L'iscrizione anagrafica dei cittadini comunitari

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1 Tavola rotonda L'iscrizione anagrafica dei cittadini comunitari Coordina: Romano Minardi Partecipano: Mauro Biondani Roberto Gimigliano Liliana Palmieri Massimo Stefanini 1

2 Circolazione e soggiorno dei cittadini comunitari e dei loro familiari I requisiti per il soggiorno superiore a tre mesi Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche dei cittadini comunitari Roberto Gimigliano 2

3 L iscrizione anagrafica dei comunitari Il cittadino comunitario al momento della richiesta di iscrizione anagrafica dovrà esibire: passaporto (o doc. equipollente) o documento di identità valido per l espatrio codice fiscale documentazione autentica idonea a dimostrare gli status personali (rapporto di filiazione, stato civile, ecc.) No autocertificazione! documentazione idonea a dimostrare la sussistenza delle condizioni previste dal d.lgs. n. 30 (attività lavorativa, risorse, ecc.) 3

4 In pratica: tutti coloro che non sono lavoratori devono presentare documentazione idonea a dimostrare sia la disponibilità di risorse economiche sufficienti, sia la copertura dei rischi sanitari 4

5 L iscrizione per attività lavorativa La qualità di lavoratore subordinato o autonomo conferisce al cittadino dell Unione il diritto di soggiornare in Italia Come si dimostra l attività lavorativa Attività lavorativa subordinata: ultima busta paga, o ricevuta di versamento di contributi all INPS, o contratto di lavoro contenente gli identificativi INPS e INAIL, o comunicazione di assunzione al Centro per l impiego, o ricevuta di denuncia all INPS del rapporto di lavoro, o preventiva comunicazione all INAIL dello stesso 5

6 Come si dimostra l attività lavorativa Attività lavorativa autonoma: certificato d iscrizione alla Camera di commercio, o attestazione di attribuzione di partita IVA da parte dell Agenzia delle entrate dimostrazione dell iscrizione all albo del relativo ordine professionale (per i liberi professionisti) La qualifica di lavoratore subordinato o autonomo NON PUO ESSERE AUTOCERTIFICATA Né il lavoratore né i suoi familiari devono esibire una polizza sanitaria: la copertura delle spese sanitarie è garantita dal SSN 6

7 L iscrizione per attività lavorativa La breve durata del contratto di lavoro non pregiudica l iscrizione anagrafica. Quando il cittadino comunitario ha diritto di soggiornare in Italia in quanto lavoratore e in tale veste chiede l iscrizione anagrafica, non è necessario, anzi, non è legittimo verificare l importo del reddito percepito dall attività lavorativa secondo i parametri previsti dall art. 29 comma 3 lett. B) del d.lgs. n. 286/1998. Lo svolgimento dell attività lavorativa è condizione necessaria e sufficiente ai fini dell acquisizione del diritto di soggiorno; ciò anche nel caso in cui il lavoratore sia accompagnato o raggiunto dai familiari di cui all art. 2 del d.lgs. n

8 L iscrizione per disponibilità di risorse economiche Il cittadino dell Unione può dimostrare di disporre, per sé e per i propri familiari, di RISORSE ECONOMICHE SUFFICIENTI a non gravare sul sistema di assistenza pubblica, anche attraverso la dichiarazione di cui agli articoli 46 e 47 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n Secondo il Ministero il requisito della disponibilità delle risorse rse economiche deve essere soddisfatto personalmente dal cittadino dell Unione: le risorse devono essere proprie dell interessato. Questo principio è condivisibile? 8

9 Le risorse economiche La dichiarazione relativa alla disponibilità di risorse economiche sufficienti non può essere generica ma deve indicare con precisione la fonte di provenienza di tali risorse; in sostanza, l interessato dovrà specificare il soggetto pubblico o privato di riferimento e gli elementi indispensabili per il reperimento, o meglio per la verifica delle informazioni e dei dati autodichiarati (cfr. all. 4 circ. n. 45) LA TABELLA DEGLI IMPORTI MINIMI 5.142,67 Solo richiedente o richiedente + un familiare ,34 Richiedente + due familiari o richiedente + tre familiari ,01 Richiedente + quattro familiari e oltre 9

10 Le cancellazioni per irreperibilità Il quadro normativo: Legge 24 dicembre 1954 n D.P.R n. 223 Legge 27 ottobre 1998 n. 470 Legge 27 maggio 2002 n

11 Chi e l irreperibile E colui che non ha più la dimora abituale nel Comune ma non bisogna confondere la non presenza od una temporanea assenza con l irreperibilità 11

12 CIRCOLARE ISTAT N. 21 /1990 IRREPERIBILITA DA ALMENO UN ANNO ALL INDIRIZZO ANAGRAFICO MANCATA CONOSCENZA DELLA NUOVA DIMORA ABITUALE ESERCIZIO DEL VOTO PROBLEMI PER L IRREPERIBILE RICHIESTA DOCUMENTI VUOTO ANAGRAFICO VIOLAZIONE DELLA LEGGE ANAGRAFICA ( ART. 11 L. 1228/1954 PER OMISSIONE DI DICHIARAZIONE OBBLIGATORIA) 12

13 L iter di cancellazione Comunicazione di avvio del procedimento ex artt. 7 e 8 L. 241/90 Accertamento anagrafico Art. 4 L. 1228/54 art. 15 e 19 d.p.r. 223/89 Viene confermata l irreperibilità La persona viene rintracciata Provvedimento amministrativo di cancellazione per irreperibilità Compilazione mod. apr 4 Notifica cancellazione (art. 143 c.p.c. deposito nella casa comunale x 20 giorni) Cancellazione anagrafica Comunicazione al Prefetto 13

14 Quindi le fasi del procedimento COMUNICAZIONI AVVIO: 1. AI SOGGETTI NEI CONFRONTI DEI QUALI IL PROCEDIMENTO E APERTO E QUINDI PRODURRA EFFETTI DIRETTI; 2. A QUELLI CHE PER LEGGE DEBBONO INTERVENIRVI; COMUNICAZIONE: INVIO CON RACCOMANDATA A/R 14

15 Cosa contiene L AMMINISTRAZIONE COMPETENTE L OGGETTO DEL PROCEDIMENTO IL RESPONSABILE L UFFICIO DOVE VISIONARE GLI ATTI UN TERMINE DI RIFERIMENTO ( ES. PRESENTARSI ENTRO GIORNI 10). IL TERMINE DI CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO ACCERTAMENTI: ART. 11 DPR 223/89 CIRCOLARE ISTAT 21/90 CIRCOLARE ISTAT 15/01 CIRCOLARE MINISTERO INTERNO 16/91 15

16 Cancellazione per irreperibilità accertata Malgrado la norma si esprima in modo diverso, la cancellazione per irreperibilità del cittadino straniero deve avvenire alle stesse identiche condizioni della cancellazione dei cittadini italiani e cioè a seguito di ripetuti accertamenti, opportunamente intervallati nel tempo (circ. ISTAT 21/90) 16

17 Cancellazione per irreperibilità - violazione degli obblighi L art. 15, comma 3 del DPR n. 394/99 ha sostituito l art. 11 comma 1 lett. c del regolamento anagrafico e prevede che i cittadini stranieri debbano essere cancellati Per irreperibilità accertata Per effetto del mancato rinnovo della dichiarazione di dimora abituale da rendersi entro 60 giorni dal rinnovo del permesso di soggiorno, trascorso 1 anno dalla scadenza, previo avviso da parte dell ufficio, con invito a provvedere nei successivi 30 giorni (art.( 7 c. 3 d.p.r. 223/89). 17

18 Cancellazione per violazione degli obblighi di cui all art. 7 comma 3 del DPR 223/1989 L ufficiale d anagrafe, trascorso un anno dalla scadenza del titolo di soggiorno, deve invitare il cittadino straniero, con raccomandata AR, a rinnovare la dichiarazione di dimora abituale, corredata dal permesso di soggiorno rinnovato Se lo straniero non provvede nei 30 giorni successivi all invito l ufficiale d anagrafe deve cancellarlo con apposito provvedimento ATTENZIONE! Se il cittadino straniero si è attivato per il rinnovo NON si potrà procedere alla cancellazione!!! 18

19 Circolazione e soggiorno dei cittadini comunitari e dei loro familiari La dimora abituale tra istanze di legalità e di residenza Mauro Biondani 19

20 Residenza La residenza non è altro che la registrazione di una situazione di fatto che si autodetermina in presenza di precise circostanze che possono riassumersi in: volontà dell interessato di stabilire liberamente la propria residenza in qualsiasi comune del territorio nazionale o all estero; dimora abituale in luogo. 20

21 L art. 43 del codice civile Domicilio e residenza Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi (Cod. Proc. Civ. 139). La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale. 21

22 Circ. Min. Interno n. 21/2001 Ai sensi del codice civile la residenza è il luogo di abituale dimora, cioè il luogo ove abitualmente si esplica la vita familiare e sociale: il concetto di residenza resta così distinto da quello di domicilio, che indica il luogo ove si svolgono gli affari e gli interessi del soggetto e dunque solitamente il luogo di lavoro. 22

23 Circ. Min. Interno n. 21/ segue Vero è che la giurisprudenza ha distinto nell'ambito del concetto di residenza un elemento oggettivo, costituito dalla stabile permanenza in un luogo, ed un elemento soggettivo, costituito dalla volontà di rimanervi (cfr., ad esempio, Cass. 5 febbraio 1985, n. 791 Cass. Sez. II, 14 marzo 1986, n e, precedentemente, Cass. Sez. I, 21 giugno 1955 n. 1925, Cass. Sez. I, 17 ottobre 1955 n. 3226, Cass. Sez. II, 17 gennaio 1972 n. 126, ecc.), 23

24 Circ. Min. Interno n. 21/ segue tuttavia anche l'elemento soggettivo non può restare all'interno del soggetto, non può essere una mera intenzione, bensì deve essere rivelato dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali (Cass., Sez. II, 14 marzo 1986 n. 1738), cioè deve essere reso conoscibile ai consociati attraverso la condotta del soggetto. Ne deriva che la residenza è comunque una situazione di fatto, alla quale deve tendenzialmente corrispondere una situazione di diritto contenuta nelle risultanze anagrafiche. 24

25 Circ. Min. Interno n. 21/ segue Pertanto la mera dichiarazione resa da un soggetto all'ufficiale dell'anagrafe di non voler risultare residente in un certo comune o, viceversa, di voler risultare residente non è di per sé sufficiente a determinare la cancellazione o l'iscrizione nell'anagrafe, occorrendo che il soggetto interessato provveda ad instaurare una situazione di fatto conforme a tale dichiarazione. 25

26 La residenza: 2 elementi costitutivi oggettivo rappresentato dalla stabilità della dimora, cioè stabile permanenza in luogo rilevata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali, soggettivo che si esplicita nel comunicare all Ufficiale d anagrafe una situazione di fatto, nel dichiarare, cioè, la propria volontà, che non può essere una mera intenzione, di fissare in un preciso indirizzo la propria dimora. 26

27 L art. 4 della legge anagrafica L ufficiale d'anagrafe provvede alla regolare tenuta dell'anagrafe della popolazione residente ed è responsabile dell'esecuzione degli adempimenti prescritti per la formazione e la tenuta degli atti anagrafici. Egli ordina gli accertamenti necessari ad appurare la verità dei fatti denunciati dagli interessati, relativi alle loro posizioni anagrafiche, e dispone indagini per accertare le contravvenzioni alle disposizioni della presente legge e del regolamento per la sua esecuzione. 27

28 Il controllo sulle dichiarazioni La richiesta di accertamento si configura come attività endoprocedimentale nell ambito, appunto, del procedimento amministrativo dell iscrizione anagrafica. 28

29 Dimore irregolari In alcuni casi di occupazione abusiva, sovraffollamento, sfratto, precarie condizioni igieniche, inagibilità dell edificio, ecc., non sarà possibile accertare l esistenza del requisito di abitualità della dimora, a prescindere dalla presenza fisica del richiedente che sarà da considerare, pertanto, solo provvisoria o occasionale all indirizzo, in quanto, per diversi aspetti, irregolare. 29

30 Come accertare la dimora abituale L indagine non può limitarsi alla mera indicazione di aver trovato una persona all indirizzo dichiarato, ma deve estendersi a 360 gradi e valutare quella presenza in luogo anche alla luce di considerazioni, in tema di legalità, sicurezza e igiene pubblica, che possano determinare con ragionevolezza, concrete possibilità abitative all indirizzo di dimora dichiarato. 30

31 Intervento dell Autorità competente È evidente che questa impostazione sta in piedi solo se si basa sull effettiva capacità d intervento della competente Autorità, se cioè si riescono ad attuare, in tempi rapidi, quei provvedimenti di ripristino della legalità che allontanino il cittadino dall indirizzo dichiarato. Solo così l Ufficiale d anagrafe potrà prendere atto della situazione (mancanza del requisito di dimora abituale) non registrando la residenza all indirizzo. 31

32 Accoglimento della domanda Se una situazione irregolare accertata non viene, in tempi rapidi, sanata con l esecuzione di un provvedimento di allontanamento dall alloggio, l ufficiale d anagrafe non ha scelta e sarà costretto a registrare quello che è diventato un consolidato stato di fatto a prescindere dalla precarietà e dalla legittimità di una situazione che non sta a lui, a questo punto, valutare né, tantomeno, correggere. 32

33 Sistemi Informativi Territoriali Per quanto fin qui esposto ritengo che le recenti realizzazioni di Sistemi Informativi Territoriali Integrati (i cosiddetti SIT o SITI), volti appunto all integrazione del dato anagrafico con quello del territorio, siano di enorme utilità per la corretta e aggiornata tenuta dello schedario anagrafico e rappresentino ormai uno strumento indispensabile per Forze dell Ordine e Polizia Locale, in grado di fare visivamente emergere situazioni abitative come il sovraffollamento e di tenere costantemente monitorati gli insediamenti abitativi nel territorio comunale. 33

34 La Carta della Sicurezza Urbana In tema di sicurezza, recentemente (Il Sole 24 Ore del 19 aprile 2008) 16 Sindaci di Comuni di medie dimensioni hanno sottoscritto a Parma la Carta della sicurezza urbana, un documento bipartisan che fa al nuovo Governo richieste molto concrete tra le quali una semplificazione delle procedure relative alla residenza. 34

35 La Carta della Sicurezza Urbana Il punto 5 della Carta della Sicurezza Urbana propone, ad esempio: di introdurre una nuova disciplina che semplifichi le procedure amministrative per la concessione o il diniego della residenza, prevedendo al contempo, coerentemente con le normative europee, requisiti più rigorosi sotto il profilo personale, della possibilità di integrazione e di maggiore coerenza con le norme urbanistiche, anche al fine di contrastare il fenomeno del degrado, del sovraffollamento urbanistico e delle locazioni irregolari. 35

36 Circolazione e soggiorno dei cittadini comunitari e dei loro familiari L interfaccia anagrafe - servizi sociali: Terra di nessuno? Massimo Stefanini 36

37 Anagrafe e servizi sociali per i cittadini UE Quale diritto all assistenza sociale per i cittadini comunitari che sono regolarmente soggiornanti? Quale coordinamento fra la direttiva 2004/38/CE, il d.lgs. n. 30/2007 e la disciplina della protezione sociale italiana? 37

38 L assistenza sociale nella direttiva 2004/38/CE Non pregiudica norme nazionali più favorevoli Il cittadino comunitario non deve divenire un onere (eccessivo) per il sistema di assistenza sociale del paese ospitante Per la fissazione delle risorse necessarie a soggiornare regolarmente l Italia ha scelto come riferimento la pensione minima sociale La direttiva stabilisce che lo stato ospitante non è tenuto ad erogare prestazioni ass.li durante i primi 3 mesi di soggiorno o ad erogare borse di studio o mantenimento agli studi prima dell acquisizione del diritto di soggiorno permanente. 38

39 L assistenza sociale nel d.lgs. 30/2007 In base al d.lgs. n 30/2007 il cittadino comunitario deve dimostrare (quando non è lavoratore dipendente o autonomo) di disporre di risorse economiche sufficienti a non divenire un onere a carico dell assistenza sociale Inoltre i cittadini comunitari non godono delle prestazioni di assistenza sociale nei primi tre mesi di soggiorno Quali sono le conseguenze di tali prescrizioni per il godimento delle prestazioni sociali? 39

40 Il sistema integrato di prestazioni e servizi sociali Art. 2 L. 328/ Hanno diritto di usufruire delle prestazioni e dei servizi del sistema integrato di interventi e servizi sociali i cittadini italiani e, nel rispetto degli accordi internazionali, con le modalità e nei limiti definiti dalle leggi regionali, anche i cittadini di Stati appartenenti all'unione europea ed i loro familiari, nonché gli stranieri, individuati ai sensi dell'articolo 41 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n Ai profughi, agli stranieri ed agli apolidi sono garantite le misure di prima assistenza, di cui all'articolo 129, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n Il sistema integrato di interventi e servizi sociali ha carattere di universalità 40

41 Il sistema italiano integrato di prestazioni e servizi sociali Art. 4 L.R. Emilia-Romagna n 2/2003 Hanno diritto ad accedere alle prestazioni ed ai servizi del sistema integrato, sulla base della valutazione del bisogno personale e familiare, indipendentemente dalle condizioni economiche: a) i cittadini italiani; b) i cittadini dell'unione Europea, nel rispetto degli accordi internazionali vigenti; c) gli stranieri, gli apolidi, regolarmente soggiornanti ai sensi della normativa statale, nonché i minori stranieri o apolidi (3). L'assistenza ai soggetti di cui al comma 1 è garantita dal Comune di residenza. 41

42 Il sistema italiano integrato di prestazioni e servizi sociali Art. 13 Carta sociale europea ARTICOLO 13 - (Diritto all'assistenza sociale e medica) Per assicurare l'esercizio effettivo del diritto alla assistenza sociale e medica, le Parti contraenti si impegnano: [ ] 3 - a prevedere che ciascuno possa ottenere, da parte dei servizi competenti di carattere pubblico o privato, tutti i consigli e tutto l'aiuto personale necessario per prevenire, per far cessare o per diminuire lo stato di bisogno personale e familiare: 4 - ad applicare, su un piede di parità con i nazionali le disposizioni contemplate ai paragrafi 1,2 e 3 del presente articolo ai cittadini delle altre Parti contraenti che si trovino legalmente sul proprio territorio, in conformità degli obblighi che esse assumono in virtù della Convenzione Europea di Assistenza Sociale Medica, firmata a Parigi l'11 dicembre

43 Circolazione e soggiorno dei cittadini comunitari e dei loro familiari Gli orientamenti della Corte di Giustizia delle Comunità europee e la loro incidenza sul piano normativo interno Liliana Palmieri 43

44 Libera circolazione e soggiorno dei cittadini comunitari I principi fondamentali E un DIRITTO primario e individuale conferito a ciascun cittadino comunitario dal possesso della cittadinanza dell Unione Le limitazioni e le condizioni per l esercizio di tale diritto sono previste dal Trattato e dalle disposizioni applicative del medesimo La libertà di circolazione e soggiorno rappresenta il principio cardine dell Unione europea La cittadinanza dell Unione dovrebbe costituire lo status fondamentale dei cittadini comunitari quando esercitano il loro diritto di circolazione e soggiorno 44

45 I principi fondamentali Tale diritto è riconosciuto a: Lavoratori subordinati e autonomi Studenti Altre persone inattive Tale diritto presuppone, affinché possa essere esercitato in oggettive condizioni di libertà e di dignità, la concessione di un analogo diritto ai familiari, di qualsiasi cittadinanza La condizione di lavoratore trova la massima tutela, sia nella fase attiva, (non importa il tipo di lavoro, né la retribuzione che si percepisce ) sia nei momenti di inattività per cause non dipendenti dalla volontà del lavoratore (malattia, infortunio, disoccupazione involont.) 45

46 I principi fondamentali Esistono altre categorie di persone, che non lavorano, ma hanno diritto di soggiornare per più di 3 mesi, purché dispongano: * di risorse economiche sufficienti per non diventare un onere a carico dell assistenza sociale dello Stato membro ospitante * e di un assicurazione malattia La disponibilità di risorse economiche sufficienti E un requisito richiesto per il riconoscimento del diritto di soggiorno (e per l iscrizione anagrafica) a favore di chi non lavora. Tale requisito deve essere soddisfatto personalmente dall interessato, il quale deve quindi disporre di risorse economiche proprie, così come previsto dall art. 29, comma 3, lett. b) del d.lgs. n. 286/1998. (circ. Min. interno n. 39/2007) 46

47 La provenienza delle risorse economiche L orientamento della Corte di Giustizia La Corte di Giustizia delle Comunità europee si è occupata di recente della questione con una sentenza del (causa C- 408/03). Il caso riguardava un cittadino belga che intendeva mettere a disposizione della partner portoghese le risorse sufficienti al riconoscimento del diritto di soggiorno di costei nello stato belga. Secondo la prassi amministrativa belga le risorse dovevano essere proprie, ossia personali, del cittadino che intende esercitare il diritto di soggiorno. La Corte di giustizia, richiamando la propria precedente giurisprudenza, ritiene che è sufficiente che i cittadini degli Stati membri dispongano delle risorse necessarie. 47

48 La provenienza delle risorse economiche Le disposizioni vigenti (ora direttiva n. 2004/38/CE) non contengono la minima esigenza in merito alla provenienza delle risorse. Tale interpretazione si impone a maggior ragione in quanto le disposizioni che sanciscono un principio fondamentale come quello della libera circolazione delle persone devono essere interpretate estensivamente. Richiedere che l interessato debba disporre egli stesso di tali risorse senza potersi avvalere al riguardo delle risorse di un familiare che lo accompagna aggiungerebbe al requisito della sufficienza già previsto un requisito attinente alla provenienza delle risorse, che rappresenterebbe un ingerenza sproporzionata nell esercizio del diritto fondamentale di libera circolazione e di soggiorno garantito dall art. 18 CE. Si tratterebbe di un ingerenza non necessaria al raggiungimento dell obiettivo perseguito, cioè la protezione delle finanze degli Stati membri. 48

49 La provenienza delle risorse economiche Secondo la Corte, la condizione relativa all esistenza di risorse finanziarie sufficienti deve ritenersi soddisfatta anche qualora tali risorse siano assicurate da un familiare del cittadino dell Unione. Alla stessa conclusione si perviene qualora il cittadino dell Unione intenda avvalersi dei redditi del suo partner o, più in generale, di un terzo, residente nello Stato membro ospitante. Qualsiasi condizione che verta sulla questione della provenienza dei redditi e delle risorse necessarie a realizzare l obiettivo di evitare che i cittadini dell Unione diventino un onere per l assistenza sociale dello Stato membro ospitante, deve ritenersi inammissibile, in quanto sproporzionata ed eccedente rispetto a quanto necessario per la realizzazione dell obiettivo perseguito dalla direttiva 90/

50 La provenienza delle risorse economiche La perdita di risorse sufficienti, siano esse personali o provenienti da un terzo conclude la Corte è sempre un rischio latente, e ciò anche quando tale terzo si sia impegnato a sostenere finanziariamente il titolare del diritto di soggiorno. L origine di tali risorse non ha pertanto incidenza automatica sul rischio che tale perdita si verifichi, dato che la realizzazione di un rischio del genere dipende da un evoluzione delle circostanze. 50

51 La vivenza a carico E un concetto che entra in gioco in materia di ingresso e soggiorno dei familiari del cittadino dell Unione. Riguarda alcune categorie di cittadini e cioè: discendenti diretti di età superiore ai 21 anni, compresi quelli del coniuge; ascendenti diretti, compresi quelli del coniuge. La condizione di vivenza a carico fa acquisire a tali persone la qualità di familiare di cittadino dell Unione ex art. 2 c.1 lett. b) d.lgs. n. 30/2007. Non esiste nel nostro ordinamento una definizione giuridica unica della condizione di vivenza a carico, né ha provveduto in merito la Direttiva n. 2004/38/CE 51

52 La vivenza a carico In generale, la condizione di vivenza a carico può essere definita come la situazione di fatto che si verifica quando un soggetto provvede in maniera continuativa al sostentamento di altre persone. Come si dimostra la vivenza a carico? In pratica, la qualità di vivenza a carico può essere dimostrata: tramite idonea documentazione rilasciata dalle competenti autorità del Paese di origine, tramite autocertificazione 52

53 Sentenza 9 gennaio 2007 Proced. C-1/05 L art. 1, n. 1, lett. d), della direttiva del Consiglio , 73/148/CEE, (abrogata dalla direttiva n. 2004/38/CE) relativa alla soppressione delle restrizioni al trasferimento e al soggiorno dei cittadini degli Stati membri all interno della Comunità in materia di stabilimento e di prestazione di servizi, deve essere interpretato intendendo per «[essere]a [loro] carico», il fatto che il famigliare di un cittadino comunitario stabilito in un altro Stato membro ai sensi dell art. 43 CE, abbia bisogno del sostegno materiale di tale cittadino o del coniuge per sopperire ai suoi bisogni essenziali nello Stato d origine o di provenienza di tale famigliare al momento in cui chiede di ricongiungersi a tale cittadino. 53

54 Sentenza 9 gennaio 2007 Proced. C-1/05 L art. 6, lett. b), della stessa direttiva deve essere interpretato nel senso che la prova della necessità di un sostegno materiale può essere fornita con qualsiasi mezzo appropriato, mentre il mero impegno di assumersi a carico lo stesso famigliare, proveniente dal cittadino comunitario o dal suo coniuge, può non essere considerato come comprovante l esistenza di una situazione di dipendenza reale da parte di quest ultimo. In Italia si è scelta la soluzione più favorevole al cittadino La qualità di vivenza a carico può essere attestata dall interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di cui all art. 46 del d.p.r. 445/2000 (circ. n. 19/2007 Min. interno) 54

55 Vivenza a carico e coabitazione E necessaria la coabitazione per la sussistenza della condizione di vivenza a carico? La Corte di Giustizia si è occupata della questione con la sentenza C-212/00. IL CASO Un lavoratore cittadino italiano, residente in Belgio, coniugato e con un figlio, venutosi a trovare in stato di disoccupazione, ha avanzato richiesta di pagamento della relativa indennità, con un importo maggiorato per il fatto di avere una famiglia a carico. La famiglia era, tuttavia, rientrata, in Italia 55

56 Vivenza a carico e coabitazione Lo Stato belga ha rigettato la richiesta poiché, secondo la legislazione belga, per ottenere l indennità di disoccupazione maggiorata (e cioè ragguagliata al carico di famiglia) è necessaria, oltre alla residenza nello Stato belga, anche la coabitazione del lavoratore con il coniuge privo di redditi o, quantomeno con uno dei figli per i quali abbia diritto agli assegni familiari La coabitazione, secondo lo Stato belga, deve consistere nel vivere sotto lo stesso tetto e nel risolvere principalmente in comune le questioni domestiche. Si trattava di una questione pregiudiziale, ma di importanza sostanziale. 56

57 Vivenza a carico e coabitazione L orientamento della Corte di Giustizia La scelta di subordinare al requisito della coabitazione la corresponsione dell aliquota maggiorata per il carico di famiglia, come prevede l ordinamento belga, si pone in contrasto con i principi comunitari, rappresentando una forte limitazione della libertà di circolazione e soggiorno del lavoratore e dei suoi familiari. Quale rilevanza possiede questo orientamento nel nostro sistema? Per la sussistenza della condizione di vivenza a carico, richiesta per alcuni cittadini ai fini del riconoscimento della qualità di familiare, NON E INDISPENSABILE LA COABITAZIONE 57

58 Orientamenti del giudice comunitario e disposizioni interne: una convivenza difficile Come conciliare i principi posti dal giudice comunitario con le disposizioni interne? E necessaria una attenta opera di interpretazione e di armonizzazione La sentenza Garcia Avello in tema di cognome dei figli è un esempio sintomatico! 58

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