Telecomunicazioni Radio
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- Marta Agostini
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1 COMMUNICATIONS EMERGENCY RESCUE Corso base per operatori di Protezione Civile Telecomunicazioni Radio alcuni elementi di teoria delle trasmissioni radio p.i. Ughi Gilberto
2 Il corso è rivolto agli operatori di Protezione Civile che intendono: Conoscere gli elementi fondamentali dei fenomeni elettromagnetici Capire sommariamente il funzionamento dei sistemi radio Ricevere informazioni sull architettura delle reti radio Acquisire le conoscenze basilari per la corretta attuazione di una comunicazione radio Avere informazioni essenziali su altri sistemi di comunicazione via etere
3 Contenuto del corso La comunicazione La telecomunicazione Il segnale Campo elettrico Campo magnetico Campo elettromagnetico Le onde elettromagnetiche Propagazione del segnale L antenna La radio Comunicazioni radio VPN di Protezione Civile (TETRA) I Gruppi (TETRA) La gestione dei Gruppi (TETRA) Procedure radiotelefoniche Rete di telefonia mobile Satellite Normativa
4 La comunicazione L interazione tra soggetti che utilizzano il medesimo codice per lo scambio delle informazioni e che pertanto sono in grado di annullare lo stato di incertezza dei contenuti stabiliscono una COMUNICAZIONE INFORMAZIONI
5 La telecomunicazione Il trasporto a distanza dell informazione, attraverso l utilizzo di un supporto, Acustico Ottico Elettrico Elettromagnetico Chimico viene convenzionalmente definito TELECOMUNICAZIONE
6 Il segnale La trasmissione a distanza dell informazione sul supporto viene effettuata per mezzo di un codice conosciuto ovvero di un SEGNALE
7 Il segnale Nel sistema analogico, un segnale viene riprodotto per analogia. Ad esempio, nei vecchi dischi di vinile la profondità dei solchi seguiva le modulazioni del suono. Allo stesso modo, nella comune tv analogica i segnali luminosi e sonori producono segnali elettrici di frequenza e ampiezza variabile che vengono trasmessi nell'etere. L'apparecchio ricevente riesce a trasformare, per semplice analogia, i segnali elettrici di nuovo in segnali audio e video SEGNALE ANALOGICO
8 Il segnale Nel sistema digitale, al contrario, qualunque messaggio è tradotto in sequenze binarie di 1 e 0. Non c'è alcuna analogia diretta tra il segnale e la conseguente traduzione binaria. L'apparecchio ricevente, dunque, deve essere istruito sul significato di ogni sequenza e su come questa si ricompone per formare un messaggio comprensibile. Il decoder ha proprio questo compito: decodificare il segnale digitale e trasformarlo in un segnale analogico comprensibile per la tv. SEGNALE NUMERICO O DIGITALE
9 Il Campo elettrico Tutta la materia che ci circonda, dalle più remote galassie a quella che costituisce i nostri corpi, è formata da atomi. Un atomo può essere immaginato (ma solo immaginato!) come un piccolo sistema solare in miniatura. Al centro troviamo un piccolissimo nucleo attorno al quale ruotano, come tanti piccoli pianeti, alcuni corpuscoli dotati di carica elettrica negativa che si chiamano elettroni. Il nucleo è composto da due tipi di particelle: i protoni, dotati di carica elettrica positiva e i neutroni sprovvisti di carica elettrica. In condizioni ordinarie il numero di protoni presenti nel nucleo uguaglia quello degli elettroni che gli ruotano attorno; di conseguenza l atomo è elettricamente neutro.
10 Campo elettrico Un elettrone immobile genera, a causa della sua carica, una forza elettrica nello spazio circostante, il CAMPO ELETTRICO campo elettrico Se l elettrone viene fatto oscillare rapidamente (esempio un flusso di corrente alternata), il campo elettrico nei punti circostanti viene perturbato a causa della variazione di distanza dall elettrone
11 Campo magnetico Le cariche elettriche in movimento generano un campo magnetico variabile, Un campo magnetico variabile, genera un movimento di cariche elettriche campo magnetico
12 Campo elettromagnetico Per effetto dello spostamento di una carica elettrica in un punto P1, si genera un campo elettrico variabile, questo a sua volta genera un campo magnetico variabile in punto P2, il campo magnetico variabile determina un campo elettrico varfabile in P3. Questi campi concatenati determinano nello spazio la propagazione di un campo elettromagnetico Il fenomeno si sviluppa con una velocità prossima a quella della luce
13 Le onde elettromagnetiche Il tempo che intercorre tra l inizio della generazione di un campo elettrico e la fine del successivo campo magnetico viene chiamata periodo Il numero di periodi al secondo si chiama FREQUENZA
14 Le onde elettromagnetiche Poiché la velocità di propagazione dell onda elettromagnetica è prossima a quella della luce, è possibile definire la LUNGHEZZA D ONDA L (m) = m/s : f (periodi al sec)
15 Le onde elettromagnetiche Gamma di Frequenza Sigla Gamma di Lunghezza d'onda Definizione Onda da 3 KHz a 30 KHz VLF (Very Low Frequencies) da 100 Km a 10 Km miriametriche da 30 KHz a 300 KHz LF (Low Frequencies) da 10 Km a 1 Km chilometriche da 300 KHz a 3000 KHz MF (Medium Frequencies) da 1 Km a 0,1 Km ettometriche da 3 MHz a 30 MHz HF (High Frequencies) da 100 m a 10 m decametriche da 30 MHz a 300 MHz VHF (Very High Frequencies) da 10 m a 1 m metriche da 300 MHz a 3000 MHz UHF (Ultra High Frequencies) da 100 cm a 10 cm decimetriche da 3 GHz a 30 GHz SHF (Super High Frequencies) da 10 cm a 1 cm centimetriche da 30 GHz a 300 GHz EHF (Extra High Frequencies) da 10 mm a 1 mm millimetriche da 300 GHz a 3000 GHz microonde da 1 mm a 0,1 mm decimillimetriche
16 Propagazione del segnale Le trasmissioni radio avvengono per mezzo di onde elettromagnetiche che si propagano nello spazio. Apposite apparecchiature, denominate trasmettitori, provvedono a generare una corrente alternata ad alta frequenza, che rappresenta il veicolo del segnale. Per mezzo di un circuito elettronico, l antenna, le onde radio vengono diffuse nello spazio, captate da altre antenne e convogliate ad apparecchiature di elaborazione del segnale denominate ricevitori Nell uso comune, di tipo civile, le comunicazioni radio avvengono attraverso ricetrasmettitori
17 Propagazione del segnale
18 Propagazione del segnale Le onde elettromagnetiche si propagano nello spazio prevalentemente in linea retta ma, in funzione della frequenza, possono anche subire delle riflessioni Le onde corte HF, sono riflesse dalla ionosfera
19 Propagazione del segnale Quando un atomo (o una molecola o un gruppo di atomi legati tra loro) cede o acquista uno o più elettroni si trasforma in uno ione. La parte dell'atmosfera terrestre in cui una certa percentuale di atomi si trova sotto forma di ioni è detta Ionosfera. Le cause di questo processo di ionizzazione atomica sono imputabili ai raggi X ed ultravioletti provenienti dal sole ed ai raggi cosmici provenienti dallo spazio. Le particelle formano dei veri e propri strati che riflettono una certa categoria di onde radio emesse dalla superficie terrestre. Gli strati principali sono denominati D, E, F1 ed F2
20 Propagazione del segnale Le onde corte (HF) sono riflesse dalla ionosfera, quelle cortissime VHF, ultracorte UHF e le microonde non sono riflesse dalla ionosfera e si propagano in linea retta. La portata della trasmissione dipende dalla curvatura della terra e quindi dalla visibilità delle antenne
21 Propagazione del segnale La portata ottica teorica di due radio VHF od UHF,ad esempio portatili, in condizioni di terreno libero si può stimare in: D = 3,57 x (h + h) Dove: D = distanza del collegamento (km) h = altezza delle antenne (m) 3,57 x (1,5 + 1,5) = 10,7 km Empiricamente si può dire che l orizzonte si abbassa di 1 m ogni 4 km
22 Propagazione del segnale La portata di due stazioni ricetrasmittenti con frequenze non riflesse dalla ionosfera è influenzata dal terreno, dagli ostacoli, dalle condizioni metereologiche e soprattutto dalle caratteristiche tecniche delle stazioni Si possono comunque assumere, per il terreno pianeggiante, i seguenti valori pratici di portata Stazioni fisse: 25 km Stazioni mobili: 15 km Stazioni portatili: 5 km
23 Antenne Le antenne hanno il compito di irradiare o captare le onde elettromagnetiche prodotte da un oscillatore. Le loro dimensioni fisiche sono strettamente legate alla lunghezza dell onda e quindi alla frequenza di lavoro
24 Antenne OMNIDIREZIONALE È rappresentata da un unico elemento attivo denominato radiatore, l irradiazione del campo elettromagnetico e approssimativamente circolare, sono adatte per il servizio di postazione fissa, mobile, portatile
25 Antenne OMNIDIREZIONALE Diagramma di radiazione teorico
26 Antenne DIRETTIVA È rappresentata da un unico elemento attivo denominato radiatore e da più elementi parassiti che distorcono l irradiazione in una direzione, sono idonee al servizio in postazione fissa, limitano i disturbi e aumentano il guadagno dell antenna
27 Antenne DIRETTIVA Diagramma di radiazione teorico
28 La radio RICEVITORE antenna miscelatore rivelatore amplificatore BF amplificatore RF amplificatore IF segnale in uscita oscillatore locale
29 La radio TRASMETTITORE oscillatore modulatore antenna moltiplicatore pilota amplificatore RF amplificatore BF
30 La radio RICETRASMETTITORI Radio analogiche V-UHF tipo portatile
31 La radio RICETRASMETTITORI Radio analogiche V-UHF tipo veicolare
32 Comunicazioni radio ISOONDA Le comunicazioni radioelettriche su unica frequenza richiedono modalità di gestione codificate
33 Comunicazioni radio PONTE RADIO Le stazioni ripetitrici richiedono l uso di due frequenze diverse, una per la trasmissione ed una per la ricezione Frequenza di trasmissione Frequenza di ricezione
34 Comunicazioni radio RETE PMR I sistemi PMR (Private Mobile Radio) sono reti radioelettriche private che vengono gestite direttamente dagli utilizzatori su frequenze attribuite con concessione ministeriale. Normalmente il traffico avviene per mezzo di una stazione ripetitrice, se l area di esercizio è limitata, oppure da sistemi di stazioni ripetitrici se la zona è estesa. In funzione della tipologia del servizio e del numero di utenze da gestire, gli impianti possono inoltre essere realizzati con tecnica analogica, per strutture medio piccole o digitale per reti considerevoli.
35 Comunicazioni radio RETE PMR A: stazioni radiomobili B: stazione ripetitrice (concessioni km di raggio) Le stazioni radiomobili (A) sono collegate tra loro attraverso il ponte ripetitore (B), normalmente posto in posizione elevata e quindi priva di ostacoli interferenti. La frequenza di ricezione (Freq. 2) delle stazioni radiomobili è diversa da quella di trasmissione (Freq. 1), che ha uno scostamento standard di 4,6 Mhz in gamma VHF e -10 Mhz in gamma UHF (sistema semiduplex). La trasmissione emessa dalla stazione radiomobile viene captata da quella ripetitrice e ritrasmessa in contemporanea sulla frequenza di ascolto. Per accedere al ponte ripetitore le stazioni radiomobili devono emettere, durante la trasmissione, un tono continuo non udibile, denominato encoder (sub-audio) e, ad inizio trasmissione, una breve serie di codici identificativi. Freq 2 A Freq 1 B diretta Freq 2 Freq 2 Freq 1 Attraverso l invio di altri codici è inoltre possibile, per l operatore, effettuare chiamate selettive verso utenti definiti. Se a breve distanza, (distanza ottica in terreno libero 5 Km) le stazioni radiomobili possono anche collegarsi direttamente (sistema simplex), trasmettendo però sulla frequenza di ricezione. In questo modo il ripetitore non viene interessato. I fattori che determinano il buon funzionamento delle comunicazioni sono la distanza delle emittenti dal ponte ripetitore, la potenza delle stazioni radiomobili (5 W i portatili 10 W i veicolari), la presenza di ostacoli o meno interposti fra il ponte ripetitore e le stazioni radiomobili, il tipo delle antenne adottate dalle stazioni radiomobili. A
36 Comunicazioni radio RETE PMR A: stazioni radiomobili B: stazione ripetitrice (concessioni km di raggio) C: stazione traslatrice del segnale (link) Per ampliare l area di esercizio vengono installate più stazioni ripetitrici B. Il segnale di ingresso (Freq. 1), viene emesso sulla frequenza di uscita (Freq. 2) come nel caso precedente. Un sistema di trasferimento (link) operante su frequenza diversa (Freq. 3) provvede però ad estendere il segnale di ingresso anche agli altri impianti. L esercizio contemporaneo di più stazioni ripetitrici comporta l adozione di architetture impiantistiche complesse, poiché è necessario limitare il numero di canali (concessioni) e soprattutto le possibili interferenze reciproche. Le applicazioni attuali maggiormente diffuse (sistema sincrono), consistono ad esempio nella dislocazione sul territorio di ponti ripetitori che lavorano sulla stessa frequenza e che, grazie alla perfetta precisione di frequenza delle portanti, nonché al controllo di un elaboratore, non causano interferenze fra loro. Solo il segnale migliore viene acquisito dal ripetitore più prossimo e reindirizzato, attraverso il link al sistema. Freq 2 A B Freq 1 C Freq 3 C B Freq 1 Freq 2 A
37 Comunicazioni radio RETE PMR DELLA PROTEZIONE CIVILE EMILIA - ROMAGNA M.PENICE M.CASSIO M.STELLA M.SPARAVALLE M.CIMONE M.CALVO MONTOVOLO PONTE RIPETITORE STAND ALONE M.FUMAIOLO TRASMISSIONE BROADCAST
38 Comunicazioni radio RETI PMR Alla famiglia delle reti complesse di tipo digitale, appartengono anche le ultime applicazioni radio multiaccesso, come TETRA, TETRAPOL, ecc, che sono di fatto degli impianti di tipo cellulare. Su un unico canale radio coesistono più reti separate di utilizzatori ( 4 reti su un canale di 25 KHz), che effettuano il proprio traffico senza interferenze reciproche I segnali vettoriati sono infatti di tipo numerico, opportunamente codificati secondo tecniche che consentono il pieno sfruttamento della larghezza di banda (Differential Quadrature Phase Shift Keying). La caratteristica principale del sistema TETRA è quella di consentire il collegamento fra le stazioni radio appartenenti alle diverse reti presenti nel segmento comune, ecco perché i maggiori utenti sono in genere i servizi di emergenza, di sicurezza, le public utilitis ecc. che per l affinità dei servizi, nel caso di emergenza, richiedono il coordinamento unitario. Altra caratteristica fondamentale del sistema digitale è quella della intefacciabilità con le reti pubbliche (PSTN, ISDN, IP ecc)
39 Comunicazioni radio TETRA 4:1 TDMA (Time Division Multiple Access) 4 canali per portante Spaziatura di 25 khz fra le portanti Il trasferimento dati può usare fino a 4 canali riuniti Voce e dati possono essere trasmessi simultaneamente 1 canale di controllo tra i primi 4 singola portante
40 Comunicazioni radio TERMINALI TETRA
41 Comunicazioni radio RETE PMR R3 TETRA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA SRB CENTRALE DI COMMUTAZIONE
42 Le VPN Sulla stessa piattaforma è possibile fare coesistere più reti private (VPN) assegnate ad utenti diversi VPN1 Polizia Locale VPN2 Rete TETRA Servizio sanitario VPNX VPN3 Altri Protezione Civile
43 La VPN di Protezione Civile caratteristiche ed esigenze della rete TETRA è un sistema PMR chiuso, appositamente concepito per i servizi di sicurezza L utente non può decidere liberamente il flusso dell informazione La gestione del traffico viene affidata alla supervisione di una postazione centralizzata posto operatore (dispatcher) Esigenze di protezione civile Trasversalità delle competenze e responsabilità = parificazione di priorità Contemporaneità di utilizzo del sistema = divisione spinta su gruppi per funzioni o territorio Possibilità di riferimento a più centri di comando e controllo = molti gruppi sui terminali
44 La VPN di Protezione Civile architettura gestionale CENTRO GESTIONE RETE (via Aldo Moro) ALTRE VPN DISPATCHER AGENZIA DI PROTEZIONE CIVILE EMILIA ROMAGNA (viale Silvani) CDS/SRB E POSTO OPERATORE COLONNA MOBILE RETE LOCALE (c/o UNIMOB TLC) TERMINALI DEL SISTEMA DI PROTEZIONE CIVILE EMILIA-ROMAGNA TERMINALI COLONNA MOBILE
45 La VPN di Protezione Civile IL POSTO OPERATORE DISPATCHER Il dispatcher consente di gestire: Chiamate individuali (anche contemporanee) di tipo half e full-duplex da/verso numeri TETRA Chiamate di gruppo Messaggi predefiniti (stato) Messaggi brevi a testo libero (SDS) Trasferimento file mediante chiamate dati a circuito (fino a 28,8 Kbit/s) Fusione temporanea di due o più gruppi (Group Patch)
46 La VPN di Protezione Civile IL POSTO OPERATORE DISPATCHER Inoltro chiamate originate da utenti radio non specificamente privilegiati verso tipi di destinazione normalmente disabilitati Monitor dell attività di un utente individuale o di un gruppo con possibilità di abbattimento forzato della chiamata Creazione, modifica e cancellazione di gruppi dinamici
47 I gruppi suddivisione degli utenti, all interno della VPN, per funzioni omogenee territoriali
48 I gruppi PROVINCIA PR CS BORGO VAL DI TARO COM COLORNO CONSULTA VOLONTARIATO Agenzia Emilia Romagna fissa 1 * fissa 2 * Prefettura fissa1 * Provincia di Parma fissa 1 * * * * COM Colorno fissa 1 * * * portatile 1 * * portatile 2 * * portatile 3 * * CS Borgo val di Taro fissa 1 * * * portatile 1 * * portatile 2 * * Consulta Volontariato PR fissa 1 * * portatile 1 portatile 2 portatile n veicolare 1 veicolare n * * * * *
49 La gestione dei gruppi I gruppi abilitati sono selezionabili dai terminali In caso di necessità il Posto Operatore della VPN di protezione civile può gestire i terminali in modo diverso dalla loro programmazione In caso di necessità il CGR di Lepida/R3 può abilitare alla comunicazione terminali appartenenti a gruppi di VPN diverse
50 Comunicazioni radio PROCEDURE RADIOTELEFONICHE Al fine di consentire nel modo più efficace lo scambio dei messaggi, nel corso delle radiocomunicazioni deve essere osservato il rispetto di procedure standard. La più completa fonte normativa in merito, alla quale è possibile fare riferimento, è quella adottata dalla Organizzazione per l Aviazione Civile Internazionale (OACI), tali procedure sono conformi alle prescrizioni della Unione Internazionale delle Telecomunicazioni. Una ulteriore codificazione di riferimento è quella dei servizi di trasmissione delle Forze Armate NATO. Di seguito sono riportate, con i necessari adattamenti alle telecomunicazioni di protezione civile, alcune di queste fondamentali tecniche radiotelefoniche.
51 Comunicazioni radio PROCEDURE RADIOTELEFONICHE 1. Prima di iniziare una chiamata, la stazione che intende chiamare deve osservare un periodo di ascolto sulla frequenza in uso, al fine di evitare possibili interferenze ad altre comunicazioni eventualmente in corso. La chiamata è rappresentata dal nominativo del destinatario seguito da quello di chi chiama (es: nominativo della stazione che chiama BRAVO, nominativo della stazione chiamata ALFA chiamata: ALFA.da.BRAVO) per segnalare il termine della chiamata segue il "PASSO o meglio KAPPA (in telegrafia il segnale K equivale a passo) 2. Dopo che è stata effettuata una chiamata, si dovrà attendere un periodo di almeno 10 secondi prima di iniziarne eventualmente una seconda. Questo serve ad evitare inutili ripetizioni o sovrapposizioni con il corrispondente che si appresta a rispondere.
52 Comunicazioni radio PROCEDURE RADIOTELEFONICHE 3. Ad ogni passaggio (inizio e termine del messaggio), chi trasmette deve indicare il nominativo del corrispondente seguito dal proprio (es: Trasmette BRAVO per ALFA ALFA.da.BRAVO...testo del messaggio.alfa.da.bravo...kappa). 4. Per accusare la corretta ricezione il corrispondente ALFA deve usare il termine ROGER derivato dal segnale telegrafico R 5. Durante la trasmissione, le parole devono essere pronunciate chiaramente e distintamente, interrompendo frequentemente per consentire eventuali inserimenti di stazioni con precedenza 6. I numeri vanno trasmessi cifra per cifra separatamente ( es: 124: uno, due, quattro)
53 Comunicazioni radio PROCEDURE RADIOTELEFONICHE 7. La velocità di trasmissione non deve superare le 100 parole al minuto, ma se il contenuto del messaggio deve essere trascritto dal corrispondente, la velocità va ridotta a non più di 40 parole al minuto 8. Mantenere il tono e l intensità della voce costante 9. Mantenere la bocca ad una distanza costante dal microfono 10. Se è necessario girare la testa e quindi allontanare la bocca dal microfono, sospendere il messaggio 11. Durante la trasmissione di messaggi lunghi, sospendere periodicamente l emissione per accertare che nessuna stazione abbia l urgenza di effettuare chiamate. 12. Per indicare al corrispondente il valore R, relativo alla comprensibilità della sua emissione, viene adottata una valutazione a cinque livelli R1 - incomprensibile R5 - forte e chiaro
54 Procedure radiotelefoniche Per facilitare al corrispondente la comprensione di parole o semplici lettere, può essere necessaria una sillabazione ottenuta assegnando ad ogni lettera dell alfabeto una determinata parola (Spell). Di seguito è riportato l alfabeto fonetico standard NATO: A = ALFA B = BRAVO C = CHARLEY D = DELTA E = ECHO F = FOX-TROT G = GOLF H = HOTEL I = INDIA J = JULLIETT K = KILO L = LIMA M = MIKE N = NOVEMBER O = OSCAR P = PAPA Q = QUEBEC R = ROMEO S = SIERRA T = TANGO U = UNIFORM V = VICTOR W = WHISKY X =X-RAY Y = YANKEE Z= ZULU
55 Rete di telefonia mobile GSM i sistemi attuali di telefonia mobile consentono il trasferimento di voce e dati attraverso apparecchiature personali o schede inserite nei PABX. Le infrastrutture d esercizio sono predisposte e gestite dalle società distributrici dei servizi. Questi sistemi non richiedono la realizzazione da parte dell utenza di particolari installazioni se non nei casi di scarsa copertura di rete (antenne direttive). Per gli usi gestionali delle emergenze la telefonia cellulare rappresenta una risorsa molto importante ed è opportuno prevedere la disponibilità di un certo quantitativo di telefoni portatili ed eventualmente di terminali da interfacciare con il centralino PABX.
56 Rete di telefonia mobile GSM In una rete radiomobile ogni utente è libero di spostarsi in qualunque punto della rete, la quale deve essere in grado di identificare i terminali mobili, di stabilire, controllare e terminare le connessioni e di aggiornare i dati di gestione. Il problema principale rimane quello di sfruttare al massimo la larghezza di banda disponibile, al fine di connettere quanti più utenti contemporaneamente. Ricordando che entrambe le bande utilizzabili sia per l Up-Link che per il Down-Link hanno un estensione di 25 MHz, si costruisce il sistema suddividendo l area di servizio in zone confinanti, denominate celle, ognuna delle quali fa riferimento ad una stazione radio base che opera su un set di canali radio, diversi da quelli utilizzati nelle celle adiacenti Copertura di una stazione radiobase SRB A B B C A B A
57 Rete di telefonia mobile GPRS UMTS - LTE Sono tutti sistemi di telefonia mobile, dedicati alla trasmissione di dati, il G identifica la generazione -1G: solo telefonia analogica (AMPS, NMT, TAC) 14,4 kbps - 2G cellulari digitali GSM kbps G evoluzione del GSM, GPRS kpbs ,75G rete EDGE (da 60 kbps a 180kbps) - - 3G: UMTS (Universal Mobile Telecommunications System) kbps G connessione HSPA, HSPA+ e HSDPA. da 14,4 Mbps a 3,5 Mbps - Il 4G tecnologia LTE 150 Mbps teorici, 75 Mbps reali
58 Satellite I satelliti consentono trasmissioni analogiche, ma prevalentemente digitali, di segnali audio, video, dati - Satelliti in orbita geostazionaria ( km) (Inmarsat, Turaya, Vsat, Tooway) - Satelliti orbitanti ( km) (Iridium, GPS, Galileo) - Frequenza di lavoro > 1 GHz (maggiore velocità di trasmissione, trasparenza dell atmosfera e della ionosfera) - Numero di satelliti varia a seconda dell orbita - Bassi livelli di segnale per comunicazione con apparecchi negli edifici, in automobile - Elevati costi di sviluppo e manutenzione
59 Normativa LE COMUNICAZIONI RADIO SONO REGOLATE DA LEGGI GOVERNATIVE RADIOAMATORI Normativa di riferimento: - D.P.R. 1214/66 - D.P.R. 156/73 - D.L.vo 259/03D.L. 290/2003 dell'1-8-03, pubblicato sulla G.U. n.214 del SERVIZI DI TELECOMUNICAZIONE D.L. 259/03, Codice delle comunicazioni elettroniche PIANO NAZIONALE DI RIPARTIZIONE DELLE FREQUENZE decreto ministeriale del 13 novembre 2008 e pubblicato nella GU n. 273 del Suppl. Ordinario n.255.
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