un alleanza tra gli Sforza e l autorità papale. Riario abbellì la città con splendidi palazzi e luoghi d arte che ancora oggi possiamo ammirare. Imola, panoramica sulla città dalla Rocca Sforzesca Piazza Matteotti ed il Palazzo Sersanti, già Riario Il cuore di Imola è la piazza Matteotti, realizzata nella seconda metà del Quattrocento grazie agli interventi voluti da Caterina Sforza e Girolamo Riario. Su Piazza Matteotti si affaccia l elegante porticato di Palazzo Sersanti già Riario. Imola, Piazza Matteotti vista da una sala di Palazzo Sersanti già Riario, durante il Carnevale dei Fantaveicoli Palazzo Sersanti ex Riario fu voluto da Girolamo Riario ed eretto su progetto di Giorgio Fiorentino a partire dal 1480, ma l attuale facciata in cotto, scandita da 14 archi, è settecentesca; oggi è sede di una fondazione privata, ma non vi sarà difficile salire e chiedere permesso di visitare
almeno la prima sala dotata di un pregevole soffitto a cassettoni. Imola, Palazzo Sersanti ex Riario e Piazza Matteotti durante il Carnevale dei Fantaveicoli Imola, Palazzo Sersanti già Palazzo Riario, soffitto di una sala Palazzo Tozzoni Dalla piazza, un intreccio di strade conduce in via Garibaldi dove potrete fermarvi a visitare Palazzo Tozzoni al numero civico 18; questa antica dimora aristocratica imolese offre una lunga sequenza di saloni che si presentano esattamente come quando erano abitati.
Imola, Palazzo Tozzoni Imola, Palazzo scalinata Tozzoni, Dopo l affascinante scalone adorno di statue e stucchi, girate a destra ed entrerete nell appartamento Impero; esso venne costruito nel 1818 per le nozze del conte Giorgio Barbato Tozzoni con Orsola Bandini, fu arredato e decorato secondo la moda dell epoca che ancora oggi possiamo ammirare; alcune sale sono affrescate a soffitto con scene mitologiche e di storia romana; molto belle le tappezzerie e gli arredi d epoca; in particolare, il Salotto del Papa prende il nome da Papa Benedetto XIV lontano parente dei Tozzoni ed espone un mobilio di raro pregio ed una sfolgorante tappezzeria rossa; molto bella per pregio ed accuratezza è anche la Camera dell Alcova, appartenente all ala più antica del palazzo (secolo XVIII, cioè Settecento).
Imola, Palazzo Sala del Papa Tozzoni, Imola, Palazzo Tozzoni, Camera dell Alcova Imola, Palazzo Tozzoni, sala gialla con armadi seicenteschi Dopo lo scalone girando a sinistra si possono visitare altre stanze della parte più antica del palazzo, ma prima date un occhiata, nella sala archivio, al manichino in legno e
stucco di Orsola Tozzoni, padrona di casa infelice, morta nel 1836 a soli 39 anni; il marito Giorgio Barbato Tozzoni, affranto per la sua scomparsa, ne volle fare una copia da cui non si separò mai. Girando ora a sinistra dello scalone, si percorre un lungo corridoio su cui si affacciano alcune stanze, poi si scende lungo una modesta scala che conduce alla cucina, alla sala da pranzo, alla biblioteca ed alla sala gialla dove, oltre alle bellissime tappezzerie, risaltano i grandi armadi seicenteschi. Le stanze più antiche del palazzo, oltre alla collocazione, le riconoscerete dal fatto che non hanno il soffitto decorato. Prima di uscire dal Palazzo date un occhiata la cortile interno, oggi un po trascurato, ma potrete immaginare quanto fosse piacevole per la nobiltà dell epoca. Imola, Palazzo Tozzoni, appartamento Impero, decorazioni soffitto Imola, Palazzo Tozzoni, appartamento Impero, decorazioni soffitto Orari di apertura: sabato ore 15-19, domenica ore 10-13 e
15-19, dal martedì al venerdì a richiesta ore 9-13, chiuso tutti i lunedì, aperto per scolaresche e gruppi tutti i giorni su prenotazione. Imola, Palazzo Tozzoni, Biblioteca d epoca Imola, Palazzo Tozzoni, manichino Orsola Tozzoni Duomo di Imola, ovvero Duomo di San Cassiano Martire e Museo Diocesano Il Duomo di Imola è una costruzione imponente ed austera in stile romanico; edificato tra il 1187 ed il 1271, fu ricostruito tra 700 e 800. L interno è a tre navate, culmina nel presbiterio sopraelevato, collegato da due scalinate laterali, mentre una terza scalinata, centrale, scende alla vasta e ricca cripta. Orari di apertura del Duomo: tutti i
giorni 7,30 11,30 e 16 18,30. Imola, Duomo Imola, Duomo Di fronte al Duomo c è il Museo Diocesano che si trova nel palazzo vescovile e fu eretto insieme al Duomo, ma più volte ampliato tra il secolo XVI ed il XVIII. Il Museo Diocesano custodisce opere del 400 e 500 bolognese e romagnolo, tra le quali anche una Madonna con Bambino attribuita a Paolo Veneziano. Orari di apertura del Museo Diocesano: martedì, mercoledì e giovedì 9-12 (martedì e giovedì anche 14-17, sabato e domenica 15,30 18,30; ingresso libero. Imola, Duomo, interno
Imola, Duomo, cripta Rocca Sforzesca La Rocca Sforzesca è di origini duecentesche, ma fu più volte rimaneggiata ed ampliata, come dimostra visivamente la compresenza di torri a struttura quadrangolare, di epoca medioevale, con strutture circolari, aggiunte esternamente nella seconda metà del XV secolo (fine Quattrocento) con la Signoria Riario-Sforza. Successivamente, qui lavorò come ingegnere militare Leonardo da Vinci, quando venne ad Imola al servizio di Cesare Borgia, nel breve periodo in cui fu padrone di Imola dopo l assedio del 1499. Imola, Rocca Sforzesca Imola, Rocca Sforzesca e cortile interno
Massiccia ed elegante con i suoi quattro torrioni rotondi, la Rocca Sforzesca ha un percorso molto affascinante lungo il camminamento di ronda che offre scorci panoramici e belle vedute d insieme sulla città. All interno è ospitata un importante raccolta d armi. Imola, Rocca Sforzesca, camminamento di ronda visto da una torre circolare Imola, Rocca Sforzesca, esposizione d armi ed armature Orari di apertura: sabato 15-19, domenica 10-13 e 15-19, dal martedì al venerdì 9-13 (su richiesta).
Imola, Rocca Sforzesca Imola, Rocca Sforzesca, camminamento di ronda Carnevale dei Fantaveicoli Il Carnevale dei Fantaveicoli è un originale e bizzarro carnevale che, dal 1998, mette in scena ad Imola strani veicoli realizzati assemblando biciclette, carriole o altri elementi di locomozione, senza motori o con motori ad emissione zero. La sfilata di questi pazzi veicoli parte dall Autodromo Enzo e Dino Ferrari per arrivare fino in Piazza Matteotti dove avviene la premiazione. Imola, Carnevale dei
Fantaveicoli Imola, Carnevale Fantaveicoli dei Cos altro dirvi di Imola? Visitatela! Cinzia Malaguti Conoscere Bologna: dalla Chiesa dei Celestini a Palazzo Pepoli Bologna è una città che riserva sorprese ad ogni angolo e facciate quasi anonime nascondono all interno bellezze artistiche sorprendenti; è il caso della Chiesa di San Giovanni Battista dei Celestini e del Palazzo Pepoli Campogrande. Scopriamoli insieme! La Chiesa di San Giovanni Battista dei Celestini La Chiesa di San Giovanni Battista dei Celestini prende il nome dai monaci dell ordine benedettino che risiedettero nell adiacente monastero, oggi Archivio di Stato, dal XIV
secolo alle soppressioni napoleoniche. L ordine dei Celestini fu fondato da Pietro del Morrone, divenuto papa con il nome di Celestino V e che abdicò dopo pochi mesi; a Bologna i monaci dell ordine dei Celestini arrivarono nel 1368 su invito del nobile bolognese Antonio Galluzzi; nel 1535 fecero ristrutturare la preesistente chiesa duecentesca che dedicarono al culto di San Giovanni Battista; un ulteriore intervento nel Settecento ne ha modificato la facciata, mentre nell Ottocento fu aggiunto il Battistero. Bologna, Chiesa dei Celestini Bologna, Celestini Chiesa dei L interno della Chiesa dei Celestini ha le pareti interamente rivestite in marmo rosa e le pregevoli decorazioni a soffitto rappresentano scene della vita del fondatore dell Ordine, Pietro da Morrone; entrate nel battistero, il cui accesso è di
fianco all altare, per ammirare il bellissimo e luminoso dipinto raffigurante San Giovanni Battista dal significato devozionale. Bologna, Chiesa Celestini, interno dei Bologna, dei Chiesa Celestini, immagine devozionale di San Giovanni Battista La Chiesa dei Celestini si trova in Piazza dei Celestini, a due passi da Piazza Maggiore; la Chiesa si trova di fianco alla casa che fu di Lucio Dalla. Orari apertura: Feriale: 7:45/9:45 18:00/20:00 10:30/12:30 18:00/20:30 Festivo: Il cortile della Biblioteca dell Archiginnasio Prima di giungere a Palazzo Pepoli Campogrande, entrate nel cortile della Biblioteca dell Archiginnasio, raggiungibile da via dell Archiginnasio, di fianco alla Basilica di San Petronio; il cortile è adorno di stemmi e memorie scolpite o
dipinte e ricorda i cortili dei palazzi nobiliari cittadini dove si svolgevano sontuose cerimonie anche di carattere pubblico. Bologna, cortile Biblioteca dell Archiginnasio Bologna, cortile della Biblioteca dell Archiginnasio Il Palazzo Pepoli Campogrande Il Palazzo Pepoli Campogrande si trova in Via Castiglione 7 ed è esternamente un lungo ed anonimo palazzo, ma basta percorrere la bella scalinata per giungere nel Salone di Rappresentanza e nelle altre sale per trovare un mondo di bellezza artistica inaspettata. I Pepoli furono la prima signoria della Bologna rinascimentale, dal 1337 al 1347, governarono quindi solo 10 anni; fecero ritorno sulla scena politica bolognese solo nel Seicento come senatori; gli ultimi eredi della famiglia erano i Campogrande, da cui il nome del Palazzo residenziale.
Bologna, Palazzo Pepoli Campogrande, Sala Felsina Il Palazzo Pepoli Campogrande è uno dei palazzi più belli e decorati di Bologna ed oggi è sede di un interessante museo statale che raccoglie collezioni di opere del Seicento. Sono, tuttavia, le decorazioni delle sale del Palazzo ciò che merita veramente la visita. Bologna, Palazzo Pepoli Campogrande, Salone di Rappresentanza Bologna, Palazzo Pepoli Campogrande, Salone di Rappresentanza Il Salone di rappresentanza è molto grande ed è decorato con
la tecnica del trompe l oeil dove stucchi e sculture sono così ben dipinti da sembrare veri, mentre le raffigurazioni a soffitto sono celebrazioni di Ercole, simbolo dell ambizione umana ed immagine molto importante per la famiglia Pepoli e per colui che, nel 1668, volle quelle decorazioni: si chiamava Ercole Pepoli. Da notare in questo salone anche il pavimento a scacchiera, simbolo della famiglia Pepoli. Bologna, Palazzo Campogrande, dell Olimpo Pepoli Sala Bologna, Palazzo Pepoli Campogrande, Sala delle Stagioni con quadri del Seicento La Sala Felsina è decorata con immagini che esaltano Felsina, il nome dato dagli Etruschi a Bologna nell anno della sua fondazione. La Sala delle stagioni fu decorata da Giuseppe Maria Crespi e raffigura una stagione per lato; del Crespi sono anche le decorazioni della Sala dell Olimpo che espone anche tre pregevoli opere di Ludovico Carracci. Infine, la Sala di Alessandro (Pepoli) fu l ultima ad essere decorata,
nel 1708. Bologna, Palazzo Pepoli Campogrande, Sala di Alessandro Orari apertura: martedì e mercoledì 14.00 19.00; giovedì, venerdì, sabato, domenica e festivi: 9.00 13.30; lunedì chiuso. La terrazza panoramica di San Petronio Bologna, veduta dalla terrazza panoramica Bologna, veduta dalla terrazza panoramica
Ritornando verso la piazza Maggiore, dietro la Basilica, salite sulla terrazza panoramica allestita durante i lavori di cantiere per la manutenzione: godrete di una vista spettacolare sulla città e sulle vicine colline. Buone visite! Cinzia Malaguti Conoscere Bologna: Poggi e Specola Palazzo Palazzo Poggi, sede museale universitaria, e la Specola, antico osservatorio astronomico, si trovano nel Quartiere Universitario di Bologna e rappresentano il cuore della Bologna dotta, sede della più antica Università d Europa. E una visita tra scienza ed arte che vi porterà agli albori di studi scientifici ed astronomici che trovarono a Bologna una culla privilegiata. Bologna, ingresso Museo di Palazzo Poggi La Specola La Specola è l antico osservatorio astronomico a cui si accede da Via Zamboni 33, stesso ingresso di Palazzo Poggi, ricavato
nella torre del palazzo. La torre venne eretta all inizio del Settecento e la parte più in alto è ruotata di 45 gradi per garantire il massimo spettro possibile alle attività di studio astronomico; prendete la via laterale per osservare la torre anche dall esterno, in tutta la sua interezza. Oggi la Specola è Museo e sede del Dipartimento di Astronomia dell Università di Bologna. Bologna, Specola, antico telescopio a lenti Bologna, Specola, antico telescopio di 17 metri Visitando la Specola si compie un viaggio nell evoluzione dei sistemi di misurazione e di lettura astronomica dal Settecento al Novecento. Sono esposti i primi telescopi che funzionavano con lenti e che richiedevano lunghezze elevate, tanto che c è
n è uno che, montato in tutta la sua estensione, arrivava fino a 17 metri; dai telescopi a lenti si arriva ai telescopi dotati di specchi sferici con curvatura, più efficaci ed utilizzati ancora oggi. Troviamo altresì gli strumenti di osservazione e misurazione delle stelle prima dell invenzione della fotografia: gognometri, orologi a pendolo e meridiane; poi la fotografia permise uno studio più preciso e meno faticoso delle caratteristiche fisiche degli astri, praticamente una manna per gli astronomi. Anche Copernico venne a studiare a Bologna e questo è significativo della qualità degli studi bolognesi. Bologna, Specola, antico globo celeste
Bologna, Specola, meridiana All interno della torre della Specola troverete, tra l altro, globi terrestri e celesti, un globo settecentesco modellino del sistema solare, orologi astronomici solari, un astrolabio di origine araba, strumenti di navigazione, mappe terrestri e celesti. Davvero una raccolta notevole degli strumenti astronomici utilizzati nel corso dei secoli. Bologna, astrolabio Specola, Bologna, Specola, modellino sistema solare Il Palazzo Poggi
Palazzo Poggi, in via Zamboni 33, è oggi sede dell Università di Bologna; è un edificio cinquecentesco costruito per volere del Cardinale Giovanni Poggi su progetto dell architetto Pellegrino Tibaldi, autore anche di parte degli affreschi interni. Bologna, Palazzo affreschi Poggi. Bologna, Palazzo affreschi Poggi, Gli affreschi interni sono di notevole bellezza; essi non sono a tutta parete, ma hanno caratteristiche di gran pregio e rappresentano cicli biblici di re Davide, episodi della vita di Mosè, paesaggi o fatiche di Ercole che disegnano la seconda metà delle pareti fino al soffitto, anch esso decorato.
Bologna, Palazzo Poggi, collezioni Aldrovandi Le stanze di Palazzo Poggi o Museo dell Università, ospitano le collezioni di Ulisse Aldrovandi, scienziato bolognese nell ambito delle scienze naturali; Aldrovandi studiò esemplari di centinaia di migliaia di specie vegetali ed animali e fece incisioni su legno per consentirne la pubblicazione e, quindi, la conoscenza di più persone. Sono raccolte, altresì, le collezioni dei Marchesi Cospi e Marsili, anch esse inerenti le scienze e, per il secondo, le arti militari. Bologna, Museo di Palazzo Poggi, mappe di navigazione e modelli nave Di notevole impatto è la zona dedicata all ostetricia che nacque come disciplina scientifica autonoma proprio a Bologna; sono esposti i modelli di gravidanze con complicanze note per suggerire le relative soluzioni, utilizzati all epoca. Bologna, Museo Palazzo Poggi, modelli ostetrici
Un occhiata all adiacente Museo Europeo degli Studenti vi ricorderà che l Università di Bologna nacque alla fine dell XI secolo e che, a metà del secolo successivo, l imperatore Federico Barbarossa concesse agli studenti privilegi giudiziari che durarono fino alla rivoluzione francese; gli atenei furono un luogo d élite e rispecchiavano tradizioni e pregiudizi presenti nella società, tant è che la prima donna che si laureò fu solo nella seconda metà del Seicento, mentre la prima donna docente fu nel Settecento. Bologna, Palazzo Museo Europeo Studenti Poggi, degli Al termine delle visite, fate una breve passeggiata lungo via Zamboni e adiacenti per dare uno sguardo d insieme all area universitaria ed ammirare dall esterno la curiosa forma della torre della Specola. Bologna, torre
della Specola, antico osservatorio astronomico Info visite. Il Museo di Palazzo Poggi e la Specola hanno l ingresso in via Zamboni nr. 33; il Museo di Palazzo Poggi osserva i seguenti orari per le visite (orario invernale): dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 16; sabato e domenica, dalle 10,30 alle 17,30. Il Museo della Specola è visitabile sono con visita guidata prenotabile al seguente indirizzo web. Buone visite! Cinzia Malaguti Parma e Fontanellato La città di Parma che oggi possiamo ammirare è l eredità storica di una influente famiglia del Rinascimento, i Farnese, ma ciò che più la caratterizza è la commistione culturale con un elemento profano elevato a sacralità: il maiale. Fontanellato con la sua rocca è simbolo del potere di un altra antica famiglia nobile, i Sanvitale. Parma e Fontanellato sono un viaggio tra antichi feudi e bellezze artistiche rinascimentali accompagnati dai prodotti gastronomici della lavorazione del maiale.
Parma, verso Piazza Duomo Fontanellato, Sanvitale Rocca PARMA Un po di storia per capire Parma Parma fu fondata in epoca romana, tanto che nel 2017 si festeggeranno i 2000 anni dalla fondazione, poi vennero i Longobardi, quindi l età dei comuni e successivamente l età delle signorie ed il Rinascimento, il periodo che più di ogni altro diede lustro e splendore a questa città, come a molte altre in Italia. A Parma vennero i Farnese, una famiglia originaria dell Italia centrale, molto vicina alle simpatie papali; Alessandro Farnese divenne Papa con il nome di Paolo III, in quella veste creò nel 1545 il Ducato di Parma e lo affidò al figlio illegittimo Pier Luigi Farnese; la famiglia dei Farnese mantenne il governo ducale fino al 1732, quindi per quasi due secoli, facendo di Parma un piccolo gioiello rinascimentale, ricco di opere di grandi artisti quali il Correggio ed il Parmigianino.
Parma, il Duomo, interno, affreschi di Correggio Parma, il Duomo visto di lato Ai Farnese succedettero i Borbone, influente famiglia d origine francese, imparentati con i Farnese (Elisabetta Farnese sposò Filippo V di Borbone, re di Spagna), che diedero alla città un impronta stilistica tipica dell eleganza francese. Con l arrivo di Napoleone, Parma divenne un semplice dipartimento francese, ma dopo la sua abdicazione (1814) venne ristabilito il Ducato, affidato temporaneamente agli Asburgo; la figlia dell imperatore austriaco Francesco I, Maria Luigia d Austria, sposa di Napoleone, divenne così la nuova duchessa della città, molto amata dai parmigiani per la sua generosità; Maria Luigia mantenne il potere fino alla sua morte avvenuta nel 1847, senza però poterlo trasmettere ad eredi. Dopo la morte di Maria Luigia ritornarono i Borbone che rimasero a Parma fino all Unità d Italia (1861). L importanza della lavorazione della carne del maiale. Furono i Longobardi, conquistatori germanici di Parma nel 593, a
valorizzare la vocazione di Parma per la lavorazione della carne dei suini. Quest attività fu sviluppata grazie alla presenza in zona di estese saline e permise alla popolazione parmense di sopravvivere ai lunghi periodi di fame e carestia. Il maiale rivestì così nei secoli un importanza talmente grande da essere rappresentata anche nei luoghi sacri; nel Battistero, statue che rappresentano il maiale sono vicine ad immagini sacre. Delle carne di maiale non si butta via niente ed i parmigiani hanno lunga esperienza in materia; dal prosciutto di Parma, al culatello, allo strolghino (ottenuto dalle rifilatura magre del culatello), al salame di Felino, alla coppa, ecc. i prodotti della lavorazione del maiale di Parma sono ottimi, tanto da ricevere il prestigioso riconoscimento Unesco di Città creativa per la gastronomia. Culatelli in stagionatura Strolghino Cosa vedere a Parma Furono i Farnese a far costruire il Palazzo della Pilotta, a partire dal 1580 quale contenitore di tutti i servizi della corte e del ducato, compreso un ampio teatro collocato al
primo piano. Il Teatro Farnese che oggi possiamo ammirare è una ricostruzione (tranne un breve tratto di parete che noteremo affrescata), effettuata nel Novecento e secondo i disegni recuperati, essendo stato quasi completamente distrutto da un bombardamento; rimane comunque l effetto scenico di una grande struttura in legno, un tempo decorata da stucchi, marmi ed affreschi, ancora utilizzata per concerti operistici o mostre. Il Palazzo della Pilotta oggi ospita, oltre alla Galleria Nazionale Teatro Farnese, il Museo Archeologico Nazionale, la Galleria Nazionale, la Biblioteca Palatina e il Museo Bodoniano. Il Palazzo della Pilotta non era residenza dei Farnese, pertanto la bellezza architettonica ed artistica è piuttosto modesta, ma vi sorprenderà lo spessore dei muri che restituisce metaforicamente quel senso di solidità che ha permesso ai Farnese di governare il ducato per quasi due secoli. Dirigendovi verso Piazza Duomo, date un occhiata all enorme cedro del Libano, fu voluto da Maria Luigia d Austria (inizi Ottocento). Parma, ala del della Pilotta Palazzo
Parma, Pilotta Palazzo della Parma, Galleria Nazionale Teatro Farnese Il Duomo di Parma, ovvero la Cattedrale di Santa Maria Assunta, è architettonicamente simile a tante altre chiese del settentrione d Italia, con la sua sobria facciata a capanna, ma all interno vi sorprenderà per bellezza artistica e luminosità. Il Duomo di Parma fu costruito nel XI-XII secolo, quindi in quel sobrio stile romanico, ma nel Rinascimento fu oggetto di numerosi interventi interni di abbellimento ed arricchimento artistico; vi sorprenderà lo stacco tra l austerità esterna e l abbondanza artistica interna. Gli affreschi coprono tutte le pareti e rappresentano scene dell Antico e del Nuovo Testamento, ma anche allegoriche (autori vari); il grande e bellissimo affresco della cupola ottagonale è, invece, opera del Correggio (nome d arte di Antonio Allegri di Correggio) e rappresenta l Assunzione della Vergine, su una superficie di quasi 650 m2; anche gli affreschi dei pennacchi sono del Correggio e vi sono raffigurati i santi patroni della città.
Parma, facciata del Duomo con il suo campanile e, a fianco, il Battistero Parma, il Duomo, interno Parma, il Duomo, interno Il Battistero si trova anch esso in Piazza Duomo, è di forma
ottagonale (simbolo di eternità) ed era destinato al rito battesimale; a differenza della Cattedrale, è splendido sia fuori, con i suoi marmi rosa, che dentro con i suoi prestigiosi affreschi; la costruzione del Battistero è successiva a quella del Duomo, in quanto l inizio risale al 1196 ed il completamento al 1270. All interno, la cupola è molto bella, divisa ad ombrello e decorata con affreschi bizantineggianti di cielo stellato ed Apostoli; gli affreschi delle pareti sono di epoche mano mano successive e rappresentano scene di Cristo e degli Apostoli. All interno del Battistero si trova anche un ciclo scultoreo raffigurante i mesi e le stagioni, dove anche il maiale, tanto importante per la gente del luogo, è rappresentato. Ingresso a pagamento. Parma, il Battistero Parma, Battistero il
Parma, il Battistero, interno, soffitto FONTANELLATO: LA ROCCA SANVITALE Fontanellato si trova 25 km a ovest di Parma ed è famosa per la sua Rocca Sanvitale. La Rocca Sanvitale o Castello di Fontanellato fu costruito in epoca medioevale quale maniero difensivo, ma nel XIV secolo la casata dei Visconti, alleati papali, si impossessò della fortezza che poi diede in uso alla famiglia amica dei Sanvitale (1378). Fontanellato, Sanvitale Rocca
Fontanellato, Rocca Sanvitale, Giardino di Flora I Sanvitale avviarono lavori di costruzione di un castello nobiliare intorno alla vecchia torre, completandolo con una cinta muraria e circondandolo con un fossato colmo d acqua; il castello resistette a vari assalti e, successivamente, nel Rinascimento, fu arricchito di opere d arte e affreschi. La Rocca rimase di proprietà della famiglia Sanvitale fino al 1948 quando venne venduta al Comune. Fontanellato, Rocca Sanvitale, affreschi del Parmigianino nella Saletta di Diana e Atteone Fontanellato, Rocca Sanvitale, sala affrescata
Fontanellato, Rocca Sanvitale, sala da pranzo All interno della Rocca Sanvitale si trovano arredi originali ed una sala affrescata dal Parmigianino, nome d arte di Girolamo Francesco Maria Mazzola di Parma. La Saletta di Diana e Atteone è una piccola sala, un tempo usata come studio privato o luogo di meditazione, decorata in maniera superlativa dal Parmigianino con un ciclo di affreschi relativi al mito di Diana e Atteone; provate a ridurre l illuminazione della stanza, le figure rappresentate risalteranno al punto da sembrare statue; questi affreschi si sono perfettamente mantenuti nel tempo, solo un lavoro di ripulitura è stato fatto per mostrarceli nel loro splendore. Durante la visita all interno della Rocca Sanvitale potrete visitate altre stanze affrescate, per lo più con figure grottesche. Fontanellato, Rocca Sanvitale, vista sul cortile interno
Fontanellato, Sanvitale, Rocca scorcio panoramico dal Giardino di Flora All interno della torre sud si trova l unica camera ottica ottocentesca ancora funzionante in Italia; si tratta di un ambiente circolare che accoglie due sistemi di specchi ed un prisma posti in corrispondenza delle antiche feritoie; il sistema permette di riflettere e proiettare su due schermi all interno del locale, l immagine della piazza antistante la rocca. La torre sud, dove si trova questa camera ottica, è accessibile dal Giardino di Flora che, tra l altro, offre deliziosi scorci panoramici sulla piazza. Informazioni su orari e prezzi dei biglietti d ingresso sul sito Castelli del Ducato. Buone visite e buon appetito! Cinzia Malaguti
I gioielli di Bentivoglio, pianura bolognese Bentivoglio è un piccolo paese della pianura bolognese, ma racchiude due gioielli di valore storico, artistico ed architettonico da valorizzare: il Castello quattrocentesco ed il Palazzo Rosso ottocentesco. All interno sorprendenti sale decorate ed affrescate. In determinate occasioni come le annuali Wikigite, c è la possibilità di accedere al castello con visita guidata gratuita. Il Palazzo Rosso ospita la Biblioteca comunale. Bentivoglio, il Castello IL CASTELLO DI BENTIVOGLIO Un po di storia Il Castello fu costruito tra il 1475 ed il 1481, intorno alla torre civica, per volere dell allora signore feudale di Bologna, Giovanni II Bentivoglio, che desiderava una dimora di campagna, per svago e caccia. Agli inizi del Cinquecento, il potere dei Bentivoglio entrò in conflitto con il potere temporale papale, al punto che i Bentivoglio nel 1506 vennero cacciati da Bologna ed allontanati dalle loro residenze e dimore che furono lasciate per lo più a sé stesse, subendo così un rapido deterioramento. Questa sorte toccò anche alle dimore periferiche come il castello, la cui ala occidentale finì per diventare pericolante e fu fatta crollare nel XVIII
secolo ad opera dei nuovi proprietari, i Pepoli, che ne fecero una villa a tre lati, aperta; il castello fu abitato anche da famiglie bracciantili ed alcune stanze furono utilizzate per gli usi più svariati come magazzini, concerie di pelli, ricoveri per animali. Bentivoglio, Castello, cortile interno Bentivoglio, interno cortile Solo alla fine dell Ottocento, la nuova proprietà Pizzardi incaricò il restauratore Alfonso Rubbiani di ripristinare l edificio voluto da Giovanni II Bentivoglio; dal 1889 al 1897 il Rubbiani ricostruì l ala crollata, riedificò la cinta merlata e suddivise le stanze secondo le antiche piante; ci mise anche qualcosa di suo, come la pregevole scala che dal cortile interno conduce al piano nobile. Il restauro restituì alla fine un castello dove si nota l impronta ottocentesca dell epoca dei lavori di ripristino. Durante la seconda guerra mondiale, la torre civica venne fatta saltare e quello che ancora oggi vediamo è ciò che è rimasto di quella trecentesca
torre. Bentivoglio, Castello, pozzo cortile interno Oggi il Castello di Bentivoglio, di proprietà comunale, in parte ospita i laboratori di ricerca dell Istituto Ramazzini e in parte è utilizzato dall amministrazione comunale per attività culturali. Bentivoglio, Castello, piano nobile, decorazioni stemma dei Bentivoglio Bentivoglio, Castello,
decorazioni piano nobile Cosa c è di bello da vedere Esternamente il castello lascia indifferenti, ma è l interno che riserva delle belle sorprese artistiche. Il cortile interno si presenta nella sua vastità e sobrietà, ma guardandovi intorno noterete un piacevole stacco architettonico: la scalinata che porta al piano nobile, aggiunta da Alfonso Rubbiani durante il restauro di fine Ottocento. Bentivoglio, scalinata che dal cortile interno porta al piano nobile Bentivoglio, Castello, decorazioni della cappella Dal cortile interno si accede alla Cappella dove potrete ammirare alcuni affreschi interessanti, anche se non perfettamente conservati. Un opera di restauro conservativo
potrebbe restituire splendore a questa piccola ma deliziosa cappella. Bentivoglio, Castello, decorazione della cappella Bentivoglio, Castello, Sala del Pane Al piano nobile si trovano due sale davvero straordinarie: il grande salone con cinque camini decorati a stucco e la Sala del Pane con il ciclo degli affreschi Le storie del pane che, in dieci riquadri, narra la storia della panificazione. Bentivoglio, Castello,
affreschi Sala del Pane Bentivoglio, Castello, sala dei cinque camini, decorazioni dei camini Per informazioni sulle visite guidate, contatta il Servizio Turismo Unione Reno Galliera tel. 051.8904823 o visita il sito del Comune di Bentivoglio. IL PALAZZO ROSSO Il Marchese Carlo Alberto Pizzardi divenne proprietario dei territori dei Bentivoglio nella seconda metà dell Ottocento e fu un bene per la popolazione; la nuova proprietà sottrasse terreno alla palude rendendo più salubri le condizioni di vita delle persone, fece restaurare il castello e, nel 1887, fece costruire il Palazzo Rosso. Bentivoglio, Palazzo Rosso
Bentivoglio, Palazzo Rosso, balcone Il Palazzo Rosso prende il nome dai mattoni rossi con cui fu edificato; il piano terra fu adibito ad uffici, mentre il piano primo, denominato piano nobile, era la residenza del marchese Pizzardi; il secondo piano era, infine, l abitazione dei dipendenti. Dopo la morte nel 1922 di Carlo Alberto Pizzardi, il palazzo venne affittato a varie famiglie. Dal 1992 è di proprietà del comune che ne ha fatto la sede della Biblioteca comunale. Bentivoglio, Palazzo Rosso, piano nobile, Sala dello Zodiaco
Bentivoglio, Palazzo Rosso, piano nobile, Sala dello Zodiaco La scala (interna) che porta al piano nobile raccoglie subito l ammirazione del visitatore per il pregio della ringhiera in legno lavorato e per le decorazioni floreali delle pareti. Bentivoglio, Palazzo Rosso, scalinata e decorazioni Bentivoglio,
Palazzo Rosso, scalinata che porta al piano nobile Il piano nobile ha una sala di strepitosa bellezza: la Sala dello Zodiaco. La Sala dello Zodiaco è completamente decorata; il soffitto azzurro rappresenta il cielo con le fasi lunari ed ha una curiosa stilizzazione del Sole, intorno è dipinta la fascia dello zodiaco con alcune costellazioni, mentre alle pareti si possono ammirare elementi vegetali ed animali tipici del territorio. La sala dello Zodiaco si affaccia, attraverso finestre particolarmente ampie, sul meraviglioso balcone. Davvero notevole ed unica questa sala! Bentivoglio, Palazzo Rosso, Sala dello Zodiaco Bnetivoglio, Palazzo Rosso, Sala dello Zodiaco, soffitto
Al piano nobile è stata ricostruita la camera da letto del marchese Carlo Alberto Pizzardi. Bentivoglio, Palazzo Rosso, ricostruzione camera da letto del marchese Pizzardi Oggi Palazzo Rosso è sede della Biblioteca Comunale, della sala del Consiglio comunale e luogo di attività culturali. Per la visita contatta la Biblioteca al nr. 051.6643592 email biblioteca.be@renogalliera.it Cinzia Malaguti