INTRODUZIONE alla PROGRAMMAZIONE di MICROCONTROLLORI
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- Eugenia Leo
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1 LUCIDI LEZIONI SISTEMI ELETTRONICI INDUSTRIALI (People Associated Pavan ) com (Datasheet PIC - DS30292) (Mid Range Family Manual DS33023) Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Facoltà di Ingegneria - sede di Reggio Emilia - INTRODUZIONE alla PROGRAMMAZIONE di MICROCONTROLLORI PIC16F877 - Microchip
2 Procedura di Sviluppo TUTTI i microcontrollori Microchip utilizzano come ambiente di sviluppo il software MPLAB. Con questo è possibile sviluppare codice in linguaggio C o in linguaggio Assembler. Una volta generato è possibile scaricare il codice sulla memoria flash a bordo del µc C utilizzando il programmatore ICD. Una volta programmato il microcontrollore è pronto per essere inserito sulla scheda che realizza l applicazione l da controllare. Con il codice generato è possibile istruire il microcontrollore sulle funzioni da compiere. NOI UTILIZZEREMO PIC 16F877 e li programmeremo in Linguaggio Assembler Archittettura Interna del PIC16F877 ALU W register I/O Port Periferiche Timer 0,1,2 ADC 10 bit SSI & I 2 C USART Parallel Port PWM EEProm DATI
3 Istruzioni Assembler Il 16F877 lavora a 8 bit per cui per variabili che necessitano di più di 1 byte è necessario riservare 2 o più locazioni di memoria. Il micro esegue 1 istruzione ogni ciclo di clock (ad eccezione per le istruzioni di goto e call che richiedono 2 cicli). La frequenza del clock di sistema è pari a ¼ della frequenza imposta dal circuito di temporizzazione (Fosc del quarzo). La memoria è divisa in 4 banchi,, ognuno ha una parte riservata a registri di sistema e una parte di registri general purpose utilizzabili dall utente (ad esempio per le variabili di lavoro). Prima di eseguire ciascuna istruzione è buona norma assicurarsi di operare nel banco di memoria giusto: AGENDO SUI BIT RP1,RP0 dello STATUS REGISTER UTILIZZANDO LA DIRETTIVA banksel xxx Istruzioni Assembler Il PIC ha un architettura RISC per cui il numero totale di istruzioni è limitato a circa 35. Esistono 3 tipi di formato di istruzioni: BYTE ORIENTED BIT ORIENTED [Istruz.] f,d [Istruz.] f,b LITERAL [Istruz.] k Il fatto di inserire i file xxx.inc consente di utilizzare delle macro simboliche che permettono di semplificare la programmazione. Infatti questi file assegnano ad ogni bit di ciascun registro un NOME SIMBOLICO, che è lo stesso di quello riportato sul datasheet. Es: bcf STATUS, 5 = bcf STATUS, RP0 d = 0 = workingreg (W) d = 1 = stesso REG
4 Gestione di Interrupt - Registri Quando si verifica un Interrupt il PIC blocca immediatamente quello che sta facendo e salta alla locazione di memoria 0x04 a partire dalla quale è allocata l ISR (Interrupt( Service Routine). I registri base per la gestione di Interrupt sono i seguenti: Registro INTCON PIE1 PIE2 PIR1 PIR2 Bit GIE PEIE INTE xxxe xxxe xxxf xxxf USO Abilitazione Generale all utilizzo di Interrupt Abilitazione al Riconoscimento di Interrupt provenienti dalle periferiche integrate sul PIC Abilitazione al Riconoscimento di Interrupt provenienti dall esterno (linea RB0) Contengono i flag (bit) corrispondenti alle periferiche di cui interessa rilevare l interrupt Contengono i flag (bit) che rilevano il verificarsi di un interrupt generato dalla corrispondente periferica Gestione di Interrupt - Associazione Abilitazione PIE1 PIE2 Detection PIR1 PIR2 SONO QUESTI DA USARE PER IL RICONOSCIMENTO DI QUALE INTERRUPT SI E VERIFICATO
5 Struttura Base di un Programma Assembler processor xxxxx include xxxxx.inc config xxx (opzionale) CBLOCK <definizione variabili di lavoro> ENDC ORG 0x00 nop goto xxx ORG 0x04 <ISR Interrupt Service Routines> xxx <Programma Principale> <Inizializzazione Porte & Periferiche> <Abilitazione Interrupt> <Elaborazione Segnali & Dati> call... <Routines di Calcolo o di Servizio Interrupt invocate> return END Procedura di Servizio Interrupt e Code Flow ROUTINE DI SERVIZIO INTERRUPT (A PARTIRE DALL INDIRIZZO 0x04) <Salvataggio Stato del Sistema (Status e W reg.)> (opzionale) <Ciclo Riconoscimento Interrupt> btfsc <registrox>, <bit x (flag)> goto <label xxx1> btfsc <registroy>, <bit y (flag)> goto <label xxx2> <Chiamata a Funzioni di Interrupt Service> xxx1 call <routine1> goto FISR (è una label non 1 istruz.!!) xxx2 call <routine2> goto Fine_ISR FISR <Ripristino Stato del Sistema> retfie FINE ROUTINE DI SERVIZIO INTERRUPT PROGRAMMA PRINCIPALE <Routine di programma> <Routine di Interrupt> SALTO A ZONA DI CODICE DIVERSA, CHE HA COME LABEL IL NOME DELLA FUNZIONE DA ESEGUIRE routine1 <Disabilitazione Generale degli Interrupt> bcf INTCON, GIE <Elaborazione> <eventuali call ad altre funzioni> <Reset Flag dell Interrupt servito> bcf <registrox>, <bit x (flag)> questo serve per poter riconoscere altri interrupt di questo tipo!!! <Riabilitazione Interrupt> bsf INTCON, GIE return TERMINATA LA ROUTINE SI TORNA ALL ISTRUZIONE IMMEDIATAMENTE SEGUENTE ALLA CALL
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