3 LA PRODUZIONE DI RICCHEZZA Per analizzare l evoluzione della congiuntura economica nel territorio lecchese e cogliere l intensità con cui la crisi si è ripercossa sull economia provinciale, appare opportuno osservare le variazioni del prodotto interno lordo che, più di altri, sintetizza la situazione e la dinamica di un territorio. In Italia, dopo la forte contrazione registrata nel 2009 (-5%), nel corso del 2010 si registra una ripresa, con un incremento dell 1,2% (+1,3% se corretto per gli effetti di calendario) rispetto all anno precedente. Tale variazione, pur ancora contenuta rispetto alla perdita registrata nel biennio 2008-2009, costituisce comunque un importante segnale che sembra evidenziare la fine della fase più acuta della recessione e, se confermata nei prossimi mesi, l avvio di una ripresa economica. I dati attualmente disponibili relativi alla provincia lecchese si fermano al 2009 e non riescono quindi a cogliere le variazioni registrate nel corso dell ultimo anno; tuttavia, osservando le variazioni, appare evidente quanto precedentemente affermato in relazione alla elevata sensibilità dell economia provinciale agli shock esogeni. Nel corso del 2009, infatti, il Pil provinciale ha registrato una contrazione dell 8,3% rispetto all anno precedente, una flessione superiore a quella mediamente rilevata in Lombardia (-5,2%) e in Italia (-5,0%), un fenomeno riconducibile alla elevata vocazione manifatturiera della provincia. Alcune caratteristiche dell economia locale e la sua apertura sui mercati internazionali le consentono tuttavia di sfruttare in maggior misura i fattori positivi che si creano nelle fasi di espansione dell economia internazionale. A conferma di ciò è possibile rilevare che negli anni precedenti alla crisi (2002-2007), l economia lecchese, grazie ai buoni risultati ottenuti soprattutto nel 2005 e 2007, ha mostrato un trend medio di crescita annuo (+1,5%) superiore alla media regionale (+1,2%) e nazionale (+1%). 4,0 2,0 Grafico 8 Variazione reale del prodotto interno lordo nella provincia di Lecco, in Lombardia ed in Italia (Variazioni percentuali a prezzi costanti; anni 2002-2009) 1,9 1,1 0,5 0,1 0,1 1,5 1,1 0,3 2,9 0,8 0,7 0,7 2,1 2,0 3,4 1,9 1,5 1,0-2,0-0,7-1,3-4,0-6,0-5,2-5,0-8,0-1 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009-8,3 Fonte: Istituto G. Tagliacarne 32
La elevata vocazione manifatturiera è confermata dal fatto che nella provincia lecchese il 35,4% del valore aggiunto prodotto è riconducibile all industria in senso stretto, il valore più alto in Lombardia e il secondo in Italia, dopo Vicenza (35,6%). Seguono, con valori più contenuti, Modena (32,3%), Belluno (31,6%), Bergamo (31,2%), Treviso (31%), Mantova (30,9%), Cremona (30%) e Varese (29,3%), tutte province del Nord Italia, un fattore che conferma la maggiore vocazione industriale di quest area del Paese. La prima provincia del Centro Italia per incidenza dell industria nella produzione di ricchezza è Prato, collocata in undicesima posizione della graduatoria nazionale, mentre la prima del Mezzogiorno risulta Chieti al diciottesimo posto. Tornando alla provincia di Lecco, oltre al manifatturiero, anche l edilizia presenta una incidenza (6,7%) superiore alla media regionale e nazionale (entrambe al 6%), confermando quanto già osservato nell analisi del sistema imprenditoriale. Decisamente più contenuto è invece il peso dell agricoltura (0,4% rispetto all 1% in Lombardia e all 1,8% in Italia) e dei servizi (57,6% a fronte del 68,3% regionale e del 73,1% nazionale). Relativamente a questi ultimi è opportuno rilevare che la provincia presenta il terzo valore più basso tra le province italiane, evidenziando una contenuta vocazione terziaria; in questo contesto è tuttavia opportuno ricordare il processo di trasformazione delle economie avanzate, con il passaggio da vocazioni manifatturiere a quelle terziarie per l affermazione di numerosi servizi ad elevato valore aggiunto. Anche nel settore agricolo si rileva un cambiamento, con la crescente attenzione verso le produzioni di qualità e la riscoperta dei prodotti tipici. Tabella 12 Valore aggiunto per settori di attività economica nelle province lombarde, in Lombardia ed in Italia (valori assoluti in milioni di euro e composizione percentuale; anno 2009) Valori assoluti (in milioni di euro) Industria Agricoltura Industria in Servizi Totale Costruzioni Totale senso stretto Bergamo 263 9.643 3.327 12.971 17.697 30.931 Brescia 702 9.116 2.447 11.563 20.947 33.211 Como 84 3.643 1.136 4.779 9.404 14.267 Cremona 400 2.711 462 3.172 5.452 9.025 Lecco 33 3.026 571 3.597 4.926 8.557 Lodi 173 1.355 427 1.782 3.308 5.263 Mantova 492 3.596 720 4.317 6.814 11.623 Milano 197 25.995 5.195 31.190 97.498 128.884 Pavia 278 2.843 902 3.745 8.826 12.848 Sondrio 97 1.171 516 1.687 3.377 5.161 Varese 52 6.665 1.350 8.015 14.691 22.758 Lombardia 2.771 69.765 17.052 86.817 192.940 282.528 Nord Ovest 4.757 97.838 26.205 124.043 305.638 434.438 Italia 25.084 256.794 85.932 342.726 999.917 1.367.727 33
Composizione % Industria Agricoltura Industria in Servizi Totale Costruzioni Totale senso stretto Bergamo 0,9 31,2 10,8 41,9 57,2 10 Brescia 2,1 27,4 7,4 34,8 63,1 10 Como 0,6 25,5 8,0 33,5 65,9 10 Cremona 4,4 3 5,1 35,2 60,4 10 Lecco 0,4 35,4 6,7 42,0 57,6 10 Lodi 3,3 25,7 8,1 33,9 62,9 10 Mantova 4,2 30,9 6,2 37,1 58,6 10 Milano 0,2 20,2 4,0 24,2 75,6 10 Pavia 2,2 22,1 7,0 29,1 68,7 10 Sondrio 1,9 22,7 1 32,7 65,4 10 Varese 0,2 29,3 5,9 35,2 64,6 10 Lombardia 1,0 24,7 6,0 30,7 68,3 10 Nord Ovest 1,1 22,5 6,0 28,6 70,4 10 Italia 1,8 18,8 6,3 25,1 73,1 10 Fonte: Istituto G. Tagliacarne Osservando le variazioni di lungo periodo (dal 2000 al 2009) è possibile rilevare le trasformazioni strutturali del sistema economico lecchese, anche rispetto a quelle regionali e nazionali; il primo fattore di rilievo è la presenza di dinamiche alquanto differenti tra i diversi settori, con una forte crescita delle costruzioni (+66,8% tra il 2000 e il 2009), trainata principalmente dalla domanda di nuove abitazioni, dalle ristrutturazioni e dalla realizzazione di opere pubbliche e infrastrutture. Segue il settore dei servizi (+40,5%) che conferma il processo di terziarizzazione dell economia lecchese, seguendo un andamento che caratterizza anche l economia regionale e nazionale. In questo contesto è opportuno precisare che i dati sono espressi in termini correnti e non tengono conto, quindi, della variazione dei prezzi al consumo, un fattore da tenere in considerazione che evidenzia come, di fatto, le crescite reali siano state più modeste. Decisamente più contenuta è la dinamica dell agricoltura (+9,2%) e dell industria (8,9%), settore in cui i progressi registrati negli anni sono stati vanificati dalla crisi economica e finanziaria. Rispetto alla media nazionale è interessante rilevare una crescita leggermente più contenuta nell edilizia e performances superiori negli altri settori economici. In particolare si rilevano distanze significative nell agricoltura e dell industria, con la regione e l Italia che presentano, nel primo caso, una contrazione nella produzione di ricchezza e nel secondo una situazione di sostanziale stabilità (a fronte di variazioni positive che si avvicinano al 10% nella provincia lecchese). 34
Grafico 9 Variazione media annua del valore aggiunto a prezzi correnti per settori economici in provincia di Lecco, in Lombardia ed in Italia fra il 2000 ed il 2009 (variazioni percentuali; anni 2000-2009) 8 6 70,9 66,8 61,5 4 40,6 36,4 36,6 28,5 26,5 28,5 2 9,2 8,9 2,1 3,0-2 -15,7-21,4-4 Agricoltura Industria in senso stretto Costruzioni Servizi Totale Fonte: Elaborazione su dati Istat per l anno 2000 ed Istituto G. Tagliacarne per il 2009 Focalizzando l attenzione sull ultimo anno disponibile (variazioni del 2009 rispetto al 2008) appare evidente come la crisi economica abbia investito principalmente il manifatturiero e l agricoltura, interessando secondariamente le costruzioni e i servizi. Tra il 2008 e il 2009, infatti, l industria in senso stretto ha registrato a Lecco una contrazione del valore aggiunto pari al 16,1%, un dato particolarmente elevato, determinato dal calo degli ordini, della produzione e del fatturato (calati in media nel corso del 2009 rispettivamente del 14,2%, del 10% e del 17,6%). Tale flessione è stata superiore a quella rilevata in media a livello nazionale, un fattore in parte riconducibile al tipo di produzioni realizzate e specializzazioni settoriali (tessile, meccanica, metallurgia). Negli altri tre settori (servizi, costruzioni e agricoltura), invece, la dinamica lecchese è stata meno negativa rispetto alla media regionale e nazionale, un fattore positivo che evidenzia il graduale passaggio del territorio da un economia prevalentemente manifatturiera ad una più integrata (manifatturiero e terziario in primis). In particolare l edilizia presenta una crescita dell 1,8% (a fronte del +0,4% regionale e del -1% nazionale), i servizi dello 0,2% (rispetto al -0,2% regionale e al -0,1% nazionale) mentre l agricoltura registra una contrazione (-5,4%), ma decisamente più contenuta rispetto a quella registrata in Lombardia (-13,4%) e in Italia (- 11,5%). 35
Grafico 10 Variazione del valore aggiunto a prezzi correnti per settori economici in provincia di Lecco, in Lombardia ed in Italia fra il 2008 ed il 2009 (variazioni percentuali; anni 2008-2009) 4,0 2,0-2,0-4,0-6,0-8,0-5,4 1,8 0,4-1,0 0,2-0,2-0,1-6,2-4,1-2,9-1 -12,0-14,0-16,0-18,0-11,5-13,4 Agricoltura -16,1-14,1-12,3 Industria in senso stretto Costruzioni Servizi Totale Fonte: Elaborazione su dati Istat per l anno 2008 ed Istituto G. Tagliacarne per il 2009 36