IL VIADOTTO "Settefonti"

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IL VIADOTTO "Settefonti" 1 Il collegamento autostradale Milano-Roma-Napoli è una delle opere pubbliche italiane più importanti. Gli interventi di manutenzione sulle infrastrutture dell Autostrada del Sole sono incessanti. Uno di questi ha riguardato il Viadotto Settefonti, posto sul tratto appenninico Bologna-Firenze. La costruzione dell Autostrada del Sole fu avviata nel 1956. Il suo completamento (una lunghezza totale di circa 800 chilometri) avvenne nel giro di pochi anni e consentì il grande sviluppo economico e industriale legato al secondo dopoguerra. I rapidi tempi di costruzione, la maestosità dell opera e le difficoltà tecniche dovute all attraversamento della catena appenninica nel tratto Firenze-Bologna rappresentano ancora oggi un vanto dell ingegneria italiana. Ma proprio il tratto Firenze-Bologna, lungo circa 100 chilometri, ha visto aumentare nel corso dei suoi quarant anni di storia i flussi di traffico in maniera esponenziale e ben oltre le previsioni dei progettisti dell epoca. Ciò ha causato un precoce invecchiamento delle numerose opere d arte stradali che lo costituiscono. Secondo le previsioni fatte negli anni Cinquanta, infatti, il traffico autostradale su questa direttrice avrebbe dovuto crescere dagli iniziali 1.000 veicoli al giorno a 20.000 nell anno 2000. I reali volumi di traffico attualmente sostenuti, invece, sono pari a circa 43.700 veicoli al giorno (nel tratto Bologna-Firenze Nord), con punte di oltre 80.000 veicoli in prossimità dell area urbana di Firenze. In attesa del completamento di corridoi alternativi per l imponente traffico lungo la direttrice Nord-Sud Italia (ovvero della ferrovia ad Alta Velocità Firenze-Bologna, nonché del tracciato autostradale denominato Variante di Valico ), gli interventi di manutenzione sulle infrastrutture dell Autostrada del Sole si svolgono secondo programmi particolarmente serrati. Descrizione dell opera Il Viadotto Settefonti si erge in prossimità del valico appenninico, ad un altitudine di circa 700 metri sul livello del mare e, ricade in una zona dichiarata sismica di II categoria. È costituito da due carreggiate separate, con sette campate sulla corsia sud e sei su quella nord, con luce variabile tra i 13.8, i 20.8 e gli 85 metri. Le campate principali (85 metri) sono composte da travi in cemento armato precompresso (c.a.p.) dell altezza di 3 metri, poste ad interasse di 2.8 metri, irrigidite da traversi e dalla soletta, che ha uno spessore di 15 centimetri. Le campate da 25.8 metri hanno travi d altezza ridotta a 1.3 metri. Le pile delle campate principali sono costituite da fusti di otto colonne da 1.1x1.1 metri, irrigidite ogni 9 metri circa da traversi di collegamento. Le pile più basse, relative alle campate da 20.8 metri, hanno colonne da 80x60 centimetri. Sulla sommità delle pile delle campate principali si trovano degli sbalzi da 13.5 metri, formati da quattro nervature in c.a.p., di altezza variabile da 3 a 5.5 metri, collegate da una soletta. Gli appoggi, realizzati secondo lo schema cinematico delle travi 37

Foto 1. Immagine panoramica del Viadotto Settefonti nel verde dell Appennino tosco-emiliano. Foto 2. La foto mette in risalto l imponenza di una delle pile, formate da quattro pilastri raddoppiati uniti da cordoli del viadotto, ma evidenzia anche l avanzato stato di degrado precedente. Foto 3. E evidente il particolare basamento dei piloni. Foto 4. Anche gli appoggi, i pulvini e gli impalcati, così come gli elementi portanti verticali, sono stati sottoposti a interventi di ripristino. Gerber, sono muniti di apparecchi in neoprene. Già oggetto di un primo intervento di parziale restauro negli anni Settanta, il Viadotto Settefonti è stato recentemente sottoposto a lavori di adeguamento sismico delle elevazioni. Nell occasione, sono stati anche sostituiti alcuni appoggi ed è stato ripristinato il calcestruzzo ammalorato posto in prossimità delle selle. Il dettaglio dei lavori Innanzitutto, per non penalizzare i flussi di traffico, quasi tutti i lavori sono stati effettuati senza impegnare le carreggiate; ciò è stato possibile grazie al rinvenimento ed al ripristino della strada di cantiere utilizzata per la costruzione originaria. I lavori sono stati condotti secondo il seguente programma: 1) preparazione dei supporti: - sbancamento del terreno fino al rinvenimento delle fondazioni; - idrodemolizione del calcestruzzo ammalorato delle pile, per uno spessore di circa 5 centimetri; - posizionamento delle nuove armature 3 2 4 38 5

5 6 Foto 5. Dettaglio dello stato di degrado in cui versavano le strutture del viadotto. In particolare, sono evidenti l affioramento dei ferri e la loro corrosione. Foto 6. Dove necessario, sono stati eseguiti interventi di idrodemolizione in alta pressione del calcestruzzo ammalorato per uno spessore di alcuni centimetri. metalliche, in acciaio Fe B 44 K, inghisate nelle fondazioni e collegate a quelle preesistenti affiorate durante l'idrodemolizione. 2) Ricostruzione e rinforzo: - incamiciatura delle pile, per lo spessore di 15 centimetri, con calcestruzzo a ritiro compensato con valore di resistenza caratteristica R ck pari a 50 MPa, confezionato con STABILCEM* e aggregati selezionati; - dopo lo scassero, sulla superficie del calcestruzzo è stato applicato MAPECURE E* per proteggere il getto dalla rapida evaporazione dell acqua e consentire quindi una corretta stagionatura umida; - protezione delle armature esistenti, dove necessario, con MAPEFER* e successivo ripristino del calcestruzzo ammalorato in prossimità delle mensole, dei pulvini e delle selle con MAPEGROUT T60*, malta tissotropica premiscelata a ritiro compensato, armata con rete elettrosaldata in acciaio ad aderenza migliorata (Fe B 44 K). Durante le fasi di lavoro sulle mensole e sugli appoggi della campata più lunga, le travi sono state sollevate con appositi martinetti idraulici, e mantenute in posizione sollevata sino al completamento delle operazioni di restauro del pulvino e sostituzione degli appoggi, senza interruzione del traffico sulla corsia soprastante. Si è invece operato con un restringimento di corsia solo durante i necessari interventi su alcune porzioni di soletta, che hanno richiesto una vera e propria ricostruzione; per minimizzare gli effetti di questo intervento sull utenza, si è scelto di operare nostop anche nel periodo notturno, impiegando una miscela di calcestruzzo a ritiro compensato confezionata con STABILCEM* e un'opportuna giunta di ANTIGELO S* (additivo accelerante privo di cloruri per calcestruzzi confezionati in climi freddi). Questa tecnica ha permesso, nonostante le basse temperature appenniniche, di contenere il ciclo di maturazione del 7 8 Foto 7. Particolare dell'intervento di consolidamento e integrazione ( incamiciatura ) della base dei piloni del viadotto con calcestruzzo a ritiro compensato, eseguito secondo il procedimento sopra descritto. Foto 8. L immagine mostra il dettaglio di una porzione di elemento strutturale incamiciato e in cui è stata aumentata la sezione dei ferri con il posizionamento di nuovi elementi. 39

Tab. 1 Betoncini realizzati con STABILCEM in diversi dosaggi (350-450 kg/m 3 ) Aggregato Dosaggio STABILCEM Rapporto Acqua / STABILCEM Massa Volumica Rcm (20 C) MPa (mm) Dosaggio (kg/m 3 ) (kg/m 3 ) (cm) 1 g 4 gg 7 gg 28 gg (kg/m 3 ) Slump iniziale 0 22 1837 456 0,36 2455 26 35,8 59,9 62,3 81,0 0 22 1897 405 0,38 2454 24 34 53,8 58,5 73,6 0 22 1957 352 0,43 2460 23 25,1 50,1 54,5 69,2 calcestruzzo entro le 36 ore, per una sollecita riapertura al traffico. Un calcestruzzo su misura Il prodotto di maggior impiego è stato sicuramente STABILCEM*, legante cementizio espansivo superfluido utilizzato per ottenere boiacche da iniezione, malte, betoncini e calcestruzzi; con questa soluzione sono stati confezionati i circa 3.000 metri cubi di calcestruzzo a ritiro compensato impiegati in questo cantiere. Per la messa a punto della miscela definitiva sono stati condotti alcuni studi preliminari, in collaborazione con l impresa e in accordo con le indicazioni impartite dalla direzione lavori. Sono infatti state eseguite delle prove su alcuni calcestruzzi realizzati con STABILCEM* in diversi dosaggi, da 9 10 40

11 Foto 9 e 10. Lavori sull'impalcato per la ricostruzione localizzata della soletta. Il calcestruzzo realizzato con STABILCEM è stato accelerato con ANTIGELO S per anticipare i tempi di riapertura al traffico. Foto 11. Il viadotto al termine dell'intervento di ripristino. 350 a 450 kg/m 3 : la tabella 1 mostra i risultati di quest'indagine ed evidenzia la ricetta prescelta. E stato cosi possibile determinare il giusto mix design per il calcestruzzo, in grado di garantire sia le resistenze caratteristiche di progetto che la lavorabilità e la pompabilità necessarie in un cantiere di questa importanza. Viadotto Settefonti - Autostrada A1 tratto FI-BO (Km. 248+383) Intervento: risanamento strutturale delle pile Anno di costruzione: 1956 Anno di intervento: 1999/2001 Committente: Società Autostrade SpA, Concessioni e Costruzione - Roma Progetto: ing. Giovanni Reggiani - S.P.E.A. Ingegneria Europea SpA, Milano Direzione lavori: ing. Lanfranco Bernardini e p.i. Giovanni Calusi - S.P.E.A. Ingegneria Europea SpA IV tronco di Firenze Impresa esecutrice: Baldassini & Tognozzi Costruzioni Generali S.p.A. Firenze; Direttore Tecnico: geom. Franco Carbone; Responsabile del Cantiere: geom. Marco Baroncelli Prodotti Mapei: STABILCEM, MAPEFER, MAPEGROUT T60, MAPECURE E, ANTIGELO S Coordinamento Mapei: Fulvio Bianchi, Carlo Campinoti e Massimo Lombardi * I prodotti citati in questo articolo appartengono alle linee Prodotti per edilizia e "Additivi per calcestruzzi". Le relative schede tecniche sono contenute nel CD Mapei Global Infonet e nel sito internet www.mapei.it. Antigelo S: antigelo privo di cloruri per calcestruzzi e malte cementizie Mapecure E: stagionante in emulsione acquosa Mapefer: malta cementizia anticorrosiva per ferri d armatura Mapegrout T60: malta tissotropica fibrorinforzata resistente ai solfati per il risanamento del calcestruzzo Stabilcem: legante cementizio espansivo superfluido per ottenere boiacche da iniezione, malte, betoncini e calcestruzzi. 41