Regolamento didattico del corso di laurea in Ingegneria Gestionale (Classe: Ingegneria dell Informazione) Università di Perugia

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1 Regolamento didattico del corso di laurea in Ingegneria Gestionale (Classe: Ingegneria dell Informazione) Università di Perugia PARTE I TITOLO 1 - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1. Ambito di applicazione Il presente regolamento disciplina il corso di laurea in Ingegneria Gestionale, classe Ingegneria dell Informazione, nell Università di Perugia, in conformità alla legge n.341, al decreto del Ministro dell Università e della ricerca scientifica e tecnologica n.509 e successivi decreti ministeriali di attuazione, al decreto del Ministro dell Istruzione dell Università e della Ricerca 22 ottobre 2004 n. 270 e al regolamento didattico di Ateneo dell Università di Perugia. Art. 2. Funzione e sede della struttura Il corso di laurea in Ingegneria gestionale è una struttura didattica che ha sede nella Facoltà di Ingegneria. Art. 3. Obiettivi formativi generali Gli obiettivi formativi del corso sono i seguenti: conoscere adeguatamente gli aspetti metodologico-operativi della matematica e delle altre scienze di base ed essere in grado di utilizzare tale conoscenza per interpretare e descrivere i problemi dell Ingegneria Gestionale conoscere adeguatamente gli aspetti metodologico-operativi delle scienze dell ingegneria dell informazione in generale e dell Ingegneria Gestionale in particolare identificare, formulare e risolvere problemi dell ingegneria gestionale utilizzando metodi, tecniche e strumenti aggiornati essere capaci di utilizzare tecniche e strumenti per la progettazione di componenti, sistemi e processi essere capaci di condurre esperimenti e di analizzarne e interpretarne i dati essere capaci di comprendere l impatto delle soluzioni ingegneristiche nel contesto sociale e fisico-ambientale conoscere le proprie responsabilità professionali ed etiche conoscere i contesti aziendali e la cultura d impresa nei suoi aspetti economici, gestionali e organizzativi conoscere i contesti contemporanei avere capacità relazionali e decisionali essere in grado di comunicare efficacemente, in forma scritta ed orale, in almeno una lingua dell Unione Europea oltre l Italiano possedere gli strumenti cognitivi di base per l aggiornamento continuo delle proprie conoscenze ed esser capaci di apprendere attraverso lo studio individuale. I precedenti obiettivi formativi coincidono con quelli perseguiti dalle scuole di ingegneria in ambito internazionale, non solo comunitario, a garanzia della spendibilità internazionale del titolo acquisito, e saranno adeguati e aggiornati sulla base di questo requisito. Regolamento 2010/11 Ing. Gestionale 1/8

2 Art. 4. Programmazione e coordinamento della didattica L organo preposto all organizzazione del CdL (tale organo sarà nel seguito chiamato Struttura) programma le attività didattiche al fine di : a) garantire allo studente la qualità della didattica, una formazione culturale aggiornata e una preparazione professionale consona alle esigenze poste dalla società e dal mondo del lavoro; b) favorire in conseguimento dei titoli di studio nei tempi previsti dagli ordinamenti; c) assicurare la sostenibilità, da parte dello studente, del carico complessivo dell attività programmata per ciascun periodo didattico e dei ritmi di lavoro; d) rimuovere le particolari difficoltà incontrate dagli studenti nella prima fase degli studi universitari; e) favorire, accanto alla didattica destinata agli studenti frequentanti, modalità didattiche idonee alla formazione dei lavoratori studenti ed alla formazione permanente, compatibilmente con le risorse disponibili. Al fine di sostenere in forme opportune gli studenti già fuori corso e gli studenti impossibilitati a fruire dei sevizi didattici ordinari, la Struttura può organizzare attività didattiche a loro riservate, secondo quanto previsto dall art. 14 della legge 390/91. Art.5. Criteri generali di organizzazione delle attività didattiche La Struttura, ai sensi dell art. 27 dello Statuto, in piena autonomia, organizza e coordina le attività didattiche in conformità con l ordinamento didattico del corso di laurea, nel rispetto della libertà d insegnamento. Le attività didattiche per conseguire la laurea sono disciplinate nella seconda parte del presente regolamento dove sono definiti i curricula offerti agli studenti con le seguenti indicazioni: - elenco degli insegnamenti relativi alle attività formative di base, caratterizzanti, affini e integrative con i settori scientifico-disciplinari di riferimento, la loro articolazione e durata, i crediti formativi; - elenco delle attività formative di cui all art.10 ai punti d), e), f) del decreto ministeriale del 3 novembre 1999 n.509, loro articolazione e crediti formativi; - elenco degli insegnamenti attivati per consentire agli studenti la scelta delle attività formative previste al punto e); - elenco delle propedeuticità di ogni insegnamento e di ogni altra attività formativa. Annualmente la Struttura può provvedere, sentita la commissione paritetica per la didattica di cui all art.7 del presente regolamento, alla revisione delle attività didattiche e dei curricula, anche in termini di attribuzione dei crediti assegnati, per migliorare l offerta formativa e garantire la non obsolescenza dei contenuti conoscitivi. Provvede altresì a coordinare i programmi predisposti dai docenti. Art. 6. Obiettivi formativi Formare una figura professionale che conosca la struttura ed il funzionamento di diverse tipologie di sistemi organizzativi, come i sistemi di produzione, i sistemi di servizio, i sistemi di amministrazione pubblica, i sistemi di organizzazione di grandi progetti, abbia le conoscenze di base delle principali tecnologie per l informazione e sappia modellare, dimensionare, pianificare, gestire e dirigere sistemi di produzione, sistemi informativi industriali, sistemi di automazione, sistemi di trasporto e distribuzione, sistemi di servizio, sistemi di gestione e certificazione di qualità, sistemi di innovazione tecnologica. Art.7. Commissione paritetica per la didattica La commissione paritetica per la didattica è istituita in conformità all art.30 dello Statuto e alle norme statali. Le attività della Commissione sono individuate dall art.8 del Regolamento didattico d Ateneo. Regolamento 2010/11 Ing. Gestionale 2/8

3 TITOLO 2 ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE Art.8. Calendario delle lezioni La Struttura propone annualmente al Consiglio di Facoltà l attivazione delle attività didattiche per il conseguimento della laurea, e i periodi di svolgimento delle stesse. Su proposta della Struttura, il Consiglio di Facoltà stabilisce l orario delle attività didattiche, secondo criteri volti a garantire la razionale utilizzazione delle strutture e favorire la frequenza, evitando la sovrapposizione delle attività relative a discipline appartenenti allo stesso periodo didattico. Art.9. Calendario degli esami Il calendario delle valutazioni del profitto dell intero anno, proposto dalla Struttura, è reso pubblico dalla Facoltà, di norma, entro un mese dall inizio delle lezioni, Il calendario è stabilito in modo da evitare ogni sovrapposizione con le lezioni o turbamento del normale svolgimento delle attività didattiche. Al medesimo principio deve conformarsi l eventuale previsione di prove in itinere, o parziali o di idoneità. Il numero annuale delle prove d esame o di accertamento è determinato secondo quanto previsto dal regolamento didattico d Ateneo. Il calendario della prova finale per il conseguimento del titolo è fissato dal Preside di Facoltà, su proposta della Struttura, e si articola in almeno tre appelli annuali. Per quanto non esplicitamente espresso si rimanda ai principi sanciti dal regolamento didattico d Ateneo ed alla normativa vigente. Art. 10. Corsi di insegnamento e altre attività didattiche La Struttura determina la durata dei corsi di insegnamento e delle altre attività didattiche in relazione al numero dei crediti formativi universitari stabiliti dalla Facoltà su proposta della Struttura stessa. Come previsto dall ordinamento, gli insegnamenti possono articolarsi in moduli didattici, intesi come parti compiutamente organizzate di insegnamenti articolati o integrati, o di contenuto comune a diverse discipline. La Struttura, nel caso in cui i moduli di un insegnamento siano svolti da docenti diversi, può nominare un coordinatore. Il programma di ciascun insegnamento, di norma riportante l ordine degli argomenti e le ore dedicate alla trattazione di ogni singolo argomento, è predisposto dal docente, o, nel caso di insegnamenti suddivisi in moduli, in modo coordinato dai rispettivi docenti. La Struttura, con delibera motivata, può richiedere modificazioni al programma proposto sulla base esclusiva delle finalità di cui all art. 9 comma 1 regolamento didattico d Ateneo e del necessario coordinamento dei contenuti dei corsi. Nel caso in cui la Struttura non approvi il programma, la questione viene portata all esame del Consiglio di Facoltà e, ove occorra, del Senato accademico. Art.11. Sdoppiamenti e disattivazioni Il Consiglio di Facoltà, su proposta della Struttura, delibera lo sdoppiamento degli insegnamenti ogniqualvolta ricorrano le condizioni previste dalle norme vigenti. La Struttura verifica l equivalenza dei programmi dei corsi sdoppiati e determina i criteri per la suddivisione degli studenti. Il Consiglio di corso di laurea esprime parere in merito alla disattivazione di insegnamenti o alla richiesta della deroga prevista dall art. 13 del Regolamento didattico d Ateneo. Art.12. Mutuazioni La Struttura esprime parere sulla mutuazione di suoi insegnamenti o moduli di insegnamenti da parte di altri corsi di studio, anche di Facoltà diverse. La Struttura propone la mutuazione di insegnamenti o moduli di insegnamenti da altri corsi di studio, anche di Facoltà diverse. La Struttura esprime parere vincolante sulla mutuazione di corsi di insegnamento o moduli da altre Università, nel contesto di convenzioni ad hoc stipulate tra Atenei interessati. Regolamento 2010/11 Ing. Gestionale 3/8

4 Art. 13. Piani di studio Lo studente in corso può predisporre un piano di studi diverso dai curricula predisposti dalla Struttura, nel rispetto dell ordinamento didattico e delle attività effettivamente attivate. Il piano deve essere presentato per l approvazione di norma entro il mese di ottobre secondo le regole stabilite dalla Struttura. La Struttura approva i piani di studio individuali, tenuto conto delle esigenze di formazione culturale e di preparazione professionale dello studente. Crediti formativi acquisiti in altri corsi di laurea sono valutati sulla base degli stessi criteri. Art. 14. Requisiti di ammissione Per essere ammessi al corso di laurea occorre essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo di studio conseguito all estero, riconosciuto idoneo; è inoltre richiesto il possesso o l acquisizione di una adeguata preparazione iniziale. Le conoscenze richieste sono specificate nel successivo art. 22. La verifica del possesso o dell acquisizione dell adeguata preparazione iniziale avviene mediante prove di valutazione o di autovalutazione da effettuarsi di norma nel mese di settembre, e comunque Per favorire l acquisizione la Struttura promuove attività formative propedeutiche dedicate, che si terranno, di norma, nel mese di settembre. Le modalità di verifica sono rese note in anticipo dalla Facoltà. Attività formative propedeutiche possono essere svolte in collaborazione con gli Istituti di istruzione secondaria superiore. Art. 15. Iscrizione e frequenza ai corsi Le immatricolazioni e le iscrizioni agli anni successivi avvengono, di norma, tra il 1 agosto e la data stabilita dal Senato accademico. L immatricolazione o iscrizione tardiva è regolata dal comma 2 dell Art.17 del Regolamento didattico d Ateneo. Al fine di favorire l organizzazione e la frequenza di corsi di orientamento possono essere predisposte regole per la preiscrizione. Gli studenti di un dato anno di corso che non hanno i requisiti richiesti per l iscrizione all anno successivo devono iscriversi in qualità di fuori corso fino a che non avranno acquisito il numero di crediti obbligatoriamente richiesti per il passaggio all anno di corso successivo. La Struttura esprime parere vincolante in merito alla iscrizione a specifici corsi di insegnamento da parte di chi, essendo in possesso dei necessari requisiti di scolarità e non essendo iscritto ad alcuna Università italiana, intenda accedere ai servizi didattici dell Ateneo per ragioni culturali, o di aggiornamento scientifico o professionale. Art. 16. Riconoscimento degli studi compiuti all estero Gli studenti possono svolgere parte dei propri studi presso Università estere, anche sulla base di accordi stipulati con l Ateneo. La Struttura delibera preventivamente la congruità della sede, degli insegnamenti e delle attività didattiche proposte. La Struttura determina il numero degli insegnamenti e degli esami che lo studente può sostenere all estero e fissa le tabelle di conversione dei voti e dei giudizi, effettua il riconoscimento delle attività didattiche compiute all estero, in conformità alla normativa vigente. Dette attività possono riguardare frequenza, esami di profitto, preparazione di tesi, effettuazione di tirocinio ed altre attività formative. La Struttura determina i crediti da attribuire alle attività formative compiute all estero. Se il riconoscimento delle attività avviene nell ambito di un programma che ha adottato un sistema di trasferimento dei crediti (ECTS), il riconoscimento tiene conto dei crediti attribuiti dal corso di studi dell Università estera alle attività seguite. Art. 17. Valutazione del profitto e crediti formativi universitari Regolamento 2010/11 Ing. Gestionale 4/8

5 L acquisizione dei crediti nelle attività formative previste dai curricula avviene attraverso il superamento di una prova d esame o di altra prova di verifica del profitto ritenuta idonea. Le prove di verifica del profitto possono essere divise in più fasi o prove di verifica parziale che possono essere svolte anche in itinere. Tali prove devono svolgersi in modo da non sovrapporsi allo svolgimento delle altre attività didattiche. La tipologia di prova viene stabilita e resa nota dalla Struttura. Qualora il corso sia suddiviso in più moduli e siano assegnati crediti formativi ai singoli moduli, devono essere anche previste prove di verifica del profitto per l acquisizione dei crediti relativi al singolo modulo. Art.18. Prove finali per il conseguimento del titolo accademico Il corso di studi si conclude con una prova finale che consiste, di norma, nella discussione di un elaborato originale preparato dallo studente, con la supervisione di almeno un docente della Struttura (supervisore). Previa delibera della Struttura, in sostituzione, possono essere previste altre prove idonee a dimostrare le capacità conseguite dallo studente. La Struttura può ammettere elaborati prodotti collettivamente da più studenti, purché siano corredati da una relazione del docente responsabile che attesti il contributo dei singoli studenti. La Struttura può autorizzare la preparazione dell elaborato finale effettuata presso altre Università o strutture di ricerca italiane o estere, o nell ambito di attività di tirocinio o stage di lavoro. La Struttura può intervenire per regolamentare l equa ripartizione tra i docenti delle responsabilità della supervisione degli elaborati relativi alla prova finale. Precondizioni per la prova finale possono essere esclusivamente poste dal Consiglio. Sentita la commissione paritetica per la didattica, la Struttura può porre precondizioni per la prova finale. Non sono consentite precondizioni poste dai docenti responsabili e non approvate dalla Struttura. Al termine della discussione della prova finale la Commissione decide a porte chiuse la votazione finale, che comprende la valutazione nel seguente ordine: dell elaborato presentato, della discussione e del curriculum dello studente. Il punteggio finale è assegnato sulla base di parametri fissati dal Consiglio di Facoltà, sentita la Struttura. Art.19. Certificato complementare del diploma di laurea Il certificato complementare al diploma attestante il conseguimento del titolo riporta le seguenti informazioni sulla carriera scolastica dello studente: 1- curriculum didattico completo delle attività formative svolte con i rispettivi crediti formativi universitari e la valutazione ottenuta nelle prove di accertamento; 2- titolo dell elaborato finale; 3- valutazione ottenuta nella prova finale. Art. 20. Tutorato Il tutorato è inteso come un insieme di servizi interni di assistenza allo studente per il raggiungimento delle finalità individuate ai punti b) e d) dell art. 4. Si designano, tra i docenti membri della Commissione paritetica per la didattica, un docente responsabile delle attività tutorali, a cui spetta il coordinamento delle attività tutorali. Possono essere adottate le seguenti forme di tutorato: tutorato personale: svolto da un docente o, in seconda istanza, da un dottore di ricerca o da un tecnico laureato operante nel corso di laurea. Al momento della scelta del piano di studio allo studente viene assegnato, su richiesta, un tutore personale con il compito di assisterlo nella soluzione di problemi legati alla condizione di studente, al metodo di studio, alla scelta degli insegnamenti e dell elaborato finale; tutorato logistico-organizzativo e di servizio: è organizzato dal docente responsabile delle attività tutorali del corso di laurea che può giovarsi esclusivamente della collaborazione di studenti del corso di studi. Il tutore ha il compito di fornire indicazioni di natura logistica e Regolamento 2010/11 Ing. Gestionale 5/8

6 burocratica, atte a favorire gli adempimenti di segreteria, l accesso ai servizi per il diritto allo studio, ecc.; tutorato d aula: svolto dal docente della materia o, sotto la sua responsabilità, da un suo collaboratore ufficiale. È una forma di tutorato finalizzata a costituire supporto alle attività didattiche ufficiali e a favorire la partecipazione attiva degli studenti; è particolarmente utile per gli insegnamenti affollati e per gli insegnamenti propedeutici. Le attività di tutorato sono rivolte, di norma, a gruppi di non più di 50 studenti; tutorato multimediale e telematico: svolto dal docente della materia o da un suo collaboratore ufficiale, ha lo scopo di favorire gli studenti che non possono frequentare, attraverso la messa in rete di lezioni, ipertesti, test di autovalutazione e simulazioni d esame. Le attività tutorali attivate sono dichiarate ogni anno nel Manifesto degli Studi. Art.21. Norma transitoria Per facilitare il passaggio degli studenti già iscritti ai corsi di laurea del vecchio ordinamento, attivi prima dell entrata in vigore del D.M 509/99, al corso di laurea in Ingegneria Gestionale (nuovo ordinamento), la Struttura valuterà in termini di crediti le attività già svolte dallo studente. Gli studenti interessati al passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento devono, secondo le modalità predisposte dal Consiglio di Facoltà, presentare domanda per il riconoscimento dei crediti in relazione agli esami sostenuti. Nella domanda possono essere inserite richieste di riconoscimento di ulteriori crediti sulla base del proprio curriculum. PARTE II Titolo 3: PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE Art. 22. Requisiti per l accesso I requisiti richiesti per l iscrizione al primo anno del corso di laurea sono: capacità di comprensione verbale; attitudine ad un approccio metodologico; conoscenza degli argomenti di matematica comuni ai programmi delle scuole secondarie superiori il cui titolo è indispensabile per l'immatricolazione. Art.23. Curriculum formativo In coerenza con quanto previsto dall Ordinamento didattico del corso di laurea, il curriculum offerto agli studenti nell a.a. 2010/2011 è organizzato come di seguito riportato: I ANNO disattivato II ANNO - disattivato III ANNO CFU Insegnamenti Settori 1 5 CI Sistemi Informativi ING-INF/ AS Metodi Supporto Decisioni MAT/ AS Misure Gestione Processi ING-INF/ AS Economia e Gestione dell Innovazione SECS-P/08 Regolamento 2010/11 Ing. Gestionale 6/8

7 5 4 AL Strategia d Impresa 6 5 CG Gestione dei Sistemi Logistici ING-IND/ AS Gestione dei Sistemi Produttivi ING-IND/17 5 Prova Finale - Completano il manifesto: 5 CFU Scelta Tabella A (ambito AI) 6 CFU Scelta Tabella B (ambito CE) 10 CFU Scelta autonoma 2 CFU Altre attività I crediti relativi ad Altre attività formative (2 CFU) possono essere conseguiti tramite una delle seguenti modalità: Corsi di Laboratorio di 2 CFU, tra quelli offerti presso la struttura didattica di Ingegneria, sede di Terni. I corsi di laboratorio possono essere seguiti a partire dal primo anno di corso. Tirocinio interno Tirocinio esterno Lo studente deve scegliere uno tra i due corsi riportati in Tabella A ed uno tra i due corsi riportati in Tabella B. Tabella A. SSD Insegnamento CFU ING-IND09 (3 CFU); ING-IND/11 Sistemi Termodinamici ed Energetici (Integrato: 5 (2 CFU) Sistemi Energetici, Sistemi Termodinamici) ICAR/01 (2 CFU); ICAR/02 (3 CFU) Gestione delle Risorse e degli Impianti Idrici (integrato: Gestione dei Sistemi di Condotte, Gestione delle Risorse Idriche) 5 Tabella B. SSD Insegnamento CFU ING-INF/01 Sistemi Elettronici (Corso integrato) 6 ING-INF/02 Sistemi di Telerilevamento 6 Lo studente deve acquisire 10 CFU a scelta autonoma. La Struttura ritiene coerente con il progetto formativo ai sensi dell art 10 comma 5 lettera a) del D.M. 270/2004 la seguente offerta didattica: Corsi in Tabella A ed in Tabella B non già inseriti nel piano di studi; Attività di tirocinio esterno di durata adeguata; Attività di tirocinio interno di durata adeguata; Altri corsi impartiti nel corso di laurea in Ingegneria Energetica. La Struttura si riserva di valutare eventuali scelte diverse rispetto a tali modalità, sulla base della coerenza e adeguatezza con l obiettivo formativo del corso di studio. Detta valutazione è un parametro che concorre alla determinazione della votazione nella prova finale per il conseguimento del titolo accademico secondo quanto stabilito dal comma 4 dell art. 24 del Regolamento didattico d Ateneo. Prima della prova finale lo studente deve ottenere un giudizio di idoneità che provi la conoscenza di una lingua dell Unione Europea oltre l Italiano, scelta tra quelle per le quali la Facoltà erogherà attività didattiche di supporto. Il superamento della prova comporta l acquisizione di 4 CFU. Regolamento 2010/11 Ing. Gestionale 7/8

8 Devono essere rispettate le seguenti norme generali: 1. L acquisizione dei crediti corrispondenti a ciascuna attività formativa avviene con il superamento dell esame o di altra forma di verifica del profitto. 2. Per l iscrizione al secondo anno è necessario aver conseguito 30 crediti, esclusi quelli per la conoscenza di una lingua dell Unione Europea oltre l Italiano. Sono previsti programmi formativi in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.lgs n.626/94. Art.24. Propedeuticità Sono obbligatorie le seguenti propedeuticità: Analisi matematica II Fisica II Analisi matematica I Fisica I Art. 25. Norma finale Per quanto non esplicitamente previsto nel presente regolamento si rimanda alla normativa vigente, ed in particolare al decreto del Ministro dell Università e della ricerca scientifica e tecnologica n. 509 del e successivi decreti ministeriali di attuazione, al regolamento didattico di Ateneo dell Università di Perugia, e al regolamento della Facoltà di Ingegneria dell Università di Perugia. Regolamento 2010/11 Ing. Gestionale 8/8

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