Inclusione sociale ed aspetti interculturali
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- Gianmarco Martini
- 9 anni fa
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1 Inclusione sociale ed aspetti interculturali Promuovere Una Scuola Inclusiva per Comunita Multiculturale Antonella Giannellini Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia Ambito Territoriale di Bergamo
2 CHI SONO GLI ALUNNI DI ORIGINE STRANIERA Alunni con cittadinanza non italiana (entrambi i genitori di nazionalità non italiana) Minori non accompagnati(segnalazione all autorità pubblica per affido o adozione o rimpatrio art.32 D.lgvo n. 286/1998) Alunni figli di coppie miste (bilinguismo positivo per l apprendimento) Alunni con ambiente familiare non italofono Alunni arrivati per adozione internazionale ( italiana per norma ma con bisogni di alfabetizzazione) Alunni rom, sinti e caminanti( nomadi) Linee guida per l accoglienza e l integrazione stranieri Febbraio 2014
3 ALUNNI CON CITTADINANZA NON ITALIANA DATO QUANTITATIVO DATO PROVINCIALE a.s. 2012/13 POPOLAZIONE SCOLASTICA NATI SIA IN ITALIA CHE ALL'ESTERO NATI IN ITALIA NAI ,69 % ,25 % ,92 % a.s. 2013/14 POPOLAZIONE SCOLASTICA NATI SIA IN ITALIA CHE ALL'ESTERO NATI IN ITALIA NAI ,13 % ,9% 772-3,55 % a.s. 2014/15 POPOLAZIONE SCOLASTICA NATI SIA IN ITALIA CHE ALL'ESTERO NATI IN ITALIA NAI ,45 % ,84 % 825-3,72 %
4 ALUNNI CON CITTADINANZA NON ITALIANA DATO QUALITATIVO DATO PROVINCIALE a.s. 2012/13 NATI SIA IN ITALIA CHE ALL'ESTERO iscritti ad una classe non corrispondente all età anagrafica NAI iscritti ad una classe non corrispondente all età anagrafica ,86 % ,74 % a.s. 2013/14 NATI SIA IN ITALIA CHE ALL'ESTERO iscritti ad una classe non corrispondente all età anagrafica NAI iscritti ad una classe non corrispondente all età anagrafica ,04 % ,25 % a.s. 2014/15 NATI SIA IN ITALIA CHE ALL'ESTERO iscritti ad una classe non corrispondente all età anagrafica NAI iscritti ad una classe non corrispondente all età anagrafica ,87% ,49%
5 Dispositivi normativi Legge n.40 del 6 marzo 1998 (legge immigrazione) D. lgvo n.286 del 25 luglio 1998 DPR 394 del 1999 art.45 Legge n.189 del 30 luglio 2002 DPR 275 del 1999 Legge n. 53 del 2003 tutela il diritto all accesso a scuola TU immigrazione -coordina gli interventi a favore dell accoglienza e dell integrazione in particolare quella scolastica Regolamento di attuazione del TU procedura di accoglienza degli alunni stranieri Regolamento recante norme sull autonomia delle istituzioni scolastiche Personalizzazione
6 Dispositivi normativi Documento ottobre 2007 «Via Italiana per la scuola intercuturale e l integrazione degli alunni stranieri»- MODELLO ITALIANO C.M. n 2 del 2010 Iscrizioni: fissa il limite massimo del 30% di studenti stranieri nelle classi (possibilità di derogo a cura del Direttore generale dell USR) Documento del febbraio 2014 Linee guida per l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri
7 L INCLUSIONE la scuola è luogo di formazione e crescita per ciascuno garanzia del successo scolastico, garanzia di pari opportunità di accesso al sapere, finalizzato allo sviluppo dell identità personale e culturale massimo sviluppo possibile di apprendimento per ciascuno
8 Iscrizioni Inizio anno Procedura on line dal 2013/14 (registrazione al portale successiva compilazione della domanda predisposta dalle scuole In corso d anno Individuazione della classe e dell anno di frequenza Criterio generale Corrispondenza età anagrafica Criteri specifici deliberati dal CD Iscrizione a classe diversa in relazione a Competenze Abilità Livelli di conoscenza della lingua italiana
9 Documentazione Anagrafici e permesso di soggiorno Autocertificazione (identità, CF,data di nascita, cittadinanza) Minore di 14 anni : rilasciato ai genitori Dai 14 anni compiuti direttamente all alunno Sanitari Accertamento delle vaccinazioni obbligatorie ( certificati) Se privo :invito a presentarsi al SSN La mancanzanon preclude l ingresso a scuola né la regolare frequenza Scolastici Certificazione ad hoc: Pagelle Attestai Dichiarazioni ecc In mancanza: Reperimento informazioni dai genitori Dirigente Scolastico può prendere contatto con l autorità diplomaticao consolare italiana che rilascia dichiarazione sul carattere legale della scuola estera di provenienze e sugli studi effettuati Iscrizione anche se cittadino irregolare Famiglia deve comunicare all ASL la volontà di NON vaccinare il figlio
10 Le buone pratiche ACCOGLIENZA Il territorio provinciale ha nel tempo consolidato una procedura che partendo dall osservanza burocratica via via è diventata sempre più attenta e sensibile all esigenza dell alunno (protocolli d accoglienza) ITALIANO L2 Per gli alunni Individualizzazione Peer to peer Laboratori alfabetizzazione Personalizzazione Per i docenti Formazione ALIS 12 edizioni Formazione pratiche inclusive (cooperative learning)
11 Le buone pratiche Scuola-famiglia Risorsa della mediazione culturale Modulistica in lingua (per una comunicazione più efficace) Progetti con le mamme Rappresentanza negli organi collegiali
12 Le buone pratiche I libri di testo per gli alunni stranieri semplificati Il progetto portato avanti dai referenti dello Sportello scuolastranieri di Bergamo fin dagli anni 2000 Per gli alunni diventano materiali per l apprendimento della lingua italiana Per i docenti contengono indicazioni metodologiche
13 Le buone pratiche Progetti interculturali dagli anni 90 agli anni 2000 le scuole hanno lavorato per dare una risposta all emergenza sono state soprattutto attente alla normativa( commissioni intercultura). Dagli anni 2000 in poi le scuole si aprono al territorio fioriscono i progetti in collaborazione con altri enti e istituzioni
14 Le buone pratiche Nel tempo le nostre scuole sono passate da progetti che avevano come focus aspetti culturali 1. Il cibo 2. I giochi 3. La famiglia Al tentativo di ricostruire spezzoni di curricolo in prospettiva interculturale
15 La valutazione DPR «Gli alunni stranieri minori, presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti all obbligo d istruzione sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani» Diritto ad una valutazione periodica e finale trasparente e tempestiva sulla base dei criteri adottati dal CD Assegnazione dei voti espressi in decimi per tutte le discipline di studio e per il comportamento( tranne per la primaria-giudizio) Ammissione alla classe successiva e agli esami di Stato in presenza di voti non inferiori al sei in tutte le materie e nel comportamento Rilascio della certificazione delle competenze Attribuzione delle tutele previste dalla norma se lo studente è disabile certificato ex l.104/92 o con DSA L.170/2010 o presenta al tre difficoltà ricomprese nella direttiva del 27/12/2012
16 ESAMI DI STATO Primo ciclo Attenzione ai BES formalizzati dal CDC- PDP( no dispense) Secondo ciclo Attenzione ai BES formalizzati dal CDC- PDP ( no dispense) Notevoli difficoltà comunicativepossibile presenza di mediatori o docenti competenti nella lingua d origine Accertamento competenze maturate in lingua d origine se è stato possibile assicurarlo per alcune discipline Sono crediti formativi eventuali percorsi di mantenimento e sviluppo della lingua d origine Nel colloquio orale possono essere valorizzati contenuti relativi alla cultura e alla lingua d origine
17 Le criticita N eoa rrivatii talia( BES?) Flessibilita - PDP Orientamento Mediazione culturale Alfabetizzazione L2 CPIA
18 Orientamento Dalla scuola dell infanzia (incentivare la frequenza) Libertà di scelta della scuola (autonomia) Evitare formazione di scuole «ghetto» Evitare automatismi verso l istruzione professionale (segregazione formativa o scolastica) Curare l informazione delle famiglie straniere sul sistema scolastico italiano e l offerta formativa del territorio(opuscoli in + lingue) incoraggiare le scelte coerenti con le vocazioni effettive dei ragazzi Testimonianza degli ex studenti
19 Ritardi scolastici Buon orientamento Favorire la corrispondenza dell età alla classe Sostenere l apprendimento dell italiano per lo studio per tutto il percorso scolastico Rischio dispersione scolastica
20 L Italiano L2 Interventi didattici specifici ma in transizione Italiano L2 per la comunicazione ( pochi mesi per l apprendimento a scuola e fuori con i coetanei) Italiano L2 per lo studio ( molti anni) deve coinvolgere tutti i docenti delle diverse discipline ( docente facilitatore)
21 Conclusioni La presenza degli alunni con cittadinanza non italiana nelle nostre scuole è strutturaletuttavia gli insegnanti fanno ancora fatica a governare il fenomeno. Dall approccio bisogno/risposta (vedi nascita degli Sportelli scuola-stranieri) stiamo traghettando verso un ripensamento delle scuole in chiave inclusiva che comporta la necessità di ripensare non solo la didattica, ma anche e soprattutto l organizzazione (CTI).
22 Conclusioni Una didattica inclusiva cerca di realizzare apprendimenti e partecipazione piena per tutti gli alunni tenendo in considerazione: A. il funzionamento umano differente (ci sono modi diversi di pensare, apprendere, relazionarsi) B. l equità: valorizzare le differenze si accompagna all idea che, di fronte ad una diversità, per garantire situazioni di uguaglianza tra gli alunni, è necessario fornire forme di differenziazione e di compensazione
23 Conclusioni Una scuola inclusiva ripensa alla sua organizzazione: spazi, orari, classi aperte... flessibilità Pertanto: La sfida della scuola bergamasca ( italiana) oggi è quella di avere al proprio interno competenze sempre più alte che sappiano gestire la complessità delle classi sempre più multiculturali e plurilingue.
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