INTRODUZIONE. Milano 1976, p Lauretta, Enzo, Come leggere Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, Gruppo Ugo Mursia Editore,

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1 INTRODUZIONE Lo scopo di questa tesi di laurea è di presentare Il fu Mattia Pascal, uno dei romanzi del narratore, autore di opere teatrali e professore Luigi Pirandello. Questo romanzo, che si può considerare uno dei suoi più celebri, riassume per lo più i motivi pirandelliani e apre l epoca del cosiddetto umorismo di Pirandello. Secondo il giudizio dello svedese Gösta Andersson il romanzo è un opera «particolarmente personale di Pirandello». 1 Il romanzo che al tempo della sua pubblicazione è stato chiamato antiromanzo antinaturalistico o, più tardi, un romanzo nuovo, tratta vari motivi, tra cui per esempio la questione della crisi d identità dell uomo, il ruolo della fortuna nella vita umana e soprattutto l idea della libertà e della liberazione del protagonista Mattia Pascal. Enzo Lauretta ne dice: La tesi centrale potrebbe essere individuata nella crisi della identità ed in tal caso Mattia sarebbe l archetipo per eccelenza del personaggio pirandelliano, [...] la tesi viene proposta, ma non si accampa come motivo di fondo del romanzo, [...] quella di Mattia Pascal è piuttosto una storia della libertà [...]. 2 Le reazioni dopo la sua pubblicazione erano varissime. Al tempo in cui il romanzo uscí, le reazioni negative non mancarono: critici abituati al metro della narrativa tradizionale, [...] innamorati delle squisitezze formali e incantati dall orgia musicale e visiva del romanzo dannunziano [...] 3 non esitarono a giudicare assurde le invenzioni di Pirandello. Contro questa accusa d inverosimiglianza Pirandello scrisse nel 1921 un appendice al romanzo in cui si occupa della verosimiglianza e l inverosimiglianza di un altra storia, trovata in un giornale. La nostra tesi di laurea è divisa in alcuni capitoli che in blocco dovrebbero dare al lettore un idea complessiva del romanzo. In primo luogo sarà menzionata la vita e l opera di Pirandello, i momenti decisivi sia della sua vita sia della sua opera. Poi possiamo orientarci verso i motivi pirandelliani, vuol dire quelli che si ripetono anche nelle altre opere di questo autore. 1 Lauretta, Enzo, Come leggere Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, Gruppo Ugo Mursia Editore, Milano 1976, p Ibid., p Ibid., p

2 Ciò nonostante il tema principale della tesi rimane il romanzo Il fu Mattia Pascal e la sua curiosa trama che ci offre vari motivi su cui riflettere, come è stato già detto. Tra questi abbiamo scelto l idea della libertà del personaggio. Prima possiamo domandarci che cosa, insomma, vuol dire la libertà in generale. La libertà di Mattia Pascal ha percorso una lunga strada tormentosa, da una libertà sconfinata fino alla libertà che è riscattata a caro prezzo ed alla fine non ha niente a che fare con la vera libertà. Ne risultano, dunque, altre questioni trattate nel romanzo, cioè i tentativi di Mattia, dopo la sua prima morte, di diventare un altro per liberarsi dalla moglie, dalla suocera e dai debiti; il disinganno e la constatazione che non è possibile vivere così fuori di vita, senza nessuna relazione; il riacquistato sentimento di gioia dopo la seconda morte del protagonista ed alla fine, dopo il suo ritorno nel paese nativo, la nuova delusione dovuta al fatto che Mattia deve vivere d ora innanzi la vita di un morto. 2

3 1 LUIGI PIRANDELLO, UN PERSONAGGIO INSIGNE DEL MONDO LETTERARIO ALL INIZIO DEL NOVECENTO 1.1 La vita di Pirandello Luigi Pirandello nacque il 28 giugno 1867 ad Agrigento in Sicilia. Discese da una famiglia benestante e trascorse la sua infanzia a Porto Empedocle e a Villaseta (ora Agrigento). A Villaseta abitarono una casina del Caos e Pirandello amava definirsi: Io sono figlio del Caos e non allegoricamente. 4 Non frequentò la scuola ma aveva un precettore che gli impartí la prima istruzione. Poi fu iscritto dal padre all Istituto tecnico ad Agrigento, dopo due anni però passò al ginnasio. Nel 1882 suo padre, commerciante di zolfo, fu ridotto al rovescio economico e la famiglia si trasferì a Palermo. Lì Luigi terminò i suoi studi liceali e nel 1886 si iscrisse alla Facoltà di Lettere e anche alla Facoltà di Legge. Nel 1887 si trasferì a Roma dove continuò gli studi alla Facoltà di Lettere. A Roma si innamorò di una sua cugina, Paolina (Lina), con cui si fidanzò nel A causa di un dissenso con un professore dovette abbandonare la scuola e terminare i suoi studi all Università di Bonn dove il 21 marzo 1891 si laureò in filologia romanza con una tesi su Suoni e sviluppi di suoni della parlata di Girgenti. Dopo aver finito gli studi ruppe il fidanzamento con Lina e nel 1893 ritornò a Roma. Lì si stabilì definitivamente dopo il matrimonio con Maria Antonietta Portulana, figlia di un socio del padre di Pirandello. Tra gli anni 1895 e 1899 nacquero due figli e una figlia. Gli anni successivi significano l inizio della sua attività letteraria. Nella sua vita personale quest epoca significa un periodo infelice causato dalla malattia mentale di sua moglie che scoppiò interamente dopo il fallimento finanziario della famiglia di Pirandello. Il periodo della prima querra mondiale fu marcato dall internamento del figlio maggiore Stefano e anche dal peggioramento dello stato di salute di Antonietta. Dal 1919 lei dovette essere ricoverata in casa di cura. Nel 1924 Pirandello entrò nel partito fascista, tuttavia la sua relazione con il regime non fu mai soggetto a Mussolini. 4 Lauretta, Enzo, Come leggere Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, Gruppo Ugo Mursia Editore, Milano 1976, p

4 Nel 1934 gli fu consegnato il premio Nobel per la letteratura. Pirandello morì il 10 dicembre 1936 dopo essersi ammalato di polmonite durante le riprese di un nuovo adattamento cinematografico de Il fu Mattia Pascal. Secondo la sua ultima volontà fu cremato e le sue ceneri furono sparse vicino alla Villa del Caos ad Agrigento dove Pirandello nacque. Pirandello non volle nessuno dietro il suo carro d infima classe. Il disprezzo per il corpo, per questa forma che imprigiona lo spirito e incrina ogni tentativo d evasione, lo indusse a chiedere che nulla restasse di lui, neppure le cenere. Ma prevedendo, da buon siciliano, che nessuno dei suoi familiari avrebbe disperso al vento le sue ceneri, volle che esse tornassero al Caos dove era nato, murate in una rozza pietra della campagna di Girgenti L opera di Pirandello Pirandello fu uno degli scrittori più prolifici, scrisse non solamente i romanzi, ma anche numerose opere di teatro e persino all inizio della sua formazione pubblicò qualche raccolta poetica. La sua opera letteraria non è divisa in vari periodi creativi ma lui scrive, contemporaneamente, versi, novelle, romanzi, saggi critici, teatro [...]. 6 Cercheremo dunque di fornire un immagine chiara e bene comprensibile della sua opera enorme proprio come i titoli singolari furono pubblicati. Dobbiamo menzionare che Pirandello volle portare nella letteratura nuove forme e strutture non solamente per quel che riguarda il teatro ma anche nel campo della narrativa: L irrequietezza della sperimentazione linguistica e strutturale non lo abbandona nemmeno nell impiego del genere romanzo [...]. 7 Pirandello cominciò a pubblicare come autore di versi. Già durante gli studi a Palermo pubblicò nel 1889 la sua prima raccolta poetica, intitolata Mal giocondo. La seconda col titolo Pasqua di Gea, dedicata a una ragazza tedesca, seguí nel A Roma Pirandello entrò in contatto con l ambiente letterario di quel luogo dove conobbe anche Luigi Capuana. Incoraggiato da lui cominciò a scrivere la prosa. Per quel che riguardano i romanzi, Pirandello voleva nella sua opera allontanarsi da 5 Lauretta, Enzo, Come leggere Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, Gruppo Ugo Mursia Editore, Milano 1976, p Tuscano, Pasquale, L identità impossibile L opera di Luigi Pirandello, Loffredo Editore Napoli S.p.A., Napoli 1989, p Ibid., p

5 quelli tradizionali e prende presto coscienza del fatto che il romanzo tradizionale, specificamente quello naturalista, ha esaurito definitivamente la sua funzione. 8 Nel 1893 scrisse il primo romanzo, Marta Ajala, che pubblicò più tardi, nel 1901, col titolo L esclusa, dapprima a puntate, poi in volume nel Poi continuò a scrivere le opere prosaiche, per esempio nel 1894 la raccolta di novelle Amori senza amore. Lo scrittore collaborò spesso con vari giornali e riviste, tra cui per esempio «La Tavola rotonda», «La Nazione letteraria», «Il Forchetto», «Roma letteraria», «La Tribuna illustrata» ecc. Nel 1897 cominciò ad insegnare la lingua italiana all Istituto Superiore di Magistero di Roma. Nel 1902 uscirono il suo secondo romanzo, Il turno, una storia assurda degli sposalizi a turno; e due raccolte di novelle, Beffe della morte e della vita e Quand ero matto... Il suo terzo romanzo, venduto prima di essere composto, Il fu Mattia Pascal, che significa l inizio della sua fase umoristica, uscí tra l aprile e il giugno 1904 a puntate sulla «Nuova Antologia» alla quale collaborò dal La pubblicazione de Il fu Mattia Pascal apportò a Pirandello il successo anche grazie al fatto che fu riconosciuto il primo romanzo italiano che si era distaccato dall ideologia dell Ottocento e aveva avvertito la necessità di una nuova forma del romanzo. Per questa ragione [...] la verosimiglianza del suo narrare è lontana da quella naturalistica. 9 Questo romanzo, più tardi apparso anche in estratto, insieme con il teatro che, in più, diventò la sua passione di fondo, iniziarono una nuova stagione narrativa di Pirandello. Proprio ne Il fu Mattia Pascal si fa esplicita la vocazione di Pirandello per il teatro. L intero romanzo, in fondo, è una rappresentazione, sapientemente recitata da personaggiattori, specificamente dall attore-protagonista, da Mattia, nel partecipare i termini delle tre condizioni esistenziali che vive per necessità o per capriccio. 10 Per quel che riguarda i romanzi e certe opere teatrali o il saggio L umorismo, si può constatare che certi personaggi compariscono in più romanzi, anche se con altri nomi. 11 Ci si presentano [...] stessi personaggi sia pure con nomi diversi e l identica vicenda [...] 12 8 Tuscano, Pasquale, L identità impossibile L opera di Luigi Pirandello, Loffredo Editore Napoli S.p.A., Napoli 1989, p Ibid., p Ibid., p Cfr. per esempio i personaggi de Il fu Mattia Pascal e Liolà: Batta Malagna e zio Simone, Oliva e Mita, Romilda e Tuzza, vedova Pescatore e zia Croce Azzara o Mattia e Liolà. 12 Lauretta, Enzo, op. cit., p

6 Nel 1908, Pirandello, preparandosi al concorso a cattedra, pubblicò due volumi di saggi di gran rilievo, Arte e scienza e L umorismo (dedicato «Alla buon anima di Mattia Pascal bibliotecario» 13 ), nei quali chiarí e diede l esempio dei principi della sua poetica dell umorismo. Lo definí come il sentimento del contrasto tra l ideale e la realtà. Pirandello dice: La vita è un flusso continuo che noi cerchiamo d arrestare, di fissare in forme stabili e determinate, dentro e fuori di noi, perché noi già siamo forme fissate, forme che si muovono in mezzo ad altre immobili, e che però possono seguire il flusso della vita, [...] Ma dentro noi stessi, in ciò che noi chiamiamo anima, il flusso continua, indistinto, sotto gli argini, oltre i limiti che noi imponiamo componendoci una coscienza, costruendoci una personalità. [...] E per tutti può rappresentare talvolta una tortura, rispetto all anima che si muove e si fonde, il nostro stesso corpo fissato per sempre in fattezze immutabili. Oh perché proprio dobbiamo essere così, noi? ci domandiamo talvolta allo specchio con questa faccia, con questo corpo? Alziamo una mano, nell incoscienza; e il gesto resta sospeso. Ci pare strano che l abbiamo fatto noi. Ci vediamo vivere. [...] L albero vive e non si sente: per lui la terra, il sole, l aria, la luce, il vento, la pioggia, non sono cose che esso non sia. All uomo invece, nascendo è toccato questo triste privilegio di sentirsi vivere, con la bella illusione che ne risulta: di prendere cioè come una realtà fuori di sé questo suo interno sentimento della vita, mutabile e vario. 14 Per quel che riguarda la definizione dell umorismo: Pirandello definisce comico l avvertimento del contrario : l avvertimento della dissonanza tra la sostanza di vita e le forme, provoca il riso. Ma se riusciamo a passare dall avvertimento del contrario al sentimento del contrario, se riusciamo cioè a riflettere oltre l apparenza per guardare nell interiorità della persona, che produce la situazione umoristica, allora il riso si trasforma in pietà. Riflettendo sulla realtà, possiamo coglierne il lato molteplice e contradditorio: da un lato si evidenzia il ridicolo di una persona o di un fatto, dall altro si individua il fondo dolente, di umana sofferenza che lascia il posto alla pietà. Celebre è l esempio della vecchia signora, goffamente imbellettata e vestita di abiti giovanili, che suscita il riso del lettore, il quale avverte in lei il contrario di come si dovrebbe acconciare una vecchia signora. Ma se egli riflette sul perché ella inganni così pietosamente se stessa, nel tentativo magari di trattenere un marito più giovane di lei, ecco che perverrà al sentimento del contrario ed il riso cederà il posto alla pietà. Di qui la sua poetica dell umorismo : l umorista scava più in profondità 13 Costa, Simona, Cronologia, in: Il fu Mattia Pascal, Oscar Mondadori, Milano 1993, p. L. 14 Pirandello, Luigi, L umorismo [online], 1908, [citato il 9novembre 2006], accessibile da: 6

7 dello scrittore comico e di quello tragico perché, intervenendo con la riflessione, smaschera le menzogne delle convenzioni sociali e gli autoinganni della nostra coscienza. 15 Pirandello mantenne la cattedra di lingua italiana, stilistica e precettistica e studio dei classici, compresi i greci e i latini nelle migliori versioni 16 a Roma dal 1908 al Nel 1909 pubblicò la prima parte del romanzo I vecchi e i giovani e nello stesso anno cominciò a collaborare al «Corriere della sera» in cui apparivano le sue novelle fino al 1936, l anno della sua morte. Nel 1911 uscí il romanzo Suo marito, ma la sua diffusione fu limitata dallo stesso Pirandello a causa del fatto che la scrittrice Grazia Deledda si era riconosciuta nellla trama del romanzo. Negli anni uscirono due raccolte di novelle coi titoli Terzetti e Le due maschere. Tuttavia la passione di Pirandello fu il teatro. Lui ci portò dentro gli elementi del futurismo, del grottesco, del surrealismo. Come afferma Enzo Lauretta, Pirandello adottò solamente alcuni procedimenti surrealistici ma il rapporto con essi fu chiaro: Né si può tacere un evidente rapporto di Pirandello con alcune posizioni del surrealismo europeo: certo abbandonarsi all inconscio fa pensare all automatismo psichico enunciato da Breton, [...]. 17 L anno 1915 significa la messa in scena della sua prima commedia in tre atti, Se non così, a Milano. In quest anno uscí anche a puntate il romanzo Si gira... Nel 1916 Pirandello consentí la messa in scena di due suoi testi, tutti e due in dialetto siciliano, Pensaci, Giacomino! e Liolà, nel repertorio del famoso attore siciliano Angelo Musco. L anno 1917 significa una svolta per il teatro pirandelliano, il quale mette in scena a Milano Così è (se vi pare) e a Torino Il piacere dell onestà. Nel 1918 seguírono altre due prime di gran successo, a Livorno quella di Ma non è una cosa seria e a Roma quella di Il giuoco delle parti. Nel 1920 si registrò il primo incontrastato successo teatrale con la messa in scena di Tutto per bene, tratto dalla novella con lo stesso titolo, a Teatro Goldoni di Venezia. Nel 1920 Pirandello passò dalla casa editrice Treves a Bemporad. Sempre in quest anno, Mario Camerini decise di girare la prima versione cinematografica di un opera di Pirandello, l adattamento di Ma non è una cosa seria. 15 Pirandello: il comico e l umoristico come sentimento del contrario [online], citato il 9 novembre 2006, accessibile da: 16 Costa, Simona, Cronologia, in: Il fu Mattia Pascal, Oscar Mondadori, Milano 1993, p. L. 17 Lauretta, Enzo, op. cit., p

8 Il 1921 è l anno della messa in scena di Sei personaggi in cerca d autore, il cosiddetto teatro nel teatro, a teatri di Roma, di Milano,... L anno successivo significa l inizio di una tournée pirandelliana all estero. Nel 1921 fu anche ristampato il romanzo Il fu Mattia Pascal con l aggiunta Avvertenza sugli scrupoli della fantasia. Il 1922 segna il successo dell opera teatrale Enrico IV. In seguito alla fama internazionale delle sue opere teatrali, Pirandello partí, nel 1923, per l estero (Parigi, America, New York e altre città straniere), con il repertorio, per esempio, di Sei personaggi, Enrico IV ecc. È interessante che quanto più Pirandello si allontana dalla Sicilia, sua terra nativa, tanto più i temi delle sue opere assomigliano all ambiente di questo luogo: Pirandello si allontana dalla sua terra d origine alla ricerca della sua strada di scrittore [...]. Tuttavia, quanto più la sua frenetica attività teatrale lo porterà in ogni parte del mondo, sempre più lontano dalle sue radici, tanto più paradossalmente la sua arte sembra trarre origine dal fondo oscuro ed arcaico della Sicilia. 18 Intanto in Italia furono messe in scena altre opere teatrali, tra cui Caffè notturno, L altro figlio, La vita che ti diedi. Il 1925 è l anno della fondazione del Teatro d Arte, nato sotto la spinta di Stefano Pirandello, Orio Vergani, Massimo Bontempelli e altri, della cui direzione Pirandello si incaricò. Il teatro presentava non solamente le opere del suo direttore ma anche opere di Lord Dunsany, di Charles Vildrac, di Massimo Bontempelli, di Nikolaj Evreinov e di altri autori. Nel giugno di quell anno la Compagnia del Teatro d Arte partí per l estero per una tournée a Londra, a Parigi e in varie città in Germania. Ben presto il teatro di Pirandello dovette cominciare a tenere testa alle difficoltà economiche e la Compagnia si sciolse nell agosto Nel 1926 uscí il suo ultimo romanzo, prima apparso a puntate sulla «Fiera letteraria»; Uno, nessuno e centomila, il cui protagonista riesce a liberarsi dai legami della convenzionalità, ma a prezzo della perdita della sua identità. Nel 1929 Pirandello fu nominato Accademico d Italia. Nello stesso anno passò dalla casa editrice Bemporad a Mondadori, che sarebbe stata quella definitiva, pubblicando le raccolte Maschere nude e Novelle per un anno. 18 L articolo Il fu Mattia Pascal (1904) [online], citato il 9 novembre 2006, accessibile da: rivista mensile online di libri italiani, biografie di autori e recensioni di opere letterarie. 8

9 Nel 1930 fu rappresentata l opera Come tu mi vuoi da cui fu tratto un film con Greta Garbo e Erich von Stroheim. Nello stesso anno fu messa in scena Questa sera si recita a soggetto e nel 1933 la commedia Quando si è qualcuno. Nel 1934 a Pirandello fu consegnato il premio Nobel per la letteratura. La sua ultima opera teatrale, Non si sa come, fu data per la prima volta a Praga in lingua ceca nel 1934 e poi, nel 1935, a Roma. Nel 1936 Pirandello assistette al nuovo adattamento cinematografico de Il fu Mattia Pascal durante il quale si ammalò di polmonite e poi morí lasciando incompiuto un opera teatrale I giganti della montagna, che da Pirandello è chiamata il mito dell arte IL FU MATTIA PASCAL Il più conosciuto romanzo di Pirandello, Il fu Mattia Pascal, fu pubblicato per la prima volta nel Da questo tempo venne a essere più volte ristampato e, grazie al suo successo, anche tradotto in molte lingue. Il romanzo comprende diciotto capitoli tra cui due premesse, e anche l aggiunta scritta diciassette anni dopo la prima pubblicazione. Pirandello sentí necessario scrivere in questo romanzo non una, ma due premesse, ciascuna con altro scopo: Pirandello dovette possedere chiaramente l immagine di questo romanzo eccezionale, e avvertí il bisogno di scrivere ben due premesse [...]. La prima premessa serve a Mattia Pascal da ingegnoso espediente formale per schizzare le linee delle sue memorie, presentare se stesso, chiarire i termini del suo progetto di racconto e per avanzare determinati punti di vista del suo autore. Il quale poi sente il bisogno di scriverne una seconda per precisare i contorni del luogo dove le memorie sono scritte dal suo personaggio e tentare la giustificazione del suo agire, adoperando toni semiseri da epistola di polemica romantica [...]. 20 Subito dopo la sua pubblicazione il romanzo non ebbe dapprima buona stampa dalla critica, tuttavia il suo successo dal pubblico dei lettori fu enorme: Anche se non sempre pienamente inteso nei suoi valori formali e tematici e negli agganci culturali 19 Costa, Simona, Cronologia, in: Il fu Mattia Pascal, Oscar Mondadori, Milano 1993, p. LIX. 20 Lauretta, Enzo, op. cit., p

10 con la letteratura europea, il romanzo ha subito un enorme successo. 21 Per intenderci, Pirandello si allontana in questo romanzo sia dal modello dannunziano sia dal Verismo. Altrettanto [...] ne Il fu Mattia Pascal vengono meno i criteri di verosimiglianza e di oggettività cari al Naturalismo: a narrare, alla prima persona [...] è il protagonista frantumato in tre incarnazioni [...]. 22 Nel 1921 al romanzo fu aggiunta l appendice col titolo Avvertenza sugli scrupoli della fantasia che si occupava dettagliatamente del problema del vero e verosimile. Pirandello spiega: Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere. All opposto di quelle dell arte che, per parer vere, hanno bisogno d esser verosimili. E allora, verosimili, non sono più assurdità. 23 Il romanzo nacque in un atmosfera di disagio e di crisi, di crollo di certezze, di aperture a inquietudini vaste e accorate, portate avanti, sul filo di un umorismo garbato e sconcertante, verso la tragedia del personaggio. 24 Scrivendo questo romanzo, Pirandello fu certamente influenzato dal libro Les altérations de la personalité di Alfred Binet, dai meravigliosi esperimenti psicofisiologici lì trattati. Enzo Lauretta sostene quest opinione: Tuttavia non c è dubbio che nel tempo in cui andava scrivendo Il fu Mattia Pascal, Pirandello aveva letto e rileggeva con grande interesse un opera di Alfred Binet Les altérations de la personalité che non solo influenza i modi del romanzo [...] ma trova echi fedeli nel saggio pirandelliano «Arte e scienza», oltre che in quello sull «Umorismo», e in altri brani appartenenti alla narrativa e al teatro La trama del romanzo La trama della vicenda di Mattia, che [...] diventa il prototipo del personaggio pirandelliano, un personaggio «murato» nell angoscia della sua solitudine, pronto a disintegrarsi sotto la spinta dialettica, attraversato dal continuo brivido di un 21 Tuscano, Pasquale, op. cit., p L articolo Il fu Mattia Pascal (1904) [online], citato il 9 novembre 2006, accessibile da: rivista mensile online di libri italiani, biografie di autori e recensioni di opere letterarie. 23 Pirandello, Luigi, Avvertenza sugli scrupoli della fantasia, in: Il fu Mattia Pascal, Oscar Mondadori, Milano 1993, p Lauretta, Enzo, op. cit., p Ibid., pp. 88,89. 10

11 umorismo corrosivo e dissacratore 26 è tanto semplice quanto ricca di vari avvenimenti sorprendenti e inaspettati. Mattia Pascal, narratore del romanzo, è un uomo che si decide a scrivere un libro sul suo destino e raccontare la storia delle sue due morti aspettando la sua terza, ultima e definitiva morte. 27 Mattia non parla di sé con piacere ma dice che il suo caso è così eccezionale che ha deciso di scriverlo: Ebbene in grazia di questa distrazione provvidenziale, oltre che per la stranezza del mio caso, io parlerò di me, ma quanto più brevemente mi sarà possibile, dando cioè soltanto quelle notizie che stimerò necessarie. Alcune di esse, certo, non mi faranno molto onore; ma io mi trovo in una condizione eccezionale, che posso considerarmi come già fuori della vita; e dunque senza obblighi e scrupoli di sorta. 28 Pirandello comincia scrivendo dapprima due premesse; in quella prima Mattia esplica le ragioni del suo racconto, [...] ragioni che riposano nella stranezza del caso, e che non è puro e semplice incidente della vita [...]. 29 ; in quella seconda Mattia [...] riprende il tema della vanità, della finitezza, della precarietà e della stranezza della terra e dell uomo che l abita [...]. 30 La vicenda di Mattia è dunque molto strana, come lui stesso ripete spesso nel libro. Questo conferma proprio l uso della parola strano o stranezza : La stranezza del caso funziona allora da spinta occasionale al romanzo, ma anche come uno dei suoi motivi di fondo; non per nulla l aggettivo «strano» è tra quelli adoperati con maggiore frequenza nella narrazione (una ventina di volte nel suo valore positivo, tre nella forma superlativa pp. 65, 75, e 148, un altra in quella avverbiale, p. 153 e tre volte in quella nominale, pp. 7, 80 e 188). 31 Dopo aver spiegato le ragioni per cui si è deciso a scrivere questo libro, Mattia, il narratore alla prima persona, comincia a descrivere la sua infanzia. Ben presto perde suo padre, commerciante, e rimane con sua madre e il fratello Berto a vivere a Miragno, un piccolo e immaginario paese ligure che ha invece tutti i connotati di un paese siciliano. O si può, persino, affermare che Miragno è Girgenti, paese nativo di Pirandello, perché la campagna, i personaggi, il modo di parlare, le inflessioni del linguaggio, tutto accenna a Girgenti. Anche l infanzia e l adolescenza 26 Lauretta, Enzo, op. cit., p Pirandello, Luigi, op. cit., p Ibid., p Tuscano, Pasquale, op. cit., p Ibid., p Lauretta, Enzo, op. cit., p

12 di Mattia sono legate ad alcune esperienze dell autore del romanzo: per esempio il padre di Mattia è commerciante e sua madre una «santa donna». Subito dopo la morte del padre, la famiglia Pascal cade in difficoltà economiche. È anche per colpa dell amministratore Batta Malagna che li spennacchia tanto che la famiglia s impoverisce. Malagna, già vecchio, si sposa in seconde nozze e vorrebbe avere un figliuolo. Non riuscendoci, accusa sua moglie di essere infeconda. Mattia ha un amico, Pomino, che s innamora di Romilda, la figlia della vedova Pescatore. Mattia deve aiutare il suo amico ad ottenere l amore di lei, ma [...] invece di innamorarsi di Pomino, s innamorò di me, che pur le parlavo sempre di lui. 32 Così accade che Romilda entra in rapporti intimi con Mattia e ingravida. Malagna con la vedova Pescatore decidono che Malagna annuncerà a sua moglie che lui può aver figli dicendole che aspetta un bambino con Romilda. Intanto Mattia riceve una lettera di Romilda da cui apprende che non si possono mai più vedere. Viene da lui anche Oliva, la moglie di Malagna, e gli dice che cosa è accaduto. Mattia ha una relazione pure con lei e anche Oliva ingravida. Dopo questo, Malagna non vuole più assumere la responsabilità nei confronti di Romilda incinta ed è, dunque, Mattia che deve sposarsi con lei. Non n è felice e paga, così, il prezzo della dissacrazione dell amicizia e dell amore avendo tradotto la prima in ipocrisia, il secondo, in volgare amplesso -,sposando, per imposizione, una donna che non ama e dalla quale non è amato. 33 L istituto del matrimonio, dunque, si trova al centro dell interesse di Pirandello: Come L esclusa e Il turno, anche Il fu Mattia Pascal ha l istituto del matrimonio come nucleo fondamentale del racconto [...] colto in una prospettiva drammaticamente umoristica, vissuta da un eccezionale uomo senza qualità, Mattia Pascal. Il matrimonio di Mattia può, del tutto, essere considerato un vero e proprio incidente [...]. 34 Con i coniugi giovani abita anche la vedova Pescatore e cerca di rendere difficile la vita di Mattia, lo rimprovera per il fatto che sono poveri ecc. Per questa ragione Mattia trova un posto di lavoro e diventa bibliotecario a Miragno, nonostante ciò prova la solitudine e la noia, sia nella famiglia sia nell impiego. Romilda mette al mondo due gemelle, ma una di loro muore dopo qualche giorno. Anche l altra figlia muore, quasi all età di un anno quando già aveva cominciato a dire a Mattia papà. 32 Pirandello, Luigi, op. cit., p Tuscano, Pasquale, op. cit., p Ibid., p

13 Lo stesso giorno della morte della seconda figlia muore anche la madre di Mattia. Mattia è molto infelice, sia per la morte della sua piccola e per quella di sua madre, sia per propria situazione finanziaria. Dopo che gli è tolto l ultimo che gli potrebbe essere prossimo, Mattia non ha più niente per cui vivere e progetta una soluzione: Venuta meno ogni motivazione affettiva, Mattia trova inutile la sua presenza e progetta di evadere da quella che, per lui, è una casa-prigione. 35 Suo fratello, Berto, gli manda cinquecento lire e Mattia lo commenta dicendo che è [...] come se avesse voluto pagarmi le lagrime. 36 In questa situazione disperata Mattia decide di partire via, forse per l America, con cinquecento lire in tasca che sono state lo stimolo originario dell avventura di Mattia. Mattia ne dice: Poi servirono per me; e furono come dirò la cagione della mia prima morte. 37 Poiché Mattia è incostante nelle decisioni, cambia idea e invece di andare in America capita a Nizza e ci è attirato dal gioco della roulette. Compra un manuale su questo gioco d azzardo e vuole provare la fortuna a Montecarlo. Per caso, durante dodici giorni riesce a vincere una grande somma ottantaduemila lire. Riflette su che cosa fare: se ritornare dalla moglie o partire per l estero. Poi decide di ritornare a Miragno. Durante il viaggio riflette su varie possibilità di come approfittare del denaro vinto. La sua mente è piena di pensieri, ricordi e speculazioni. Immagina per esempio sua moglie e la vedova Pescatore come gli fa vedere del denaro vinto. Solo a pensare a questa situazione, Mattia ride e i suoi compagni di viaggio lo osservano con sorpresa. Per far passare la noia, compra un giornale e qui, per la sua gran sorpresa, apprende che lui, Mattia Pascal bibliotecario, si è suicidato nella gora del mulino presso Miragno. Apprende così la notizia della propria morte: Avevo il giornale ancora in mano [...]. Gli occhi mi andarono su un SUICIDIO così in grassetto. [...] Miragno? Chi si sarà suicidato nel mio paese? 38 Mattia non ci crede e per questa ragione si procura proprio Il Foglietto, unico giornale di Miragno, per poter conoscere i particolari di quella storia straordinaria. Sa che potrebbe fornirglieli solo il foglio che si pubblica a Miragno. Anche là legge 35 Tuscano, Pasquale, op. cit., p Pirandello. Luigi, op. cit., p Ibid., p Ibid., p

14 l articolo sulla sua morte e comincia a rendersi conto di ciò che significa questo fatto e riflette pure su quello sconosciuto che è annegato al suo posto. Prova curiose sensazioni: Mi vidi per un momento, lì nell acqua verdastra della gora, fradicio, gonfio, orribile, galleggiante... nel raccapriccio istintivo incrociai le braccia sul petto, e con le mani mi palpai, mi strinsi... Io no; io no... Chi sarà stato? mi somigliava, certo Dopo lunghe riflessioni decide di non tornare più nel suo paese e di costruirsi una nuova vita. Mattia pensa di esser diventato illimitatamente libero: Avevo con me ottantaduemila lire, e non avrei più dovuto darle a nessuno! Ero morto, ero morto : non avevo più debiti, non avevo più moglie, non avevo più suocera : nessuno! libero! libero! libero! Che cercavo di più? 40 Così Mattia decide di cambiare treno e si costruisce tutta una nuova storia della sua vita. Insomma, vuole fare di sé un altro uomo. Mattia è tutto contento, si sente solo ma leggero ed è pronto a rifarsi un nuovo sentimento della vita, una nuova educazione ed un nuovo aspetto. Secondo i suoi progetti fantastici d ora in poi si chiamerà Adriano Meis, nato in Argentina, senza genitori, allevato da suo nonno con cui viaggiava molto. Dopo questa ricostruzione della vita, Adriano comincia a viaggiare, visitando grandi città dell Italia e anche la Germania. Si sente felice da impazzire, teme solo di non poter resistere a lungo. Lo prende la smania dei viaggi, lo tormenta solamente la solitudine infinita, l origine di riflessioni fastidiosi ed inutili. Ma ben presto constata che una tale vita non lo accontenta, approva il disinganno: In fondo, ero già un po stanco di quell andar girovagando sempre solo e muto. Istintivamente cominciavo a sentir il bisogno di un po di compagnia. 41 Mattia vuole comprare un cane ma poi constata che non è possibile per lui, per un uomo ch è nessuno, perché certamente dovrebbe pagare una tassa. Dopo questo avvenimento Mattia comincia a veder un po chiaro. L avvenimento col cane lo avverte che la sua libertà non è senza confini: Mi parve come una prima compromissione della mia libertà [...]. 42 Semplicemente, il nostro protagonista non vive, non esiste, lui è il fu Mattia Pascal ma non se ne rende ancora conto. 39 Pirandello, Luigi, op. cit., p Ibid., p Ibid., p Ibid., p

15 Quando si avvicina l inverno, Adriano decide di prendere a pigione una camera o una casa. Infine, si stabilisce presso una famiglia discreta a Roma perché gli sembra che proprio questa città ospiti con indifferenza i forestieri. In questa famiglia Mattia fa conoscenza del signor Paleari che s interessa dello spiritismo, di suo genero Papiano, della signora Caporale e soprattutto di una giovane donna, Adriana, di cui s innamora e lei corrisposto. Adriano comincia a sentirsi presso questa famiglia, si può dire, bene. Deve essere molto attento alle sue parole e ai suoi fatti per non dare alcun sospetto del suo passato. Deve comportarsi con estrema cautela in questo ambiente. Spesso discute col signor Paleari di varie cose ma il più spesso dello spiritismo, del quale il Paleari è cultore. Durante una seduta spiritistica, nel buio, accade che Adriano e Adriana si danno un bacio. Il giorno dopo Adriano se ne pente perché che cosa lui potrebbe fare per lei s è nessuno o un morto? Adriana viene da lui e Adriano la calma. Poi si accorge, ad un tratto, che qualcuno, nella sua camera, gli ha rubato dodicimila lire. Se ne accorge in presenza di Adriana che dice che il ladro, senza dubbio, è suo cognato Papiano che terrorizza tutta la famiglia. Adriana costringe Adriano ad andare a denunciare il furto, lui non vuole ma poi acconsente. Poi Adriano ci riflette molto e constata che non può andare a denunciarlo perché non ha nessun documento della sua esistenza. Torna a casa, tutti sanno da Adriana che cosa è accaduto, ma Adriano smentisce la notizia e dice che aveva avuto il denaro con sé. Tutti sono felici, oltre ad Adriana, che sa che Adriano mente, e il Papiano che ha rubato il denaro ma non sa perché il signor Meis lo contesta. Dopo quest avvenimento Adriano decide di comportarsi con indifferenza nei confronti di Adriana perché non può amarla o vivere in qualche modo con lei: [...] ah povera Adriana, e come avrei potuto io chiuderla con me nel vuoto della mia sorte, farla compagna d un uomo che non poteva in alcun modo dichiararsi e provarsi vivo? Che fare? che fare? 43 Adriano ha dei rimorsi per questo fatto ma non vede un altra uscita. Al pensiero del bacio dato ad Adriana, Adriano odia se stesso: Mi sentivo fremere le labbra al ricordo di quel bacio. Adriana! Adriana! Che speranze le avevo acceso in cuore con quel bacio? Pirandello, Luigi, op. cit., p Ibid., p

16 Adriano deve dare ad Adriana ancora alcune prove perché lei pensi che non la ami più. Poi riflette su che cosa fare in futuro. Non vuole riprendere il suo andar girovagando. 45 Nella sua mente accusa sua moglie Romilda e la vedova Pescatore del fallimento della sua liberazione: Ma nella gora del molino, là alla Stìa, ci avevano buttato me quelle due buone donne, [...] non ci s eran mica buttate loro! E libera dunque era rimasta lei, mia moglie; non io, che m ero acconciato a fare il morto, lusingandomi di poter diventare un altro uomo, vivere un altra vita. Un altr uomo, sì, ma a patto di non far nulla. 46 Dopo queste speculazioni Adriano decide di ridiventare Mattia Pascal per poter vergognarsi e per non far più soffrire Adriana. Questo vuol dire anche far morire Adriano Meis, ciò significa già la seconda morte del nostro protagonista. Mattia non è ancora assolutamente deciso che cosa fare e si fa delle domande: Vendicarmi! Dunque, ritornar lì, a Miragno? Uscire da quella menzogna che mi soffocava, divenuta ormai insostenibile [...]? 47 Egli, di notte, parte e lascia il suo bastone e il suo cappello e un foglietto con il nome Adriano Meis sul Ponte Margherita, per far credere che si sia suicidato. Di notte prende il treno a Pisa e parte per ritornare a Miragno. In treno Mattia Adriano riflette su quei due anni della sua libertà prigione e riconosce il suo sbaglio: Come mi ero illuso che potesse vivere un tronco reciso dalle sue radici? [...] E mi rivedevo nei primi giorni, beato nell incoscienza, o piuttosto nella follia, a Torino, e poi man mano nelle altre città, in pelegrinaggio, muto, solo, chiuso in me [...]. 48 In treno, che riporta Mattia a Miragno, passato, presente ed un futuro prossimo sfumano insieme, e Mattia immagina le ipotesi delle reazioni che il suo straordinario ritorno susciti. Durante il ritorno a Miragno, Mattia soggiorna dapprima per qualche giorno a Pisa per poter trasformarsi da Adriano in Mattia e anche per apprendere le notizie sul suicidio di Adriano Meis a Roma. Dopo l acclimatazione parte per vedere dapprima 45 Pirandello, Luigi, op. cit., p Ibid., p Ibid., p Ibid., p

17 suo fratello. Berto non riesce a credere che suo fratello sia vivo, e vedendolo, ne ha quasi paura. Lo presenta a sua moglie e comunica a Mattia le notizie di Romilda. Lei si è sposata con Pomino. È una disgrazia per Mattia perché non se l era aspettato. Ma, secondo la legge, nel caso che il primo marito non sia morto, il secondo matrimonio s annulla. Lo afferma anche il cognato di Berto, ch è avvocato, e domanda a Mattia perché è tornato e gli dice: Io, ne panni suoi, non mi sarei fatto più vivo. 49 Mattia risponde : Ma perché lei non sa che cosa voglia dire! gli risposi, scrollando le spalle. Come! riprese lui. Si può dare maggior fortuna, maggior felicità di questa? Sì, la provi! la provi! 50 Dopo queste notizie Mattia si reca a Miragno per andare a vedere Romilda, suo marito Pomino e la vedova Pescatore. È quasi un orrore per loro vedere Mattia vivo. Tutti lo credevano morto da due anni. Mattia anche apprende che Romilda e Pomino hanno una figliuola, il che è una cosa che Mattia non aveva per niente previsto. Tutti litigano e uno accusa l altro di quel che è accaduto. Dapprima, Mattia vuole far valere il suo diritto per quel che riguarda la moglie. Ma poi, a causa della bambina di Romilda, decide di lasciarli vivere in pace. Verso la mattina parte dalla loro casa per cercare un alloggio. Lo trova a Miragno da sua zia Scolastica che stima suo nipote ancora di più dopo questo avvenimento. Mattia, dunque, deve rimanere un uomo che vive fuori della vita, aspettando la sua terza e definitiva morte, deve vivere come il fu Mattia Pascal: [...] Mattia, per morire tre volte, ha dunque tre vite e non due: la prima da Mattia Pascal, la seconda da Adriano Meis, e la terza? Se il personaggio fosse o si ritenesse sconfitto dalla sua stessa e stranissima storia, la sua terza vita sarebbe di nuovo quella di Mattia Pascal redivivo, ma invece no. Lascia la moglie a Pomino, [...] e preferisce rimanere sul filo rischioso della legalità, sceglie paradossalmente di vivere [...] come il fu Mattia Pascal. 51 Mattia comincia a far compagnia al bibliotecario don Eligio, con l aiuto del quale scrive la sua biografia. Ne parlano molto e don Eligio rivela a Mattia: [...] che fuori della legge e fuori di quelle particolarità, liete o tristi che sieno, per cui noi siamo noi, caro signor Pascal, non è possibile vivere Pirandello, Luigi, op. cit., p Ibid., p Lauretta, Enzo, op. cit., pp Pirandello, Luigi, op. cit., p

18 Ogni tanto Mattia visita la tomba di quello sconosciuto al cimitero, su cui c è scritto qui riposa Mattia Pascal, bibliotecario. Mattia finisce il suo racconto scrivendo: Io ora vivo in pace, insieme con la mia vecchia zia Scolastica [...]. 53 La vicenda del romanzo può, dunque, essere considerata con la sua tematica come l esempio della crisi d identità dell uomo nella società che lo circonda. Pirandello proietta questo romanzo in una dimensione europea, ma nello stesso tempo lo individua nel panorama culturale italiano. 3 IL PROBLEMA DELLA LIBERTÀ Si può dire che in tutto il romanzo l idea della libertà o della liberazione del protagonista è bene osservabile. Tutta la vicenda è fondata sui tentativi di Mattia- Adriano di liberarsi, di diventare un altro. Per questa ragione vogliamo orientare la nostra indagine appunto verso questo problema. 3.1 Il significato della libertà Definire la parola libertà non è davvero facile. Ciascuno ne ha un altra idea ma tuttavia ci sono alcuni tratti comuni. In primo luogo bisogna dire che la libertà vuol dire non essere lo schiavo di nessuno, non dipendere da nessuno. Vuol dire anche avere certi diritti: come per esempio il diritto all appartenenza a un gruppo sociale, il diritto alla libertà dell espressione, il diritto della confessione e così si potrebbe continuare. La libertà può significare una cosa per un celibe e qualcosa d altro per uno che è sposato. Ogni uomo ne ha una sua idea. 3.2 La libertà del personaggio principale Mattia Pascal Il personaggio di Mattia Pascal è tra i personaggi più interessanti della narrativa di Pirandello il quale crea con preferenza i personaggi che esulano dalle norme della 53 Pirandello, Luigi, op. cit., p

19 vita». 54 La sua storia è [...] con quella di un impossibile libertà, anche la vicenda di pago. 56 Già all inizio della sua avventura non è sicuro se sia possibile vivere solamente vita quotidiana. Per questa ragione Mattia Pascal può essere considerato l esemplare testimone di questa assurda condizione dell uomo prigioniero delle maschere sociali «di marito, di moglie, di padre, di fratello e via dicendo», «di tutta quella soma di leggi, di doveri, di parole», contro cui lotta ininterrottamente, ma inutilmente «la tutti i personaggi pirandelliani che, da soli o in compagnia, compiono il tentativo tangenziale della fuga e dell evasione. 55 Mattia Pascal è un personaggio che vive delle vicende strane e particolari. La sua idea della libertà è, senza dubbio, assai lontana dall idea che è abbozzata qui sopra. Mattia la immagina del tutto diversamente, crea il suo concetto della libertà ma, poco a poco, constata il suo errore fatale. La libertà sconfinata diventa la libertà insopportabile. Mattia immagina: Vivrò con me e di me, come ho vissuto finora! Sì, ma ecco: per dir la verità, temevo che della mia compagnia non mi sarei tenuto né contento né di sé e per sé. Tuttavia vuole provare questa esperienza e ci si butta con entusiasmo. Immagina che d ora in poi sarà il padrone di se stesso e sarà dispensato di tutti i doveri. Non riflette per il momento sui costi della sua libertà. Mattia dice: Ero solo ormai, e più solo di com ero non avrei potuto essere su la terra, sciolto nel presente d ogni legame e d ogni obbligo, libero, nuovo e assolutamente padrone di me, senza più il fardello del mio passato, e con l avvenire dinanzi, che avrei potuto foggiarmi a piacer mio. 57 La storia di Mattia percorre, dunque, vari stadi di cui avremo ancora la possibilità di parlare, ma tutto il racconto si può dividere, secondo l opinione di Pasquale Tuscano, in tre parti: la prima parte, comico-grottesca comprende, la vita di Mattia Pascal; la seconda, tragico-grottesca, narra l assurda esistenza di Adriano Meis 54 L articolo Il fu Mattia Pascal (1904) [online], citato il 9 novembre 2006, accessibile da: rivista mensile online di libri italiani, biografie di autori e recensioni di opere letterarie. 55 Lauretta, Enzo, op. cit., p Pirandello, Luigi, op. cit., p Ibid., p

20 e la terza, farsesca, comprende la rientrata di Mattia nella società [...] dalla quale era fuggito orgogliosamente e che ora lo rifiuta impietosamente. 58 Questa divisione in tre parti è secondo la nostra opinione giusta perché veramente la vita di Mattia percorre tre fasi diverse la vita di Mattia Pascal prima della sua avventura, la vita di Adriano Meis e finalmente la vita del fu Mattia Pascal. Per questa ragione anche l affermazione del carattere delle fasi singole è fondata e noi cercheremo di spiegare il perché. La prima parte, considerata comico-grottesca, comprende la vita di Mattia Pascal. Questa parte descrive fra l altro la seduzione di Romilda e di Oliva, il prendere del tutto alla leggera. In poche parole, la sua vita spensierata, vissuta senza scrupoli. In questa fase, quindi, il personaggio di Mattia ci pare comico e grottesco. La seconda parte, tragico-grottesca, ci mostra Mattia come Adriano Meis, uomo che pensa di essere illimitatamente libero. Per questa ragione la seconda parte è considerata grottesca. Tragica diventa dopo che Adriano apprende che la sua libertà gli vieta varie cose, per esempio la ribellione contro il furto. La terza parte, farsesca, è chiamata così a causa dell esistenza di Mattia escluso dalla società, dell esistenza di Mattia come un uomo morto. Questa situazione pare interamente ridicola, farsesca e utopistica per un uomo che vive una vita normale, quotidiana. Con la libertà di Mattia, naturalmente, sono in stretta coerenza la sua irresponsabilità e la sua spensieratezza. Mattia prende alla leggera dapprima l amore e poi la morte: [...] due principi l inizio e la fine che governano la natura e gli uomini. 59 Pensa che sia possibile nascondersi al cospetto della responsabilità. Il suo esempio non è onesto, sia nel caso della seduzione di Romilda e poi anche di Oliva, sia nel caso del comportamento dopo la sua creduta morte. Mattia non ha dovuto approfittare del suicidio di quello sconosciuto. Eppure l ha fatto per poter sfuggire ai suoi doveri ed ai suoi impegni. Invece di affrontare i suoi problemi cede facilmente alla tentazione della nuova libertà. Non vuole più occuparsi dei problemi finanziari della sua famiglia. Per questo riguardo rimane del tutto indifferente, egoista, pensando solamente al suo proprio profitto. Poteva tornare da sua moglie e, con ottantaduemila lire, pagare i debiti, tentare di riconciliarsi con Romilda e vivere onestamente. Ma Mattia si scrolla tutto di dosso e decide di accettare ciò che la fortuna gli ha offerto. 58 Tuscano, Pasquale, op. cit., p Ibid., p

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