Il termovalorizzatore di Torino
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- Pio Fortunato
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1 Il termovalorizzatore di Torino Funzionamento Andamento febbraio 2016
2 La Società TRM S.p.A - Trattamento Rifiuti Metropolitani èlasocietà che ha progettato, costruito e, attualmente, gestisce il termovalorizzatore dei rifiuti della Città Metropolitana di Torino. Assetto societario 20% SOCI PUBBLICI (Comune di Torino e altri comuni della Città Metropolitana) 80% SOCIO PRIVATO TRM V (IREN S.p.A) 2
3 L IMPIANTO
4 Planimetria generale Magazzino & Officina Portale controllo radioattivo Pese Torri di raffreddamento Ingresso mezzi Palazzina staff tecnico Area ricevimento e stoccaggio rifiuti Area demi ed antincendio Area turbina Area caldaie e trattamento fumi Edificio (futuro) teleriscaldamento Sottostazione elettrica Camino Prolungamento via Gorini Palazzina direzionale Tecnici & visitatori Portineria Area stoccaggio ceneri e reagenti Area stoccaggio scorie Spogliatoio Stazione gas metano
5 Controllo rifiuti Per conferire i propri rifiuti in impianto, tutti i camion devono passare in primo luogo attraverso un portale di controllo radioattività. Successivamente i mezzi giungono al locale pesa per la verifica dei documenti e la pesatura. PORTALE CONTROLLO RADIAZIONI PESA
6 Conferimento rifiuti Superati tali controlli, i mezzi entrano in avanfossa e - dopo essersi posizionati in corrispondenza di una delle 10 bocche di lupo disponibili - scaricano i rifiuti in fossa. La fossa ha una capacità utile pari a m 3 ed è dimensionata per accumulare rifiuti per circa 5 giorni ad impianto spento. AVANFOSSA DI SCARICO RIFIUTI FOSSA RIFIUTI CABINA GRUISTI BOCCHE DI LUPO SCIVOLI RIFIUTI
7 Stoccaggio e caricamento I gruisti, utilizzando ciascuno una delle 2 benne a polipo, miscelano, prelevano e depositano i rifiuti in una delle 3 tramogge di ingresso alle griglie dei forni di incenerimento. 7
8 La combustione TRAMOGGIA DI CARICO La combustione dei rifiuti avviene a circa 1000 C su 3 griglie mobili. I rifiuti bruciano per autocombustione; si utilizza il metano solo quando viene avviata la combustione o nel caso in cui la temperatura scenda sotto un certo limite (850 C). 8
9 Il sistema griglia/caldaia Al di sopra di ciascuna griglia, è collocata una caldaia. Il fumo sale dalla griglia verso l alto ed entra in caldaia dove riscalda l acqua che circola nei tubi; l acqua riscaldandosi si trasforma in vapore acqueo. I fumi - generati dalla combustione - cedono il loro calore all acqua che attraversa i tubi della caldaia; in tal modo si raffreddano e passano da 1000 C a 200 C.
10 IL RECUPERO ENERGETICO
11 Il recupero energetico Il vapore viene poi convogliato nell area di recupero energetico per diventare energia elettrica/termica. L impianto può lavorare in assetto solo elettrico o in cogenerazione (produzione contemporanea di energia termica ed elettrica) In assetto elettrico il vapore viene inviato alla turbina che trasforma l energia termica del vapore in energia elettrica attraverso un generatore. In assetto cogenerativo, una parte del vapore prodotto in caldaia viene spillato a metà della turbina e cede il proprio calore ad uno scambiatore per produrre acqua calda da inviare alla rete di teleriscaldamento.
12 I dati del recupero energetico 12
13 DEPURAZIONE FUMI E CONTROLLO EMISSIONI
14 Trattamento fumi ( vista 3D ) Fumi da caldaie Filtro a maniche Reattore catalitico Elettrofiltro Reattore a secco Sili bicarbonato di sodio Silo carbone attivo Sili ceneri Sili prodotti sodici residui Ventilatore estrazione fumi
15 Il sistema trattamento fumi (1 stadio di depurazione) ELETTROFILTRO Nell elettrofiltro le particelle, trasportate dai fumi di combustione, vengono sottoposte ad un campo elettrostatico che permette di attirare le ceneri su piastre di metallo (piatti di raccolta) interne al filtro. Le ceneri trattenute vengono raccolte nelle tramogge sottostanti attraverso un martellamento meccanico delle piastre. 15
16 Il sistema trattamento fumi (2 stadio di depurazione) REATTORE A SECCO Nel reattore a secco avviene l iniezione di carbone attivo e bicarbonato di sodio. Si generano così delle reazioni meccaniche e chimiche in grado di catturare gli inquinanti gassosi ancora presenti nei fumi. Il carbone attivo, altamente poroso, assorbe i microinquinanti: inorganici metalli pesanti quali Pb, Zn, Cd, HG organici diossine (PCDD), furani (PCDF), composti clorurati e idrocarburi policiclici aromatici (IPA) Il bicarbonato di sodio, reagendo chimicamente con i macroinquinanti gassosi ossidi di zolfo acidi (cloridrico, fluoridrico) fa sì che vengano prodotti altri composti gassosi espulsi dal camino sotto forma di anidride carbonica (CO 2 ) e vapor d acqua (H 2 O). 16
17 Il sistema trattamento fumi (3 stadio di depurazione) FILTRO A MANICHE I residui solidi sono quasi totalmente trattenuti dal filtro a maniche, in particolare i sali sodici, prodotti dalle reazioni di abbattimento ( NaCl, NaF, Na 2 SO 4, Na 2 CO 3 genericamente indicati come PSR). L ampia superficie di contatto tra i fumi e le maniche del filtro (circa 4200 m 2 ), realizzate in materiale filtrante microporoso PTFE (Gore- Tex), consente la massima efficienza di rimozione delle polveri, incluso il PM 2,5. La pulizia delle maniche avviene periodicamente tramite impulsi d aria compressa che, scuotendo le maniche, fanno cadere le polveri depositate sulla loro superficie esterna nelle sottostanti tramogge. Si generano quindi i cosiddetti PSR (Prodotti Sodici Residui) che vengono raccolti in silos.
18 Il sistema trattamento fumi (4 stadio di depurazione) REATTORE CATALITICO Ingresso vapori ammoniacali Setti a nido d ape Nel reattore catalitico, attualmente il sistema più efficace per ottenere bassi livelli di emissione in atmosfera, vengono rimossi più del 95% degli ossidi di azoto (NO X ). Si tratta di un reattore catalitico suddiviso in due parti: una zona di miscelazione incuii fumi, provenienti dal filtro a maniche, sono additivati con iniezione di gas contenenti ammoniaca ( NH 3 ) Ingresso fumi Uscita fumi Catalizzatori una zona di trattamento, dove l ammoniaca abbatte gli NO X dei fumi, reagendo con essi grazie a delle sostanze catalizzatrici (WO 3, V 2 O 5 su TiO 2 ) 18
19 PRODUZIONE E GESTIONE RESIDUI
20 I residui del termovalorizzatore I residui solidi derivanti dal processo di combustione e depurazione dei fumi sono di 4 tipi: Scorie (ceneri pesanti) e ferrosi Da combustione Sotto la griglia 23% in peso Ceneri leggere Da combustione Sotto caldaia ed elettrofiltro 2% in peso Prodotti Sodici Residui Da depurazione fumi Sotto filtro a maniche 1,5% in peso
21 EMISSIONI E CONTROLLO
22 Il Sistema di monitoraggio a camino Prima di essere espulsi in atmosfera, i fumi sono analizzati dal Sistema di monitoraggio delle emissioni (SME), dove vengono misurati i valori delle sostanze residue per verificare il rispetto dei limiti emissivi. L ARPA è l ente di controllo che ha il compito di monitorare le emissioni dell impianto grazie al collegamento costante allo SME tramite modem A camino sono installati - per ciascuna linea: strumenti che misurano la temperatura, la portata e la pressione dei fumi 2 analizzatori per la misura dei parametri in continuo Diossine, Furani, IPA e metalli pesanti sono invece misurati con prelievi periodici quadrimestrali, come imposto dalla normativa nazionale. La Città Metropolitana, cautelativamente, ha richiesto in aggiunta - un controllo in continuo, con prelievi periodici, di diossine, furani e IPA, cheaccumulati in fiale vengono poi inviati a laboratori specializzati per le analisi.
23 Limiti emissivi autorizzati Parametri misurati in continuo Parametri misurati con prelievi periodici PARAMETRO Unità di misura Limite di Legge (D.Lgs. 133/2005) Valori autorizzati dall Autorizzazione integrata Ambientale Polveri mg/nm Acido Cloridrico (HCl) mg/nm Acido Fluoridrico (HF) mg/nm Ossidi di Zolfo (SO 2 ) mg/nm Ossidi di Azoto (NO x ) mg/nm Carbonio Organico Totale (TOC) mg/nm Monossido di Carbonio mg/nm Ammoniaca (NH 3 ) mg/nm 3-5 Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) mg/nm Diossine e Furani (PCDD + PCDF) ngteq/nm Cadmio e Tallio (Cd+Tl) mg/nm Mercurio (Hg) mg/nm Zinco (Zn) mg/nm Metalli pesanti (Sb+As+Pb+Cr+Co+Cu+Mn+Ni+V+Sn) mg/nm NOTA: La Normativa nazionale di settore attualmente vigente (D. Lgs 133/05) non impone la misurazione dei parametri NH 3 (Ammoniaca), Zn (Zinco) e Sn (Stagno); l autorizzazione concessa a TRM ne prevede cautelativamente la misurazione.
24 ANDAMENTO IMPIANTO 2015
25 Rifiuti conferiti e allontanati Anno 2015 Rifiuti conferiti RSU + RSA di cui RSU di cui RSA tonnellate tonnellate tonnellate Residui allontanati Scorie e ferrosi Ceneri leggere PSR tonnellate tonnellate tonnellate
26 Rifiuti extra regione Si riportano le quantità di rifiuti arrivate dalla Liguria a seguito di un accordo interregionale. Le quantità indicate sono comprese nei totali dei rifiuti trattati indicati nelle slide precedenti Rifiuti dalla Liguria anno 2015 Conferimenti tonnellate
27 Parametri misurati in continuo Media delle medie giornaliere e confronto con i limiti autorizzati Parametro Valori limite autorizzati per i primi due anni di esercizio (mg/nm 3 ) Valori limite autorizzati dopo i primi due anni di esercizio (mg/nm 3 ) Media delle medie giornaliere Linea 1 Linea 2 Linea 3 Acido Cloridrico (HCl) ,36 2,24 2,25 Monossido di Carbonio (CO) ,75 4,45 4,74 Ossidi di Azoto (NO X ) ,24 37,94 40,53 Ossidi di Zolfo (SO 2 ) ,04 0,05 0,16 Carbonio Organico totale (COT) ,36 0,35 0,27 Polveri totali ,65 0,54 0,25 Acido Fluoridrico (HF) 1 0,5 0,01 0,01 0,03 Ammoniaca (NH 3 ) 5 5 0,75 0,87 0,69 I valori limite sono variati nel corso dell anno per adeguarsi a quanto prescritto in Autorizzazione Integrata Ambientale. In particolare, i nuovi limiti (evidenziati in verde) sono in vigore: per la Linea 1 dal per la Linea 2 dal per la Linea 3 dal
28 Parametri misurati in continuo Nella tabella sottostante si indica il numero di ore di superamento dei limiti emissivi autorizzati: Linea N ore di supero N ore autorizzate* 1 21, *Autorizzazione Integrata Ambientale 28
29 Parametri misurati con prelievi periodici Valori medi e confronto con i limiti autorizzati Parametro Valori limite** Linea 1 Linea 2 Linea 3 Cadmio + Tallio (Cd + Tl) Mercurio (Hg) Sommatoria metalli (Sb+As+Pb+Cr+Co+Cu+Mn+Ni+V +Sn) Zinco (Zn) Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) Diossine e Furani (PCDD+PCDF) Limite 1: 0,05 mg/nm 3 Limite 2: 0,03 mg/nm 3 0,002 0,002 0,002 Limite 1: 0,05 mg/nm 3 Limite 2: 0,05 mg/nm 3 0,004 0,008 0,005 Limite 1: 0,5 mg/nm 3 Limite 2: 0,3 mg/nm 3 0,036 0,033 0,024 Limite 1: 0,5 mg/nm 3 Limite 2: 0,5 mg/nm 3 0,012 0,020 0,007 Limite 1: 0,01 mg/nm 3 Limite 2: 0,005 mg/nm 3 0, , , Limite 1: 0,1 ngteq/nm 3 Limite 2: 0,05 ngteq/nm 3 0,0027 0,0038 0,0025 ** I valori limite sono variati nel corso dell anno per adeguarsi a quanto prescritto in Autorizzazione Integrata Ambientale. Nella colonna verde della tabella è indicato sia il valore del limite originario (Limite 1) che il nuovo limite (Limite 2). La data di inizio validità del limite 2 per ciascuna Linea è indicata nel box sottostante: Linea 1: Limite 2 valido dal Linea 2: Limite 2 valido dal Linea 3: Limite 2 valido dal
30 Recupero energetico Nella tabella sottostante si evidenziano i dati riferiti al recupero energetico (produzione di energia elettrica): 2015 Energia elettrica prodotta di cui immessa in rete MWh MWh
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