Programmazione individualizzata per alunni non italofoni
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- Aloisia Forte
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1 Programmazione individualizzata per alunni non italofoni (in riferimento al DPR 394/99: Il Collegio dei docenti definisce il necessario adattamento dei programmi di insegnamento, in relazione al livello di competenza dei singoli allievi ) Alunno: Classe: Nazionalità: In Italia dal: Livello di alfabetizzazione (in relazione al Framework Europeo): Ο Ο Presente in classe dall inizio dell anno scolastico Inserito in classe in data: In relazione al DPR 394/99 il Consiglio di classe procede alla personalizzazione dei piani di studio per la costruzione di percorsi educativi e didattici appropriati a ciascuno studente. Nel delineare il percorso educativo seguirà i seguenti criteri, stabiliti dalle Linee guida del febbraio 2006: 1. L acquisizione di una buona competenza nell italiano scritto e parlato, nelle forme ricettive e produttive, per assicurare uno dei principali fattori di successo scolastico e di inclusione sociale. Pertanto l apprendimento e lo sviluppo della lingua italiana come seconda lingua è al centro dell azione didattica. Tutti gli insegnanti della classe, di qualsivoglia disciplina, siano coinvolti. 2. A tutti i docenti spetta il compito di adattare i propri programmi di insegnamento concordandoli con gli altri colleghi. Le linee guida tracciate dal Ministero indicano per i docenti il compito di non predisporre un programma parallelo a quello comune, ridotto, diminuito, dequalificato, ma un programma individualizzato e personalizzato al fine di raggiungere livelli equivalenti di apprendimento. Pertanto il Consiglio di classe, preso atto della normativa vigente. Stabilisce quanto segue: a. rileva in ingresso le abilità, le conoscenze e le competenze dell allievo;
2 b. orienta la programmazione delle singole discipline nella direzione degli esiti attesi per ciascuno; c. individua le priorità di apprendimento; d. attiva corsi di sostegno (all inizio dell anno e in corso); e. propone un periodo di moratoria della valutazione sommativa (alcuni paesi valutano il lavoro svolto dall allievo dopo un paio d anni di scuola); f. nella valutazione formativa dell alunno tiene conto di: (v. allegato VALUTAZIONE) g. coinvolge e responsabilizza l allievo che viene messo al corrente del piano per lui predisposto. In relazione alle competenze linguistiche e alla scolarità pregressa l alunno nel corso del presente anno scolastico seguirà quindi la seguente programmazione individualizzata, concordata ed approvata dal consiglio di classe. La valutazione intermedia e finale farà riferimento alle seguenti U.D.A. disciplinari ed ai relativi obiettivi minimi. Disciplina U.D.A. Obiettivi Italiano Storia Geografia Matematica Scienze
3 Inglese 2 Lingua Straniera Tecnica Musicale Artistica Fisica
4 Allegato Normativa di riferimento Linee guida per l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri Ufficio per l integrazione degli alunni stranieri Direzione Generale per lo studente - Dipartimento per l istruzione - Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Febbraio 2006 La scelta dell educazione interculturale : I minori stranieri, come quelli italiani, sono persone e, quindi,in quanto tali, titolari di diritti e doveri che prescindono dalla loro origine nazionale. Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948)-art.2 Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione senza distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione Convenzione sui diritti dell infanzia (1989)(ratifica Italia 1991)-art.2 Gli Stati parte si impegnano a rispettare i diritti enunciati nella presente Convenzione e a garantirli ad ogni fanciullo che dipende dalla loro giurisdizione, senza distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione pubblica o altra del fanciullo o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza. L Italia ha scelto la piena integrazione di tutti nella scuola (tutela il diritto allo studio del minore straniero), l educazione interculturale come suo orizzonte culturale e la scuola come luogo centrale per la costruzione e condivisione di regole comuni per la formazione del cittadino e la convivenza democratica : C.M. 8 settembre 1989: Inserimento degli alunni stranieri nella scuola dell obbligo. Promozione e coordinamento delle iniziative per l esercizio del diritti allo studio.
5 C.M. 26 luglio 1990: La scuola dell obbligo e gli alunni stranieri, l educazione interculturale C.M. 2 marzo 1994: Dialogo interculturale e convivenza democratica: l impegno progettuale della scuola Legge 40/ Legge Turco-Napolitano art.36 Nell esercizio dell autonomia didattica e organizzativa, le istituzioni scolastiche realizzano, per tutti gli alunni, progetti interculturali di ampliamento dell offerta formativa, finalizzati alla valorizzazione delle differenze linguistico-culturali e alla promozione di iniziative di accoglienza e di scambio. Decreto Legisl n luglio 1998 Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell emigrazione e norme sulla condizione dello straniero DPR n.275/1999: nel riconoscimento dell autonomia dell istituzione scolastica richiama l attenzione sugli interventi per l insegnamento dell italiano come lingua seconda, sulla formazione dei docenti e sull integrazione sociale. DPR n.394/1999 Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell emigrazione e norme sulla condizione dello straniero in particolare l art.n.45 che riguarda l iscrizione scolastica, l'inserimento dell alunno nella classe, dei rapporti tra la famiglia e la scuola, dei compiti del Collegio docenti, del Consiglio di classe ecc. Legge Bossi-Fini n.189/30 luglio 2002 conferma le procedure di accoglienza Legge di Riforma dell ordinamento scolastico n.53/2003 contiene elementi idonei allo sviluppo delle potenzialità di tutti gli allievi attraverso la personalizzazione dei piani di studio per la costruzione di percorsi educativi e didattici appropriati a ciascuno studente. Decreto Legislativo n.76/2005 : ribadisce il diritto- dovere all istruzione e alla formazione, riprende e amplia il concetto di obbligo formativo, individua i destinatari in tutti, ivi compresi i minori stranieri presenti nel territorio dello Stato (comma 6 art.1)
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