8 la via delle scuole

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "8 la via delle scuole"

Transcript

1 1. Una lettera Piú avanti le avrebbe detto che la loro storia era cominciata al Teatro nazionale dell Opera ungherese, la sera prima che lui partisse per Parigi sul treno espresso per l Europa occidentale. L anno era il 1937, il mese settembre, l aria insolitamente fredda per la stagione. Suo fratello aveva insistito per portarlo all opera come regalo d addio. Davano la Tosca e i loro posti erano in piccionaia. Ad altri erano riservati i tre portoni ad arco in marmo, la facciata con le colonne corinzie e la grandiosa trabeazione. Il loro era un umile ingresso secondario con un uomo rubizzo che staccava i biglietti, il pavimento di legno logoro, le pareti con appese locandine mezze sbriciolate. Ragazze con l abito al ginocchio salivano i gradini al braccio di giovanotti in completo sdrucito; pensionati discutevano con le mogli canute arrancando lungo le scale strette. E in cima, un allegro frastuono: una sala buffet circondata di specchi e panche di legno, l aria nebbiosa di fumo di sigaretta. La porta in fondo si apriva direttamente sulla sala da concerto, sulla grande caverna illuminata dalle luci elettriche, con l affresco delle divinità greche sul soffitto e i palchi arabescati d oro. András non si sarebbe mai aspettato di vedere un opera in quel teatro se Tibor non avesse comprato i biglietti. Ma suo fratello riteneva che la vita a Budapest imponesse almeno una serata pucciniana all Operaház. Tibor si sporse dalla ringhiera indicando il palco dell ammiraglio Horthy, stavolta occupato solo da un vecchio generale in divisa da ussaro. Piú in basso, uscieri in smoking accompagnavano gli spettatori ai loro posti, gli uomini in frac e le donne con le acconciature scintillanti di gioielli.

2 8 la via delle scuole Come vorrei che Mátyás potesse vederlo, disse András. Lo vedrà, Andráska. Verrà a Budapest quando avrà preso il baccalaureato, e nel giro di un anno sarà stufo marcio di questo posto. András non poté evitare di sorridere. Lui e Tibor si erano trasferiti a Budapest subito dopo il diploma al gimnázium di Debrecen. Erano cresciuti a Konyár, un paesino delle pianure orientali, e all inizio anche loro pensavano che la capitale fosse il centro del mondo. Ora Tibor aveva in programma di frequentare la facoltà di Medicina in Italia mentre András, che viveva a Budapest solo da un anno, sarebbe partito l indomani per l università di Parigi. Prima che arrivasse la notizia dall École Spéciale d Architecture, tutti pensavano che sarebbe stato Tibor a partire per primo. Da tre anni faceva il commesso in un negozio di calzature in Váci utca, mettendo da parte i soldi per l università e studiando di notte i manuali di anatomia, disperatamente, come se ne andasse della sua stessa vita. Quando András si era trasferito da lui l anno prima, la partenza di Tibor sembrava imminente. Aveva già passato gli esami e presentato domanda alla facoltà di Medicina di Modena. Pensava ci sarebbero voluti sei mesi per ottenere l ammissione e il visto da studente. Invece lo avevano messo in una lista d attesa per studenti stranieri dicendogli che sarebbero trascorsi un paio d anni prima che si potesse iscrivere. Tibor non aveva piú accennato alla propria situazione da quando András aveva saputo della borsa di studio, né dato alcun segno d invidia. Anzi, aveva comprato i biglietti per l opera e aiutato András a organizzarsi. Ora, mentre si abbassavano le luci e l orchestra accordava gli strumenti, András fu assalito da una segreta vergogna: sapeva che sarebbe stato felice per Tibor se si fossero trovati nella situazione opposta, ma forse avrebbe faticato a celare la gelosia. Da una porta laterale del golfo mistico spuntò un signore allampanato dai capelli come candide fiamme che entrò sotto la luce di un riflettore. Il pubblico esplose in un ovazione mentre l uomo guadagnava il podio. Dovette fare tre inchini e alzare le

3 una lettera 9 mani in segno di resa per ottenere il silenzio; poi si voltò verso i musicisti e alzò la bacchetta. Dopo un momento di trepida sospensione, gli ottoni e i violini proruppero in una musica che entrò nel petto di András, riempiendogli la cassa toracica fino a mozzargli il fiato. Il sipario di velluto si alzò scoprendo l interno di una cattedrale italiana, resa alla perfezione nei dettagli piú complessi e minuziosi. I vetri istoriati spandevano torrenti di luce rossa e azzurra, e un affresco incompleto di Maria Maddalena affiorava spettrale su una parete intonacata. Un uomo con l uniforme a righe da carcerato strisciò di soppiatto in chiesa e andò a rintanarsi in una cappella buia. Entrò un pittore per lavorare all affresco, seguito da un sacrestano deciso a fargli riordinare pennelli e teloni prima della prossima messa. Poi entrò Tosca, diva dell opera lirica, modella della Maddalena, con le gonne carminio volteggianti intorno alle caviglie. Il canto s innalzò e aleggiò sotto la cupola dipinta dell Operaház: la voce flautata da tenore del pittore Cavaradossi, il basso rotondo del fuggiasco Angelotti, la calda e vellutata voce da soprano della diva immaginaria Tosca, interpretata dalla diva in carne e ossa Zsuzsa Toronyi. Il suono era cosí corposo, palpabile, che András ebbe la sensazione di potersi sporgere dalla balconata per attingerne a piene mani. L edificio stesso era diventato uno strumento, pensò. L architettura espandeva il suono e lo completava, lo amplificava e lo conteneva. Non dimenticherò mai questa serata, bisbigliò al fratello. Ci mancherebbe altro, ribatté Tibor sottovoce. Dovrai portarmi all opera quando verrò a trovarti a Parigi. Durante l intervallo bevvero un caffè nero nella sala buffet e discussero dello spettacolo. Il pittore aveva rifiutato di tradire l amico per lealtà e altruismo o perché era un arrogante malato di protagonismo? La sua capacità di sopportare la tortura andava intesa come una sublimazione dell amore fisico per Tosca? E Tosca avrebbe accoltellato Scarpia se la professione non le avesse inculcato il senso del melodramma? Conversare cosí era un piacere agrodolce; da piccolo András aveva trascorso ore ad ascoltare Tibor dibattere con gli amici di filosofia, sport o let-

4 10 la via delle scuole teratura, agognando il giorno in cui avrebbe espresso un commento che suo fratello avrebbe giudicato arguto o incisivo. Ora che lui e Tibor erano alla pari, o quasi, András stava partendo, stava salendo su un treno che lo avrebbe portato a centinaia di chilometri da lí. Che hai? chiese Tibor, toccandogli la manica. András tossí e distolse lo sguardo. Troppo fumo, disse, e arrossí. Provò sollievo quando le luci lampeggiarono segnalando la fine dell intervallo. Dopo il terzo atto e le innumerevoli chiamate in scena con i defunti Tosca e Cavaradossi miracolosamente tornati in vita e il malvagio Scarpia che sorrideva amabile accettando un fascio di rose rosse András e Tibor si fecero largo verso l uscita e scesero le scale affollate. Una pallida spruzzata di stelle brillava sulla distesa di luci cittadine. Tibor prese il fratello sottobraccio e lo portò verso il lato dell edificio che dava su Andrássy út, dove gli spettatori della prima galleria e della platea si riversavano dai tre archi in marmo della maestosa entrata. Voglio farti vedere il foyer, disse. Diciamo all usciere che abbiamo dimenticato una cosa dentro. András seguí Tibor attraverso l ingresso principale, nell atrio illuminato da un lampadario, dove una scalinata di marmo spalancava le ali verso una galleria. La discendevano uomini e donne in abito da sera, ma András vide solo l architettura: la cornice a ovoli e lancette lungo la scalinata, la volta a crociera in alto, le colonne corinzie rosa che sostenevano la galleria. Miklós Ybl, un ungherese di Székesfehérvár, aveva vinto il concorso internazionale per il progetto del teatro dell opera. Per il suo ottavo compleanno András aveva ricevuto dal padre un libro di suoi disegni e trascorso lunghi pomeriggi a studiare quegli spazi. Mentre la folla in uscita gli scorreva accanto, alzò gli occhi al soffitto, e intento com era a cercare di conciliare la versione tridimensionale con i disegni a tratteggio nella sua memoria, non si accorse della persona che gli si era fermata davanti rivolgendogli la parola. Dovette strabuzzare gli occhi e concentrarsi sull interlocutrice, un mite donnone in pelliccia di zibellino,

5 una lettera 11 che a quanto pareva stava chiedendogli permesso. András fece un inchino e si scostò per lasciarla passare. No, no, disse la donna. Siete proprio dove voglio che siate. Che fortuna incontrarvi qui! Non avrei mai saputo dove trovarvi. András si sforzò di ricordare quando e dove avesse già visto quella donna. Al collo le brillava una collana di diamanti e dall orlo della pelliccia spuntava un abito di seta rosa; i capelli scuri formavano una calotta di riccioli fittissimi. Lo prese sottobraccio e uscí con lui sulle scale del teatro. Eravate voi in banca l altro giorno, vero? chiese la signora. Il ragazzo con la busta piena di franchi. Ora la riconosceva: era Elza Hász, la moglie del direttore della banca. András l aveva vista qualche volta alla grande sinagoga di Dohány utca, dove lui e Tibor ogni tanto assistevano alla funzione del venerdí sera. Si erano scontrati due giorni prima mentre la signora attraversava l atrio della banca; a lei era caduta di mano la cappelliera e a lui era sfuggita la cartellina con i franchi. La cartellina si era aperta, liberando le banconote rosa e verdi, e i soldi si erano sparsi ai suoi piedi come confetti. András aveva spolverato e restituito la cappelliera alla signora, che era poi sparita dietro una porta con la scritta «Vietato l ingresso». A vedervi sembrate coetaneo di mio figlio, disse lei. E a giudicare dalla valuta, direi che state partendo per l Università a Parigi. Domani pomeriggio, ribatté lui. Dovete farmi un grande favore. Mio figlio studia alle Beaux-Arts e vorrei che gli portaste un pacco. Vi sarebbe di molto disturbo? András esitò un attimo prima di rispondere. Accettare di portare un pacco a Parigi voleva dire che stava partendo sul serio, che intendeva lasciare i fratelli, i genitori e il suo paese per entrare nel grande ignoto dell Europa occidentale. Dove abita vostro figlio? chiese. Nel Quartiere latino, ovviamente, disse lei e rise. Nella

6 12 la via delle scuole soffitta di un pittore, non in una bella villa come il nostro Cavaradossi. Anche se mi ha detto che c è l acqua calda e si vede il Panthéon. Ah, ecco la macchina! Una berlina grigia accostò al marciapiede, la signora Hász alzò il braccio per chiamare l autista. Venite domani prima di mezzogiorno. Al 26 di Benczúr utca. Vi farò trovare tutto pronto. Si strinse addosso la pelliccia e corse verso la macchina, senza voltarsi a guardare András. Allora? disse Tibor raggiungendolo fuori, sulle scale. Immagino vorrai spiegarmi di che si tratta. Devo fare da corriere internazionale. Madame Hász vuole che porti un pacco per il figlio a Parigi. Ci siamo conosciuti l altro giorno in banca quando sono andato a cambiare i pengő in franchi francesi. E tu hai accettato? Sí. Tibor sospirò guardando i tram gialli che passavano sul viale. Sarà un mortorio qui senza di te, Andráska. Sciocchezze. Scommetto che entro una settimana ti sarai trovato una ragazza. Ah, certo. Le ragazze vanno matte per i commessi squattrinati! András sorrise. Finalmente un po di vittimismo. Non ne potevo piú della tua generosità e del tuo sangue freddo. Ma di che parli? Ti ammazzerei per il fatto che te ne vai. Ma a che servirebbe? Né io né te andremmo piú all estero. Sorrise, ma il suo sguardo dietro gli occhiali dalla montatura argento era serio. Prese sottobraccio András e lo trascinò giú dalle scale, canticchiando le battute dell ouverture. Il condominio di Hársfa utca distava solo tre isolati; quando arrivarono al portone si fermarono a prendere un ultima boccata d aria prima di salire in casa. Il cielo sopra l Operaház riverberava di arancione pallido, e i campanelli dei tram echeggiavano nel viale. Nella semioscurità Tibor gli sembrò bello come un mito del cinema, con il cappello sulle ventitre e la sciarpa di seta bianca buttata sulla spalla. In quel momento gli parve un uomo pronto ad abbracciare un esistenza eccitante e anticonformista, un

7 una lettera 13 uomo molto piú adatto di lui a sbarcare da un treno e farsi largo in terra straniera. András batté le palpebre e prese la chiave dalla tasca, e un attimo dopo stavano salendo le scale di corsa come due ragazzi del gimnázium. La signora Hász viveva nei pressi del Városliget, il parco cittadino con il castello delle fiabe e gli imponenti bagni termali in stile rococò. La casa in Benczúr utca era una villa all italiana in stucco giallo crema, circondata su tre lati da giardini nascosti; le chiome degli alberi a spalliera spuntavano da dietro un muro bianco. András avvertí il debole scroscio di una fontana, il raschio di un rastrello da giardiniere. Gli sembrò strano che ci vivesse una famiglia di ebrei, ma c era una mezuzah affissa sulla porta d ingresso: un cilindro d argento avvolto in foglie d edera dorata. Quando premette il campanello, cinque note risuonarono all interno. Poi sentí un rumore di tacchi in avvicinamento, e di pesanti chiavistelli che venivano tirati. Una domestica dalla chioma candida aprí la porta e lo fece entrare. András si ritrovò in un ingresso a cupola, con il pavimento di marmo rosa, un tavolo intarsiato, un mazzo di calle dentro un vaso di porcellana. Madame Hász è in salotto, disse la domestica. Gli fece strada nell atrio e lungo un corridoio a volta, fermandosi davanti a una porta dietro cui András sentí un altalena di voci femminili. Non riuscí a distinguere le parole, ma capí che era in corso una discussione: una voce si alzò, si fece stridula e si riabbassò; l altra, piú calma, salí di tono, insistette e tacque. Attendete un momento, disse ad András la domestica ed entrò ad annunciare il suo arrivo. Ci fu un altra breve scaramuccia, come se l argomento della discussione fosse lui. Poi la domestica riapparve e lo fece entrare in una stanza grande e luminosa che sapeva di fiori e crostini imburrati. Il pavimento era coperto da tappeti persiani rosa e oro; sedie bianche damascate stavano davanti a due divani color salmone, e un vaso di rose gialle ornava un tavolino basso. La signora Hász si era alzata dalla sua sedia nell angolo. Seduta alla scrivania vicino

8 14 la via delle scuole alla finestra c era una donna piú anziana in gramaglie, con il capo coperto da un velo di pizzo. Teneva in mano una lettera sigillata con la ceralacca, che posò su una pila di libri sotto un fermacarte di vetro. La signora Hász andò incontro ad András e gli strinse la mano nella propria, grande e fredda. Grazie di essere venuto, disse. Vi presento la signora Hász, mia suocera. Indicò col capo la donna in nero. Era minuta, con un viso profondamente segnato che András trovò incantevole malgrado l espressione dolente; i grandi occhi grigi emanavano muta sofferenza. Le fece un inchino e pronunciò il saluto formale: Kezét csókolom, «bacio le mani». L anziana signora Hász rispose con un cenno del capo. Dunque avete accettato di portare una cassa a József, disse. Molto gentile da parte vostra. Sono certa che avete già parecchio da fare. Nessun disturbo. Non vi faremo perdere troppo tempo, disse la giovane signora Hász. Simon sta imballando le ultime cose. Intanto vi faccio preparare uno spuntino. Vi vedo affamato. Oh no, vi prego, non incomodatevi, disse András. In realtà l odore di crostini gli aveva ricordato che non aveva ancora toccato cibo; ma temeva che in quella casa anche il pasto piú leggero prevedesse una lunga cerimonia, di cui ignorava completamente le regole. E poi aveva fretta: il treno partiva di lí a tre ore. Per i ragazzi è sempre ora di mangiare, affermò la giovane signora Hász, chiamando la domestica. Le diede istruzioni e la rispedí indietro. L anziana signora Hász si alzò dalla scrivania e fece segno ad András di raggiungerla su uno dei divani salmone. Lui si sedette, temendo che i suoi pantaloni lasciassero un impronta sulla seta; avrebbe dovuto vestirsi in tutt altro modo, pensò, per passare un ora lí dentro senza correre rischi. L anziana signora Hász intrecciò le mani affusolate in grembo e gli chiese che cosa avrebbe studiato a Parigi. Architettura, rispose András.

9 una lettera 15 Ma davvero? Allora sarete in classe con József alle Beaux- Arts? Andrò all École Spéciale, disse András. Non alle Beaux- Arts. La giovane signora Hász si accomodò sul divano di fronte. L École Spéciale? chiese. Non l ho mai sentita nominare da József. Ha un taglio piú ingegneristico, strutturale, delle Beaux- Arts, replicò András. Almeno cosí mi risulta. La frequenterò con una borsa di studio dell Izraelita Hitközség. In realtà si è trattato di un caso fortunato. Un caso? András spiegò: il direttore di «Passato e Futuro», la rivista per la quale lavorava, aveva proposto alcune copertine disegnate da András per una mostra a Parigi, una rassegna sui giovani artisti dell Europa centrale. Le copertine erano state scelte ed esposte; un professore dell École Spéciale le aveva viste e si era informato sull autore. Il direttore gli aveva detto che András voleva fare l architetto, ma era difficile per gli ebrei iscriversi ad Architettura in Ungheria: lo spettro del numerus clausus, che negli anni Venti aveva limitato il numero degli studenti ebrei al sei per cento, infestava ancora le procedure di ammissione negli atenei. Il professore aveva scritto lettere, si era rivolto alla commissione dell École Spéciale chiedendo di ammetterlo all anno che stava per iniziare. L Associazione della comunità ebraica di Budapest, l Izraelita Hitközség, aveva sborsato i soldi per la frequenza, il vitto e l alloggio. Era successo tutto in poche settimane, durante le quali era costantemente sembrato sul punto di finire in una bolla di sapone. Invece no, sarebbe partito. Le lezioni sarebbero iniziate sei giorni dopo. Ah, fece la giovane signora Hász. Che fortuna! Addirittura una borsa di studio! Ma poi abbassò subito gli occhi e András provò la stessa sensazione di quando andava a scuola a Debrecen: di vergogna improvvisa, come se fosse rimasto in mutande. A volte passava i pomeriggi del fine settimana a casa dei compagni che abitavano in città, figli di avvocati o di

10 16 la via delle scuole banchieri, che non dovevano andare a pensione dalle famiglie indigenti, ragazzi che la notte dormivano in un letto tutto per loro e venivano a scuola con la camicia stirata e pranzavano a casa ogni giorno. Le madri lo trattavano con premuroso compatimento o con educato disprezzo. In loro presenza András si sentiva ugualmente nudo. Ora si costrinse a guardare la madre di József e a dire: Sí, mi è andata proprio bene. E dove vivrete a Parigi? chiese la signora. András si strofinò i palmi sudati sulle ginocchia. Nel Quartiere latino, credo. Ma dove vi sistemerete appena arrivate? Immagino che chiederò a qualcuno dove affittano stanze per gli studenti. Sciocchezze, disse l anziana signora Hász, coprendogli la mano con la sua. Andrete da József, ecco dove. La nuora tossí e si lisciò i capelli. Non dovremmo impegnarci per József, disse. Magari non ha posto. Oh, Elza, sei una snob tremenda, obiettò l anziana signora Hász. Il signor Lévi sta facendo un favore a József. E József potrà offrirgli un divano, almeno per qualche giorno. Oggi pomeriggio lo avvertiamo per telegramma. Ecco i panini, disse la nuora, visibilmente sollevata dall interruzione. La domestica entrò con un carrello. Oltre al servizio da tè c era un alzata di vetro con una pila di panini cosí pallidi che sembravano di neve. Accanto all alzata un paio di pinze d argento simili a forbici, come a suggerire che certe leccornie non erano fatte per essere toccate da mani umane. L anziana signora Hász raccolse le pinze e ammucchiò i panini nel piatto di András, piú di quanti avrebbe osato prenderne da solo. Quando la nuora si serví senza ricorrere alle posate né alle pinze, András si fece coraggio e cominciò a mangiare uno di quelli che aveva nel piatto. Era con il formaggio fresco all aneto spalmato su pane bianco da cui era stata tolta la crosta. Unica indicazione del fatto che il panino proveniva dall interno dei confini ungheresi erano le fette di peperone giallo sottili come ostie.

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

Neretta e Bertola suonarono

Neretta e Bertola suonarono Neretta e Bertola suonarono il campanello di via dei Mirtilli n 15, alle ore 17. Era il primo venerdì del mese e loro erano puntualissime, come sempre. Aprì loro una vecchina piccola, piccola che con un

Dettagli

Maria ha mandato una lettera a sua madre.

Maria ha mandato una lettera a sua madre. GRAMMATICA LE PREPOSIZIONI Osservate: Carlo ha regalato un mazzo di fiori a Maria per il suo compleanno. Vivo a Roma. La lezione inizia alle 9:00. Sono ritornata a casa alle 22:00. Ho comprato una macchina

Dettagli

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. COME AL SOLITO CI SIAMO MESSI IN CERCHIO ABBIAMO ASCOLTATO LA FIABA DEI Mille

Dettagli

Racconti di me. Un regalo

Racconti di me. Un regalo 1 Racconti di me di Cetta De Luca Un regalo Io non regalo oggetti. Magari un sogno, un emozione qualcosa che rimanga nella vita di valore. A volte solo un ricordo, a volte me stessa. 2 Apparenza Tu che

Dettagli

Esercizi pronomi diretti

Esercizi pronomi diretti 1. Completate con i pronomi diretti: Esercizi pronomi diretti 1. Marina ha la tosse, dobbiamo portar dal dottore. 2. Signorina, prego di salutare i Suoi genitori quando vedrà. 3. Caro, sei libero stasera?

Dettagli

La spiaggia di fiori

La spiaggia di fiori 37 La spiaggia di fiori U na nuova alba stava nascendo e qualcosa di nuovo anche in me. Remai per un po in direzione di quella luce all orizzonte, fino a che l oceano di acqua iniziò pian piano a ritirarsi

Dettagli

«E poi, ovviamente, i negozi di scarpe!»

«E poi, ovviamente, i negozi di scarpe!» 1 SHOPPING SFRENATO Tom attraversò il vialetto a passo di lumaca, trascinando i piedi. Sua madre e sua nonna erano già sedute in macchina. «Sbrigati, Tom!» gridò la sua mamma sporgendosi dal finestrino.

Dettagli

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ CAPITOLO XV L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO IL TERZO TENTATIVO SI SOLLEVÒ, SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ NELLA CAMERA. VEDENDO IL LETTO,

Dettagli

stelle, perle e mistero

stelle, perle e mistero C A P I T O L O 01 In questo capitolo si parla di un piccolo paese sul mare. Elenca una serie di parole che hanno relazione con il mare. Elencate una serie di parole che hanno relazione con il mare. Poi,

Dettagli

Dimmi che è solo un sogno!

Dimmi che è solo un sogno! Mariuccia FADDA Istituto Tecnico Commerciale G. Dessì, classe 4 a E Dimmi che è solo un sogno! Tutto è iniziato con uno stupido intervento alla gamba, in quello stupido ospedale, con quello stupido errore

Dettagli

Accoglienza: storie La storia del piccolo Arco Baleno

Accoglienza: storie La storia del piccolo Arco Baleno Accoglienza: storie La storia del piccolo Arco Baleno Il piccolo Arco Baleno viveva tutto solo sopra una nuvola. La sua nuvoletta aveva tutte le comodità: un letto con una grande coperta colorata, tantissimi

Dettagli

cercare casa unità 8: una casa nuova lezione 15: 2. Lavora con un compagno. Secondo voi, quale casa va bene per i Carli? Perché?

cercare casa unità 8: una casa nuova lezione 15: 2. Lavora con un compagno. Secondo voi, quale casa va bene per i Carli? Perché? unità 8: una casa nuova lezione 15: cercare casa 2. Lavora con un compagno. Secondo voi, quale casa va bene per i Carli? Perché? palazzo attico 1. Guarda la fotografia e leggi la descrizione. Questa è

Dettagli

da Somiglianze (1976) LA LUCE SULLE TEMPIE

da Somiglianze (1976) LA LUCE SULLE TEMPIE da Somiglianze (1976) LA LUCE SULLE TEMPIE Che strano sorriso vive per esserci e non per avere ragione in questa piazza chi confida e chi consola di colpo tacciono è giugno, in pieno sole, l abbraccio

Dettagli

Quasi stelle di Marcella Bettini

Quasi stelle di Marcella Bettini Quasi stelle di Marcella Bettini Illustrazione di Simonetta Fratini Quasi-stelle C era una volta una casa con tante finestre con le persiane verdi a pallini blu che, quando si aprivano, sembravano ali

Dettagli

L'orologio. di Nello Filippetti

L'orologio. di Nello Filippetti L'orologio di Nello Filippetti E il bimbo sognava l orologio che camminava giorno e notte, il cuore di smalto fiorito che nel fiore della vita la mamma dette al babbo in segno di lei, perché traducesse

Dettagli

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia Operazione Oh no! Nonno Toni sentì un urlo di rabbia provenire dalla cameretta di Tino. Salì le scale di corsa, spalancò la porta e si imbatté in un bambino con gli occhi pieni di lacrime. Tino aveva in

Dettagli

Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE

Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE Urlo d amore Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE racconti brevi www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Maria Antonietta Bafile Tutti i diritti riservati A tutti gli innamorati... A tutti gli amori assurdi

Dettagli

un nuovo lavoro 3 Le parole dell attività 2 fanno parte di un dialogo fra due ragazze. Secondo voi, di quale inizio parlano?

un nuovo lavoro 3 Le parole dell attività 2 fanno parte di un dialogo fra due ragazze. Secondo voi, di quale inizio parlano? Per cominciare... 1 Osservate le foto e spiegate, nella vostra lingua, quale inizio è più importante per voi. Perché? una nuova casa un nuovo corso un nuovo lavoro 2 Quali di queste parole conoscete o

Dettagli

Il principe Biancorso

Il principe Biancorso Il principe Biancorso C era una volta un re che aveva tre figlie. Un giorno, stando alla finestra con la maggiore a guardare nel cortile del castello, vide entrare di corsa un grosso orso che rugliava

Dettagli

http://www.sprachkurse-hochschule.de

http://www.sprachkurse-hochschule.de Lingua: Italiana Livello: A1/A2 1. Buongiorno, sono Sandra, sono di Monaco. (a) Buongiorno, sono Sandra, sono da Monaco. Buongiorno, sono Sandra, sono in Monaco. 2. Mia sorella chiama Kerstin. (a) Mia

Dettagli

Bartolomea e il basilisco del Duomo C'era una volta, intorno al 1600, dentro le mura di Modena, una bambina di nome Bartolomea, a cui era morto il

Bartolomea e il basilisco del Duomo C'era una volta, intorno al 1600, dentro le mura di Modena, una bambina di nome Bartolomea, a cui era morto il Bartolomea e il basilisco del Duomo C'era una volta, intorno al 1600, dentro le mura di Modena, una bambina di nome Bartolomea, a cui era morto il padre. La bambina viveva con sua madre, Maria, in via

Dettagli

IL CAPPELLO MAGICO RITA SABATINI

IL CAPPELLO MAGICO RITA SABATINI IL CAPPELLO MAGICO RITA SABATINI Da quando il signor Bartolomeo aveva perso tutti i suoi capelli era diventato molto triste. Dapprima i capelli erano diventati grigi e avevano iniziato a diradarsi. Poi

Dettagli

TEST DI GRAMMATICA 1 NOME e COGNOME INIZIO CORSO. COMPLETARE CON GLI ARTICOLI DETERMINATIVI O INDETERMINATIVI Esempio: Il mio amico è un architetto.

TEST DI GRAMMATICA 1 NOME e COGNOME INIZIO CORSO. COMPLETARE CON GLI ARTICOLI DETERMINATIVI O INDETERMINATIVI Esempio: Il mio amico è un architetto. TEST DI GRAMMATICA 1 NOME e COGNOME INIZIO CORSO COMPLETARE CON GLI ARTICOLI DETERMINATIVI O INDETERMINATIVI Esempio: Il mio amico è un architetto. 1) studente abita a Firenze. 3) Io conosco città italiane.

Dettagli

Ogni fatto e personaggio è puramente casuale, nomi e cognomi sono puramente di fantasia e quindi non riconducibili alla realtà, anche il racconto è

Ogni fatto e personaggio è puramente casuale, nomi e cognomi sono puramente di fantasia e quindi non riconducibili alla realtà, anche il racconto è I fogli bianchi Ogni fatto e personaggio è puramente casuale, nomi e cognomi sono puramente di fantasia e quindi non riconducibili alla realtà, anche il racconto è frutto di immaginazione e non ha nessuna

Dettagli

Impiccata per il collo l han trovata, solo sedici anni aveva. Tutti accorsero a vegliar la bambina, tutti pronti a donar cordoglio, tutti indossavan

Impiccata per il collo l han trovata, solo sedici anni aveva. Tutti accorsero a vegliar la bambina, tutti pronti a donar cordoglio, tutti indossavan Le FIABE di LYN Le FIABE di LYN C era una volta una scrofa, molto allegra, intelligente, le avevano dato anche un nome: Rosa. Tutte le volte che la chiamavano lei accorreva, trotterellando, con la sua

Dettagli

Un dollaro e ottantasette centesimi.

Un dollaro e ottantasette centesimi. Un dollaro e ottantasette centesimi. ERA TUTTO. E sessanta centesimi erano in pennies. Pennies risparmiati uno o due alla volta, contendendoli al droghiere e al fruttivendolo e al macellaio, finché, di

Dettagli

Claudio Bencivenga IL PINGUINO

Claudio Bencivenga IL PINGUINO Claudio Bencivenga IL PINGUINO 1 by Claudio Bencivenga tutti i diritti riservati 2 a mia Madre che mi raccontò la storia del pignuino Nino a Barbara che mi aiuta sempre in tutto 3 4 1. IL PINGUINO C era

Dettagli

una mutevole verità 5 U tuzz ebbe un lieve sussulto. Poi si voltò e si strinse nelle spalle in un impercettibile gesto di rassegnazione.

una mutevole verità 5 U tuzz ebbe un lieve sussulto. Poi si voltò e si strinse nelle spalle in un impercettibile gesto di rassegnazione. Prologo Cardinale Lorenzo detto u tuzz cioè «la testata» era un rapinatore, specializzato in banche e uffici postali. Lui e i suoi complici avevano una tecnica semplice e molto efficace: rubavano un auto

Dettagli

Racconto Le bellissime figlie di Mufaro

Racconto Le bellissime figlie di Mufaro www.gentletude.com Impara la Gentilezza 3 COMUNICARE CON EMPATIA (attvità per le scuole primarie) Guida Rapida Obiettivi: Gli allievi saranno in grado di identifica re modalità per comunicare con gentilezza

Dettagli

Luigi Broggini. In fondo al Corso. poesie. Le Lettere

Luigi Broggini. In fondo al Corso. poesie. Le Lettere Luigi Broggini In fondo al Corso poesie Le Lettere Paesaggio romano con leone di pietra, 1932. Se qualcuno chiede di me digli che abito sul Corso dove i giorni sono ugualmente felici e le ragazze più belle.

Dettagli

La lunga strada per tornare a casa

La lunga strada per tornare a casa Saroo Brierley con Larry Buttrose La lunga strada per tornare a casa Traduzione di Anita Taroni Proprietà letteraria riservata Copyright Saroo Brierley 2013 2014 RCS Libri S.p.A., Milano Titolo originale

Dettagli

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Giugno 2013 Livello: A2

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Giugno 2013 Livello: A2 per Stranieri di Siena Centro CILS : Ascolto - Prova n. 1 Ascolta i testi. Sono brevi dialoghi o annunci. Poi completa le frasi. Scegli una delle tre proposte di completamento. Alla fine del test di ascolto,

Dettagli

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite

C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C eraunavoltaunalbumdifotoscolorite C era una volta un album di foto scolorite. Un vecchio album di nome Sansone. Sansone era stato acquistato nel 1973 in un mercatino di Parigi da una certa signora Loudville.

Dettagli

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Dicembre 2012 Livello: A1

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Dicembre 2012 Livello: A1 Università per Stranieri di Siena Centro CILS Sessione: Dicembre 2012 Test di ascolto Numero delle prove 2 Ascolto - Prova n. 1 Ascolta i testi: sono brevi dialoghi e annunci. Poi completa le frasi.

Dettagli

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

La vita dei numeri ultimi

La vita dei numeri ultimi La vita dei numeri ultimi Orazio La Boccetta LA VITA DEI NUMERI ULTIMI racconto Dedicato a tutta la mia famiglia e i miei migliori amici a Pietro soprattutto ed in particolare a mio padre Andrea e mia

Dettagli

FIABE CINESI E TIBETANE

FIABE CINESI E TIBETANE http://web.tiscali.it FIABE CINESI E L'uccello a nove teste La pantera I geni dei fiori TIBETANE Le montagne innevate e l'uccello della felicità. L'UCCELLO A NOVE TESTE C'erano una volta un re e una regina

Dettagli

Copyright 2010 Tiziana Cazziero

Copyright 2010 Tiziana Cazziero Voltare Pagina Copyright 2010 Tiziana Cazziero Tiziana Cazziero VOLTARE PAGINA Romanzo Al mio compagno, la persona che mi sopporta nei miei momenti bui. PRIMA PARTE Buongiorno mamma. Buongiorno a te

Dettagli

RISCRIVI SUL FOGLIO CHE VIENE DOPO QUESTE FRASI IN ORDINE:

RISCRIVI SUL FOGLIO CHE VIENE DOPO QUESTE FRASI IN ORDINE: RISCRIVI SUL FOGLIO CHE VIENE DOPO QUESTE FRASI IN ORDINE: La frase la maestra scrive sulla lavagna Chiara una foto ai bambini fa Una torta prepara la mamma al cioccolato Giocano con la corda i ragazzi

Dettagli

CARMEN TOTARO Le piene di grazia

CARMEN TOTARO Le piene di grazia CARMEN TOTARO Le piene di grazia Rizzoli Proprietà letteraria riservata 2015 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-07491-9 Prima edizione: marzo 2015 Impaginazione: studio pym / Milano Le piene di grazia

Dettagli

john boyne il bambino con il pigiama a righe

john boyne il bambino con il pigiama a righe john boyne il bambino con il pigiama a righe 3 Proprietà letteraria riservata 2006 by John Boyne 2007 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-07962-4 Titolo originale dell opera: The Boy in the Striped

Dettagli

Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali)

Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali) Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali) Al mare, verso gli undici anni, avevo fatto amicizia con un bagnino. Una cosa innocentissima, ma mia madre mi chiedeva

Dettagli

Esercizi pronomi accoppiati

Esercizi pronomi accoppiati Esercizi pronomi accoppiati 1. Rispondete secondo il modello: È vero che regali una casa a Marina?! (il suo compleanno) Sì, gliela regalo per il suo compleanno. 1. È vero che regali un orologio a Ruggero?

Dettagli

FIABE GIAPPONESI. La principessa del bambù. La fanciulla del melone. Le due Fortune. Luna e Stella. Le Creature delle fiabe giapponesi.

FIABE GIAPPONESI. La principessa del bambù. La fanciulla del melone. Le due Fortune. Luna e Stella. Le Creature delle fiabe giapponesi. http://web.tiscali.it La principessa del bambù. La fanciulla del melone. Le due Fortune. Luna e Stella. FIABE GIAPPONESI Le Creature delle fiabe giapponesi. LA PRINCIPESSA DEL BAMBÙ. C'erano una volta

Dettagli

Test A2 Carta CE. Prove di comprensione del testo: LETTURA. Primo esempio

Test A2 Carta CE. Prove di comprensione del testo: LETTURA. Primo esempio Test A2 Carta CE Prove di comprensione del testo: LETTURA Primo esempio 1 Secondo esempio 2 Terzo esempio Leggi attentamente il testo, poi rispondi scegliendo una delle tre proposte. Segna la risposta

Dettagli

Gesù bambino scrive ai bambini

Gesù bambino scrive ai bambini Gesù bambino scrive ai bambini Leonardo Boff scrive a Gesù Bambino sul materialismo del Natale Il materialismo di Babbo Natale e la spiritualità di Gesù Bambino Un bel giorno, il Figlio di Dio volle sapere

Dettagli

Bù! di e con Claudio Milani

Bù! di e con Claudio Milani Bù! di e con Claudio Milani Testo n Francesca Marchegiano e Claudio Milani Scenografie n Elisabetta Viganò, Paolo Luppino, Armando e Piera Milani Musiche n Debora Chiantella e Andrea Bernasconi Produzione

Dettagli

Aiutato da due suoi amici della stessa età, Junior e Christian, Benjamin si procurò degli occhiali a raggi x in grado di vedere dentro le case e

Aiutato da due suoi amici della stessa età, Junior e Christian, Benjamin si procurò degli occhiali a raggi x in grado di vedere dentro le case e Natale a Sonabilandia Era la mattina di Natale e a Sonabilandia, un paesino dove tutti sono sempre felici, non c'era buon umore e in giro non si vedeva neanche un sorriso; questo perché in tutte le case

Dettagli

Eventuali riferimenti a nomi, cose, fatti o persone, sono puramente

Eventuali riferimenti a nomi, cose, fatti o persone, sono puramente Notte di Capodanno Eventuali riferimenti a nomi, cose, fatti o persone, sono puramente casuali Nicola Gargano NOTTE DI CAPODANNO racconto A mia moglie Amore, una piccola parola che racchiude un universo

Dettagli

Elia aveva quattordici anni. Era alto, gli occhi azzurri ed era un tipo che si perdeva molto spesso nei suoi pensieri.

Elia aveva quattordici anni. Era alto, gli occhi azzurri ed era un tipo che si perdeva molto spesso nei suoi pensieri. Testi di Joanna Bellati, Anna Lucatello, Annachiara Moretti Illustazioni di Alice Dittura, Giorgia Rizzo Elia aveva quattordici anni. Era alto, gli occhi azzurri ed era un tipo che si perdeva molto spesso

Dettagli

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI orecchio acerbo Premio Andersen 2005 Miglior libro 6/9 anni Super Premio Andersen Libro dell Anno 2005 Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI

Dettagli

L AZIONE DI DIFFUSIONE

L AZIONE DI DIFFUSIONE L AZIONE DI DIFFUSIONE 28 Messaggio, 4 marzo 1951 La volontà del Figlio Vedo una luce intensa e odo: Eccomi di nuovo. Attraverso la luce vedo la Signora. Dice: Guarda bene e ascolta quello che ho da dirti.

Dettagli

2 lectio di quaresima

2 lectio di quaresima 2 lectio di quaresima 2014 GESU E LA SAMARITANA Sono qui, conosco il tuo cuore, con acqua viva ti disseterò. sono io, oggi cerco te, cuore a cuore ti parlerò. Nessun male più ti colpirà il tuo Dio non

Dettagli

ENCICLOPEDIA DELLA FAVOLA. Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni. Raccolte da Vladislav Stanovsky e Jan Vladislav

ENCICLOPEDIA DELLA FAVOLA. Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni. Raccolte da Vladislav Stanovsky e Jan Vladislav Matite italiane ENCICLOPEDIA DELLA FAVOLA Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni Raccolte da Vladislav Stanovsky e Jan Vladislav Edizione italiana a cura di Gianni Rodari Editori Riuniti I edizione in

Dettagli

L ALBERO CHE NON SAPEVA DI ESSERE UN ALBERO

L ALBERO CHE NON SAPEVA DI ESSERE UN ALBERO L ALBERO CHE NON SAPEVA DI ESSERE UN ALBERO di Giovannella Massari Sopra un prato verde chiaro l alberello se ne stava e guardandosi un po in giro, tristemente sospirava. Nessun albero lì intorno, su quel

Dettagli

L amore è un granello di sabbia

L amore è un granello di sabbia L amore è un granello di sabbia Erika Zappoli L AMORE È UN GRANELLO DI SABBIA romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Erika Zappoli Tutti i diritti riservati A Serena e Samuel con la sola vostra

Dettagli

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro ***

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** Dormi. Lo ricordavo bene il tuo sonno: fragile e immobile di notte, inquieto e sfuggente al mattino. Ho messo su il disco

Dettagli

Ombra di Lupo Chiaro di Luna SCHEDE 1/5

Ombra di Lupo Chiaro di Luna SCHEDE 1/5 Ombra di Lupo Chiaro di Luna Tratto da Lupus in Fabula di Raffaele Sargenti Narrazione e Regia Claudio Milani Adattamento Musicale e Pianoforte Federica Falasconi Soprano Beatrice Palombo Testo Francesca

Dettagli

Ti racconto attraverso i colori

Ti racconto attraverso i colori Ti racconto attraverso i colori Report del viaggio a Valcea Ocnele Mari Copacelu INVERNO 2013 "Reale beatitudine Libero vuol dire vivere desiderando casa protetta Libertà è tenere persone accanto libere

Dettagli

La storia di Gocciolina

La storia di Gocciolina La storia di Gocciolina Gocciolina viveva in un lago alpino, in una splendida valle verdeggiante. Guardava sempre il cielo e sognava di volare. Ah! Se avessi ali per volare, viaggerei per mari e per valli

Dettagli

Il soldato si alza. Si abbottona i pantaloni, poi la giacca. Tira fuori un pacchetto di sigarette. Sigaretta? No grazie. Se ne accende una, piantato

Il soldato si alza. Si abbottona i pantaloni, poi la giacca. Tira fuori un pacchetto di sigarette. Sigaretta? No grazie. Se ne accende una, piantato Il soldato si alza. Si abbottona i pantaloni, poi la giacca. Tira fuori un pacchetto di sigarette. Sigaretta? No grazie. Se ne accende una, piantato lì in piedi a gambe larghe, in tutta la sua prestanza

Dettagli

Mafia, amore & polizia

Mafia, amore & polizia 20 Mafia, amore & polizia -Ah sì, ora ricordo... Lei è la signorina... -Francesca Affatato. -Sì... Sì... Francesca Affatato... Certo... Mi ricordo... Lei è italiana, non è vero? -No, mio padre è italiano.

Dettagli

Livello CILS A1. Test di ascolto

Livello CILS A1. Test di ascolto Livello CILS A1 GIUGNO 2012 Test di ascolto numero delle prove 2 Ascolto Prova n. 1 Ascolta i testi. Poi completa le frasi. Scegli una delle tre proposte di completamento. Alla fine del test di ascolto,

Dettagli

(La Parata - parte II) -vai alla parte I. Il set cinematografico

(La Parata - parte II) -vai alla parte I. Il set cinematografico (La Parata - parte II) -vai alla parte I Il set cinematografico Mezzoretta più tardi i due cuccioli e nonno scarabocchio erano sul set del film. - Il posto in cui si gira un film, cuccioli miei, si chiama

Dettagli

Lei e Lui. preparare la colazione. piangere disperatamente. pettinare i bambini. arrabbiarsi. dare l acqua alle piante. scrivere la lista della spesa

Lei e Lui. preparare la colazione. piangere disperatamente. pettinare i bambini. arrabbiarsi. dare l acqua alle piante. scrivere la lista della spesa 5 Lei e Lui 1 Chi fa cosa? Lavora con un compagno. Insieme guardate questa famiglia: lei, lui, un bambino e una bambina. È mattina, tutti si sono appena svegliati e si preparano per uscire. Secondo voi

Dettagli

La strada che non andava in nessun posto

La strada che non andava in nessun posto La strada che non andava in nessun posto All uscita del paese si dividevano tre strade: una andava verso il mare, la seconda verso la città e la terza non andava in nessun posto. Martino lo sapeva perché

Dettagli

PROVE DI VERIFICA FINE ANNO SCOLASTICO

PROVE DI VERIFICA FINE ANNO SCOLASTICO ANNO SCOLASTICO 2010-2011 CLASSE TERZA PROVE DI VERIFICA FINE ANNO SCOLASTICO Le prove saranno somministrate negli ultimi quindici giorni di Maggio. 1 Nome... data Pippi festeggia il suo compleanno Un

Dettagli

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto 330 ELENA ARMILLEI musica e si univano miracolosamente. - - caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- - occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto - informare sullo stato di tua

Dettagli

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7.

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 2 Dov è Piero Ferrari e perché non arriva E P I S O D I O 25 Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 1 Leggi più volte il testo e segna le risposte corrette. 1. Piero abita in un appartamento

Dettagli

Il prossimo progetto

Il prossimo progetto Il prossimo progetto Probabilmente avrei dovuto usare una pietra più chiara per il pavimento. Avrebbe sottolineato la dimensione naturale della hall di ingresso, o forse è sbagliato il legno, anche se

Dettagli

Maggio 2014 San Vito. Laboratorio di narrazione con mamme straniere e italiane

Maggio 2014 San Vito. Laboratorio di narrazione con mamme straniere e italiane Maggio 2014 San Vito Laboratorio di narrazione con mamme straniere e italiane PRIMO INCONTRO In cerchio. Presentazione dell attività e delle regole Presentazione (sedute in cerchio). Mi chiamo.la favola/fiaba

Dettagli

Candela bianca. Silvia Angeli

Candela bianca. Silvia Angeli Candela bianca È successo ancora. Il buio della stanza mi chiama alla realtà. Abbandono riluttante le coperte calde, rifugio sicuro e accendo una candela bianca, con la sua fiamma dorata. È successo di

Dettagli

www.scuolaitalianatehran.com

www.scuolaitalianatehran.com щ1 SCUOLA ITALIANA PIETRO DELLA VALLE TEHRAN Corso Settembre - Dicembre 2006 ESAME FINALE LIVELLO 2 щ Nome: Cognome: Numero tessera: щ1 щ2 Leggi il testo e completa il riassunto (15 punti) Italiani in

Dettagli

TESTO SCRITTO DI INGRESSO

TESTO SCRITTO DI INGRESSO TESTO SCRITTO DI INGRESSO COGNOME NOME INDIRIZZO NAZIONALITA TEL. ABITAZIONE/ CELLULARE PROFESSIONE DATA RISERVATO ALLA SCUOLA LIVELLO NOTE TOTALE DOMANDE 70 TOTALE ERRORI Test Livello B1 B2 (intermedio

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO POLO 2 GALATONE. a.s. 2014/2015

ISTITUTO COMPRENSIVO POLO 2 GALATONE. a.s. 2014/2015 NIDO ISTITUTO COMPRENSIVO POLO 2 GALATONE a.s. 2014/2015 QUESTA MATTINA SONO... (Racconto la mia emozione) CON LE MIE MAESTRE STO VIVENDO UNA GIORNATA NELLA SCUOLA PRIMARIA ; CHISSA COSA VEDRO'! MA STATE

Dettagli

Ha più o meno cinquant anni, presumo? domandò l uomo senza scostarsi da lei.

Ha più o meno cinquant anni, presumo? domandò l uomo senza scostarsi da lei. Mathilde tirò fuori l agenda e scrisse: «Il tizio seduto alla mia sinistra mi prende per i fondelli». Bevve un sorso di birra e lanciò un altra occhiata al vicino, un tizio immenso che da dieci minuti

Dettagli

COME SI VIVEVA IN UN INSULA? COMPLETA. Si dormiva su Ci si riscaldava con Si prendeva luce da.. Si prendeva acqua da. Al piano terra si trovavano le..

COME SI VIVEVA IN UN INSULA? COMPLETA. Si dormiva su Ci si riscaldava con Si prendeva luce da.. Si prendeva acqua da. Al piano terra si trovavano le.. ROMA REPUBBLICANA: LE CASE DEI PLEBEI Mentre la popolazione di Roma cresceva, si costruivano case sempre più alte: le INSULAE. Erano grandi case, di diversi piani e ci abitavano quelli che potevano pagare

Dettagli

biglietto e rimase senza parole: le era toccato l unico amico segreto che non avrebbe mai voluto: Gedeone

biglietto e rimase senza parole: le era toccato l unico amico segreto che non avrebbe mai voluto: Gedeone A Neretta piace molto andare a scuola. Anche i suoi amici della Compagnia del Cuore d Oro che frequentano la sua classe vanno volentieri. Ma le cose, all inizio di quest anno, non andavano troppo bene.

Dettagli

Corso di laurea in Lingue e culture straniere

Corso di laurea in Lingue e culture straniere Prova di ammissione al Corso di laurea in Lingue e culture straniere per i candidati di paesi non appartenenti alla UE. Verifica delle conoscenze linguistiche dell italiano, livello B1. PROVA 2 A. Comprensione

Dettagli

1. FUMO PERCHÉ È PIACEVOLE

1. FUMO PERCHÉ È PIACEVOLE 1. FUMO PERCHÉ È PIACEVOLE Si dicono un sacco di cose brutte sulle sigarette, ma la verità è che si fuma perché è piacevole. È piacevole aspirare il fumo con calma, è piacevole sentirlo impossessarsi dei

Dettagli

IL CANTO DELL ODORE DEL MARE ADINA VERÌ

IL CANTO DELL ODORE DEL MARE ADINA VERÌ IL CANTO DELL ODORE DEL MARE ADINA VERÌ Proprietà letteraria riservata 2012 Screenpress Edizioni - Trapani ISBN 978-88-96571-42-2 È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata

Dettagli

Paolo DÊAmbrosio. La finestra sul mare. una storia del Sud

Paolo DÊAmbrosio. La finestra sul mare. una storia del Sud Paolo DÊAmbrosio La finestra sul mare una storia del Sud Paolo D Ambrosio La finestra sul mare Proprietà letteraria riservata 2011 Paolo D Ambrosio Kion Editrice, Terni Prima edizione luglio 2011 ISBN

Dettagli

LA CLASSE IV D ALLA PINACOTECA DI BRERA

LA CLASSE IV D ALLA PINACOTECA DI BRERA LA CLASSE IV D ALLA PINACOTECA DI BRERA ANNO SCOLASTICO 2011/ 12 UNA GIORNATA A BRERA Venerdì 17 febbraio sono andato con la mia classe e la IV E a Brera. Quando siamo arrivati le guide ci hanno diviso

Dettagli

Poesie - Matteo Nicolin. Matteo Nicolin. Poesie

Poesie - Matteo Nicolin. Matteo Nicolin. Poesie Matteo Nicolin Poesie Selezione, 2013 1 La signora Nostalgia (e il suo irriverente ospite) Spesso, verso sera, mi reco alla casa di Nostalgia, una vecchia e cara amica mia: è sempre ora di cena (già io

Dettagli

Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA.

Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA. Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA. Di tutto quello che anche quest anno abbiamo cercato di fare, dei bambini della scuola dell Infanzia che continuano a giocare

Dettagli

CANOVACCIO 6. In pausa pranzo nel parco Come evitare l avarizia quando si è dalla parte del potere?

CANOVACCIO 6. In pausa pranzo nel parco Come evitare l avarizia quando si è dalla parte del potere? CANOVACCIO 6 Estratto da: L azienda senza peccati scagli la prima pietra! I sette peccati capitali dalla vita personale alla vita professionale. Il teatro chiavi in mano. In pausa pranzo nel parco Come

Dettagli

Sean e le na Storia per la Buona Notte Scarpe Luccicose

Sean e le na Storia per la Buona Notte Scarpe Luccicose Sean e le Una Storia per la Buona Notte Scarpe Luccicose da Drynites Sean e le Scarpe Luccicose Sean era così timido che quando arrivava il postino a consegnargli una lettera, era troppo timido per salutare.

Dettagli

NOTIZIE DALL INTERNO

NOTIZIE DALL INTERNO Istituto Comprensivo Cantù2 Scuola Primaria di Fecchio Anno 7. Numero 3 Giugno 2012 SCUOLA IN...FORMA Pag. 2 NOTIZIE DALL INTERNO (CURIOSANDO NELLA SCUOLA) A CURA DI ALICE, TABATA, MATTEO CAMESASCA (QUINTA)

Dettagli

LA DIVERSITÀ Obiettivo: accettare la diversità propria e altrui; considerare la diversità come un valore; comprendere un racconto.

LA DIVERSITÀ Obiettivo: accettare la diversità propria e altrui; considerare la diversità come un valore; comprendere un racconto. LA DIVERSITÀ Obiettivo: accettare la diversità propria e altrui; considerare la diversità come un valore; comprendere un racconto. Attività: ascolto di un racconto. La bambola diversa Lettura dell insegnante

Dettagli

CASA DELL ABBRACCIO. Presentazione

CASA DELL ABBRACCIO. Presentazione 1 CASA DELL ABBRACCIO Presentazione Mi chiamo Raimondi Elisa, ho 39 anni, vivo a Castell Arquato (Pc) da settembre 2013, ma sono di origine cremonese. Provengo da studi artistici: dopo il Liceo Artistico,

Dettagli

Intervista con Elsa Moccetti

Intervista con Elsa Moccetti Intervista con Elsa Moccetti [L intervista è condotta da Sonja Gilg di Creafactory SA. Intervengono altre due persone di cui un ospite: Antonietta Santschi] Dicevo, che è stata una mia scelta di venire

Dettagli

Parco naturale La Mandria

Parco naturale La Mandria Parco naturale La Mandria La favola di Rosa Ciao bambini io sono Turcet, il topolino che vive qui al Castello! Quando ero piccolo mio Nonno Topone mi raccontò la storia del Re Vittorio Emanuele e della

Dettagli

Evangelici.net Kids Corner. Abramo

Evangelici.net Kids Corner. Abramo Evangelici.net Kids Corner Abramo Abramo lascia la sua casa! Questa storia biblica è stata preparata per te con tanto amore da un gruppo di sei volontari di Internet. Paolo mise le sue costruzioni nella

Dettagli

AL CENTRO COMMERCIALE

AL CENTRO COMMERCIALE AL CENTRO COMMERCIALE Ciao Michele, come va? Che cosa? Ciao Omar, anche tu sei qua? Sì, sono con Sara e Fatima: facciamo un giro per vedere e, forse, comprare qualcosa E dove sono? Voglio regalare un CD

Dettagli

I miti e le leggende inventati dai bambini. A tutti i bambini piace inventare storie...

I miti e le leggende inventati dai bambini. A tutti i bambini piace inventare storie... I miti e le leggende inventati dai bambini A tutti i bambini piace inventare storie... Con i miei bambini della classe terza ho voluto stimolare il lavoro di gruppo facendo loro scrivere un mito o una

Dettagli

Attimi d amore. Scende come la pioggia un petalo di rose e quando ti vedo perdo la testa per te mia cara ragazza

Attimi d amore. Scende come la pioggia un petalo di rose e quando ti vedo perdo la testa per te mia cara ragazza Attimi d amore Scende come la pioggia un petalo di rose e quando ti vedo perdo la testa per te mia cara ragazza Distesa davanti alla collina Occhi verdi come il prato distesa e non pensi a nulla. Ricordo

Dettagli

LEGGENDA DELLA SIRENA

LEGGENDA DELLA SIRENA LA LEGGENDA DELLA SIRENA Anche questa seconda leggenda massarosese è stata tratta dalla raccolta Paure e spaure di P. Fantozzi e anche su questa lettura i ragazzi hanno lavorato benché in maniera differente:

Dettagli

Quando eravamo scimmie

Quando eravamo scimmie Quando eravamo scimmie Zio, è vero che tu insegni antro... non mi ricordo più come si chiama. Antropologia, sì è vero Chiara. Mi spieghi cos è? Che non è mica tanto chiaro. Sedetevi qui, anche tu, Elena.

Dettagli

FAVOLA LA STORIA DI ERRORE

FAVOLA LA STORIA DI ERRORE FAVOLA LA STORIA DI ERRORE C era una volta una bella famiglia che abitava in una bella città e viveva in una bella casa. Avevano tre figli, tutti belli, avevano belle auto e un bel giardino, ben curato,

Dettagli