Insieme per crescere
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- Giuliana Pizzi
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1 Insieme per crescere La gestione dei TEE. Aspetti contrattuali e criticità per ESCO ed Energy Manager Anna Maria Desiderà Roedl & Partner Smart Energy Expo - Verona, Rödl & Partner
2 Il D.M Le attività del GSE Il D.M ha perfezionato il passaggio al GSE della gestione del meccanismo dei CB, in precedenza di competenza dell Autorità per l energia ed il gas. Questo ha incluso l attribuzione al GSE dei compiti relativi a: - Assegnazione dei certificati o le proposte per l ottenimento dei titoli sono sottoposte ad un istruttoria tecnico-amministrativa condotta da ENEA e RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) - Erogazione dei certificati o il 31 maggio di ogni anno il GSE verifica il raggiungimento dell obiettivo da parte dei soggetti obbligati - Ritiro dei certificati o Il GSE è tenuto alla verifica della corretta esecuzione tecnica ed amministrativa dei progetti o Il GSE effettuale le comunicazioni alle Autorità competenti per l irrogazione delle sanzioni In particolare, in tema di controlli e sanzioni, ciò impone il coordinamento tra: D.M Delibera AEEG EEN 9/11 D.Lgs 28/2011 (art. 23, co. 3 e 42) L. 481/95 2
3 Controlli e sanzioni. Il D.M Art. 14: Verifiche, controlli e sanzioni del GSE I. SCOPO: -Verifica regolare esecuzione delle iniziative (conformità al progetto approvato) -Verifica completezza della documentazione relativa agli interventi -Verifica regolarità della documentazione relativa agli interventi E la documentazione prescritta dalle Linee guida Delibera EEN 9/11 Il soggetto titolare 1 dei progetti deve conservare per un numero di anni pari a quelli di vita tecnica del progetto la documentazione idonea a consentire : il riscontro di quanto dichiarato in sede di richiesta il rispetto delle disposizioni regolatorie relative a ogni intervento incluso nel progetto 1 Soggetto titolare è chi presenta la RVC - richiesta di verifica e di certificazione (distributore, ESCo o soggetto con obbligo di nomina di Energy Manager), che risponde della corretta preparazione, esecuzione e valutazione del progetto, inclusa la veridicità e completezza delle informazioni riportate nella documentazione 3
4 Controlli e sanzioni. Il D.M II. MODALITÀ: -Controlli a campione sulle iniziative -Sopralluoghi in corso d opera e verifiche in situ per tutta la vita utile del progetto -Supporto tecnico dell ENEA -III. POTERI: -Annullamento dei certificati imputabili -Applicazione misure art. 23 comma 3 D.Lgs. 28/2011 Tali misure consistono nel recupero delle somme indebitamente percepite, e nella condizione ostativa della durata di dieci anni al percepimento degli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, e vengono applicate in caso di: fornitura di dati o documenti non veritieri rilascio di dichiarazioni false o mendaci 4
5 Controlli e sanzioni. Il D.M Segnalazione alle Autorità per le eventuali sanzioni ex art. 42 D.Lgs. 28/2011 Inclusa segnalazione alla AEEGSI, che ai sensi dell art. 2, comma 20, lett. c), L. n. 481/95, irroga sanzioni amministrative pecuniarie e in caso di reiterazione delle violazioni ha la facoltà di sospendere l'attività di impresa fino a 6 mesi ovvero proporre al Ministro competente la sospensione o la decadenza della concessione Incluse segnalazioni alle autorità giudiziaria per fattispecie di reato ipotizzabili (falso) 5
6 Richieste di certificazione i rischi per una ESCo Solitamente il meccanismo per l ottenimento dei CB si basa su un rapporto a tre Cliente partecipante Contratto per la realizzazione di un intervento che include clausola regolante la valorizzazione dei CB generati Installatore ESCo Contratto per reperimento interventi che generano CB, accordo su riparto del ricavato da valorizzazione CB Va quindi segnalato come il più delle volte la ESCo non abbia alcun contatto con il cliente partecipante che beneficia dell intervento, nè alcuna conoscenza in merito alla progettazione e realizzazione dell intervento. Necessità di particolari cautele in sede contrattuale, al fine di ripartire equamente i rischi di eventuali controlli e sanzioni 6
7 Richieste di certificazione i rischi per una ESCo Dichiarazioni liberatorie Divieto cumulo CB con altri incentivi (art. 10 D.M ): I certificati bianchi emessi per i progetti presentati dopo l entrata in vigore del presente decreto non sono cumulabili con altri incentivi, comunque denominati, a carico delle tariffe dell energia elettrica e del gas e con altri incentivi statali ( ) A tal fine, al momento della presentazione della richiesta, la ESCo proponente deve rendere una propria dichiarazione sull inesistenza di ulteriori contributi economici riferibili al medesimo progetto, anche per richieste presentate antecedentemente dal cliente partecipante o da altri soggetti terzi (FAQ sito web GSE) La ESCo non ha il controllo dell intervento, per il quale altri incentivi potrebbero essere stati richiesti dal cliente finale o da altra ESCo 7
8 Richieste di certificazione i rischi per una ESCo Inoltre, al momento dell avvio del procedimento per la richiesta dei CB, la ESCo proponente deve inoltrare una dichiarazione liberatoria del cliente partecipante con la quale quest ultimo dichiara di: - essere proprietario o titolare di un diritto reale di godimento sull edificio, impianto, sito industriale etc, sul quale è realizzato il progetto - essere a conoscenza che la ESCo proponente ha richiesto per il progetto i CB - non avere chiesto, né direttamente, né mediante soggetti terzi, altri incentivi per il progetto medesimo - garantire al GSE e alle autorità preposte il libero accesso al sito - Il GSE considera come unico responsabile del progetto il Proponente, il quale assume tutte le responsabilità del progetto, dichiara la veridicità dei dati e delle informazioni - I clienti partecipanti non assumono alcuna responsabilità verso il GSE 8
9 Richieste di certificazione i rischi per una ESCo Veridicità documentazione Poteri sanzionatori GSE/AEEG verificato che la documentazione è non completa/non regolare/non veritiera La ESCo, quando non ha realizzato l intervento, dovrà presentare, sotto propria responsabilità, documentazione predisposta da soggetti terzi (gli installatori) Tale circostanza risulta determinante, ad esempio, in relazione alla prescrizione di cui all art. 6 comma 2 D.M : A partire dal , hanno accesso al sistema dei certificati bianchi esclusivamente i progetti ancora da realizzarsi o in corso di realizzazione La data di realizzazione si individua con la data di prima attivazione e la data di avvio del progetto 9
10 Richieste di certificazione i rischi per una ESCo IL GSE HA INFATTI CHIARITO CHE, A PARTIRE DAL : - Le Proposte di Progetto e Programma di Misura che accedono al meccanismo PPPM dei certificati bianchi sono solo quelle la cui data di prima attivazione sia uguale o successiva alla data di presentazione del progetto DATA DI PRIMA ATTIVAZIONE È la prima data in cui almeno uno dei clienti partecipanti inizia a beneficiare dei risparmi energetici Ciò comporta anche difficoltà nella raccolta di molteplici interventi realizzati presso diversi clienti finali e/o da diversi installatori 10
11 Richieste di certificazione i rischi per una ESCo RVC STANDARD accedono al meccanismo dei certificati bianchi le RVC la cui data di prima attivazione sia antecedente a non oltre 12 mesi dalla data di avvio del progetto DATA DI PRIMA ATTIVAZIONE È la prima data in cui almeno uno dei clienti partecipanti inizia a beneficiare dei risparmi energetici DATA DI AVVIO DEL PROGETTO E la data in cui il progetto raggiunge la dimensione minima prescritta ( TEP) La verifica del raggiungimento della dimensione minima viene effettuata nell ambito della valutazione della prima RVC, che deve essere presentata entro 180 gg dalla data di avvio del progetto 11
12 Richieste di certificazione i rischi per una ESCo RVC ANALITICHE accedono al meccanismo dei certificati bianchi le RVC la cui data di prima attivazione sia antecedente a non oltre 12 mesi dalla data di inizio del monitoraggio DATA DI PRIMA ATTIVAZIONE È la prima data in cui almeno uno dei clienti partecipanti inizia a beneficiare dei risparmi energetici N.B. Il periodo di monitoraggio è il periodo, inferiore a 12 mesi, all interno del quale si prendono i valori di riferimento sui quali valutare il risparmio lordo ottenuto dall intervento 12
13 Cambio di titolarità dei progetti il trasferimento delle responsabilità Spesso le ESCo, in alternativa alla valorizzazione dei certificati lungo tutto l arco della loro vita utile, vendono il progetto ad altre ESCo o a soggetti obbligati (es. ENEL), trasferendo loro la titolarità Recenti chiarimenti del GSE hanno disciplinato il cambio di titolarità dei progetti - Le PPPM possono essere trasferite successivamente alla comunicazione di esito positivo dell istruttoria - Le RVC (analitico e standard) possono essere trasferite solo successivamente al termine dell istruttoria relativa al primo periodo di rendicontazione Nella richiesta il soggetto subentrante deve espressamente dichiarare di assumere i diritti e gli obblighi esistenti in capo al soggetto cedente nei confronti del GSE Sarà il nuovo soggetto titolare ad assumere le responsabilità derivanti dall art. 14 del D.M
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