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1 Camillo Benso di Cavour Il conte Camillo Benso di Cavour era un liberale moderato, sostenitore di una politica di riforme, volle fare del regno di Sardegna un paese moderno. Per dare slancio all economia firmò trattati di libero scambio con altri paesi, costruì canali, strade, ferrovie, fece di Genova il primo porto d Italia e il Piemonte divenne uno stato prospero e in pieno sviluppo. Il piccolo regno di Sardegna poté ottenere le alleanze di cui aveva bisogno per combattere contro l Austria. A fianco delle truppe franco-inglesi anche il Piemonte inviò 18000 uomini per la guerra di Crimea e la partecipazione al conflitto permise a Cavour di intervenire al congresso di Parigi che si tenne nel 1856 Cavour poté così esporre il problema italiano e gettò le basi di un alleanza con Napoleone III, imperatore dei francesi.

2 La seconda guerra d indipendenza 1859-1860 Vittorio Emanuele II Napoleone III si impegnò ad aiutare militarmente il Piemonte in una guerra contro l Austria, purché fosse l Austria ad attaccare per prima. Si trattava ora di provocare l Austria perché dichiarasse la guerra. L Austria ordinò al Piemonte di disarmare l esercito e il 26 Aprile 1859 dichiarò guerra: era scoppiata la seconda guerra d indipendenza. Napoleone III Accorsero migliaia di volontari da ogni parte d Italia. Napoleone III assunse il comando delle operazioni e vinse gli Austriaci a Magenta. La Toscana, i ducati di Parma e di Modena e la Romagna avevano cacciato i loro sovrani e chiedevano l unione al regno di Sardegna; Napoleone decise di porre fine alla guerra e concluse con l Austria l Armistizio di Villafranca. 2

3 La spedizione dei Mille Si poneva ora il problema di liberare e unificare il Sud Italia dove c erano i Borboni. In tutta la penisola i democratici facevano piani per liberare il regno delle Due Sicilie. Uno sbarco nel meridione era rischioso perciò Garibaldi attendeva l occasione propizia. Ma quando a Palermo scoppiò una rivolta, nel 1860, il generale decise di passare all azione. 3

4 La spedizione dei Mille La notte fra il 5 e il 6 maggio 1860, Garibaldi salpò dal porticciolo di Quarto, alla volta della Sicilia. Aveva con sé un migliaio di volontari in camicia rossa: i Mille. Garibaldi dichiarava di voler combattere in nome del re Vittorio Emanuele. L 11 maggio i Mille sbarcarono in Sicilia. La battaglia decisiva fu combattuta a Milazzo. 4

5 Le speranze deluse dei contadini del Sud Ai Mille si aggiunsero nuove schiere di volontari arrivati dal confine e molti giovani siciliani, soprattutto contadini. L avanzata di Garibaldi era seguita da rivolte di contadini. L incontro a Teano Re Vittorio Emanuele prese il comando delle truppe e scese al sud per bloccare i garibaldini. Venivano proclamati i plebisciti che decisero l annessione al Piemonte del regno delle Due Sicilie, delle Marche e dell Umbria. Infatti, sbarcando in Sicilia Garibaldi aveva abolito le tasse sulle farine, e aveva promesso di distribuire le terre tolte ai Borboni. Ma poi i garibaldini intervennero a Bronte, in provincia di Catania, a sedare le rivolte tradendo così le speranze dei contadini. Il 26 ottobre Garibaldi e Vittorio Emanuele si incontrarono a Teano, presso Caserta: il generale consegnò al sovrano sabaudo le terre conquistate, rinunciando ad ogni potere. 5

6 Il Regno d Italia Il regno di Sardegna ora comprendeva quasi tutta la penisola. Il 17 marzo 1861 il parlamento di Torino poteva proclamare Vittorio Emanuele II re d Italia. Capitale del nuovo regno d Italia restava Torino, benché Cavour, prima della sua morte avesse fatto dichiarare Roma «capitale predestinata del regno». 6