Pericoli dei gas inerti

Похожие документы
MISURE DI SICUREZZA UTILIZZO DI AZOTO LIQUIDO

LIQUIDI CRIOGENI. Collana Cultura della Sicurezza. Quaderno informativo N. 12. Edizione gennaio 2013

ISTITUTO COMPRENSIVO II DI SELVAZZANO

CONTENITORI PER GAS LIQUEFATTI REFRIGERATI PARTE GENERALE

ATMOSFERE SOTTOSSIGENATE

ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO attualmente previste dalla U.E. per sostanze e preparati pericolosi (FRASI R)

SCHEDA TECNICA N 7 OSSIGENO LIQUIDO

CONTENITORI E GAS LIQUEFATTI REFRIGERATI

Utilizzo in sicurezza dell AZOTO

ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R E DEI CONSIGLI DI PRUDENZA S E DELLE LORO RELATIVE COMBINAZIONI ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R

FRASI DI RISCHIO (R) e FRASI DI PRUDENZA (S)

ELENCO DELLE FRASI DI RISCHIO R E DEI CONSIGLI DI PRUDENZA S E DELLE LORO RELATIVE COMBINAZIONI

Pagina :2 / 2 5 MISURE ANTINCENDIO Pericoli specifici Prodotti di combustione pericolosi Mezzi di estinzione utilizzabili Metodi specifici Mezzi di pr

USO di BOMBOLE CONTENENTI GAS COMPRESSI

NORME PER USO DI FLUIDI CRIOGENI

ATTENZIONE. Classificazione della sostanza o della miscela. Etichetta 2.2: Gas non infiammabile non tossico

Linee Guida per la Manipolazione e lo Stoccaggio dei Gas Compressi e Liquefatti Refrigerati

La sicurezza nei laboratori didattici e di ricerca I GAS TECNICI

1) È una sostanza che a temperatura ambiente (20 C) ed alla pressione atmosferica si trova allo stato gassoso (aeriforme) V

Operazione: DOSAGGIO AUSILIARI

Operazione: MISCELAZIONE PRODOTTI CHIMICI

Ambienti Confinati. Lavori in ambienti Sospetti di Inquinamento o Confinati

Sommario. 2. Classificazione dei gas: caratteristiche, rischi, precauzioni.

SCHEDA DI SICUREZZA CLP-Y660A, CLP-Y660B

Corso di Formazione SIFO. Milano 7 giugno 2007 Nistrio Vittorio

SCHEDA DATI DI SICUREZZA NanoCore Dual Pasta Catalizzatrice Pagina 1 di 3 Data di revisione 5 ottobre 2006

I simboli dei materiali pericolosi

SCHEDE INTERNAZIONALI DI SICUREZZA CHIMICA

Italmed srl ALLEGATO Ia (Ftdp 08.18) Firenze

Dinamica dei fluidi viscosi

ADDESTRAMENTO APVR. Maschera pieno facciale EN 136

Tritón X 100 QP 1. Identificazione della sostanza/preparato e della societá o ditta 1.1 Identificazione della sostanza o del preparato

FUMI DA SALDATURA AL PLASMA FUMI DA SALDATURA "MAG" POLVERI METALLICHE AERODISPERSE DOCENTI FUMI DA OSSITAGLIO...

Mezzi di controllo degli insetti. Mezzi chimici Mezzi fisici Mezzi biologici Mezzi biotecnici

Scheda di sicurezza. IG55 Pag. 1 di 8

PSICROMETRIA PROPRIETÀ TERMODINAMICHE DEI GAS PERFETTI

PREFETTURA di CUNEO Ufficio Territoriale del Governo. PIANO DI EMERGENZA ESTERNO (Art. 20 D. Lgs. 334/99 e s.m.i.)

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE H 6

COLLANTE RASANTE PER CAPPOTTO CR60

Corso di Termofluidodinamica

SCHEDA DI SICUREZZA. Sezione I - Identificazione del Prodotto e del Produttore. Sezione II - Composizione/Informazione sugli ingredienti

SCHEDA DI SICUREZZA NICHEL OSSIDO NERO M-0692 Pag. 1/5

DPI PER LA PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE

3 La sicurezza. La sicurezza. Nel trasporto dei gas in auto.

Esercizi sui Gas. Insegnamento di Chimica Generale CCS CHI e MAT. A.A. 2015/2016 (I Semestre)

12/03/2013. Aria umida. Proprietà e trasformazioni

SCHEDA DI SICUREZZA. Revisione n del 04/10/2006 COD. DERMI.4 Pag. 1 di 5

I simboli della Direttiva 67/548 che indicano rischio chimico. Esplosivo (E) Comburente (O) Estremamente infiammabile (F+) Facilmente infiammabile (F)

Il Farmacista ospedaliero e la gestione del rischio chimico e biologico. Competenze e responsabilità

Scheda dei Dati di Sicurezza Secondo le Direttive 91/155/CEE

lotto 1 Scheda tecnica Fornitura dei materiali e delle apparecchiature per n 1 impianto di distribuzione gas puri e di generazione aria compressa;

C.I.A.R.T.: l importanza della disinfestazione per la preservazione dei beni culturali

SCHEDA DI SICUREZZA ANTICALCARE

Rischi da atmosfere esplosive. Copyright Diritti riservati

FABBISOGNO ANNUO AUSL IMOLA FABBISOGNO ANNUO MRI FABBISOGNO ANNUO IOR

Stati della materia. Esempio. Fusione e solidificazione. Esempio. Stati di aggregazione della materia

Report mensile sulla qualita dell aria

Scheda di dati di sicurezza

FACCIALI FILTRANTI NORME TECNICHE UNI EN 149 RIF. LEGISLATIVI MARCATURA CE (D.P.R. 475/92) CATEGORIA III (D.P.R. 475/92)

Транскрипт:

Gas inerti Il rapido rilascio di gas inerti può ridurre o eliminare la presenza di ossigeno nell ambiente in cui ha luogo. L aria che respiriamo contiene il 21% di ossigeno. Se questa percentuale decresce per un rapido rilascio di gas inerte occorre evacuare immediatamente l ambiente perché il rischio di asfissia è molto alto.

Pericoli dei gas inerti Si è in pericolo di vita dopo: 3 settimane senza mangiare 3 giorni senza bere 3 minuti in apnea 3 inspirazioni senza ossigeno La sottossigenazione può essere causata: Evaporazione gas liquefatti: 1 litro di N 2 produce 703 litri di gas a 25 C e 1 bar. Sfiati di tubi o serbatoi di gas Travasi in prossimità di impianti di ventilazione

Sottossigenazione I SENSI UMANI NON RILEVANO LA SOTTOSSIGENAZIONE 21% concentrazione normale dell ossigeno nell aria 19% sbadigli, stanchezza 14% polso rapido, malessere, vertigini 10% nausea, svenimento rapido 8% coma dopo 40 s, arresto respiratorio, morte 0% coma e arresto respiratorio dopo tre inspirazioni

Sottossigenazione Il tenore di O 2 presente in un ambiente può essere rilevato solo da strumenti idonei La sottossigenazione può portare ad una attenuazione dell attenzione, ad una deformazione del giudizio e, in breve tempo, a lesioni cerebrali La perdita di conoscenza e il decesso sopravvengono senza nessun preavviso o sensazione di allarme I sintomi come sonnolenza, fatica, errori di valutazione possono essere mascherati da uno stato di euforia che induce un falso senso di sicurezza e benessere

Rischio di sottossigenazione Il rischio di sottossigenazione è presente nei seguenti casi: Spazi chiusi: cunicoli, tombini, serbatoi etc. Spazi semichiusi: parti interne di fabbricati, laboratori, fosse sotto i macchinari, canalette etc. Fughe di gas: da un recipiente, da una tubazione, da una valvola, da un riduttore etc. Vaporizzazione gas criogenico

Precauzioni gas inerti Precauzioni Se si avverte una fuga di gas Se si vedono vapori di freddo (umidità dell aria che condensa) Se si ha un malessere Se un collega ha un malessere VALUTARE IL RISCHIO E SE SI HA UN DUBBIO DARE L ALLARME ED EVACUARE LA ZONA PERICOLOSA In alcuni Dipartimenti sono presenti armadi con autorespiratori. Le maschere antigas non sono efficaci

Precauzioni gas inerti Il rischio è presente non appena la percentuale di ossigeno nell aria scende sotto il 17% Tenute stagne: evitare fughe nell ambiente Portare sfiati all esterno Ventilare ambienti chiusi Segnalare la possibile presenza di atmosfere sotto ossigenate Sensori

Criogenici Alcune sostanze gassose a temperatura ambiente vengono liquefatte ad alta pressione per ottenere dei liquidi criogenici. I gas generalmente impiegati per produrre liquidi criogenici sono azoto, argon, elio ed anidride carbonica. Criogenico Punto di ebollizione (K) Azoto 77 Argon 87 Elio 4 Biossido di carbonio (s) 195 (sublimazione)

Criogenici caratteristiche e pericoli I pericoli potenziali manipolando i criogenici derivano dalle seguenti caratteristiche: sono estremamente freddi (l elio è il più freddo), piccolissime quantità di liquido vengono convertite in grandi volume di gas (ad esempio 1 litro di azoto liquido si espande, in condizioni standard, in circa 700 litri di gas)

Rischi nell uso dei criogenici Contatto di parti del corpo con la sostanza criogenica. Si producono delle lesioni da congelamento che possono portare a danni permanenti. Riduzione della quantità di ossigeno nell aria ambiente e conseguente rischio di asfissia. Questi rischi sono superiori a quelli che si hanno con i gas compressi. Esplosioni se il criogenico è contenuto in un recipiente chiuso.

Criogenici Lesioni da congelamento Ogni contatto di un criogenico con la pelle o gli occhi crea dei danni dovuti al congelamento del tessuto. La pelle che viene a contatto con un materiale raffreddato con il criogenico ci si attacca e rimuoverla può essere molto doloroso. Il tessuto congelato all inizio non fa male, ma quando si riscalda il dolore può essere molto forte e c è il rischio di infezioni, edema e coaguli di sangue

Criogenici esplosioni L evaporazione di un criogenico porta alla formazione di molti volumi di gas. Per questo i criogenici non devono mai essere sigillati in contenitori che non sopportino le grandi pressioni che si formerebbero con la loro evaporazione. I criogenici possono provocare la liquefazione di gas più altobollenti in contenitori sigillati che vengono raffreddati, che poi esplodono quando il contenitore raggiunge la temperatura di ebollizione del gas. Un caso tipico è quello della liquefazione dell ossigeno (p.e. 90 K) alla temperatura dell azoto liquido (p.e. 77 K). Siamo in questi casi in presenza di una BLEVE (Boiling Liquid Expanding Vapor Explosion) senza incendio successivo.

Criogenici asfissia Uno sversamento di liquido criogenico con successiva (rapida) evaporazione può portare ad un abbassamento della percentuale di ossigeno con rischio di asfissia. Un litro di criogenico può produrre 600-1200 litri di gas. I criogenici non vanno utilizzati in sottosuoli, scantinati, negli ascensori ed in ambienti confinati in genere. Spesso egli ambienti in cui si usano criogenici vengono installati sensori di ossigeno.

Evaporazione gas liquefatti Gas liquefatto Densità liquido (kg m -3 ) Litri gas evaporato a 20 C e 1 bar He 125 761 H 2 71 856 N 2 809 703 CO 792 689 F 2 1502 963 Ar 1393 849 O 2 1141 869

Calcolo percentuale ossigeno Volume stanza Moli aria presenti nella stanza Volume liquido, densità liquido Moli gas evaporato Percentuale ossigeno dopo evaporazione V = larghezza x lunghezza x altezza (se la stanza è un parallelepipedo) n n aria V liq, d liq ev O % 2 = = V n = n P V R T liq aria d PM aria liq 0,21 + n ev Densità azoto (g/ml) 0,808 Densità argon (g/ml) 1,4 Densità elio (g/ml) 0,18

Criogenici Misure di prevenzione evitare il contatto accidentale con liquidi criogenici o gas evaporati che si trovano ancora a temperature molto basse, in quanto può provocare ustioni altrettanto gravi di quelle causate da temperature elevate, mantenere i contenitori dei liquidi criogenici in aree ben ventilate in quanto, pur non essendo sostanze tossiche, possono provocare asfissia, in funzione delle dimensioni del locale. In funzione delle dimensioni del locale e della quantità di gas criogenico conservata può essere necessario predisporre un rilevatore del livello di ossigeno in aria, collegato ad un sistema di allarme

Criogenici Misure di prevenzione Non usare ascensori. le operazioni di travaso dei criogenici devono essere fatte da operatori opportunamente informati sui rischi potenziali associati alla manipolazione. Durante le operazioni di travaso: indossare i dispositivi di protezione idonei quali guanti resistenti al freddo e se necessario visiera o occhiali, evitare ogni contatto diretto con le sostanze criogeniche, mantenere attivo l impianto di areazione o spalancare le aperture verso l esterno