APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO

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1 SCHEDA APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO

2 APPARATO CARDIO CIRCOLATORIO L apparato cardio-circolatorio o cardiovascolare è il sistema grazie al quale il sangue può circolare in tutto l organismo Abbiamo visto che la vita di tutti gli organi del corpo umano dipende dall assunzione di sostanze nutritizie e ossigeno e dall eliminazione dei prodotti di rifiuto. La distribuzione ed il trasporto delle sostanze utili, la raccolta e l allontanamento delle sostanze di rifiuto è di competenza del sangue che irrora tutte le parti del corpo. Il sangue circola in un CIRCUITO CHIUSO formato da TUBI di calibro diverso, questi sono collegati ad un organo centrale che funge da POMPA. Il CUORE (pompa) che spinge il sangue nel SISTEMA ARTERIOSO e lo aspira attraverso il SISTEMA VENOSO (tubi). IL CUORE Il CUORE è un ORGANO CAVO situato al centro del torace, fra i due polmoni che appoggia con la sua parte inferiore sul DIAFRAMMA, è protetto anteriormente dallo STERNO e posteriormente dalla COLONNA VERTEBRALE. La sua forma è idealmente conica con la punta rivolta in basso, in avanti e a sinistra. Il cuore è diviso verticalmente in DUE PARTI INDIPENDENTI l una dall altra. Un SETTO IMPERMEABILE divide la metà sinistra dalla metà destra; queste non sono comunicanti fra loro. Ogni metà è divisa in due parti: una SUPERIORE chiamata ATRIO e una INFERIORE chiamata VENTRICOLO queste sono divise l una dall altra da un setto trasversale perforato. Il CUORE presenta quindi 4 cavità: Due CAVITA superiori ATRIO SINISTRO ATRIO DESTRO Due CAVITA inferiori VENTRICOLO SINISTRO VENTRICOLO DESTRO Il cuore è costituito da TRE TESSUTI dall esterno verso l interno sono: PERICARDIO, MIOCARDIO, ENDOCARDIO. PERICARDIO Il PERICARDIO è una membrana sierosa che avvolge il CUORE come un sacchetto e ha lo scopo di proteggerlo. E composto da due pellicole fra le quali è interposto un sottile velo di liquido che ne impedisce l attrito 1 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

3 ENDOCARDIO L ENDOCARDIO è una membrana sottile, a contatto con il sangue, che ricopre tutte le cavità, questa ha la caratteristica di essere molto liscia per impedire qualsiasi attrito del sangue. MIOCARDIO Il MIOCARDIO è situato fra il pericardio e l endocardio, questo è costituito da un muscolo striato simile ai muscoli scheletrici ma con la caratteristica di essere un MUSCOLO INVOLONTARIO. E quindi un tessuto particolare, unico nell organismo umano, è un tessuto specializzato per diffondere l onda di contrazione lungo tutto il muscolo cardiaco. Il cuore grazie alla capacità di contrarsi e dilatarsi continuamente ha la caratteristica di essere una POMPA ASPIRANTE PREMENTE. Quando il CUORE si DILATA richiama il sangue dalle VENE, questa dilatazione è chiamata DIASTOLE, viceversa quando il CUORE si CONTRAE spinge il sangue nelle ARTERIE la contrazione è chiamata SISTOLE. Gli ATRI non comunicano fra di loro come anche i VENTRICOLI non sono comunicanti. Comunicano fra loro solo l ATRIO DESTRO con il VENTRICOLO DESTRO e l ATRIO SINISTRO con il VENTRICOLO SINISTRO; quindi l atrio di ciascun lato comunica con il ventricolo sottostante dello stesso lato. Tra l ATRIO e il VENTRICOLO di ogni lato c è un setto divisorio con un orifizio munito di valvola che aprendosi permette il passaggio del sangue dall ATRIO al VENTRICOLO, e chiudendosi ne impedisce il riflusso. Il sangue nel cuore può solamente passare dall ATRIO al VENTRICOLO e non viceversa La valvola DESTRA si chiama: TRICUSPIDE. La valvola SINISTRA si chiama MITRALE o BICUSPIDE. 2 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

4 Il muscolo cardiaco è irrorato dalle ARTERIE CORONARIE che prendono origine dall ARTERIA AORTA appena questa esce dal ventricolo (sinistro). Le ARTERIE CORONARIE si ramificano avvolgendo tutto il muscolo per nutrirlo e ossigenarlo. LA CIRCOLAZIONE DEL SANGUE La circolazione è l incessante movimento del sangue non continuo ma ad ondate successive che avviene per effetto delle contrazioni e dilatazioni del cuore (la contrazione sistole, la dilatazione diastole). In un tempo inferiore al secondo, il cuore compie la sua rivoluzione (rivoluzione cardiaca). Battito dopo battito, diastole dopo sistole, il cuore compie in un minuto una media di 72 rivoluzioni cardiache, 72 BATTITI AL MINUTO. IL TRAGITTO DEL SANGUE Il Sangue OSSIGENATO esce dai polmoni per mezzo della VENA POLMONARE entra nell ATRIO SINISTRO che si dilata per accoglierlo (diastole); successivamente si contrae (sistole) e il sangue passa nel VENTRICOLO SINISTRO attraverso la valvola MITRALE o BICUSPIDE. Il VENTRICOLO SINISTRO va in DIASTOLE per ricevere il sangue e successivamente in SISTOLE per spingerlo nell ARTERIA AORTA, attraverso la VALVOLA SEMILUNARE AORTICA. L arteria AORTA si suddivide in varie arteriole che a loro volta si ramificano in vasi ancora più piccoli che permettono al sangue di irrorare tutti i distretti del corpo. Il ritorno del sangue, RICCO di ANIDRIDE CARBONICA, al cuore avviene tramite piccoli vasi che confluiscono nelle venule che a loro volta vengono convogliate nella VENA CAVA INFERIORE che risalendo ritorna al CUORE. Il SANGUE entra nell ATRIO DESTRO che si dilata per accoglierlo (diastole), successivamente si contrae (sistole) e il sangue passa nel VENTRICOLO DESTRO attraverso la valvola TRICUSPIDE. Il VENTRICOLO DESTRO va in DIASTOLE per ricevere il sangue e successivamente in SISTOLE per spingerlo, attraverso la VALVOLA SEMILUNARE POLMONARE, nell ARTERIA POLMONARE che lo convoglia nuovamente ai polmoni per riossigenarsi. 3 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

5 Si deve notare che quando l ATRIO è in SISTOLE, il VENTRICOLO è in DIASTOLE e viceversa alternativamente. I due atri lavorano insieme come anche i due ventricoli; una frazione di secondo ne separa l attività. I VASI SANGUIGNI I vasi sanguigni sono costituiti dalle arterie, dalle vene e da tutte le loro ramificazioni. Si definiscono ARTERIE i vasi che TRASPORTANO IL SANGUE DAL CUORE ai TESSUTI. Si definiscono VENE i vasi che TRASPORTANO IL SANGUE DAI TESSUTI al CUORE. Quindi la definizione è data dalla direzione del flusso del sangue nei vasi e non in base al contenuto dei vasi stessi. SISTEMA ARTERIOSO Il sistema arterioso è composto da una serie di vasi sanguigni chiamati ARTERIE che partono dal cuore. Man mano che si allontanano da esso il loro diametro diminuisce troveremo quindi prima le ARTERIE, poi le ARTERIOLE e infine i CAPILLARI ARTERIOSI che hanno dimensioni microscopiche (qui avviene lo scambio di ossigeno fra sangue e tessuti). L arteria che fuoriesce dal ventricolo sinistro del cuore formando un arco detto ARCO AORTICO da cui hanno origine tutte le altre arterie il primo tratto si chiama: AORTA Dall AORTA scendendo verso il tronco e gli arti inferiori le principali arterie sono: ILIACA FEMORALE POPLITEA PEDIDIA Dall AORTA verso gli arti superiori le principali arterie sono: SUCCLAVIA ASCELLARE OMERALE RADIALE ULNARE Dall AORTA verso il capo si dirama l arteria: CAROTIDEA L ARTERIA AORTA è il vaso principale del sistema arterioso, attraversa dall alto verso il basso la cavità toracica e quella addominale. Si suddivide in diversi tratti: l AORTA ASCENDENTE, l ARCO AORTICO, l AORTA DISCENDENTE che nella prima parte si chiama AORTA TORACICA e poi diviene AORTA ADDOMINALE, giunta all altezza delle pelvi si divide in due ARTERIE ILIACHE (la destra e la sinistra). Dalle arterie iliache hanno origine le due ARTERIE FEMORALI (la destra e la sinistra). Al di sotto del ginocchio le arterie divengono di minor calibro e prendono il nome di ARTERIA POPLITEA, ARTERIA TIBIALE (queste scorrono in profondità fra le ossa da cui prendono il nome) e successivamente il nome di ARTERIA PEDIDIA. 4 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

6 Dall ARCO AORTICO emergono le ARTERIE CAROTIDI che irrorano il capo e le ARTERIE SUCCLAVIE che si dirigono verso gli arti superiori; all altezza dell ascella prendono il nome di ARTERIE ASCELLARI, divengono poi ARTERIE OMERALI e al di sotto del gomito si biforcano in due rami: l ARTERIA RADIALE e l ARTERIA ULNARE (queste sprofondano fra le ossa dell avambraccio). Le arterie principali derivanti dall AORTA e le loro derivazioni di minor calibro destinate ad ogni organo del corpo si trasformano via via in ARTERIOLE ed in fine in CAPILLARI ARTERIOSI.. Questi come già detto sono minutissimi vasi e rappresentano la PERIFERIA DEL CIRCOLO che avendo la caratteristica di possedere le pareti permeabili e penetrando in ogni tessuto del corpo, formano una rete delicata e fittissima che permette il passaggio dell OSSIGENO e delle SOSTANZE NUTRITIZIE dal sangue ai tessuti. SISTEMA VENOSO Il sistema venoso è composto da una serie di vasi sanguigni, chiamati VENE, I vasi principali più vicini al cuore si chiamano VENE CAVE nelle quali confluiscono le VENE in cui si riversano le VENULE queste sono collegate al sistema venoso periferico che è formato dalla ramificazione dei CAPILLARI VENOSI (che sono il proseguimento dei capillari arteriosi). Le due vene principali del corpo sono due grandi vasi detti VENA CAVA SUPERIORE che raccoglie la circolazione venosa degli arti superiori della testa e del collo, e VENA CAVA INFERIORE che raccoglie la circolazione venosa proveniente dagli arti inferiori, dalla cavità addominale e toracica. Dalla VENA CAVA INFERIORE scendendo verso il tronco e gli arti inferiori le principali vene che si diramano sono: ILIACA FEMORALE SAFENA POPLITEA TIBIALE Dalla VENA CAVA SUPERIORE verso gli arti superiori le principali vene sono: SUCCLAVIA ASCELLARE OMERALE RADIALE ULNARE Dalla VENA CAVA SUPERIORE verso il capo si dirama la vena: GIUGULARE Il sistema venoso seguendo un percorso parallelo a quello della rete arteriosa, ma in senso inverso, porta il sangue privo di ossigeno e carico di sostanze di rifiuto (sangue venoso). Il sistema venoso in periferia è formato dai CAPILLARI VENOSI che confluiscono in vasi venosi di calibro sempre maggiore, le VENULE, poi le VENE. Le vene dell ARCO PEDIDIO confluiscono nella VENA SAFENA INTERNA ED ESTERNA la safena esterna all altezza del ginocchio prende il nome di VENA POPLITEA, salendo all altezza della coscia prende il nome di VENA FEMORALE. All altezza dell inguine la VENA SAFENA e la VENA FEMORALE si uniscono dando origine alla VENA ILIACA PRIMITIVA. 5 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

7 Tutte le VENE dei visceri addominali ( VENA MESENTERICA SUPERIORE e INFERIORE intestino VENA SPLENICA pancreas ecc) confluiscono in un unica vena chiamata VENA PORTA che sbocca nel fegato. La VENA EPATICA che fuoriesce dal fegato, la VENA RENALE che esce dalle reni e la VENA ILIACA PRIMITIVA confluiscono nella VENA CAVA INFERIORE. La rete venosa della mano congiungendosi in vene sempre più grandi salendo nell avambraccio dà origine alla VENA RADIALE, MEDIANA e ULNARE, queste unendosi proseguono nella VENA ASCELLARE da cui ha origine la VENA SUCCLAVIA. Il sangue proveniente dal capo viene convogliato nella VENA GIUGULARE. Questa unendosi alla VENA SUCCLAVIA dà origine al BRANCHIO-CEFALICO il quale si riversa nella VENA CAVA SUPERIORE. La VENA CAVA INFERIORE ascendente e la VENA CAVA SUPERIORE discendente raccolgono il sangue di ritorno, lo convogliano alle cavità della parte destra del cuore. PICCOLA E GRANDE CIRCOLAZIONE IL sangue pompato dal cuore percorre due circuiti: LA PICCOLA CIRCOLAZIONE o CIRCOLAZIONE POLMONARE, che dal cuore va ai polmoni e da qui nuovamente al cuore. CUORE POLMONI - CUORE Ha origine dal VENTRICOLO DESTRO passa nell ARTERIA POLMONARE (sangue venoso) arriva ai polmoni e ritorna tramite le VENE POLMONARI (sangue arterioso) al cuore nell ATRIO SINISTRO. La PICCOLA CIRCOLAZIONE o POLMONARE è detta FUNZIONALE ha il compito di portare il sangue ai polmoni perché si liberi dell ANIDRIDE CARBONICA e si RIOSSIGENI. LA GRANDE CIRCOLAZIONE, che dal cuore va a tutti gli organi e da questi ritorna al cuore. CUORE TESSUTI CUORE. Ha origine dal VENTRICOLO SINISTRO passa nell AORTA (sangue arterioso) arriva agli organi e ritorna tramite le VENE CAVE (sangue venoso) al cuore nell ATRIO DESTRO. La GRANDE CIRCOLAZIONE è detta anche SISTEMICA e lavora per distribuire sostanze indispensabili alla vita dei tessuti ed asportare le sostanze di rifiuto da eliminare. La metà sinistra del cuore contiene sempre SANGUE ARTERIOSO e attiva la CIRCOLAZIONE SISTEMICA. La metà destra del cuore contiene sempre SANGUE VENOSO e attiva la CIRCOLAZIONE FUNZIONALE. Per convenzione il SANGUE ARTERIOSO, sangue ossigenato, che dal cuore arriva in ogni organo del corpo è di colore ROSSO, mentre il SANGUE VENOSO, sangue ricco di anidride carbonica, che dai tessuti arriva al cuore è di colore BLU. Nella realtà il sangue VENOSO è di un rosso scuro mentre sangue ARTERIOSO è di un rosso vivo. 6 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

8 LE ARTERIE E LE VENE La definizione di ARTERIE e VENE viene data in base alla direzione del flusso sanguigno di cui si fanno carico e non in base al loro contenuto. Le ARTERIE portano il sangue dal centro alla periferia, le VENE portano il sangue dalla periferia al centro. Nella GRANDE CIRCOLAZIONE l ARTERIA AORTA ESCE dal cuore e come le altre arterie contiene sangue ARTERIOSO mentre la VENA CAVA ENTRA nel cuore e come le altre vene contiene sangue VENOSO. Nella PICCOLA CIRCOLAZIONE invece si inverte il contenuto, l ARTERIA POLMONARE ESCE dal cuore e contiene sangue VENOSO, le 4 VENE POLMONARI ENTRANO nel cuore e contengono sangue ARTERIOSO. Quindi tutti i vasi che ESCONO dal cuore sono chiamati ARTERIE e tutti i vasi che ENTRANO nel cuore sono chiamati VENE. 7 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

9 STRUTTURA DELLE ARTERIE L ARTERIA è formata da 3 tonache TONACA ESTERNA o AVVENTIZIA formata da un tessuto connettivo che serve a proteggere il vaso. TONACA MEDIA composta da fibre elastiche e/o muscolari. Nelle grosse arterie che si trovano in prossimità del cuore prevalgono le fibre elastiche; mentre allontanandosi dal cuore nelle arterie di minor calibro prevalgono le fibre muscolari. TONACA INTIMA formato da endotelio pavimentoso molto liscio. Questo è a diretto contatto con il sangue e durante il corso della vita può andare incontro a trasformazioni e ad alterazioni gravi (ateromi, trombi, emboli) Nelle ARTERIE di GROSSO CALIBRO prevalgono le fibre elastiche disposte circolarmente sono prossime al cuore e hanno pareti molto robuste. Le pareti si distendono durante la sistole contenendo il flusso del sangue e si contraggono durante la diastole riprendendo elasticamente le dimensioni originarie e con questa retrazione spingono avanti il sangue quando il cuore è a riposo. Nelle ARTERIE di MEDIO E PICCOLO CALIBRO prevalgono le fibre muscolari. La muscolatura liscia può contrarsi o rilasciarsi (vaso-dilatazione e vaso-costrizione) esse sono in grado quindi di variare il loro lume regolando il flusso di sangue ai tessuti. Il loro tono (costrizione) è regolato dal sistema nervoso vegetativo (involontario). Le ARTERIOLE sono piccoli vasi tissutali che regolano il flusso di sangue immesso nei letti capillari. STRUTTURA DELLE VENE Le VENE differiscono dalle arterie perché sono più sottili e meno elastiche, più facilmente depressibili e dilatabili e per la presenza nella parte interna di valvole dette a NIDO DI RONDINE. Anche queste come le arterie sono costituite da 3 tonache, la tonaca media è meno sviluppata e lo spessore della parete di una vena è minore di quello di un arteria dello stesso calibro. 8 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

10 POLSO ARTERIOSO Il polso arterioso è dato dall espansione della parete di un arteria dovuta al passaggio di un onda di pressione. Il sangue pompato dal cuore durante la sistole scorre nelle arterie ad ondate, ed ogni fiotto sanguigno in uscita dal ventricolo determina un onda d urto che si trasmette successivamente al liquido presente nelle arterie e alle pareti elastiche delle stesse che si dilatano. In alcuni punti periferici dove le ARTERIE affiorano e poggiano su di un piano osseo questa dilatazione è percepibile a tatto. Questo è il POLSO che riproduce il battito cardiaco in periferia. Nel corpo umano il polso è reperibile in diversi punti e a seconda del sito in cui è percepito si può definire POLSO PERIFERICO o POLSO CENTRALE.. IL POLSO CENTRALE (principali) è quello dell AORTA impossibile da reperire con mezzi comuni, vengono quindi considerati polsi centrali perché più vicini al cuore il POLSO CAROTIDEO ed il POLSO FEMORALE I POLSI PERIFERICI (secondari) più lontani dal cuore sono POLSO RADIALE, POLSO OMERALE, POLSO POPLITEO, POLSO PEDIDIO ecc. Il polso si deve valutare tenendo conto di tre valori VOLUME piccolo (debole) o pieno (ampio) FREQUENZA lento o rapido RITMO regolare o irregolare Le pulsazioni di una persona adulta in buono stato di salute sono circa al minuto Se la frequenza è minore di 60 battiti al minuto si parla di BRADICARDIA. Se la frequenza è maggiore di 100 battiti al minuto si parla di TACHICARDIA. 9 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

11 PALPAZIONE POLSO CAROTIDEO PAZIONE POLSO FEMORALE PALPAZIONE POLSO RADIALE PAZIONE POLSO RADIALE PRESSIONE DEL SANGUE Il sangue viene spinto nelle arterie con una forza pari alla forza contrattile del muscolo cardiaco. La PRESSIONE ARTERIOSA è la forza esercitata dal sangue contro le pareti interne delle arterie; questa pressione è ELEVATISSIMA all uscita del cuore nell ARTERIA AORTA (circa 120 mm Hg) e diminuisce allontanandosi dal cuore, si arriva a circa 16 mm Hg nelle venule è a 4 mm Hg nelle grandi vene in prossimità del cuore (la pressione sanguigna non è mai nulla). I fattori che determinano la pressione arteriosa del sangue sono: LAVORO DELLA POMPA CUORE dovuta alla energia contrattile del MIOCARDIO ELASTICITA DELLE ARTERIE RESISTENZE PERIFERICHE resistenza opposta dalla muscolatura delle pareti delle arterie VOLUME DEL SANGUE quantitativo totale VISCOSITA DEL SANGUE La resistenza periferica, la viscosità del sangue, la diminuzione dell elasticità delle grandi arterie tende a far aumentare la pressione sanguigna. Anche l invecchiamento delle arterie (arteriosclerosi) con la perdita di elasticità e la formazione di depositi di grasso (aterosclerosi) che restringono il lume dei vasi, contribuiscono all innalzamento della pressione arteriosa. 10 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

12 RITORNO VENOSO Il ritorno del sangue al cuore avviene tramite i capillari venosi che si riuniscono in venule le quali confluiscono nelle vene che divengono sempre più grosse ed essendo munite di pareti muscolari convogliano il sangue al cuore Nelle vene il sangue fluisce di continuo non più ad ondate perché gran parte della forza impartita dal cuore si è esaurita; a permettere il ritorno del sangue al cuore contribuiscono altri fattori quali: FORZA DI GRAVITA per il ritorno del sangue dalla testa AZIONE DELLE VALVOLE dette A NIDO DI RONDINE queste si trovano dove il sangue defluisce con maggior difficoltà (es. nelle gambe). POMPA RESPIRATORIA E POMPA CARDIACA la meccanica respiratoria e il lavoro del cuore esercitano un azione aspirante e spingente sul sangue POMPA MUSCOLARE la contrazione dei muscoli scheletrici fungono da massaggio (comprimono le vene degli arti inferiori e spingono il sangue verso l alto). VIS a TERGO spinta da dietro il nuovo sangue che arriva spinge il sangue da dietro facendolo avanzare. RIPIENEZZA DEL SISTEMA il volume del sangue contenuto nel sistema circolatorio non può variare. CICLO CARDIACO Il CICLO CARDIACO è la sequenza degli eventi che si svolgono nel cuore durante il battito cardiaco Quando il cuore è a riposo cioè in DIASTOLE tutte le sue valvole (quelle situate fra atrio e ventricolo e quelle che immettono nelle arterie aorta e polmonare) sono chiuse Questo comincia quando il sangue inizia a riempire l ATRIO che si dilata per accoglierlo (diastole) nel momento in cui la PRESSIONE ATRIALE è maggiore della pressione esistente nelle vene le valvole si chiudono; la pressione continua a salire quando l ATRIO è pieno inizia a contrarsi (sistole) e raggiunta una pressione superiore a quella presente nel VENTRICOLO si spalanca la valvola ATRIOVENTRICOLARE permettendo il passaggio del sangue nel VENTRICOLO che si dilata (diastole) per accoglierlo; quando il ventricolo è pieno inizia a contrarsi (sistole), raggiunta una PRESSIONE SISTOLICA VENTRICOLARE maggiore della PRESSIONE SISTOLICA ATRIALE la valvola ATRIOVENTRICOLARE si chiude per evitare il riflusso del sangue. Per effetto della SISTOLE VENTRICOLARE la PRESSIONE VENTRICOLARE aumenta, quando questa è superiore a quella della arteria si apre la VALVOLA SEMILUNARE che è all ingresso di questo vaso ed il sangue viene spinto forzatamente nel vaso, il ventricolo si rilascia nuovamente (diastole). Il ciclo descritto avviene sia per la parte sinistra del cuore (lato della circolazione arteriosa) che per la parte destra del cuore (lato della circolazione venosa). I movimenti del ciclo cardiaco sono bilaterali, a destra come a sinistra. Le sistole sono contemporanee, entrambi gli atri ricevono il sangue rispettivamente dalle VENE CAVE e dalle VENE POLMONARI, contemporaneamente gli atri si contraggono e le VALVOLE TRICUSPIDE E BICUSPIDE si aprono, i due ventricoli si dilatano e ricevono il sangue, contemporaneamente i VENTRICOLI si contraggono ed entrambe le valvole SEMILUNARE AORTICA E POLMONARE si aprono ed il sangue viene spinto nell ARTERIA AORTA e nell ARTERIA POLMONARE. Questo ciclo di eventi richiede circa 0,8 secondi per compiersi 11 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

13 AUTOMATISMO CARDIACO La contrazione ritmica del cuore è detta BATTITO CARDIACO Il cuore genera autonomamente l impulso per la contrazione. Questo impulso si genera in una porzione speciale della muscolatura cardiaca detta TESSUTO NODALE situata nella parte posteriore dell ATRIO DESTRO allo sbocco della VENA CAVA SUPERIORE. Questo è un centro autonomo che si chiama NODO DEL SENO ATRIALE o PACEMAKER (generatore di impulsi) che emette ritmicamente degli impulsi, questa onda si diffonde su entrambe le pareti degli ATRI che vengono eccitati a contrarsi. La muscolatura degli ATRI non ha continuità nella muscolatura dei VENTRICOLI (un anello fibroso le divide) e quindi l impulso deve essere trasferito ai VENTRICOLI per mezzo di una seconda stazione, questa è localizzata alla giunzione fra ATRIO e VENTRICOLO nella porzione inferiore dell ATRIO DESTRO. Questa seconda stazione si chiama NODO ATRIO-VENTRICOLARE da questo nodo si diparte un fascio di fibre muscolari che si chiama FASCIO DI HISS questo fascio prosegue dividendosi in un ramo sinistro e uno destro diretti ai due VENTRICOLI dove si ramifica nella RETE DEL PURKIGNJE, grazie a questi tessuti che trasmettono l impulso ambedue i VENTRICOLI si contraggono contemporaneamente, con una frazione di tempo di ritardo rispetto agli altri. Benché il cuore origini da se gli impulsi per la contrazione la sua attività è regolata dal BULBO RACHIDIANO che controlla la frequenza cardiaca. IL SANGUE Il sangue è una sospensione composta da una parte liquida IL PLASMA e una parte in sospensione formata da GLOBULI ROSSI, GLOBULI BIANCHI e PIASTRINE I GLOBULI ROSSI Sono detti anche EMAZIE o ERITROCITI sono elementi senza nucleo di forma discoidale. Il loro compito è trasportare l ossigeno, per questo contengono una particolare proteina pigmento detta EMOGLOBINA nella cui molecola è presente il ferro a cui si fissa l ossigeno negli alveoli polmonari per essere trasportato in circolo; i globuli rossi sono da 4,5 a 5,5 milioni per mm cubico di sangue, la loro durata in vita è di circa giorni. Alla loro sostituzione con dei nuovi globuli rossi provvede continuamente il MIDOLLO OSSEO con un processo detto EMOPOIESI I GLOBULI BIANCHI o LEUCOCITI Sono cellule rotondeggianti provviste di nucleo più grossi dei globuli rossi, sono in numero inferiore, da 5000 a 8000 a mm cubico. Anche essi sono prodotti dal MIDOLLO OSSEO ed hanno la FUNZIONE DI DIFESA. Sono in grado di difenderci da agenti patogeni essenzialmente in due modi, alcuni sono in grado di muoversi e portarsi nei tessuti dove inglobano il germe patogeno (fagocitosi). Altri sono in grado di formare ANTICORPI che sono sostanze proteiche specifiche che neutralizzano l aggressore questi sono i LINFOCITI che svolgono un ruolo fondamentale nel SISTEMA IMMUNITARIO. LE PIASTRINE Sono FRAMMENTI DI CELLULE senza nucleo di forma irregolare. Intervengono nel processo di coagulazione del sangue accorrendo laddove la parete di un vaso ha perso la sua integrità. Le piastrine sono da a per mm cubico di sangue. IL PLASMA E la parte liquida del sangue e contiene in sospensione i GLOBULI ROSSI, I GLOBULI BIANCHI, LE PIASTRINE. Il liquido è composto dal 91% di acqua in cui vi sono sciolte le sostanze nutritizie che vengono assorbite dalla digestione. Il plasma contiene anche gli ormoni, prodotti da ghiandole, che provvede a trasportare nei vari organi su cui devono agire. Nel plasma troviamo anche proteine proprie tra cui ricordiamo il FIBROGENO essenziale per la coagulazione del sangue. 12 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

14 LE FUNZIONI DEL SANGUE FUNZIONE RESPIRATORIA. Il sangue trasporta l ossigeno dai polmoni ai tessuti e l anidride carbonica dai tessuti ai polmoni. FUNZIONE NUTRITIZIA. Il sangue trasporta disciolte o sospese nel plasma le sostanze nutritizie. FUNZIONE ESCRETORIA. Le cellule riversano nel sangue i prodotti di rifiuto FUNZIONE TERMOREGOLATRICE. Il sangue interviene nella regolazione della temperatura corporea. FUNZIONE OMEOSTATICA. Il sangue mantiene costanti le condizioni interne del corpo regolando il livello idrico e l equilibrio acido-basico. FUNZIONE DI REGOLAZIONE. Il sangue trasporta gli ormoni che regolano l attività degli organi FUNZIONE DIFENSIVA. Nel sangue si trovano i sistemi di difesa contro batteri e virus FUNZIONE COAGULATIVA. Le eventuali perdite di sangue sono immediatamente bloccate dall intervento delle piastrine e da altri fattori del plasma. TURBE DELL APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO La mortalità per patologia cardiovascolare è in costante aumento nonostante la riduzione della mortalità e dell'incidenza dell'infarto miocardio acuto. Il trend ascendente della mortalità per malattie cardiovascolari trova una sua logica spiegazione nell'aumento dell'incidenza e della mortalità dovuta allo scompenso cardiaco. Questo incremento è sostenuto da due elementi fondamentali: Progressivo invecchiamento della popolazione; Aumento della sopravvivenza di pazienti con malattie cardiovascolari che culminano nello scompenso cardiaco. Infine lo scompenso cardiaco è una patologia estremamente debilitante e causa di un'alta frequenza di ricoveri ripetuti. Tale patologia colpisce un alta percentuale (15%) della popolazione ultra sessantacinquenne. IL DOLORE TORACICO Con l'aumento del benessere, del tenore di vita, iperalimentazione (mangiamo troppo e male) stress hanno contribuito a far vincere all'attacco cardiaco il primato di causa di morte non traumatica. La causa di decesso per problemi cardiaci colpisce una persona ogni 1000 abitanti /anno. Definizione: Per dolore toracico intendiamo quella sensazione dolorosa che può essere localizzata solo a livello del petto ( zona retro-sternale), ma può essere irradiato in altre sedi (spalla sinistra, braccio sinistro, collo, mandibola, stomaco). Può essere accompagnato da senso di spossatezza, da un senso di oppressione toracica descritta come lancinante, a volte intensa. Si può avere la presenza o assenza di senso di nausea, sudorazione e senso di morte imminente. Altro sintomo che si può avere è la dispnea. Questa sintomatologia può comparire durante attività fisica ( sotto sforzo ) oppure a riposo (durante il sonno). Perché avvertiamo il dolore? Il cuore è un muscolo che per lavorare ha bisogno di ossigeno per lavorare bene. L'ossigeno gli arriva attraverso le arterie chiamate CORONARIE. Se all'interno delle pareti delle coronarie, si formano dei trombi (ostruzioni, tappi che chiudono in modo parziale o totale il lume dell'arteria. Possono essere trombi costituiti da" grasso", da "aria" cioè emboli gassosi), arriva poco sangue (o se l'ostruzione è totale, non arriva del tutto) ed il muscolo incomincia a lavorare senza ossigeno, senza nutrimento. (Avete mai provato a correre e ad un certo punto dovervi fermare per un dolore improvviso ad una od entrambi le gambe? Avete avuto un crampo causato dalla formazione di acido lattico. Il muscolo ha ricevuto meno ossigeno rispetto al carico di lavoro che stava svolgendo). La zona di muscolo che si trova a valle dell'ostruzione non riceverà adeguato ossigeno, inizierà ad essere danneggiato fino alla morte di quella parte di tessuto. Esiste solo questa causa? Il dolore toracico avviene non solo per ostruzione "meccanica " causata da trombi. Pensate alle notizie date dai telegiornali: tifoso muore allo stadio dopo un goal segnato dalla propria squadra". Una forte emozione, come lo stress, causa una "VASOCOSTRIZIONE"( diminuisce il calibro dei vasi) delle arterie diminuendo il flusso del sangue. 13 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

15 Anche malattie a carico del sistema respiratorio possono causare dolore toracico e sofferenza al cuore. Se il sangue circola senza problemi, le nostre arterie sono pulite, ma l'ossigeno che trasportano è scarso, avremo, in seguito ad un aumento del lavoro del cuore (fare le scale a piedi, portare la borsa della spesa, etc.) dolore. Altra possibile causa è quando il sangue che trasporta l'ossigeno è poco (emorragie, anemie...) ANGINA PECTORIS Quando il muscolo cardiaco è sottoposto ad uno stress fisico e/o emozionale, le arterie coronariche sane si dilatano per garantire maggiore apporto di sangue ossigenato al muscolo stesso. Se queste arterie sono ristrette per una conseguente malattia coronarica come placche ateromasiche, sclerosi delle pareti e/o formazione di trombi, il passaggio del sangue richiesto è difficoltoso provocando sofferenza del muscolo. INFARTO MIOCARDICO ACUTO (I.M.A.) E la morte del tessuto miocardico (il muscolo del cuore), causata dal mancato apporto di ossigeno. Questa mancanza di ossigeno deriva dal restringimento o dall'occlusione di un'arteria coronarica. ATTENZIONE!!! Considerare tutti i casi sospetti di Angina ed Infarto nello stesso modo, come se si trattasse sempre di Infarto miocardico acuto. Non è infatti sempre possibile distinguere tra i due nelle prime fasi del soccorso. Segni e sintomi Il dolore viene spesso collegato allo stress ed allo sforzo, ma può verificarsi anche a riposo; I sintomi precoci vengono spesso confusi con quelli di un'indigestione. Man mano che l'attacco peggiora, il dolore origina dietro lo sterno e si irradia verso: una o entrambe le estremità superiori (generalmente estremità sinistra) con dolore che prosegue verso la spalla, il braccio ed il gomito. In alcuni casi il dolore può estendersi lungo tutto l'arto fino al mignolo; collo - mascella mandibola; parte superiore della schiena; A volte anche alla parte superiore mediana dell'addome; (Il dolore può anche non avere origine dietro lo sterno. Alcuni pazienti provano dolore solo alla mandibola ed ai denti); il dolore perdura per tutto l'attacco e non è influenzato dal movimento, dalla respirazione o dalla tosse; Il riposo generalmente non allevia il dolore (mentre a volte nell'angina è sufficiente) I dolore dura da 30 minuti a molte ore (anche se in casi di angina il dolore dura generalmente da tre a cinque minuti; Spesso vi sono aritmie associate; La pressione sanguigna è spesso ridotta, sebbene molti pazienti presentino una P.A. sanguigna normale"; respiro breve; nausea; Il paziente si può presentare: pallido, sudato e agitato. frequenza cardiaca aumentata; Attualmente il principale intervento territoriale nell'emergenza cardiologia consiste nel trasporto più rapido possibile verso il Pronto Soccorso o un'unità di Terapia Intensiva Coronarica in quanto in questa patologia il tempo che intercorre tra la comparsa dei sintomi e la somministrazione delle prime cure specifiche è di vitale importanza. Mantenere sotto controllo le funzioni vitali Valutare segni e sintomi dell'ammalato: sudorazione, dolore, dispnea..? Tranquillizziamo il paziente Se il paziente perde conoscenza: Allertare la C.O. e chiedere l'invio di Mike; Aprire e mantenere pervie le vie aeree; Provvedere alla rianimazione polmonare (ventilare con ambu e ossigeno) o, se necessario, alla rianimazione cardiopolmonare (BLS) EDEMA POLMONARE ACUTO CARDIOGENO Condizione patologica caratterizzata dall'aumento dell'acqua extravascolare polmonare. Con il termine edema polmonare acuto (EPA) s'intende una gravissima sindrome clinica caratterizzata da un aumento del liquido extravascolare nel polmone a causa di trasudazione o di essudazione di liquido sieroematico nell'interstizio, negli alveoli e nei bronchioli polmonari. 14 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

16 L'edema polmonare acuto è causato da una funzione cardiaca inadeguata. In presenza di insufficienza cardiaca, l'atrio sinistro non riesce a svuotarsi e questo aumenta la pressione atriale. L'aumento della pressione nell'atrio sinistro si ripercuote nei capillari polmonari: aumenta la permeabilità con passaggio di liquidi dai vasi all'interstizio. I polmoni perdono l'elasticità, i liquidi si accumulano impedendo la diffusione dell'ossigeno attraverso la membrana alveolare e causando ipossia. Il paziente si sente soffocare, come se stesse annegando. Segni e Sintomi Troveremo facilmente il paziente in posizione seduta se non in piedi che si sostiene con le braccia a una superficie. dispnea ad insorgenza improvvisa in paziente a rischio (angina e IMA pregressi, stenosi mitralica, stenosi aortica, insufficienza aortica, ipertensione, ecc.); ortopnea obbligata con frequenza respiratoria >30-40 atti/min: in pratica riuscirà a respirare solo a fatica, e necessariamente da seduto (il liquido si accumula in basso, lasciando libera parte dei polmoni..) si sentirà un respiro gorgogliante, fino alla emissione di bava schiumosa bianco/ rosata capita più spesso la notte, stando stesi a letto; dolore toracico; rantoli crepitanti; frequenza cardiaca elevata (tachicardia) impegno dei muscoli accessori della respirazione; tosse con espettorato rosato schiumoso; pallore; stato ansioso; sudorazione profusa, fredda; la pressione arteriosa può essere aumentata o abbassata (una pressione arteriosa ridotta è un segno prognostico sfavorevole, indice di probabile evoluzione in shock cardiogeno). Cosa fare Una volta che pensiamo di trovarci di fronte ad un EPA si deve: valutare lo stato del paziente secondo l'abc attivare se necessario le procedure rianimatorie; garantire comunque sempre la pervietà delle vie aeree; monitorizzare l'attività cardiaca attraverso un monitor-defibrillatore (cardiolina) monitorizzare la saturazione arteriosa di OSSIGENO con un pulsiossimetro; misurare la Pressione Arteriosa (PA); erogare OSSIGENO Importante: Il paziente con edema polmonare acuto è un paziente critico, estremamente instabile. Continuare a monitorare i parametri vitali e tenersi pronti per un'eventuale RCP. IPERTENSIONE ARTERIOSA Una crisi ipertensiva si verifica quando la pressione risulta troppo elevata rispetto alla media delle condizioni normalmente presentate dal paziente. Rappresenta probabilmente il più importante problema concernente la salute pubblica nei paesi sviluppati. È estremamente frequente, di facile diagnosi e di agevole controllo. Tuttavia se trascurata può portare ad una serie di complicanze, anche mortali. Segni e sintomi: Disturbi della vista (dovuti ad aumenti di pressione sanguigna a carico della retina); Epistassi (fuoriuscita di sangue dalle cavità nasali); Cefalea (spesso pulsante). Cosa fare: Tranquillizzare il paziente Nel caso di epistassi non tamponare, ma lasciare fluire il sangue. Trasporto in pronto soccorso 15 A cura dei monitori di P.S. Prevot Bruna e Campazzo Davide

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