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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO FACOLTÀ DI ECONOMIA REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA INTERATENEO IN SCIENZE DELLA SICUREZZA ECONOMICO FINANZIARIA TITOLO PRIMO DISPOSIZIONI GENERALI E COMUNI Art. 1 Denominazione - Classe di appartenenza Titolo 1. Il Corso di laurea (L), interateneo e interfacoltà, è istituito congiuntamente presso la Facoltà di Economia dell Università degli Studi di Bergamo e le Facoltà di Giurisprudenza e di Economia dell Università degli Studi di Milano Bicocca ed è denominato Scienze della sicurezza economico finanziaria. 2. Il Corso di Laurea (L) in Scienze della sicurezza economico finanziaria, di durata triennale, fa parte della Classe delle Lauree n. 1. Scienze della difesa e sicurezza. 3. Al termine del corso si consegue il titolo di laurea di primo livello in Scienze della sicurezza economico finanziaria, appartenente alla Classe n.1 Scienze della difesa e sicurezza, rilasciato congiuntamente dall Università degli Studi di Bergamo e dall Università degli Studi di Milano Bicocca. Art. 2 Organizzazione 1. Il corso di studio è organizzato e coordinato tra la Facoltà di Economia dell Università degli Studi di Bergamo, le Facoltà di Giurisprudenza ed Economia dell Università degli Studi di Milano Bicocca e, per le attività formative necessarie per l acquisizione di conoscenze teoriche e tecniche professionali e militari, con l Accademia della Guardia di Finanza, secondo le modalità stabilite nel rapporto di collaborazione didattica e scientifica oggetto di specifica Convenzione stipulata dall Università degli Studi di Bergamo, dall Università degli Studi di Milano Bicocca e dall Università degli Studi di Roma Tor Vergata e l Accademia della Guardia di Finanza (in seguito, denominata Convenzione ). 2. Gli adempimenti relativi alle iscrizioni ed alla gestione della carriera degli studenti e la responsabilità amministrativa del Corso sono attribuiti alla Facoltà di Economia dell Università degli Studi di Bergamo. 3. Sono organi del Corso il Collegio didattico e il Presidente. 4. Il Collegio didattico è composto da due rappresentanti designati dalla Facoltà di Economia dell Università degli Studi di Bergamo; un rappresentante designato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell Università degli Studi di Miliano Bicocca; un rappresentante designato dalla facoltà di Economia dell Università degli Studi di Milano Bicocca e dal Comandante dell Accademia della Guardia di Finanza o un suo delegato. 1

2 5. Il Presidente è eletto, di norma, fra i componenti del Collegio rappresentanti la Facoltà di Economia dell Università degli Studi di Bergamo ed è nominato con decreto del Preside di Facoltà. Dura in carica 3 anni accademici e può essere immediatamente rieletto. Il Presidente ha la responsabilità del funzionamento del Collegio e, d intesa con il Comandante dell Accademia o un suo delegato, ne convoca le riunioni ordinarie e straordinarie e relaziona nel Consiglio di Facoltà sulle attività didattiche e tutoriali svolte all interno del Corso. Le funzioni di segreteria sono svolte dal Comando Accademia Ufficio Addestramento e Studi. Art. 3 Competenze del Collegio didattico 1. Fatte salve le disposizioni di servizio interno dell Accademia, il Collegio didattico definisce i programmi ovvero i contenuti delle attività formative in aderenza agli obiettivi formativi fissati dal decreto interministeriale 12 aprile 2001 e avuto riguardo ai compiti istituzionali demandati al Corpo della Guardia di Finanza ed alla unitarietà del complessivo processo formativo realizzato dall Accademia. 2. In particolare, il Collegio didattico: a. si esprime sull indirizzo didattico degli insegnamenti; b. coordina l attività didattica; c. approva i contenuti degli insegnamenti curando che non si determinino aree di sovrapposizione o vuoti didattici; d. assicura lo svolgimento delle attività didattiche e tutoriali, nonché delle attività formative propedeutiche e integrative e ne propone annualmente modifiche e precisazioni al Consiglio Facoltà; e. indice almeno una riunione l anno per definire le linee guida relative alla programmazione didattica ed almeno una riunione l anno per la valutazione dei risultati degli esami e delle altre prove di verifica e, nel complesso, della produttività della didattica, anche allo scopo di progettare eventuali interventi di recupero e di assistenza didattica. TITOLO SECONDO ORDINAMENTO DIDATTICO Art. 4 Requisiti di ammissione 1. L iscrizione al corso di laurea è regolata dalle leggi di accesso agli studi universitari. 2

3 2. Sono ammessi alla frequenza i vincitori del concorso per l ammissione ai corsi d Accademia per ufficiali della Guardia di Finanza. Art. 5 Obiettivi formativi 1. Il Corso di Laurea in Scienze della sicurezza economico finanziaria ha lo scopo di assicurare ai laureati la preparazione culturale e l addestramento teorico pratico adeguato per operare con incarichi di comando, di gestione e di coordinamento nei settori della tutela degli interessi economico finanziari dello Stato italiano e dell Unione Europea e della gestione e direzione dei sistemi organizzativi funzionali. Art. 6 Piani di studio Articolazione della didattica 1. L Ordinamento didattico è definito dall Università degli Studi di Bergamo e dall Università degli Studi di Milano Bicocca d intesa con l Accademia della Guardia di Finanza ed è approvato dal Comandante Generale della Guardia di Finanza e dai competenti organi delle Università convenzionate. 2. Nel rispetto dell ordinamento didattico, il piano di studio delle attività formative è articolato come riportato nella tabella allegata al presente regolamento. Potranno essere individuati ulteriori piani di studio sulla base di nuove esigenze formative rappresentate dall Accademia della Guardia di Finanza. 3. I piani di studio sono obbligatori per tutti i frequentatori. 4. Il corso di laurea triennale prevede l accesso, senza debiti formativi, al corso di laurea specialistica in Scienze della sicurezza economico finanziaria (curriculum per gli ufficiali della Guardia di Finanza) istituito dall Università degli Studi di Roma Tor Vergata. 5. Il Collegio didattico, previe intese con l Accademia della Guardia di Finanza, determina i corsi di insegnamento annuali, semestrali, assegnati a docenti titolari o contitolari, per il primo e secondo semestre o divisi in moduli didattici di durata più breve, svolti anche da docenti aggiunti, e sempre per un numero complessivamente uguale di ore. Parti comuni di più corsi di insegnamento possono essere insegnate in un modulo comune. Si rimette alle singole Università convenzionate il compito del reclutamento di detto personale, che sarà remunerato in relazione all attività didattica effettivamente svolta. Ogni corso di insegnamento ha la durata adeguata al numero di crediti formativi riconosciuti. Con decisioni del Collegio didattico i corsi di insegnamento possono essere divisi in moduli didattici di durata più breve o aggregati per dare luogo a insegnamenti di durata più lunga, svolti anche da docenti diversi. 3

4 Art. 7 Organizzazione delle attività formative 1. La programmazione complessiva, il coordinamento di tutte le attività didattiche e formative rivolte ai frequentatori ed il relativo calendario ed orari delle attività sono demandate all Accademia della Guardia di Finanza. Art. 8 Accertamento e valutazione del profitto Nomina delle commissioni d esame 1. Le modalità di accertamento del profitto negli studi hanno luogo in condizioni che garantiscano l approfondimento, l obiettività e l equità della valutazione in rapporto con la disciplina seguita e con quanto esplicitamente richiesto dai programmi d esame. 2. La valutazione del profitto negli studi è improntata al principio della continuità. Il risultato finale è espressione anche della partecipazione in aula dell allievo e del suo rendimento nelle interrogazioni, nelle prove intermedie eventualmente previste e nella eventuale prova scritta d esame. 3. Il profitto negli studi è accertato in apposite sessioni d esame ovvero in scrutini. Le specifiche modalità di accertamento del profitto sono stabilite dal Collegio didattico d intesa con l Accademia della Guardia di Finanza. 4. Per gli insegnamenti con esame finale, sia nel caso di esami a prova unica sia in quello di esami a prove successive, devono essere garantite la pubblicità delle stesse, se orali, e la possibilità di verifica dal momento in cui i risultati vengono resi noti agli allievi, se scritte. 5. Qualora sia prevista anche una prova scritta d esame, è ammesso a sostenere la prova orale l allievo che abbia superato quella scritta. Dell esito della prova scritta d esame è data comunicazione agli allievi prima della prova orale. 6. L articolazione delle prove d esame ed il relativo calendario sono tempestivamente comunicati ai frequentatori del corso. 7. Le commissioni d esame per gli insegnamenti affidati a docenti universitari sono composte dal titolare dell insegnamento, quale presidente, e da almeno altri due componenti dei quali uno è un ufficiale della Guardia di Finanza. Dette commissioni sono nominate con provvedimento del Preside della Facoltà di Economia dell Università degli Studi di Bergamo d intesa con il Comandante dell Accademia. 8. Le commissioni d esame per gli insegnamenti a carattere tecnico-operativo sono presiedute dal Comandante dell Accademia o, in caso di impedimento, da altro ufficiale generale del Corpo. Dette commissione sono suddivise in sottocommissioni per ciascun insegnamento, i cui membri sono nominati con provvedimento del Comandante dell Accademia. 9. Il voto è attribuito dalla commissione d esame collegialmente. 4

5 Art. 9 Prova finale 1. Per essere ammesso alla prova finale, lo studente deve aver conseguito i crediti relativi alle attività previste dal presente Regolamento che, sommati a quelli da acquisire nella prova finale, gli consenta di ottenere almeno 180 crediti. 2. Le attività relative alla preparazione della prova finale saranno svolte dallo studente, sotto la supervisione di un docente-tutore e comportano l acquisizione di almeno 5 crediti. 3. L esame di laurea consiste nella presentazione di una relazione scritta individuale su un argomento attinente ad una delle discipline sostenute dallo studente nell ambito del corso di studi, discussa in sede pubblica davanti ad una commissione costituita da docenti e dal Comandante dell Accademia o un suo delegato che esprimerà in centodecimi la valutazione complessiva con eventuale lode. 4. Il Presidente, sentito ove il caso il Collegio didattico, ripartisce le tesi da assegnare agli studenti tenendo conto dei crediti formativi riconosciuti ai singoli insegnamenti e delle attitudini e preferenze manifestate dagli studenti. 5. Lo studente può integrare in lingua inglese o altra lingua oggetto di insegnamento nell ambito del corso, la presentazione della relazione scritta individuale e la relativa discussione in sede pubblica. 6. La trasformazione in centodecimi dei voti conseguiti nelle varie attività didattiche, che danno origine a votazione in trentesimi, comporterà una media pesata rispetto ai relativi crediti acquisiti. 7. La laurea si consegue con il superamento della prova finale. 8. Come supplemento al diploma di laurea viene rilasciato un certificato supplementare che riporta, secondo i modelli definiti dal Consiglio di Facoltà, le principali indicazioni relative al curriculum specifico seguito dallo studente per conseguire il titolo. Art. 10 Norma di integrazione 1. Il presente Regolamento è immediatamente modificato e integrato dalle disposizioni normative, convenzionali, dello Statuto, del Regolamento didattico d Ateneo e da ogni altra disposizione di servizio interno di funzionamento dell Accademia, che operino espresso riferimento alle materie dallo stesso disciplinate. 5

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