UN PIANO B PER L ITALIA
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- Arianna Castellano
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1 UN PIANO B PER L ITALIA Toni Federico Bomarzo 25 Aprile
2 LIVELLI DI POVERTA
3 PROIEZIONE DEI LIVELLI DI POVERTA AL 2015
4 POPOLAZIONE MONDIALE AI DIVERSI LIVELLI DI POVERTA 2005
5 DISEGUAGLIANZA DEI CONSUMI 2005
6 RIPARTIZIONE DEI CONSUMI DELLE FAMIGLIE 2005
7 PREZZI DELLE MERCI
8 IL QUADRO INTERNAZIONALE DELL EXPORT
9 INDICE BORSISTICO DOW JONES
10 DOMANDA GLOBALE DI ENERGIA IN Gtep
11 PREZZO DEL BARILE DI PETROLIO
12 PREZZO DEL BARILE DI PETROLIO
13 RISERVE DI PETROLIO STIMATE A FINE 2007 IN 1238 Gbarrel
14 COSTO PER BARILE DELLA RICERCA DI PETROLIO
15 EMISSIONI GLOBALI DI CO 2
16 IL QUADRO INTERNAZIONALE DELLE EMISSIONI 2007
17 EMISSIONI GLOBALI DI CO 2
18 EMISSIONI SERRA PER PAESE in % NEL 2004
19 LE EMISSIONI E LO SVILUPPO ECONOMICO
20 EMISSIONI SERRA GLOBALI PER SETTORE
21 EMISSIONI SERRA GLOBALI PER GAS
22 LA COMPOSIZIONE DELLE EMISSIONI
23 IL SORPASSO DEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO
24 EMISSIONI GLOBALI IN Gt CO 2eq
25 EMISSIONI GLOBALI PROCAPITE IN Tep (WEO 2008)
26 Baseline Climate action EMISSIONI SERRA GLOBALI CON E SENZA CLIMATE ACTION
27 CONCENTRAZIONI MONDIALI DELLA CO 2
28 CONCENTRAZIONI DEI GAS SERRA IN ATMOSFERA E TEMPERATURA MEDIA
29 CONCENTRAZIONI DEI GAS SERRA IN ATMOSFERA E TEMPERATURA MEDIA
30 LIVELLO DEL MARE GLOBALE MEDIO
31 L ANOMALIA TERMICA SENZA IL CONTRIBUTO ANTROPOGENICO
32 L ANOMALIA TERMICA: DATI E MODELLI
33 LE PREVISIONI DI NICHOLAS STERN
34 I PERCORSI PER LA STABILIZZAZIONE DELLA CONCENTRAZIONE DI GAS SERRA A 450 ppm DI CO 2 eq
35 VOLUME DEGLI SCAMBI DEI PERMESSI DI EMISSIONE, EUA, EU-ETS
36 PREZZI DEI PERMESSI DI EMISSIONE
37 GLI INVESTIMENTI IN ENERGIE RINNOVABILI
38 VARIAZIONI DELLE EMISSIONI TRA il 1990 E IL 2006
39 EMISSIONI SERRA IN EUROPA
40 EMISSIONI SERRA IN EUROPA E OBIETTIVO KYOTO
41 ITALIA: CONSUMI ENERGETICI (Mtep) E PIL (% AL 1990) Primari Finali Pil in n indice 2000
42 ITALIA: NUMERI INDICE DEI CONSUMI. EMISSIONI E PIL Pil Pil p-c Primari Finali Ghg
43 ITALIA: CONSUMI ELETTRICI IN CALO
44 INTENSITA ENERGETICA: PERDUTO IL VANTAGGIO COMPETITIVO gco 2eq /
45 ITALIA CONSUMI NEI TRASPORTI, CIVILE E INDUSTRIA
46 ITALIA: DECOUPLING E TENDENZA DEGLI INDICI % DI CRESCITA Pil Primari Ghg Kyoto target 2012 Poli. (Ghg) Poli. (Primari) Poli. (Pil)
47 ITALIA: NON LONTANI DALL OBIETTIVO DI KYOTO Pil Pil p-c Primari Finali Ghg Kyoto target
48 ITALIA: LA POSIZIONE RISPETTO AGLI OBIETTIVI DI KYOTO
49 OBIETTIVI UE 2020 PER L ITALIA RISPETTO AL 2005: ETS: -21%; non ETS: -13% Anno * Riduzioni Al 2020 Obiettivi UE 2020 Tot. GHG 577,9 567,9 561, ,5 484,5 ETS 225,9 227,1 226, ,5 178,5 non ETS ,8 335,
50 ITALIA EMISSIONI NEI SETTORI CAP&TRADE (ETS) E NON ETS
51 PRODUZIONE DI ENERGIA RINNOVABILE IN EU 15 IN QUOTE DEI 488 TWh PRODOTTI NEL 2007
52 PRODUZIONE DI ENERGIA EOLICA E SOLARE IN EU 15 IN QUOTE DEI 104 TWh PRODOTTI NEL 2007
53 ENERGIA RINNOVABILE: LA CRESCITA EUROPEA, IL RITARDO DELL ITALIA I dati del 2008 indicano per l Italia una maggiore produzione di energia idroelettrica e eolica: il miglioramento non recupera i ritardi rispetto ai tassi della crescita europea 2000 (TWh) 2007 (TWh) Δ (%) UE ,4 +26,4 Germania 40, ,7 Regno Unito 10,3 21,6 +109,7 Spagna 32,9 54,2 +64,7 Olanda 4, ,9 Italia 51,3 49,4-3,7%
54 ITALIA 2007: NELLE RINNOVABILI CRESCONO LE IMPORTAZIONI Italia 2001 (TWh) 2007 (TWh) Δ (%) Import energia elettrica rinnovabile 22,1 36,7 +66% GSE 2008
55 NEW DEAL ITALIA: RADDOPPIARE L ENERGIA ELETTRICA PRODOTTA CON FONTI RINNOVABILI 50 NUOVI TWH ENTRO IL 2020 Fonte 2007 (TWh) 2020 (TWh) Δ (TWh) Idrica 32, ,2 Eolica 4, Solare 0, Geotermica 5, ,2 Biomasse-biogas 6, ,2 Totale 49, ,6
56 Per: GLOBAL GREEN NEW DEAL PROGRAMMA UNEP, 22 OTTOBRE 2008 rivitalizzare l economia globale; affrontare la crisi climatica e ecologica; creare posti di lavoro. Con investimenti per lo sviluppo di: tecnologie pulite e di infrastrutture ecologiche; energie rinnovabili, efficienza energetica e risparmio di risorse naturali.
57 IL GREEN NEW DEAL DI OBAMA HA DATO SLANCIO ALLA PROPOSTA 150 miliardi di $ in dieci anni per rinnovabili ed efficienza energetica con la creazione di 5 milioni di posti di lavoro. Entro il 2015 produrre un milione di auto ibride in grado di fare 50 Km con un litro. Entro il 2025 portare la quota di energia elettrica rinnovabile al 25% e con una rete elettrica intelligente (smart grid). Un fondo per l efficienza energetica degli edifici pubblici e sconti fiscali per quella degli edifici privati. 30 miliardi $ in mezzi collettivi a energia rinnovabile. L adozione di 25 nuovi standard di efficienza energetica.
58 QUESTA CRISI ECONOMICA GLOBALE SOLLECITA UNA SVOLTA La crisi può portare al tramonto dell Europa, riducendo le possibilità di benessere per i cittadini europei a vantaggio delle nuove economie emergenti Oppure può essere l occasione per un suo rilancio fondato su due pilastri: l economia della conoscenza e la sostenibilità. Le risorse naturali, a fronte di una crescente pressione e un insostenibile consumo, sono diventate scarse. La domanda di ecoefficienza e di elevata qualità ecologica sono crescenti.
59 CAUSE COMUNI DELLE TRE CRISI: ECOLOGICA CLIMATICA, ECONOMICA E DELLE RISORSE Corsa drogata ad una crescita economica fondata sul consumismo e sullo spreco, alimentata con l indebitamento, a prescindere dalle risorse reali disponibili. Ideologia e pratica della sregolatezza della globalizzazione dei mercati, con la rinuncia a obiettivi di interesse generale e ad argini efficaci contro le speculazioni. Forte crescita dei consumi energetici e delle materie prime che, nella prima parte del 2008, ha fatto salire fortemente i prezzi, depresso il potere d acquisto e le aspettative economiche.
60 NEW DEAL ECOLOGICO: RISPOSTE CONVERGENTI PER AFFRONTARE LE DUE CRISI E necessario cambiare la visione: la crescita drogata e il consumismo sono parte del problema, non soluzioni. Occorrono un economia sobria e consumi consapevoli: la sregolazione è incompatibile con lo sviluppo. Servono efficaci e impegnative politiche pubbliche: per orientare e indirizzare l economia di mercato verso uno sviluppo sostenibile, sano e duraturo.
61 AFFRONTARE LA CRISI CON FORTI CAMBIAMENTI L indispensabile forte impiego di risorse pubbliche, chiesto da tutti, va però indirizzato verso: formazione, ricerca, innovazione, dematerializzazione, economia della conoscenza, efficienza energetica e nell uso delle risorse, elevata qualità ecologica di beni e servizi infrastrutture per un forte sviluppo delle energie rinnovabili (adeguamento delle reti) e per una mobilità sostenibile L aumento della spesa pubblica riapre il dibattito anche sul prelievo fiscale e sulla riforma fiscale ecologica.
62 PACCHETTO CLIMA: PER L ITALIA È DECISIVO RESTARE NELLA SQUADRA EUROPEA Il pacchetto per il clima è parte rilevante della politica economica e ambientale europea. Gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni, di aumento dell efficienza energetica e delle rinnovabili sono impegnativi come il cambiamento necessario. L Italia, fuori dalla politica europea, perderebbe un occasione per contrastare i rischi di declino. L Italia, per la rilevanza di settori economici e politici arretrati, corre un forte rischio di pigrizia, di seminare illusioni su riprese economiche fondate sulla riduzione dell impegno ambientale e per il clima.
63 ATTIVARE UN NUOVO PROGRAMMA DI MISURE PER L EFFICIENZA ENERGETICA PER ALTRI 19 MTEP AL 2020 Nei trasporti per 5 Mtep, rafforzando il trasporto collettivo, la mobilità ciclabile e pedonale, incrementando il trasporto su ferro, l intermodalità e il cabotaggio, convertendo l industria dell auto per nuovi mezzi a bassissimi consumi. Nella gestione dei rifiuti per 3 Mtep, con politiche di prevenzione che risparmino materiali e energia, incentivando lo sviluppo e il potenziamento del riciclo e del recupero. Nell edilizia e nei consumi civili per 6 Mtep, rafforzare le misure per le ristrutturazioni energetiche degli edifici incentivare le misure per l efficienza nei consumi finali. Nell industria e nei servizi per 5 Mtep, con nuovi standard di efficienza energetica.
64 PERCHÉ NON DECOLLA IN ITALIA UN PIÙ INCISIVO PROGRAMMA DI RISPARMIO E DI EFFICIENZA ENERGETICA? Gravi carenze di visione per non capire che questa è una priorità che richiede misure impegnative, politiche pubbliche e consistenti risorse finanziarie e tecniche da investire. Una sottovalutazione dei vantaggi economici dell incremento dell efficienza energetica, oggi accentuata dal crollo temporaneo del prezzo del petrolio. La debolezza delle politiche energetiche pubbliche.
65 LE PRIORITÀ PER RENDERE INCISIVO UN PROGRAMMA DI EFFICIENZA ENERGETICA Varare un piano pluriennale dotato di risorse pubbliche (2,5 MLD anno) che comprenda un fondo di garanzia per attivare i finanziamenti delle ESCO. Rafforzare e rendere pienamente operative le misure già esistenti (certificazioni energetiche, certificati bianchi, Fondo Industria 2015, detrazioni fiscali) Rafforzare la strumentazione tecnica,nazionale e regionale, di supporto agli Enti locali, alle imprese e ai cittadini
66 UN PIANO B PER L ITALIA Toni Federico Bomarzo 25 Aprile 2009
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