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2 F inito l inverno ci ritroviamo a pensare a cosa fare per l estate che verrà, cercando nuove idee e iniziative per trascorrerla tutti insieme piacevolmente nel nostro piccolo centro, che come succede ormai da Tanti anni si anima solamente nel periodo estivo. Dico questo con grande rammarico e dispiacere nella considerazione che nei lunghi mesi invernali i vicoli le strade e le piazze di Oliveto sono vuote, silenziose, dimenticate e anche qualche nostro (mio e del consiglio) sforzo di coinvolgere il paese in qualche manifestazione è vano. In particolare mi riferisco alla notte della Befana che ha avuto un discreto successo anche se, sinceramente ci aspettavamo più calze appese fuori dalle porte, di quelle case chiuse che in realtà ci sembravano aperte. Comunque sono soddisfatto della nostra ormai mitica notte della Befana che ha visto protagonista Lei: la Befana insieme ai nostri piccoli e grandi amici che l hanno accolta e salutata per le strade di Oliveto. C è un altra attività, che inizialmente ci sembrava buona, e che oramai ha i giorni contati, mi riferisco all iniziativa di tenere la sede Sociale aperta la domenica pomeriggio e a volte anche il sabato sera. Per tale attività avevo messo in bilancio dei costi di gestione in passivo (non certo così negativi), ma la scarsa affluenza e l inciviltà di alcuni ci vede costretti a sospendere questa iniziativa (all'infuori di nuovi eventi). Un altra manifestazione di pregevole contenuto culturale è stata vissuta dagli anziani del paese e da un gruppo di ragazzi delle scuole medie di Mentana (Roma), capeggiati dalla nostra instancabile Daniele Fabrizi. In una gelida e ventosa giornata di dicembre il paese si è animato, i nostri anziani sono stati intervistati ed hanno raccontato come vivevano il Natale e tutta la magia che si racchiudeva in questa festa. Più avanti nel giornalino troverete il frutto di questa visita, che ha lasciato un ricordo speciale a questi ragazzi, che sono stati accolti in modo squisito ed affabile. Grazie. Già da alcuni mesi, così come preannunciato nel giornalino di dicembre, il Laboratorio Teatrale formato da alcuni volenterosi che, raccogliendo l invito di Fabrizio Casciani, sta preparando per portare in scena (la prossima estate) una commedia inedita scritta da Monaldo Palazzoli. BUON LAVORO! Colgo l occasione per anticiparvi che è nostra intenzione promuovere, per la primavera, delle visite guidate nell area archeologica di Monteleone e al castello di Rocca Sinibalda; le date sono da stabilire, vi terremo informati tramite la bacheca alle porte del paese. Inoltre è nostra intenzione organizzare nel mese di giugno p.v. (16 o 23!?) una gita in pullman ad Assisi, con possibilità di usufruire di una guida che ci 2

3 accompagnerà per le bellezze artistiche della città e, possibilità di prenotare il pranzo presso un ristorante del luogo. La gita si potrà realizzare con un minimo di 30 ed un massimo di 50/55 persone, potete già segnalare la vostra pre-adesione ai consiglieri, altre notizie le troverete affisse in bacheca. Vorrei a questo punto chiarire una volta per tutte la questione della pagina delle LIETE E MESTE. A tutti, chi più chi meno, fa piacere vedere in questa pagina le nuove dei propri parenti, amici, conoscenti ecc.., ma succede questo:..ahhh si è sposat o mio f iglio ma sul gior nalet t o non lo avet e det t o;..per ché non c er a scr it t o sul gior nalet t o che er a nat o il f igliolet t o di mio nipot e Benedet t o, e invece c er a scr it t o del f iglio di Geppet t o?; mio f iglio va bene a scuola e segue bene la lezione ma sul gior nalet t o non c è menzione.. e via dicendo, però non ho ben capito da dove dovremmo reperire queste notizie. Non posso certo passare per il paese a chiedere chi si è sposato, a chi è nato un figlio, chi si è laureato ecc... oppure fare una serie di telefonate per raccogliere informazioni. Anche se così fosse, a pensarci bene, il diretto interessato, forse, potrebbe non gradire che gli altri sappiano i fatti suoi!! E che magari pur appartenendo alla nostra Comunità, probabilmente, non sono neanche iscritti alla Pro-Loco e verosimilmente non la vedono di buon occhio (. e ce ne sono diversi) e perciò ti dicono FKL YL KD DXWRUL]]DWR D VFULYHUH TXHOOH QRWL]LH VX GLPH" Perciò io per il momento, per non creare problemi, mi sto regolando così se non ho notizie di prima mano, mi astengo dal pubblicarle. Se volete vedere i vostri amici, parenti. sulle pagine delle QXRYH fatecelo sapere. Infine vi ricordo che chiunque può inviare i propri racconti, articoli, critiche, annunci, poesie, ecc..., per vederli pubblicati sul giornalino dell Associazione, che è la voce imparziale e impersonale della nostra piccola comunità, questo però ad una piccola condizione: GHEERQR HVVHUH ILUPDWL Nell attesa di ricevere i vostri suggerimenti di rivederci e ritrovarci sempre più numerosi in giro per Oliveto vi saluto e vi ricordo che. sono già in riscossione le quote Associative per l anno Il presidente M.F. EDITORIALE pag. 2,3 UN NATALE DIVERSO pag. 4, 5 IL Laboratorio TEATRALE pag. 5 I VICOLI DI OLIVETO pag. 6 L ANGOLO DELLA POESIA pag. 7, 8 RIPOSINO IN PACE pag. 9, 10 STORIE DEI NOSTRI TEMPI pag. 10, 11 NON È COMPITO MIO pag. 12 PANE BURRO E. pag. 13, 14 IL TROVAROBE pag. 15 LIETE E MESTE pag. 16 3

4 Era un giorno di dicembre, ci stavamo inoltrando nelle montagne del reatino, il paesaggio era spoglio, aspro, solitario. Lungo la strada il ghiaccio minacciava il percorso del pullman, eravamo impazienti di arrivare, la strada si faceva largo nella boscaglia e, d improvviso, ci apparve un mucchietto di case arrampicate su una collina: Oliveto. Il termometro segnava meno 6 gradi, il gelo ci schiaffeggiò non appena scendemmo dal pullman, il vento viaggiava veloce portandoci via i capelli. Il paese dormiva, se non fosse stato per il fumo che usciva dai comignoli avremmo detto che non c era anima viva, deserto, spazzato dalla tramontana. L odore, per le viuzze, era di muschio, di legna nel fuoco, di buono e di antico. Eravamo venti ragazzi di città con la nostra professoressa Daniela Fabrizi venuti a cercare qualcosa di cui ci aveva parlato che noi non conoscevamo: il sapore del Natale, il suo odore,. l atmosfera dell anima. In cima al paese il vento sferzava il viso e le mani scoperte e quasi non riuscivamo a parlare per il freddo, poi ecco una voce nella piazza, una anziana signora dietro la finestra, Daniela la saluta e le chiede di entrare. C è il fuoco acceso, Santina ci accoglie col sorriso, saliamo le scale curiosi, impazienti; la casa è quella delle favole, tutto minuscolo, tutto come una volta. Santina è contenta della nostra visita, le porgiamo il nostro piccolo dono e lei ci racconta com era il Natale quand era bambina. Capiamo, dalle cose che ci dice, che molto di quello che era noi non lo conosceremo mai, ma dalle sue espressioni ci sembra un peccato non poter tornare indietro, a quel fuoco acceso in ogni casa che riscaldava il cuore. Ciao Santina! Eccoci in un'altra piccola casa, una casa di bambole dove abita Teresa; lei il Natale ce lo racconta con poche e serene parole: era vivere tutti insieme aspettando le campane, la nascita del Redentore. È contenta che siamo venuti, il nostro regalo lo aprirà la notte di Natale dopo la messa. Giù per la discesa, in vicolo di Castiglioni, ci sono Eda e suo fratello, è freddo dentro casa ma fuori è più freddo e il vento non la smette di spalancare le porte. Natale non è più come una volta ma almeno, qui a Oliveto, si respira ancora quell aria antica di emozione e i ricordi sopravvivono nelle mura. Riprendiamo la strada, eccoci da Dino nella sua bottega piena di ogni cosa: ci sono addobbi di Natale, finora non ne avevamo visti ma, strano a dirsi, avevamo sentito il Natale scorrerci addosso senza segno alcuno. Ci offre cioccolatini e noi, gelati e un po commossi, gli chiediamo che cosa si ricorda di quei suoi natali di quand era bambino. E lui ci parla dell attesa, della messa, del pranzo, dei giochi, qualcosa gli illumina gli occhi, qualcosa che abbiamo già visto negli occhi degli altri. A casa di Lisa Casciani altri pangialli, altri ricordi, Natale che non sarà più Natale senza Gianna, lasciamo un regalo sapendo di non poter riempire un vuoto. 4

5 In piazza della Bottega c è Angela Maria, ci accoglie con calore e ci ricorda che Natale era davvero qualcosa che scaldava il cuore. Domenico ci invita a salire ma in piazza c è il sole, vogliamo provare anche noi a riscaldarci il cuore. Dino, Orsola, Barberina, a tutti lasciamo un piccolo dono e tutti ci fanno per regalo un emozione, qualcosa che somiglia molto di lontano a quel che sappiamo noi del Natale. Saliamo su nel Colle, a casa di Lisa il fuoco è acceso e lei e Gigi stanno per mangiare; certo che se lo ricordano il Natale, non era certo come adesso, ci si sentiva felici di stare tutti insieme, di cantare alla messa e di giocare. Eugenia ci incontra per la strada: da dove venite voi con questo freddo? veniamo da un posto in cui tutto parla di festa e di regali in cui però è impossibile provare qualche cosa in fondo al cuore e siamo qui per provare a ricordare. Corriamo per la via Madonna fino a casa di Anita: c è il cibo a riscaldare sulla stufa e arde il camino, Natale sarà solo quello che hanno vissuto, nessuno lo potrà cambiare, nemmeno la pubblicità in televisione! Più su, verso la Madonnella, Antonietta ci fa entrare per stare intorno al fuoco e anche per lei ciò che c è di più prezioso nella sua memoria è chiuso nei ricordi dei natali di allora. Tornando verso il pullman il vento ci prende ancora a schiaffi, quasi ci lascia il segno, per terra pozze d acqua gelate e gli alberi ridotti pelle e ossa. Eravamo venuti a scoprire una leggenda: Natale di una volta! Ce ne andiamo via con un bagaglio di struggente tenerezza: noi abbiamo portato solo piccoli doni, la gente del paese ci ha regalato qualcosa che appartiene al passato e che mai avremmo potuto sentire; il sapore vero del Natale in fondo al cuore! Torlupara NATALE 2001 Classse 3^ c Ebbene si, possiamo dire di essere quasi riusciti ad organizzare il nostro piccolo gruppo teatrale, formato da persone volenterose ed animate da un forte spirito di collaborazione. Già da qualche tempo, sono iniziate le prove per la realizzazione di una impegnativa rappresentazione, e quasi immediatamente siamo riusciti a formare un buon gruppo e ad assegnare tutte le parti. Indubbiamente, essendo la commedia abbastanza impegnativa, avremo bisogno della collaborazione di altre persone per quanto concerne tutto ciò che gira intorno ad una iniziativa di questo tipo, come la realizzazione di scene, di costumi, musiche, impianti scenici ecc. Ringraziamo fin d ora tutti coloro che forniranno il loro importante apporto. Fabrizio CASCIANI 5

6 Che emozione! Ci si perdeva nei vicoli, quando si era bambini, era come entrare in qualcosa di caldo, accogliente, a misura di piccoli uomini e donne. Oliveto viveva di tante braccia allungate al suo interno: il vicolo del Forno, delle Fontanelle, la via Valle, il Vicolo Canzatora erano posti magici dove si respirava qualcosa di insolito ed introvabile, il segreto del paese stesso. Al vicolo del Forno aspettavamo che uscissero le donne con le teglie per chiedere un pezzo di pizza, un dolcetto, un assaggio; l odore era di lievito, di legna, di cenere, le voci erano quelle delle donne di Oliveto con le facce rosse vicino alla bocca di fuoco. Ce ne stavamo tutti seduti sulle scalette davanti al forno e lo spettacolo non ci stancava mai, quasi fosse stato fatto per noi. Alla Canzadora c era il macello di Lorenzino e quante volte abbiamo assistito, stregati, alla mattanza di animali ignari della loro sorte eppure quasi presaghi di un segno del destino! Anche qui c erano le scalette da cui noi bambini assistevamo a ciò che ci impauriva e ci attirava allo stesso tempo, anche qui un vicolo, una vena dove pulsava il sangue della vita. Al vicolo delle Fontanelle un anno, noi ragazzi, aprimmo un locale chiamato Underground, avevamo ripulito e tinteggiato una cantina, ce ne stavamo lì a leggere e a cantare, sembrava che avessimo una casa anche noi, ragazzi ribelli dai capelli lunghi! A qualcuno non piacque quell idea e così ci tolsero quel sogno di una casa ma ancora adesso il cuore, che non conosce gli umori della gente, batte in un modo diverso quando si tratta di ricordare quella cantina che era diventato un focolare. Al vicolo delle Case nuove si andava a gridare per sentire l eco tornare dalle montagne a fronte, la tramontana ci rimandava indietro il fiato, il rumore del vento incanalato nel fosso ci stordiva, ci sembrava di vivere in vetta alla montagna, soli contro il vento. La via Fonte non è proprio un vicolo, ma per noi era un posto magico: il fontanile pieno di verzura, i muschi attaccati alle pareti, il rumore continuo dell acqua sulla superficie. Quanti scherzi, quanti bagni di notte, quante bevute dissetanti come nessuna dopo allora! La notte ci veniva a dormire la luna, al fontanile, e noi a pescarla con le mani; il giorno le mucche, gli asini, in un pellegrinaggio lento che sapeva di incanto. Più sotto le fontane, ci sentivi ancora l eco delle risa delle donne che andavano a lavare e gli scrosci, e le battiture, e lo sciacquio dell acqua risuonava tutto intorno. Ancora adesso i vicoli battono di sangue proprio, chiamano i cuori a misura d uomo, trattengono gli odori dell erba lungo l acciottolato, dei fumi dei camini, dell umido e del sole. Sono tutte braccia protese ad abbracciare noi, a stringerci d incanto come prima, come quando eravamo bambini e giocavamo a nascondino dietro i muri. Daniela Fabrizi 6

7 ,/7(032 La lontananza raggiunta dal tempo sul freddo del ricordo, dove risuonano orchestre di mari e voci di uccelli dove nuoce quella parola non detta dove in fila si allontanano le sorti del destino. Vanessa Mistretta $1&25$2/,9(72 Il fuoco che brucia, che riscalda, come un abbraccio del Signore che si stringe e contrasta il freddo che ha ghiacciato il cuore di tutte le persone di città. Pietro Tarquini 48$/&26$&+(0$1&$ Occhi sorridenti su quegli scialli colorati, aria di casa, di legna da ardere, per la viuzze di paese ancora sterrate e con i ciottoli. Penso al Natale per riscaldarmi con i miei cari davanti al fuoco che non c è più. Elena Liolios 2/,9(72 Il ricordo di un Natale, il ricordo del freddo che abbracciava le sue stradine che si ricoprivano di neve. Pamela Molinari A cura dei ragazzi della 3c di Torlupara 6,/(1=,23(5)(772 Silenzio perfetto, tempo senza verità, rive di neve intorno alla giostra del cuore. Incrociava il giorno da temere sui sogni della vita. Vanessa Mistretta 9(&&+,26$325( Solo lì fra cunicoli e piccole vie, dove ancora si respira dolce il profumo del pangiallo vive ancora fra piccole mura e antichi caminetti il vecchio sapore del Natale. Cristina Biasi 3$(6( Eterni silenzi sovrastano la mente chiusa ormai nei ricordi del vento che spazza la città lasciando un paese intatto. Riganelli Andrea 1$7$/($2/,9(72 L atmosfera che si respira riscalda l aria gelida che tira in quei borghi e arriva nel cuore insieme al Natale di ognuno di noi e soffia aria di bene e dolcezza. Daniele Di Giovanni 7

8 *5$=,( In questo mese la gente muore di freddo e si apre al cuore per il passato di chi non lo ha conosciuto. Francesco Cacciatore +29,672 Ho visto il presente prima che tramontasse, il finito prima che divenisse passato, il vecchio e il nuovo uniti in un unico vento gelido che riscalda vecchi borghi lividi di storie morte. Stela Nobre 3,&&2/(9,7( Piccole persone che vivono piccole vite. Grande è la loro concezione del Natale Che, rispecchiato nel ghiaccio, colora la semplice vita di uomini che non conoscono la felicità di questi sterili tempi. Marco Cocilova /$%8)(5$',1$7$/( Se ne è andato il Natale, quello che una volta soffiava nei nostri cuori gonfiandoli di gioia adesso soffia tra queste vie, anziane madri di quel giovane Natale. /,03266,%,/( Oggi ho sentito una sensazione diversa Che è riuscita a mettere nel mio cuore freddo un po di calore dei tempi antichi. Oggi quel che è incastrato in quelle viette di paese sperduto è solo la voglia di riavere l impossibile. Michel Morlacchetti 7251,$02$&$6$ Torniamo a casa per rifarci più forti e più soli. A casa, per non incontrare visi nuovi. A casa, per non avere più paura dei sorrisi evitati, dei saluti allontanati dei passi anonimi, delle luci ormai buie delle verità di un pazzo, di un muto, di un cieco. Torniamo a casa. Vanessa Mistretta )5(''2',0217$*1$ Nelle strade quel vento freddo che ti fa stringere forte le braccia e quelle facce felici di vecchi abbracciati alla legna, al fuoco, che ti accolgono come se ti conoscessero da sempre. Elena Liolios Luca Di Girolamo 8

9 Di Massimo Casciani Ho letto l avviso del Comune relativo alla costruzione di nuovi loculi cimiteriali, sia nel capoluogo Torricella, che nelle frazioni, e quindi, presumo, anche ad Oliveto. Devo confessare che la notizia non mi sembra molto bella, non perché ci ricorda che tutti dobbiamo morire, ma perché questi nostri paesi stanno diventando delle necropoli, cioè città dei morti, con un impatto sul paesaggio di non poco conto. Molti di voi penseranno che se la gente muore da qualche parte bisognerà pure seppellirla: per carità, è vero! Ma le cose non stanno proprio così. Anzitutto gli amministratori comunali di turno devono avere il coraggio di impedire, con apposite deliberazioni, che vengano tumulati individui che non sono residenti nel Comune; so benissimo di ferire la sensibilità di molte persone, ma se si ammette una sola eccezione bisogna poi ammetterne altre. Questo deve diventare un principio indiscutibile, altrimenti tutti quelli che hanno un qualche legame con Oliveto vogliono il loro piccolo appartamentino nel nostro Cimitero, che diventerà sempre più grande. Un altro importante principio che dovremmo avere il coraggio di mettere in pratica è quello di riutilizzare i vecchi loculi abitati da tanti anni: laddove le norme lo consentano, i parenti dovrebbero farsi ospitare da qualche antenato disposto a fare spazio: come si dice, dove entra uno ce ne stanno pure due! Sono del parere che si debbano conservare alcune belle lapidi, con foto ormai molto vecchie, scritte in un italiano superato, per non perdere un certo legame con chi ci ha preceduto. Credo anche che si dovrà cominciare a considerare l eventualità soprattutto nelle città che scoppiano di case e di tombe di ricorrere con più frequenza alla cremazione: in fondo si tratta solo di anticipare di qualche tempo il ritorno in polverephphqwrkrprtxldhvsxoylvhw LQSXOYHUHPUHYHUWHULV (ricordati che sei polvere e in polvere tornerai). Chi avesse remore di ordine religioso sappia che il Codice di diritto canonico afferma: << devono essere privati delle esequie ecclesiastiche coloro che scelsero la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla fede cristiana >> (canone 1184); quindi se si crede alla risurrezione dei corpi, ma si chiede la cremazione, soprattutto per motivi di igiene e di spazio, non si incorre nel rifiuto delle esequie. Una curiosità: si dovrebbero negare i funerali e tutte le Messe esequiali anche agli altri peccatori manifesti: concubini (cioè chi convive senza aver contratto il Matrimonio-Sacramento, o ha contratto solo il matrimonio civile), chi ha praticato o ha formalmente collaborato all aborto, omicidi e apòstati, eretici e scismatici notori, cioè che hanno abbandonato la fede o hanno aderito ad altre fedi. Al canone si dice: <<La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di 9

10 seppellire i corpi dei defunti; tuttavia non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla fede cristiana>>. Sono pienamente consapevole del fatto che, al momento della distribuzione del giornalino, già ci sarà la coda in Municipio per prenotarsi e accaparrarsi un posto che non sia troppo al freddo o all umido, che stia vicino a qualche parente o altre sciocchezze; non ho certo la pretesa di cambiare la mentalità di nessuno. Ma l Amministrazione Comunale farebbe bene a disciplinare in maniera più restrittiva la possibilità, per coloro che non sono più residenti o che addirittura non lo sono mai stati, di essere sepolti in Oliveto. Spero anche vivamente che si scriva la parola fine al pessimo uso di costruire Cappelle di famiglia, perché richiedono un cospicuo supplemento di spazio e perché dànno àdito alla convinzione che vi siano distinzioni in morte, così come ci sono state in vita. Nella celeberrima A Livella di Totò, il Marchese si lamenta di avere come vicino il netturbino Gennaro Esposito, il quale:<< a morte o ssai ch er è, è na livella: nu Re, nu Magistrate, nu grann omm, trasènno stu cancello ha fatto o punto, che ha perso tutto: a vita e pure o nomme, tu non t ha fatto ancora chisto conto, perciò stamme a sentì, non fa o restìo, suppuortame vicino, ca te mpuorta, sti paiacciate e fanno solo i vivi, nui simmo seri, appartenimmo a morte>>. M.C. /,5$81$6725,$/81*$0,//(11,. Per trovare le origini della lira bisogna tornare indietro nel passato fino ad arrivare ai tempi dell antica Roma. Carlo Magno adottò per primo il termine lira, che deriva da libra, un unità di misura pari a 325 grammi, per creare un nuovo sistema monetario. Le prime lire, nel lontano A.D ,si dividevano in 20 soldi e in 240 denari. Quattro secoli più tardi, nel 1200 ogni Comune iniziò ad usare la propria lira. Fecero così la loro comparsa sul mercato le lire veneziane, milanesi, fiorentine e genovesi e, successivamente, anche le lire austriache nel Lombardo-Veneto e quelle coniate dallo stato della Chiesa. Il 24 agosto 1862, per la prima volta circolò ufficialmente la prima lira dell Italia Unita, divisa in 100 centesimi: era bimetallica ed aveva un valore pari a 4,5 grammi d argento e 0, d oro. Quando negli anni trenta, tutta l Italia canticchiava se potessi avere mille lire al mese, un operaio guadagnava tra le 120 e le 150 lire a settimana, mentre un impiegato ne prendeva 200. Ma la liretta, questo il nomignolo che fu affibbiato alla monete nazionale, negli anni Settanta, tra una guerra e l altra, tra alti e bassi, raggiungeva il poco invidiato primato della svalutazione, 10

11 facendo compagnia alle altre colleghe europee. Carlo Azelio Ciampi, nel 1994, fece l ultimo tentativo di arrivare alla lira cosiddetta pesante, con la conseguente reintroduzione dei centesimi. Ma fu un nulla di fatto. Ma i centesimi gli italiani li vedranno presto, solo che saranno in EURO. E dopo oltre mille anni di onorata carriera, il 28 febbraio 2002 la lira dovrà definitivamente cedere il posto all Euro. 7877( /( 7$33( '(//$ 021(7$ 81,&$. Nasce la CEE, Comunità Economica Europea, con il trattato di Roma. Vengono sanciti principi quali la libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi, dei capitali. Vengono stabilite norme comuni per quel che riguarda le dogane, la concorrenza, la fiscalità. Vengono creati il Parlamento Europeo, il Consiglio Europeo, la Corte dei Conti Europea e la Corte di Giustizia Europea. Entra in funzione lo SME, Sistema Monetario Europeo, voluto per ridurre le due fluttuazioni delle valute entro una determinata banda di oscillazione sull ecu, una valuta paniere formata dalle divise europee. Il francese Jacques Delors, presidente della Commissione Europea, viene incaricato al vertice di Hannover di elaborare un piano per l Unione monetaria europea che viene approvato l anno successivo: è il primo passo verso la nascita dell euro. Con la firma del Trattato di Maastricht nasce l Unione monetaria europea. Vengono fissati i parametri che i paesi candidati devono rispettare per poter essere ammessi all unione. Nel 1994 nasce l Istituto Monetario Europeo. Raggiunto l anno precedente a Dublino l accordo sul Patto di stabilità, il 2 maggio 1998 i Quindici approvano la creazione dell euro con 11 paesi partecipanti tra i quali l Italia ( la Grecia si aggiungerà dopo). A giugno nasce la BCE, Banca Centrale Europea. Il primo gennaio 1999 vengono fissati i tassi di cambio immutabili tra le valute dei paesi aderenti all UME e la nuova moneta comune. Per la lira il tasso è 1.936,27. E diventa operativa la Banca centrale europea. Dall inizio dell anno l euro è la moneta ufficiale di scambio tra i 12 paesi di Eurolandia ( a cui aggiungere Città del Vaticano, Repubblica di San Marino e Principato di Monaco). Scatta il conto alla rovescia per la morte delle monete nazionali che avverrà il 28 febbraio. Dal 1 marzo l euro, da moneta per le operazioni finanziarie e valutarie, diventa invece una realtà per i 300 milioni di cittadini europei. Antonella Loreti 11

12 C era un paesino dove vivevano tre persone: 2JQXQR4XDOFXQRH&LDVFXQR Per evitare l abbandono e la progressiva decadenza che avanzavano era necessario fare qualcosa, anche piccole cose, ma era diventato importante fare! 2JQXQR sost eneva che 4XDOFXQR doveva f ar lo &LDVFXQR avr ebbe pot ut o f ar lo ma nessuno lo f ece 'HOODFRQVHJXHQWHGHFDGHQ]DHG DEEDQGRQR &LDVFXQR incolpò 4XDOFXQR per ché nessuno f ece ciò che 2JQXQR pot eva f ar e!.. Quando ho letto questa storiella ho pensato a quante volte in paese, è stato detto QRQqFRPSLWRPLR Con questa motivazione abbiamo lasciato che ogni cosa fosse affidata a qualche IHVVR se non addirittura al caso. Il decadimento e l abbandono non avranno il sopravvento ad Oliveto se: 2JQXQR FRQWULEXLUj SHU UHDOL]]DUH TXHOOR FKH GRYUHEEH IDUH 4XDOFXQR FRVLFFKp ILQDOPHQWH &LDVFXQR SRWUj JRGHUHGHLEHQHILFLUDJJLXQWL E perché credo fermamente in questo che, nella funzione di Consigliere della Pro Loco per la vivibilità del paese, ritengo corretto informare gli Olivetani GL)UDQFR3DOPD sui risultati di quanto mi ero proposto di realizzare. Nell agosto del 2001, dopo aver effettuato un sondaggio di opinioni nel paese (FRQWXWWLLPDUJLQLGLDWWHQGLELOLWj GHL VRQGDJJL) e dopo aver ottenuto l accordo del Sindaco Silvana Gentili, con l architetto del Comune sono stati valutati alcuni interventi possibili per realizzare in paese dei luoghi di incontro. Si è parlato: della piazza della Chiesa; - dei presunti giardini prima dell arco; di piazza della bottega; di piazza della Croce; dello spazio antistante le vecchie scuole. Gli interventi di maggiore fattibilità risultarono essere i seguenti: Piazza della bottega: spostamento del parcheggio riservato ai portatori di handicap all inizio della discesa verso Piazza della Croce FLUFD PHWUL per consentire la realizzazione di un area di 20 mq. Delimitata da fioriere e su cui sistemare delle panchine; Piazza della Croce: portare in piano una superficie di circa 50 mq. (FRPSUHQGHQWH OD FDELQD WHOHIRQLFD H OD IRQWDQHOOD) delimitata da ringhiere in ferro. Attrezzare l area con tavoli e sedie per favorire i giochi da tavolo e creare un punto di incontro; 12

13 delimitare intorno alla Croce un area di circa 10 mq. Recintata da una ringhiera attrezzata in modo da valorizzare la Croce. Dopo diversi contatti, (VLDPR DUULYDWL RUPDL D 1DWDOH) lo schema trasmesso al Comune per l avvio dello studio di fattibilità si è fermato (VXTXDOHWDYROR" Dalla data del 6 febbraio 02, dopo ripetute visite in Comune e colloqui intercorsi, ho ricevuto sempre risposte negative e motivazioni ogni volta diverse «VL GHYH ULXQLUH OD *LXQWD «QRQ q SRVVLELOH ODYRUDUH QHO FHQWUR VWRULFR«QRQVLSRVVRQRPHWWHUHWDYROLQL HWF«e non ho mai avuto una motivazione realistica di fronte alla quale sarebbe stato opportuno arrendersi. L arretramento rispetto alla iniziale disponibilità è evidente. Perché? Perché non autorizzare un opera che nel generale decadimento del paese non poteva che essere un miglioramento e non avrebbe comportato impegni economici? Ancora non lo so ed è ancora mia intenzione cercarne le motivazioni, perché è per promuovere le iniziative volte a migliorare l immagine di Oliveto che ho assunto la carica attuale di Consigliere della Pro Loco per la vivibilità del paese ed è per questo che, se vorrete, continuerò a farlo. Fatemi conoscere la vostra opinione in qualunque modo. )3 Di Massimo Casciani Non vi preoccupate, non si tratta di una ricetta! Anche perché ci sarebbe poco da dire su come prepararsi una merenda con questi semplici e gustosi ingredienti. Si tratta solo dei tre punti che vorrei affrontare in questo colloquio con voi. Un titolo alternativo a questo potrebbe essere: 4XHVWLRQLGLLGHQWLWjFXOWXUDOH, ma sarebbe stato poco attraente. 3$1( È l alimento che ogni giorno nutre milioni di persone e che non ne nutre molti di più. Esso rappresenta la semplicità, l essenzialità, ma anche la necessità del nutrimento quotidiano; fuor di metafora potremmo dire che ci richiama quei valori genuini, immutabili, fondamentali della cultura di un singolo popolo: l onestà, la solidarietà, la laboriosità, il senso del sacro, l attaccamento alla propria terra e alla famiglia. Certo, il pane non è un alimento succulento, non è una leccornia, sono rare le persone golose solo di pane. %8552 Ecco, allora, che si ricorre a qualche altro ingrediente come il Burro: un alimento che da solo non può essere mangiato, anzi risulta un po disgustoso; è pure un tantino pesante, se si esagera fa venire qualche brufolo, se non addirittura il mal di stomaco. Potremmo dire che rappresenta quella parte della vita che ci spinge a trasgredire; sappiamo che fare una cosa è sbagliato, ma la facciamo lo stesso; ci fa male, ma 13

14 non possiamo farne a meno. È la tentazione di scegliere il godimento di un attimo in barba a tutti i buoni princìpi. 0$50(//$7$ Dolciastra, gelatinosa, succulenta, la spalmiamo volentieri sul pane e sul burro fin quasi ad annullare il sapore del pane che rimane un semplice supporto: non spalmiamo tanto la marmellata per mangiare il pane, quanto piuttosto mangiamo il pane per degustare meglio la marmellata. Essa rappresenta tutto quell insieme di proposte, di notizie, di valori, di disvalori, di bene e di male che ogni giorno ci viene propinato dalla Televisione soprattutto, ma anche dai giornali e principalmente da Internet. Tutti hanno da dire qualcosa, da insegnare qualcos altro, da vendere, da condividere. Per intenderci, in una marmellata di frutti di bosco non si distinguono più le more dai lamponi, i mirtilli dai ribes. È l immagine della nostra società: un grosso impasto, una melassa, in cui è difficile capirci qualche cosa. Perché, dunque, questioni di identità culturale? Perché, ormai, la nostra merenda sarà sempre più ricoperta di vari strati di marmellate. Siamo ad un bivio: o scegliamo di lasciarci sommergere dalla marmellata, assorbendo acriticamente tutto quello che ci viene proposto, oppure cerchiamo di capirci qualche cosa, per scartare quello che non corrisponde alla nostra identità culturale, accogliendo solo ciò che ci sentiamo di fare nostro. Ma quest ultima operazione è molto più complicata e impegnativa della prima. Faccio qualche esempio: se in televisione mi somministrano le solite schifezze, avere il coraggio di scegliere anche di spegnere il televisore, se ciò che vedo non corrisponde alla mia indole e alla mia sensibilità. Se questa società mi offre modelli di vita che non corrispondono alla mia visione del mondo, non posso farli miei perché tutti fanno così: l omologazione e il conformismo accettati supinamente deprivano della capacità di discernere, di criticare, di scegliere. Questo vale per i giovani, ma anche per gli adulti che vogliono sembrare a tutti i costi al passo con i tempi. Non ce ne rendiamo conto, ma il martellamento su certe cose finisce per convincerci che queste siano giuste o sbagliate indipendentemente dal nostro pensiero. Ormai fondiamo la nostra identità solo sull adesione a una squadra di calcio che siamo disposti a difendere con veemenza; poi però su questioni molto serie come quelle relative alla clonazione, al tipo di famiglia, di scuola, siamo pronti a fare ogni genere di sconto, a dimenticare chi siamo, a concedere ampie variazioni sul tema, perché altrimenti non siamo aggiornati, siamo superati. Soltanto il recupero di valori fortemente radicati nella nostra storia può costituire la bussola per orientare le nostre scelte; sbarazzarci di tutto quello che ci è stato tramandato potrebbe essere molto rischioso. Rispettare le idee degli altri non vuol dire necessariamente farle proprie, conoscerle non significa condividerle, apprezzarle non comporta praticarle. La nostra debole adesione a certi princìpi alimenta la generale convinzione che ognuno possa fare quello che gli pare. Così va il mondo! 14

15 /(58%5,&+( &H7HQLVVL Per chi cer ca biciclet t e, aghi, spilli, specchi, occhiali per i vecchi... &H7HQHUULD Per chi vuole vender e qualcosa che non vuole lasciar e inut ilizzat o. 0HGj 0SLFFLX Se pr opr io non ne puoi più, di quella cosa dove inciampi t ut t e le volt e in cant ina, pr ima di but t ar la via r egalala!!! Per pubblicar e la t ua inser zione, è f acile: bast a lasciar e nella casset t a della post a della Pr o - Loco un f oglio con il t est o, con nome, cognome, via dell abit azione (possibilment e ad Olivet o) e t elef ono. I n alt er nat iva è possibile Scr iver e una e- mail all indir izzo SURORFRROLYHWR#WLVFDOLQHWLW, o t elef onar e al numer o lasciando det t o alla segr et er ia. Ce Tenissi... ) SECONDO AVVI SO Vor r emmo r ipr ist inar e le lunghe pr ocessioni di una volt a. Per quest o st iamo r accogliendo i camici della pr ocessione da color o che non ne f anno più uso. Anche per le f iglie di Mar ia, che sono sempr e meno, ci sar anno ut ili i vest it i di pr ima comunione, di color o che vor r anno donar li alla par r occhia. Gli indument i possono esser e lasciat i in chiesa, chiedendo a 7HUHVD3RUILOL (in Piazza della Chiesa).,O&RPLWDWR'HL)HVWHJJLDPHQWL - (OHRQRUD)DEUL]L 15

16 ) La Pr o Loco necessit a di scaf f alat ur e e ar madi, per la miglior e sist emazione dei pr opr i ar chivi, e dei molt i mat er iali necessar i alle var ie at t ivit à. Chi vuole cont r ibuir e con qualcosa di adat t o allo scopo, ce lo segnali: penser emo noi al t r aspor t o. ULYROJHUVLDLFRQVLJOLHULGHOOD 3UR/RFR Ce Tenerria... Me dà Mpicciu!!! n 5HJDOR Mot or ino Met r opolis, cor r edat o di par abr ezza e baulet t o, f er mo da 3 anni + t est at a nuova complet a or iginale 50cc. )DEUL]LR)DFFKLQL9LDERUJR7HORUHVHUDOL UN BENVENUTO A - *,1(95$ GL/XFDQWRQL'DQLOD H(UFRODQL&ULVWLDQR CI HA LASCIATO ¾)DEUL]L'DPLDQR 16

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