GUARDIA DI FINANZA SCUOLA DI POLIZIA TRIBUTARIA

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1 GUARDIA DI FINANZA SCUOLA DI POLIZIA TRIBUTARIA GIULIO SBARRA I PRESIDI NAZIONALI PER LA PREVENZIONE DALL UTILIZZO DEL SISTEMA FINANZIARIO PER FINALITÀ DI RICICLAGGIO E DI FINANZIAMENTO AL TERRORISMO LIDO DI OSTIA, OTTOBRE 2005

2 Impaginazione M.A. MARCO BOCCOLINI M.C. VINCENZO CILIBERTI FIN.SC. GIANCARLO NAPOLI FIN. PIETRO AMORUSO Stampa BRIG.C. RAFFAELLO FANTONI BRIG. GIUSEPPE FINOCCHIARO APP. MARIO CRUCIANI APP. NATALINO PALERMO

3 PREFAZIONE La lotta alla criminalità organizzata, attraverso l individuazione, il sequestro e la confisca dei relativi proventi va annoverata tra le missioni istituzionali di maggior rilievo assegnate alla Guardia di Finanza. Essa è parte fondante di quella funzione di polizia economico finanziaria che ne costituisce l essenza, volta come è alla salvaguardia dei mercati finanziari e valutari dalle minacce che possono derivare dalla penetrazione da parte dell economia illegale o dal finanziamento di gruppi che perseguono scopi illeciti. In alcuni casi, infatti, come nel terrorismo, l illiceità dei flussi finanziari è, sovente, costituita non tanto dalla loro provenienza, quanto dalla loro destinazione. Allo studio di tali complessi fenomeni e all approfondimento della relativa normativa di contrasto la Scuola di Polizia Tributaria dedica particolare attenzione anche nell ambito delle sue linee editoriali (Annali, Testi), per consolidare il ruolo di co protagonista dell opera di formazione che il Corpo le ha assegnato. E perciò con vero piacere che mi accingo a presentare il nuovo volume I presidi nazionali per la prevenzione dall utilizzo del sistema finanziario per finalità di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo realizzato dal Generale di Brigata della Guardia di Finanza Giulio Sbarra, Ufficiale Generale che vanta una pluriennale esperienza nel settore delle investigazioni finanziarie ed è profondo conoscitore della specifica normativa nazionale ed internazionale. Il Generale Sbarra, aderendo all invito della Scuola ha, con questa pubblicazione, aggiornato ed integrato, con la normativa di riferimento, precedenti lavori editoriali da lui stesso redatti, per uso dei frequentatori dei corsi e per il personale del Corpo. L opera è meritevole della massima attenzione perché essa offre più di quanto in realtà lasci trasparire dal titolo. L analisi muove, infatti, dall elaborazione del concetto stesso di criminalità organizzata, evidenziandone le principali caratteristiche e modalità operative, con particolare riguardo a quella economica e a quella di tipo terroristico, fino a delinearne le proiezioni internazionali ed i percorsi seguiti attraverso i c.d. paradisi fiscali e finanziari.

4 E in tale scenario che si delinea lo studio, compiuto con grande professionalità e con apprezzabile chiarezza espositiva, del fenomeno del riciclaggio di denaro sporco, del quale vengono esposte le varie metodologie, con l inserimento di alcuni casi pratici. L opera si conclude con due capitoli rispettivamente dedicati alle iniziative internazionali e alla normativa interna, dettagliatamente contenuta in un apposito compendio, su formato CD Rom che ne rende più agevole la consultazione. Mi auguro che il volume, da oggi inserito nella collana Testi, susciti nei frequentatori, nei militari del Corpo ed in tutti coloro che operano nello specifico settore l interesse che merita e che costituisca per essi un utile quanto efficace strumento di consultazione. Lido di Ostia, 31 ottobre 2005 IL COMANDANTE DELLA SCUOLA Gen. D. Edoardo Esposito

5 INDICE INTRODUZIONE... 1 CAP I LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA Premessa Il concetto di criminalità organizzata La criminalità organizzata di stampo mafioso a. Mafia "rurale", mafia "urbana" e "mafia "economica" Le linee evolutive La criminalità organizzata di stampo economico La criminalità organizzata di tipo eversivo/terroristico Le connessioni tra criminalità organizzata di stampo mafioso, economico ed eversivo/terroristico CAP II LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA A LIVELLO TRANSNAZIONALE E LE PROIEZIONI NEI TRAFFICI ILLECITI La crescita della criminalità organizzata a livello transnazionale Le proiezioni operative nei traffici illeciti a. Il contrabbando di tabacchi lavorati esteri b. L'immigrazione clandestina c. Il traffico di sostanze stupefacenti CAP IIII PARADISI BANCARI E FISCALI Generalità Gli aspetti salienti Le caratteristiche geo-economiche e geo-politiche Alcuni istituti tipici rinvenibili negli ordinamenti dei "paradisi finanziari" a. Le exempt companies b. Le assicurazioni "captive" c. Le banche d'affari d. Le compagnie marittime e. Il trust I provvedimenti assunti dallo Stato italiano sul piano fiscale a. L'individuazione degli Stati o territori a regime fiscale privilegiato (cd. "black list") b. L'indeducibilità delle spese e degli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorrrenti con imprese domiciliate in Stati o territori aventi regime fiscale privilegiato c. L'adeguamento normativo CAP. IV IL RICICLAGGIO DEL DENARO "SPORCO" Generalità... 87

6 II 2. Il quadro di situazione Le metodologie di riciclaggio a. Case da gioco b. Compensazioni c. Operazioni dall estero d. Operazioni verso l estero e. Operazione "Flipper" f. Operazione "Forziere" (1) Prima fase (2) Seconda fase (3) Terza fase g. Schema di operazioni multiple h. Money transfer i. Interposizione di soggetti/depositi fiduciari/garanzie bancarie/crediti di firma l. Truffe internazionali CAP. V LE INIZIATIVE A LIVELLO INTERNAZIONALE PER LA PREVENZIONE ED IL CONTRASTO AL RICICLAGGIO ED AL FINANZIAMENTO AL TERRORISMO Lo scenario di riferimento Le linee di indirizzo a livello internazionale a. La prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario per finalità di riciclaggio b. La prevenzione ed il contrasto al finanziamento del terrorismo internazionale (1) La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 15 ottobre 1999, n nei confronti del regime dei Talebani in Afghanistan (2) La Convenzione delle Nazioni Unite del 9 dicembre 1999, concernente la repressione del finanziamento al terrorismo (3) La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza del 19 dicembre 2000, n (4) Il Regolamento comunitario del 6 marzo 2001, n (5) La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza del 28 settembre 2001, n (6) La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza del 16 gennaio L'analisi dei principali capisaldi per la legislazione italiana a. La Dichiarazione di principi del Comitato di Basilea b. Le raccomandazioni del Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale c. La Convenzione di Strasburgo d. La Direttiva del Consiglio delle Comunità Europee n. 308/ e. La Direttiva del Consiglio delle Comunità Europee n. 97/

7 III CAP. VI I PRESIDI ANTIRICICLAGGIO SUL PIANO NAZIONALE ANCHE CON RIGUARDO AL FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO INTERNAZIONALE Premessa Il quadro riepilogativo dei provvedimenti cardine assunti in ambito nazionale per il contrasto al riciclaggio a. La criminalizzazione del riciclaggio b. L'identificazione della clientela delle banche c. Le misure di prevenzione patrimoniali d. L'accordo interbancario e. La revisione della legislazione antimafia f. La prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario per finalità di riciclaggio g. La rivisitazione delle fattispecie penali in tema di riciclaggio h. Le disposizioni contro il finanziamento del terrorismo internazionale i. Le altre disposizioni di completamento La repressione penale del riciclaggio La prevenzione ed il contrasto del riciclaggio sul piano finanziario a. Il decreto legge 3 maggio 1991, n. 143 e successive modificazioni (1) La limitazione dell'uso del contante e dei titoli al portatore (2) L'identificazione e la registrazione della clientela (3) La segnalazione delle operazioni sospette (a) I soggetti regolamentati (b) Le norme procedurali (c) Brevi spunti di riflessione b. Il decreto legislativo 26 maggio 1997, n (1) Le linee guida del nuovo provvedimento (2) La riservatezza delle segnalazioni (3) La Commissione di indirizzo (4) I controlli ispettivi (5) Gli ulteriori aspetti di interesse c. Il ruolo dell'ufficio Italiano dei Cambi d. Il Decalogo della Banca d'italia e. Il quadro sanzionatorio f. L'emersione delle attività detenute all'estero g. La legislazione valutaria h. Il monitoraggio fiscale i. La legge sulla trasparenza societaria Il contrasto al finanziamento del terrorismo internazionale CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE APPENDICE NORMATIVA Indice dei provvedimenti Decreto-legge 3 maggio 1991, n BIBLIOGRAFIA

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9 INTRODUZIONE Nell ambito della criminalità organizzata, nella quale confluiscono sia quella di stampo mafioso, che quella di carattere economico, nonché quella di tipo eversivo - terroristico a livello transnazionale, l importanza della componente patrimoniale - finanziaria e la forza portante che questa rappresenta per le finalità dell associazionismo delinquenziale costituiscono, ormai, un dato incontrovertibile ed universalmente riconosciuto, appurato, ripetutamente, non solo in sede operativa dai competenti Organismi investigativi, ma comprovato, altresì, chiaramente dalle stesse risultanze processuali. I consistenti proventi derivanti dalle attività delittuose poste in essere, ovvero, nel caso del terrorismo internazionale, dai finanziamenti ottenuti sotto diversificate forme, e per le più varie finalità sottostanti, da fiancheggiatori e/o da compiacenti sovvenzionatori, rappresentano la base essenziale per l'affermazione ed il consolidamento delle strutture criminali, poiché, da un lato, forniscono alle stesse le fonti di alimentazione per perpetuare ed allargare il campo dell'illecito, anche attraverso il sostentamento ed il reclutamento degli "addetti ai lavori", dall'altro consentono una massiccia infiltrazione nei "mercati", attraverso una serie di attività commerciali e finanziarie formalmente lecite, che generano gravi contraccolpi sull'intera economia mondiale. Le proiezioni nell'imprenditoria legale, agevolate da una globalizzazione dei sistemi economici degli Stati, ormai del tutto irreversibile, le spinte delinquenziali distorsive e destabilizzanti della libera concorrenza, con la contestuale acquisizione dominante di spazi gestionali, se non in assoluto monopolio, sono le risultanze di perversi ed efficaci meccanismi di ripulitura, mimetizzazione e schermatura degli anzidetti proventi illeciti attraverso l'utilizzo del sistema finanziario, non sempre immune da censure. Questa inconfutabile realtà impone, pertanto, adeguate iniziative di prevenzione e di contrasto idonee a contrapporsi ad essa, attraverso un continuo processo di adeguamento, a fronte di un quadro in costante evoluzione e crescita che vede la criminalità organizzata conformarsi, sempre più, al modello delle imprese commerciali, adattandosi in modo camaleontico alle varie situazioni emergenziali e contingenti.

10 2 I PRESIDI NAZIONALI PER LA PREVENZIONE DELL UTILIZZO DEL SISTEMA FINANZIARIO PER FINALITÀ DI RICICLAGGIO E DI FINANZIAMENTO AL TERRORISMO Il fine del presente elaborato è, appunto, quello di illustrare i presidi posti sul piano nazionale quali capisaldi della prevenzione del sistema finanziario per finalità di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo, nonché la loro tempestiva adozione e perfezionamento nel tempo al mutare della minaccia, in linea con gli indirizzi a livello internazionale, spesso, addirittura, anticipandoli. In tale contesto, gli esiti del lavoro svolto si sviluppano su sei capitoli: a) nel primo capitolo, dopo una premessa volta, sostanzialmente, a rappresentare, preliminarmente, il contesto di riferimento per evidenziare, innanzitutto, la pericolosità e la complessità dei fenomeni da "combattere" ed i riflessi negativi di cui è cenno in precedenza, l'attenzione viene focalizzata sulla criminalità organizzata, allo scopo di definirne il concetto, individuarne gli aspetti salienti e le varie manifestazioni che la caratterizzano (come già detto: di stampo mafioso, di stampo economico e di tipo eversivo - terroristico), analizzarne alcune linee evolutive, nonché verificare le connessioni esistenti tra i vari fenomeni in essa ricompresi; b) il secondo capitolo intende offrire una panoramica della criminalità organizzata a livello transnazionale e delle proiezioni operative della stessa nei traffici illeciti più lucrosi, che destano, o hanno destato, particolare allarme sociale (contrabbando di tabacchi lavorati esteri, "traffico di esseri umani"/immigrazione clandestina e traffico di stupefacenti), non solo per gli effetti di disvalore sulla civile convivenza e destabilizzanti per l'intera collettività, ma anche per i comportamenti particolarmente criminali e violenti posti in essere per la loro esecuzione, tanto a carico di ignari cittadini, temporaneamente presenti sui luoghi degli accadimenti, che delle Forze dell'ordine impiegate nell'azione di prevenzione e contrasto, oltre che degli stessi soggetti clandestinamente trasportati sui mezzi navali; c) il terzo capitolo è incentrato sull'illustrazione delle principali caratteristiche che qualificano i "paradisi bancari e fiscali", con specifici riferimenti ad alcuni istituti tipici rinvenibili nei loro ordinamenti ed un necessario richiamo ai provvedimenti assunti dal legislatore nazionale allo scopo di selezionare gli

11 INTRODUZIONE 3 Stati o territori a regime fiscale privilegiato ed a regolamentare, per finalità di tassazione, le operazioni intercorrenti con i medesimi; d) il quarto capitolo affronta la tematica del fenomeno del "riciclaggio", nelle sue varie forme ed approfondisce le complesse metodologie poste in essere, non su di un piano puramente teorico, ma quali emerse ed accertate in sede investigativa nell'ambito dell'attività istituzionale condotta costantemente dalla Guardia di Finanza a tutela dei mercati finanziari e dell'intera collettività; e) il quinto capitolo analizza le iniziative assunte a livello internazionale per la prevenzione ed il contrasto al riciclaggio ed al finanziamento al terrorismo, individuando quelli che debbono essere considerati i principali capisaldi sui quali si è ancorato il legislatore italiano per definire il panorama normativo interno, adottando efficaci strumenti di salvaguardia per le medesime finalità; f) il sesto e ultimo capitolo costituisce la necessaria ed ovvia chiusura degli approfondimenti condotti poiché, a fronte di quanto delineato nei precedenti per consentire una compiuta valutazione dell'argomento oggetto della trattazione, illustra partitamente i presidi antiriciclaggio sul piano nazionale, anche con riguardo al finanziamento del terrorismo internazionale, adottati dal 1978 con la criminalizzazione del riciclaggio riferita, allora, ad una condotta ben circoscritta, sino all'approvazione dell'ultimo decreto emanato nell'anno 2004 in materia di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite. In particolare, in detto capitolo, dopo un sintetico riepilogo e commento dei punti cardine in ordine cronologico, l'attenzione viene incentrata sulle iniziative assunte tanto per la repressione penale del riciclaggio, quanto per la prevenzione ed il contrasto del medesimo fenomeno sul piano finanziario, nel cui ambito viene descritta l'evoluzione intervenuta nel tempo, svolta una dettagliata disamina dei provvedimenti adottati, sia in via diretta, che indiretta, individuati ruolo e compiti delle Autorità di controllo, definito, infine, il quadro dispositivo, emergente dal raccordo e dalla coordinazione delle norme richiamate. Nel

12 4 I PRESIDI NAZIONALI PER LA PREVENZIONE DELL UTILIZZO DEL SISTEMA FINANZIARIO PER FINALITÀ DI RICICLAGGIO E DI FINANZIAMENTO AL TERRORISMO medesimo contesto, vengono anche esaminati, in linea generale, gli ulteriori interventi di completamento - riferiti all'anagrafe dei conti e dei depositi, alla normativa antimafia, a quella valutaria, al monitoraggio fiscale, ovvero che riguardano gli aspetti attinenti il piano penale - che rafforzano la valenza tecnica dei menzionati presidi e che consentono di apprezzare concretamente le iniziative assunte gradualmente dal legislatore italiano le quali, senza ombra di dubbio, pur con i correttivi ancora necessari, si pongono già ora all'avanguardia di tutte le normative delle quali si sono parimenti dotati gli altri Paesi 1. A supporto dell'analisi condotta: il capitolo riferito ai "traffici illeciti" viene corredato da apposite immagini per comprovare, tangibilmente, e partecipare contestualmente, l'incisività e l'onerosità dell'azione repressiva condotta in Puglia dalla Guardia di Finanza, a fronte della pericolosità e violenza espresse dalle organizzazioni criminali nel porli in essere; quello attinente il "riciclaggio del denaro sporco" viene integrato con specifici schemi illustrativi di alcuni casi tipici accertati "sul terreno" nell'azione di contrasto e delle varie metodologie poste in essere dalla criminalità organizzata, compresa quella a matrice ideologica, per i trasferimenti "mimetizzati" e la "ripulitura", scoperte dai Reparti del Corpo; negli altri capitoli sono invece inseriti quadri di sintesi finalizzati tanto ad evidenziare con immediatezza gli aspetti più rilevanti delle tematiche in corso di analisi, quanto a fornire una necessaria panoramica riepilogativa dello specifico argomento approfondito. Le considerazioni conclusive completano la disamina della problematica con alcune riflessioni sulle prospettive future per debellare uno dei mali dell'economia mondiale, tuttora ben presente ed in continua espansione anche in questo inizio di secolo. 1 "E' opinione comune che l'italia disponga della legislazione antiriciclaggio più completa ed incisiva dei Paesi industrializzati e che gli scarsi successi nell'attività repressiva siano dovuti alla mancanza di collaborazione da parte degli intermediari finanziari, o comunque, ad una insufficiente sensibilità nella valutazione degli indizi che dovrebbero rendere sospetta una determinata operazione." - FEDERICO SCIAMPAGNINO, in Riciclaggio da Internet.

13 INTRODUZIONE 5 L'elaborato è corredato, infine: dalla "Bibliografia", concernente la documentazione presa a base del lavoro svolto, selezionata, anche mediante ricerche su Internet 2, tra quella più recente ed aggiornata, valutata come maggiormente significativa ed aderente all'oggetto della tematica analizzata, dalla quale sono state tratte, altresì, le varie note a piè di pagina a conforto dell'illustrato quadro di situazione, delle considerazioni formulate in proposito e delle tesi espresse: Tra detta documentazione sono ricompresi, altresì, vari elaborati predisposti sia dalla Guardia di Finanza per le proprie finalità istituzionali, sia dallo scrivente all'interno del Corpo per scopi didattici e conoscitivi dei Suoi appartenenti; da una "Appendice normativa" con l'indice cronologico dei provvedimenti succedutisi nel tempo, che interessano, direttamente e/o indirettamente l'argomento affrontato e che, raccolti e coordinati in apposito compendio in formato Adobe Acrobat pdf sull unito CD-Rom per facilità di consultazione, hanno formato oggetto di apposita analisi per individuare e definire il panorama legislativo e regolamentare vigente; dal testo base (D.L. 3 maggio 1991 n. 143 recante Provvedimenti urgenti per limitare l'uso del contante e dei titoli al portatore nelle transazioni e prevenire l'utilizzazione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio convertito con legge 5 luglio 1991 n. 197, coordinato e aggiornato al 30 settembre Su "http://www.jumpy.it/home", mediante la ricerca in tutto il web, sono state estratte le monografie ritenute di interesse i cui autori sono stati riportati in calce alle note di commento, mentre il relativo indirizzo completo del sito analizzato è stato riportato nella sola "Bibliografia" per esigenze di sinteticità.

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15 CAPITOLO I LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA Sommario: 1. Premessa; 2. Il concetto di criminalità organizzata; 3. La criminalità organizzata di stampo mafioso; a. Mafia "rurale", mafia "urbana" e mafia "economica"; 4. Le linee evolutive; 5. La criminalità organizzata di stampo economico; 6. La criminalità organizzata di tipo eversivo/terroristico; 7. Le connessioni tra criminalità organizzata di stampo mafioso, economico ed eversivo/terroristico. 1. PREMESSA Nell'ambito di una realtà economica mondiale in continua trasformazione, dopo il tramonto della varie politiche nazionalistiche e dei connessi provvedimenti restrittivi che le contraddistinguevano, le strutture e le tecniche della finanza si sono evolute e si vanno innovando con ritmi sempre più rapidi, quanto crescenti. 3 QUADRO DI SITUAZIONE REALTA' R E ECONOMICA O N O M A MONDIALE M O N D CARATTERIZZATA C A DA D A AMPIO MOVIMENTO DI CAPITALI DIFFUSIONE SERVIZI BANCARI E PARABANCARI UTILIZZO FORME INUSUALI RACCOLTA RISPARMIO SISTEMA FINANZIARIO INTERNAZIONALE APERTO USO STRUMENTI DIVERSI PE R E R O G AZIO N E C R E D IT O DA MERCATO PROTETTO QUINDI A CONCORRENZIALE E INTERNAZIONALMENTE INTEGRATO T R O 3 Si veda GIULIO SBARRA in La prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario per finalità di riciclaggio - Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza - Roma

16 8 I PRESIDI NAZIONALI PER LA PREVENZIONE DELL UTILIZZO DEL SISTEMA FINANZIARIO PER FINALITÀ DI RICICLAGGIO E DI FINANZIAMENTO AL TERRORISMO Il vasto processo di liberalizzazione intervenuto negli anni, anche con l'abbattimento delle frontiere, che ha consentito l'insorgere di innovati sistemi economici; le consistenti iniziative di sviluppo; le forme sempre più strette di collaborazione ed integrazione internazionale; l'allargamento dei mercati sotto l'incalzare del progresso tecnologico e scientifico; l'ampia diffusione dei sistemi informativi, telematici e satellitari, rappresentano certamente le più significative conquiste dell'ultimo cinquantennio. Gli aspetti più rilevanti di una realtà economica mondiale in continua trasformazione sono oggi caratterizzati da un sistema finanziario internazionale aperto, da un ampio movimento di capitali a livello nazionale e transnazionale, da una diffusione capillare di servizi bancari e para bancari, dall'utilizzo di forme spesso inusuali nella raccolta del risparmio, dall'adozione di strumenti diversificati nell'erogazione del credito. In sostanza, da un mercato protetto si è passati, gradualmente, ad un mercato concorrenziale ed internazionalmente integrato attraverso scelte generali ormai del tutto irreversibili anche sul piano tecnico. L'anzidetta situazione accentua, ovviamente, la competizione internazionale nello specifico settore dell'intermediazione, che induce al ricorso di iniziative finanziarie ad ampio raggio, sempre più complesse e sofisticate, creando in tal modo le premesse per una conseguente interdipendenza dei mercati e delle differenti economie. La globalizzazione dei sistemi finanziari è dunque una realtà incontrovertibile 4 ed in tale contesto si trovano ad operare anche le più evolute organizzazioni criminali, a carattere transnazionale (di tipo 4 "Il processo di globalizzazione in atto in questo inizio di terzo millennio, definito da alcuni come la più significativa svolta economica dai tempi della rivoluzione industriale, sta infatti determinando la fusione dei sistemi economici e finanziari locali in un unico grande mercato integrato caratterizzato da una rilevante espansione della liquidità dovuta ad una crescita di straordinarie proporzioni delle attività finanziarie: crescita alimentata, oltre che dall'aumento dei partecipanti al mercato, anche dall'emissione di nuovi titoli principalmente di debito, dall'aumento di valore dei titoli già presenti sul mercato e, (n. di r.: soprattutto per quanto riguarda l'oggetto del presente elaborato), dalla conversione di attività tradizionalmente non liquide in titoli negoziabili. A questo si aggiungono un'ulteriore serie di fattori quali il progressivo abbattimento delle barriere commerciali, gli sviluppi della telematica e la liberalizzazione della circolazione dei servizi finanziari che, di fatto, consentono alla malavita di ottenere la massimizzazione delle opportunità con la minimizzazione del rischio di essere individuati, arrestati e di avere confiscate le ricchezze." - MARCO POPPI in Finanziamento del terrorismo e cooperazione internazionale in materia di riciclaggio su Rivista SISDE n Gennaio/aprile 2002.

17 LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA 9 mafioso, di tipo economico, di tipo eversivo 5 ), le quali, come noto, in possesso di ingenti liquidità, operano nel campo finanziario, in modo diretto e/o strumentale in base agli obiettivi da raggiungere e strettamente connessi alla loro esistenza, come una vera e propria imprenditoria. 6 EFFETTI DELL IMPRENDITORIA CRIMINALE CARATTERI IMPRESA MULTINAZIONALE TURBA SISTEMA ECONOMICO IN Q U IN A AT T I VIT A' D IM PR E SA SVOLGE CONCORRENZIALITA' VINCENTE CON IMPRENDITORIA SAN A BASSI COSTI NORME ELUSE E REGOLE NON RISPETT ATE METODI IN T IM ID AZ IO N E PREV ARIC AZIONE COLLUSIONE La stessa, che presenta i caratteri tipici di un'impresa multinazionale, non solo provoca turbative nel sistema economico internazionale nel suo complesso, ma condiziona, altresì, 5 6 "Siamo dinanzi ad una struttura assai efficiente e capace che ha saputo creare il suo potere economico, logistico e medianico attraverso quello che al tempo stesso rappresenta il punto di forza e di debolezza delle moderne democrazie occidentali: il sistema globalizzato." - NICOLA PEDDE - intervento in Forum: Lo scenario internazionale tra conflittualità e terrorismo, su Rivista SISDE n gennaio/aprile "...nei tempi recenti, si è assistito ad una lenta ed inavvertita trasformazione verso il modello di "impresa criminale", traslato dal mondo economico, con una perfetta organizzazione interna che, da una parte, l'ha resa meno vulnerabile e, dall'altra, le ha garantito una maggiore e più penetrante forza intimidatrice e prevaricatrice sia all'interno, dove primeggia il senso dell'omertà, sia all'esterno da porsi arrogantemente in contrapposizione con le stesse istituzioni dello Stato. Il suo principale obiettivo è il conseguimento di un lucro, atteso che è proprio l'accumulazione della ricchezza la sua vera, ultima essenza, ricchezza che viene utilizzata per ottenere posizioni sempre più prestigiose nell'economia e nella finanza, tali da riuscire a condizionare ed inquinare diversi settori della vita pubblica" - LUCIO MACCHIA in Il ruolo della Guardia di Finanza nel contrasto a livello nazionale, comunitario ed internazionale" da Seminario "Il ruolo del Ministero del Tesoro nella lotta al riciclaggio - Problematiche connesse alla criminalità organizzata nazionale ed internazionale" - II Edizione - 25/26 novembre Roma (pagina 60).

18 10 I PRESIDI NAZIONALI PER LA PREVENZIONE DELL UTILIZZO DEL SISTEMA FINANZIARIO PER FINALITÀ DI RICICLAGGIO E DI FINANZIAMENTO AL TERRORISMO negativamente e pesantemente "il mondo dell economia" 7 ed i sistemi democratici. Inoltre, quando si inserisce nel mondo degli affari, per perpetuare il profitto e trarre ulteriori fonti di alimentazione per finanziare le rispettive attività delittuose 8, inquina anche le attività di impresa sul mercato,svolgendo, contestualmente, una concorrenzialità vincente con l'imprenditoria sana "basata su bassi costi, norme eluse e regole non rispettate, ma, soprattutto sui metodi dell'intimidazione, della prevaricazione e della collusione istituzionalizzata, spiazzante e pagante, con i pubblici poteri" D'altro canto, da tempo si sostiene che il crimine organizzato - almeno nelle sue attività di mercato - opera come qualsiasi altra impresa, fornendo beni-servizi e quindi consumi, rivolgendosi ai "clienti", secondo il modello della domanda-offerta. 11 Gli indicati fenomeni, infatti, pur con connotazioni e finalità difformi, la cui componente economica costituisce, a fattor comune, come universalmente riconosciuto, uno degli elementi essenziali per la loro stessa sopravvivenza, risultano strettamente collegati con la realtà dei mercati, nel cui ambito appare sempre più crescente il "peso" che le organizzazioni delinquenziali acquisiscono sul piano finanziario ed imprenditoriale legale e sempre maggiore l internazionalizzazione delle attività economiche criminali, che trovano concrete possibilità di ROSA JERVOLINO RUSSO Intervento tenuto nel corso dell inaugurazione dell anno accademico 1999/2000 della Scuola Addestramento SISDE su Rivista SISDE n. 15/1999. "...sfruttando il moderno sistema del mercato globalizzato e le sue logiche, il terrorismo internazionale è in grado di potersi alimentare e rigenerare con una progressione pressoché inarrestabile...la gestione di ingenti patrimoni riconducibili ad alcuni tra i più attivi sostenitori di uomini ed organizzazioni del terrorismo internazionale, unitamente alla massiccia presenza nel mondo finanziario ed economico in genere di cittadini di Stati considerati come "sospetti" garantisce, grazie all'assoluta trasparenza delle operazioni condotte..., un margine di successo non ostacolabile in alcun modo e capace, soprattutto, di generare legalmente flussi finanziari ingenti." - idem NICOLA PEDDE - intervento in FORUM: Lo scenario internazionale tra conflittualità e terrorismo su Rivista SISDE n gennaio/aprile Dal documento presentato dall'associazione costruttori di Reggio Calabria il 17 luglio "L esistenza diffusa di racket malavitosi rappresenta una fortissima alterazione del tessuto economico, una degenerazione profonda della vita sociale, della vita quotidiana, che può interessare intere aree di un Paese."- EFISIO ESPA - intervento in Forum: Intelligenza ed analisi strategica su Rivista SISDE n. 14/1999. "Le zone fortemente infette dalla criminalità organizzata sono aree comunque interessate da qualche forma di sviluppo. Per quanto paradossale possa apparire non è interesse della criminalità strozzare fino in fondo il tessuto economico di una zona perché poi si finirebbe per diminuire anche i proventi ed annullare i vantaggi di carattere economico ricavabili in quella stessa zona." - idem EFISIO ESPa - intervento in Forum: Intelligenza ed analisi strategica su Rivista SISDE n. 14/1999.

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