Alfonso Bartolacci Confidenze di un Mentalista EDIZIONI LA PORTA MAGICA 1
Titolo: Confidenze di un Mentalista di Alfonso Bartolacci Editing: Lamberto e Flavio Desideri Edizioni La Porta Magica sas di Flavio Desideri e C. Viale Etiopia 18-00199 Roma Tel/Fax 06 86 01 702 E-mail: infolpm@laportamagica.it - Web: www.laportamagica.it Seconda edizione riveduta e corretta ottobre 2007 Prima ristampa settembre 2011 Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta o trasmessa in alcuna forma senza l autorizzazione scritta dell Editore. 2
PREFAZIONE Quando nel 1976 la RAI mi scritturò in qualità di ospite fisso della prima edizione di Domenica In..., affidai le mie fortune alla Quinta Dimensione... cioè al mentalismo. Erano gli anni in cui Uri Geller sorprendeva il mondo magico e non, con i suoi poteri mentali ed in Italia questo settore della magia era pressoché sconosciuto se non per le esibizioni di Otto Dalla Baratta che, ad ogni buon conto, deve essere ritenuto il padre italiano di questa specialità. Il pubblico rispose con immediato interesse, decretando il successo di questo tipo di spettacolo, anche perché era abituato ad esibizioni di magia dove più che segare donne a metà e produrre piccioni da improprie padelle o manipolare palline, il mago non faceva, limitandosi ad essere un distinto signore (non sempre) che si beava di se stesso, sottointendendo al pubblico:...guarda come sono bravo e bello!. Il mentalismo, esigendo per la sua efficacia, la partecipazione del pubblico, apriva le porte ad una magia intrattenimento in cui il pubblico era protagonista. Ma, se la cosa piacque al pubblico, non si può dire che altrettanto accadesse per i prestigiatori. Dimenticando che tale specialità aveva un illustre passato ed altrettanto illustri rappresentanti, basterà citare Dunninger per tutti, e sottolineare che nella mia biblioteca enumero oltre 300 libri solo su questo soggetto, i maghi da club, presidenti in testa, si lanciarono a sconfessare pubblicamente i loro colleghi che si esibivano in tale specialità, tacciandoli di truffa, come se manipolare palline con conchiglia fosse più onesto che utilizzare uno swami gimmick. Ma, nonostante l attacco di vari Randi, internazionali e di provincia, il mentalismo ed i suoi esecutori ressero all impatto, Alexander e Casella seguitarono a battere la strada aperta e molti altri, lasciati i colombi in gabbia ed evitando alle mogli, finalmente, di entrare nel baule delle metamorfosi - forse speravano ne uscissero migliori - si dedicarono al mentalismo, ed ecco nascere quindi una generazione di lettori del pensiero e di piegatori di metalli. Come sempre quando la massa arriva, la qualità tende a scendere, ma anche a creare nuovi spazi per artisti colti e capaci. Tra questi sicuramente va ricordato l autore di questa pubblicazione. Alfonso Bartolacci, un giovane che con competenza, fantasia innovativa e capacità, ha sicuramente saputo inserirsi ad un ottimo livello. Il miglior augurio che possa fargli è che a questa sua prima pubblicazione ne seguano molte altre. Ai lettori invece, debbo ricordare che il mentalismo è una specialità difficile dove, ad una perfezione assoluta della tecnica esecutiva, che non deve peraltro apparire e che non è per nulla più facile 3
di quella necessaria per praticare la manipolazione, deve fare riscontro una facoltà presentativa molto più impegnativa, in quanto alla povertà di mezzi scenici e cioè di coreografia, deve supplire la personalità dell esecutore che deve veramente far credere ai miracoli. Secondo me l illusionista è un intrattenitore capace di dar corpo e vita alle favole che sono dentro tutti gli esseri umani. Il mentalismo è una di queste chiavi. Con questa pubblicazione, la prima in lingua italiana, vi si apre uno spiraglio... sappiate approfittarne con competenza e professionalità. Se vi sembra troppo faticoso... tirate fuori un coniglio dal cappello: l applauso è assicurato. Tony Binarelli 4
INTRODUZIONE Mi riesce molto difficile, accingendomi per la prima volta a scrivere di Mentalismo, trovare argomenti che non siano già stati abbondantemente trattati dalla letteratura esistente in materia, letteratura che ha affrontato in maniera quasi esaustiva tutti gli aspetti di questa anomala branca della Prestigiazione. Cercherò quindi, limitandomi il più possibile nello spazio, di richiamare alla memoria di quanti avranno il coraggio di leggere interamente quest introduzione, alcuni tra i capisaldi concettuali del Mentalismo, trattando brevemente l intera gamma degli aspetti di questa forma di spettacolo, da quelli psicologici a quelli prevalentemente tecnici. Se il lettore avrà la bontà e la pazienza di seguirmi tra le righe di quest introduzione potrà, forse, arricchire gli effetti di Mentalismo che vorrà inserire nel suo repertorio di sfumature tecniche e psicologiche che contribuiranno a fare dell effetto mentalistico qualcosa di più di uno strano gioco, dando alla tematica mentalistica la capacità di catturare la fantasia dello spettatore e di portarlo verso mete fantastiche in cui l immaginario costituirà, già di per sé, forma meravigliosa d intrattenimento. 5
UN IDEA DI MENTALISMO Abbiamo parlato di mentalismo come forma di spettacolo dell immaginario e allora, penso, la prima domanda che viene spontaneo porsi è Come affrontare questa forma di spettacolo? ovvero, come giustificare se stessi e l effetto che andremo a proporre? Il quesito è, a parer mio, oltremodo interessante, in quanto viene posto per giustificare una forma di rappresentazione magica che sfugge alle regole che sono alla base di un intrattenimento normale. Fiumi di parole sono stati spesi per definire la figura del prestigiatore mentalista e, ogni volta che si è creduto di aver risolto il problema, ecco che nuove idee e nuove forme hanno preso vita, facendo sì che la figura del Mentalista si sia adeguata, come del resto quella del Prestigiatore, allo sviluppo dei tempi, abbandonando quegli aspetti eccessivamente drammatici della presentazione per assumerne altri decisamente più realistici ma, al tempo stesso, parimenti efficaci. Ecco quindi che, secondo me, il Mentalista si dovrebbe presentare, tanto per dare un primo abbozzo di definizione, come chi offre al proprio pubblico il risultato di quello che si potrebbe considerare l affinamento, dovuto al costante esercizio, di qualità che, in fondo, tutti noi possediamo. Solo così, a parer mio, si eviteranno tutti quegli aspetti della presentazione mentalistica che potrebbero apparire come prevaricatori della volontà e dell attenzione del pubblico, contribuendo a ristabilire il clima più adatto che permetta al pubblico di tifare per noi, mentre cercheremo, sudando abbondantemente, di leggere nel pensiero di uno dei nostri spettatori. È, infatti, indubbio che troveremo sempre, tra il nostro pubblico, una fetta di scettici e increduli ad oltranza (fetta che, stando alle statistiche, ammonterebbe a circa il venti per cento del nostro auditorio): perché quindi inimicarci costoro con atteggiamenti da Superman invece di portarli, con l uso sottile della psicologia, a diventare nostri fedeli ammiratori, se non altro per l onestà che traspare dai nostri discorsi sul Mentalismo? Risolto quindi, a mio giudizio, un nodo fondamentale sulla giustificazione mentalistica, passiamo brevemente ad esaminare alcuni aspetti tecnici da tenere presente durante le nostre rappresentazioni. 6
COME UN MENTALISTA DOVREBBE APPARIRE Nonostante il processo scientifico cui abbiamo assistito negli ultimi anni, progresso che forse ha contribuito a far perdere quell alone di mistero che gravitava attorno all artista Prestigiatore, facendogli assumere in pieno una normale configurazione di uomo di spettacolo, dobbiamo notare che, non solo non ha toccato la persona del prestigiatore mentalista, ma ne ha invece rafforzato la sua presa sul pubblico. Evidentemente, l insoddisfazione che accompagna sempre il progresso e l alienazione che da esso deriva, contribuiscono a far sì che, così come statisticamente aumentano gli avvistamenti di dischi volanti nei momenti di confusione e perdita dei valori sociali, si propenda ad accettare l ipotesi dell esistenza dei poteri paranormali. Ecco quindi la necessità, da parte nostra, di presentarci al pubblico in maniera estremamente naturale e non forzata, evitando soprattutto quegli atteggiamenti che sono propri delle branche migliori della nostra arte: manipolazione, magia generale. Infatti, un mentalista che si proponesse al suo pubblico gesticolando come chi fa apparire delle tortore non avrebbe scampo: sarebbe immediatamente relegato tra gli artisti prestigiatori. Nasce quindi spontanea, per raggiungere un minimo di pathos nella rappresentazione mentalistica, l esigenza di una mimica scarna ed al contempo efficace, un ritmo della parola fluente e mai incalzante, un abbigliamento sobrio che non richiami immediatamente il palcoscenico o la donna tagliata in due. Ovviamente, il problema sussiste maggiormente per quegli artisti che volessero introdurre un numero di mentalismo nel loro repertorio illusionistico: sarà la loro sensibilità a trovare la via migliore per proporre l effetto, ottenendo un minimo di credibilità. Ovviamente gioverà moltissimo, sia al mentalista puro, sia al prestigiatore, lo studio del lessico adottato dai parapsicologi e dai paragnosti, per meglio inquadrare l esperimento che eseguirà. Abbiamo detto esperimento : guai infatti chiamare l episodio mentalistico gioco o effetto ; se vogliamo essere coerenti con la nostra introduzione e rispettare quindi la natura del fatto mentalistico, evitando di proporci come un novello Mandrake, dobbiamo dare la possibilità allo spettatore di pensare che, essendo un esperimento, qualcosa potrebbe anche non funzionare. Vediamo quindi, alla luce di quanto sopra accennato, di trascrivere alcune regole di base da rispettare nella prestigiazione mentalistica. 7
8 LA TECNICA Abbiamo parlato della possibilità che, trattandosi di un esperimento, qualcosa non riesca: ebbene, nulla piace di più al pubblico del piccolo errore fatto, magari sbagliando uno dei numeri che indovinerete nel corso di un esperimento. Tutto contribuirà, come già accennato, a rendere voi molto più umani ed a portare immediatamente la simpatia del pubblico dalla parte vostra. Infatti, tutto quello che dovrete fare per confezionare bene il vostro numero, è recitarlo davanti allo specchio e poi chiedervi: Sentendo raccontare queste cose e vedendo fare queste cose, io ci crederei?. Non insultate il vostro pubblico mostrando che pensate di potergli raccontare qualsiasi stupidaggine: la reazione potrebbe essere catastrofica. Per quanto riguarda poi la vostra entrata e uscita dalla scena, vorrei proporvi una piccola considerazione: tutte le forme di spettacolo (musica, prestigiazione, canto, danza) prevedono che l artista, entrando in scena, mostri immediatamente qualcosa che attragga l attenzione del pubblico e lo prepari al seguito. All arrivo del Mentalista dobbiamo invece assistere ogni volta ad almeno 5 minuti di preamboli sulla Duke University o sul professor Rhine, minuti durante i quali gli spettatori non vedono assolutamente niente, cosa che, per una forma di spettacolo visivamente povera come il mentalismo, è addirittura micidiale. Se questa forma confidenziale può andare bene quando lavorate in mezzo ai vostri amici o alla presenza di poche persone con le quali state impostando un certo discorso, la cosa diventa insostenibile in palcoscenico. Allora, dico io, perché non mostrare una previsione immediata, entrando in scena con un blocco notes ed apostrofando uno spettatore domandandogli, magari, dove sia nato, per mostrargli poi immediatamente che voi avevate già scritto il nome della città prima di entrare in scena? I mezzi tecnici di cui oggi disponiamo ci permettono di fare ben altro: l importante è sforzarsi di migliorare. Per quello che riguarda poi l uscita di scena, cercate di concludere sempre il numero stando da soli sul palcoscenico. Per esperienza personale mi sono trovato in quest orribile situazione: appena mostrato il risultato dell esperimento da me condotto (la predizione che avevo indovinato), il pubblico applaudiva calorosamente, mentre la persona che mi aveva aiutato e che mi aveva fatto da assistente si trovava ancora vicino a me. Finiti gli applausi, io congedavo e ringraziavo lo spettatore e, immediatamente, uscivo di scena tra il silenzio generale, o accompagnato dal battito delle mani di qualche volenteroso: ovviamente, mancando la sollecitazione, il pubblico non applaudiva.
Cercate quindi di comportarvi come segue: appena lo spettatore avrà effettuato la scelta che voi dovrete indovinare o prevedere, congedatelo ringraziandolo, e rimanete soli sul palcoscenico. Ricapitolate quanto fatto e, solo allora, mostrate il risultato dell esperimento: il pubblico applaudirà e, come sentirete scemare l applauso, prevenite questo momento abbandonando velocemente la scena. Avrete ottenuto due risultati: il pubblico si ricorderà meglio di voi e sarete usciti dalla scena da trionfatore, mentre ancora vi applaudono. Per quanto riguarda il problema degli attrezzi da usare, fate in modo che quel poco che il Mentalista ha da mostrare non assomigli ad un attrezzo magico ma abbia l aspetto più innocente possibile. Ovviamente tutto ciò deve essere ben visibile al pubblico: mi sembra anacronistico fare la lettura dei biglietti stando davanti a mille persone. Un aspetto drammatico, per chi fa esclusivamente del mentalismo, è quello del Programma. Se infatti è facile intervenire ad uno spettacolo, magari d arte varia, con un esperimento di mentalismo, la cosa cambia radicalmente, quando bisogna intrattenere il pubblico per un tempo più lungo. Il mio consiglio è quello di prodursi in uno spettacolo, magari diviso in due tempi di cui il primo sia di trenta, trentacinque minuti e il secondo di venti, venticinque, cercando di abbracciare in maniera snella tutto il campo del mentalismo raccontando contemporaneamente, durante le pause tra un esperimento e l altro, delle storielle o dei fatti veri, che serviranno a preparare il pubblico all esperimento successivo: gli americani in questo sono dei maestri. Non dimenticate un minimo di base musicale, magari un po surreale, soprattutto nei momenti di tensione. 9
IDEE PER UN ALTRO MENTALISMO Vi siete mai chiesti che effetto avrebbe sul vostro pubblico se, entrando in scena, vi avvicinaste a qualcuno dei vostri spettatori e gli domandaste, ricevendo delle risposte affermative: È possibile che voi ultimamente abbiate avuto dei problemi con la vostra autovettura?, o È possibile che una persona il cui nome inizia per la lettera M vi stia pensando in questo momento? o altre amenità del genere. Pensate che esistono persone che guadagnano addirittura dei soldi arricchendo la lettura delle carte o dei fondi di caffè con simili amenità. Partiamo da una considerazione d ordine generale: nella vita, nonostante ci si senta gli uni diversi dagli altri, facciamo esattamente le stesse cose: nasciamo, cresciamo, andiamo a scuola prima ed al lavoro poi, c innamoriamo e proviamo gioie e dolori, compriamo macchine, case o vestiti, ci ammaliamo e moriamo! Se vi recate presso l istituto centrale di statistica, potete trovare delle interessantissime pubblicazioni statistiche non solo su questi argomenti ma anche sulle abitudini degli italiani e non. Per esempio, potrete trovare un libretto che vi dice qual è il nome di persona più comune in una certa regione, o la percentuale degli italiani che hanno guasti o incidenti con la macchina, o quella di quanti hanno problemi di fegato, reni o stomaco, specialmente ad una certa età, e così via. Perché allora, dico io, non usare questo materiale per condire i nostri esperimenti di mentalismo, cercando di fornire così al nostro pubblico una forma di spettacolo che si avvicini al concetto di Mentalismo Totale? 10
CONCLUSIONE La conclusione di questa mia piccola prolusione sul Mentalismo spingerà, almeno spero, qualche altro mio collega su quest affascinante branca dell illusionismo. Non so quanti di voi saranno riusciti a leggere fino in fondo tutto quanto da me scritto, senza saltare immediatamente alla spiegazione degli effetti raccolti in questo libro, ma spero che, quale che sia l interesse del lettore sui problemi e gli aspetti che ho cercato di illustrare, si tenti sempre e comunque di dare all atto mentalistico quella dignità e importanza che merita, evitando che tutto scada a giochino di prestigio magari proposto, come scriveva il celebre Binarelli in una sua ottima pubblicazione, da un ragazzino sedicenne vestito e gesticolante come usa fare un famoso Maestro del panorama magico nazionale. Ed è per questo che mi piace concludere, augurandomi che il bagaglio professionale del Prestigiatore mentalista si arricchisca di quegli spunti tecnici e di quelle sfumature psicologiche che solo lo studio attento della meccanica parapsicologica, nel suo insieme di supposte realtà e di tangenti mistificazioni, potrà dare. 11
INDICE Prefazione Pag. 3 Introduzione 5 - Un Idea di Mentalismo 6 - Come un Mentalista Dovrebbe Apparire 7 - La Tecnica 8 - Idee per un Altro Mentalismo 10 - Conclusione 11 Book Test 12 Card Test 13 Blindfold Test 15 Newspaper Test 16 Himber Fantastic 19 Himber Wallet Card Prediction 1 19 Himber Wallet Card Prediction 2 21 Billet Switch 23 Envelope Test 25 Impromptu Mind Reading 27 Mental Epic N. 3975 29 33