Gaia. Il viaggio continua



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Gaia Il viaggio continua

Laura Virgini GAIA Il viaggio continua Romanzo

www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Laura Virgini Tutti i diritti riservati

A Te che Hai reso possibile l impossibile. A Te che con il Tuo Amore hai colorato la mia vita. A Te che Hai soffiato vento sulle ali di un sogno facendolo volare fin a renderlo reale. E a Gaia. Che ogni giorno mi ricorda quanto bella sia la vita.

1 Ripartire Di nuovo qui. Di nuovo il coraggio di rovesciare su uno spazio bianco le emozioni più intime, le paure più profonde, la gioia più grande. Ce ne è voluto di tempo. Per ritrovare la speranza, per raccogliere i pensieri, per raccontarsi e raccontare di nuovo. A volte allontanarsi fa bene. Le pause danno il tempo di ricominciare, di ricaricare le energie. Ed ora eccomi qua. Ci sono. Voi ci siete ancora? Abbiamo intrapreso un viaggio, più di un anno fa. Un viaggio scapestrato, pieno di entusiasmo e incoscienza, pieno di emozioni e lacrime, un viaggio che non mi ha portato dove speravo. Eppure, ho capito che non esistono viaggi sbagliati. Esistono direzioni e tante strade diverse. Diverse, non errate. Infondo anche Cristoforo Colombo, sbagliando rotta, scoprì qualcosa di grande. Proprio come è successo a me. Ogni viaggio ci porta da qualche parte, ci porta altrove. 5

Che sia un altrove lontano, o dentro di noi, non importa. Viaggiamo le nostre vite, godiamoci il percorso, e stupiamoci per qualsiasi meta troveremo. Perché, a volte, sbagliare strada ci porta in un posto migliore di quello che cercavamo! 6

2 La fine Settembre 2012. Quattro anni spesi a cercare quel figlio. Ultima chance... ultima spiaggia. Ultimi soldi da poter investire in un sogno. Ci credevo. Da morire. Ero sicura, ero ottimista, ero felice. Ottobre. Un ottobre di foglie ingiallite come la speranza. L ennesimo fallimento. Una fecondazione assistita fallita, un ovodonazione inutile. Il buio. Solo il silenzio, neppure la forza di urlare il tuo dolore. Nessun bimbo dentro di me. Finiti i soldi, finiti i tentativi. Finito l ottimismo, finiti i sorrisi e l entusiasmo. Cosa rimaneva? Nulla... tutto andato in fumo, tutto, compresa te stessa... ma forse, proprio quando credi di aver perso tutto, ritrovi qualcosa... o Qualcuno. In quell oscurità straziante ho ritrovato Dio. No, non è stato facile. L ho cercato, per giorni e giorni, avevo bisogno 7

delle Sue coccole, della Sua consolazione. Ho iniziato a parlargli. Lo so, per chi non crede (e vi assicuro che io stessa non sono mai stata una credente modello...) può sembrare stupido, o assurdo. O solo un caso, ma questa è la mia esperienza. Gli ho chiesto col cuore in mano, o meglio, con quello che rimaneva del mio cuore a pezzi, di regalarmi quel miracolo. Basta attese, basta dolore! Gli ho chiesto di regalarmelo per Natale, perché il pensiero di un altro Natale senza lui, senza il mio bimbo, l ennesimo, mi straziava. Presuntuosa? Forse, ma ho fatto quello che il mio cuore mi chiedeva. Infondo il mio Dio è un Dio Padre, Buono, Amorevole, perché non parargli come si parla a un padre? Dicembre, una sera, poco prima di Natale... io e mio marito vediamo una stella cadente, grande, grandissima, cadere proprio fuori la finestra di casa nostra. Ci siamo guardati, e io, un po scherzando, gli ho detto: Vedi, amore? La stella cometa! Vuol dire che qui sta arrivando un bimbo!... beh... il 7 gennaio un test di gravidanza mi ha confermato che il regalo era arrivato. Un caso? Una fortunata coincidenza? Ognuno è libero di vederlo come vuole, ma io so che Lui mi ha fatto un regalo immenso, e ha dimostrato che l Amore va oltre la scienza, oltre ogni pronostico sfavorevole! Questo, solo per dirvi... 8

Non lasciate mai i vostri sogni chiusi in un cassetto. Non è quello il loro posto. Liberateli e lanciateli in alto, nel cielo, poi togliete l ancora e andate ad inseguirli... ovunque vi portino! 9

3 Una nuova speranza Casa mia. Sette Gennaio 2013. L improbabile si fa all improvviso reale. L impossibile oltrepassa il muro del possibile. Sei dentro di me, amore mio! Non ci credo... Chiamo tuo padre, sono nel bagno con il test di gravidanza tra le mani... non lo guardo. Ho intravisto una linea, mi sembra... o è l emozione? La voglia di averti ha creato quella piccola linea rosa? Chiudo gli occhi, abbraccio tuo padre e affondo la testa sul suo petto in lacrime. Ha preso il test in mano. Guarda il test, io guardo lui, cercando di leggere dall espressione del suo viso la verità. Non ci riesco. Nessun segnale, nessun sorriso o smorfia delusa... no, aspetta! Gli occhi! Non avevo ancora guardato i suoi occhi. Sono lucidi. Ci sei. 10

L ho letto nei suoi occhi. Senza bisogno del test. Piango e gli dico: No! Dimmi di no... dimmi che non c è nessuno qui dentro!. Lui mi guarda e annuisce:...si... guarda.... Sposto lo sguardo sul test che ha in mano... no, non è la solita lineetta flebile. È una linea grande e rosa intenso. Ci sei. Inutile negarlo. Mi sentivo impazzire di gioia, in realtà, al solo pensiero, ma qualcosa, più grande e più cattivo della gioia mi terrorizzava. La paura di perderti, amore mio. Solo tre mesi fa la delusione immensa dell ovodonazione, a giugno la icsi fallita, e un anno fa, un anno fa esatto... eri qui. Ti persi quasi subito, e addosso portavo ancora i segni, l odore, di quel dolore muto che urlavo senza voce negli angoli dell anima. No, stavolta, no, non ero disposta a lasciarti andare via. Io e tuo padre ci siamo abbracciati a lungo, piangendo silenziosamente, legati da quel filo invisibile chiamato speranza. Ci aggrappavamo l uno all altro con una sola preghiera nel cuore: Resta con noi, tesoro! 11

4 Il miracolo Febbraio 2013. È un mese che ho saputo che ci sei. Oggi è un giorno scandito dal forte battito del mio cuore impaurito. La prima ecografia. È la mia quarta prima ecografia. E ogni volta un pugnale nel petto. Gravidanza non evolutiva. Gravidanza non evolutiva. Gravidanza non evolutiva. Per tre volte. Solita storia. Solito dolore. Solito rientro a casa silenzioso, avvolto dalle lacrime. Le stesse lacrime di questi ultimi quattro anni. Ci siamo. Entro nello studio della mia ginecologa ostentando un sorriso che forse non mi appartiene veramente. Lei, cara, è quasi dispiaciuta a farmi stendere sul lettino e a procedere. Ha paura di darmi l ennesima brutta sentenza. Io ci scherzo su e le dico: Ma si, dai, via il dente via il dolore! e sorrido, ma dentro di me un uragano. Eccoci. 12