ACCOGLIENZA E INTERCULTURA
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- Aldo Toscano
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1 ACCOGLIENZA E INTERCULTURA L evidenza del fenomeno migratorio ed la presenza ormai strutturale (10-15%) di studenti con cittadinanza non italiana nel nostro Istituto Comprensivo devono ormai considerarsi elementi costitutivi dell intero sistema scolastico. Per accogliere la sfida della complessità e del cambiamento, educare alla diversità può diventare la strategia capace di favorire questo difficile processo in una scuola multietnica e plurilingue che favorisca l inclusione degli alunni appartenenti a culture e lingue diverse. Gli incontri delle funzioni strumentali e del Dirigente Scolastico con il gruppo di lavoro scuole in rete ed il Protocollo di Accoglienza alunni con altra cittadinanza, elaborato dalle rete di scuole del Mugello, ed approvato nell anno scolastico 2005/2006, dai Collegi Docenti e dai Consigli di Istituto di tutte le scuole, orienta il lavoro della Commissione ristretta sull intercultura, parte integrante della più ampia Commissione sui B.E.S. (Bisogni Educativi Speciali), per favorire buone pratiche di accoglienza. Le linee guida per l inserimento degli alunni stranieri condivise e seguite dai docenti sono le seguenti: Elaborazione di percorsi di apprendimento per facilitare l inserimento del nuovo alunno nella classe di appartenenza. Intervento del mediatore linguistico nei rapporti con le famiglie e in attività concordate con i docenti (es. recuperi, esami, consegna documentazione, ecc.). Condivisione con l'operatore culturale del progetto Costruiamo Percorsi P.I.A.cevoli, afferente al più comprensivo P.E.Z. Piano Educativo di Zona, del lavoro che questi svolge sugli alunni neo arrivati in Italia (NAI) e che necessitano di una prima alfabetizzazione in italiano L2. Stesura di una programmazione educativa personalizzata (PDP) e utilizzazione di un modello condiviso (BES C-L2) da inserire nel fascicolo personale dell alunno. Utilizzo di linee guida per la valutazione alunni. Aree di intervento: 1. Alunni Progetti accoglienza, integrazione, prima e seconda alfabetizzazione alunni stranieri iscritti alla scuola primaria e alla scuola secondaria di 1 grado: operatore culturale del progetto P.E.Z. (Piano Educativo di Zona). Insegnanti di scuola primaria e secondaria di primo grado in possesso dei requisiti DItalS Didattica dell Italiano per Stranieri, o di corsi di formazione specifici sull insegnamento dell italiano come lingua seconda. 2. Genitori Sportello di consulenza psico-pedagogica nel (P.E.Z.) 3. Docenti Sportello consulenza psico-pedagogica nel (P.E.Z.) Gruppo di Lavoro sull Inclusione Scolastica (G.L.I.S.) 4. Servizi Partecipazione del Dirigente Scolastico (o di suo delegato) al gruppo di indirizzo, dove vengono elaborate le proposte per il Piano Educativo di Zona (P.E.Z.). Collaborazione con varie agenzie educative socio-sanitarie presenti sul territorio. 35
2 A... COME ACCOGLIENZA Protocollo di accoglienza Per alunni con altra cittadinanza (versione - A.S. 2015/16) Nuove dinamiche e fenomeni migratori attraversano il nostro paese e il nostro territorio, da cui dipende strettamente un costante incremento della presenza di studenti con cittadinanza non italiana nell Istituto Comprensivo. Si tratta, come da molti sottolineato, di elementi strutturali e costitutivi dell intero sistema scolastico. Per accogliere la sfida della complessità e del cambiamento, educare alla diversità attraverso una didattica interculturale, può diventare la strategia capace di favorire questo difficile processo; in una scuola multietnica e plurilingue, l'accoglienza e l'integrazione di alunni appartenenti a culture e lingue diverse sono procedure fondamentali per favorire l'autonomia linguistica necessaria per conseguire il successo scolastico e per educare alla Legalità e alla convivenza civile. Per questi motivi la rete di scuole del Mugello ha elaborato il documento Protocollo di Accoglienza alunni con altra cittadinanza, approvato nell ormai lontano anno scolastico 2005/2006 dai Collegi Docenti e dai Consigli di Istituto di tutte le scuole, è stato poi più volte integrato e modificato, ma costituisce come sempre un documento che orienta il personale docente e non, dal momento dell'iscrizione dell'alunno di altra cittadinanza al momento del suo inserimento nella classe, è uno strumento importante, che coinvolge mediatori culturali, facilitatori linguistici, docenti, personale di segreteria, alunni e famiglie, ai fini di una corretta conoscenza e accoglienza dell'alunno neo arrivato, di un orientamento positivo per l'inserimento nella classe di appartenenza e della progettazione del suo percorso educativo. Premessa dal Protocollo di Accoglienza: Facilitare l'ingresso nel nostro sistema scolastico ai ragazzi provenienti da altre nazionalità e culture, sostenerli nella fase di adattamento al nuovo contesto e favorire un clima in grado di prevenire o rimuovere velocemente eventuali ostacoli ad una piena integrazione, è, in democrazia, un dovere civile ancor prima che educativo. D'altra parte l'iscrizione e l'inserimento di alunni stranieri impone una prassi non sempre semplice, affidando compiti e ruoli ai diversi operatori scolastici coinvolti. Questo documento costituisce pertanto uno strumento di lavoro e potrà, e dovrà, essere integrato e rivisto via via che si matureranno nuove esperienze. Il Protocollo di Accoglienza per l'inserimento di alunni stranieri, elaborato dai Dipartimenti Accoglienza della rete di scuole viene proposto alla discussione e alla approvazione del collegio dei docenti. Verrà data indicazione nel POF che la scuola si avvale di un protocollo di accoglienza per l inserimento degli alunni stranieri. 36
3 Il Protocollo di Accoglienza è composto da due parti: la prima riguarda gli obiettivi che ci si propone di raggiungere, i criteri necessari e gli organi incaricati della sua realizzazione, la seconda invece si preoccupa di delineare le procedure per realizzarlo operativamente. Obiettivi generali Fornire le indicazioni e gli strumenti per consentire a ciascun consiglio di classe di realizzare l accoglienza degli alunni stranieri e agli studenti e alle loro famiglie di utilizzarli in maniera consapevole. Nel nostro Istituto è nominata una Commissione intercultura, formata da insegnanti dei tre ordini di scuola, Infanzia/Primaria/Secondaria I grado, con il compito di favorire buone pratiche di accoglienza seguendo le linee guida del Protocollo di accoglienza: Struttura, funzioni e procedure del Gruppo accoglienza La Commissione ha compiti consultivi e progettuali. L istituzione formale della Commissione Accoglienza come articolazione del collegio docenti segnala l impegno dell istituto nell accoglienza degli studenti immigrati ed evidenzia l assunzione collegiale di responsabilità. Dopo la richiesta di iscrizione alla scuola, ii primo impatto del ragazzo con la nuova struttura avverrà proprio mediante il contatto con il Gruppo Accoglienza. Il Gruppo Accoglienza dovrà utilizzare la procedura descritta nella seconda parte per facilitare le comunicazioni e le relazioni necessarie tra l'alunno, la famiglia, il mediatore linguistico-culturale e gli operatori scolastici. Renderà perciò disponibile il materiale operativo, esistente presso la scuola, necessario per la prima fase di inserimento. Iscrizione ed assegnazione alla classe Il primo contatto con la Commissione Accoglienza e la successiva iscrizione con l assegnazione alla classe di competenza sono i primi passi del percorso d accoglienza dell alunno straniero. E utile individuare fra il personale di segreteria un incaricato al ricevimento delle iscrizioni degli alunni stranieri al fine di affinare progressivamente abilità comunicative e relazionali che favoriscano l interazione con i nuovi utenti. E' opportuno che l'incaricato faccia parte della Commissione Accoglienza. Il personale della segreteria utilizza la modulistica plurilingue per le comunicazioni scuola-famiglia. Procedura per l'iscrizione e l'inserimento in classe 1) Accoglienza dell'alunno appena arrivato e della famiglia con visita e presentazione della struttura e dell organizzazione scolastica. 2) Attivazione della segreteria per la fornitura alla famiglia della modulistica in lingua madre necessaria all'inserimento (iscrizione, autorizzazioni varie, ecc.). 3) Ricerca del mediatore linguistico-culturale. 4) Contatto tra il Gruppo Accoglienza, il mediatore e il Dirigente Scolastico (per gli Istituti Comprensivi). 37
4 5) Incontro tra Gruppo Accoglienza, il mediatore o il facilitatore di italiano come L2 e la famiglia per spiegare come si articolerà l inserimento. 6) Organizzazione di una prima fase di quattro o cinque giorni per la rilevazione delle competenze generali di base, anche con l aiuto del mediatore o del facilitatore di italiano come L2 e del referente della Commissione Accoglienza. In questi giorni il ragazzo sarà provvisoriamente inserito in una classe. Procedura per la facilitazione didattica e la facilitazione relazionale A. Percorso di facilitazione didattica: 1. Rilevazione dei bisogni specifici di apprendimento. 2. Uso di materiali visivi, musicali, grafici. 3. Semplificazione linguistica. 4. Adattamento dei programmi curriculari. 5. Modifica della programmazione in relazione alla presenza delle specifiche nazionalità. 6. Istituzione di laboratori intensivi di lingua italiana 7. Dotazione di materiali adatti all attuazione di quanto sopra. B. Percorso di facilitazione relazionale (socializzazione): 1. Utilizzo di materiali nelle diverse lingue. 2. Individuazione di compagni di classe-tutor a rotazione. 3. Promozione di attività di piccolo gruppo. 4. Coinvolgimento delle famiglie degli alunni. Il nostro Istituto elabora un proprio Progetto che prevede l'attivazione di percorsi di alfabetizzazione e di educazione alla Legalità e alla convivenza civile al fine di perseguire i seguenti obiettivi: a) Favorire e facilitare l accoglienza degli alunni stranieri e delle loro famiglie all interno dell ambiente scolastico e della società, attraverso l adozione del protocollo di accoglienza; b) Favorire e facilitare l integrazione sia attraverso il coinvolgimento di mediatori culturali che delle risorse stabilite e concordate con il CRED. c) Favorire e facilitare l operato degli insegnanti attraverso l ideazione di progetti di istituto dei diversi ordini di scuola, con l obiettivo primario di coinvolgere tutte le discipline e la finalità comune di affrontare tematiche legate alla convivenza, all integrazione, alla diversità, alla costruzione di una consapevolezza comune che culture diverse possano rappresentare un arricchimento e una risorsa preziosa per la comunità per promuovere atteggiamenti di accoglienza e di rispetto delle diversità, a scuola e negli ambienti extrascolastici. d) Rendere consapevoli gli studenti dell importanza di conoscere e saper usare la lingua straniera, riconoscendo il valore insito nella propria lingua materna, sviluppando la capacità di esprimere e comunicare i propri vissuti e le proprie esperienze. e) Esplorare e condurre un confronto tra L1 e L2 (lingua straniera e altre lingue parlate da alunni presenti nell istituto), osservando i modi in cui ciascuna lingua si struttura ed esprime al suo interno significati, valori, idee e modi di vivere e sapendo inoltre, cogliere differenze e somiglianze, attraverso l esplorazione di aspetti fonologici, ambiti semantici, modi di dire di tante lingue, culture e civiltà diverse. 38
5 f) Promuovere e/o consolidare l acquisizione dell italiano per comunicare e l italiano per studiare. g) Rinforzare e sostenere il processo didattico-educativo. h) Promuovere il successo scolastico degli alunni con altra nazionalità, prevenendo la dispersione scolastica. I percorsi di alfabetizzazione si affiancano al progetto condotto dall operatrice culturale P.E.Z. (ex P.I.A.) e prevedono momenti di programmazione congiunta tra le figure degli insegnanti interni che operano sui ragazzi e l operatrice esterna, al fine di evitare sovrapposizioni degli interventi o inutili ripetizione dei contenuti, e di rendere più ampi possibili i settori conoscitivi. Il progetto intende promuovere l apprendimento della lingua italiana come strumento di comunicazione e consolidare le competenze linguistiche e culturali attraverso attività individualizzate, in piccoli gruppi e in classe. L acquisizione della lingua rappresenta lo strumento fondamentale del processo di comunicazione, di integrazione e di inclusione, perciò non va separato dall apprendimento di altre discipline e dalla vita comune. L inserimento nella classe e la partecipazione ad attività comuni, rappresentano stimoli fondamentali per l acquisizione della lingua. Il progetto è finalizzato ad accogliere, integrare, includere chi arriva dall estero, in un percorso che lo porti al raggiungimento dell autonomia linguistica sviluppando al massimo le sue potenzialità. Il progetto di alfabetizzazione degli studenti stranieri, mira non solo ad una prima alfabetizzazione come strumento di immediato utilizzo che favorisca la loro integrazione scolastica, ma anche ad approfondire e potenziare aspetti specifici della lingua, finalizzati ad una migliore comprensione dei testi ed uso del linguaggio specifico, sia scritto che orale, indispensabile per lo studio delle diverse discipline. I destinatari diretti saranno gli alunni dell Istituto Comprensivo di recente o remota immigrazione e gli alunni stranieri di seconda generazione che non hanno famiglie italofone che li sostengono nel percorso scolastico, che non parlano bene l italiano e/o si trovano in una seconda fase di alfabetizzazione. I laboratori saranno realizzati tenendo conto dei livelli del Quadro Europeo di Riferimento per le lingue. Quelli di primo livello, sono mirati a favorire l acquisizione dell italiano come lingua di comunicazione quotidiana, partendo dalla comunicazione orale per poi passare alla lingua scritta. Nei laboratori di livello più alto, è previsto anche un aiuto nell acquisizione della lingua dello studio. Non si tratterà di attività di recupero ma di favorire l acquisizione di un lessico specialistico e delle strutture linguistiche familiari della lingua dello studio. 39
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