Emilia Romagna: 2014, l anno della formazione FOCUS La formazione dei volontari di Protezione civile, settore che dal 2002 è in continua crescita ed evoluzione, rappresenta il fiore all occhiello dell Agenzia di Protezione civile della Regione Emilia Romagna. Nel 2013, un ottimo lavoro è stato, infatti, fatto e condotto dal Settore Formazione dell Agenzia, in collaborazione con il volontariato per mettere a punto un pacchetto di modelli formativi da rendere disponibili agli enti e alle organizzazioni sul territorio. Dando attuazione a quanto previsto dalle direttive del Dipartimento nazionale, la formazione rappresenta il canale principale attraverso cui veicolare le informazioni essenziali per promuovere la cultura della sicurezza dei volontari. Il 1 marzo scorso è stato inaugurato il primo dei numerosi corsi previsti: un corso laboratorio per volontari-formatori in materia di sicurezza e comportamenti di autotutela di Franco Pasargiklian Foto: Giulio Crescini 20 PPer tutto il 2014 il volontariato della Regione Emilia Romagna in collaborazione con il Settore Formazione dell Agenzia regionale sarà impegnato nel dare concretezza all attività di studio e ideazione finora svolta, promuovendo corsi nelle varie province in collaborazione con gli enti locali e le realtà associative. Tra questi, rientrano le attività formative previste da un progetto predisposto dal Centro Servizi regionale del Volontariato in collaborazione con l Agenzia, recentemente finanziato dal Dipartimento nazionale e che si articolerà su diverse tipologie formative tra cui: i formatori in materia di sicurezza, la logistica e la gestione della segreteria in caso d emergenza. Non bisogna dimenticare, infatti, che il decreto legislativo n. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza, ha portato all emanazione di una serie di direttive ad hoc per il volontariato, che si fondano su alcuni principi cardine che obbligano le organizzazioni e le amministrazioni a formare, informare e addestrare adeguatamente i volontari. Obiettivo: diffondere una nuova consapevolezza della sicurezza incentrata soprattutto su comportamenti di autotutela da parte del volontario. Mezzi e attrezzature, di per sé, non sono sufficienti. Vanno abbinati alla conoscenza. Serve una consapevolezza diffusa sui rischi possibili e su come
Bologna, 1 marzo 2014. Inaugurazione del corso per volontari-formatori in materia di sicurezza. L intervento di Roberto Giarola, dirigente Servizio Volontariato del Dipartimento della Protezione civile nazionale affrontarli. Necessarie, dunque, una serie di proposte e di azioni a tutto tondo sul tema, di cui abbiamo parlato con Carmela Buonopane, responsabile della formazione dell'agenzia regionale di Protezione civile dell Emilia Romagna. Negli ultimi due anni - ha detto - l Agenzia regionale di Protezione civile ha rivisto e riconsiderato tutta la formazione che viene fatta a livello regionale. In applicazione delle direttive previste, alla fine del 2012 il Centro Servizi regionale del Volontariato PC, supportato dall Agenzia regionale, ha presentato al Dipartimento la richiesta di un finanziamento per un progetto specifico relativo alla formazione del volontariato in materia di sicurezza nei vari ambiti di intervento e rispetto alle diverse tipologie di rischio. Il progetto finanziato dal Dipartimento è partito nel mese di marzo con il primo di una serie di numerosi e variegati corsi. Si tratta, per alcuni, di corsi sperimentali presentati per la prima volta a livello nazionale, tra cui il corso-laboratorio per volontari-formatori specializzati in materia di sicurezza e comportamenti di autotutela, inaugurato il 1 marzo scorso. Per la prima volta - ha affermato Carmela Buonopane - il nostro obiettivo è quello di formare un discreto gruppo di volontari sui temi della sicurezza del volontariato. I formatori, una volta specializzati, saranno in grado di formare i volontari sui comportamenti più idonei da tenere nei vari ambiti di intervento e su quali DPI adoperare a tutela della propria sicurezza. Si tratta - continua - di una esperienza molto particolare e impegnativa, dal momento che non esistono valutazioni dei rischi specifici fatti dagli enti. Il corso formatori, iniziato sabato 1 marzo con un test 21 La Protezione civile ITALIANA aprile 2014-3
Rimini, 8 marzo. Un momento del corso tenuto da Carmela Buonopane, responsabile formazione dell Agenzia regionale di Protezione civile dell Emilia Romagna. Accanto alla funzionaria, Roberto Giarola FOCUS 22 di accesso per verificare le conoscenze pregresse, ha una durata complessiva di 48 ore e impegnerà i futuri formatori per quattro weekend consecutivi. Il corso-laboratorio realizzato su più moduli formativi - ha tenuto a precisare la funzionaria - è partito con l illustrazione delle direttive da parte del Dipartimento in materia di sicurezza. In particolare, il laboratorio che si terrà a Rimini per due fine settimana, sarà incentrato sui diversi ambiti di intervento (idro, AIB, sismico, logistica, magazzini e cucine) e consentirà di comprendere quali siano i comportamenti di autotutela, ovvero di auto-protezione che devono tenere i volontari a seconda della tipologia di rischio a cui sono sottoposti. Altra caratteristica distintiva del corso è la piattaforma informatica dedicata ai volontari per la formazione a distanza. Al termine del progetto, i futuri formatori avranno disponibile un copioso e abbondante materiale di supporto, fatto di pacchetti didattici che utilizzeranno nei vari corsi per formare i volontari in materia di sicurezza. Requisiti rigidi per accedere al corso-laboratorio per formatori
Nel Comitato di gestione del progetto - ha proseguito Carmela Buonopane - abbiamo fissato dei requisiti di accesso al corso-laboratorio, stabilendo un numero massimo di volontari. A tale proposito, abbiamo chiesto ai coordinamenti provinciali del volontariato e alle associazioni regionali con proprie dislocazioni su tutto il territorio regionale, di candidare da 2 a 5 volontari. Abbiamo effettuato la nostra scelta - continua - secondo un criterio rigido e ben preciso, ovvero i volontari dovevano essere iscritti al volontariato da almeno 5 anni e possedere almeno 5 anni di esperienza in attività di emergenza. I partecipanti al corso-laboratorio, che si basa effettivamente sull esperienza dei singoli volontari, saranno in tutto 38. A conclusione del corso riceveranno un attestato di partecipazione ed entreranno così a far parte del primo elenco di volontari-formatori in materia di sicurezza della Regione Emilia Romagna. I formatori - ha precisato Buonopane - degna rappresentanza di tutti i coordinamenti provinciali e di tutte le realtà regionali e nazionali che vi sono sul territorio (dalla Croce Rossa all Anpas), avranno il compito innanzitutto di prendere parte ai corsi previsti nell ambito del progetto finanziato dal Dipartimento, al fine di formare i volontari in materia di sicurezza. Oltre al corso formatori sono previsti una serie di corsi di tipo specialistico che vanno dalla logistica alla segreteria d emergenza (per un totale di 13 corsi), che si svolgeranno a livello interprovinciale, i seminari e i moduli di aggiornamento in materia di sicurezza. A breve inizierà il corso per responsabili della logistica che si terrà a Bologna - ha affermato sempre Buonopane - si tratta del primo di tre corsi per logisti che si realizzeranno nell arco di un anno. Seguirà, poi, un progetto-laboratorio che dovrà produrre un manuale ope-
FOCUS Fasi del corso 24 rativo per le segreterie d emergenza. Non solo. Alla conclusione di questi tre corsi capofila - prosegue Buonopane - vi saranno una serie di attività a livello interprovinciale, con i corsi per addetti alle cucine, alle mense e ai magazzini alimentari. Sono previsti, inoltre, entro la fine del 2014 alcuni seminari di aggiornamento in materia di antincendio e idro; moduli di aggiornamento in materia di sicurezza e seminari informativi per i presidenti delle associazioni delle varie province. Una formazione molto intensa, dunque, che fa parte del progetto presentato al Dipartimento, già approvato a
dicembre del 2013. La conclusione del progetto è prevista per la fine del 2014: un anno molto impegnativo durante il quale dovranno essere realizzate tutte queste attività. Centro Servizi regionale del Volontariato: prima realtà regionale a ottenere un finanziamento dal Dipartimento della Protezione civile nazionale Il progetto di formazione a livello regionale per i volontari di protezione civile, finanziato dal Dipartimento nazionale, si articola su diverse attività formative, tra cui quella in materia di sicurezza nelle varie tipologie di intervento. Fondamentale per la buona riuscita dell iniziativa è stata la sinergia tra il Centro Servizi regionale del Volontariato, il Centro Servizi Villa Tamba e l Agenzia regionale di Protezione civile. Ne abbiamo parlato con Marcello Gumina presidente del Comitato regionale di Coordinamento del Volontariato di Protezione civile. Si tratta di un progetto molto valido - ha detto - dal momento che parte dalle reali esigenze del volontariato. Il Centro Servizi regionale ha cercato di capire, consultando i coordinamenti e le diverse associazioni regionali e nazionali, quale tipo di formazione si voleva offrire con i fondi a disposizione, impegnandosi a pianificare il progetto e rinviarlo al Dipartimento, coordinandosi con l Agenzia regionale che sta a capo della formazione. L iniziativa è davvero molto sentita e sarà certamente molto partecipata, per questo ritengo che porterà a degli ottimi risultati. In particolare, è stata prevista una formazione sulle reali esigenze che hanno i vari coordinamenti e le associazioni, con una serie di corsi relativi alla sicurezza in cucina, e alla sicurezza idraulica, che si svolgeranno sul campo. Nel complesso il progetto è stato possibile anche grazie alla collaborazione
FOCUS tra il volontariato e Villa Tamba, la struttura che raggruppa organizzazioni su tutto il territorio della provincia di Bologna e che si occupa della formazione del volontariato. Attualmente Villa Tamba si occupa esclusivamente di formazione - ha proseguito Marcello Gumina - a differenza del Centro Servizi regionale, un organismo di terzo livello che collabora con le associazioni di secondo livello come i coordinamenti e le consulte provinciali o le associazioni nazionali o regionali. Il Centro servizi continua - è la struttura che offre un servizio al volontariato. In questo caso ha studiato e pianificato e successivamente presentato al Dipartimento, un progetto unico e valido per tutti i coordinamenti e le associazioni regionali. Il suo ruolo di capo gruppo tra tutte le associazioni, le ha consentito di concentrare in un unico progetto tutti i finanziamenti e di gestire la spesa in modo più efficiente ed efficace. Il Centro Servizi regionale del Volontariato è stata la prima realtà regionale di protezione civile a ottenere un finanziamento dal Dipartimento. Solitamente in Italia - ha affermato - sono le singole organizzazioni o i singoli coordinamenti che, presentando un progetto al Dipartimento, ottengono un finanziamento. L Emilia Romagna rappresenta attualmente il primo caso di Regione che ha ottenuto un finanziamento, e questo grazie all esistenza e all impegno dimostrato dal Centro Servizi Regionale del volontariato. In virtù della famosa Carta d Intesa - conclude Gumina - insieme ai coordinamenti si è stabilito quali siano le reali esigenze comuni, convogliandole in un unico progetto alla volta ed evitando così la frammentazione in singoli e innumerevoli iniziative, che spesso sono caratterizzati da un percorso burocratico assai più complesso e dalla difficile e incerta realizzazione. 26 Riunione Consiglio direttivo del Centro Servizi regionale Volontariato di Protezione civile. Da sinistra: Alfredo Torelli, consigliere regionale Agesci; Gabriele Russo, vice presidente Coordinamento provinciale Volontariato PC Forlì/Cesena; Marcello Gumina, presidente del Comitato regionale Volontariato di Protezione civile; Gaetano Lo Presti, coordinatore regionale dell Associazione Nazionale Carabinieri; Stefano Camin, presidente Coordinamento provinciale Volontariato PC di Parma e Carlo Castellucci, consigliere regionale ANPAS