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1 12 Lords of the Sky XII Libro di M[esser] Federigo Giorgi Del modo di conoscere i buoni Falconi, Astori e Sparvieri Di essercitarli e farli perfetti, di governarli & di medicarli. Con una tavola delle cose più notabili, & con una giunta in fine della medesima materia. Con privilegio In Vinegia appresso Gabriel Giolito de Ferrari mdlxviii All Illustrissimo S[ignor] Carlo Gonzaga, Marchese Molte sono le cagioni, Signor mio osservandissimo, che mi muovono a dover presentarvi questa non meno utile che dilettevole operetta, & una sola mi sforza a lasciarla stampare. La prima che mi move a indrizzarla a V. S. sono i molti benefici che tanto cortesemente ho ricevuti dalla bontà sua, i quali son tanti & tali, che a volerli narare, sarebbe una soma grandissima alle forze mie. L altra è che, cessate le guerre, nelle quali con la grandezza dell animo suo ha fatto chiaro d ogn intorno il gran valore della generosa sua persona, veggio ch ella sommamente si diletta di tenere de più gentili uccelli di rapina, che si possono ammaestrare con humana industria; esercitio veramente lodevole da Prencipi, sì per sfuggire gl infiniti errori cagionati dall otio, padre di tutti i vitii, sì per pigliare qualche ricreatione dopo le continue cure de stati loro, & altri gran negoci che gli sogliono la maggior parte del corpo travagliare. E però credo non gli debba spiacere il presente trattato, il quale d altro che di detti uccelli non ragiona. Quella poi che m astrigne a doverla lasciar stampare è il continuo sospetto ch io tengo, che quella prima copia che V. S. mandò al Prencipe di Salerno, non sia data così imperfetta & mal concertata alla stampa, cosa che mi sarebbe di grandissimo dispiacere, per esser come ho detto così disordinatamente uscita dalle mie mani, perché in vero, quand io la scrissi non vi posi diligenza alcuna in regolarla, per duo rispetti; l uno per mancarvi delle cose pur assai, & delle più importanti, l altro perch io non credevo ch ella dovesse andar in altre mani che di V. S., insino attanto almeno, ch io non l havessi ridotta alla sua perfettione. Hor che per gratia di nostro Signor Dio, l ho accomodata in maniera che tien forma di libro, & ornata di utilissimi capitoli, non solo per detti animali, ma per gli huomini ancora in molti casi, havrò piacere che si stampi, non perch io m aspetti d esserne in conto alcuno lodato, ma per poter più comodamente farne dono a molti illustri Signori, a quali desidero grandemente far conoscere qual sia l obligo & affetion mia verso loro; io credo bene che questo non sarà di molta sodisfatione a V. S. nella sua prima apparenza, per ché so che l animo suo era ch ella non si stampasse, acioché una opera tale non andasse in mano d ogni persona. Ma volendo ella ben considerare come io non potevo per niun modo negare di non farne dono ad alcuni Illustri parenti & amici di V. S. & il poco tempo che m è concesso di farne ogn altro giorno nuove copie, per essermi di mestiero solecitare lo studio delle cose medicinali, son certissimo ch ella me haverà per iscusato essendo, come ella è, colma di bontà, di giudicio & di ragione. Ho poi voluto ch ella vegna in luce sotto l ombra del nome suo, accioché la riverenza & timor di quello le sia fortissimo scudo senza l invide & maligne lingue de gli abbaiatori, & anco perché V. S. conosca in parte l animo, l affetione & la servitù mia verso lei. Accetti adunque il suo Reale & magnanimo cuore, questo humile dono, il quale con ogni riverenza gli le porgo; sin a tanto ch io gli ne possa con l aiuto di quello che può ciò che vuole, far de maggiori, & basciandogli le valorose mani, nella sua buona gratia mi raccomando. Di Gazuolo il primo d Ottobre del mdlxvi. Servitor vostro Federico Giorgi. p. 3 p. 4 p. 5 p. 6

2 Appendix of Documents 13 Tavola delle cose più notabili Del Falcone pellegrino e sua bellezza a car. 7 De i nomi del Falcone a car. 8 De i Falconi di Corsica et di Sardegna a car. 10 De i Falconi montanari a car. 10 De i Falconi chiamati rocozeni a car. 10 De i Sachri a car. 11 De i Falconi chiamati di l Elba a car. 11 De i Falconi chiamati marini a car. 11 De i Falconi Schiavi a car. 12 De i Falconi laineri a car. 12 De i Falconi prusiani a car. 12 Come s acconciano et ammaestrano, et come si fanno le traine a car. 17 De gli Smerli leggieri a car. 20 De gli astori armeni a car. 21 De gli astori Schiavi a car. 21 De gli astori di Sardegna a car. 21 De gli astori in Calamente a car. 21 De gli astori chiamati alpisani a car. 21 De gli astori che nascono in Rossia a car. 21 De gli astori che nascono in Friuli a car. 21 De gli astori che nascono in Alemagna a car. 22 De gli astori che nascono in Lombardia a car. 22 Come s ammaestrano e fanno le traine, et i cani da socorso a car. 22 De gli sparavieri di Ventimiglia a car. 23 De gli sparavieri Schiavi a car. 23 De gli sparavieri calabresi a car. 23 De gli sparavieri de i monti d Istache a car. 23 De gli sparavieri di Sardegna a car. 24 De gli sparavieri d Alemagna a car. 24 De gli sparavieri di Veronese et Vicentina a car. 24 De gli sparavieri alpisani a car. 24 De gli sparavieri di Val di sabbia a car. 24 De gli sparavieri di Bergamasca a car. 24 Delle sorti di sparavieri a car. 24 Come si governano et fanno a car. 24 De i passi a car. 28 Del modo di pascerli a car. 27 Delle smaltiture a car. 32 Delle borgature a car. 34 Delle medicine a car. 35 Del modo che si tiene quando l uccello s inferma a car. 35 A votar l uccello che è troppo pieno a car. 36 Se l uccello non può padire a car. 37 Se l uccello è pieno di calcinaccio a car. 38 Delle infermità della testa; capitoli undeci a car De gli cauterii a car. 44 Delle infermità de gli occhi a car Delle infermità dell orecchie a car. 49 Delle infermità della bocca, capitoli duoi a car. 50 D una infermità del collo detta Artetica a car. 52 D una infermità della gorga chiamata ernia, over infermità ventosa a car. 52 Se l uccello è infastidito dal pasto a car. 53 Se l uccello buttasse il pasto a car. 54 Se l uccello non potesse tener il pasto a car. 54

3 14 Lords of the Sky Se l uccello non volesse borgare a car. 55 A far getare il pasto ad un uccello che non potesse padire a car. 55 Ad un uccello che fosse ripieno a car. 56 Ad un uccello che non potesse smaltire a car. 56 Ad un Astore in freddato a car. 56 A curar il petto allo astore a car. 56 A solution per fredo allo astore a car. 57 Delle febbri a car. 57 Se l uccello bee troppo contro la natura sua a car. 59 D una infermità nel polmone a car. 59 D una infermità detta filarano a car. 60 De l asmo a car. 61 D una specie di gotta che si chiama humor mortale a car. 61 A d un uccello che fosse derotto over riscaldato a car. 62 A guarir l uccello che ha il fiato guasto a car. 62 Alla infiammatione del fegato a car. 63 A far venire fame allo uccello a car. 63 Ad un uccello che gridasse, non per natura ma per accidente a car. 63 Se l uccello dibattendosi non può tornar al pugno a car. 63 D un altra infermità che viene nella gorga al uccello a car. 63 Ad un uccello che i ravanelli gli stropassero le nari a car. 64 D una infermità chiamata agruz a car. 64 Se l uccello dorme il dì troppo alla pertica a car. 64 Se l uccello si inferma per indispositione del fegato, overo per altra materia calida et il modo che si tiene a rinfreschare i girifalchi a car. 64 Pillole maravigliose a car. 65 A conoscere se gli uccelli hanno i vermi a car. 66 Alle filandre che stanno nelle rene a car. 66 Alle filandre che stanno nelle budelle a car. 66 A cacciar i pidocchi a car. 67 Alla gotta et granfo che vien a gli uccelli a car. 67 Ad un uccello che havesse male al codirone a car. 67 Ad un uccello che havesse roso [rosso] et indignato il culo per smaltire del calcinacio a car. 68 Del tempo che l uccello va in amore et è pericoloso di far l uova; et come si covano avendole già fatte a car. 68 Ad un uccello che havesse rosigate le coscie Per essere stato portato nel sacchetto a car. 68 Se l uccello havesse un ala accozzata a car. 69 Se l uccello tenesse giù l ali a car. 70 Alle Zignuole et tarme che gli rodono le penne a car. 70 A cavar una penna rotta senza dolore a car. 70 Se l uccello havesse l ali gottose a car. 70 Un altro rimedio lodatissimo et sicuro per l uccello accozzato a car. 70 Il modo che si tiene a preparar la mumia et a perfetionarla; e come si deve dare nelle gran percosse et altre perigliose et difficilissime infermità a car. 71 Delle ferite; capitolo notabile et singolare, diviso con buon ordine In otto parti a car. 65 Delle fatture overo rotture delle gambe et altri luochi a car. 85 Delle enfiagioni over tumori delle gambe et de i piedi; capitolo notabilissimo, nel quale si contiene la cura delli sinistri et storte che piglia l uccello alcuna fiata volando; poi quella delle gotte, de porri et de chiodi, separatamente con buon ordine diviso a car. 88 Delle unghie a car. 100 Delle mude a car. 103 Il fine della tavola

4 Appendix of Documents 15 libro di m. federico giorgi del modo di conoscere i buoni Falconi, Astori e Sparavieri di farli, di governarli & di medicarli come nella tavola si può vedere p. 12 del falcon pellegrino et sua bellezza Questi sono i segni del vero Falcon Pellegrino, secondo l opinione et giudicio de li antichi maestri di questa gentil arte. Prima convien ch egli habbi la becchera grossa et tutta azzura come l azzuro oltramarino, fin al scriminale; la nara tonda di conveniente grandezza, et il ravanello di quella dispiccato intorno vuol havere la corona in testa a questo modo: prima habbia uno scri minale che si parta dalla becchera et vada fino a mezo il capo, e sia bianco a similitudine de uno scaione et habbia una ghirlanda bianca che gli pigli tutta la rotondità della testa, et tre scaioni che si partino da questa ghirlanda et vadino verso il collo e siano bianchi e non troppo lunghi, et habbia sotto la mascella tanto di bianco schietto, quanto è un carlino, et quanto più bianco, tanto sarà più nobile et gentile. Vuol esser poi quella parte del capo ch è da l orecchia al becco, rossa, nera et morata, et in capo fregiato di bianchi o rossi o simili fregi; vuol esser grande et havere le penne grandi et simili a quelle della tortora, et perciò alcuni, volendo lodare il colore della penna, dicono ch egliè tortorato, et usano questo vocabolo come per proverbio. Le cime delle penne de l ali, come vannazzi et cortelli, vogliono esser bianche, schiette, senza biccoche; il simile voglion esser quelle della coda, et se pur havesser qualche biccoche, siano rare, rosse et affocate. Vuole il Falcon pellegrino esser largo nel petto, l ala sottile et lunga, il piede grande et azzurro o bianco, le dita longhe et sottili, la gamba corta e grossa, l ancha lunga, et in conclusione la coscia bianca assai. p. 13 p. 14 p. 15 dei nomi del falcone Il primo nome del falcone si addimanda niaso; et questo nome gli dura mentre si sta nel nido. Tali falconi sono faticosi et hanno il vitio di grida re, et nel pascer son grievi et faticosi a incarnare. Ma quando sono incarnati lasciano gran parte di quel vitio et buttano buona prova andare alli aeroni et a rivera et altri uccelli, et sono forti di natura et animosi. Il secondo nome si domanda ramengo, et è quando egliè partito dal nido. Dura tal nome, maggio, giugno, luglio e agosto. Questi falconi sono duri da fare per rispetto del caldo, et perché non ponno patire la fame, Ma chi usa con loro discrettione e diligente governo et patientia ne ha honore, perché sono senza vitio. Il terzo nome si domanda soro, per fin passato agosto, settembre, ottobre et novembre. Questi falconi sono di buona natura et sanno fare il mestier a mente, et sono su l fiore d ogni sua bontà e bellezza; nientedimeno quella prima penna che hanno quando escono del nido, la tengono un anno innanti che la buttino, et questa tal penna si domanda sora. In questi diversi nomi, et di tempo in tempo li detti uccelli sono migliori a un tempo che l altro di ammaestrare. Il quarto nome si domanda marzarolo, et tali falconi domandano genaio, febraio, marzo, aprile et mezo maggio, et sono di grande impaccio et fastidio; la causa è questa, che convien tenerli in mano tutta questa stagione. Molti de loro sono sbattenti et par che non temano fame; sono vitiosi et di natura belli, e sono difettosi di filandre e vermi, et chi ne vuol honore, bisogna che habbi gran pratica di quelli et patienza. Il quinto nome del falcone si domanda mudato a ramo, de prima muta, cioè a mezo maggio, mezo giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre e decembre. Questi falconi si domandano mutati a ramo perché fanno la penna nova et buttano la vecchia; et sappi che sono di natura maestri e valenti; ma non convien fidarsi d essi, che la maggior parte sono gàini et fanno come le mule, che stanno un tempo in pace poi danno dei buoni calci al padrone; chi ne vuol dunque honore convien aprir ben gli occhi et intendere la natura sua, et come hai quella, guarda, non la svariare tenendolo per il becco, cioè con gran fame, et ch el pugno sia la sua pertica. Tali falconi sono maestri perfetti. Sono falconi che nascono in Corsica et Sardegna, piccoli di persona et rossi nelle parti del petto et negri nelle spalle, cioè la coperta di sopra; hanno li piedi rossi, la coda lunga non molto pongente e debile, sono superbi et di grande ardimento, et volentier si partono dall huomo. Sono falconi montanari, quai nascono in Lombardia, che son buoni da rivera et da uccelli grandi; hanno il capo rotondo et negro, et il petto tutto incrocciato. Sono falconi chiamati Rocozeni, grandi di persona et bruni di penna, piacevoli da fare et quasi senza fatica, e sono fortissimi alle fatiche; volano ne loci come rondine et volentieri si partono da l huomo; et per questa causa bisogna esserli usata gran solecitudine in farli spesso piacere. Sono altri falconi detti Sacchari, che sono bastardi, però che nascono di falconi gentili laineri; sono

5 16 Lords of the Sky grandi di persona et molto simili ai laineri, massime delle penne, che sono bianche e nere, cioè come berretinazze. Hanno le ali grandi, la coda et la persona lunga, vogliono esser portati quasi di continuo in pugno con gran sollecitudine, e convien pascerli di pasti liquidi più che altri uccelli, perché di natura sono secchi e pieni, et come pigliano un buon pasto non vogliono far cosa buona; et sappi che quel giorno che vorrai andar fuora, conviene da[r]li poca carne, et bambagio assai per borgatura. Sono altri falconi chiamati de l Elba, piccioli di persona et gentili di penna, buoni di rivera, et tanto simili alli pellegrini naturali, et sono più presto tondetti di persona che lunghi. Sono altri falconi chiamati marini, che sono mezani et simili alli laineri, della penna bianca et della persona, del capo e delli piedi. Vero è che sono assai più gentili et più belli, et migliori senza comparatione; sono piacevoli da reggiere et humidi del capo, e facilmente gli viene mal nella testa per causa di essa humiditate, et però gli giova grandemente il darli spesso borgatura di bambagio con le sue boccole dentro. Sono altri falconi chiamati Schiavi, buoni et di grande ardimento; hanno la penna bruna e massime nel petto, che l altre parti tranno un poco in rosso. Sono lunghi di persona, hanno l ala lunga, la coda corta, aguzza et pongente et vanno volentieri a rivera. Sono altri falconi che si chiamano Laineri, che nascono nelli boschi di lombardia, quali sono di poco animo, et si fanno volentieri alla campagna alle pernici; ma convien portarli continuamente in mano, trattarli da falconi villani, dandoli borgatura di stoppa et facendoli ogni giorno fare qualche cosa, perché sono tanto vili che stando in riposo non se ne havrebbe poi copia alcuna. Sono altri falconi chiamati Prusiani, che vengono di Prusia, quali sono di buon ardimento et di natura gentile. Fin qui è detto della natura e qualità di molti falconi et delli nomi loro, e dove nascono la maggior parte; hor sèguita con brevità il modo che si deve tenere a conciare detti falconi et farli piacevoli al capelletto, al lodro et alle traine, et finalmente alli uccelli. Volendo adunque conciare alcuni de sopradetti falconi, prima si deve fornir di zetti lunghi e sonagli che siano grossi e metterli il capelletto et spesso discapellarlo, per modo che doventi piacevole alla mano, che non habbia paura maneggiandolo. Bisogna ancor toccarlo et maneggiarlo con le mani né bisogna per nove giorni et per nove notti lassarlo dormir niente, né toccar pertica; ma sia tenuto il detto tempo continuamente in mano. Volendo poi chiamare, questo ordine osservai: metti il falcone su la pertica, e levatoli il capelleto di testa mostrali il pugno con la carne et tanto zuffola che venga sul pugno, e venendo pascilo subito con gran piacere; non venendo non gli dar cosa alcuna fin a un pezzo che l habbi fame, et così dei fare per giorni otto successivamente. A volerlo far al lodro, convien farlo tenir a un altro, et con il lodro al quale sia legato il pasto chiamarlo nel modo che l hai chiamato al pugno: fatto questo per sei giorni far tenere più lontano da te, et con il predetto lodro chiamalo osando e zuffolando, et a tempo gittando il lodro in terra un poco lungi da te; s el viene senza vitio et pascilo bene et solennemente, e quando il falcone è sul lodro valli d intorno con destrezza et arte, a poco a poco gridando secondo ch è costume qualche volta, et havendo continuato in questo modo per alcuni dì, piglia il lodro con la carne et ogni giorno chiamalo tanto da lontano, quanto poi chiamarlo fortemente, et fa ch ei sia sciolto di ogni cosa, cioè senza lunga e senza filagna, et venendo così di lontano senza vitio, pascilo di buon pasto et falli piacere facendolo scannar spesso, che ciò facendo egli verrà ogni dì più piacevole et migliore. Ma guarda bene a non li fare qualche dispiacere nel pascerlo. Potrai ancora chiamarlo qualche volta a cavallo, et fatto a questo modo per un mese, o fin tanto che venga securo et piacevole a l huomo senza vitio alcuno, gli potrai poi dar volatura. Ma avertici innanti che venga a questo: a darli l acqua, accioché quando fosse lassato in libertà non andasse per torla et te abbandonasse, perché molte volte fanno de simili scherzi per non gliela havere data innanti; et nota che l acqua gli vuole esser data d otto in otto dì, perché la natura di falconi è di tor l acqua spesso et volar spesso. Havendo fatto il falcone piacevole e sicuro come è detto, vattene fuora alla campagna e lassa il detto falcone in mano stando a vedere quello che fa. Se tu vedi ch el vada alto e tondo e savio, si come deono andare li buoni falconi, lassalo andar due volte, poi da l aere chiamalo al lodro, facendoli scannar una gallina, e pa[s]cilo bene facendo così tre volte, et spesso cavali il capelletto di testa, e non lo mettere sin tanto che non habbia smaltito. Fatto e acconcio che sia il falcone, come è detto, vattene fuora ogni mattina per tempo, che l aere sia chiaro et senza vento e poca acqua, dove lo vorrai far volare. Et quando lasserai il falcone, va contro il vento tanto che in lassarlo li uccelli da rivera non sentano; e lassato che l hai va verso la rivera dove sono li uccelli tenendo il Falcone sopra te, et essendo andato tanto alto che paia a te che basti, come si volta verso te falli pigliar della campagna quanto puoi, e non potendo far amazar uccello alcuno, habbi un anedra p. 16 p. 17 p. 18

6 Appendix of Documents 17 p. 19 p. 20 teco et cacciale una penna nelle nari e gettala in alto quanto puoi sotto l uccello, accioché l habbia piacer di star sotto di te et conosca l appiacere che gli fai; et metti mente di non far mai volare se non hai teco qualche uccello vivo, accioché non potendo il falcone haver piacere in ammazzar uccelli salvatici, lo possi haver in ammazzar quello che porterai teco. Et questo fa per alcuni giorni fin ch el Falcone sia ben incarnato e conosca li uccelli; in questo modo si fanno li falconi che fanno ogni cosa con piacere. Pur gliene sono alcuni di contraria natura, alli quali conviene esser usata gran diligentia a conoscerli bene, et conosciuti tenerli magri e grassi secondo fanno meglio, che non havendo la mente a casa a voler ben intendere et conoscere la natura loro, si commetterebbe ogni giorni novi errori, né mai si farebbe buoni falconi. Delle Traine che se gli fanno, sappi che le poi fare di oche, d aeroni beretini e bianchi, et de nebii e poiane et altri simili uccelli; et si fanno a questo modo: prima tu dei pascere il falcone su l uccello che vuoi che il pigli di buon pasto, et fa questo fin tanto ch el falcone lo conosca bene, facendo in questa forma: fa stare in piedi l uccello di che tu vuoi fare la traina con il pasto legato alla schena, e valli tanto appresso ch el falcone lo veda, e veduto che l habbia lassalo andare adosso a detto uccello; puoi anco far così et è meglio: piglia una filagna e lega l uccello che ha il pasto alla schena per il becco e fa stare uno nascosto che tenga la detta filagna, et tu discapella il falcone stando poco da lungi e fa tirar il detto uccello con la filagna, accioché il falcone lo veda movere; et se lo va a trovare senza vitio gli puoi dapoi fare quest altra traina: dagli uno uccello vivo e fresco che possa volare, e cigliato a meza ciglia; in loco largo lassa andar il falcone a trovarlo, et se lo piglia pascilo bene con gran diligentia e piacere; et questo è il modo di far le traine a falconi. Si trovano altri falconi chiamati Smerli leggieri, delli quali non è trattato di sopra; pur non si deve tacere né lassare che della loro natura è qualità non si dica. Questi Smerli leggieri hanno li segni del Falcon pellegrino, cioè le penne, li piedi, il becco et le unghie. Sappi che molti di loro riusciscono perfetti; la natura sua è di pigliar tordi et pernici, e volano più forte che altro uccello di rapina; sono di gran piacere et animosi e si fanno al modo di sopra, ma bisogna haverli gran diligentia, perché sono tanto stizzosi che si beccano i piedi tanto che mòreno; e questa è la causa che pochi se ne trovano di mutati, perché nella muda si beccano tanto che muoiono, come è detto. p. 21 p. 22 delli astori Primieramente si trovano astori appellati Armeni, molto differenti dalli astori, et tanto che quasi non hanno alcuna similitudine con li altri; sono belli di persona, hanno li piedi bianchi come alcuni falconi pellegrini, sono grandi di persona et vanno volentieri alli uccelli grandi. Sono altri astori appellati Schiavi, che nascono in Schiavonia, et sono buoni ad ogni cosa che vuole accomodarli l huomo; sono grandi di persona et animosi, hanno li piedi grandi et sono gentili di penna, et massime della cosa [coscia] la quale è a similitudine di una lepore netta; hanno la lingua negra et le nari grandi. Sono altri astori che nascono in Sardegna, quali non hanno similitudine d altri astori; sono di penna bruna, di persona piccoli, hanno li piedi pilosi et sono di poco ardimento. Sono altri astori che nascono in Calamente, di persona corta et grande, hanno li piedi bianchi et volano bene et volentieri alli uccelli grossi. Sono altri astori chiamati alpisani, de quali ne praticano in Lombardia, in Toscana, nella Marca et in Puglia, quali sono più grossi che lunghi, molto superbi et di grande animo. Sono altri astori che nascono in Rossia, grandi persona e tondi, et sono atti a far d ogni cosa. Sono altri astori che nascono in Friuli, buoni et grandi di persona, ma non sono belli come gli Schiavi. Sono altri astori che nascono in Alemagna, i quai sono villani, grandi di persona, di penna rossa et di poco ardimento, delli quali alcuni sono buoni di prima penna, et mudati non vagliono. Sono altri astori che nascono in Lombardia, non molto grandi di persona, et sono villani, di poco animo et di penna bruna. a far detti astori Alli astori non bisogna mostrar alla prima altro pasto che pernici, accioché imparino a menarle, et così facendo si fanno buoni, et convien farli il primo anno alla campagna per far ch imparino a volare alla longa, perché dapoi che sono mudati fanno ciò che vuole la persona. Et sappi che gli astori Schiavi non vogliono esser fatti con tanta sottigliezza, perché di natura sanno quello che hanno a fare, et è meglio tenerli selvatici che domestici. Gli pasti suoi vogliono esser buoni et recenti, e volendo insegnarli a pigliare uccelli grandi, falli delle traine come è detto di sopra nel capitolo de falconi; e volendo mantenerli a detti uccelli grandi, non bisogna lassarli volar alli piccoli, perché

7 18 Lords of the Sky se guasterìano. Et volendoli far sotto un cane da soccorso, pasci l astore d uccelli grandi come sono oche, grue et altri simili uccelli. Al cane dalli del formaggio e quando voi fare la traina allo astore, metti il formaggio sotto l ala de l oca o grue et fa che l cane ne vada a mangiare in compagnia dello astore; e questo farai per un mese o tanto che impari andare bene alli uccelli et morderli, et sopra il tutto tienlo legato, che lasciandolo andar sciolto, se fusse il migliore del mondo si guastarìa; e non li dar formaggio, se non quando lo fai andar alle oche, et non chiamar lo astor per niente se non al pugno, e sempre con polli over altri animali morti; e spesso sbrofferai del vino odorifero nelle nari al tuo astore. Osservarai ancora il modo di darli l acqua come è detto de falconi, et nota che gli astori vogliono esser medicati di cose dolci. p. 23 de sparavieri Prima son sparavieri chiamati di Ventimiglia, di persona grandi e lunghi, hanno la becchera grossa e grande, li piedi grandi, hanno tredeci penne nella coda, et sono di grande animo e buoni ad ogni cosa. Sono altri sparavieri che dimorano in Schiavonia, buoni et perfetti ad ogni cosa, et sono di grande animo, di persona lunghi et grandi; hanno la becchera grossa et lunga, le penne del petto nere et le tacche grosse. Sono altri sparavieri detti calabresi, non molto grandi di persona ma di buon ardimento; hanno la penna come la quaglia et servano bene i modi che gli son insegnati. Sono altri sparavieri che nascono nelle montagne de Istache de Costantinopoli, i quali sono divisati a liste et hanno li piedi più che gialli e la penna quasi come morta, e in mezo del scudo sono traversati et sono buonissimi. Sono altri sparavieri che vengono di Sardegna e nascono in Corsica, piccoli di persona, bruni di penna et volano ottimamente. Sono sparavieri che dimorano in Alemagna, piccoli di persona et poco buoni. Sono sparavieri di Veronese et di Vicentina, mezani di persona, delli quali ne reusciscono de buoni. Sono sparavieri chiamati alpisani, grandi di persona, veloci et animosi, i quali vanno ad ogni grande uccello. Sono sparavieri che nascono in Val di Sabbia, di persona più presto mezani che altrimenti; hanno la penna rossa e le tacche dorate come il tordo, et sono buoni a uccelli grossi. Sono sparavieri che nascono in Bergamasca, in una val detta Val Negra, alli confini di Voltolina, piccoli di persona, bruni di penna, piacevoli da fare et migliori di tutti gli altri sparavieri. Quattro sorte de sparavieri si trovano, cioè: niasi, ramenghi, sori et mudati in ramo, de quali è più buono et migliore il ramengo, et più piacevole da fare in ogni cosa. p. 24 come si governano et fanno A voler nudrir et allevar quelli che sono levati piccoli del nido, convien che li tenghi in luogo fresco sopra il tutto, et dalli a beccare quanto vogliono delli passarini et rondanini piccioli et anco poi darli della carne che sia fresca, buona et netta, ma convien tagliarla ben minuta sopra uno tagliere ben netto, over asse fatta a posta, tenendo questo ordine fin che siano grandi. Fatti che siano grandi, dalli de detti passarini netti et integri, accioché imparino a tirare il pasto, et quando sono sutti metti nella gabbia uno bacile d acqua netta, accioché la possano pigliare et farsi nette le penne: a questo modo gli darai buon principio. Dapoi che sono allevati non sanno a che modo se pigliano gli uccelli; e però è di bisogno insegnarli per la via delle traine, le quali si deono fare a questo modo: tolli delli pollastri piccioli che habbino la penna simile a quella del fasano e tranne uno in terra, mostrandolo al sparaviero; et se per quello non gli va, tira via la pelle del capo al pollo sì che sanguini, che ciò facendo gli anderà credendo che sia carne usata, et andandoli come è detto, pascilo subito con gran piacere; et questo stile terrai fin a tanto che vada a pigliar detti polli senza vitio. Fatto questo a sufficienza, tolli una pollastrella piccola et va in luogo largo et netto senza impedimento alcuno, et gettala a l aere, e fa che l sparaviero la vada a torre; et andandoli senza vitio pascilo bene et solennemente senza alcun dispiacere, perché tali sparavieri sono più sdegnosi di tutti gli altri. Andando detto sparavero bene alli pollastri come è detto di sopra, potrai farli una traina a questo modo: fa star ascoso uno in qualche fosso, over drieto una mac chia o fratta con una pollastra in mano et tu con lo sparaviero, stando un poco lontano grida come faresti ai cani, et quando ti par esser in ordine con detto sparaviero, fa ch el getti la pollastra in alto quanto può, et tu subito falli getto, et andandoli a tuore in piedi, correli presto ch ella non li facesse male, et incontinente pascilo con il maggior piacere che puoi; et questo farai due volte al dì, cioè la mattina et la sera. Dopo queste traine monta a cavallo e va fora alla campagna facendole bene a dette pollastre; poi mettilo p. 25 p. 26

8 Appendix of Documents 19 p. 27 in ordine per la sera et va fuori a farlo andar alli uccelli, et fa un getto con buon modo e non più; et se l piglia pascilo bene con grandissimo piacere, lassandolo stare su l uccello. Et questo farai per quattro dì, non pigliando se non uno uccello per volta, accioché l cognosca l appiacere che gli fai, et s incarni bene; et questo è il modo di far le traine a detti uccelli. Volendo poi tener quelli con buon modo, levati la mattina per tempo, et tolto il tuo sparaviero in mano valli toccando la coda et le ali, accioché ti stia polito et leggiadro in mano; cavali ancor alcuna volta il capelletto, rimettendolo con buon modo et destrezza, et tenuto che l haverai per due hore così lo metterai per meza hora al sole. Fatto questo chiamalo con lo pasto al pugno zuffolando forte, accioché impara a venir quando gli farai tal segno, et venendo pascilo bene. Questo ordine si deve tener finché l vegna al pugno senza vitio, ricordandoti che non gli puoi far tanto piacere che non sia poco. Essendo fatto bene al pugno et maniero, vedi se l vole tor l ac qua, et tolendola tu puoi andar fuora et farlo volare; et prima che facci altro, stando a cavallo chiamalo dalla brocca con la filagna, che se così non facessi potria accadere che chiamandolo poi a cavallo non verrebbe, per paura di quello, et venendo dalla brocca senza vitio poi farlo volare; ma poni mente a farli lo getto che l sparavier abbia piacere, perché havendo piacere sul principio potrai poi più sicuramente fare di esso quello ti piacerà. p. 28 del modo di pascere A pascer li detti sparavieri sappi che bisogna darli buoni pasti, come sono cosce di pollastri, passarini piccoli, rondanini et pizzoni piccoli, et cori d agnelli. Questi sono tutti ottimi pasti da sparavieri, ma conviene sempre dar detti pasti che siano ben netti et caldi se gli è possibile, che ciò facendo meglio si conservano, et non è tanto pericolo che li ributtino. E ancora d avertire che li sparavieri patiscono dalle parti di soto molti mali humori, alli quali non facendo provisione, facilmente potrìano morire. Si ché, per ovviare a questo, darai ogni giorno borgatura di bambagio al sparaviero, benché molti dicono esser mal fatto a darli borgatura così spesso; ma con sopportatione di quelli, a me pare che l intendano male, et la ragione è questa: dandoli detta borgatura el si vede di dì in dì la dispositione di dentro de l uccello, per li segni che quella dimostra, venendo hor bianca, hor nera, hor gialla o verde, over d altri colori, et conoscendo per questa via l infermità del tuo uccello, gli poi dar il rimedio. Sarà dunque buono a darli detta borgatura mettendoli dentro alcuna volta uno garofilo integro o una giubebba, over una boccola dell istesso bambagio, che tutte sono cose perfette da tirare giù dalla testa i mali humori; se gli può anco mettere alcuna volta una fila di zaffrano, et è buono darli l acqua ogni otto dì, perché sono desiderosi di quella; et questo è il modo di mantener sano l uccello mediante la buona mano. p. 29 delli pasti Guarda non pascer il tuo uccello di due generationi di carne, che gli sarebbe di gan danno perché la lor sustantia si corrompe et genera tristi humori e vermi et empie il corpo dell uccello di ventosità; e avertisci di non gli dar carne di bestie vecchie né che siano stentate o ferite, perché tali pasti sono di mala digestione et pieni di veneno et di febbre. Guarda ancor a non gli dar carne di gallina che habbi covato, né sarà male a mutar alcuna volta i pasti alli tuoi uccelli. La carne di oca, usandola troppo, ingenera flegma et viscosi humori et pietra nel sacchetto. La carne di vitello piccolo è buona per una o per due volte, ma per più no, perché ingenera flegma et humori freddi nella testa e disicca l uccello et genera molti pidocchi; li suoi cuori sono migliori da usare. La carne della capra, del becco et del castrato è buona per mantenere l uccello ben disposto et grasso, ma alcuni maestri di quest arte dicono che genera carne gottosa et humida et acqua, et opilatione nella testa. La carne del montone non è buona perché ingenera humori nella testa, calzinazzo assai et molto riscalda l uccello. La carne dello agnello e del capretto è buona data con latte di capra, et massime quando il tuo uccello haverà patito qualche grande affanno sarà buonissima. La carne della lepre et del coniglio, calda e fredda è molto sana et digestibile, ma guarda non gli dare del cervello e del pelo, né ossa, che sarìa cosa molto pericolosa et gli farai venire detti vermi nelle budelle et nella gorga. La carne del gatto è mal sana e dura da padire, et genera vermi di mala conditione e restringe il fiato et il petto all uccello. La carne delli ratti è buona e sana, consuma la colera, giova alla testa, fa buon stomaco et fa padire, ma convien darla sempre col proprio pelo. La carne del cane è molto buona e sana et è utile alla generatione delli falconi, che sono caldi di

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