1.1 - L handicap ROMA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "1.1 - L handicap ROMA"

Transcript

1 CAPITOLO 1 Introduzione e cenni storici L handicap L etimologia più probabile della parola handicap è dalla locuzione inglese, hand in cap, (la mano nel cappello), derivante da un gioco d azzardo in voga nell Inghilterra dell Un altra correlazione ipotizzata ad alcuni, sia pure meno attendibile sul piano etimologico, è l atteggiamento cap in the hand, del mendicante invalido; probabilmente quest ultima è un estensione semantica dispregiativa del nesso iniziale mano-cappello con il concetto di limitazione funzionale. Nella lingua italiana i vocaboli storicamente in uso fi no al recente passato han sempre posto l accento su ciò che mancava alla persona, piuttosto che sul residuo funzionale. Dal latino defi ciens, divenuto da tempo un semplice insulto, si è passati a menomato, invalido, minorato, ecc. La tendenza del lessico popolare ad appropriarsi della terminologia medica per esprimere concetti peggiorativi fi no all insulto, ha fatto sì che parole inizialmente descrittive e più o meno neutre, come defi ciente, nevrotico, represso, ecc, siano state gradualmente introdotte nell uso comune con connotazioni dispregiative. Alcuni preferiscono il termine disabile all aggettivo handicappato, essendosi nel tempo anche questa parola parzialmente deteriorata nel senso comune a causa dell abuso cui è stata sottoposta. Se il termine handicappato non è, o non dovrebbe risultare, dispregiativo, per contro il termine disabile non nasce 1 Secondo un altra ipotesi (attraente ma poco probabile) era, nelle competizioni ippiche dell 800, la posizione dei fantini cui toccava in sorte il cavallo migliore, per compensare il vantaggio con un defi cit nella guida dell animale

2 2 Handicap e sport come un complimento, a cagione del prefi sso greco dis (δις) che analogamente ad altri termini 2 non suggerisce l idea di un abilità di qualità elevata 3. La terminologia suggerita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), ripercorre e sintetizza un po il percorso storico di queste parole. Il termine di più recente conio fa riferimento ad una persona diversamente abile; indubbiamente tale concetto suggerisce che l abilità, elaborata dall invalido per superare l handicap, possiede, nella sua differenza, un valore intrinseco di uguaglianza qualitativa (se non di superiorità 4 ) in paragone alle abilità espresse da un individuo normodotato; si privilegia dunque il concetto di una pluralità di differenti abilità, in contrapposizione all unicità dell agire standardizzato 5. Fin qui la storia delle parole, con le quali uomini di buona volontà esprimono un pensiero (o tentano di indirizzarlo) ma di volta in volta le menomazioni e gli handicap, si sono colorati di sfumature di totale accettabilità o di insuperabile rigetto a seconda del contesto in cui l individuo si è trovato. Oggi si tende a spostare l attenzione dalla menomazione per focalizzarla sull interazione tra l individuo e l ambiente, sull incontro con gli ostacoli (naturali o artifi ciali) che l ambiente o la società, pongono al disabile: quando un uomo in carrozzina incontra uno scalino, l handicap, nel linguaggio dell uomo comune, qual è: la paraplegia o il gradino? E in quanti momenti della giornata ci si imbatte in contesti che escludono più o meno consciamente chi non risponda ai requisiti di una effi cienza fi sica perfetta, laddove con pochi accorgimenti si potrebbe realizzare una vera integrazione (Pèrez de Leza), a parole tanto ricercata? Lo sport Lo sport (Fig. 1) può costituire un occasione stimolante per tentare di elaborare i concetti sopraesposti e il contesto sportivo, essendo arbitrario e modulabile per defi - nizione, può rivelarsi un terreno fertile per esperimenti di integrazione pratica. Il confronto fisico tra individui e la ricerca di un miglioramento prestativo è antico quanto l uomo; il cocktail di gioco e competitività (il ludus e l agone) che accompagna le attività fi siche di svago ha variato nel tempo e nelle differenti culture le sue caratteristiche etiche e le sue regole. 2 Disservizio, disordine, ecc. 3 Il che è l esatto contrario del vero, poiché la prestazione resa da un disabile è spesso (se non sempre), proprio a causa dell handicap, di fatto di qualità superiore a quella di un normodotato, dovendo recuperare una condizione di svantaggio 4 Giacché, per defi nizione, è tesa a risolvere un problema di diffi coltà superiore, donde il termine utilizzato da alcuni di superabile 5 Spero di aver chiarito in questa premessa la diffi coltà (e talvolta, purtroppo, l aleatorietà) della scelta dei termini per le defi nizioni. Nel testo utilizzerò di volta in volta tutti i lemmi elencati: menomazione, defi - cit, handicap, disabilità, diversa abilità, tentando di farlo nelle accezioni più diffuse (ancorchè non da tutti condivise), consapevole della loro perenne evoluzione lessicale e semantica.

3 Introduzione e cenni storici 3 Fig. 1 - Giocatore di pallacanestro in carrozzina La valutazione della prestazione umana e del confronto non conosce confi ni storici né geografi ci. Il riferimento culturale più documentato dell attività sportiva in epoca storica sono i giochi della Grecia classica; oltre ai Giochi Pitici (o Delfi ci) dedicati ad Apollo, quelli Nemei in onore di Zeus e quelli Istmici per Poseidone, la manifestazione la cui fama ha subissato le altre divenendo nel XIX secolo (più o meno propriamente) un modello da inseguire in nome del concetto astratto di sportività sono sicuramente i Giochi Olimpici, iniziati nel 776 a.c. e sospesi defi nitivamente nel 393 d.c. dall Imperatore Romano Teodosio 6, su indicazione di Sant Ambrogio, vescovo di Milano. Lo sport moderno nasce dal progetto ottocentesco di De Coubertin 7 di rinnovare i fasti delle competizioni sportive di alto livello dell era classica attraverso la fondazione e lo sviluppo di un movimento sportivo e culturale che riunisse in sè i princi- 6 In quanto riti pagani invisi alla cultura cristiana dell Impero del IV secolo 7 Pierre de Frédy, barone De Coubertin, pedagogo e storico francese (Parigi, 1863 Ginevra, 1937)

4 4 Handicap e sport pi della mens sana in corpore sano e i canoni olimpici dell antica Grecia, integrati da elementi etici legati ai codici cavallereschi medioevali idealizzati. Alla ritualità pagana che accompagnava il vincitore divinizzato dell Evo antico si sostituiscono parzialmente nell 800 i valori di più recente rivalutazione del confronto e della partecipazione cooperativa al risultato; non scompare tuttavia del tutto la sacralizzazione divistica del campione 8. Ma il movimento culturale delle Olimpiadi moderne, iniziate nel 1896, si basava inizialmente sull esaltazione della forza e del vigore fi sico intesi come valori assoluti (citius, fortius, altius) e, analogamente all antica Grecia, riferiti essenzialmente alle prestazioni atletiche di giovani adulti, sani e di sesso maschile. Nel nostro secolo la mentalità sportiva si è progressivamente allontanata da questa matrice culturale iniziale, valorizzando in momenti successivi gli atleti in età evolutiva, l attività sportiva femminile 9, e la pratica da parte di amatori anziani. Da un campione assoluto, espressione della massima prestazione possibile, e per forza di cose maschio e nel fi ore degli anni, si è passati al riconoscimento ed alla valorizzazione di prestazioni fi siche di individui appartenenti a gruppi distinti per sesso ed età; non è più quindi la prestazione in sè a consentire di cingere il capo con l alloro della vittoria, ma il valore relativo all espressione fi sica di altri atleti appartenenti ad un insieme in cui si presume che tutti possiedano le stesse potenzialità. Ecco che le competizioni si svolgono isolando in genere i maschi dalle femmine, i bimbi dagli adulti e gli anziani dai giovani: si è primi inter pares ed il significato della performance raggiunta coincide col valore del miglioramento prestativo individuale, che gradualmente prende il posto (almeno in parte) della misurazione assoluta del risultato. Il processo evolutivo della mentalità sportiva in tale direzione compie un ulteriore passo in avanti con la nascita dello sport per disabili. In questo ambito il risultato agonistico è espressione suprema della capacità di migliorare i propri limiti, resi ristretti dalla patologia invalidante, e si svincola totalmente dalla glorifi cazione delle prestazioni fi ni a se stesse. Durante la seconda guerra mondiale, i primi disabili motori a dedicarsi sistematicamente all allenamento sportivo furono, nel 1944, dei reduci paraplegici britannici dell ospedale di Stoke Mandeville (GB), per iniziativa del neurochirurgo tedesco Sir Ludwig Guttmann 10. A distanza di pochi anni, dall altra parte della Manica, reduci non vedenti della Wehrmacht sperimentavano in Germania le prime modalità di gioco sportivo per non vedenti, il goalball. 8 Nell evo antico si riteneva che egli primeggiasse non solo e non tanto per meriti propri, quanto perché prediletto dagli dei. Per tale motivo venivano eretti veri e propri altari dedicati al reduce vittorioso di Olimpia che assurgeva al rango di nume tutelare della città di appartenenza. Uno sguardo disincantato alle manifestazioni, per l appunto, divistiche dei campioni odierni non fatica a scorgere ingombranti analogie 9 Che pure vanta il glorioso precedente dei giochi dell antica Sparta, nei quali gareggiavano giovani di entrambi i sessi, sia pure in competizioni separate (Fittà). Il primo centro italiano di attività sportiva femminile aperto (tra molte diffi coltà) in età moderna fu la Scuola normale di ginnastica preparatoria femminile, istituita a Torino nel Neurochirurgo tedesco di religione ebraica, emigrato in Gran Bretagna nel 1939 per sfuggire alle persecuzioni naziste ( )

5 Introduzione e cenni storici 5 L iniziativa del Dr. Guttmann, che studiò e realizzò con grande determinazione dei programmi di allenamento per disabili, facendovi partecipare tutti i pazienti che si presentavano al suo centro, ebbe molto successo, ed il 29 Luglio si tennero i primi Giochi di Stoke Mandeville per atleti disabili, cui parteciparono sportivi handicappati ex membri delle Forze Armate britanniche. Grazie allo sport i pazienti paraplegici del Dr. Guttmann (defi nito da Papa Giovanni XXIII il De Coubertin dei disabili ) cominciarono a sviluppare la muscolatura delle braccia e delle spalle, raggiungendo rapidamente risultati macroscopicamente superiori a quelli della normale chinesiterapia. Inoltre lo sport, aiutando ad acquisire equilibrio ed abilità motorie nell uso della sedia a rotelle, consentiva a questi paraplegici di servirsi più effi cacemente di tale mezzo di locomozione nella normale vita di relazione. Tali attività destarono molto scalpore, e medici e tecnici di tutto il mondo visitarono il centro di Stoke Mandeville per apprendere tali metodologie riabilitative. Nel 1952 per la prima volta i Giochi di Stoke Mandeville divennero internazionali, con la partecipazione di Germania, Olanda, Svezia e Norvegia; fi nalmente nel 1960 si svolsero nel contesto delle Olimpiadi di Roma, dove accorsero 400 atleti disabili da tutto il mondo, e a Tokio, nel 1964, fu coniato il nome Paralympics, che nel tempo avrebbe sostituito l acronimo ISMG 12. Era nata dunque l International Stoke Mandeville Games Federation (ISMGF), che da allora indìce annualmente una manifestazione sportiva comprendente vari sport, come il nuoto, le corse, i lanci, il tiro con l arco, la pallacanestro, la scherma, il tennistavolo, il tiro a segno, le bocce. Tali Giochi hanno fatto registrare un continuo aumento del numero di partecipanti, ed oggi quasi tutti i Paesi del mondo vi inviano atleti. Poichè l attività dell ISMGF era limitata alla organizzazione di Giochi solo per atleti affetti da patologie del midollo spinale, ben presto handicappati di altro genere (prevalentemente ciechi e amputati) avvertirono l esigenza di associarsi per poter partecipare anche essi a manifestazioni sportive. In occasione delle Olimpiadi di Roma si posero le basi per effettuare regolarmente in futuro dei Giochi per handicappati, da tenersi, per quanto possibile, nella stessa città dei Giochi Olimpici e nello stesso anno. Nel 1964 fu così fondata l International Sport Organisation for Disabled (ISOD), e nel 1980 si formarono l International Blind Sport Association (IBSA) ed il Cerebral Palsy Sport and Recreation Association (CP-ISRA), associazioni che si occupano rispettivamente di amputati, ciechi e cerebrolesi; in un tempo successivo, l ISOD ha allargato le proprie competenze anche ad altre patologie invalidanti 13. Così, nel 1964 vi fu un Olimpiade per disabili a Tokyo, con 390 partecipanti; nel 1968 ben 750 atleti su sedia a rotelle presero parte ai Giochi di Ramat Gan (Tel Aviv), località offerta da Israele per indisponibilità di Città del Messico. In tale occasione un pubblico di persone acclamò gli sportivi handicappati alla cerimonia di apertura nello stadio di Gerusalemme. Molti sport si sono aggiunti nel corso degli anni alle prime discipline introdotte a Stoke Mandeville. 11 In coincidenza con la cerimonia di apertura dei giochi Olimpici di Londra 12 International Stoke Mandeville Games 13 Curiosamente defi niti Les Autres

6 6 Handicap e sport Nel 1972 i Giochi si svolsero ad Heidelberg (Germania), ed i partecipanti furono più di In occasione dei Giochi Olimpici di Montreal del 1976, i Giochi per disabili ebbero luogo a Toronto (Canada), e per la prima volta vi parteciparono atleti membri dell ISOD; si videro quindi, tra i 1500 partecipanti, gareggiare anche atleti non vedenti od amputati. Nel 1980, 2500 sportivi disabili presero parte ai Giochi di Arnhem (Olanda); nel 1984 le olimpiadi dei disabili si svolsero in parte a New York (1750 atleti) ed in parte ad Aylesbury (Gran Bretagna 1100 partecipanti). Nel 1982, ISMGF, ISOD, IBSA e CP-ISRA fondarono un comitato internazionale di coordinamento (ICC) delle organizzazioni sportive mondiali per i disabili, preposto alla codifi - ca ed alla stesura delle regole tecniche ed organizzative dei Giochi Paralimpici. Nel 1986 fu fondata l International Sports Federation for Persons with Intellectual Disability (INAS-FID), cui attualmente aderiscono 87 nazioni, per gli sportivi affetti da disabilità mentale. Nel 1988 a Seoul (Corea del Sud), in una importante manifestazione successiva alle Olimpiadi, gareggiarono ben 3200 atleti disabili provenienti da 65 Nazioni, al cospetto di un pubblico di persone; a Seoul nacque il termine Paralimpiade, con il signifi cato di Olimpiade parallela (a prescindere dalla probaibile contaminazione etimologica con il termine paraplegia). Con le Paralimpiadi di Barcellona del 1992 vi è stato un notevole salto di qualità per quanto riguarda l aspetto organizzativo e multimediale: centinaia di autobus adattati a disposizione, personale specializzato, mezzi di ogni genere e una capillare campagna informativa mediatica che poneva insistentemente lo sport Paralimpico sul piano di quello per normodotati. Nel frattempo l ISMGF aveva cambiato il proprio nome in ISMWSF (Internationale Stoke Mandeville Wheelchair Sport Federation), a sottolineare l inclusione di tutte le attività in sedia a rotelle, a prescindere dalla tipologia di handicap. Ad Atlanta, nel 1996, sia pure con una organizzazione logistica in tono minore rispetto alla paralimpiade precedente, grande risonanza hanno avuto gli eventi sportivi, anche nel nostro paese; di gran lunga migliori sono state le Paralimpiadi di Sidney del 2000, anche per merito dell impressionante numero di volontari entusiasti, come pure nell edizione di Atene 2004, in cui il livello organizzativo ha eguagliato i giochi Olimpici per normodotati, e dove nuovi record sono stati abbattuti e per molte discipline il livello prestativo ha superato limiti un tempo ritenuti invalicabili. Nel 2004, in occasione dei giochi di Atene, ISOD e ISMWSF si sono fuse nell International Wheelchair & Amputee Sport Federation (IWAS), per meglio coordinare le proprie forze nell ambito dell organizzazione degli eventi sportivi, dell evoluzione tecnica e della ricerca medico scientifi ca. Un signifi cativo salto di qualità è avvenuto in occasione delle Paralimpiadi di Pechino 2008, dove l aspetto organizzativo ha toccato vertici diffi cilmente eguagliabili, in relazione all effi cienza ed alla modernità delle strutture a disposizione, alle dimensioni dell apparato organizzativo e all impressionante numero di volontari coinvolti; a Pechino nuovi record sono stati abbattuti e per molte discipline il livello prestativo ha superato limiti un tempo ritenuti invalicabili. Dal 1976 si svolgono regolarmente anche le Paralimpiadi Invernali: la prima edizione si svolse a Ornskoldsvik (Norvegia); nel 1980 a Glilo (Svezia). Le due edizioni del 1984 e del 1988, sono state ospitate entrambe da Innsbruck (Austria). Dal 1992

7 Introduzione e cenni storici 7 (Albertville) i giochi per disabili si sono sempre svolti congiuntamente ai giochi per normodotati; in tale occasione debuttarono, oltre ai disabili motori e sensoriali, anche sportivi affetti da handicap mentale. Dopo le gare di Nagano (Giappone) svoltesi nel Marzo 1998, e quelle di Salt Lake City del 2002, gli ultimi impegni agonistici per gli sportivi disabili di tutto il Mondo praticanti Sport invernali sono state le Paralimpiadi invernali di Torino Inizialmente riservati ad amputati o videolesi, i Giochi Paralimpici Invernali si sono aperti alla partecipazione anche di paraplegici e di cerebrolesi: gli atleti che rientrano in queste due ultime categorie gareggiano in genere su slitta. Attualmente gli sportivi handicappati praticano le più svariate discipline: arrampicata sportiva, atletica leggera, automobilismo, attività subacquee, badminton, beach volley, biliardo, bocce, bowling, calcio (a 4, a 5, a 7 e a 11), canoa, canottaggio, ciclismo su pista e su strada, curling, danza, equitazione, ginnastica, goalball, golf, handcycling, hockey indoor, hockey su ghiaccio, judo, kayak, lotta, nuoto, orienteering, pallacanestro, pallamano, pallanuoto, pallavolo, pattinaggio a rotelle, pattinaggio su ghiaccio, pesca sportiva, rafting, rugby, scherma, sci alpino, sci nautico, sci nordico, showdown, slittino, snowboard, snowshoeing, sollevamento pesi, tennis, tennis da tavolo, tiro a segno, tiro con l arco, torball, triathlon, vela, windsurf. Per quanto riguarda gli sportivi non udenti, dal 1924 a Parigi si sono svolti regolarmente dei giochi olimpici per tali atleti denominati Deafl ympics, l ultimo dei quali a Melbourne nel 2005; dal 1949 (Seefeld) si sono aggiunti i giochi invernali. Il movimento sportivo dei non udenti italiani si organizza dal 1929 come Comitato Sportivo Sordomuti Italiani (CSSI), cui sono seguiti il Centro educazione Fisica e Sport (CEFS) e la Federazione Sport Silenziosi d Italia (FSSI, poi FISS). In Italia tutte le attività sportive per atleti diversabili sono gestite e coordinate dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), erede dal della Federazione Italiana Sport Disabili (FISD), nata a sua volta dalla fusione della Federazione Italiana Sport Handicappati (FISHa, disabilità psichiche e motorie) fondata nel 1980, della Federazione Italiana Ciechi Sportivi (FICS, atleti non vedenti), fondata nel 1980, e dalla Federazione Italiana Sport Silenziosi (FISS, atleti non udenti). Il CIP, istituito con la Legge 189 del , e il DP , è deputato dallo Stato a promuovere la massima diffusione della pratica sportiva per disabili in ogni fascia di età e popolazione ed è affiliato alle varie organizzazioni internazionali citate; al CIP afferiscono le varie discipline sportive, coordinate nell ambito dei rispettivi dipartimenti, così suddivisi: dipartimento pallacanestro pallavolo, dipartimento sport dell'acqua (nuoto, canoa, kayak, vela, canottaggio, waterbasket), dipartimento atletica leggera, dipartimento scherma, tiro con l'arco, tiro a segno, dipartimento sport invernale (sci alpino, sci nordico, curling, biathlon, hockey su slitta sul ghiaccio, danza sportiva in carrozzina), 14 Nel 2004 è uscito il decreto di attuazione della legge 189/2003 norme per la promozione della pratica dello sport da parte delle persone disabili, che istituisce il CIP, ponendo in essere un progetto dell exatleta e poi Presidente Dott. Avv. Luca Pancalli (1964-)

8 8 Handicap e sport dipartimento tennis, tennistavolo, bocce, showdown, dipartimento attività di squadra, dipartimento ciclismo, equitazione, judo, dipartimento disabilità intellettivo relazionale. Per gli sport non compresi nei propri dipartimenti, il CIP sigla degli accordi con le specifi che federazioni, tra cui l Associazione Scacchisti Ciechi Italiani, la Federazione Italiana Golf Disabili, la Federazione Italiana Attività Subacquee per Disabili, la Federazione Italiana Wheelchair Hockey, la Federazione Italiana Sportiva Automobilismo Patenti Speciali, ecc. Atleti affetti da handicap mentale svolgono attività sportiva anche nell ambito del movimento Special Olympic, un programma internazionale di allenamento nato negli Stati Uniti nel 1968, riconosciuto nel 1988 dal Comitato Olimpico Internazionale e adottato oggi in 165 paesi. Lo Special Olympic Italia organizza attività nelle seguenti discipline: atletica, judo, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, nuoto, bocce, calcio a 5, calcio a 7, calcio a 11, corsa con racchette da neve, equitazione, pallacanestro, pallavolo unifi cata, sci alpino, sci nordico, snowboard, tennis, tennistavolo. È degno di nota il fatto che le varie Federazioni sportive nazionali e internazionali, nate come si è visto per atleti giovani, maschi e sani, hanno nel tempo allargato il proprio campo d azione, per comprendere le discipline femminili, le attività dell età evolutiva e quelle praticate da amatori di età più matura. Viceversa, allorché si è trattato di atleti disabili, sono state create delle Federazioni Sportive a sè stanti, spesso caratterizzate da una tipologia di handicap, piuttosto che da una disciplina sportiva. Queste ultime hanno dovuto sopportare l onere di organizzare manifestazioni per le più varie attività sportive (dal nuoto allo sci), pur fruendo talvolta della collaborazione delle Federazioni dei vari sport. Questo stato di cose è dovuto per buona parte alle diffi coltà tecniche ed organizzative legate alle attività sportive per disabili; tuttavia in molte delle Federazioni sportive nazionali o degli Enti di Promozione che a suo tempo hanno realizzato un integrazione almeno parziale tra sportivi differenti per sesso e per età, è probabilmente presente una resistenza culturale all integrazione degli atleti sani con quelli affetti da un handicap. La tendenza dello sport contemporaneo a svolgersi all interno di ambiti omogenei per sesso ed età, oltre che per sanità di corpo, è comunque un fattore strettamente connesso all organizzazione agonistica di cui sopra. Probabilmente una reale integrazione in ambito sportivo tra individui con caratteristiche fi siche diverse dovrebbe accompagnarsi ad una modifi cazione dell attuale concezione del momento sportivo, ridimensionando il valore del risultato agonistico fi nale a favore del percorso evolutivo legato alla pratica. Qualche Federazione sportiva ha già manifestato un apertura concreta ai disabili, con competizioni integrate; si spera che altre seguano l esempio, perché lo sport per handicappati non venga ghettizzato, e possa essere per il disabile un occasione di incontro con il normodotato. Lo Sport degli atleti diversamente abili nasce nei centri di riabilitazione, e se questo è indubbiamente un vantaggio poiché ha reso da sempre agevole il recluta-

9 Introduzione e cenni storici 9 mento degli sportivi tra la popolazione neurolesa, d altra parte sfavorisce il costante contatto e l interscambio di tecniche, informazioni e cultura col mondo dello sport di elite (Ketcheson), giacchè i tecnici sportivi di massimo livello, medici dello sport, ecc. sono più presenti laddove è praticato lo sport d eccellenza piuttosto che negli ambienti della riabilitazione; questa situazione di fatto ha probabilmente rallentato fi no a pochi anni fa la diffusione delle tecniche sportive migliori tra i disabili sportivi, che difatti continuano a migliorare il loro livello prestativo in misura ben più rilevante dei corrispettivi atleti normodotati, a mano a mano che le tecniche si evolvono e l ambiente degli allenatori, istruttori e degli sportivi disabili stessi aumenta di professionalità. È degno di nota che ancora nel 1996 una ricerca (Liow) sul campo constatava che un terzo degli sportivi praticanti discipline su sedia a rotelle si allenava da autodidatta senza un training professionale, il che evidentemente lascia molto spazio al miglioramento delle abilità e dei livelli prestativi La pratica La Medicina Sportiva moderna insegna che un individuo fi sicamente integro, ma sedentario presenta un calo delle proprie capacità prestative, legato a ridotte funzionalità non solo artro-osteo-muscolari, ma anche e soprattutto cardiorespiratorie e metaboliche: la cosiddetta malattia ipocinetica. Un cieco condizionato dal defi cit sensoriale all ipomobilità o un paraplegico costretto su di una sedia a rotelle sono dei sedentari obbligati e alla patologia principale (causa invalidante) associano una serie di altre disfunzioni che non dipendono tanto da essa quanto dalle conseguenze della forzata inattività. Per un giovane paraplegico su sedia a rotelle, disallenato, per quanto sano e nel fi ore degli anni, un scalino lungo la propria strada può rappresentare un ostacolo insormontabile; viceversa superare senza aiuti esterni lo stesso gradino può essere uno scherzo per un giocatore, ad esempio, di tennis o basket in carrozzina 15 abituato a utilizzare il proprio mezzo di locomozione come un attrezzo sportivo, e che, esperto in improvvise virate, impennate e frenate, abbia adeguatamente potenziato la propria muscolatura delle braccia. Una grave disabilità fi sica, tale da ostacolare pesantemente il reinserimento nel contesto lavorativo e sociale, si accompagna talvolta a forme di depressione psichica che rendono il soggetto astenico, anedonico, anaclitico, demotivato e disforico, puro oggetto delle cure mediche che subisce passivamente. La maggiore diffi coltà da superare per ottenere la collaborazione attiva consiste nel sollecitare delle motivazioni psichiche, frequentemente ridotte in misura signifi - cativa, specialmente in portatori di un handicap acquisito. 15 Il basket in carrozzina si è rivelato uno strumento effi cacissimo per ottenere il miglior controllo possibile del mezzo meccanico della sedia a rotelle, grazie alla necessità tattica di gestire scatti, virate, frenate subitanee, e all opportunità di saper controllare l impennata.

10 10 Handicap e sport La partecipazione ad attività sportive da parte di un paraplegico, riduce la depressione psichica, diminuisce i ricoveri ospedalieri, e ne prolunga l attesa di vita (Dijkers, Manns, Sheng). Spesso dopo l acquisizione dell handicap, il constatare di avere perduto quelle abilità sportive, magari coltivate da una vita, unitamente ai cambiamenti (in genere in peggio) dei rapporti sociali, e a una minore indipendenza, risultano fattori inibenti la pratica sportiva. Per la maggior parte dei disabili locomotori, il nemico quotidiano da combattere, responsabile di tante limitazione nel movimento, nonché di piaghe ed altre patologie, è la forza di gravità: e così l esperienza del nuoto (o di un altra attività sportiva acquatica) restituisce a molti il piacere di una mobilità altrimenti negata. Lo sport per i disabili rappresenta una via d uscita alla gabbia dell handicap, non certo perché possa neutralizzare una lesione defi nitiva e perenne, ma perché porta l individuo ad esplorare altre potenzialità, a svilupparle e, in defi nitiva, a servirsene per vicariare le funzioni perdute (Stewart). Occorre un contesto adattato (Edouard P), un ambiente favorevole, nel quale gli stimoli siano adeguati alla condizione fi sica della singola persona disabile. In tal modo si possono proporre nuovi interessi, ricreando i presupposti per un adeguata motivazione alla collaborazione dell individuo, per ricostruire attivamente la propria esistenza; la percezione soggettiva dell handicap dipende in maggior misura da mobilità, vita sociale e lavorativa piuttosto che dalla gravità dell invalidità (Dijkers, Fuhrer, Johnston). Creando delle discipline e delle tecniche sportive adattate all handicap, si è ottenuto un contesto sociale e ambientale rispondente a queste esigenze. Una ricaduta applicativa non trascurabile dell attività sportiva è stato l impulso dato allo sviluppo tecnologico di attrezzi, carrozzine, protesi e ortesi, con l utilizzo di materiali e tecnologie sempre più sofi sticati che, cimentati dapprima nel contesto sportivo, hanno poi dato origine a nuovi strumenti e sussidi di uso comune anche nelle attività quotidiane. Se tra i fi ni riconosciuti delle terapie di ogni tipo vi è il recupero di tutto il complesso di funzioni fi siche, psichiche e relazionali che fanno di un individuo un soggetto attivo e partecipe del contesto sociale, non si può non ammettere che per un disabile la pratica sportiva non può essere considerata un puro e semplice svago del tempo libero, ma acquisisce la valenza di un potente strumento terapeutico, in grado di restituire ad un essere umano quella capacità e quella dignità necessarie a far di lui un membro attivo del sistema sociale. Perché un disabile possa, attraverso lo sport, esprimere davvero tutte le proprie potenzialità, e trarre tutti i benefi ci possibili, vanno intraprese con determinazione: l attività adattata, percorso irrinunciabile per conseguire un reale sviluppo prestativo (Ginè) l attività integrata, per far si che lo sport rappresenti la strada maestra per il reinserimento sociale. Nell ambito scolastico, ad esempio, è indispensabile che l attività sportiva dell allievo disabile si svolga contestualmente a quella dei compagni normodotati e, quando possibile, con le stesse attrezzature.

11 Introduzione e cenni storici 11 È di fondamento per la buona riuscita della pratica allenante: identifi care il potenziale residuo dell allievo attraverso una approfondita valutazione funzionale non rifi utare per partito preso le attività sportiva adattate, poichè spesso sono nate e si sono evolute con lo specifi co scopo di consentire la pratica di gesti atletici altrimenti impossibili. L adattamento di un attività sportiva è fi nalizzato anche ad offrire all allievo disabile un contesto rassicurante, che ne favorirà la capacità di apprendimento motorio. Nella pratica sportiva, l apprendimento di un pattern motorio nuovo dipende dalla capacità di integrare ed elaborare stimoli tattili, propriocettivi, e schemi motori connessi con le capacità coordinative dell individuo; occorre tener presente che un defi cit neurologico può essere responsabile non solo di una ridotta potenzialità di eseguire un pattern motorio, ma anche di diffi coltà di apprendimento discendenti da una alterata percezione ed elaborazione degli stimoli. Cerebrolesi deambulanti traggono gran benefi cio da attività atletiche di corsa, e per tali attività è preferibile un contesto competitivo adattato al potenziale dell alunno, ma per le gare di lanci in soggetti con il solo uso (o l uso prevalente) degli arti superiori (amputati, paraplegici, ecc), è di facile attuazione una gara integrata di lancio del disco da seduti o simili. Gare di salto o corsa per amputati di arto inferiore possono essere proposti come specifi co esercizio allenante anche a studenti normodotati; per dare la giusta collocazione prestativa a tali attività, si tenga presente a titolo di esempio che il record di salto in alto con una gamba sola è di m. 1,96, e il record dei 200 m piani per amputati bilaterali di gamba con protesi è Non si può chiedere ad un ragazzo paraplegico di mettersi a correre o saltare, ma si può proporre ad una scolaresca di normodotati di provare a giocare a basket in carrozzina; esperimenti di integrazione sperimentale attuati in alcune scuole hanno dato risultati sorprendentemente positivi, con allievi normodotati che hanno accettato con entusiasmo (e adeguato spirito agonistico) di sedersi su una sedia a rotelle per gareggiare ad armi pari con compagni affetti da disabilità. Per quanto riguarda gli allievi con defi cit neurosensoriali, praticamente tutti gesti sportivi dei normodotati sono alla loro portata, con pochi accorgimenti organizzativi; ad esempio per i non vedenti l integrazione è estremamente semplice essendo suffi ciente competere con individui bendati per riproporre una condizione di parità. Alcuni esercizi ad occhi chiusi, ad esempio, favoriscono anche nel vedente lo sviluppo dell analisi delle afferenze sensoriali tattili e uditive e delle capacità coordinative, specie se proposti in età evolutiva. Sarà bene evocare un corretto spirito critico nel considerare le varie discipline sportive che si avvalgono di attrezzature particolari (la scherma su sedia a rotelle, il polo in canoa, il basket in carrozzina, il tandem in bicicletta, il tennistavolo seduti, le corse automobilistiche, le gimkane in carrozzina, ecc.) come le facce diverse di uno stesso desiderio di competere con i propri simili in condizioni di equità competitiva e possibilità emulativa. Una volta conosciuto il dato oggettivo che il campione di maratona su sedia a rotelle è in grado di coprire i 42,195 Km in un tempo minore dell atleta recordman normodotato, non dovrebbe essere impossibile fare breccia nel pregiudizio e iniziare

12 12 Handicap e sport a considerare l utilizzo della carrozzina anche come un curioso strumento di effi cienza prestativa, non diversamente dalle corse automobilistiche, in cui il paragone con l atleta che corre a piedi non susciterebbe mai l associazione mentale automobilista = handicappato. Disponendo delle adeguate attrezzature, vi sono alcuni contesti sportivi dove l integrazione è facile e vantaggiosa, come il tennis tavolo, la scherma seduti, il tiro con l arco, il nuoto ecc. Anche atleti con patologie minori, quali ad esempio i portatori di artroprotesi, spesso non riconosciuti dai regolamenti che regolano l attività competitiva, si giovano di pratiche di lieve impegno, come il golf (Suckel).

ASPHI Fondazione Onlus. Sport. Tecnologie per la disabilità A.A. 2012/2013

ASPHI Fondazione Onlus. Sport. Tecnologie per la disabilità A.A. 2012/2013 ASPHI Fondazione Onlus Sport Tecnologie per la disabilità A.A. 2012/2013 Cenni storici Individui affetti da paralisi spinale traumatica sono stati i primi disabili a praticare sistematicamente un attività

Dettagli

PER I CORSO DI FORMAZIONEOPERATORE PARALIMPICO TERNI 18 FEBBRAIO 11 MARZO 2014 ATTIVITA SPORTIVA PRATICATA DALLE PERSONE CON DISABILITA

PER I CORSO DI FORMAZIONEOPERATORE PARALIMPICO TERNI 18 FEBBRAIO 11 MARZO 2014 ATTIVITA SPORTIVA PRATICATA DALLE PERSONE CON DISABILITA PER I CORSO DI FORMAZIONEOPERATORE PARALIMPICO TERNI 18 FEBBRAIO 11 MARZO 2014 ATTIVITA SPORTIVA PRATICATA DALLE PERSONE CON DISABILITA LO SPORT RIVESTE UNA PARTICOLARE IMPORTANZA NEL PROCESSO EVOLUTIVO

Dettagli

DIRITTO SPORTIVO E DISABILITA

DIRITTO SPORTIVO E DISABILITA DIRITTO SPORTIVO E DISABILITA LE FONTI DEL DIRITTO ITALIANO IN ORDINE GERARCHICO: 1) La Costituzione 2) Le Leggi Ordinarie dello Stato e le Norme Int.li e Comunitarie 3) Le Leggi Regionali 4) I Regolamenti

Dettagli

Disabilità, Scuola e Sport

Disabilità, Scuola e Sport MIUR FIDAL Perché e Come fare Atletica Leggera a Scuola Corso di formazione e aggiornamento di Atletica Leggera per gli insegnanti di educazione fisica delle scuole secondarie di 1 e 2 Disabilità, Scuola

Dettagli

Disabilità e Sport. La classificazione funzionale nello sport per disabili

Disabilità e Sport. La classificazione funzionale nello sport per disabili Disabilità e Sport La classificazione funzionale nello sport per disabili Matteo Zanin Classificatore Medico del Comitato Paralimpico Italiano Premessa Mettere il Medico di Medicina dello Sport nelle condizioni

Dettagli

Progetto Comes, sostegno all handicap

Progetto Comes, sostegno all handicap TITOLO Progetto Comes, sostegno all handicap TEMPI ANNO SCOLASTICO 2010/2011 Destinatari Minori disabili (fascia d età 3/14 anni) frequentanti la scuola dell obbligo, affetti da patologie varie: ipoacusia,

Dettagli

Tesina per il corso di Psicotecnologie dell apprendimento per l integrazione delle disabilità

Tesina per il corso di Psicotecnologie dell apprendimento per l integrazione delle disabilità Tesina per il corso di Psicotecnologie dell apprendimento per l integrazione delle disabilità ANALISI DEL TITOLO Per prima cosa cercheremo di analizzare e capire insieme il senso del titolo di questo lavoro:

Dettagli

ATTIVITA DI AVVIAMENTO ALLO SPORT CIP. C.A.S.P. - Centri Avviamento Sport Paralimpico ANNO SPORTIVO 2010/2011

ATTIVITA DI AVVIAMENTO ALLO SPORT CIP. C.A.S.P. - Centri Avviamento Sport Paralimpico ANNO SPORTIVO 2010/2011 ATTIVITA DI AVVIAMENTO ALLO SPORT CIP Il Comitato Italiano Paralimpico continuerà, anche in futuro, ad avere una competenza diretta su tutta l attività di avviamento allo sport. La gestione delle attività

Dettagli

Genova 13 Settembre 2010

Genova 13 Settembre 2010 Genova 13 Settembre 2010 Progetto Giovani Matteo Quarantelli 2 La percezione della qualità di un servizio è generato dalla corrispondenza con le aspettative (bisogni) degli utenti. I nostri utenti sono

Dettagli

Protocollo d intesa tra Comitato Italiano Paralimpico C.I.P. e Federazione Italiana Scherma F.I.S.

Protocollo d intesa tra Comitato Italiano Paralimpico C.I.P. e Federazione Italiana Scherma F.I.S. Protocollo d intesa tra Comitato Italiano Paralimpico C.I.P. e Federazione Italiana Scherma F.I.S. Protocollo d intesa tra il COMITATO ITALIANO PARALIMPICO e la FEDERAZIONE ITALIANA SCHERMA Il Comitato

Dettagli

QUALCHE INFORMAZIONE SUl SITTING VOLLEY

QUALCHE INFORMAZIONE SUl SITTING VOLLEY QUALCHE INFORMAZIONE SUl SITTING VOLLEY PREMESSA L attività ludico-motoria concorre alla formazione psico-fisica dei giovani in età scolare, anche affetti da disabilità fisiche. Il bambino o l adolescente,

Dettagli

La Costituzione Italiana (articoli 2 e 3) riconosce che è garanzia della libertà il rispetto delle differenze di tutti e dell identità di ciascuno

La Costituzione Italiana (articoli 2 e 3) riconosce che è garanzia della libertà il rispetto delle differenze di tutti e dell identità di ciascuno Ufficio Scolastico Regionale Puglia Linee guida per la strutturazione di percorsi di Giocosport Integrato Sport Inclusion nella Scuola Primaria e Secondaria di I grado a cura del Comitato Italiano Paralimpico

Dettagli

Attività motoria e sportiva e disabilità. Lezione 7 a.a. 2013-2014

Attività motoria e sportiva e disabilità. Lezione 7 a.a. 2013-2014 Attività motoria e sportiva e disabilità Lezione 7 a.a. 2013-2014 CICLISMO Biciclette a due ruote Biciclette a due ruote Atleti con emiparesi o Atleti con emiparesi o paresi lievi paresi lievi Tandem Tandem

Dettagli

Istituto Comprensivo di Pralboino Curricolo Verticale

Istituto Comprensivo di Pralboino Curricolo Verticale IL CORPO e LA SUA RELAZIONE con LO SPAZIO e IL TEMPO Utilizza gli aspetti comunicativorelazionali del linguaggio motorio per Saper utilizzare e trasferire le abilità per la realizzazione dei gesti tecnici

Dettagli

Autore Faouzi Lahbi - Comitato Fidal Veneto

Autore Faouzi Lahbi - Comitato Fidal Veneto La qualità della formazione di un atleta di mezzofondo si giudica a lungo termine, dopo un paziente lavoro progressivo dalle categorie giovanili fino alla categoria senior. Durante tutto il periodo di

Dettagli

Scienze motorie SCIENZE MOTORIE

Scienze motorie SCIENZE MOTORIE Scienze motorie SCIENZE MOTORIE SCIENZE MOTORIE CORSO DI LAUREA Scienze motorie: Educazione fisica e tecnica sportiva (sede di Voghera) Attività motoria preventiva e adattata (sede di Pavia) CORSI DI LAUREA

Dettagli

Come valutare le caratteristiche aerobiche di ogni singolo atleta sul campo

Come valutare le caratteristiche aerobiche di ogni singolo atleta sul campo Come valutare le caratteristiche aerobiche di ogni singolo atleta sul campo Prima di organizzare un programma di allenamento al fine di elevare il livello di prestazione, è necessario valutare le capacità

Dettagli

Lega nazionale sci Uisp REGOLAMENTO DI FORMAZIONE

Lega nazionale sci Uisp REGOLAMENTO DI FORMAZIONE Lega nazionale sci Uisp REGOLAMENTO DI FORMAZIONE approvato dal Consiglio nazionale di lega il 4 ottobre 2007 Premessa: Per i candidati Operatori Sportivi Volontari sono previsti i seguenti momenti corsuali:

Dettagli

ABILISSIMI PER UNO SPORT DIVERSO

ABILISSIMI PER UNO SPORT DIVERSO ABILISSIMI PER UNO SPORT DIVERSO DA QUASI QUARANT ANNI, DIAMO IL MEGLIO DI TUTTI! ASD S.STEFANO SPORT nasce nel 1976 allo scopo di favorire e promuovere lo sport, organizzando e partecipando a manifestazioni

Dettagli

DIMENSIONI CRITERI INDICATORI

DIMENSIONI CRITERI INDICATORI Allegato 4 - Manerbio META EDUCATIVA: autonomia in ambito scolastico (classe 4/5 scuola primaria) DIMENSIONI CRITERI INDICATORI GESTIONALE OPERATIVA Uso degli strumenti Conoscere gli strumenti necessari

Dettagli

L attività sportiva e la disabilità sensoriale visiva. Margherita Chiari Fontanellato, 6 giugno 2014

L attività sportiva e la disabilità sensoriale visiva. Margherita Chiari Fontanellato, 6 giugno 2014 L attività sportiva e la disabilità sensoriale visiva Margherita Chiari Fontanellato, 6 giugno 2014 Non solo muscoli La normale funzione visiva è un presupposto per sviluppare una buona coordinazione

Dettagli

ATTIVITA DI AVVIAMENTO ALLO SPORT CIP

ATTIVITA DI AVVIAMENTO ALLO SPORT CIP ATTIVITA DI AVVIAMENTO ALLO SPORT CIP Il Comitato Italiano Paralimpico continuerà, anche in futuro, ad avere una competenza diretta su tutta l attività di avviamento allo sport. La gestione delle attività

Dettagli

PROGETTO ACCOGLIENZA Classi prime Anno scolastico 2012/2013

PROGETTO ACCOGLIENZA Classi prime Anno scolastico 2012/2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO SIMONE DA CORBETTA PROGETTO ACCOGLIENZA Classi prime Anno scolastico 2012/2013 1 Introduzione Il progetto accoglienza nasce dalla convinzione che i primi mesi di lavoro

Dettagli

Dipartimento sportivo. A.S. 2014/2015. Programmazione didattica annuale

Dipartimento sportivo. A.S. 2014/2015. Programmazione didattica annuale Dipartimento sportivo. A.S. 2014/2015 Programmazione didattica annuale La programmazione didattica annuale prevista dai docenti di Educazione Fisica può considerarsi suddivisa in tre fasi. La prima, all

Dettagli

JUDO COME EDUCAZIONE MOTORIA

JUDO COME EDUCAZIONE MOTORIA JUDO COME EDUCAZIONE MOTORIA L età d oro della motricità La prima età scolare DAI 6 AI 10 ANNI Tratti dominante del comportamento motorio per i bambini dai 6 ai 10 anni Notevole vivacità Bisogno di imitazione

Dettagli

CLASSI PRIME PSICOMOTRICITA'(Lami Andrea)

CLASSI PRIME PSICOMOTRICITA'(Lami Andrea) Comune di Pavullo nel Frignano Provincia di Modena Assessorato Servizi Sociali Scolastici e Promozione della Salute Via Giardini, 16-41026 Pavullo nel Frignano (MO) Ufficio 0536/29912 - Fax 0536/29976

Dettagli

Liceo Linguistico Marcelline Bolzano Docente: Lavezzo Martina

Liceo Linguistico Marcelline Bolzano Docente: Lavezzo Martina Liceo Linguistico Marcelline Bolzano Docente: Lavezzo Martina CURRICULUM DI SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE/EDUCAZIONE FISICA Nella stesura del curriculum di Scienze Motorie e Sportive/Educazione Fisica si

Dettagli

L OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA. L integrazione dell alunno con disabilità: l operatore socio sanitario

L OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA. L integrazione dell alunno con disabilità: l operatore socio sanitario L OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA L integrazione dell alunno con disabilità: l operatore socio sanitario L OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA Il Servizio di Integrazione Scolastica

Dettagli

Resoconto «scuola in movimento» per l'anno scolastico 2013/14

Resoconto «scuola in movimento» per l'anno scolastico 2013/14 22/01/2015 Resoconto «scuola in movimento» per l'anno scolastico 2013/14 Strutture diurne 1. Situazione di partenza «scuola in movimento» è un programma di portata nazionale dell Ufficio federale dello

Dettagli

SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE - LINEE GENERALI Al termine del percorso liceale lo studente deve aver acquisito la consapevolezza della propria corporeità intesa come conoscenza, padronanza e rispetto del

Dettagli

Referente regionale - Dott.ssa Anna Corona responsabile del settore assistenza ospedaliera

Referente regionale - Dott.ssa Anna Corona responsabile del settore assistenza ospedaliera Allegato n. 4 alla Delib.G.R. n. 22/12 del 11.6.2010 Regione proponente: Regione Autonoma della Sardegna Linea progettuale nella quale si colloca il progetto: Linea progettuale c) implementazione delle

Dettagli

E nato per dare un impronta educativa/pastorale agli Oratori. Anno 2001

E nato per dare un impronta educativa/pastorale agli Oratori. Anno 2001 E nato per dare un impronta educativa/pastorale agli Oratori Anno 2001 Il Forum degli oratori italiani è un organo di coordinamento nazionale degli organismi ecclesiali che dedicano speciale cura all

Dettagli

Bisogni Educativi Speciali

Bisogni Educativi Speciali Bisogni Educativi Speciali BES, tre grandi sotto-categorie: disabilità; disturbi evolutivi specifici e svantaggio socio-economico, linguistico, culturale. CHE FARE? Di Lucia ZANELLATO Disturbi Evolutivi

Dettagli

ATLETICA LEGGERA. Pista

ATLETICA LEGGERA. Pista ATLETICA LEGGERA Pista CATEGORIA ANNI DI NASCITA Ragazzi/e 2004-2005 Cadetti/e 2002-2003 Programma Categoria Gruppi Gare Ragazzi/e Corse 60-600 - 4x100 (cambio libero) Salti Alto - Lungo Lanci Peso gomma

Dettagli

EASY BASKET - IL MINIBASKET FACILE PER LA SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI 1 GRADO

EASY BASKET - IL MINIBASKET FACILE PER LA SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI 1 GRADO EASY BASKET - IL MINIBASKET FACILE PER LA SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI 1 GRADO EASY BASKET : FINALITÀ DEL GIOCO La proposta Easy Basket nasce con l intento di facilitare l approccio al Giocosport Minibasket

Dettagli

L UNIVERSITA DELLA TERZA ETA TRA STORIA E RAPPORTI INTERGENERAZIONALI

L UNIVERSITA DELLA TERZA ETA TRA STORIA E RAPPORTI INTERGENERAZIONALI Sant Agata di Puglia, 14 marzo 2008 Inaugurazione del I Anno accademico dell Università della Terza Età e del Tempo Libero S.Agata di Sant Agata di Puglia L UNIVERSITA DELLA TERZA ETA TRA STORIA E RAPPORTI

Dettagli

Le ragazze e le carriere scientifiche

Le ragazze e le carriere scientifiche Le ragazze e le carriere scientifiche La cittadinanza subalterna delle donne nelle carriere scientifiche Perché le donne sono tanto poco rappresentate ai vertici delle carriere scientifiche, sia nel settore

Dettagli

SPORT IN RETE PROGETTO DI SPORT SOLIDALE NELLE SCUOLE PRIMARIE

SPORT IN RETE PROGETTO DI SPORT SOLIDALE NELLE SCUOLE PRIMARIE SPORT IN RETE PROGETTO DI SPORT SOLIDALE NELLE SCUOLE PRIMARIE Anno Scolastico 2011-2012 L idea del progetto nasce da alcune esperienze maturate nel territorio di Nova Milanese negli ultimi anni: Proposte

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI TORINO FACOLTA DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL EDUCAZIONE TESI DI LAUREA SCI DI FONDO: SPORT E SOCIALIZZAZIONE PER NON VEDENTI Candidato : DELLA MEA

Dettagli

Attività motoria Attività sportiva Alimentazione

Attività motoria Attività sportiva Alimentazione Club Rapallo Attività motoria Attività sportiva Alimentazione Dott.Lorenzo Marugo Piattaforma dell Unione Europea su dieta, attività fisica e salute Presupposto: I Cittadini dell Unione Europea si esercitano

Dettagli

Liceo Scientifico Sezione ad indirizzo Sportivo. Che cos è

Liceo Scientifico Sezione ad indirizzo Sportivo. Che cos è Liceo Scientifico Statale R. Caccioppoli Napoli a.s. 2014-2015 Liceo Scientifico Sezione ad indirizzo Sportivo Che cos è E un indirizzo di studio, inserito nel percorso del liceo scientifico nell ambito

Dettagli

Relazione sullo svolgimento della Funzione Strumentale stranieri A.S. 2014-2015

Relazione sullo svolgimento della Funzione Strumentale stranieri A.S. 2014-2015 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI VIA MANIAGO Via Maniago, 30 20134 Milano - cod. mecc. MIIC8D4005 Relazione sullo svolgimento della Funzione Strumentale stranieri A.S. 2014-2015 Affidata dal Collegio Docenti

Dettagli

I.Ri.Fo.R. Regionale Toscano Onlus. Analisi dei fabbisogni per la formazione di Trascrittori testi in braille, ingranditi ed elettronici

I.Ri.Fo.R. Regionale Toscano Onlus. Analisi dei fabbisogni per la formazione di Trascrittori testi in braille, ingranditi ed elettronici Analisi dei fabbisogni per la formazione di Trascrittori testi in braille, ingranditi ed elettronici Analisi dei fabbisogni per la formazione di Trascrittori testi in braille, ingranditi ed elettronici

Dettagli

CONGRESSO SCIENTIFICO AIFI Associazione Italiana Fisioterapisti

CONGRESSO SCIENTIFICO AIFI Associazione Italiana Fisioterapisti CONGRESSO SCIENTIFICO AIFI Associazione Italiana Fisioterapisti "FISIOTERAPIA APPLICATA ALLO SPORT: FORMAZIONE, RICERCA CLINICA, PREVENZIONE E RIABILITAZIONE" FISIOTERAPIA APPLICATA ALLO SPORT FORMAZIONE

Dettagli

La Convenzione sui diritti dell infanzia

La Convenzione sui diritti dell infanzia NOME... COGNOME... CLASSE... DATA... La Convenzione sui diritti dell infanzia La Convenzione sui diritti dell infanzia è stata approvata dall Assemblea generale delle Nazioni unite (ONU) il 20 novembre

Dettagli

Commonwealth. Bandiera del Commonwealth. Vecchia e nuova bandiera

Commonwealth. Bandiera del Commonwealth. Vecchia e nuova bandiera Commonwealth Bandiera del Commonwealth La bandiera è costituita dal simbolo del Commonwealth in oro su un campo blu. Il simbolo è un globo, che rappresenta la natura globale del Commonwealth e i suoi membri.

Dettagli

La Dignità. L unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità, libertà, uguaglianza e solidarietà

La Dignità. L unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità, libertà, uguaglianza e solidarietà La Dignità L unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità, libertà, uguaglianza e solidarietà Essa pone la persona al centro delle sue azioni istituendo la cittadinanza dell Unione e

Dettagli

L intelligenza numerica

L intelligenza numerica L intelligenza numerica Consiste nel pensare il mondo in termini di quantità. Ha una forte base biologica, sia gli animali che i bambini molto piccoli sanno distinguere poco e molto. È potentissima e può

Dettagli

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice INSEGNAMENTO DI PSICOLOGIA DELL ORIENTAMENTO SCOLASTICO E PROFESSIONALE LEZIONE I ORIENTAMENTO E PSICOLOGIA PROF.SSA ANNAMARIA SCHIANO Indice 1 L orientamento: significato e tipologie ---------------------------------------------------------------

Dettagli

Uff. I. - OLIMPIADI DI PROBLEM SOLVING - Informatica e pensiero algoritmico nella scuola dell'obbligo

Uff. I. - OLIMPIADI DI PROBLEM SOLVING - Informatica e pensiero algoritmico nella scuola dell'obbligo Uff. I - OLIMPIADI DI PROBLEM SOLVING - Informatica e pensiero algoritmico nella scuola dell'obbligo Il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Direzione Generale per gli Ordinamenti

Dettagli

DEFINIZIONE DI MENOMAZIONE, DISABILITÀ E HANDICAP

DEFINIZIONE DI MENOMAZIONE, DISABILITÀ E HANDICAP DEFINIZIONE DI MENOMAZIONE, DISABILITÀ E HANDICAP E enorme la confusione nella terminologia relativa all handicap. Per questo negli ultimi 20 anni l OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso

Dettagli

Le persone che hanno creduto in lui hanno potuto contribuire alla nascita del team, e non solo, ma di giorno in giorno il team si è sviluppato grazie

Le persone che hanno creduto in lui hanno potuto contribuire alla nascita del team, e non solo, ma di giorno in giorno il team si è sviluppato grazie presenta LA SUA STORIA Francesco Maria Conti, nato il 29 febbraio del 1964 a Desio e residente in Svizzera, ha dimostrato sempre un vivo interesse per le macchine. Allo sviluppo di questa sua passione

Dettagli

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PERUGIA DIPARTIMENTO DI MEDICINA SPERIMENTALE Corso di Laurea in SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE (L22)

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PERUGIA DIPARTIMENTO DI MEDICINA SPERIMENTALE Corso di Laurea in SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE (L22) UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PERUGIA DIPARTIMENTO DI MEDICINA SPERIMENTALE Corso di Laurea in SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE (L22) Insegnamento di Metodi e Didattica degli SPORT DI SQUADRA MeD della PALLAVOLO

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA

LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA primo ciclo d istruzione Lo sfondo comune e il quadro normativo Il PEI come strumento di progettazione e di valutazione Isp. Luciano Rondanini LA VALUTAZIONE

Dettagli

Nota sullo svolgimento delle prove INVALSI 2012 2013 per gli allievi con bisogni educativi speciali

Nota sullo svolgimento delle prove INVALSI 2012 2013 per gli allievi con bisogni educativi speciali Nota sullo svolgimento delle prove INVALSI 2012 2013 per gli allievi con bisogni educativi speciali 1 A.S. 2012 13 Bisogni educativi speciali. Documento pubblicato il 23.4.2013 1. Premessa A titolo di

Dettagli

Con il termine programma Teacch si intende l organizzazione dei servizi per persone autistiche realizzato nella Carolina del Nord, che prevede una

Con il termine programma Teacch si intende l organizzazione dei servizi per persone autistiche realizzato nella Carolina del Nord, che prevede una IL PROGRAMMA TEACCH Con il termine programma Teacch si intende l organizzazione dei servizi per persone autistiche realizzato nella Carolina del Nord, che prevede una presa in carico globale in senso sia

Dettagli

CAPITOLO 11 Innovazione cam i amen o

CAPITOLO 11 Innovazione cam i amen o CAPITOLO 11 Innovazione e cambiamento Agenda Ruolo strategico del cambiamento Cambiamento efficace Cambiamento tecnologico Cambiamento di prodotti e servizi i Cambiamento strategico e strutturale Cambiamento

Dettagli

SCHEDA DI RILEVAZIONE

SCHEDA DI RILEVAZIONE Allegato 3 RICERCA: SCUOLA ED IMMIGRAZIONE SCHEDA DI RILEVAZIONE PROGETTO OSSERVATORIO PERMANENTE SULLA CONDIZIONE DEGLI IMMIGRATI E SULLO STATO DEI PROCESSI DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE NELLE REGIONI

Dettagli

SERVIZIO NAZIONALE DI VALUTAZIONE 2010 11

SERVIZIO NAZIONALE DI VALUTAZIONE 2010 11 SERVIZIO NAZIONALE DI VALUTAZIONE 2010 11 Le rilevazioni degli apprendimenti A.S. 2010 11 Gli esiti del Servizio nazionale di valutazione 2011 e della Prova nazionale 2011 ABSTRACT Le rilevazioni degli

Dettagli

UTILIZZO DELLA PSICOCINETICA NELLA SCUOLA PRIMARIA E IN AMBITO SPORTIVO

UTILIZZO DELLA PSICOCINETICA NELLA SCUOLA PRIMARIA E IN AMBITO SPORTIVO UTILIZZO DELLA PSICOCINETICA NELLA SCUOLA PRIMARIA E IN AMBITO SPORTIVO Le capacità cognitive richieste per far fronte alle infinite modalità di risoluzione dei problemi motori e di azioni di gioco soprattutto

Dettagli

Progetto della Federazione Italiana Pallavolo per la Scuola Primaria a.s. 2008-2009

Progetto della Federazione Italiana Pallavolo per la Scuola Primaria a.s. 2008-2009 Progetto della Federazione Italiana Pallavolo per la Scuola Primaria a.s. 2008-2009 1,2,3 Minivolley! IL PROGETTO Il progetto 1,2,3 minivolley si propone di incrementare la pratica delle attività motorie

Dettagli

Ufficio Preparazione Paralimpica. Versione 5.0 (ottobre 2012) Approvato dalla GN del CIP nella riunione del 16 dicembre 2010 e successive modifiche

Ufficio Preparazione Paralimpica. Versione 5.0 (ottobre 2012) Approvato dalla GN del CIP nella riunione del 16 dicembre 2010 e successive modifiche PROGETTO LONDRA 2012 SOCHI 2014 Ufficio Preparazione Paralimpica Versione 5.0 (ottobre 2012) Approvato dalla GN del CIP nella riunione del 16 dicembre 2010 e successive modifiche Premessa Il Progetto Londra

Dettagli

L uso e il significato delle regole (gruppo A)

L uso e il significato delle regole (gruppo A) L uso e il significato delle regole (gruppo A) Regole organizzative: devono essere rispettare per far sì che la struttura possa funzionare e che si possa vivere in un contesto di rispetto reciproco; Regole

Dettagli

Cittadinanza e Costituzione

Cittadinanza e Costituzione Cittadinanza e Costituzione Anno Scolastico 20010/11 Progetto di Cittadinanza e Costituzione Finalità Essere cittadini di un mondo in continuo cambiamento ha come premessa il conoscere e il porre in atto

Dettagli

Anno 2004/2005 CORSO SNES-CSI PER FORMATORI. Bologna, 3 dicembre 2005. Lara Rossin

Anno 2004/2005 CORSO SNES-CSI PER FORMATORI. Bologna, 3 dicembre 2005. Lara Rossin Anno 2004/2005 LA FIGURA DEL FORMATORE CSI -LE SUE PECULIARITÀ E LA SUA MISSION- CORSO SNES-CSI PER FORMATORI Bologna, 3 dicembre 2005 Lara Rossin 1 INTRODUZIONE Non si insegna e non si può insegnare,

Dettagli

BAMBINO dai 5 ai 7 ANNI L ESUBERANZA MOTORIA

BAMBINO dai 5 ai 7 ANNI L ESUBERANZA MOTORIA BAMBINO dai 5 ai 7 ANNI L ESUBERANZA MOTORIA Area Corporeo/motoria spiccato impulso a muoversi dal pensiero intuitivo-preoperatorio al pensiero operatorio-concreto-egocentrico Area Cognitiva Area Socio-affettiva

Dettagli

QUALITÀ E SICUREZZA PER I NOSTRI PAZIENTI

QUALITÀ E SICUREZZA PER I NOSTRI PAZIENTI QUALITÀ E SICUREZZA PER I NOSTRI PAZIENTI L ACCREDITAMENTO INTERNAZIONALE ALL ECCELLENZA Fondazione Poliambulanza ha ricevuto nel dicembre 2013 l accreditamento internazionale all eccellenza da parte di

Dettagli

IC SIGNA-Secondaria-PROGRAMMAZIONE ANNUALE di Ed. Fisica (In raccordo con Curricolo verticale e Indicazioni nazionali)

IC SIGNA-Secondaria-PROGRAMMAZIONE ANNUALE di Ed. Fisica (In raccordo con Curricolo verticale e Indicazioni nazionali) IC SIGNA-Secondaria-PROGRAMMAZIONE ANNUALE di Ed. Fisica (In raccordo con Curricolo verticale e Indicazioni nazionali) CLASSE PRIMA GRIGLIA N 1 IL CORPO E LA SUA RELAZIONE CON LO SPAZIO E IL TEMPO Ha cura

Dettagli

PARTIAMO DA ALCUNE DOMANDE

PARTIAMO DA ALCUNE DOMANDE PARTIAMO DA ALCUNE DOMANDE Esiste l immagine del disabile intellettivo come persona adulta nella mia mente? Quali sono i maggiori ostacoli che i famigliari/ operatori incontrano nella costruzione di un

Dettagli

COMPETENZE DIGITALI. Le digital Competence Framework mi permettono di : Esplorare nuovi contesti tecnologici in modo flessibile.

COMPETENZE DIGITALI. Le digital Competence Framework mi permettono di : Esplorare nuovi contesti tecnologici in modo flessibile. COMPETENZE DIGITALI Competenze digitali o digital skills. Un approccio in 3D, un mutamento in corso. L immersività generata dagli ambienti multimediali ci sollecitano un esigenza nuova e educabile: sviluppare

Dettagli

L insegnamento del Laboratorio di Fisica. Alcune considerazioni didattiche

L insegnamento del Laboratorio di Fisica. Alcune considerazioni didattiche L insegnamento del Laboratorio di Fisica Alcune considerazioni didattiche La Fisica nasce come scienza sperimentale, ma è spesso insegnata in modo soltanto teorico. Senza il supporto del laboratorio, si

Dettagli

UNITÀ APPRENDIMENTO Scuola Primaria di Bellano / classi 4ª A 4ª B a.s. 2014/15

UNITÀ APPRENDIMENTO Scuola Primaria di Bellano / classi 4ª A 4ª B a.s. 2014/15 OBIETTIVI GENERALI APPROFONDIRE LA CONOSCENZA DELLE PRINCIPALI NORME DI ALIMENTAZIONE, IGIENE E SICUREZZA PERSONALE - Conoscere le modalità d uso d attrezzi, strumenti e ambienti in cui si vive e le norme

Dettagli

Regolamento tecnico di Nuoto Salvamento. (edizione novembre 2011)

Regolamento tecnico di Nuoto Salvamento. (edizione novembre 2011) Regolamento tecnico di Nuoto Salvamento (edizione novembre 2011) Premessa Il presente regolamento tecnico è basato sulle regole adottate dalla Federazione Italiana Nuoto (FIN) ed adattate alle esigenze

Dettagli

Tasso di occupazione per fasce di età. Provincia di Piacenza, 2009 90,3 83,1 77,7 27,6 16,4. 15-24 anni. 25-34 anni. 45-54 anni.

Tasso di occupazione per fasce di età. Provincia di Piacenza, 2009 90,3 83,1 77,7 27,6 16,4. 15-24 anni. 25-34 anni. 45-54 anni. La situazione occupazionale dei giovani in provincia di Piacenza Premessa Una categoria di soggetti particolarmente debole nel mercato del lavoro è rappresentata, di norma, dai lavoratori di età più giovane

Dettagli

TALENTI 2020 Il progetto pilota dello sport giovanile italiano Trentino 2011-2020

TALENTI 2020 Il progetto pilota dello sport giovanile italiano Trentino 2011-2020 PROGETTO TALENTI 2020 Il progetto pilota dello sport giovanile italiano Trentino 2011-2020 FEDERICO SCHENA ANDRO FERRARI CRISTIAN SALA Roma, 12 giugno 2012 Talenti Trentini Progetto Talenti 2020 Trentino

Dettagli

VADEMECUM UFFICIO PACE

VADEMECUM UFFICIO PACE VADEMECUM UFFICIO PACE In questi ultimi anni, in molti comuni italiani, si è andata diffondendo la pratica dell istituzione di un ufficio pace. Ma che cosa sono questi uffici? E di cosa si occupano? Attraverso

Dettagli

La mediazione sociale di comunità

La mediazione sociale di comunità La mediazione sociale di comunità Percorso di formazione destinato agli operatori e alle operatrici del numero verde contro la tratta della Provincia di Milano Elvio Raffaello Martini Agosto 2008 MartiniAssociati

Dettagli

Profilo delle competenze Competenza Chiave Discipline coinvolte

Profilo delle competenze Competenza Chiave Discipline coinvolte DECLNAZONE DELLE COMPETENZE Profilo delle competenze Competenza Chiave Discipline coinvolte L alunno ha padronanza della lingua italiana, Comunicazione nella taliano comprende enunciati e testi semplici

Dettagli

FEDERAZIONE ITALIANA GOLF

FEDERAZIONE ITALIANA GOLF Manuale Azzurro allegato D FEDERAZIONE ITALIANA GOLF Modello per la creazione e gestione di un Club dei Giovani Il modello, tratto dall esperienza maturata nei Circoli che hanno svolto con successo l Attività

Dettagli

SPUNTI DI RIFLESSIONE per TECNICI DI CALCIO

SPUNTI DI RIFLESSIONE per TECNICI DI CALCIO SPUNTI DI RIFLESSIONE per TECNICI DI CALCIO Casalmaiocco, 04 MARZO 2013 Marco prof. Manzotti E-mail: [email protected] IL GIOCO DEL CALCIO SPORT DI SQUADRA SPORT DI CONFRONTO SPORT CON ATTREZZO SPORT

Dettagli

IL CORPO E IL MOVIMENTO. INDICATORI OBIETTIVI di APPRENDIMENTO STANDARD PER LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE DELL ALUNNO

IL CORPO E IL MOVIMENTO. INDICATORI OBIETTIVI di APPRENDIMENTO STANDARD PER LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE DELL ALUNNO SCUOLA DELL INFANZIA IL CORPO E IL MOVIMENTO POTENZIARE LE ATTIVITÀ MOTORIE ALLE ATTIVITÀ DI GIOCO MOTORIO/ SPORTIVO DENOMINARE E INDIVIDUARE LE PARTI DEL CORPO CONTROLLANDOLE GLOBALMENTE. DISCRIMINARE

Dettagli

Sviluppo del linguaggio. Le fasi dello sviluppo del linguaggio

Sviluppo del linguaggio. Le fasi dello sviluppo del linguaggio Sviluppo del linguaggio Le fasi dello sviluppo del linguaggio 1 2 Sviluppo del linguaggio: fase pre-linguistica I bambini sviluppano la capacità di parlare secondo una sequenza ordinata di fasi: passando

Dettagli

IL MANAGER COACH: MODA O REQUISITO DI EFFICACIA. Nelle organizzazioni la gestione e lo sviluppo dei collaboratori hanno una importanza fondamentale.

IL MANAGER COACH: MODA O REQUISITO DI EFFICACIA. Nelle organizzazioni la gestione e lo sviluppo dei collaboratori hanno una importanza fondamentale. IL MANAGER COACH: MODA O REQUISITO DI EFFICACIA Nelle organizzazioni la gestione e lo sviluppo dei collaboratori hanno una importanza fondamentale. Gestione e sviluppo richiedono oggi comportamenti diversi

Dettagli

CITTADINANZA E COSTITUZIONE

CITTADINANZA E COSTITUZIONE CITTADINANZA E COSTITUZIONE CLASSE 1 a TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DEL- LE COMPETENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO INDICATORI DI VALUTAZIONE (Stabiliti dal Collegio Docenti) AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

Dettagli

MAPPA OPERATIVA PER U.A. DISCIPLINARI. Scuola Secondaria di I grado

MAPPA OPERATIVA PER U.A. DISCIPLINARI. Scuola Secondaria di I grado MAPPA OPERATIVA PER U.A. DISCIPLINARI Scuola Secondaria di I grado Considerate la vastità degli argomenti trattati e le esigenze peculiari di ogni classe, ciascun insegnante deciderà quali unità didattiche

Dettagli

SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE Istituto Istruzione Superiore A. Venturi Modena Liceo artistico - Istituto Professionale Grafica Via Rainusso, 66-41124 MODENA Sede di riferimento (Via de Servi, 21-41121 MODENA) tel. 059-222156 / 245330

Dettagli

L ICF - Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute

L ICF - Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute L ICF - Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute CHE COS È È una classificazione della salute e dei domini ad essa correlati che aiuta a descrivere i cambiamenti

Dettagli

Sport e benessere psicofisico dell adolescente. Giuseppina Speltini Università di Bologna

Sport e benessere psicofisico dell adolescente. Giuseppina Speltini Università di Bologna Sport e benessere psicofisico dell adolescente Giuseppina Speltini Università di Bologna Adolescenza e società contemporanea Adolescenza prolungata, soprattutto in Italia rispetto agli altri Paesi UE Segni

Dettagli

BES e PEI :Corso pratico e teorico per l inclusione scolastica

BES e PEI :Corso pratico e teorico per l inclusione scolastica Agenzia per la valorizzazione dell individuo nelle organizzazioni di servizio Corso di formazione BES e PEI :Corso pratico e teorico per l inclusione scolastica Sito internet: www.avios.it E-mail: [email protected]

Dettagli

A PROPOSITO DI TERAPIA OCCUPAZIONALE

A PROPOSITO DI TERAPIA OCCUPAZIONALE A PROPOSITO DI TERAPIA OCCUPAZIONALE Che cosa è - perché è importante - come funziona obiettivo dei trattamenti COS E LA TERAPIA OCCUPAZIONALE E un trattamento per le persone che sono state colpite da:

Dettagli

L EDUCAZIONE AMBIENTALE E IL RINNOVAMENTO DEL PROCESSO DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO. Carlo Fiorentini

L EDUCAZIONE AMBIENTALE E IL RINNOVAMENTO DEL PROCESSO DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO. Carlo Fiorentini L EDUCAZIONE AMBIENTALE E IL RINNOVAMENTO DEL PROCESSO DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO Carlo Fiorentini La collaborazione ci ha portato ad individuare 5 aspetti caratterizzanti l educazione ambientale 1.

Dettagli

Piano di sviluppo degli impianti sportivi

Piano di sviluppo degli impianti sportivi AUTONOME PROVINZ BOZEN SÜDTIROL Abteilung 7 Örtliche Körperschaften Amt 7.2 Amt für Sport Sportbeobachtung PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Ripartizione 7 Enti locali Ufficio 7.2 Ufficio sport

Dettagli

I principi di Anffas Onlus sul tema della presa in carico precoce Michele Imperiali comitato tecnico anffas onlus

I principi di Anffas Onlus sul tema della presa in carico precoce Michele Imperiali comitato tecnico anffas onlus I principi di Anffas Onlus sul tema della presa in carico precoce Michele Imperiali comitato tecnico anffas onlus Partire dalla culla.. Esiste un rapporto diretto tra il tempismo con cui ha luogo il processo

Dettagli