Anno 2010 Numero 1 L INFORMAZIONE DEL CONSUMATORE INSERTO SPECIALE: LA RESPONSABILITÀ MEDICA

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1 L INFORMAZIONE DEL CONSUMATORE 0,50 A COPIA Anno V - Numero I - Aprile I.R spedizione in AP. 45% - Articolo 2 comma 20/b legge 662/96 - Autorizzazione della direzione commerciale imprese di Reggio Emilia. Tassa riscossa / Taxe Parcué - In caso di mancato recapito inviare al C.P.O. di Reggio Emilia per la restituzione al mittente previo pagamento resi. Rivista iscritta al ROC (Registro degli Operatori della Comunicazione) al n in data 31 Marzo INSERTO SPECIALE: LA RESPONSABILITÀ MEDICA LA QUALITÀ E L EFFICIENZA DEI SERVIZI PUBBLICI ANCHE PER LA GIURISPRUDENZA I COMUNI NON POSSONO PIU PRETENDERE CHE I FAMILIARI DEGLI ANZIANI PROVVEDANO AL PAGAMENTO DELLE RETTE DI RICOVERO DELLA RSA. COME DIFENDERSI DAGLI ACQUISTI SU INTERNET ALLERGIE ALIMENTARI E GARANZIE PER IL CONSUMATORE DANNI PROVOCATI DAL PERSONALE SANITARIO CONVENZIONATO CON L A.U.S.L.: IL REGIME DI RESPONSA- BILITA. CONDOMINI, BASTA LITIGARE, DA OGGI SI CONCILIA! Anno 2010 Numero 1

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3 dalla parte dei Diritti CONDANNATI IL COMUNE DI REGGIO EMILIA E ENIA PER IL NON RISPET- TO DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTI- TUZIONALE LA Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia ha accolto il ricorso presentato da un cittadino esperto di tributi locali per l annullamento della fattura emessa da ENIA, sede di Reggio Emilia. Infatti, con la sua sentenza dell 11 febbraio 2010/ 15 febbraio 2010, N. 27/01/2010, la COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE è stata chiarissima ed ampiamente esaustiva. Il ricorso era diretto sia ad Enia che al Comune di Reggio Emilia quale ente impositore. Le motivazioni del ricorrente prendevano impulso dalla sentenza n. 238 del luglio 2009 della Corte Costituzionale che ha stabilito che la tariffa di igiene ambientale (TIA) ha natura tributaria. Le fatture emesse da Enia non solo non hanno i requisiti stabiliti dalla legge ma addirittura la violano in quanto vengono ingiustamente sottoposte ad iva quando la Corte Costituzionale, con la sentenza succitata, l ha tassativamente esclusa. Infatti, il 1 comma dell Art. 136 della Costituzione recita testualmente: quando la Corte dichiara l illegittimità Costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione. L Art. 30, comma 3, della legge 11 marzo 1953, n. 87, recita le norme dichiarate incostituzionali non possono avere applicazione che dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione. Ebbene? Benché tutto ciò, il Comune di Reggio Emilia ed ENIA persistono senza alcun rispetto della Corte Costituzionale e della Commissione Tributaria Provinciale e sollecitano gli utenti a versare quanto non è dovuto minacciando, tra l altro, azioni legali improponibili. Questi comportamenti (odiosi e criticabili) rappresentano una brutta ed arrogante pagina di questi enti che, sulla materia in questione, si sono mostrati (e si mostrano) irrispettosi delle leggi e lontano dal rispetto dei diritti dei cittadini Sommario I CONSIGLI DEL NOTAIO: IL PUNTO SULLA PORTABILITA DEL MUTUO NUOVA CAUSA COLLETTIVA CONTRO STANDARD E POOR S 7 LE TECNICHE ARTISTICHE: LA SERIGRAFIA 8-9 LA QUALITÀ E L EFFICIENZA DEI SERVIZI PUBBLICI ETF: FONDI NEGOZIATI IN BORSA (EXCHANGE TRADED FUNDS) ANCHE PER LA GIURISPRUDENZA I COMUNI NON POSSONO PIU PRETENDERE CHE I FAMILIARI DEGLI ANZIANI PROVVEDANO AL PAGAMENTO 12 CHIROPRATICA - OSTEOPATIA 13 TETRA PAK RIDUCE LE EMISSIONI DI CO 2 14 TUTTA L'ENERGIA DEL SOLE L AVVERSIONE AL CARBONE NASCE DALLA CATTIVA INFORMAZIONE 17 COME DIFENDERSI DAGLI ACQUISTI SU INTERNET ALLERGIE ALIMENTARI E GARANZIE PER IL CONSUMATORE DANNI PROVOCATI DAL PERSONALE SANITARIO CONVENZIONATO CON L A.U.S.L.: IL REGIME DI RESPONSABILITA. 20 LA CLASS ACTION PUBBLICA 21 L ANGOLO DELLA POESIA & FAVOLE DA TERZO MILLENIO 25 LE NUOVE LIBERALIZZAZIONI CONDOMINI, BASTA LITIGARE, DA OGGI SI CONCILIA! SEDI TERRITORIALI E SPORTELLI DELLA CONFCONSUMATORI DELL EMILIA ROMAGNA. Autorizzazione del Tribunale di Reggio Emilia n 1006 del 05/06/2000 Proprietario / Editore Renzo Ferrari Direttore Responsabile Secondo Malaguti Redazione Via Spani Bartolomeo, 17, Reggio Emilia Cell QUESTA RIVISTA, COME TUTTI I NUMERI PRECE- DENTI, E VISITABILE SUL SITO: PER INFORMAZIONI E APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A : Comitato di Redazione Giovanni Franchi Sara Rubaldo Giuseppe Giulio Luciani Roberta Li Calzi Paola Boeti Stefano Freschi Luigi Martin Riccardo Maccaferri Sergio Di Chiara Stampa ARTI GRAFICHE DE PIETRI VIA L. SPALLANZANI, 9 CASTELNOVO DI SOTTO REGGIO EMILIA Progetto grafico CASA MIA in questo numero INSERTO SPECIALE: "La responsabilità medica" l informazione del consumatore [IL DIRETTORE] QUESTA RIVISTA È DOCUMENTO DI INTERESSE CULTURALE DESTINATA ALL'USO PUBBLICO (LEGGE 15 APRILE 2004, N 106) 3

4 l informazione del consumatore 4 I CONSIGLI DEL NOTAIO: IL PUNTO SULLA PORTABILITA DEL MUTUO A distanza di circa due anni dal Decreto 7/2007 sulla portabilità dei mutui, sulla scorta delle intervenute modifiche normative e della prassi operativa, pare opportuno fare il punto sulle modalità di sostituzione dei mutui ipotecari. Come abbiamo già chiarito in un precedente intervento, due sono essenzialmente le possibili modalità di rinegoziazione: 1 - La prima opzione è quella dell' "accordo modificativo". Si tratta della strada di certo più semplice e meno costosa da utilizzare in tutti i casi in cui si giunga ad un accordo con la stessa banca che permetta di modificare la durata od il tasso di interesse del precedente mutuo. Sono conservati tutti gli eventuali benefici fiscali esistenti; non si sostengono i costi di una nuova istruttoria legale della pratica, l ipoteca rimane ferma. 2 La seconda opzione consiste nella concessione di un nuovo finanziamento da parte di altro istituto di credito a condizioni diverse da quelle originarie. Con l'erogazione del nuovo finanziamento il cliente provvede a estinguere quello originario. Il cliente sopporta tutti i costi inerenti alla chiusura di un rapporto e pressoché tutti quelli relativi alla concessione del nuovo finanziamento: un nuovo atto notarile, la cancellazione dell ipoteca precedente (anche attuata secondo la nuova procedura semplificata), una nuova iscrizione ipotecaria con grado nuovo rispetto a quella preesistente. In tale "genus" si inquadra la fattispecie della portabilità del mutuo" attraverso la surrogazione. Nella surrogazione viene ugualmente estinto il mutuo originario, ma non vi è iscrizione di nuova ipoteca. La surrogazione comporta un minore esborso (sia di costi legali, sia di costi fiscali) rispetto ad un operazione di estinzione/accensione di un nuovo mutuo: il nuovo creditore mutuante è surrogato in tutti i diritti e garanzie già spettanti al precedente creditore. Il nuovo mutuo non può oltrepassare per importo il debito relativo al mutuo precedente Uno degli ostacoli che hanno impedito, fino a qualche mese fa, la diffusione della surrogazione è stato, in aggiunta alla diffidenza delle banche verso il nuovo strumento, il costo, sia pure contenuto, dell'operazione. La legge finanziaria per il 2008 (L.244/2007) ha novellato la norma sulla surrogazione precisando che: "La surrogazione comporta il trasferimento del contratto di mutuo esistente, alle condizioni stipulate tra il cliente e la banca subentrante, con l esclusione di penali o altri oneri di qualsiasi natura. Non possono essere imposte al cliente spese o commissioni per la concessione del nuovo mutuo, per l istruttoria e per gli accertamenti catastali, che si svolgono secondo procedure di collaborazione interbancaria improntate a criteri di massima riduzione dei tempi, degli adempimenti e dei costi connessi." Inoltre tra le disposizioni anti-crisi inserite nella 1egge 2/09 numerose sono quelle che hanno riguardato la procedura di portabilità del mutuo ed in particolare i costi. In particolare è previsto che: "Anche al fine di escludere a carico del mutuatario qualunque costo relativo alla surrogazione, gli atti di consenso alla surrogazione, ai sensi dell'articolo 1202 del codice civile, relativi a mutui accesi per l'acquisto, la ristrutturazione o la costruzione dell'abitazione principale, contratti entro la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto da soggetti in favore dei quali è prevista la rinegoziazione obbligatoria, sono autenticati dal notaio senza applicazione di alcun onorario e con il solo rimborso delle spese. A tal fine, la quietanza rilasciata dalla prima banca e il contratto di mutuo stipulato dalla seconda banca devono essere forniti al notaio per essere prodotti unitamente all'atto di surrogazione. Per eventuali attività aggiuntive non necessarie all'operazione, espressamente richieste dalle parti, gli onorari di legge restano a carico della parte richiedente. In ogni caso, le banche e gli intermediari finanziari, per l'esecuzione delle formalità connesse alle operazioni di cui all articolo 8 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, e successive modificazioni, non applicano costi di alcun genere, anche in forma indiretta, nei riguardi dei clienti". Le modifiche normative richiamate hanno dunque definitivamente chiarito che le spese per la concessione del nuovo mutuo sono a carico del mutuante (banca), come pure le spese per gli "accertamenti catastali" (rectius: anche ipotecari), laddove la nuova banca ritenga di verificare la proprietà dell'immobile, la sua libertà da gravami pregiudizievoli ed il grado dell'ipoteca in cui subentra, richiedendo una relazione notarile o le certificazioni ipocatastali (come confermato dal Ministero dello Sviluppo economico e dalla Banca d'italia). L'estinzione del vecchio mutuo e l'apertura del nuovo mutuo non devono dunque comportare alcun costo per il cliente: ogni spesa (comprese quelle notarili) deve essere accollata alla nuova banca; la nuova banca deve peraltro avere la collaborazione della vecchia banca in ordine alla fornitura di tutta la documentazione necessaria. La prassi operativa sta confermando che le recenti novità normative hanno dato un impulso decisivo allo strumento della surrogazione che è divenuta dunque, per molte banche, uno standard di riferimento da proporre al cliente che intenda modificare le condizioni del vecchio mutuo. Altro è invece la scelta del nuovo tasso di interesse (fisso o variabile) che rimane sempre legata al prudente apprezzamento del mutuatario il quale dovrà fare la massima attenzione alle offerte del mercato, assicurandosi che il nuovo mutuo sia effettivamente migliorativo del precedente. PER ULTERIORI INFORMAZIONI SUL CONTRATTO DI MUTUO È POSSIBILE CONSULTARE IL SITO [GIOVANNI ARICO ] NOTAIO IN REGGIO EMILIA

5 NUOVA CAUSA COLLETTIVA CONTRO STANDARD & POOR S CIRCA SESSANTA CONSUMATORI, PER LA MAGGIOR PARTE EMILIANI, HANNO CONVENUTO IN GIUDIZIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI MILANO STANDAR & POOR S PER I DANNI DA LORO SUBITI A CAUSA DEL DISASTRO LEHMAN BROTHERS. MA PERCHÉ MAI UN AZIONE CONTRO QUESTA SOCIETÀ SI CHIEDERÀ IL LETTORE? RICORDIAMO ALLORA I FATTI. Come è noto l attuale crollo dei mercati finanziari nello scorso autunno è legato alla posizione del Gruppo americano Lehman Brothers, il quale è stato fino a pochi anni fa, tra i primari operatori della finanza mondiale, svolgendo molteplici attività volte a soddisfare le esigenze finanziarie di società, governi ed enti locali, clienti istituzionali e individuali dotati di ampi portafogli di investimento su scala mondiale. Lehman Brothers prestava, infatti, servizi di investment banking, vendita, negoziazione e ricerca in materia di titoli azionari e a reddito fisso e servizi di consulenza e gestione in materia di investimenti. Il Gruppo operava, altresì, come market-maker mondiale rispetto ai maggiori prodotti di tipo azionario e a reddito fisso, sia negli Stati Uniti, che nei mercati internazionali. Ed allo scopo di agevolare tale attività, Lehman Brothers era membro delle principali borse di scambio di valori mobiliari e beni negli Stati Uniti, del NASD, oltre che intermediario aderente a molte delle principali borse internazionali di scambio di valori mobiliari e materie prime, tra cui le borse di Londra, Tokyo, Hong Kong, Francoforte, Parigi, Milano e Sydney. Tuttavia, già nell agosto del 2007, a causa del peggioramento dell esposizione debitoria del Gruppo Lehman nel settore dei mutui subprime, il direttivo dell azienda decideva di cessare il settore dedicato a questi prestiti, così registrando una drastica perdita sia dei posti di lavoro in ben 23 sedi, che finanziaria. La situazione patrimoniale del Gruppo peggiorava ulteriormente nel corso del 2008 a causa, tanto della persistente crisi dei mutui subprime, quanto dei devastanti problemi finanziari legati ai titoli garantiti da quei prestiti a basso rating. Nel secondo trimestre del 2008, infatti, il Gruppo registrava perdite per quasi tre miliardi di dollari che costringevano la società a tentare di liquidare circa 6 miliardi di dollari di attività per fare fronte a quelle dichiarate. È chiaro che il grave deficit del Gruppo si ripercuoteva sui titoli Lehman che, infatti, perdevano il 73% del loro valore, mentre il mercato del credito continuava a franare. La situazione finanziaria della società precipitava definitivamente il 9 settembre 2008, allorquando, a seguito dell abbandono delle trattative da parte di Bank of America prima e di Barclays poi, le azioni Lehman subivano una grave perdita del 44,95%. Pertanto, il 15 settembre 2008 la società manifestava pubblicamente l'intenzione di avvalersi del Chapter 11, la procedura di fallimento pilotato prevista dalla legge statunitense, annunciando debiti bancari per 613 miliardi di dollari, debiti obbligazionari per 155 miliardi di dollari, nonché debiti per attività per un valore di 639 miliardi di dollari. Deve sin d ora esser precisato che, sino al giorno della dichiarazione di fallimento da parte del Gruppo statunitense (15 settembre 2008), nonostante il gravissimo deficit patrimoniale della società, i titoli obbligazionari Lehman continuavano a godere di un giudizio positivo da parte delle tre sorelle, vale a dire le tre agenzie chiamate monitorare l andamento e ad attribuire il rating dei titoli Lehman: la Standard & Poor s, la Moody s e la Fitch Ratings. Tali società di rating, infatti, solo poco prima che il Gruppo statunitense annunciasse il proprio fallimento, provvedevano a declassare in negativo il giudizio sui titoli Lehman, diffondendo nel mercato dei risparmiatori, prima di quella data, informazioni completamente errate circa la sicurezza e l affidabilità di quei titoli. Rammentiamo, infatti, che il giorno antecedente il fallimento, il rating attribuito da Standard & Poor s alla banca dei fratelli Lehman era di notevole affidabilità: A. Sebbene il giudizio delle tre sorelle fosse così buono, la situazione non era sconosciuta agli esperti. Sin dal 31 maggio 2007 la Banca di Italia aveva, infatti, segnalato preoccupazioni sul mercato internazionale nelle proprie considerazioni finali riguardanti l anno Si legge, infatti, in una sua segnalazione agli istituti di credito: L espansione dei mercati e il continuo processo di innovazione finanziaria mutano anche la struttura dei rischi. È ancora aumentato il ricorso agli strumenti derivati, il cui valore nozionale è oggi dieci volte il prodotto mondiale. Accanto agli strumenti che offrono copertura dai rischi di mercato, si sono diffusi rapidamente quelli che consentono di trasferire il rischio di credito; il valore nozionale dei credit default swaps, dopo essere più che raddoppiato nel 2005, è ancora raddoppiato nel Consentendo di scomporre e valutare con precisione il rischio di credito, allocandolo e disperdendolo tra una moltitudine di operatori, i derivati di credito contribuiscono a innalzare la produttività del sistema finanziario, proprio come nuove tecnologie produttive accrescono quella dell economia reale. Essi possono tuttavia divenire fonte di instabilità se utilizzati dagli intermediari non per coprire il rischio esistente, bensì per accrescere la quantità dei rischi da assumere. I derivati di credito possono modificare inoltre il modus operandi delle banche che se ne servono: se chi eroga il prestito ne cede in parte il rischio ad altri, l incentivo a vagliare la qualità dei debitori può ridursi; ne è un segnale l aumento delle insolvenze nel mercato dei mutui ipotecari negli Stati Uniti, dove il trasferimento del rischio è diffuso. Liquidità abbondante e bassi tassi di interesse hanno contribuito allo sviluppo tumultuoso di hedge funds e fondi di «segue» l informazione del consumatore 5

6 NUOVA CAUSA COLLETTIVA CONTRO STANDAR & POOR S l informazione del consumatore private equity. Il loro ruolo nel funzionamento dei mercati è stato positivo. Ma la dimensione del fenomeno, l alta leva finanziaria che caratterizza gli hedge funds, la richiesta di maggiore trasparenza da parte di investitori e controparti, i potenziali rischi di instabilità richiedono l attenzione del mercato e dei regolatori. Le autorità mirano a contenere il rischio sistemico facendo leva sulla disciplina di mercato, stimolando i soggetti da esse direttamente vigilati affinché ottengano dagli hedge funds le informazioni necessarie e si assicurino dell esistenza di procedure per la migliore gestione dei rischi. I premi per il rischio sono oggi ridotti su un ampio spettro di strumenti e di mercati. La percezione del rischio da parte degli investitori potrebbe repentinamente cambiare; una brusca ricomposizione dei portafogli, qualunque ne fosse l origine, avrebbe effetti destabilizzanti sui tassi di cambio, sui mercati finanziari. Benché in grado di assorbire meglio che in passato shock di piccole e medie dimensioni, il sistema finanziario potrebbe essere divenuto più vulnerabile rispetto a eventi estremi, con bassa probabilità di realizzarsi ma con effetti potenzialmente dirompenti, anche in ragione della crescente complessità del sistema stesso, della più stretta interdipendenza tra i mercati. È insomma dalla seconda metà del 2007 che le condizioni di Lehman erano iniziate a peggiorare. Ne discende che STANDARD & POOR S e le altre due sorelle avrebbero dovuto modificare il ratingc. Non essendo ciò accaduto, viene da dire che col proprio comportamento negligente ed omissivo, esse, prima fra tutte STANDARD & POOR S, hanno concorso in maniera determinante alla realizzazione dell evento dannoso per tutti coloro che hanno acquistato quei titoli; evento di prima intuizione: quello di aver ingenerato nei risparmiatori l affidamento e la convinzione che i prodotti finanziari Lehman fossero bond sicuri, in quanto assistiti da un rating molto positivo ed accreditato da una delle più importanti agenzie mondiali operanti nel mondo della finanza. Il comportamento gravemente negligente dell agenzia ha fornito un contributo causale decisivo per il verificarsi del danno subito dai risparmiatori, atteso che, da un lato, ha indotto e invogliato all acquisto chiunque fosse in cerca di titoli assolutamente sicuri, dall altro, avendo totalmente omesso di fornire tempestivamente al mercato notizie vere ed esatte sulla reale solvibilità di Lehman, ha indotto gli attori a mantenere serenamente i titoli acquistati e a non disinvestire alcunché, confidando sul giudizio nettamente positivo fornito dall agenzia. Deve al riguardo osservarsi che attualmente, assume sempre più importanza nelle scelte di investimento di istituzioni e risparmiatori l attività svolta dalle agenzie di rating. Queste ultime, infatti, stante l elevata professionalità e l ottima reputazione di cui godono sul mercato, sono in grado di orientare profondamente le scelte dei risparmiatori, rappresentando agli occhi degli investitori una fonte di informazione affidabile e sempre aggiornata. Il voto di rating rappresenta, inoltre, uno degli elementi più consultati dai risparmiatori in vista delle scelte di investimento da compiersi sul mercato dei capitali, atteso che esso fornisce indicazione sui rischi legati agli investimenti e contribuisce a prefigurare l affidabilità della società emittente i titoli. A ciò, deve aggiungersi una ulteriore circostanza di rilievo. Il rating è anche l elemento che gli intermediari finanziari (banche o compagnie assicurative) tengono ben presente e riferiscono al loro cliente come prova della sicurezza del prodotto venduto. Anche a coloro che hanno agito in giudizio era stato infatti riferito che i titoli venduti erano da considerarsi assolutamente garantiti, atteso che la società emittente o la società garante del prodotto Lehman era insignita di un rating elevatissimo e che, pertanto, i risparmi sarebbero stati di certo al sicuro. Altro elemento di fatto che comprova come il comportamento negligente e colposo della odierna convenuta ha influito nel cagionare i danni subiti dagli attori è che solo l attribuzione di un rating elevato ha consentito l inserimento dei bond Lehman nel paniere delle obbligazioni a basso rischio di Patti Chiari. Questi i motivi dell azione esperita da tanti risparmiatori con un unico atto di citazione. Il fatto che tale azione sia stata esercitata da molti risparmiatori e non direttamente dalla loro associazione, la Confconsumatori, dipende dal rinvio dell entrata in vigore della normativa riguardante l azione collettiva detta class-action.; azione collettiva che comunque non sarà applicabile a fatti, come il nostro, verificatisi in precedenza. [AVV. GIOVANNI FRANCHI] Coordinatore Ufficio Studi Confconsumatori Emilia Romagna 6 Come cura l Osteopatia? Lo scopo del trattamento è quello di individuare quelle restrizioni di mobilità (muscolo-fasciali, cranio-sacrali, viscerali e articolari) che causano alterazioni fisiologiche in grado di instaurare una problematica dolorosa che può sfociare in patologia. L organismo, sgombro da queste costrizioni, è così finalmente libero di ricercare un nuovo equilibrio attraverso il quale si può ripristinare uno stato di salute e benessere. Alberto Castellani D.O. Tel Ecco alcune delle problematiche che interessano il trattamento osteopatico: Lombalgia, Sciatalgia; Squilibri posturali - asimmetrie; Traumi sportivi - distorsioni microtraumi; Cervicalgie; Tunnel carpale; Epicondilite; Cefalee; Disordini collegati al sistema craniale e/o viscerale.. Soc. Coop. a.r.l Via Provinciale Nord, 17 Tel. 0522/ Bagnolo in Piano (Reggio Emilia)

7 LE TECNICHE ARTISTICHE: LA SERIGRAFIA La serigrafia, è un antica tecnica di stampa così chiamata perché si eseguiva con matrici di Seta (oggi Nylon). La prerogativa della stampa serigrafica è che si può imprimere su numerosissimi supporti, comprese superfici non piane. In questi ultimi tempi, ha preso un posto importante nella stampa d Arte. Sono pochissimi gli artisti che non si sono avvalsi di questa pregevole tecnica. Come si realizza una grafica d arte in serigrafia? L artista prepara il bozzetto, che poi deciderà con lo stampatore per la realizzazione migliore; una volta deciso su quale supporto eseguirla si inizia il lavoro. Per prima cosa, si preparano su un supporto trasparente, con un colore coprente (rosso opaco per negativi, china, ecc.) le pellicole che occorrono per realizzare le matrici o telai per eseguire l opera. Le pellicole vengono impresse (oggi) con un sistema fotografico sui telai, che si ritoccano di tutte le imperfezioni che accidentalmente sono venute. Si inizia la fase di stampa, preparando il colore che si stabilisce con l artista (in serigrafia non esistono mezzi toni, quindi per ogni sfumatura di colore ci vuole un telaio). Ci sono artisti, per esempio Piero Dorazio, che predisponeva tutte le pellicole prima della stampa, indicando su ognuna il colore che aveva considerato, altri preferiscono preparare volta per volta, i telai fino a compimento dell opera. Detto così può sembrare un processo semplice, ma non l'ho è, perché complessa è sia la preparazione del telaio e del colore (può essere coprente o trasparente) che si deve avvicinare il più possibile all idea dell artista. Tutto questo rende questa tecnica di stampa molto affascinante. [OPERA DELL' ARTISTA FIORENZO M.GOBBO] [ALBERTO RUFFO] [OPERA DELL' ARTISTA ANNA D.B.] CAAF CONFAGRICOLTURA MODENA Il Servizio tributario presta consulenza, provvede alle predisposizione ed all invio telematico delle dichiarazioni dei redditi. È attivo uno sportello di assistenza fiscale (Caaf) per la presentazione dei modelli Unico, 730, Ici, Isee, Red di dipendenti e pensionati. Altri servizi seguiti dai nostri uffici riguardano l assistenza ai datori di lavoro domestico per l assunzione di colf e badanti. Svolgiamo inoltre tutti gli adempimenti relativi alle denunce di successione e relative volture catastali per i trasferimenti immobiliari a causa di morte. Su richiesta si presta consulenza sui contratti di locazione di immobili ad uso abitativo. Patronato Enapa Il Patronato Enapa, organo di assistenza sociale della Confagricoltura, istruisce le pratiche inerenti le prestazioni assistenziali e previdenziali degli agricoltori, dei coltivatori diretti, dei pensionati e dei lavoratori dipendenti di ogni settore. In particolare, cura i rapporti con l Inps (verifica posizioni contributive, domande di pensione, assegni familiari, disoccupazione, ecc.), con l Inal (tutela medico legale, infortuni sul lavoro, ecc.), con l ufficio invalidi civili. Inoltre, promuove attività culturali e ricreative quali viaggi, soggiorni e convegni. Dove siamo MODENA (sede centrale) Via Diena, 7 (angolo con Via del Mercato) tel fax ZONA DI FINALE EMILIA Via Mazzini, 1/F tel. e fax ZONA DI MIRANDOLA Via Cavallotti, 4/A tel fax ZONA DI SAN FELICE SUL PANARO Via Ferraresi, 16 tel. e fax ZONA DI CARPI Via C. Marx, 97 tel fax ZONA DI CASTELFRANCO EMILIA Via Togliatti, 47 tel fax ZONA DI SASSUOLO Vicolo Paltrinieri, 5 tel fax ZONA DI VIGNOLA Via Plessi, 8/2 tel fax ZONA DI PAVULLO Via G. Minelli, 8 tel fax l informazione del consumatore 7

8 l informazione del consumatore Carte dei servizi La qualità e l efficienza dei servizi pubblici Per rendere più efficienti i servizi pubblici e maggiormente informati i clienti fruitori delle attività erogate, il legislatore ha coniato un nuovo istituto che configura il rapporto tra soggetto erogatore ed utente del servizio: la Carta dei Servizi. Prima dell avvento di questo prezioso strumento, il cittadino era sottomesso all operatore, cioè era possibile inquadrare la relazione tra gestore del servizio pubblico e cittadino-utente alla stregua del legame che sussisteva tra cittadino e P. A., poiché erano diversi gli interessi di cui erano titolari i due soggetti: pubblici e generali quelli curati dall ente erogatore; privati e particolari quelli dell utente. In seguito alla riforma delle pubbliche amministrazioni ed all avvio del processo di liberalizzazione di molti servizi pubblici locali, il modello di sopra descritto è entrato in crisi poiché ha progressivamente assunto i connotati del rapporto che sussiste tra produttore e consumatore. Infatti, è considerevolmente mutato il fine cui volge il soggetto erogatore, non più consistente nel mero soddisfacimento di un interesse pubblico, bensì nel perseguimento di uno scopo di lucro. Nell ottica della necessità di dare soddisfazione ai diritti ed agli interessi degli utenti di servizi pubblici, gli operatori hanno stipulato una sorta di patto con i cittadini, orientato alla customer satisfaction, ossia finalizzato a garantire prestazioni informate a parametri qualitativi prefissati e verificabili. La normativa vigente prevede la possibilità del soggetto esercente un pubblico servizio di adottare una carta dei servizi, che sancisce gli impegni che l erogatore assume nei confronti degli utenti e la possibilità di quest ultimi di far valere i propri diritti, addirittura chiedendo, in caso di violazione di quanto dettato nella carta stessa, un indennizzo. Il contenuto delle carte dei servizi, adottate unilateralmente dall operatore, è il frutto di una negoziazione con gli utenti che fruiscono della prestazione. Infatti, i cittadini devono avere la possibilità di partecipare alla valutazione e definizione degli standard qualitativi e quantitativi, ex art. 11, comma 1, del D. Lgs. n. 286 del Lo strumento della carta dei servizi si propone come un nuovo meccanismo di organizzazione dell erogazione dei servizi pubblici, stabilendo i diritti e le tutele che devono essere assicurate agli utenti, tentando di superare quella profonda sfiducia ed insoddisfazione che i cittadini nutrivano nei confronti di soggetti erogatori non attenti alle sempre più peculiari esigenze della società. La posizione dell utente non è più antitetica o subordinata al soggetto esercente ma paritetica. Nell ottica del miglioramento dell organizzazione dei servizi pubblici per il perseguimento della maggiore qualità possibile degli stessi, l istituto della carta dei servizi rappresenta dunque un meccanismo tecnico-giuridico di integrazione e rafforzamento del rapporto tra ente erogatore ed utenza. Nel 1993 il Dipartimento per la funzione pubblica, su iniziativa dell allora Ministro della funzione pubblica Sabino Cassese, pubblicò il volume La carta dei servizi pubblici, per contribuire al dibattito inerente le difficoltà e le disfunzioni del rapporto tra enti erogatori di servizi pubblici e soggetti fruitori di tali servizi, nonché apportare possibili correttivi per risolvere la questione. Questo studio, elaborato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per la funzione pubblica costituì la base dell iniziativa governativa dell anno successivo. Infatti, nel 1994 venne adottata la c.d. Direttiva Ciampi, con provvedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio 1994, recante Principi sull erogazione dei servizi pubblici, che costituisce la prima regolamentazione dell istituto della carta dei servizi da parte del nostro legislatore. La Direttiva Ciampi si propose di costituire una sorta di moral suasion, capace di stimolare le amministrazioni a migliorare la qualità delle prestazioni nonché modernizzare le strutture, stabilendo parametri, contenuti, obblighi e diritti concernenti il rapporto ente erogatore utenza. L ambito di applicabilità della Carta comprende non solo gli enti che hanno il compito di garantire servizi di pubblica utilità (ad esempio acqua, gas, energia elettrica), ma anche quelle amministrazioni cui spetta assicurare i servizi sociali (ad esempio previdenza, sanità, istruzione). La Direttiva P.C.M. del 27 gennaio 1994 si compone di tre parti: 1. i principi fondamentali ispiratori dell erogazione dei servizi pubblici; 2. gli strumenti utilizzati per soddisfare gli obiettivi posti; 3. i meccanismi per la corretta attuazione del disposto normativo. La prima parte elenca i principi fondamentali, molti dei quali di natura costituzionale, cui devono attenersi i soggetti erogatori: 1. eguaglianza dei diritti degli utenti. Non può essere consentita alcuna forma di discriminazione; 2. imparzialità dei soggetti che offrono il servizio; 3. continuità dell erogazione del servizio. In caso di interruzioni devono essere attuate misure volte ad arrecare il minor disagio possibile agli utenti; 4. diritto di scelta tra più soggetti che erogano lo stesso servizio Dove possibile, questo diritto viene attribuito all utente; partecipazione degli utenti alla prestazione del servizio tramite, ad esempio, valutazioni periodiche dell utenza circa la qualità del servizio; efficienza ed efficacia del servizio. La seconda parte concerne gli strumenti per rendere effettivi i principi enunciati. Tali strumenti possono essere distinti in due categorie: la prima riguarda la procedura di definizione di standard di qualità e quantità, la seconda inerisce una serie di regole specifiche per il miglioramento delle relazioni tra enti erogatori ed utenti, quali la semplificazione delle procedure, l informazione degli utenti, i rapporti con chi è destinatario dei servizi, la valutazione della qualità dei servizi e le forme di rimborso in caso di servizi inferiori agli standard adottati. La terza parte, infine, riguarda la disciplina di tutela delle posizioni giuridiche soggettive che sono riconosciute agli utenti della carta dei servizi. Questa tutela si fonda su una duplice forma di controllo: 1. il controllo interno, che è garantito dallo stesso soggetto esercente il servizio, tramite un apposito ufficio deputato a ricevere i reclami degli utenti; 2. il controllo esterno, svolto da un Comitato permanente per l attuazione della Carta dei Servizi, competente a risolvere i conflitti tra enti erogatori ed utenti. Dall analisi della struttura della Direttiva Ciampi emerge la volontà del legislatore di dare avvio ad un processo di miglioramento della qualità dei servizi pubblici basato sull autocontrollo e l autonormazione degli stessi enti erogatori. L impianto normativo descritto ha subito una modifica ad opera del D. L. 12 maggio 1995, n. 163, convertito nella Legge 11 luglio 1995, n. 273, il cui art. 2, rubricato la qualità dei servizi pubblici, ha fatto acquisire alla direttiva quella consistenza giuridica di cui finora risultava privata, prevedendo l emanazione di schemi settoriali attraverso decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cui gli enti erogatori devono attenersi nella redazione delle carte dei servizi. Tale nuova impostazione è stata ripresa ed ampliata dalla Legge 14 novembre 1995, n. 481, che ha istituito le Autorità di regolazione di servizi di pubblica utilità, affidando a questi organismi il compito di stabilire standard generali e specifici di qualità del servizio, mentre agli enti erogatori viene concessa la possibilità di partecipare al procedimento di adozione in contraddittorio con i rappresentanti degli utenti. 8

9 La disciplina normativa delle carte dei servizi pubblici ha poi subito un ulteriore modifica ad opera dell art. 11 del D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 286 e dell art. 112 del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, che sancisce l applicazione dei servizi pubblici locali delle disposizioni contenute in tale art. 11. Quest ultima norma, insieme alla Direttiva Ciampi, costituisce la disciplina di riferimento in tema di carte dei servizi. La novellata normativa prevede il superamento del sistema dell adozione di schemi generali di riferimento, che vengono sostituiti dalla previsione di un rafforzamento dell intervento della Pubblica Amministrazione tramite l erogazione di Direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri, che hanno il compito di fissare annualmente i casi e le modalità di adozione delle carte, gli standard di qualità e di efficienza delle prestazioni nonché le tutele degli utenti ed i casi di indennizzo automatico. Ai fini di evitare di sollevare il problema circa la vincolatività di una direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri nei confronti delle Regioni e degli enti locali, il legislatore ha previsto che per i servizi che sono erogati in modo diretto o indiretto dalle Regioni o dagli enti locali, si provvede alla redazione delle carte dei servizi con atti di indirizzo e coordinamento assunti d intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, evitando dunque l applicazione delle direttive citate. Un importante norma di coordinamento in materia di erogazione di servizi pubblici si trova oggi all art. 101 del Codice del Consumo, dove è previsto che lo Stato e le Regioni, nell ambito delle rispettive competenze, garantiscano i diritti degli utenti di servizi pubblici attraverso la concreta e corretta attuazione dei principi e dei criteri previsti dalla normativa vigente in materia. In questa norma è inoltre previsto che il rapporto di utenza debba svolgersi nel rispetto di standard di qualità predeterminati ed adeguatamente resi pubblici, alla cui determinazione possono partecipare anche gli utenti, attraverso forme rappresentative. E poi ribadito che la legge stabilisce per determinati enti erogatori di servizi pubblici l obbligo di adottare, attraverso meccanismi di attuazione specifici, diversificati a seconda del settore interessato, apposite carte dei servizi (comma 4, art. 101 Cod. Cons.). A seguito delle nuove politiche di concorrenza del mercato e di liberalizzazione di molti settori, le organizzazioni sono state costrette a diventare sempre più customer centered, ossia hanno avuto bisogno di collocare l utente e la sua soddisfazione al centro delle decisioni e delle scelte aziendali, nel perseguimento della c.d. customer satisfaction, cioè della continua attenzione al cittadino fruitore dei servizi, grazie, in particolare, all ausilio dei principi di qualità, efficienza ed efficacia. La soddisfazione del cliente è la misura della qualità del servizio reso ed è per questo motivo che le direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri si devono impegnare ad indicare standard di qualità ed efficienza da cui non è possibile prescindere. Comunque, rimane un certo spazio di autonomia al soggetto gestore del servizio pubblico di predeterminare i livelli di qualità delle prestazioni, ponendo in essere vere e proprie obbligazioni di risultato. Sono numerosi i parametri che possono essere adottati per redarre una carta dei servizi. In primis è possibile distinguere i parametri che riguardano l organizzazione e la partecipazione da quelli inerenti l erogazione materiale dei servizi. La Pubblica Amministrazione ha previsto già dal 1993 la costituzione di URP (Uffici Relazioni con il Pubblico), preposti ad assicurare il diritto d informazione nonché il diritto di accesso agli atti amministrativi. E importante, infatti, instaurare un rapporto dialogico con l utenza da parte della P.A., per poter dare e ricevere dati che possono rivelarsi utili ad organizzare al meglio il pubblico servizio. I parametri che invece riguardano l erogazione dei servizi pubblici in senso materiale sono numerosi, ed attengono in particolar modo alla misura: tempi, qualità, quantità, etc. Un ulteriore distinzione degli standard da tenere in considerazione per l organizzazione generale del servizio, è dettata dagli standard generali e da quelli specifici. Mentre i primi ineriscono l organizzazione generale della prestazione che vede un ampia discrezionalità da parte dello stesso ente erogatore, i secondi si estrinsecano in impegni particolari che, qualora vengano violati, trovano riparazione con l indennizzo forfettario. Questi sono solo alcuni esempi di parametri che vengono adottati per garantire la qualità delle prestazioni, una qualità sempre più intesa come responsabilità sociale per soddisfare le esigenze e le aspettative della collettività. La strada verso l efficienza e la qualità dei servizi pubblici non è ancora giunta al termine, anche se la focalizzazione sulla soddisfazione del cittadino utente permane, in quanto si possono constatare i primi risultati positivi del coinvolgimento del cittadino in un approccio relazionale. Le ultime novità in tema di carte dei servizi hanno concentrato l attenzione sulla qualità. Si pensi all approccio del Total Quality Management che la P. A. sta adottando in questi ultimi anni, così come ai Sistemi di Gestione per la Qualità ed alle Certificazioni ISO, sempre più legate alle prestazioni offerte alla collettività. La finanziaria del 2008, in particolare, ha introdotto l art. 54-ter, recante Tutela degli utenti dei servizi pubblici locali, che sancisce l obbligo del soggetto che eroga un servizio pubblico di emanare una Carta della qualità dei servizi, con la partecipazione delle associazioni consumeristiche ed imprenditoriali interessate. Queste Carte devono contenere: gli standard di qualità e di quantità relativi alle prestazioni erogate; le modalità di accesso alle informazioni garantite; le modalità per proporre reclamo e per adire le vie conciliative e giudiziarie; le modalità di indennizzo. Peraltro, il legislatore ha previsto che in modo periodico deve essere verificata l adeguatezza degli standard di qualità e di quantità del servizio erogato, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori e degli utenti. Al fine di rispettare detti parametri nonché quanto contenuto nelle Carte della qualità dei servizi viene anche previsto un sistema di monitoraggio permanente, cui è possibile inviare osservazioni e proposte da parte degli utenti, che si trova solitamente sotto la responsabilità dell ente locale. In caso di mancato rispetto degli impegni assunti nelle carte dei servizi, il legislatore ha previsto il pagamento di indennizzi automatici forfettari all utente, qualora sia possibile dimostrare che il servizio reso è inferiore, per qualità e tempestività, ai parametri pubblicati. Gli indennizzi automatici forfettari non vanno confusi con il risarcimento (contrattuale o extracontrattuale), poiché consistono in uno strumento di pressione che l utente può esercitare per far osservare gli standard promessi all ente che eroga il servizio. Il diritto a ricevere l indennizzo scaturisce al momento della constatazione che la prestazione resa è oggettivamente differente da quella promessa. [DOTT. SSA SARA RUBALDO] Responsabile Ufficio Studi Confconsumatori Emilia Romagna turismo - trasporti - multiproprietà Vincenzo Petrolo l informazione del consumatore VIA ROMANI, CASTELLAZZO DI REGGIO EMILIA TEL E FAX: infovillacastellazzo.it Ristorante t - Pizzeria Ampio giardino e parcheggio VIA G.B Vico, 83 - Villa Cella - Re tel

10 l informazione del consumatore Il motivo di tale mancanza di conoscenza è semplice come bere un bicchier d acqua: costano poco e quindi non fanno guadagnare il sistema bancario e distributivo di prodotti finanziari. Di conseguenza non sono proposti ai clienti. Per essere ancora più chiari giova qui ricordare che, ad esempio, la Banca d Italia utilizza questo strumento per la gestione della propria liquidità. Cerchiamo di capire innanzitutto cos è un ETF e cosa lo differenzia dal suo parente più stretto: il fondo comune d investimento. Gli Exchange Traded Funds sono fondi comuni d investimento o Sicav (Società a capitale variabile) i cui patrimoni hanno la stessa composizione di un determinato indice di Borsa (Mib, Dax, Dow Jones, Nasdaq ecc.), sono negoziati in Borsa come un comune titolo azionario, ed adottano come strategia d investimento la gestione passiva (hanno come obiettivo la replica dell indice sottostante). Un ETF somma in sé le caratteristiche di un fondo ed un azione, consentendo agli investitori di sfruttare i punti di forza di entrambi: A) diversificazione e riduzione del ETF: FONDI NEGOZIATI IN BORSA (EXCHANGE TRADED FUNDS) Gli ETF sono una forma d investimento semplice, trasparente e facilmente negoziabile poco conosciuta in Italia dall investitore Retail (al dettaglio), vale a dire la maggior parte degli investitori. B) rischio proprio dei fondi trasparenza e flessibilità della negoziazione in tempo reale tipica delle azioni Il benchmark (parametro di riferimento) dei risultati dell EFT azionario conteggia sempre i dividendi eventuali delle azioni contenute, a differenza invece di alcuni fondi azionari dove il dividendo non è conteggiato, rendendo meno trasparente la lettura del risultato. L innovativo meccanismo di funzionamento degli EFT (creation-redemption in kind/ creazione e riscatto in natura), consente al prezzo che si forma in Borsa di non discostarsi dal prezzo del patrimonio netto (NAV) dell EFT, dando allo strumento una veste di trasparenza e semplicità. In Italia sono quotati più di 300 EFT, rappresentanti le più svariate tipologie d investimento: monetari, obbligazionari, azioni globali e su singole Borse, stili d investimento, tematici quali ad esempio new energy, legnami e foreste, acqua, ecc. Uno dei principali vantaggi dell EFT consiste nella presenza di costi contenuti, in termini di commissioni di gestione a carico dell investitore, mentre sono completamente assenti i costi d ingresso ed uscita. Ciò è dovuto principalmente alla scelta di attuare una gestione passiva, anziché come nei fondi una gestione attiva (quantomeno dichiarata). Questo ultimo aspetto ci riporta al passaggio d inizio articolo, in cui si constatava la pressoché totale mancanza di offerta di questi prodotti ai clienti retail del sistema finanziario italiano. Vedremo nel prossimo articolo cosa differenzia e quali costi comportano per il cliente la scelta di una gestione attiva anziché passiva. Ciò che qui preme ricordare ai gentili lettori è di evitare di sottoscrivere Fondi dichiarati a gestione attiva che investono sul mercato Monetario ed Obbligazionario. La mole di costi (TER) che gravano su questi fondi, rispetto ai rendimenti attuali dei mercati che li compongono comportano esclusivamente un guadagno per la parte venditrice a discapito del cliente. [CORRADO GRASSELLI] Consulting Consulenza Finanziaria indipendente 10

11 Finalmente anche la giurisprudenza, con una sentenza solo all apparenza negativa, si è pronunciata in materia. Secondo il Tribunale di Ferrara una serie di normative statali (tra le più importanti la legge 8 novembre 2000 n. 328, titolata Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali ), ha previsto un articolato sistema integrato di interventi e servizi sociali in favore di situazioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia affidato in gran parte agli enti pubblici territoriali. In questo contesto l art. 6 del decreto legislativo n. 130, stabilisce che Le disposizioni del presente decreto non modificano la disciplina relativa ai soggetti tenuti alla prestazione degli alimenti ai sensi dell art. 433 del codice civile e non possono essere interpretate nel senso dell attribuzione agli enti erogatori delle facoltà di cui all art. 438, primo comma, del codice civile nei confronti dei componenti il nucleo familiare del richiedente la prestazione sociale agevolata. E Per il Tribunale di Ferrara tale articolo chiaramente afferma: 1. che queste le disposizioni normative non fanno venir meno l obbligo previsto dall art. 433 c,.c,. a carico dei soggetti ivi indicati di prestare gli alimenti in favore del parente o dell affine che versa in stati di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento ; 2. che l ente erogatore del servizio assistenziale non può agire ex artt. 433 e 438 c.c. nei confronti del componente il nucleo familiare del richiedente la prestazione sociale agevolata. Ma che cosa aveva fatto nella specie l ente pubblico per sottrarsi all imperio della legge? Aveva imposto alla figlia, come sempre fanno i Comuni in questi casi, la sottoscrizione di un documento, contenente il suo obbligo di versare in proprio la retta della madre dicendole che, diversamente, non vi sarebbe alcuna possibilità per il ricovero dell anziano. Sebbene il medesimo non fosse autosufficiente. Come si sarebbe, allora, dovuta comportare l attrice? Per il Tribunale di Ferrara è la Cassazione a risolvere la questione. La Suprema Corte ha, infatti, statuito che in casi come il nostro siamo di fronte ad una promessa unilaterale, la quale perde efficacia in seguito al recesso dell obbligato. E TERRA & CASA LA COOPERATIVA CHE COSTRUISCE CASE PER L AFFITTO A PREZZO EQUO Per informazioni e per presentare domanda di iscrizione rivolgersi: Alla sede operativa in via Emilia San Pietro, n.1 (Primo piano) vicino a Piazza Del Monte - Reggio Emilia Tel Fax APERTA AL PUBBLICO IL MARTEDI E IL GIOVEDÌ ORE 9,30-12,30 / 16,00-19,00 proprio questo per l adìto giudice avrebbe dovuto fare l attrice: recedere, inviando una formale disdetta. Secondo il Tribunale del recesso non vi era, peraltro, traccia in atti, Di qui la sua decisione di respingere la domanda e di compensare tra le parti le spese di lite. Tralasciando il caso particolare della ricorrenza della disdetta se ne occuperanno i giudici d appello - la sentenza riveste particolare importanza, perché è la prima ad avere escluso la possibilità per gli enti pubblici di invocare le norme di cui agli artt. 433 e segg. c.c. ed, al contempo, ad avere stabilito che i parenti possono recedere dall impegno assunto di contribuire al pagamento della retta di ricovero degli anziani. Non temano, quindi, i figli e i nipoti degli anziani ricoverati in RSA pubbliche di inviare la disdetta e ciò anche se il parente anziano è ricoverato da molto tempo: servirà a non pagare più per il futuro, senza che ci si debba preoccupare che il genitore o il nonno venga rimandato a casa, costituendo la relativa attività (il soccorso e la cura degli anziani) un compito a cui gli enti pubblici territoriali sono tenuti per legge. Dopo di che il Comune non potrà certo imporre al parente di farsi carico della retta sulla base delle norme civilistiche, perché, come detto, le disposizioni in materia sono infatti di cristallina chiarezza nell escludere tale possibilità. Queste considerazioni ci portano a ritenere che, come detto, il familiare debba immediatamente recedere dal proprio impegno di contribuire al pagamento della retta di ricovero. Non è escluso che dopo il Comune chieda il pagamento con un decreto ingiuntivo. Ma sappiano gli amministratori locali che il Tribunale di Ferrara ha chiaramente affermato che, in caso di disdetta, dall impegno assunto, nulla può essere più richiesto al figlio o al nipote. [AVV. GIOVANNI FRANCHI] Coordinatore Ufficio Studi Confconsumatori Emilia Romagna l informazione del consumatore 11

12 l informazione del consumatore 12 CHIROPRATICA 1. La Chiropratica è professione sanitaria primaria, cioè indipendente, autonoma e distinta dall area medica 2. Pertanto NON SUSSISTE la tesi di abuso della professione 3. La Chiropratica può essere ANCHE praticata dai medici purché abbiano seguito il percorso formativo stabilito a livello internazionale per arrivare alla laurea specifica in chiropratica. 4. In Italia la professione del Chiropratico è tutelata dall Associazione Italiana Chiropratici, AIC (l AIC fa parte del Comitato per le Medicine Non Convenzionali in Italia). Tutti i chiropratici soci dell AIC sono laureati presso istituti accreditati dal Council of Chiropractic Education (CCE) e dall European Council of Chiropractic Education (ECCE). 5. La formazione in Chiropratica: l OMS ipotizza vari percorsi formativi suddivisi in relazione alla preparazione iniziale di coloro che vogliono operare con la qualifica di chiropratico. Il primo di questi percorsi è rivolto a coloro che al termine degli studi secondari vogliano intraprendere la professione di chiropratico. In tal caso l OMS prevede come necessario un percorso di studi universitari specifici in chiropratica della durata minima di circa cinque anni (circa ore) con lo scopo di assicurare la competenza necessaria a fornire ai pazienti prestazioni di qualità elevata. Per coloro, invece, che operino già nel settore sanitario come medici l OMS prevede un percorso formativo di circa ore per raggiungere un livello minimamente accettabile di competenza e di sicurezza nell esercizio della chiropratica. Per il curriculum vedi 6. In Italia l art. 2, comma 355, della legge n 244 del 2007, che ha istituito il registro dei chiropratici presso il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, non ancora attuato, ha fornito una disciplina quadro della chiropratica in linea con quanto ritenuto necessario dall OMS per una pratica sicura di tale professione ed in armonia con le legislazioni degli altri Paesi europei nei quali la chiropratica ha da tempo ricevuto una regolamentazione (Danimarca, Gran Bretagna, et al.). In esso è prevista la necessità di una laurea magistrale specifica in chiropratica e la qualifica del chiropratico come professionista sanitario di grado primario che esercita le sue mansioni liberamente. Chi vuole laurearsi in chiropratica deve necessariamente frequentare un università straniera (elenco dei colleges college.html. Il CCE (Council on Chiropractic Education), è l ente preposto, dietro autorizzazione del Dipartimento dell Istruzione degli Stati Uniti, alla certificazione degli istituti che rilasciano il diploma di laurea di Dottore in Chiropratica (D.C. degree) e dei loro programmi di studio. 7. L Ordine dei Medici di Bologna nel fissare gli standards per l autorizzazione dei medici e odontoiatri alla pubblicità sanitaria nelle MNC ha acquisito gli standards dell AIC per la Chiropratica. Piazza Garibaldi Bagnolo in Piano Reggio Emilia Tel. e Fax : 0522/ [ALBERTO CASTELLANI] DANIELE LASAGNI FOTOGRAFO OSTEOPATIA 1. La Osteopatia è professione sanitaria primaria, cioè indipendente, autonoma e distinta dall area medica 2. Pertanto NON SUSSISTE la tesi di abuso della professione (vedi anche sentenza Tribunale di Genova 23 luglio 2003, pubblicata su Diritto Penale e Processo 8/2004, pag ) vedi anche 3. La Osteopatia può essere ANCHE praticata dai medici purchè abbiano seguito il percorso formativo stabilito a livello internazionale per l Osteopatia In Italia la professione dell Osteopata è tutelata dal Registro degli Osteopati d Italia, ROI Il ROI segue lo standard della statunitense American Osteopathic Association, AOA, riferimento mondiale dell insegnamento dell Osteopatia, che stabilisce ore. In Italia tale monte ore viene raggiunto nelle scuole a tempo pieno. Fino ad oggi nelle scuole a tempo parziale si sono raggiunti questi standard sommando alle ore del corso esaennale di osteopatia (a partire dal diploma di scuola media superiore) delle scuole aderenti al ROI, le ore dei corsi di laurea o in Medicina e Chirurgia o in Odontoiatria o in Fisioterapia o in Scienze Motorie, il cui possesso rappresenta il prerequisito per l iscrizione al corso di osteopatia. Il futuro percorso formativo a partire dal diploma di scuola media superiore è di sei anni (oltre ore) con laurea magistrale, prevedendo, secondo le normative universitarie, il riconoscimento di crediti universitari a chi è in possesso di titoli. La laurea magistrale che si consegue negli USA e in varie nazioni dell Unione Europea conferisce il titolo di Dottore in Osteopatia (D.O. degree) concetti_e_principi_dellosteopatia.pdf losteopatia.pdf 4. Recentemente è stato costituito il Consiglio Superiore dell Osteopatia (CSdO), composto esclusivamente da associazioni, cioè un ente di secondo livello che rappresenta in Italia le associazioni di osteopati medici e non medici (il ROI e il CSdO fa parte del Comitato per le Medicine Non Convenzionali in Italia) 5. L Ordine dei Medici di Bologna nel fissare gli standards per l autorizzazione dei medici e odontoiatri alla pubblicità sanitaria nelle MNC ha acquisito gli standards del ROI per l Osteopatia. BENESSERE E TRADIZIONE I nostri prodotti: [ALBERTO CASTELLANI] Laboratorio Carpineti Giavello di Carpineti, Carpineti (Reggio Emilia) Tel/Fax Laboratorio Reggio Emilia Via Delle Ortolane, 1 Reggio Emilia (laterale via Adua) Tel BALDELLI SODDISFA OGNI VOSTRA ESIGENZA Azienda specializzata in prodotti artigianali d'arredamento di alta qualitá MADE IN INTALY [ALBERTO CASTELLANI]

13 RIDUCE LE EMISSIONI DI CO 2 Nel Rapporto di Sostenibilità 2009 il gruppo svedese racconta come ha migliorato le proprie prestazioni ambientali, ottenendo tra l altro la riduzione del 12% delle emissioni di CO 2. Rubiera (RE), 26 ottobre 2009 Tetra Pak, azienda leader nel settore del confezionamento di prodotti alimentari con oltre 140 miliardi di confezioni vendute e una presenza commerciale in oltre 150 Paesi, sta raccogliendo i frutti di una politica ambientale che risale all inizio degli anni 70. Negli ultimi anni Tetra Pak ha focalizzato la propria strategia ambientale alla riduzione degli impatti sul clima, prevedendo azioni di miglioramento delle prestazioni industriali e puntando all utilizzo di energia elettrica da fonte rinnovabile. I risultati di questo impegno evidenziano un incremento del 25% dell efficienza energetica degli impianti di produzione rispetto al 2002, con il risultato di eccellenza del sito italiano di Rubiera (RE) pari ad oltre il 37%. Tutte le performance ambientali del Gruppo Tetra Pak sono consultabili nel Report Ambientale e Sociale 2009, scaricabile dal sito www. tetrapak.com. Analizzando i dati riferiti alle emissioni di CO 2, su cui alta è l attenzione mondiale in vista della Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, si rileva come, pur non rientrando tra le aziende dei comparti industriali soggette agli obblighi del Protocollo di Kyoto, il Gruppo Tetra Pak grazie ad un programma volontario di riduzione avviato nel 2005 ha evitato negli ultimi 4 anni l emissione di tonnellate di CO 2. Un risultato ottenuto agendo in modo sinergico su tutti i settori della catena di produzione. Dalla fornitura della carta, principale materia prima ricavata da legno proveniente da foreste gestite in modo responsabile e nel rispetto di criteri internazionali riconosciuti, fino alla logistica, l ambiente resta sempre un pilastro fondamentale per lo sviluppo di ogni progetto dell Azienda. Azioni locali per un risultato globale: questa dunque la strategia del gruppo svedese, impegnato anche nel migliorare la gestione delle confezioni per alimenti in poliaccoppiato post-consumo, con azioni di sostegno e promozione della raccolta differenziata e riciclo a livello locale. Nel 2008 sono stati riciclati nel mondo 25,6 miliardi di contenitori Tetra Pak, pari al 18,1% delle vendite. In Italia sono 3mila i Comuni dove è possibile fare la raccolta differenziata di queste confezioni, un servizio attivo già da alcuni anni nei maggiori centri urbani e che si sta diffondendo rapidamente, e a cui contribuiscono oggi più di 27 milioni di cittadini. L anno scorso nel nostro Paese circa 800 milioni di confezioni Tetra Pak, pari a 16mila tonnellate, sono state riciclate per generare nuova carta e cartone, ma anche nuovi oggetti come il portachiavi in EcoAllene, che riproduce come ogni anno la mascotte della Fiera Internazionale Ecomondo. Ottenuto dalla componente politene/alluminio, frazione minoritaria (25%) delle confezioni, EcoAllene è impiegato a livello industriale per produrre oggetti di cancelleria e gadgets. Per tutte le informazioni sulla raccolta differenziata in Italia: PATERLINI ASCENSORI Vendita Montaggio Manutenzione installazione - manutenzione e gestione negli impianti ascensori. PATERLINI ASCENSORI Via Chiloni, Reggio Emilia Tel: Fax: Cell: l informazione del consumatore 13

14 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI Di Dossi & C. snc Via G.Ferraris, GF 5/c Reggio Emilia Tel 0522/ TUTTA L ENERGIA ALLA LUCE DEL SOLE PER IL RISCALDAMENTO E PER L ACQUA SANITARIA CALDAIA A CONDENSAZIONE ALUDOMUS E PANNELLI SOLARI RIELLO Per un abitazione monofamiliare media il sistema è caratterizzato da: 1. CALDAIA A CONDENSAZIONE ALUDOMUS 2. PANNELLI SOLARI RIELLO 3. IMPIANTI A PAVIMENTO 4. RADIATORI PER L ENERGIA ELETTRICA PANNELLI FOTOVOLTAICI RIELLO Per un abitazione monofamiliare media il sistema è caratterizzato da: 1. FINO AD UN MASSIMO DI PANNELLI PER RENDERE AUTOSUFFICIENTE L ABITA- ZIONE 2. INVERTER PER TRASFORMARE L ENERGIA ELETTRICA CONTINUA ALTERNATA 3. CONTATORI PER CONTEGGIARE SEPARA- TAMENTE L ENERGIA PRODOTTA E QUELLA CONSUMATA 4. QUADRO ELETTRICO DI SEPARAZIONE PER IL RISCALDAMENTO E PER IL CONDIZIONAMENTO SISTEMA DI RISCALDAMENTO e CONDIZIONAMENTO Per un abitazione mono familiare media è caratterizzato da: Energia GRATIS dal SOLE Fotovoltaico C Efficienza 13-13,65 Temperatura nominale di funzionamento della cella NOCT = 47 C+/-2 C a STC Resistenza alla grandine 28 mm - 23m/s Temperatura operativa e di mantenimento da -40 C a + 90 C Tensione massima di sistema 1000 V Modelli A mm 1629±1 F mm 983 B mm 1623 G mm 939 C mm 156 H mm 692 D mm 156 I mm 1565 E mm 989±1 Il pannello fotovoltaico PFV è di tipo policristallino, adatto alle applicazioni in cui si richieda in poco spazio elevata potenza. 1. POMPA DI CALORE RIELLO SINTESY HP 2. PANNELLI SOLARI 3. BOLLITORE AD ACCUMOLO RIELLO 7200/2 PLUS 4. VENTILCONVETTORE RIELLO HELIOTERM 5. IMPIANTO A PAVIMENTO 6. PANNELLI FOTOVOLTAICI (OPTIONAL) Shema tipo casa con pannelli fotovoltaici è al vostro servizio per fornirvi, gratuitamente, la consulenza necessaria alla soluzione dei vostri problemi. 0522/ /557171

15 E sorprendente notare che quasi tutti parlino delle emissioni di CO 2, magari demonizzando la Centrale di Cerano perché, essendo l impianto più grande nel nostro Paese alimentato con questo prezioso combustibile, inevitabilmente emette un maggior quantitativo di anidride carbonica, mentre spesso si discute dell apparente ritardo dell'italia rispetto ai vincoli impostici dalla Ue, associando queste emissioni al concetto dell asserita salvaguardia dell ambiente. Innanzi tutto bisognerebbe sapere e dire a chiare lettere che la CO 2 non è di fatto un "inquinante" e non produce alcun effetto nocivo a livello locale. Infatti, le vere emissioni inquinanti riguardano gli ossidi di zolfo e di azoto, le polveri ed i metalli pesanti il cui impatto, comunque e grazie alle moderne tecnologie, è sostanzialmente e drasticamente ridotto. Infatti, una moderna centrale a carbone ha sostanzialmente lo stesso impatto ambientale di una moderna centrale a gas, a parità di elettricità prodotta e tenuto ovviamente conto delle reali condizioni di esercizio di questi impianti nel nostro Paese. Peraltro, quando per esempio si lascia intendere che sarebbe opportuno dismettere impianti fondamentali per il sistema elettrico nazionale (come appunto è l impianto di Cerano) per sostituirlo con produzione elettrica da FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) o provvisoriamente a gas metano, evidentemente non si conoscono bene i concetti fondamentali che governano la produzione di elettricità nel Mondo, sia dal punto di vista tecnico che economico, nonché occupazionale, vista l importanza che ha il poter disporre di abbondante energia a prezzi ragionevoli per poter sostenere la competitività del nostro sistema Paese, sia in ambito locale che nazionale. Nel caso specifico, non riconoscere l importanza che ha per l occupazione e l economia locale la presenza sul territorio di un grande e moderno impianto di generazione elettrica (come appunto la Centrale di Cerano), magari asserendo che la Puglia produce più energia di quanta ne consumi (come se ogni Regione dovesse, autarchicamente, produrre in loco solo quello di cui ha normalmente bisogno e nulla più), vuol dire non contestualizzare le situazioni e far finta di non conoscere la realtà del territorio e le difficoltà che da sempre lo hanno caratterizzato, invocandone addirittura un peggioramento. Ancora una volta, allora, guardiamo senza pregiudizi fuori dalla nostra finestra e osserviamo cosa avviene nella verde Danimarca a Noordjylland, o in Germania a Niederaussem (Paesi dove le Fonti Rinnovabili hanno avuto un particolare sviluppo), dove è in progetto la realizzazione di nuove e "L AVVERSIONE AL CARBONE NASCE DA CATTIVA INFORMAZIONE" Talvolta si scrive su argomenti di particolare interesse senza conoscerne a fondo i presupposti di merito e questo, invece di contribuire ad una migliore e più approfondita conoscenza dei temi, porta ad ulteriore confusione se non addirittura ad alimentare il pregiudizio. Colgo quindi l'occasione per tentare di fare chiarezza su diversi falsi miti e luoghi comuni che da sempre condizionano il confronto tra l utilizzo del gas o del carbone per la generazione elettrica nel nostro Paese, con alcune riflessioni anche alle fonti cosiddette rinnovabili (FER). Senza un oggettiva e corretta analisi degli elementi di merito, infatti, si rischia di rimanere ancorati a slogan vecchi e superati, che ancora confondono l opinione pubblica. moderne centrali alimentate a carbone; in Germania, peraltro, in un sito che già ospita storici impianti di produzione a carbone per una potenza 4 volte superiore a quella della Centrale di Brindisi Sud, e dove il turismo e l agricoltura di qualità convivono egregiamente intorno a questi moderni impianti. Poi, noi tutti dovremmo domandarci qual è il contributo alla generazione elettrica in Germania, assicurato dagli ingenti investimenti eseguiti nel Solare Fotovoltaico (primi assoluti al Mondo), per scoprire che questo assicura loro solo lo 0,5% dell elettricità che consumano, mentre il carbone copre il 47% dell elettricità di cui hanno bisogno! In Danimarca poi (il Paese più ventoso d Europa), dove troviamo pale eoliche ovunque, anche di fronte alle fredde e desolate spiagge, dove l eolico contribuisce per il 13% mentre il carbone (tutto d importazione) copre il 53% dell elettricità prodotta in loco. Invece, a causa della fuorviante enfasi che è stata posta sulla questione del "Protocollo di Kyoto" e dei conseguenti eccessivi ed ingiustificati oneri di riduzione delle emissioni di CO 2 imposti all Italia nell ambito Ue, nonchè della visione parziale sulle sole emissioni "post combustione" di gas e carbone, anziché sul loro "ciclo di vita" globale, si arriva a stravolgere i concetti fondamentali e le ragioni vere e sostanziali che sono a favore dell uso del carbone per la produzione elettrica ovunque nel Mondo, nonché nei Paesi più ricchi e sviluppati del Pianeta. Infatti, quando si parla di GHG "Green House Gases" (gas ad effetto serra), si dovrebbe considerare l insieme delle relative emissioni nell intero "ciclo di vita" dei diversi combustibili: dal punto di estrazione dai giacimenti - dove avviene la riduzione dagli elementi indesiderati (CO 2, zolfo e protossido di azoto) -, alle emissioni durante il trasferimento ai luoghi di destino, ed infine le emissioni in fase di combustione per produrre l elettricità. Ciò, purtroppo, non avviene e le stesse Direttive IPPC (Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) ed ETS (Emissions Trading Scheme) dimenticano totalmente questi elementi fondamentali, concentrandosi solo sulle emissioni a destino, cioè "post-combustione". Da qui nasce l errata convinzione che utilizzando il gas metano si emetta circa la metà di CO 2 rispetto all impiego del carbone, quando invece le relative emissioni sarebbero sostanzialmente analoghe qualora - come dovrebbe essere - si conteggiassero quelle complessive. Per queste ragioni, il Protocollo di Kyoto si è rivelato chiaramente uno strumento inadeguato ad affrontare il concetto della riduzione delle emissioni globali dei gas ad effetto serra, tanto l informazione del consumatore 15

16 l informazione del consumatore più che la sua applicazione continua ad essere marginale e limitata ad una parte dei Paesi (solo Ue!), dove peraltro le tecnologie di impiego dei combustibili sono tra le più avanzate ed efficienti nel mondo. Senza peraltro dimenticare che, per ridurre le emissioni di CO 2, non basta agire solo sul settore "produzione energia elettrica", ma bisognerebbe considerare tutte le altre fonti di rilascio, tra le quali e con contributi rilevanti ci sono certamente anche il riscaldamento degli edifici, i trasporti, le diverse altre attività industriali ed il settore delle costruzioni, nonché l'agricoltura. Per concludere, allora, mi soffermo sul doppio concreto vantaggio del carbone rispetto al gas: grazie all'abbondanza di riserve distribuite in Paesi geo-politicamente diversificati e grazie alla relativa economicità del prezzo, il carbone da un contributo fondamentale a tenere bassi i prezzi di generazione elettrica (elemento determinante per molte industrie manifatturiere energivore, quali acciaio, cemento, carta, vetro, metalli vari, ecc.), oltre a liberare ingenti risorse, utili anche alla ricerca sulle fonti rinnovabili. Gli esempio sopracitati di Germania e Danimarca ne sono una concreta evidenza, sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono approfondire l argomento senza pregiudizi inutili e dannosi. Un ultimo accenno anche all aspetto dei costi di Kyoto, che in questi giorni diversi giornali riportano come gravoso onere che l Italia dovrà pagare per l apparente mancato rispetto dei limiti di emissione di CO 2. Al riguardo è importante considerare (e sapere) che ai tedeschi hanno riconosciuto emissioni pro-capite di 14,92 tonn./anno di CO 2 contro solo 8,7 tonn./anno a noi italiani! Ma che bravi (a Bruxelles) e di grazia: perché questa discriminazione, se la CO 2 NON è dannosa alla salute locale? La risposta è purtroppo semplice e sconcertante: Purtroppo, chi ha negoziato per noi a Bruxelles nel 1998 e successivamente con gli ultimi P.N.A. (Piano Nazionale di Allocazione) si è fatto platealmente gabbare e sulla scia di un falso ambientalismo si è fatto concedere un volume di emissioni assolutamente penalizzante per l Italia e per la competitività del nostro sistema Paese, nonostante noi avessimo la più bassa intensità energetica, vale a dire produciamo lo stesso bene consumando meno energia dei nostri concorrenti Ue e le più basse emissioni pro-capite di CO 2, secondi solo alla Francia, perché produce il 78% dell elettricità con il nucleare! Quindi la Germania (con circa 81 milioni di abitanti), che emette ogni anno milioni di tonnellate di CO 2 ed ha il 47% di carbone nel mix energetico, appare già sotto del 2,8% rispetto al "tetto" di emissioni di CO 2 loro assegnato (eccedenze di oltre 40 milioni di tonn./anno!), mentre l Italia (con circa 58 milioni di abitanti), con i propri 520 milioni di tonnellate/anno di CO 2 ed il 59% di gas nel mix energetico nazionale, appare in ritardo per circa il 13% rispetto al "tetto" di emissioni di CO 2 assegnatoci. Vi sembra che Italia e Germania siano state trattate nello stesso modo? Per non parlare poi della Francia e della Gran Bretagna. Nella speranza di aver contribuito a fare un po di chiarezza, invito tutti a documentarsi meglio su tutti questi argomenti ed a pretendere maggiore informazione tecnica per poter meglio valutare tutti questi argomenti, così importanti per noi tutti. [RINALDO SORGENTI] Rinaldo Sorgenti è Vicepresidente di ASSOCARBONI e Vicepresidente della Stazione Sperimentale per i Combustibili. EDIFICIO RESIDENZIALE RISTRUTTURATO CON AMPIO GIARDINO AI PIEDI DELLE COLLINE REGGIANE Edificio rurale dell'800, ora residenziale, completamente ristrutturato. L'abitazione è stata realizzata con metodologie e materiali che rispondono alle norme vigenti, pur mantenendo elementi architettonici originali, come murature in sasso e laterizi di recupero. L'edificio si sviluppa su una superficie di circa 200 mq, suddivisa su due piani. - Piano terra: cucina abitabile, soggiorno, salotto, anti bagno, bagno e sottoscala. - 1 Piano : 3 camere da letto (di cui una matrimoniale ed un'altra in doppio volume), corridoio ed a ampio bagno. - Area cortiliva con 2 o 3 posti auto coperti, ingresso indipendente, mq di area verde, con pozzo dell'epoca, sulla quale é possibile realizzare anche una piscina. 16 E' situata in una zona tranquilla del Comune di Bibbiano ( Reggio Emilia), nella storica zona Matildica ed è lontana dal traffico locale. Contattare Sergio Geom. Mossina, Tel

17 COME DIFENDERSI DAGLI ACQUISTI SU INTERNET Siamo nel terzo millennio. industrializzato ha a disposizione un computer connesso ad internet. Tramite il web (rete internet) si ha accesso ad una serie distanti migliaia di chilometri, l immediato accesso a enciclopedie ma seguendo certi accorgimenti è possibile comunque concludere ottimi acquisti. Il primo accorgimento consiste nell essere informati su un diritto del consumatore: il diritto di recesso. Rappresenta l opportunità del consumatore di recedere unilateralmente dai contratti stipulati fuori dai locali commerciali, ivi compresi quindi internet e televendite. Condizioni: la merce ricevuta deve essere mantenuta in normale stato di conservazione; se il contratto ha per oggetto la prestazione di servizi già effettuati, il diritto di recesso non può essere esercitato. Modalità: entro il termine di 7 gg. dalla data di sottoscrizione tramite: 1. la restituzione della merce 2. l invio di raccomandata con avviso di ricevimento con cui si comunica l esercizio di tale diritto. Alcune eccezioni al termine suddetto: decorre dal ricevimento della merce se questa non era stata mostrata preventivamente o se il prodotto illustrato era differente da quello ricevuto; è prorogato a 60 gg. se il contratto non menziona il diritto in parola. Effetti: le parti sono liberate dalle rispettive obbligazioni assunte, l operatore commerciale è tenuto entro 30 gg. dal ricevimento della merce restituita all integrale rimborso delle somme pagate (caparra compresa). Un altro accorgimento è sicuramente rappresentato dall effettuare acquisti esclusivamente tramite siti conosciuti, affidabili e rinomati, tra i quali il più noto è E-bay (www.ebay.it). Tale sito offre, infatti, vari sistemi di prevenzione per evitare di dover ricorrere al diritto di recesso, primo fra tutti il sistema dei feedback che permette di individuare tra le migliaia di venditori presenti quali sono i più seri e professionali. Consiste nella possibilità per i vari soggetti che intrattengono rapporti commerciali (sia di acquisto che di vendita) di esprimere un commento (feedback), a transazione conclusa, sulla controparte, che può essere positivo, negativo o neutro. Quando un utente, in particolar modo un venditore, effettua una vendita, alla sua conclusione l acquirente (quindi un soggetto privato come potreste essere Voi) può lasciare un commento all acquisto, indicando se è rimasto soddisfatto (feedback positivo) o meno (feedback negativo) o ogni altra osservazione che ritenga utile. Tali feedback, associati ad ogni utente per le transazioni effettuate, sono pubblici e sono quindi visibili dal potenziale acquirente che in questo modo può valutarne l affidabilità prima di procedere all acquisto. Nello specifico se un utente presenta un numero elevato di feedback ( > di 1.000) dei quali almeno il 90% è positivo, significa che ha effettuato più di compravendite, nelle quali almeno il 90% delle volte la controparte è rimasta soddisfatta. Per fare un esempio, quando si visualizza un inserzione, nella parte superiore destra dello schermo sono individuate le informazioni sul venditore che potrebbero apparire in questo modo: smilecollection ( 2844) : 99,9% FEEDBACK POSITIVO LA PRIMA PAROLA RAPPRESENTA IL NOME DEL VENDITORE TRA PARENTESI È INDICATO IL N DI FEEDBACK, SE VIENE CLICCATO NE VIENE ILLUSTRATO IL DETTAGLIO IL SIMBOLO DELLA STELLA ROSSA INDICA CHE IL NUMERO DI FEEDBACK ELEVATO (INFATTI SE ANCHE UN UTENTE PRESENTASSE IL 100% DI FEEDBACK POSITIVI, MA IL NUMERO DI ESSI FOSSE PER ESEMPIO 2, I FEEDBACK NON POTRANNO SICURAMENTE ESSERE RAPPRESENTATIVI DELLA SUA AFFIDABILITÀ) LO STEMMA DEL POWER SELLER È UN MARCHIO DI QUALITÀ CHE VIENE ASSEGNATO DA E-BAY ESCLUSIVAMENTE AI VENDITORI CHE PRESENTANO UN ELEVATO VOLUME DI VENDITE PER IL QUALE OTTENGONO E MANTENGONO IL 98% DI TRANSAZIONI POSITIVE; RACCHIUDE QUINDI TUTTE LE CONSIDERAZIONI FIN ORA FATTE, DANDO UN INDICATORE IMMEDIATO DI AFFIDABILITÀ COMPRENSIBILE ANCHE PER UN UTENTE INESPERTO. NELLA RIGA SOTTO È INDICATA LA PERCENTUALE POSITIVA DI TUTTI I COMMENTI RILASCIATI A QUELL UTENTE. Questo utente risulta sicuramente affidabile, in generale acquistare da un utente con il marchio Power Seller presenta una garanzia indiscutibile per una buona conclusione della transazione. Oltre ai sistemi di prevenzione, E-bay fornisce ovviamente anche un sistema di tutela nel caso la transazione non vada comunque a buon fine. Lo stesso prevede infatti la possibilità per l acquirente di aprire una contestazione se non riceve l oggetto o se lo stesso non è conforme alla descrizione. Tramite questa procedura (facilmente individuabile tramite pulsanti intuitivi presenti nel sito) il venditore è sollecitato a provvedere alla soddisfazione dell acquirente, pena provvedimenti amministrativi (anche con il ricorso alle forze dell ordine) intrapresi dallo stesso staff di E-bay. Un ulteriore indicatore dell affidabilità di un venditore, è costituito dai metodi di pagamento accettati (visibili nella parte inferiore di ogni inserzione), il migliore dei quali è sicuramente Paypal. Paypal è un circuito di pagamento che si appoggia alle varie carte di credito, (anche ricaricabili come la poste-pay per gli utenti più diffidenti) sul quale transitano i movimenti di denaro relativi alle inserzioni. L importanza di questo sistema è rappresentata dal servizio assicurativo che incorpora: gli acquirenti che non ricevono la merce o che ricevono un prodotto notevolmente differente dalla descrizione, hanno diritto all integrale rimborso delle somme pagate si rinvia alla normativa di Paypal per l indicazione dei prodotti coperti (sono esclusi ad esempio autoveicoli, immobili e valori immateriali). Un ulteriore vantaggio offerto da Paypal consiste nell individuare, in via indiretta, i venditori affidabili: il servizio di assicurazione, infatti, nel caso dovesse liquidarvi delle somme, farà rivalsa sul venditore, di conseguenza un soggetto che fosse intenzionato ad intraprendere delle truffe, di sicuro non offrirà tale metodo di pagamento. Concludendo, un acquisto effettuato tramite il sito E-bay, con un venditore dotato del marchio Power Seller, utilizzando il circuito di Paypal, ha elevate probabilità di concludersi positivamente. [BRUNO BARTOLI] Dottore Commercialista In Reggio Emilia l informazione del consumatore 17

18 l informazione del consumatore Nell ambito della più ampia problematica che riguarda il tema della sicurezza alimentare e più specificatamente in riferimento a quei disturbi che vengono definiti come reazioni avverse al cibo, le allergie alimentari(che per inciso sono solo un tipo di allergia) rivestono un ruolo estremamente importante se è vero che attualmente i consumatori allergici risultano un numero significativo ed in progressivo aumento, con il 2% della popolazione mondiale adulta ed il 5% di quella infantile. Abbiamo correttamente fatto riferimento al termine generico di reazioni avverse al cibo per attenerci alla classificazione proposta dall American Academy of Allergy Asthma and Immunology che, distingue opportunamente in questo ambito, tra allergia ed intolleranza, la prima mediata da meccanismi immunologici e dose-dipendenti, la seconda che non è collegata al sistema immunitario ma in genere a deficienze enzimatiche. Tale precisazione si impone e viene proposta perché, spesso e volentieri ed aggiungiamo erroneamente, a livello del consumatore le due problematiche vengono confuse una con l altra. Deve quindi essere chiarito che una allergia rappresenta una condizione di ipersensibilità mediata dal sistema immunitario che riguarda alcune persone più reattive o predisposte che si acquisisce venendo a contato con alcuni allergeni, dei quali alcuni tra i più significativi,sono di origine alimentare, ma anche di altra origine(polvere, acari, polline, cosmetici ecc.). Il problema dell allergia alimentare non è certo nuovo alle cronache se già nell antichità medici come Ippocrate e Galeno si interessavano ad esso; in seguito nell età moderna,le prime osservazioni di allergie sono datate ai decenni iniziali del secolo scorso in riferimento soprattutto all ingestione delle proteine dell uovo e del latte ed anche ad altri svariati alimenti. Il problema della sicurezza degli alimenti rappresenta fuori di dubbio e non da ora, il nucleo centrale e fondamentale nell ambito della richiesta di qualità da parte del moderno consumatore. (caratteristiche organolettiche, reologiche, nutrizionali, dietetiche, igienico-sanitarie ecc.) prioritario e una conditio sine qua non in assenza della quale tutti gli altri attributi non Oggi però c è da dire che le manifestazioni di allergia sono osservate con una maggiore frequenza a livello dei Paesi più industrializzati ed a più elevato tenore di vita in riferimento soprattutto al fatto del maggiore consumo da parte della popolazione di alimenti di preparazione industriale ed al collegato sviluppo e livello di innovazione delle tecnologie alimentari che, portano ad ottenere alimenti nuovi e complessi costituiti cioè da numerosi ingredienti di diversa natura ed origine. La manifestazione della allergia alimentare è caratterizzata da una grande variabilità delle manifestazioni cliniche che, possono riguardare diversi organi, distretti od apparati quali il cavo orale, la pelle, stomaco ed intestino, naso e bronchi con sintomi diversificati che vanno dal prurito all orticaria, ai dolori addominali, alla diarrea, alla rinite, all asma bronchiale ecc. La reazione più grave ma abbastanza rara è lo shock anafilattico che può peraltro insorgere anche sulla base dell assunzione di ridotte o ridottissime quantità di alimento, il cui esito può anche essere mortale. Gli allergeni alimentari individuati in letteratura sono numerosi, almeno una settantina ma la frequenza e le problematiche più serie che sono sotto la lente di ingrandimento degli esperti si riducono ad otto di questi che, proprio per essere più critici e pericolosi, devono essere obbligatoriamente indicati per legge nella etichetta, anche se presenti in ridotta quantità, così come nella stessa etichetta vanno inseriti gli ingredienti derivati da allergeni( per esempio Lisozima da uovo). Gli allergeni in questo senso più critici sono rappresentati rispettivamente da cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesci, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, solfiti e loro derivati, ai quali sono stati aggiunti recentemente( Dir. 2003/89/CE) sedano, senape, semi di sesamo, lupino e molluschi. Detta black list degli allergeni alimentari, deve essere considerata come aperta, nel senso che verrà riesaminata ed aggiornata nel tempo, sulla base delle conoscenze scientifiche più recenti. Mentre l indicazione in etichetta risulta, come abbiamo già sottolineato cogente per gli ingredienti allergenici, risulta invece solo volontaria per gli ingredienti allergenici nascosti (etichettatura precauzionale) con l opportunità o meno di segnalare la presenza incidentale degli stessi attraverso l indicazione può contenere tracce di o prodotto in uno stabilimento in cui si lavora anche... Resta inteso che la possibilità della etichettatura precauzionale o warning non sostituisce le attività ed i provvedimenti preventivi di controllo che ogni impresa produttrice deve mettere in atto per evitare la presenza di allergeni anche a livelli molto ridotti. Proprio circa gli interventi che sono richiesti a livello della produzione per ridurre la frequenza delle allergie alimentari,oltre agli importanti aspetti legati alla etichettatura corretta, quelli ulteriori da ritenere a questo fine tra i più efficaci possono essere collegati : - al controllo della materia prima(formazione e sensibilizzazione dei fornitori, capitolati di acquisto con chiari e precisi riferimenti agli allergeni, accertamenti analitici in diversi momenti dello schema di flusso ecc.); -alle tecnologie applicate ed all ambiente di produzione(adozione e rispetto di precise linee guida nelle diverse fasi di ricevimento, movimentazione, stoccaggio delle materie prime, linee di produzione dedicate, procedure di pulizia e sanificazione degli impianti adeguate, rispetto di regole di tenuta dell ambiente di produzione ecc). [PROF. GIAN BATTISTA CASTAGNETTI] Dipartimento di Scienze degli Alimenti 18 Via Emilia a San Pietro, Reggio Emilia (1 PIANO) tel: fax: L UNIONE INQUILINI PROPRIETARI - UTENTI CASA è un sindacato che assiste e tutela coloro che hanno problemi abitativi e di locazione di vario tipo i nostri uffici sono APERTI AL PUBBLICO il martedì e il giovedì dalle ore 9,30 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 19,00. Predisposizione e registrazione dei contratti d affitto di qualsiasi tipo Aggiornamenti annuali degli affitti sulla base dei dati ISTAT Soppralluoghi e perizie tecniche di qualsiasi tipo

19 [OPERA DELL'ARTISTA VAINER MARCONI] WEB TV TETTO DA RIFARE... RESTAURO TETTI: COIBENTAZIONE IMPERMEABILIZZAZIONE SOSTITUZIONE LATTONERIA PULIZIA CANNE FUMARIE WEB TV WEB TV OVVERO LA POSSIBILITA OVVERO LA POSSIBILITA DI DI ASCOLTARE, VEDERE E COMPRENDERE I VEDERE E COMPRENDERE TANTI TEMI SOCIALI DEL I TANTI TEMI SOCIALI DEL TUO TUO TERRITORIO. VUOI SAPERNE DI PIÙ? VUOI ESSERE AGGIORNATO\A SU QUANTO ACCADE NELLA TUA CITTÀ? Collegati al nostro sito e rivolgiti alla nostra sede sita in Via Emilia a San Pietro n.1 (primo piano), Reggio Emilia (vicino a Piazza del Monte), Tel IMPRESA REGGIANA DI BURANI LORENZO PREVENTIVO GRATIS!!!! l informazione del consumatore 19

20 l informazione del consumatore LA CLASS ACTION PUBBLICA Il D. Lgs. n. 150 del 2009 di attuazione della Legge n. 15 del 2009, proposto dal Ministro della Funzione Pubblica, costituisce una riforma organica in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle P.A., intervenendo nei seguenti ambiti: contrattazione collettiva; valutazione delle strutture e del personale delle P. A.; valorizzazione del merito; promozione delle pari opportunità, dirigenza pubblica; responsabilità disciplinare. Con l approvazione del decreto attuativo n. 150 del 2009, si è dato il via alla c.d. class action pubblica, entrata in vigore il 1 gennaio 2010, e la cui applicazione avverrà in successivi scaglioni temporali nell arco dello stesso anno. I soggetti legittimati potranno proporre una class action nei confronti delle P.A. e dei concessionari di servizi pubblici se dalla violazione degli obblighi contenuti nelle carte dei servizi, dalla violazione di termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali ed obbligatori e non aventi contenuto normativo da emanarsi obbligatoriamente entro e non oltre un termine fissato da legge o regolamento, ovvero dalla violazione degli standard qualitativi ed economici stabiliti dalle autorità preposte alla regolazione ed al controllo del settore, derivi la lesione diretta, concreta ed attuale di interessi giuridicamente rilevanti. Nel decreto non è però prevista la possibilità di agire nei confronti delle Authorities, della Presidenza del Consiglio e degli organi costituzionali e giurisdizionali. Il ricorso vero e proprio potrà essere proposto dopo una diffida, da parte del soggetto leso ed indirizzata all amministrazione o al concessionario di servizi pubblici, di intervenire entro e non oltre 90 giorni per riparare alla soddisfazione degli interessi lesi. Qualora tale tentativo di risoluzione della controversia dovesse rivelarsi vano, si potrà esperire il ricorso davanti al giudice amministrativo (che ha giurisdizione esclusiva in materia) entro un anno dalla scadenza del termine della diffida, cioè 90 giorni. Qualora venisse accertata la violazione, il giudice ordinerà alla pubblica amministrazione o al concessionario di porvi rimedio entro un congruo termine, nei limiti delle risorse strumentali, finanziarie ed umane già assegnate in via ordinaria. Conseguentemente, l ente riconosciuto inadempiente accerta i soggetti che hanno concorso a cagionare le situazioni ed adotta i conseguenti provvedimenti di propria competenza. Dal 1 gennaio 2010 le norme vigono solo per le amministrazioni e gli enti pubblici non economici nazionali. Dal 1 aprile 2010 la normativa verrà estesa alle amministrazioni e agli enti pubblici non economici regionali e locali, mentre dal 1 luglio 2010 ai concessionari di servizi pubblici. Dal 1 ottobre 2010, infine, saranno coinvolte amministrazioni, enti pubblici non economici e concessionari di servizi pubblici che svolgono funzioni o erogano servizi in materia di tutela della salute o in materia di rapporti tributari. Compito della Presidenza del Consiglio dei Ministri è quello di monitorare l attuazione delle disposizioni anche per intervenire con eventuali correttivi. A dare attuazione alla c.d. riforma Brunetta (Legge 4 marzo 2009, n. 15) è intervenuto successivamente il legislatore con il D. Lgs. 20 dicembre 2009, n. 198, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 2009, n Questo decreto intende garantire l efficienza delle prestazioni erogate dalla P.A. grazie al coinvolgimento degli utenti nella valutazione dei servizi pubblici prestati ai cittadini, legittimando dunque un controllo esterno di tipo giudiziale sulla qualità, tempestività ed economicità dei servizi resi. Il provvedimento ribadisce, come anticipato dal decreto n. 150 del 2009, che prima di esperire un azione nei confronti della P.A. è necessario inviare all ente interessato una diffida ad adempiere o promuovere una risoluzione stragiudiziale della vertenza. Qualora l esito di questi tentativi di composizione della controversia non dovesse essere positivo è possibile proporre il ricorso all autorità giurisdizionale, di cui viene data peraltro pubblicità sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l Innovazione. Viene inoltre ribadito che non è previsto alcun risarcimento per gli utenti che abbiano subito lesioni dal comportamento scorretto od omissivo dell ente erogatore di un servizio. Nel caso in cui l ente trasgressore non adempia alla sentenza, è però possibile ricorrere al giudice dell ottemperanza, ex art. 5 di questo recente decreto. [DOTT. SSA SARA RUBALDO] Responsabile Ufficio Studi Confconsumatori Emilia Romagna turismo - trasporti - multiproprietà Manutenzione Immobiliare Assistita CASA M.I.A. è un Consorzio, in forma cooperativa, di artigiani e liberi professionisti. Opera nel campo delle manutenzioni per abitazioni, condomini ed enti pubblici. I nostri servizi comprendono: RIFACIMENTI E RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE OPERE DI URBANIZZAZIONE PAVIMENTAZIONI ESTERNE MANUTENZIONE GIARDINI MANUTENZIONE ASCENSORI E MONTACARICHI 20 MANUTENZIONE - IMPIANTI DI OGNI GENERE: ELETTRICO-IDRAULICO-RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO-IMPIANTI TV-ANTIFURTO ecc.. MANUTENZIONIE MURARIE- RISANAMENTI - RIFACIMENTI - TINTEGGI ecc. AMMINISTRAZIONE CONDOMINI E GESTIONE AFFITTI CASA MIA: Via Emilia a San Pietro n 1 (1 Piano) Reggio Emilia - tel: e fax: sito:

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