PRESENTAZIONE DELLA TESI Lo scopo di questa tesi è quello di approfondire i fondamenti teorici e la prassi operativa dei gruppi Balint, che dal 1949 costituiscono un prezioso sostegno per avviare sia medici generici che personale sanitario e sociale ad una migliore comprensione del significato emozionale della relazione medico-paziente. Il nostro lavoro è articolato in sei capitoli. Nel primo offriamo un breve excursus sulla vita di Michael Balint e sulle sue opere principali. Il secondo tratta delle sue formulazioni psicoanalitiche, le quali mirano a dare una prima infarinatura circa l inquadramento teorico che fa da cornice all intera opera balintiana ed ai suoi punti di maggiore spicco. Nel terzo capitolo la nostra attenzione è concentrata sulla rivisitazione della figura del medico nel vissuto della diade, e sul suo ruolo di prima e vera medicina per il paziente, mettendo in risalto il cambiamento dell ottica in cui attribuire un significato alle sue funzioni. All interno del quarto capitolo introduciamo la parte centrale della tesi, dedicata alla effettiva e completa descrizione dei gruppi in questione e della loro attività, presentando alcune nozioni di base sui gruppi terapeutici e di formazione. I capitoli V e VI, infine, prendono in esame la composizione, le caratteristiche e l essenza vera e propria di questa metodologia formativa. 5
CAPITOLO I MICHAEL BALINT: VITA E OPERE 1.1 Cenni biografici Michael Balint nacque nel 1896 a Budapest, dove si dedicò agli studi di medicina e si laureò nel 1920. Nel 1921 si spostò a Berlino dove intraprese un training psicoanalitico con Hans Sachs, studiando nel frattempo anche chimica. Collaborò inoltre con il Kaiser Wilhelm Institute di Biochimica e con la Prima Clinica della Carità presso l Università di Berlino. Nel 1924 si laureò anche in filosofia, nella stessa Berlino. Tornato a Budapest, dove portò a termine il percorso analitico con Sandor Ferenczi (la cui influenza determinerà il mantenimento di una linea freudiana nelle successive innovazioni tecniche), lavorò come assistente alla Prima Clinica Medica dell Università. Diventato analista didatta nel 1926, diede inizio a seminari per i medici generici dell Istituto di Psicoanalisi ma dovette imbattersi in una diffidenza di stampo politico che gli impose il controllo sistematico dei poliziotti, e fu perciò costretto a sospendere l attività. Nel 1948 andò a vivere in Inghilterra, dove insieme alla moglie Enid (appartenente alla scuola di Winnicott) organizzò i primi gruppi di formazione per operatori sociali che aiutavano soggetti con problemi matrimoniali e successivamente, dal 1950, 6
furono indirizzati anche ai medici. Questi gruppi furono poi conosciuti in tutto il mondo sotto il nome di gruppi Balint. Dal primo di essi, svoltosi dall ottobre del 1950 alla fine del 1952, Balint elesse a collaboratori 14 medici che gli rimasero a fianco dal 1953 al 1955. Medico, paziente e malattia (1956) è il libro che riporta i risultati di questa unione professionale. Quest opera contiene principi universalmente validi, applicabili in qualsiasi paese e contesto. Balint morì nel 1970. 7
1.2 Opere di Balint Oltre a Medico, paziente e malattia, nella bibliografia di Balint troviamo anche L amore primario (1952), Situazioni-brivido e regressioni (1959), Il difetto fondamentale (1968), Tecniche psicoterapiche in medicina (con la moglie Enid, 1961), e Psicoterapia focale (1974). L amore primario ha come tema l amore oggettuale primario e le relazioni che ne derivano, partendo dalla sessualità fino al riscoprirne le strutture e le caratteristiche attraverso l analisi psicologica. L oggetto di Situazioni-brivido e regressioni è invece un attenta osservazione della regressione nella situazione analitica, al fine di comprenderne la natura, il ruolo ed i processi elaborativi inconsci che da essa scaturiscono. Il difetto fondamentale è un trattato in cui, partendo dalla distinzione delle due differenti aree del lavoro analitico (area del difetto fondamentale e area creativa), vengono messe in luce le tecniche di analisi della regressione, la posizione dell analista e la sua conseguente modalità di interpretazione dei contenuti. Tecniche psicoterapiche in medicina rappresenta, insieme a Medico, paziente e malattia, l approccio psicosomatico insito nella concezione balintiana della professione medica; questo libro infatti, costituisce un prezioso invito ad una rivisitazione del singolo sintomo fisico e ad un esplorazione dell universo 8
psichico individuale, significativo per la piena comprensione di particolari stati patologici. In Psicoterapia focale, infine, Balint ricalca nuovamente l importanza dei principali nuclei regressivi rintracciati all interno della personalità del paziente, poiché è solo concentrandosi su questi fondamentali aspetti che sarà possibile aiutare il soggetto a gestire e modificare le proprie parti carenti, inadeguate o comunque problematiche. 9
CAPITOLO II IL CONTRIBUTO DI BALINT ALLA TEORIA PSICOANALITICA Introduzione Balint, attraverso le proprie teorizzazioni, propose ai medici di inoltrarsi verso un inquadramento psicosomatico del puro sintomo fisico. Per arrivare a ciò, ovviamente, partì da un innovazione teorica di stampo psicoanalitico, originata dal superamento del dualismo soma - psiche, a vantaggio di una visione olistica in cui l uno è, per natura, parte dell altro. Partendo dunque da questo assunto, in questo capitolo viene spiegato come ogni forma di percezione primitiva, di vissuto umano, di sentimento e di successiva relazione con l esterno, fin dalla nascita, sia inevitabilmente il risultato dei vari graduali mutamenti - contemporanei - dell una e dell altra sfera. Offriremo pertanto una panoramica su concetti relazionali basilari per comprendere quest ottica, quali amore primario, filobatismo e ocnofilia, amore, odio e pulsioni, concentrandoci poi ulteriormente sulla regressione, sul difetto fondamentale e sugli obiettivi del percorso terapeutico da intraprendere per risolvere le problematiche annesse a questo ambito. 10
2.1 Un inquadramento biogenetico dello sviluppo psicosessuale La stretta correlazione tra fattori genetici e sessuali (questi ultimi intesi nel senso completo e lato del termine, ovvero dagli aspetti più strettamente biologici a quelli riguardanti la sfera psicodinamica) è un grande ed importante pilastro della concezione psicoanalitica balintiana. Egli infatti (Balint, 1952), facendo riferimento alla legge biogenetica fondamentale postulata da Haeckel, pone in un essenziale parallelismo lo sviluppo cellulare primario e quello psichico, cogliendone svariate analogie ed un uniformità di base. Come i gameti si originano e crescono all interno del corpo umano - determinando così l evoluzione e la vita genetica dell individuo -, e come tutte le altre funzioni organiche perseguono vari stadi prima di giungere al definitivo completamento, così anche ogni tappa psicosessuale ha una propria natura biologica. Questa teoria è supportata principalmente anche dal fatto che l espressione pulsionalerelazionale primaria dell Es del bambino, non a caso, si manifesta appunto tramite sbocchi fisici nel corso delle più importanti fasi di maturazione infantili (fase orale, fase anale, fase genitale,ecc.), le quali a loro volta possono essere il contesto di relative patologie di fissazione, regressione, ecc. Questo per dire come, in assoluto, ogni singola struttura portante umana (facente parte di qualsiasi sfera) sia da rapportare alla situazione generale evolutiva della persona. 11
La modalità infantile di incanalare e direzionare l Eros rappresenta pertanto uno degli indici principali all interno dell analisi, ed eventuali sue disfunzioni sono da inquadrare come reali problematiche psicofisiologiche da approfondire e valutare con la massima attenzione. 12