Lucia Baldini immagini www.luciabaldini.it
MUSEI FIORENTINI Questo lavoro fotografico ha come soggetto uno sguardo in bianco e nero ai Musei Fiorentini. E stato un lavoro molto coinvolgente e appassionante e soprattutto mi ha dato la possibilità di vedere con occhi nuovi opere e luoghi dei musei fiorentini conosciuti fino ad adesso solo come visitatrice. Questa volta ho avuto la possibilità di guardare negli occhi quadri e sculture emblematici dell arte italiana e toscana, e ho potuto scoprire piccoli dettagli e segreti che fino ad adesso non ero riuscita a percepire. Il momento più affascinante è stato poter entrare nei musei nei giorni di chiusura al pubblico e girando per le sale e fotografando le opere ho avuto come l impressione di poterle, finalmente, percepirle come sono realmente, libere dallo sguardo feroce e veloce del visitatore medio. Vedere il Davide di Michelangelo in perfetta solitudine nella sala del Museo dell Accademia, con il personale che amorevolmente lo accudiva, spolverandolo, togliendogli le piccole impurità date dalla massiccia presenza di umanità che durante la settimana sfila ai suoi piedi è stato come vedere una persona che finalmente può rilassarsi, tirare il fiato e magari girare lo sguardo altrove. In bianco e nero sono emersi gli spazi, i capolavori e il pubblico. La scelta del bianco e nero significa più cose. Anzitutto l omaggio all ineludibile necessità di vedere l originale con i propri occhi, senza la mediazione della riproduzione cartacea, fortunatamente fallace; quindi la possibilità di ripercorrere l esperienza visiva per forme e contenuti. L acquisizione per gradi dell opera d arte, la sua analisi, trova nel bianco e nero uno strumento prezioso che attribuisce all immagine un valore assoluto che non pretende di sostituirsi ma si aggiunge all esperienza della visita. Come scrive Cristina Acidini nella sua prefazione Siamo in presenza di un approccio quanto mai originale ed istruttivo a un argomento quello dei musei fiorentini e del loro contenuto in termini di opere d arte e di visitatori che crediamo di conoscere in ogni suo aspetto e che si rivela invece sfaccettato e non poco sorprendente..
IN ALTO Con il progetto In alto Lucia Baldini racconta il desiderio dell uomo di sconfiggere la forza di gravità, costruendo immagini in cui si esalta la leggerezza, il volo, la sospensione, l armonia. In alto sconfiggendo così la pesantezza dello stare con i piedi a terra
BUENOS AIRES cafe Ma si può veramente conoscere un luogo che ha per padre il porto e per madre l emigrazione? A prima vista, Buenos Aires sembra una via del Pireo. Un pezzo di Beirut. Cuba. Il Brasile. Qualcosa molto di Parigi. A volte Berlino. Forse la vecchia New York, ma, nelle sue architetture più moderne, anche un pezzo di Sidney. Il fantasma di tutti i luoghi visti, e anche di quelli mai visti. Eppure, la faccia che mostra è sempre familiare: pare di riconoscere ogni angolo, perchè in ogni angolo Buenos Aires è lo specchio di un altro luogo. Una città ingorda, che si è mangiata tutte le altre città. Buenos Aires cafè è un libro e una mostra di Lucia Baldini realizzato per la casa editrice Postcart di Roma
TANGOMALIA Tangomalìa storie, miti e abbracci nelle milonghe italiane, si basa sulla suggestione che la malia per il tango provoca sia qualcosa di più di una semplice passione da cartolina; si avvicina di più, invece, al mistero, all attrazione, alla fascinazione che questo insieme di musica ballo e parola riesce ad esercitare in maniera trasversale, da un capo all altro dell Italia. Attraverso le architetture del tango in un percorso fatto di città, teatri, palcoscenici, balere, piazze e sale déco, da luogo fisico, diventa luogo mentale, un contesto, quindi, come è prerogativa di un fenomeno che è, insieme, forma d arte ed espressione popolare. Tangomalìa è un libro e una mostra realizzato da Lucia Baldini edito dalla Postcart Edizioni.
ELOISA fotografia stenopeica su pellicola fotografia lenta di Lucia Baldini e Eloisa Da alcuni anni Lucia Baldini si lascia accompagnare da Eloisa, una macchina fotografica a foro stenopeico costruita sotto suoi precisi dettami e desideri. Insieme costruiscono lentamente, visioni oniriche, paesaggi sospesi, ritratti in cui la dilatazione del tempo e del pensiero si compenetrano. Una macchina fotografica in legno con un otturatore millimetrico che attraverso tempi d esposizione non convenzionali, assorbe elementi effimeri e nascosti dei luoghi e delle persone. Una risposta lenta e analogica all eccesso dell utilizzo elettronico della velocità e della condivisone virtuale dell immagine e della realtà. Lucia e Eloisa, con i loro esperimenti stenopeici, hanno dato vita a video-installazioni, libri e mostre.
LIBERA MENTE