Inquadramento tecnico-normativo

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1 Promuovere e realizzare la mobilità sostenibile Catania - 20 novembre 2008 Inquadramento tecnico-normativo

2 L indagine è concentrata su 50 città che comprendono tutte le realtà con più di abitanti, tutti i capoluoghi di regione e delle province autonome Bolzano Trento Aosta Bergamo Brescia Vicenza Padova Monza Trieste Novara Milano Verona Venezia Torino Parma Modena Piacenza R.Emilia Ferrara Ravenna Genova Bologna Forlì Prato Rimini Livorno Firenze Ancona Perugia Pescara Terni L Aquila Roma Campobasso Latina Giugliano in C. Foggia Bari Sassari Napoli Salerno Potenza Taranto In collaborazione con Cagliari con il contributo di: Palermo Catanzaro Messina R.Calabria Catania Siracusa

3 Roma Latina Perugia L'Aquila Potenza Catania Terni Modena Ravenna Cagliari Campobasso R. Emilia Giugliano in C. Forlì Siracusa Brescia Ferrara Sassari Torino Novara Bergamo Prato Piacenza Ancona Rimini Parma Verona Vicenza Monza Pescara Catanzaro Salerno Trento Padova Palermo R. Calabria Milano Messina Napoli Taranto Bari Firenze Bologna Livorno Bolzano Foggia Trieste Genova Venezia [veh/ab*100] Aosta: 193,3 Media 2005= 61,3 MEDIA MEDIA 50 CITTA' = 61,7 61,7 veh/ab*100 L indice di motorizzazione Dati aggiornati al 2006 MEDIA europea = 46

4 Napoli Catania Giugliano in C. Salerno Foggia Campobasso Palermo Messina Potenza Terni Siracusa R. Calabria Taranto Catanzaro L'Aquila Bari Perugia Cagliari Latina Pescara Sassari Bergamo Piacenza Trieste Parma Rimini Milano Roma Vicenza Forlì Torino Ravenna Modena Padova Verona Novara Venezia Ferrara Brescia Ancona Bologna R. Emilia Bolzano Genova Livorno Prato Firenze Monza Trento Aosta [standard_veh/tot_veh) Lo standard emissivo 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Dati aggiornati al 2006 %EURO 0 %EURO 1 %EURO 2 %EURO 3 %EURO 4

5 I veicoli a gas (metano e GPL) Ravenna R. Emilia Ferrara Forlì Foggia Rimini Ancona Terni Parma Bologna Modena Campobasso Piacenza Padova Latina Bari Verona Vicenza Perugia Pescara Giugliano in C. Salerno Brescia L'Aquila Venezia Napoli Taranto Catania Torino Potenza Trento Livorno Firenze Catanzaro Novara Bergamo Roma Prato Bolzano Siracusa Sassari Cagliari Messina R. Calabria Palermo Genova Milano Monza Aosta Trieste [veh_basso impatto/tot_veh] 15,0 14,0 13,0 12,0 11,0 10,0 9,0 8,0 7,0 6,0 5,0 4,0 3,0 2,0 1,0 0,0 Percentuale di GPL e Metano sul totale autoveicoli % totale % GPL % Metano % totale % GPL % Metano % totale % GPL % Metano Ravenna 13,52 6,26 7,26 Vicenza 4,99 4,33 0,66 Novara 2,49 2,14 0,35 R. Emilia 12,12 6,70 5,42 Perugia 4,91 2,88 2,03 Bergamo 2,43 1,96 0,47 Ferrara 11,57 6,94 4,63 Pescara 4,66 4,03 0,63 Roma 2,29 2,18 0,11 Forlì 10,48 6,06 4,43 Giugliano in C. 4,54 4,03 0,52 Prato 2,15 1,25 0,90 Foggia 8,95 4,54 4,41 Salerno 4,31 3,78 0,53 Bolzano 2,12 1,69 0,42 Rimini 8,62 5,79 2,82 Brescia 4,21 3,44 0,77 Siracusa 2,11 2,04 0,06 Ancona 8,29 2,43 5,86 L'Aquila 4,18 3,44 0,74 Sassari 1,97 1,96 0,01 Terni 8,19 5,67 2,52 Venezia 4,02 3,42 0,60 Cagliari 1,75 1,73 0,01 Parma 8,16 2,19 5,98 Napoli 4,01 3,65 0,35 Messina 1,61 1,58 0,03 Bologna 7,39 4,14 3,25 Taranto 3,64 3,43 0,21 R. Calabria 1,59 1,56 0,03 Modena 6,60 3,77 2,83 Catania 3,09 2,98 0,11 Palermo 1,50 1,46 0,05 Campobasso 6,59 4,35 2,25 Torino 2,87 2,48 0,40 Genova 1,45 1,03 0,42 Piacenza 6,44 3,94 2,50 Potenza 2,87 2,71 0,16 Milano 1,12 0,93 0,19 Padova 6,31 5,10 1,21 Trento 2,84 2,45 0,38 Monza 0,97 0,73 0,24 Latina 5,82 5,12 0,70 Livorno 2,82 2,03 0,79 Aosta 0,42 0,16 0,27 Bari 5,77 4,62 1,15 Firenze 2,70 1,91 0,79 Trieste 0,31 0,28 0,03 Verona 5,68 2,94 2,74 Catanzaro 2,67 2,65 0,02 % GPL % METANO MEDIA = 3.6 MEDIA 50 CITTA' = 3,6% Dati aggiornati al 2006

6 Incrementi demografici Gli incrementi demografici registrati nel periodo nelle principali aree metropolitane sono tutti riferibili ai comuni di prima e seconda cintura: si osservano crescite superiori ai dieci punti percentuali in molti comuni dell'area settentrionale centropadana, delle Province di Bologna, Firenze, Roma e Palermo.

7 Cataldo - Villani su dati società di TPL (valori riferiti al 2002)

8 Modal split Ripartizione modale Confronti internazionali Groningen Zürich Graz Parma Motorcycle Pedestrian Bicycle Car Public transport

9 Buona parte dei tragitti effettuati in automobile copre distanze inferiori ai 3 km. Tali distanze possono essere percorse, dai 15 ai 20 minuti, in bici e dai 30 ai 50 minuti a piedi. Ciò corrisponde tra l altro alla razione quotidiana di attività fisica raccomandata dall Organizzazione Mondiale della Sanità. L inattività fisica è il secondo principale fattore di rischio nei Paesi avanzati dopo il tabagismo. Essa aumenta la mortalità totale, raddoppia il rischio di malattie cardiovascolari, di diabete e di obesità e accresce in maniera significativa il rischio di ipertensione, di cancro al colon, di osteoporosi, di depressione e di ansia (OMS, 2002)

10 Secondo la Federazione Italiana Medici Pediatri, dagli anni 80 la percentuale di bambini obesi è raddoppiata (e non solo in Italia). Negli Usa, dalla metà degli anni 70, i bambini che camminano o vanno in bicicletta regolarmente si sono ridotti del 40 % e solo uno su dieci va a scuola a piedi

11 Gli spostamenti pendolari Spostamenti intracomunali parzialmente ridotti nel decennio Rappresentano in Piemonte il 23.%, in Emilia- Romagna il 28.5%, in Veneto il 25.8% Spostamenti intercomunali cresciuti nel decennio , di più in Veneto (86.5%) ed Emilia-Romagna (103.5%). In Piemonte e Lombardia la crescita è del 60%. Le cause sono individuate in: diffusione territoriale delle residenze e decentramento produttivo e terziario Nell area vasta il 61.7% (sulle 14 principali città) dei pendolari ricorre all autovettura o alle due ruote come passeggero o conducente. Oltre il 75% a Cagliari, Catania, Bari e Milano.

12 100%

13 Oltre alla congestione e agli effetti indotti non trascurabile è anche l occupazione di spazio

14 Il ruolo strategico dei mobility manager: Linee-guida e stato dell arte

15 Chi è il Mobility Manager Decreto Mobilità sostenibile Le imprese e gli enti pubblici ( ) con più di 300 dipendenti ( ) adottano il piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente, individuando a tal fine un responsabile della mobilità aziendale ( ) finalizzato alla riduzione dell'uso del mezzo di trasporto privato individuale e ad una migliore organizzazione degli orari per limitare la congestione del traffico

16 Obiettivi del decreto Promuovere il mobility management Margini di sperimentazione per nuovi servizi di trasporto pubblico collocati a metà tra il servizio collettivo e quello individuale svolto dal taxi tradizionale Ridurre l utilizzo del mezzo individuale Sensibilizzare alle problematiche ambientali Stimolare gli imprenditori privati Incentivare la sperimentazione di nuovi servizi di trasporto Dare maggiore centralità alle politiche di governo della domanda

17 Obiettivo prioritario Assegnare grande centralità alle politiche di governo della domanda di trasporto Il mobility manager Assume valenza di sensore sul territorio e di strumento di promozione della mobilità sostenibile

18 Stato dell arte spaccato sullo stato dell arte del mobility management in Italia biblioteca practices di best

19 Mobility Management d Area Censiti 64 Mobility Manager d Area, che svolgono la funzione di coordinamento delle attività dei mobility manager e degli interventi in favore della mobilità sostenibile

20 Si aggiungono alcuni MM di area vasta Provincia di Milano Provincia di Treviso Provincia di Venezia Provincia di Torino Provincia di Bologna Provincia di Rimini Provincia di Ferrara Provincia di Asti Provincia di Biella Piana fiorentina

21 Mobility Manager d Azienda 781 È il numero effettivo di nomine censite sul territorio italiano Il mobility manager a volte è presente all interno di aziende con n di dipendenti inferiore a quello indicato dal decreto.

22 Car sharing: % di utilizzo del sistema Monza Parma Firenze Roma Genova Modena Rimini Torino Bolzano Venezia Bologna Milano 6,0 8,2 15,3 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 18,6 19,6 20,8 23,8 24,4 27,0 % utilizzo flotta (Gennaio-Maggio 2007) Media del periodo: 24% 28,4 30,4 34,0 Anno di attivazione del servizio Milano Venezia Rimini Genova Firenze Monza Dato medio riferito alla % di utilizzo della flotta del 1 gestore (25,8) e del 2 gestore (13,6).

23 Bike sharing Bari Prato Novara Latina Parma Aosta Piacenza Bologna Verona Brescia Padova Trento Ferrara Modena Ravenna ANNO INIZIO ATTIVITA' n bici n postazioni 7 n.d n bici n postazioni n bici n postazioni n bici n postazioni n bici n postazioni n bici n postazioni n bici n postazioni n bici disponibili, n postazioni C entro in Bici : Ravenna, Modena, Ferrara, Trento, Padova, Brescia, Verona, Bologna, Piacenza, Aosta, Latina Bicincittà Bicincittà : Parma, Novara, Prato, Bari

24 Il Bike Sharing in Italia Maggiore diffusione nell area settentrionale del Paese Leggenda: sistema con card elettronica sistema con chiave finanziamento del Ministero dell Ambiente

25 Leggenda: sistema con card elettronica sistema con chiave finanziamento del Ministero dell Ambiente

26 Leggenda: sistema con card elettronica sistema con chiave finanziamento del Ministero dell Ambiente

27 BICINCITTA Città Postazioni Colonnine Alba (CN) 4 40 Bari 5 50 Biella 1 11 Borgomanero (NO) 1 8 Bra (CN) 5 44 Brescia Cameri (NO) 1 6 Chivasso (TO) 4 42 Collegno (TO) 3 39 Cuneo 5 70 Druento (TO) 1 7 Fossano (CN) 5 46 Grugliasco (TO) 1 7 sistema elettronico Città Postazioni Colonnine Novara 7 91 Novi Ligure (AL) 7 66 Parma Pinerolo (TO) 5 50 Pistoia 5 50 Prato 5 60 Reggio Emilia 5 54 Rivoli (TO) 2 20 Roma Savigliano (CN) Settimo Torinese (TO) 6 53 Varese 4 40 Venaria Reale (TO) 2 19 Numero Città 26 Totale postazioni 150 Totale colonnine 1606

28 C ENTRO IN BICI Sistema meccanico Città N Adelfia (BA) ND Abano Terme (PD) ND Alessandria 28 Aosta 40 Bitonto (BA) 20 Bologna 162 Brescia ND Carpi (MO) ND Carugate (MI) 12 Casale Monferrato (AL) 20 Casalecchio di Reno (BO) 16 Castel Maggiore (BO) 16 Castelfranco Veneto (TV) 16 Cernusco sul Naviglio (MI) 24 Cesena (FC) 72 Chiari (BS) ND Chioggia (VE) 28 Civitanova Marche (MC) ND Conegliano (TV) 20 Crema 6 Cremona 8 Faenza (RA) 66 Ferrara 96 Francavilla al Mare (CH) 16 Gallarate (VA) 24 Gorgonzola (MI) 20 Gressan (AO) ND Imola 80 Latina 72 Lodi 20 Lugo (RA) 16 Modena 208 Montebelluna (TV) 52 Città N Montefalcone (AP) 12 Montegrotto Terme (PD) ND Oristano 12 Padova 20 Pedaso (AP) 4 Pesaro 20 Piacenza 48 Pieve di Soligo (TV) 4 Pordenone 20 Porto San Elpidio (AP) 8 Porto San Giorgio (AP) 8 Potenza Picena (MC) ND Preganziol (TV) 8 Ravenna 180 Reggio Emilia 28 Rimini ND Riserva Sentina (AP) ND Rovereto (TN) 16 Rovigo 16 San Benedetto Del Tronto (AP) 8 San Donato Milanese (MI) 28 San Giovanni in Persiceto (BO) 20 Senigallia (AN) 60 Spinetoli (AP) 4 San Vito dei Normanni (BR) ND Trento 88 Treviglio (BG) ND Urbania (PU) ND Vercelli 24 Verona 48 Viareggio (LU) 72 Villasimius (CA) ND Vittorio Veneto (TV) 24 Numero Città 66 Totale biciclette 2340

29 CCBS Club delle Città per il Bike Sharing Soci fondatori Bari Brescia Modena Parma Pescara Terni Udine Via Aterno, Roma Tel. 06/ Fax 06/

30 Il Comitato Promotore di CCBS 1 Alba (CN) 2 Andria (BT) 3 Bari 4 Barletta 5 Biella 6 Bra (CN) 7 Brescia 8 Cuneo 9 Firenze 10 Gorizia 11 La Spezia 12 Lastra a Signa (FI) 13 Lecco 14 Lugo (RA) 15 Messina 16 Modena 17 Parma 18 Pescara 19 Piacenza 20 Pinerolo (TO) 21 Prato 22 Rovigo 23 Savigliano (CN) 24 Savona 25 Sesto Fiorentino (FI) 26 Settimo Torinese (TO) 27 Terni 28 Treviso 29 Udine 30 Venaria Reale (TO) 31 Verona 32 Provincia di Cremona

31 Finalità di CCBS (1): Integrare le esperienze di Bike Sharing già avviate nell ambito delle politiche locali per la mobilità sostenibile, attraverso un coordinamento nazionale per l attuazione di progetti di Bike Sharing, complementari ai servizi di trasporto pubblico locale e di car sharing; Promuovere l attivazione di servizi di Bike Sharing sul territorio nazionale e la loro diffusione e promozione presso gli utenti finali attraverso la partecipazione diretta degli Enti Locali; Impegnarsi nella ricerca delle risorse finanziarie necessarie per sostenere le attività statutarie e l allargamento dei servizi di Bike Sharing ad altre realtà territoriali;

32 Finalità di CCBS (2): Promuovere la partecipazione degli enti locali aderenti ad iniziative comunitarie inerenti il Bike Sharing; Promuovere lo sviluppo delle conoscenze, della pratica e della ricerca nel campo del Bike Sharing, anche attraverso la partecipazione a progetti nazionali ed europei, a favore degli enti aderenti; Garantire uno sviluppo omogeneo e l interoperabilità, a livello nazionale, delle singole iniziative di Bike Sharing avviate a livello locale; Offrire assistenza agli Enti associati per l avvio di servizi di Bike Sharing.

33

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