leggi, scrivi e condividi le tue 10 righe dai libri

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "leggi, scrivi e condividi le tue 10 righe dai libri http://www.10righedailibri.it"

Transcript

1 leggi, scrivi e condividi le tue 10 righe dai libri

2 Della stessa autrice abbiamo già pubblicato: Highlander. Amori nel tempo Highlander. Torna da me Di prossima pubblicazione: Il mistero del talismano perduto Prima edizione: gennaio 2012 Titolo originale: Darkfever 2006 by Karen Marie Moning 2012 by Sergio Fanucci Communications S.r.l. Il marchio Leggereditore è di proprietà della Sergio Fanucci Communications S.r.l. via delle Fornaci, Roma tel Indirizzo internet: This translation published by arrangement with Delacorte Press, an imprint of The Random House Publishing Group, a division of Random House, Inc. All right reserved. Proprietà letteraria e artistica riservata Stampato in Italia Printed in Italy Tutti i diritti riservati Progetto grafico: Grafica Effe

3 Karen Marie Moning I segreti del libro proibito

4 ANeil, che mi ha tenuta per mano per entrare insieme nella Zona Oscura.

5 When the walls come tumblin down When the walls come crumblin crumblin... JOHN COUGAR MELLENCAMP, Crumblin Down

6 Prologo La mia filosofia è alquanto semplice: qualsiasi giorno in cui nessuno tenta di uccidermi per me è un buon giorno. Ultimamente non ho avuto molti giorni buoni. Non da quando i muri che separano l Umano dal Fatato sono crollati. Prima che Il Patto fosse siglato tra Umani ed Esseri Fatati (intorno al a.c., per chi non conosce la storia del Popolo Fatato) i Cacciatori Unseelie ci davano la caccia per ucciderci come animali. Ma Il Patto proibì agli Esseri Fatati di versare sangue umano, perciò nei successivi seimila anni, secolo più secolo meno, quelli dotati della Vera Visione persone come me che non si lasciano ingannare né dal fascino né dalla magia degli Esseri Fatati erano ridotti in cattività e tenuti prigionieri fino alla morte nel Paese Fatato. Che grande differenza: morire o restare bloccati nel Mondo Fatato per tutta la vita. Adifferenza di altri che conosco, io non subisco l incantesimo degli Esseri Fatati. Avere a che fare con loro è come affrontare una qualsiasi dipendenza: se ti arrendi, ti posseggono; se resisti, non riusciranno mai ad averti. Ora che i muri sono caduti, i Cacciatori cercano nuova- 11

7 mente di ucciderci. Vogliono eliminarci neanche fossimo la peste su questo pianeta. Aoibheal, la Regina della Luce Seelie, non è più sul trono. In realtà nessuno sembra sapere più dove sia e alcuni cominciano a chiedersi se sia ancora viva. Dalla sua scomparsa, Seelie e Unseelie hanno portato la loro sanguinosa guerra in tutto il nostro mondo e, a costo di apparire sfiduciata e pessimista, penso che gli Unseelie stiano avendo decisamente la meglio sui loro fratelli più buoni. Il che è davvero, ma davvero una brutta cosa. Non che i Seelie mi piacciano di più. Proprio no. A mio parere, l unico Essere Fatato buono è quello morto. È solo che i Seelie non sono pericolosamente letali come gli Unseelie. Loro non ci uccidono a vista. Loro ci usano per uno scopo preciso. Il sesso. Pur considerandoci a malapena esseri senzienti, a letto ci apprezzano notevolmente. Quando hanno finito con una donna, per lei è un gran problema. È qualcosa che le entra nel sangue. Fare sesso non protetto con un Essere Fatato risveglia nella donna un frenetico appetito sessuale per qualcosa che non avrebbe mai dovuto cominciare a fare e che non riuscirà mai a dimenticare. Le occorre molto tempo per riprendersi, ma almeno è viva. Il che si traduce nella possibilità di lottare un altro giorno. Di tentare di riportare il nostro mondo nelle condizioni di un tempo. Di rispedire quei bastardi fatati nel dannato inferno da cui provengono. Tutto ha avuto inizio come iniziano le cose in genere. Non in una notte buia e tempestosa. Non preannunciato da minacciose colonne sonore tipo ecco-che-arriva-il-cattivo, né da sinistri ammonimenti sul fondo di una tazza da tè e nemmeno da terrorizzanti presagi in cielo. 12

8 Tutto è cominciato in sordina, in maniera innocua, come avviene di solito con le catastrofi. Una farfalla batte le ali da qualche parte e il vento cambia, un fronte caldo si scontra con uno freddo a largo della costa dell Africa occidentale e in men che non si dica ecco approssimarsi un uragano. Quando ci rendemmo conto della tempesta in arrivo, era ormai troppo tardi per fare qualcosa eccetto inchiodare assi alle finestre e tentare di limitare i danni. Mi chiamo MacKayla. Abbreviato in Mac. Sono una veggente sidhe, verità che ho accettato solo di recente e con estrema riluttanza. Là fuori eravamo più di quanti si pensasse. Il che è una cosa dannatamente buona, anche. Noi siamo quelli che limitano i danni. 13

9 1 Un anno prima... 9 luglio, Ashford, Georgia Trentaquattro gradi e mezzo. Novantasette percento di umidità. D estate qui nel Sud fa un caldo pazzesco, ma vale la pena sopportarlo in cambio di inverni tanto brevi e miti. Le stagioni, i vari climi, mi piacciono un po tutti. So apprezzare una nuvolosa, piovigginosa giornata autunnale l ideale per raggomitolarsi a leggere un buon libro tanto quanto un azzurro e terso cielo estivo, anche se non vado pazza per la neve e il ghiaccio. Non so come facciano gli abitanti del Nord a sopportarli. Tuttavia immagino che sia un bene che ci riescano, altrimenti scenderebbero tutti in massa qua da noi. Abituata alla soffocante calura meridionale, me ne stavo distesa sul bordo della piscina nel cortile posteriore della casa dei miei genitori, con addosso il mio bikini preferito a pois rosa che si abbinava perfettamente alla mia nuova manicure e pedicure rosa della serie in-realtà-non-sono-unacameriera. Ero sdraiata su un lettino coperto da un materassino, con i lunghi capelli biondi avvolti in un appuntito nodo 14

10 sulla testa, un acconciatura con la quale in realtà speri nessuno ti possa mai vedere. Mamma e papà erano andati in vacanza, per festeggiare il loro trentesimo anniversario di matrimonio con una crociera di ventuno giorni da un isola all altra dei tropici, iniziata due settimane prima a Maui e destinata a concludersi il weekend successivo a Miami. In loro assenza curavo devotamente la mia abbronzatura, concedendomi rapidi bagni nelle schiumose, fresche acque del mare, sdraiandomi al sole per asciugare le gocce d acqua sulla pelle, desiderando che mia sorella Alina fosse lì con me per passare un po di tempo insieme e magari invitare qualche amico. L ipod inserito nel Sound-Dock Bose di papà trasmetteva allegramente dal patio la compilation che avevo scelto specificatamente per prendere il sole in piscina, composta da un centinaio di singoli degli ultimi decenni più qualche brano di quelli che mi facevano sorridere, musica felicemente spensierata per trascorrere un po di tempo felicemente e spensieratamente. Al momento suonava una vecchia canzone di Louis Armstrong: What a Wonderful World. Per essere una che appartiene a una generazione che considera cool essere cinici e disincantati, a volte esco dal seminato. Oh, al diavolo! Avevo a portata di mano un bicchierone di tè dolce e ghiacciato e anche il telefono, nel caso che mamma e papà sbarcassero prima del previsto. In teoria non avrebbero dovuto raggiungere l isola successiva prima dell indomani, ma già due volte la nave aveva attraccato in anticipo sul programma. Dato che qualche giorno prima avevo accidentalmente fatto cadere il cellulare in piscina, mi portavo dietro il cordless in modo da non perdere nessuna chiamata. Il fatto era che i miei genitori mi mancavano da morire. All inizio, vedendoli partire, la prospettiva di stare da sola mi aveva entusiasmato. Vivo con loro e a volte il trambusto 15

11 trasforma casa in una sorta di Grand Central Station, con le amiche di mamma, i compagni di golf di papà, le signore della chiesa in visita, intervallati dai figli dei vicini che fanno irruzione con una scusa o con l altra, adeguatamente vestiti in calzoncini da bagno... diamine, una mossa astuta per scroccare un bagno? Ma trascorse due settimane di tanto agognata solitudine, non ne potevo più. La casa, in genere caotica, sembrava dolorosamente silenziosa, soprattutto di sera. Intorno all ora di cena mi sentivo completamente persa. Oltre che affamata. Mamma è una cuoca eccezionale, mentre io m ingozzavo di pizza, patatine e mac and cheese. Non vedevo l ora di gustare il suo pollo fritto, il purè, le erbette in padella e la crostata di pesche con la panna fatta in casa. Mi ero persino preoccupata di acquistare in anticipo tutti gli ingredienti necessari. Amo mangiare. Fortunatamente non si vede. Ho un bel seno e un bel sedere, ma vita sottile e cosce magre. Merito di un metabolismo che funziona bene, anche se mamma dice: «Sì, aspetta di arrivare a trent anni. E poi a quaranta e a cinquanta.» Al che papà ribatte: «C è più da amare, Rainey.» E lancia a mamma un occhiata che mi costringe a concentrarmi con tutte le forze sulla prima cosa che capita. Qualsiasi cosa. Adoro i miei genitori, ma questo loro comportamento diventa un EDI, ovvero un Eccesso Di Informazioni. Tutto sommato, vivo una vita felice, a parte il sentire la mancanza dei miei e il contare i giorni che mancano al rientro di Alina dall Irlanda, due problemi comunque temporanei e presto risolti. A breve, la mia esistenza tornerà a essere perfetta come prima. Che l essere troppo felice stuzzichi il Fato a recidere uno dei fili più importanti che tengono insieme la tua vita? Quando il telefono squillò, pensavo fossero i miei genitori. Così non fu. 16

12 ** * Buffo come un atto minuscolo, insignificante, ripetuto decine di volte al giorno, possa trasformarsi in una linea di demarcazione. Il sollevare un telefono. Il premere un tasto. Prima che lo facessi per quanto ne sapevo mia sorella Alina era ancora viva. Nel momento in cui schiacciai il tasto, la mia vita si divise in due epoche ben distinte: Prima della chiamata e Dopo la chiamata. Prima della telefonata, non sapevo che uso fare del termine demarcazione, una di quelle parole che conoscevo solamente perché ero un avida lettrice. Prima, mi lasciavo trasportare nella vita da un momento felice all altro. Prima, pensavo di sapere tutto. Credevo di sapere chi ero, che posto occupavo nel mondo ed esattamente che cosa mi riservava il futuro. Prima, pensavo di avere un futuro. Dopo, cominciai a scoprire che in realtà non sapevo nulla di nulla. Aspettai per due settimane, dal giorno in cui appresi che mia sorella era stata assassinata, che qualcuno facesse qualcosa qualsiasi cosa oltre a seppellirla dopo un funerale a cassa chiusa, ricoprirla di rose e affliggersi. Piangere non l avrebbe fatta tornare e di certo non mi faceva cambiare idea sulla persona che l aveva ammazzata e che se ne andava in giro da qualche parte, soddisfatto della sua visione psicotica, mentre mia sorella giaceva gelata e bianca sotto due metri di terriccio. Quelle settimane rimarranno per sempre annebbiate per me. Piansi per tutto il tempo, con la visione e la memoria offuscate dalle lacrime. Le mie erano lacrime involontarie. Era la mia anima a gocciolare e gemere. Alina non era soltanto mia 17

13 sorella: era anche la mia migliore amica. Sebbene negli ultimi otto mesi fosse andata a studiare al Trinity College di Dublino, comunicavamo incessantemente via mail e ci sentivamo al telefono almeno una volta alla settimana, confidandoci su tutto, senza avere segreti. O almeno così credevo. Ragazzi, non mi ero mai sbagliata tanto. Immaginavamo di prendere un appartamento insieme appena fosse rientrata. Progettavamo di trasferirci in città, dove finalmente avrei pensato seriamente al college e Alina avrebbe lavorato al suo dottorato nella stessa università di Atlanta. Non era un segreto che quella ambiziosa in famiglia fosse mia sorella. Da quando mi ero diplomata alle superiori, ero stata più che contenta di lavorare come cameriera al Brickyard quattro o cinque sere alla settimana, di vivere con i miei, di conservare la maggior parte dello stipendio e di seguire il minor numero possibile di lezioni della locale Pudunk University (una o due a semestre, e corsi tipo Come usare internete L etichetta del viaggiatorenon soddisfacevano i miei vecchi) in modo da fornire a mamma e papà la ragionevole speranza che un giorno mi sarei laureata e avrei trovato un lavoro vero nel mondo reale. Tuttavia, ambizione a parte, al ritorno di Alina progettavo realmente di mettere la testa a posto e di apportare qualche grosso cambiamento nella mia vita. Quando l avevo salutata mesi prima in aeroporto, il pensiero che avrei potuto non rivederla mai più viva non mi era nemmeno passato per la testa. Alina era una certezza, esattamente come l alba e il tramonto. Era felice. Aveva ventiquattro anni e io ventidue. Avremmo vissuto per sempre. I trenta erano lontani anni luce. I quaranta non erano nemmeno nella stessa galassia. La morte? Ah ah. La morte era destinata alla gente molto vecchia. Per niente. Dopo due settimane, l annebbiata cortina di lacrime co- 18

14 minciò a sollevarsi un poco. Il dolore no, quello rimaneva. Sono convinta di avere espulso dal corpo tutto il liquido che non era assolutamente necessario per mantenermi in vita. E la rabbia irrigava il mio animo disseccato. Volevo delle risposte. Volevo fosse fatta giustizia. Volevo vendetta. Ma sembravo essere l unica. Qualche anno prima avevo seguito un corso di psicologia nel quale si diceva che la gente affronta la morte superando i vari stadi del dolore. Io non mi ero crogiolata nell intontimento della negazione che dovrebbe essere la prima fase. In un attimo ero schizzata dallo stordimento alla sofferenza. Con mamma e papà lontani, ero quella che doveva identificare il corpo. Non era stato facile e in nessun modo avrei potuto negare che Alina fosse morta. Dopo due settimane, ero in piena fase rabbia. In teoria la successiva sarebbe stata quella della depressione, seguita poi, salute permettendo, dall accettazione. Scorgevo già i primi segni di accettazione in quelli che mi circondavano, come se fossero passati direttamente dall obnubilamento alla sconfitta. Parlavano di atti casuali di violenza. Dicevano la vita continua. Sostenevano la polizia sa cosa fare. Siamo in buone mani. Io non ero così positiva. Nemmeno mi fidavo della polizia irlandese. Accettare la morte di Alina? Mai. «Non ci andrai, Mac, punto e basta.» Mamma era in piedi davanti al bancone della cucina, con uno strofinaccio sulla spalla, un vivace grembiule rosso e giallo con stampati sopra bianchi fiori di magnolia legato in vita, e le mani imbiancate di farina. Infornava. Cucinava. Puliva. Infornava ancora. Era diven- 19

15 tata un vero e proprio diavolo di Tasmania della vita domestica. Nata e cresciuta nel profondo Sud, quella era la sua maniera di far fronte all accaduto. Quaggiù, le donne si rifugiano nel nido come chiocce quando la gente muore. Fanno così. Discutevamo da un ora. La sera prima, la polizia di Dublino aveva chiamato per comunicarci che con grande rammarico, a causa della mancanza di prove, alla luce del fatto che non disponeva di un solo indizio e di nessun testimone, non aveva nulla su cui indagare. In pratica, ci annunciavano ufficialmente che non gli restava loro che girare l omicidio di Alina alla Divisione casi irrisolti, che chiunque con un briciolo di cervello sapeva non essere affatto una divisione, ma un semplice schedario in un archivio scarsamente illuminato e dimenticato dai più, situato in chissà quale scantinato. Nonostante l assicurazione che il caso sarebbe stato riesaminato periodicamente alla ricerca di nuove prove, che nulla sarebbe stato tralasciato, il messaggio suonava forte e chiaro: Alina era morta, era stata spedita nel suo Paese e non era più di loro competenza. Avevano gettato la spugna. Il tutto in un tempo record, no? Tre settimane. In soli ventuno giorni. Era inconcepibile! «Puoi scommetterci quello che vuoi che se vivevamo lì non avrebbero rinunciato così in fretta» dissi amaramente. «Questo non puoi saperlo, Mac.» La mamma si tolse una ciocca di capelli biondo cenere dagli occhi azzurri cerchiati di rosso per il pianto, lasciando un velo di farina sul sopracciglio. «Dammi la possibilità di scoprirlo.» Le labbra si strinsero a formare una sottile linea bianca. «Assolutamente no. Ho già perso una figlia in quel Paese. Non intendo perderne un altra.» Impasse. Eravamo ferme a questo punto sin dalla colazio- 20

16 ne, quando avevo annunciato la mia decisione di prendermi del tempo per andare a Dublino a scoprire cosa aveva fatto realmente la polizia per far luce sull omicidio di Alina. Avrei chiesto una copia del fascicolo e fatto il possibile per motivarli a proseguire le indagini. Avrei dato un volto e una voce una voce forte e speravo molto persuasiva alla famiglia della vittima. Nessuno mi toglieva dalla testa che se mia sorella avesse avuto un suo rappresentante a Dublino, le forze dell ordine avrebbero preso più sul serio il caso. Avevo tentato di spingere papà ad andare, ma al momento non c era modo di raggiungerlo, perso com era nel suo dolore. Nonostante io e Alina avessimo visi e corporature differenti, il colore dei capelli e quello degli occhi erano identici e le poche volte che mio padre mi aveva guardato ultimamente, sul volto gli era comparsa un espressione che mi aveva fatto desiderare di essere invisibile. O bruna con gli occhi marroni come lui, anziché bionda con colpi di sole e con gli occhi verdi. All inizio, dopo il funerale, si era buttato a capofitto nell azione, facendo telefonate interminabili, contattando e parlando con tutti. L ambasciata si era dimostrata gentile, ma l aveva indirizzato all Interpol. L Interpol l aveva tenuto occupato per qualche giorno mentre valutava la situazione prima di rimandarlo diplomaticamente al punto di partenza: la polizia di Dublino. Il corpo di polizia di Dublino non aveva mai vacillato: nessuna prova, niente indizi, nulla su cui indagare. Se la cosa non la convince, signore, si rivolga alla sua ambasciata. Allora aveva telefonato alla polizia di Ashford... No, loro non potevano andare in Irlanda per occuparsi della faccenda. Aveva contattato di nuovo la polizia di Dublino... Erano sicuri di avere interrogato proprio tutti gli amici, i compagni di studio e i professori di Alina? Non avevo dovuto sentire le repliche a quella domanda dall altra parte della linea per sapere che la polizia di Dublino cominciava a irritarsi. 21

17 Alla fine si era rivolto a un vecchio amico del college che ricopriva un importante quanto segreta carica governativa. La risposta dell amico quale fosse sia stata lo aveva sgonfiato del tutto. Da allora si era chiuso la porta alle spalle, si era allontanato da noi. Il clima era decisamente cupo in casa Lane, con mamma che sembrava un tornado in cucina e papà un buco nero nel suo studio. Non potevo starmene ferma all infinito in attesa che si riprendessero. Perdevamo tempo e la pista si raffreddava sempre più. Se si poteva fare qualcosa, bisognava farlo subito, e dovevo essere io a muovermi. Dissi: «Io vado e non m importa se siete d accordo o no.» Mamma scoppiò in lacrime. Sbatté la pasta che stava lavorando sul piano dell armadietto e corse fuori dalla cucina. Dopo un minuto, sentii la porta della camera da letto sbattere. Una cosa che non riesco ad affrontare sono le lacrime di mia madre. Come se non avesse pianto abbastanza ultimamente, ero appena riuscita a scatenare un altra crisi. Mi precipitai fuori e scivolai di sopra, sentendomi la schifezza più schifezza sulla faccia della terra. Mi tolsi il pigiama, feci la doccia, mi asciugai i capelli e mi vestii, poi rimasi ferma in piedi nel corridoio per qualche istante, completamente smarrita, con gli occhi fissi sulla porta chiusa della stanza di Alina. Quante migliaia di volte ci chiamavamo a vicenda in un solo giorno, quante altre bisbigliavamo di notte, svegliandoci l un l altra per essere confortate dopo un brutto sogno? Ora mi dovevo rincuorare da sola se avevo degli incubi. Controllati, Mac. Mi scossi da quel torpore e decisi di andare al campus. Stando a casa, rischiavo di essere risucchiata anch io dal buco nero il cui diametro lo percepivo chiaramente si allargava in maniera esponenziale. Mentre mi dirigevo in centro in macchina, mi rammentai che il cellulare era finito in piscina Dio, ma era veramente 22

18 successo tutte quelle settimane prima? e decisi di fermarmi in un centro commerciale per acquistarne uno nel caso i miei avessero avuto necessità di parlarmi mentre ero fuori. Sempre che si accorgessero che ero uscita. Giunta al negozio, comprai il Nokia più a buon mercato che avevano, feci disattivare la scheda vecchia e attivare la nuova mantenendo il mio numero. Una volta acceso il telefono, scoprii di avere quattordici nuovi messaggi, un vero record per me. Difficile definirmi una gran compagnona. Non sono una di quelle sempre attaccate al telefono o fissate col servizio recall. Anzi, l idea di essere così facilmente rintracciabile mi fa venire la pelle d oca. Non ho un cellulare con macchina fotografica né la possibilità di inviare sms. Niente internet né radio satellitare, solo un account base, niente di più. L unico altro gadget tecnologico che mi serve è il mio fidato ipod: la musica è la mia grande evasione. Tornai in auto, avviai il motore affinché il condizionatore d aria potesse contrastare l implacabile caldo di luglio e cominciai ad ascoltare i messaggi registrati in segreteria. Vecchi, perlopiù, di amici di college o del Brickyard con i quali avevo parlato dopo il funerale. Presumo che, inconsciamente, credessi di non avere potuto usufruire della linea telefonica da qualche giorno prima della morte di Alina e nutrissi la speranza di ricevere un messaggio da lei. Speravo che mi avesse chiamato, di sentirla felice prima della sua morte. Speravo che potesse dirmi qualcosa in grado di alleviare il dolore che provavo, anche solo temporaneamente. Desideravo disperatamente sentire un altra volta la sua voce. Quando fui accontentata, quasi lasciai cadere il telefono. La voce che uscì dal minuscolo altoparlante suonava frenetica, atterrita. «Mac! Oddio, Mac, dove sei? Devo parlarti! Scatta subito la 23

19 segreteria! Perché diavolo hai spento il cellulare? Richiamami appena ascolti questo messaggio! Subito, non perdere tempo!» Nonostante l opprimente calura estiva, mi sentii raggelare sotto la pelle umidiccia. «Oh, Mac, è andato tutto storto! Pensavo di sapere quello che facevo. Pensavo che mi stesse aiutando, ma... dio, non riesco a credere di essere stata tanto stupida! Credevo di essere innamorata di lui e invece è uno di loro, Mac! È uno di loro!» Sbattei le palpebre, senza capire. Uno di loro? E poi, chi era questo lui che era uno di loro? Alina... innamorata? Impossibile! Alina e io ci dicevamo tutto. A parte qualche ragazzo con cui era uscita senza impegno nei primi mesi del trasferimento a Dublino, non aveva mai accennato a nessun altro uomo nella sua vita. E tanto meno a uno di cui si era innamorata! La voce venne rotta da un singhiozzo. Serrai con forza la mano sul telefono, come se così facendo potessi raggiungere mia sorella. Fare in modo che questa Alina restasse viva e al sicuro dal pericolo. Seguì una serie di scariche statiche e poi di nuovo la sua voce, più bassa, come se temesse che qualcuno origliasse. «Dobbiamo parlare, Mac! Ci sono tante cose che non sai. Mio dio, nemmeno sai chi sei! Avrei dovuto darti un sacco di spiegazioni, ma pensavo di riuscire a tenerti fuori finché la situazione si fosse fatta più sicura per entrambe. Sto cercando di tornare a casa,» s interruppe con una risatina amara, un suono caustico totalmente estraneo ad Alina «ma non credo che mi permetterà di lasciare il Paese. Ti chiamerò appena...» Altre scariche. Un sospiro. «Oh, Mac, arriva!» La voce si ridusse a un sussurro disperato. «Ascoltami bene! Dobbiamo trovare...» La parola che seguì pareva distorta o straniera, qualcosa simile a sci-sadu, pensai. «Dipende tutto da questo! Non possiamo permettergli di averlo! Dobbiamo 24

20 trovarlo prima noi! Lui mi ha mentito per tutto il tempo. Ora so che cos è e dove...» Silenzio. La telefonata era stata terminata. Attonita, rimasi seduta immobile cercando di dare un senso a ciò che avevo sentito. Mi dissi che forse possedevo una doppia personalità e che esistevano due Mac: una che aveva almeno qualche idea su quanto avveniva nel mondo attorno a lei e un altra il cui senso della realtà era a malapena sufficiente a farla vestire al mattino e a non farla sbagliare a infilarsi le scarpe. La Mac-coi-piedi-per-terra doveva essere morta insieme ad Alina, perché questa Mac ovviamente non sapeva un accidente della sorella. Lei si era innamorata e non me l aveva mai detto! Nemmeno accennato. E a quanto sembrava non era l unica cosa che mi aveva taciuto. Rimasi a bocca aperta. Mi sentivo tradita. Mia sorella mi teneva nascosta da mesi una parte importante della sua vita. In che guaio si era cacciata? Da quale pericolo cercava di tenermi lontano? Quando la situazione sarebbe stata più sicura per entrambe? Che cosa dovevamo trovare? Era stato l uomo di cui pensava di essersi innamorata a ucciderla? Perché oddio, perché non mi aveva detto il suo nome? Controllai data e ora della telefonata: il pomeriggio dopo la caduta in piscina del telefono. Fui assalita dalla nausea. Lei aveva bisogno di me e io non ero lì per lei. Mentre Alina cercava freneticamente di contattarmi, io oziavo al sole in giardino, ascoltando la mia compilation di spensierate canzonette, col cellulare in corto circuito abbandonato sul tavolo della sala da pranzo. Premetti cautamente il tasto Salva, poi ascoltai gli altri messaggi, con la speranza che mi avesse richiamato. Invece no. Stando a quanto detto dalla polizia, mia sorella Alina era morta approssimativamente quattro ore dopo avere cercato 25

21 di raggiungermi, anche se il corpo era stato rinvenuto quasi due giorni dopo in un vicolo. Una visione, questa, che mi sforzavo di allontanare dalla mente, ma senza riuscirci. Chiusi gli occhi e cercai di non indugiare sul pensiero di avere perso l ultima occasione di parlarle, tentai di non pensare che se avessi risposto forse avrei potuto salvarla in qualche modo. Questi pensieri rischiavano di farmi impazzire. Ascoltai di nuovo il messaggio. Che cos era uno sci-sadu? E che cosa intendeva con quel criptico nemmeno sai chi sei? Qual era il significato di quella misteriosa affermazione? Al terzo ascolto, sapevo il messaggio a memoria. Sapevo inoltre che in nessun modo potevo farlo ascoltare a mamma e papà. Oltre a spingerli ulteriormente nella depressione più profonda (sempre che fosse possibile farli stare peggio di quanto stavano), probabilmente avrebbero segregato me in camera e buttato via la chiave. Non ce li vedevo proprio a rischiare di giocarsi l unica figlia che restava loro. Ma... se andavo a Dublino e lo facevo sentire alla polizia, forse avrebbero riaperto il caso, no? Questa era indubbiamente una buona pista. Se Alina aveva un uomo, di sicuro qualcuno li aveva visti insieme da qualche parte. All università, nel suo appartamento, sul lavoro, in giro. Qualcuno doveva pur sapere chi era lui. E se questo uomo misterioso non era l assassino, di certo era la chiave per scoprirne l identità. Dopo tutto, era uno di loro. Mi accigliai. Chiunque, o cosa, fossero questi loro. 26

Roberta Santi AZ200. poesie

Roberta Santi AZ200. poesie AZ200 Roberta Santi AZ200 poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Roberta Santi Tutti i diritti riservati T amo senza sapere come, né quando né da dove, t amo direttamente, senza problemi né orgoglio:

Dettagli

- 1 reference coded [1,02% Coverage]

<Documents\bo_min_2_M_17_ita_stu> - 1 reference coded [1,02% Coverage] - 1 reference coded [1,02% Coverage] Reference 1-1,02% Coverage Sì, adesso puoi fare i filmati, quindi alla fine se non hai niente da fare passi anche un ora al cellulare

Dettagli

L idea dunque di ritrovarsi dei tutori, per di più sconosciuti, anche in vacanza, non era il massimo. Carlo però ci aveva subito tranquillizzati, ci

L idea dunque di ritrovarsi dei tutori, per di più sconosciuti, anche in vacanza, non era il massimo. Carlo però ci aveva subito tranquillizzati, ci CAPITOLO 1 La donna della mia vita Oggi a un matrimonio ho conosciuto una donna fantastica, speciale. Vive a Palermo, ma appena se ne sente la cadenza, adora gli animali, cani e cavalli soprattutto, ma

Dettagli

A mio figlio, John Edward Clements

A mio figlio, John Edward Clements A mio figlio, John Edward Clements Titolo originale: The report card Traduzione di Elisa Puricelli Guerra 2004 Andrew Clements 2005 RCS Libri S.p.A., Milano Prima edizione Bur ragazzi giugno 2014 ISBN

Dettagli

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

Racconti di me. Un regalo

Racconti di me. Un regalo 1 Racconti di me di Cetta De Luca Un regalo Io non regalo oggetti. Magari un sogno, un emozione qualcosa che rimanga nella vita di valore. A volte solo un ricordo, a volte me stessa. 2 Apparenza Tu che

Dettagli

john boyne il bambino con il pigiama a righe

john boyne il bambino con il pigiama a righe john boyne il bambino con il pigiama a righe 3 Proprietà letteraria riservata 2006 by John Boyne 2007 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-07962-4 Titolo originale dell opera: The Boy in the Striped

Dettagli

La spiaggia di fiori

La spiaggia di fiori 37 La spiaggia di fiori U na nuova alba stava nascendo e qualcosa di nuovo anche in me. Remai per un po in direzione di quella luce all orizzonte, fino a che l oceano di acqua iniziò pian piano a ritirarsi

Dettagli

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

- 1 reference coded [0,86% Coverage]

<Documents\bo_min_9_M_18_ita_stu> - 1 reference coded [0,86% Coverage] - 1 reference coded [0,86% Coverage] Reference 1-0,86% Coverage E le altre funzioni, le fotografie, o, non so le altre cose che può offrire il cellulare sono cose che

Dettagli

le #piccolecose che amo di te

le #piccolecose che amo di te Cleo Toms le #piccolecose che amo di te Romanzo Proprietà letteraria riservata 2016 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-08605-9 Prima edizione: febbraio 2016 Illustrazioni: Damiano Groppi Questo libro

Dettagli

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro ***

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** Dormi. Lo ricordavo bene il tuo sonno: fragile e immobile di notte, inquieto e sfuggente al mattino. Ho messo su il disco

Dettagli

ANYWAY - IN NESSUN MODO

ANYWAY - IN NESSUN MODO ANYWAY - IN NESSUN MODO Non voglio sapere che devo morire Non avrò bisogno di sapere che devo provare Non imparerò mai come muovermi a tempo Non riesco a sentirlo in nessun modo Non terrò gli occhi aperti

Dettagli

Luisa Mattia Sibilla nel cappello

Luisa Mattia Sibilla nel cappello Luisa Mattia Sibilla nel cappello Prima edizione settembre 2015 Copyright 2015 biancoenero edizioni srl www.biancoeneroedizioni.com Testo di Luisa Mattia Illustrazioni di Andrea Mongia Font biancoenero

Dettagli

Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali)

Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali) Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali) Al mare, verso gli undici anni, avevo fatto amicizia con un bagnino. Una cosa innocentissima, ma mia madre mi chiedeva

Dettagli

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto 330 ELENA ARMILLEI musica e si univano miracolosamente. - - caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- - occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto - informare sullo stato di tua

Dettagli

Australia. Il sogno infranto di un giovane emigrante italiano

Australia. Il sogno infranto di un giovane emigrante italiano Australia Il sogno infranto di un giovane emigrante italiano Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o luoghi e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Antonino Santamaria

Dettagli

IL GIOVANE NELLA SCUOLA PER COSTRUIRE IL FUTURO QUESTIONARIO RIVOLTO AGLI STUDENTI DELLE CLASSI PRIMA E SECONDA SUPERIORE.

IL GIOVANE NELLA SCUOLA PER COSTRUIRE IL FUTURO QUESTIONARIO RIVOLTO AGLI STUDENTI DELLE CLASSI PRIMA E SECONDA SUPERIORE. IL GIOVANE NELLA SCUOLA PER COSTRUIRE IL FUTURO QUESTIONARIO RIVOLTO AGLI STUDENTI DELLE CLASSI PRIMA E SECONDA SUPERIORE Istituto ROSMINI DOMANDA 1 Che cosa ti ha portato a scegliere la scuola superiore

Dettagli

Gaia. Il viaggio continua

Gaia. Il viaggio continua Gaia Il viaggio continua Laura Virgini GAIA Il viaggio continua Romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Laura Virgini Tutti i diritti riservati A Te che Hai reso possibile l impossibile. A Te

Dettagli

Tutto ciò che sappiamo di noi due

Tutto ciò che sappiamo di noi due Colleen Hoover Tutto ciò che sappiamo di noi due Traduzione di Giulia De Biase Proprietà letteraria riservata Copyright 2012 by Colleen Hoover Italian language rights handled by Agenzia Letteraria Italiana,

Dettagli

Copyright 2010 Tiziana Cazziero

Copyright 2010 Tiziana Cazziero Voltare Pagina Copyright 2010 Tiziana Cazziero Tiziana Cazziero VOLTARE PAGINA Romanzo Al mio compagno, la persona che mi sopporta nei miei momenti bui. PRIMA PARTE Buongiorno mamma. Buongiorno a te

Dettagli

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia Operazione Oh no! Nonno Toni sentì un urlo di rabbia provenire dalla cameretta di Tino. Salì le scale di corsa, spalancò la porta e si imbatté in un bambino con gli occhi pieni di lacrime. Tino aveva in

Dettagli

IL MIO CARO AMICO ROBERTO

IL MIO CARO AMICO ROBERTO IL MIO CARO AMICO ROBERTO Roberto è un mio caro amico, lo conosco da circa 16 anni, è un ragazzo sempre allegro, vive la vita alla giornata e anche ora che ha 25 anni il suo carattere non tende a cambiare,

Dettagli

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C era una volta un album di foto scolorite. Un vecchio album di nome Sansone. Sansone era stato acquistato nel 1973 in un mercatino di Parigi da una certa signora Loudville.

Dettagli

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica:

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica: Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma. Da qualche mese Libero accende il computer tutti i giorni e controlla le e-mail. Minni è una ragazza di 28 anni. Vive a Bangkok.

Dettagli

Sin da quando sono molto piccoli, i bambini sperimentano il mondo attraverso le

Sin da quando sono molto piccoli, i bambini sperimentano il mondo attraverso le Indice Introduzione 7 Miagolina si presenta 11 Quella volta che Miagolina è caduta nel buco della vasca 24 Quando è nato Spigolo 44 Miagolina e le parole storte 56 Spigolo va all asilo 75 Miagolina si

Dettagli

LA#SCOPERTA## Giardino#dei#Gius5# # # #Associazione#Gariwo#

LA#SCOPERTA## Giardino#dei#Gius5# # # #Associazione#Gariwo# LA#SCOPERTA##!!!!!!Giardino#dei#Gius5# #####Associazione#Gariwo# CHI#SONO#I#GIUSTI#,#PROF?## LA#NOSTRA#SCELTA## Un#nome#fra#tuC#con5nuava#a# tornare#con#insistenza## !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Educare#al#coraggio#civile#!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Svetlana#Broz#

Dettagli

Dimmi che è solo un sogno!

Dimmi che è solo un sogno! Mariuccia FADDA Istituto Tecnico Commerciale G. Dessì, classe 4 a E Dimmi che è solo un sogno! Tutto è iniziato con uno stupido intervento alla gamba, in quello stupido ospedale, con quello stupido errore

Dettagli

1 Consiglio. Esercizi 1 1

1 Consiglio. Esercizi 1 1 1 Consiglio Prima di andare a dormire scrivi cinque parole italiane che ti interessano. La mattina dopo, prima di alzarti, cerca di ricordarti le parole scritte la sera prima. 1 Animali Fai il cruciverba.

Dettagli

Perché non ho provato

Perché non ho provato Elena Colella Perché non ho provato Sin dai primi giorni, l arrivo di Esther mise sottosopra l intero quartiere. Esther, 30 anni circa. Jeans aderenti e stivali neri in pelle. Maglie scure aderenti. Carnagione

Dettagli

INNAM0RARSI DELLA PAR0LA LA PAR0LA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZ0 A N0I. Cammino di Avvento 2013. per Bambini dai 7 ai 10 anni

INNAM0RARSI DELLA PAR0LA LA PAR0LA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZ0 A N0I. Cammino di Avvento 2013. per Bambini dai 7 ai 10 anni INNAM0RARSI DELLA PAR0LA LA PAR0LA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZ0 A N0I. Cammino di Avvento 2013 per Bambini dai 7 ai 10 anni DIOCESI DI FOSSANO Commissione Diocesana Pastorale Ragazzi Ehi!!

Dettagli

NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3

NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3 Zeta 1 1 2 NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3 2010 by Bonfirraro Editore Viale Ritrovato, 5-94012 Barrafranca - Enna Tel. 0934.464646-0934.519716

Dettagli

Mi presento 1. CIAO, MI CHIAMO 2. SONO UN RAGAZZO UNA RAGAZZA 3. HO ANNI 4. VENGO DA 5. SONO IN ITALIA DA 1 MESE 3 MESI 6 MESI 1 ANNO PIU DI UN ANNO

Mi presento 1. CIAO, MI CHIAMO 2. SONO UN RAGAZZO UNA RAGAZZA 3. HO ANNI 4. VENGO DA 5. SONO IN ITALIA DA 1 MESE 3 MESI 6 MESI 1 ANNO PIU DI UN ANNO Mi presento 1. CIAO, MI CHIAMO 2. SONO UN RAGAZZO UNA RAGAZZA 3. HO ANNI 4. VENGO DA 5. SONO IN ITALIA DA 1 MESE 3 MESI 6 MESI 1 ANNO PIU DI UN ANNO 6. ABITO A 7. QUESTA E LA MIA FAMIGLIA: 1 8. A CASA

Dettagli

Copertina: Gabriele Simili, Phasar, Firenze Immagine di copertina: Rita Altarocca Stampa: Global Print, Gorgonzola (Mi)

Copertina: Gabriele Simili, Phasar, Firenze Immagine di copertina: Rita Altarocca Stampa: Global Print, Gorgonzola (Mi) Elena Ana Boata Il viaggio di Anna Proprietà letteraria riservata. 2007 Elena Ana Boata 2007 Phasar Edizioni, Firenze. www.phasar.net I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte

Dettagli

La lunga strada per tornare a casa

La lunga strada per tornare a casa Saroo Brierley con Larry Buttrose La lunga strada per tornare a casa Traduzione di Anita Taroni Proprietà letteraria riservata Copyright Saroo Brierley 2013 2014 RCS Libri S.p.A., Milano Titolo originale

Dettagli

HIGHER SCHOOL CERTIFICATE EXAMINATION. Italian Beginners. (Section I Listening) Transcript

HIGHER SCHOOL CERTIFICATE EXAMINATION. Italian Beginners. (Section I Listening) Transcript 2014 HIGHER SCHOOL CERTIFICATE EXAMINATION Italian Beginners (Section I Listening) Transcript Familiarisation Text MALE: FEMALE: MALE: FEMALE: Ciao Roberta! Da quanto tempo che non ci vediamo Dove vai?

Dettagli

ANGELA RAINONE POESIE

ANGELA RAINONE POESIE 1 ANGELA RAINONE POESIE EDIZIONE GAZZETTA DIE MORRESI EMIGRATI Famiglia Rainone Angela Lugano Svizzera 2 3 PREFAZIONE Tra i giovani che hanno sporadicamente inviato delle poesie per pubblicarle sulla Gazzetta

Dettagli

Logopedia in musica e. canzoni

Logopedia in musica e. canzoni Logopedia in musica e canzoni Un Lavoro di Gruppo, Giugno 2013 INTRODUZIONE Siamo un gruppo di persone, chi ricoverato in Degenza e chi in Day Hospital, del Presidio Ausiliatrice-don Gnocchi di Torino

Dettagli

UN FIORE APPENA SBOCCIATO

UN FIORE APPENA SBOCCIATO UN FIORE APPENA SBOCCIATO "Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). uesto verso racchiude tutto

Dettagli

Il maestro nuovo è tornato

Il maestro nuovo è tornato rob buyea Il maestro nuovo è tornato Traduzione di Beatrice Masini Rizzoli Titolo originale: Mr. Terupt Falls Again 2012 Rob Buyea Pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2012 da Delacorte

Dettagli

L'orologio. di Nello Filippetti

L'orologio. di Nello Filippetti L'orologio di Nello Filippetti E il bimbo sognava l orologio che camminava giorno e notte, il cuore di smalto fiorito che nel fiore della vita la mamma dette al babbo in segno di lei, perché traducesse

Dettagli

UN SORRISO PER GUARIRE

UN SORRISO PER GUARIRE UN SORRISO PER GUARIRE Mi chiamo Giulia, ho 24 anni e questa è la mia storia. Fino ai 14 anni la mia vita è stata serena, sono sempre stata una bambina vivace, piena di vita, tutti mi definivano un vulcano

Dettagli

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Obiettivi: - informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara - dare alcune indicazioni pratiche - suggerire alcuni

Dettagli

RACCONTO TRATTO DAL LIBRO. DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di

RACCONTO TRATTO DAL LIBRO. DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di RACCONTO TRATTO DAL LIBRO DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di Roberta Griffini, Francesca Matichecchia, Debora Roversi, Marzia Tanzini Disegno di Pat Carra Filcams Cgil Milano Margherita impiegata

Dettagli

Maschere a Venezia VERO O FALSO

Maschere a Venezia VERO O FALSO 45 VERO O FALSO CAP I 1) Altiero Ranelli è il direttore de Il Gazzettino di Venezia 2) Altiero Ranelli ha trovato delle lettere su MONDO-NET 3) Colombina è la sorella di Pantalone 4) La sera di carnevale,

Dettagli

COLLANA VITAE. A Maria per quel dieci che ha portato a qualcosa di buono

COLLANA VITAE. A Maria per quel dieci che ha portato a qualcosa di buono COLLANA VITAE A Maria per quel dieci che ha portato a qualcosa di buono Serena Milano HO SCELTO DI GUARIRE Un viaggio dal Cancro alla Rinascita attraverso le chiavi della Metamedicina, della Psicologia,

Dettagli

Intervista con Elsa Moccetti

Intervista con Elsa Moccetti Intervista con Elsa Moccetti [L intervista è condotta da Sonja Gilg di Creafactory SA. Intervengono altre due persone di cui un ospite: Antonietta Santschi] Dicevo, che è stata una mia scelta di venire

Dettagli

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI orecchio acerbo Premio Andersen 2005 Miglior libro 6/9 anni Super Premio Andersen Libro dell Anno 2005 Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI

Dettagli

Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio.

Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio. Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio. Siccome il cancro è una malattia incurabile, Gesù vuole spiegare

Dettagli

L amore è un granello di sabbia

L amore è un granello di sabbia L amore è un granello di sabbia Erika Zappoli L AMORE È UN GRANELLO DI SABBIA romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Erika Zappoli Tutti i diritti riservati A Serena e Samuel con la sola vostra

Dettagli

Ciao Musica! di Riccardo Nardozzi

Ciao Musica! di Riccardo Nardozzi Ciao Musica! di Riccardo Nardozzi Sono nell aula, vuota, silenziosa, e li aspetto. Ogni volta con una grande emozione, perché con i bambini ogni volta è diverso. Li sento arrivare, da lontano, poi sempre

Dettagli

Candela bianca. Silvia Angeli

Candela bianca. Silvia Angeli Candela bianca È successo ancora. Il buio della stanza mi chiama alla realtà. Abbandono riluttante le coperte calde, rifugio sicuro e accendo una candela bianca, con la sua fiamma dorata. È successo di

Dettagli

Diario di ventun giorni

Diario di ventun giorni Diario di ventun giorni Tutti i giorni Al mattino appena ti svegli: Ringrazia per essere vivo/a e per la nuova giornata positiva che stai per vivere. Immagina la giornata e i vari impegni. Alzati e, mentre

Dettagli

volte la gente mi si siede in grembo, ritenendo che il posto sia libero. MARA Guardi, le dico la verità. Ho avuto qualche esitazione nel rivolgermi a

volte la gente mi si siede in grembo, ritenendo che il posto sia libero. MARA Guardi, le dico la verità. Ho avuto qualche esitazione nel rivolgermi a L ultima fermata Personaggi: Mara e Camelia. Mara entra trascinando alcune valigie. In scena c è già Camelia, seduta sulla panca di una fermata d autobus. Non sperare di passarla liscia! Ti ho visto in

Dettagli

- 1 reference coded [3,14% Coverage]

<Documents\bo_min_11_M_16_ita_stu> - 1 reference coded [3,14% Coverage] - 1 reference coded [3,14% Coverage] Reference 1-3,14% Coverage quindi ti informi sulle cose che ti interessano? sì, sui blog dei miei amici ah, i tuoi amici hanno dei

Dettagli

GESU E UN DONO PER TUTTI

GESU E UN DONO PER TUTTI GESU E UN DONO PER TUTTI OGGI VIENE ANCHE DA TE LA CREAZIONE IN PRINCIPIO TUTTO ERA VUOTO E BUIO NON VI ERANO NE UOMINI NE ALBERI NE ANIMALI E NEMMENO CASE VI ERA SOLTANTO DIO NON SI VEDEVA NIENTE PERCHE

Dettagli

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE INTRODUZIONE AL QUESTIONARIO Questo questionario viene usato per scopi scientifici. Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Dopo aver letto attentamente

Dettagli

1 Completate il cruciverba.

1 Completate il cruciverba. Esercizi 1 Completate il cruciverba. Orizzontali 1. Giulia scrive messaggini a tutti con il... 2. Che bello... gli amici! 3. Amo... lezione d italiano. 4. Il primo giorno di scuola conosco nuovi... Verticali

Dettagli

-------------------------------------------------------------------------------------------------------

------------------------------------------------------------------------------------------------------- pelle su pelle Testo tratto dalle interviste realizzate in occasione della festa del volontariato - Casalecchio di Reno 22 aprile 2013 a cura dell associazione di promozione sociale Gruppo Elettrogeno

Dettagli

Amore in Paradiso. Capitolo I

Amore in Paradiso. Capitolo I 4 Amore in Paradiso Capitolo I Paradiso. Ufficio dei desideri. Tanti angeli vanno e vengono nella stanza. Arriva un fax. Lo ha mandato qualcuno dalla Terra, un uomo. Quando gli uomini vogliono qualcosa,

Dettagli

Luigi Broggini. In fondo al Corso. poesie. Le Lettere

Luigi Broggini. In fondo al Corso. poesie. Le Lettere Luigi Broggini In fondo al Corso poesie Le Lettere Paesaggio romano con leone di pietra, 1932. Se qualcuno chiede di me digli che abito sul Corso dove i giorni sono ugualmente felici e le ragazze più belle.

Dettagli

INTRODUZIONE "La mia storia 2015",

INTRODUZIONE La mia storia 2015, INTRODUZIONE Questa raccolta scaturisce dalla selezione finale delle opere che hanno partecipato al Premio letterario "La mia storia 2015", alla sua seconda edizione. Ancora una volta, il tema è stato

Dettagli

http://www.sprachkurse-hochschule.de

http://www.sprachkurse-hochschule.de Lingua: Italiana Livello: A1/A2 1. Buongiorno, sono Sandra, sono di Monaco. (a) Buongiorno, sono Sandra, sono da Monaco. Buongiorno, sono Sandra, sono in Monaco. 2. Mia sorella chiama Kerstin. (a) Mia

Dettagli

belotti1.indd 1 10/06/11 15:35

belotti1.indd 1 10/06/11 15:35 belotti1.indd 1 10/06/11 15:35 CLAUDIO BELOTTI LA VITA COME TU LA VUOI La belotti1.indd vita come tu 2 la vuoi_testo intero.indd 3 23/05/11 10/06/11 14.02 15:35 la vita come tu la vuoi Proprietà Letteraria

Dettagli

8. Credi che le materie scolastiche che ti vengono insegnate ti preparino per questo lavoro? No.

8. Credi che le materie scolastiche che ti vengono insegnate ti preparino per questo lavoro? No. Intervista 1 Studente 1 Nome: Dimitri Età: 17 anni (classe III Liceo) Luogo di residenza: città (Patrasso) 1. Quali fattori ti hanno convinto ad abbandonare la scuola? Io volevo andare a lavorare ed essere

Dettagli

CANOVACCIO 6. In pausa pranzo nel parco Come evitare l avarizia quando si è dalla parte del potere?

CANOVACCIO 6. In pausa pranzo nel parco Come evitare l avarizia quando si è dalla parte del potere? CANOVACCIO 6 Estratto da: L azienda senza peccati scagli la prima pietra! I sette peccati capitali dalla vita personale alla vita professionale. Il teatro chiavi in mano. In pausa pranzo nel parco Come

Dettagli

Creazione del cielo per Dalì di Barbara Idda

Creazione del cielo per Dalì di Barbara Idda Creazione del cielo per Dalì di Barbara Idda Chissà se, a Port Lligat, Dalì guarda ancora il mare, ora che il tempo ha nascosto il suo enigma, ora che né Gala né Ana Maria potranno mai più vedere il mare

Dettagli

(da La miniera, Fazi, 1997)

(da La miniera, Fazi, 1997) Che bello che questo tempo è come tutti gli altri tempi, che io scrivo poesie come sempre sono state scritte, che questa gatta davanti a me si sta lavando e scorre il suo tempo, nonostante sia sola, quasi

Dettagli

Esercizi pronomi indiretti

Esercizi pronomi indiretti Esercizi pronomi indiretti 1. Completate il dialogo con i pronomi dati: Bella la parita ieri, eh? Ma quale partita! Ho litigato con mia moglie e... alla fine non l ho vista! Ma che cosa ha fatto? Niente...

Dettagli

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime Indice Introduzione 7 La storia delle rose: quando la mamma parte 9 Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano 23 La campana grande e quella piccola: quando nasce il fratellino 41 La favola del

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

CAP I. Note. Parte prima KATE

CAP I. Note. Parte prima KATE 7 Parte prima KATE CAP I - Mi chiamo Kate Maxwell. Nell ufficio dell investigatore Antonio Esposito sono le nove e mezza di una fredda mattina d ottobre. La donna è venuta senza appuntamento. Ha circa

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO POLO 2 GALATONE. a.s. 2014/2015

ISTITUTO COMPRENSIVO POLO 2 GALATONE. a.s. 2014/2015 NIDO ISTITUTO COMPRENSIVO POLO 2 GALATONE a.s. 2014/2015 QUESTA MATTINA SONO... (Racconto la mia emozione) CON LE MIE MAESTRE STO VIVENDO UNA GIORNATA NELLA SCUOLA PRIMARIA ; CHISSA COSA VEDRO'! MA STATE

Dettagli

Scegliere cosa fare dopo la terza media era quindi per lui una questione un po complicata, anche se non troppo preoccupante.

Scegliere cosa fare dopo la terza media era quindi per lui una questione un po complicata, anche se non troppo preoccupante. I RAGAZZI E LE RAGAZZE RACCONTANO Daniele Quando aveva 13 anni Daniele viveva vicino a Milano con la sua famiglia: mamma, papà e Emanuele, il fratello maggiore, con cui andava molto d accordo; anzi, possiamo

Dettagli

Natale, primo pomeriggio

Natale, primo pomeriggio Natale, primo pomeriggio «Ha un nome, quell attrezzo?» «Sei sicuro che sia quello che vuoi sapere? Il nome di questo attrezzo?» «No. Per la verità era un pretesto. Voglio capire che cosa ci fa, lei, al

Dettagli

La cenerentola di casa

La cenerentola di casa La cenerentola di casa Audrina Assamoi LA CENERENTOLA DI CASA CABLAN romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Audrina Assamoi Tutti i diritti riservati Questa storia è dedicata a tutti quelli che

Dettagli

Seconda parte Trovami

Seconda parte Trovami Seconda parte Trovami Dal diario di Mose Astori, pagina 1 Dovrei iniziare questo diario inserendo la data in cui sto scrivendo, e poi fare lo stesso per ogni capitolo successivo, in modo da annotare il

Dettagli

La rivelazione della Parola di Dio

La rivelazione della Parola di Dio Domenica, 26 settembre 2010 La rivelazione della Parola di Dio Salmo 119:130- La rivelazione delle tue parole illumina; rende intelligenti i semplici. Apro la bocca e sospiro, per il desiderio dei tuoi

Dettagli

Dal lato della strada

Dal lato della strada Dal lato della strada Quando ero piccolo, e andavo a scuola insieme a mio fratello, mia madre mi diceva di tenerlo per mano, e questo mi sembrava giusto e anche responsabile. Quello che non capivo è perché

Dettagli

Clive e Kathy Jones. Siamo Clive e Kathy Jones e abitiamo nella Contea di Cork, in Irlanda. Abbiamo 4 figli grandi e 11 nipoti, grazie a Dio.

Clive e Kathy Jones. Siamo Clive e Kathy Jones e abitiamo nella Contea di Cork, in Irlanda. Abbiamo 4 figli grandi e 11 nipoti, grazie a Dio. Clive e Jones Clive Il matrimonio passa attraverso molte fasi: Idillio, Disillusione, Infelicità e Risveglio. Noi le abbiamo passate tutte più volte nel corso dei nostri 45 anni di matrimonio! Buon pomeriggio!

Dettagli

Claudio Bencivenga IL PINGUINO

Claudio Bencivenga IL PINGUINO Claudio Bencivenga IL PINGUINO 1 by Claudio Bencivenga tutti i diritti riservati 2 a mia Madre che mi raccontò la storia del pignuino Nino a Barbara che mi aiuta sempre in tutto 3 4 1. IL PINGUINO C era

Dettagli

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore.

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore. Commozione Si commuove il corpo. A sorpresa, prima che l opportunità, la ragionevolezza, la buona educazione, la paura, la fretta, il decoro, la dignità, l egoismo possano alzare il muro. Si commuove a

Dettagli

un nuovo lavoro 3 Le parole dell attività 2 fanno parte di un dialogo fra due ragazze. Secondo voi, di quale inizio parlano?

un nuovo lavoro 3 Le parole dell attività 2 fanno parte di un dialogo fra due ragazze. Secondo voi, di quale inizio parlano? Per cominciare... 1 Osservate le foto e spiegate, nella vostra lingua, quale inizio è più importante per voi. Perché? una nuova casa un nuovo corso un nuovo lavoro 2 Quali di queste parole conoscete o

Dettagli

Ciao a tutti! Volevo come scritto sul gruppo con questo file spiegarvi cosa è successo perché se non ho scelto la cucciola senza pedigree e controlli (e come sto per spiegare non solo) è anche grazie ai

Dettagli

Donato Panza LA VOCE DELLA LUNA

Donato Panza LA VOCE DELLA LUNA La voce della luna Donato Panza LA VOCE DELLA LUNA Poesie Con questo libro ci sarebbero tanti da ringraziare, ma mi limito solo a ringraziare tutti coloro che mi vogliono bene, e un ringraziamento speciale

Dettagli

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19 01 - Voglio Di Piu' Era li', era li', era li' e piangeva ma che cazzo hai non c'e' piu',non c'e' piu',non c'e' piu' e' andato se ne e' andato via da qui Non c'e' niente che io possa fare puoi pensarmi,

Dettagli

- 1 reference coded [1,06% Coverage]

<Documents\bo_min_1_M_18_ita_stu> - 1 reference coded [1,06% Coverage] - 1 reference coded [1,06% Coverage] Reference 1-1,06% Coverage Ti lega il computer? Sì. Io l ho sempre detto. Io ho una visione personale. Anche quelli che vanno a cercare

Dettagli

Pinguini nel deserto Concorso a tema per le scuole di ogni ordine e grado sul tema della disabilità intellettiva: I Edizione 2009

Pinguini nel deserto Concorso a tema per le scuole di ogni ordine e grado sul tema della disabilità intellettiva: I Edizione 2009 Concorso a tema per le scuole di ogni ordine e grado sul tema della disabilità intellettiva: I Edizione 2009 Iscritto per: Scuola Secondaria Primo Grado Motto di iscrizione: Raccontami e dimenticherò-mostrami

Dettagli

Da Marocco e Sudan, due storie diverse e lo stesso (difficile) sogno: rifarsi un vita

Da Marocco e Sudan, due storie diverse e lo stesso (difficile) sogno: rifarsi un vita Da Marocco e Sudan, due storie diverse e lo stesso (difficile) sogno: rifarsi un vita 17 ottobre 2009 Aicha e Achol sono due donne molto diverse, come diversa è la loro storia, che si intreccia solo pochi

Dettagli

Dal lato della strada

Dal lato della strada NOME... COGNOME... CLASSE... DATA... Dal lato della strada 5 10 15 20 25 30 35 40 Quando ero piccolo, e andavo a scuola insieme a mio fratello, mia madre mi diceva di tenerlo per mano, e questo mi sembrava

Dettagli

Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama!

Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama! Lei ama vero? Certo che ama, si vede. Si vede come è seduta, come affronta questa serata. Lei ama ama! Si vede subito quando una donna ama. E più disponibile ad accettare uno come me. L amore vero, di

Dettagli

TEST GRATUITO (NON VINCOLANTE PER ISCRIZIONE) LIVELLO CONOSCENZA INGLESE

TEST GRATUITO (NON VINCOLANTE PER ISCRIZIONE) LIVELLO CONOSCENZA INGLESE TEST GRATUITO (NON VINCOLANTE PER ISCRIZIONE) LIVELLO CONOSCENZA INGLESE Ciao Mario come stai? Abbastanza bene, grazie. Ti presento il mio amico John. Da dove viene John? John è Canadese ed è in Italia

Dettagli

Un racconto di Guido Quarzo. Una gita in LA BUONA STRADA DELLA SICUREZZA

Un racconto di Guido Quarzo. Una gita in LA BUONA STRADA DELLA SICUREZZA Un racconto di Guido Quarzo Una gita in LA BUONA STRADA DELLA SICUREZZA Una gita in Un racconto di Guido Quarzo è una bella fortuna che la scuola dove Paolo e Lucia frequentano la seconda elementare, ospiti

Dettagli

Io..., papà di... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015

Io..., papà di... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015 Io..., papà di...... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015 Lettura albo, strumento utilizzato in un Percorso di Sostegno alla Genitorialità biologica EMAMeF - Loredana Plotegher, educatore professionale

Dettagli

Vuoi andartene presto? No, voglio avere il tempo di innamorarmi di tutto... E piango perché tutto è così bello e così breve.

Vuoi andartene presto? No, voglio avere il tempo di innamorarmi di tutto... E piango perché tutto è così bello e così breve. Il contrario della solitudine «Vivrò per l amore, il resto dovrà cavarsela da solo» furono le parole di Marina il giorno della sua laurea, l ultima volta in cui la vedemmo. Il contrario della solitudine

Dettagli

PAOLO VA A VIVERE AL MARE

PAOLO VA A VIVERE AL MARE PAOLO VA A VIVERE AL MARE Paolo è nato a Torino. Un giorno i genitori decisero di trasferirsi al mare: a Laigueglia dove andavano tutte le estati e ormai conoscevano tutti. Paolo disse porto tutti i miei

Dettagli

Destinazione 13. Buongiorno Maria!

Destinazione 13. Buongiorno Maria! Destinazione 13 Buongiorno Maria! Mmmm... Oh Mari! Ohi! Tutto bene? Ciao Leonardo! Come va la vita? Mio piccolo amico! Mio piccolo amico? No eh? No! No, no! Giochi con i pupazzetti, sei troppo gentile

Dettagli

Scritto da Simona Straforini Martedì 03 Marzo 2015 11:27 - Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Marzo 2015 15:29

Scritto da Simona Straforini Martedì 03 Marzo 2015 11:27 - Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Marzo 2015 15:29 Sono qui da 15 giorni e ho già avuto il primo grosso scombussolamento emotivo: un ondata di dubbi, paure, rabbia, senso di inadeguatezza, solitudine e chi più ne ha, più ne metta. Il tutto stimolato da

Dettagli

L ALBERO CHE NON SAPEVA DI ESSERE UN ALBERO

L ALBERO CHE NON SAPEVA DI ESSERE UN ALBERO L ALBERO CHE NON SAPEVA DI ESSERE UN ALBERO di Giovannella Massari Sopra un prato verde chiaro l alberello se ne stava e guardandosi un po in giro, tristemente sospirava. Nessun albero lì intorno, su quel

Dettagli