Certificazioni di componenti e sistemi PROFINET IO

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1 IO Paolo Ferrari Università di Brescia, Via Branze Brescia (Italy) Tel: fax: Complementi CSMT Gestione Scarl, Centro Brescia - PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 1 Certificazioni di componenti e sistemi IO PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 2 [email protected] 1

2 Schema riassuntivo e definizioni Tre tipologie Certificazione di un dispositivo che partecipa attivamente al dialogo IO (IO-Controller, IO-Device ) Obbligatorio per poter usare in nome Regole di certificazione definite da PROFIBUS International Possibile solo presso laboratori autorizzati (Nessuno in Italia) Certificazione dei componenti passivi che compongono una rete (connettori, cavi ) Autocertificazione del costruttore Limiti definiti da PROFIBUS International Audit e verifica di un impianto PROFIBUS International definisce delle linee guida per la realizzazione di impianti Enti terzi imparziali verificano l impianto e il progetto PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 3 Certificazione dei dispositivi (1) Un componente attivo (IO-Controller, IO-Device ) che utilizza il protocollo non è automaticamente un dispositivo. Per poter affermare che il prodotto è un componente è necessario farlo certificare PROFIBUS International pubblica le specifiche dei test da eseguire per verificare l aderenza del dispositivo al protocollo. L esecuzione dei test è possibile solo presso laboratori accreditati Il superamento del test permette di richiedere il certificato che viene rilasciato solo da PROFIBUS International Campagna di test nel laboratorio prove No Device Under Test OK? Si Certificazione attraverso PROFIBUS International PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 4 [email protected] 2

3 Certificazione dei dispositivi (2) Certificare un prodotto equivale a garantirne le caratteristiche dal punto di vista. La certificazione è utile all utente finale che è sicuro del buon funzionamento La certificazione è utile al costruttore che limita le sue responsabilità La certificazione è obbligatoria per tutti gli elementi attivi di una rete che trasporta informazioni legate alla safety (cioè dove sono presenti dispositivi PROFIsafe), anche se non coinvolti nella funzione di sicurezza. PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 5 Certificazione dei dispositivi (3) Esempio 1: un produttore realizza un nuovo componente da zero progettando tutta l elettronica e il software. La certificazione è obbligatoria. Esempio 2: un produttore realizza un nuovo componente includendo nel suo progetto hardware (moduli embedded) e/o software (stack) di terze parti che implementano. La certificazione è obbligatoria. Esempio 3: un produttore interfaccia un suo prodotto ad un gateway esterno che ha una porta. Se il gateway esterno è certificato, non serve la certificazione. Se il gateway non è certificato, occorre la certificazione del gateway. Esempio 4: un produttore include un PLC/RIO certificato nel cabinet del suo sistema. Il concetto di certificazione non si applica, il sistema si definisce dotato di interfaccia. PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 6 [email protected] 3

4 Certificazione dei dispositivi/componenti passivi I componenti passivi sono importantissimi in una rete (e, in generale, Ethernet) Cavi, connettori, accoppiatori elettro-ottici, pannelli di derivazione (patch panel ) costituiscono l ossatura della rete garantendo l integrità del segnale elettrico PROFIBUS International pubblica delle specifiche di riferimento per questi componenti e chiede che ogni costruttore autocertifichi che i suoi componenti siano migliori (o uguali) Una infrastruttura di impianto realizzata utilizzando solo componenti passivi con autocertificazione è automaticamente adatta a trasportare il protocollo. Rimangono da verificare il montaggio ed eventuali componenti strani PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 7 Audit e verifica di un impianto PROFIBUS International pubblica delle linee guida per la realizzazione di impianti e sistemi Alcune di queste raccomandazioni sono state recepite a livello internazionale negli standard IEC e IEC61918 Realizzare un impianto seguendo le raccomandazioni equivale a garantirne il funzionamento e le prestazioni previste La verifica dell aderenza di un impianto alle linee guida è lasciato ad un accordo tra fornitore e committente Solitamente ci si affida ad un ente terzo (indipendente da entrambi) che verifichi le condizioni dell impianto. PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 8 [email protected] 4

5 Esempio performance IO PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 9 IO: Traffico reale Esempio reale: impianto lastratura automobili (50 nodi) Traffico Classe 1 rilevato al controller Misurato aggregando i dati nelle due direzioni Totale: 22 Mbit/s (su 200 Mbit/s disponibili) Avvio dei vari gruppi di slave Totale Solo Max 22 Mbit PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 10 [email protected] 5

6 Ridondanza in IO PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 11 IO: Ridondanza La ridondanza in viene usata per aumentare la disponibilità dell impianto La struttura per realizzare la ridondanza in è l anello (ring) Con la struttura ad anello, ogni dispositivo può essere raggiunto con due percorsi differenti L anello può essere agevolmente creato a partire da una topologia lineare semplicemente aggiungendo un link Nelle reti Ethernet però non è sufficiente aggiungere il link, bisogna anche introdurre la figura del redundancy manager (RM) che si assicura che frame multicast non ricircolino all infinito PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 12 [email protected] 6

7 IO: funzionamento MRP (Media Redundancy Protocol) per default usa l MRP Il tempo massimo per il switchover è 200 ms Attraverso il protocollo LLDP ogni stazione conosce i suoi vicini e sa se la ridondanza è attivata Porte ridondate Sorgente Station 1 Managed I dati di processo viaggiano solo sul percorso selezionato dall RM Stazione 2 Stazione 3 Process Data Stazione 8 Stazione 7 L RM verifica l integrità dell anello inviando dei test frame Test Frame Stazione 4 Stazione 6 Redundnacy manager Stazione 5 Destinazione PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 13 IO: Ridondanza a livello di sistema Basta ridondare la connessione logica (AR) La rete può essere realizzata in modo arbitrario Collegamenti multipli alla stessa rete Rete ridondata (es. due reti separate) PNIO- Controller Host /Controller Link non è parte delle specifiche PNIO- Controller IO network 2 connessioni logiche PNIO-Device PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 14 [email protected] 7

8 IO: Ridondanza a livello di sistema NAP: Network Access Point NAP S1: NAP singolo con una AR per ogni relazione System-Redundancy (1 totali) NAP S2: NAP singolo con due AR per ogni relazione System-Redundancy (2 totali) NAP R1: NAP ridondato con una AR per ogni relazione System-Redundancy (2 totali) NAP R2: NAP ridondato con due AR per ogni relazione System-Redundancy (4 totali) PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 15 Nuove architetture con IO PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 16 [email protected] 8

9 IO: Shared device Due o più controller possono gestire lo stesso device Ogni controller gestisce un gruppo di ingressi e uscite Non è necessario che siano fisicamente raggruppati IO-Controller 1 IO-Controller 2 PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 17 IO: Dettagli sullo Shared device E una logica estensione di quanto visto per la ridondanza Ogni controller configura una AR differente PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 18 [email protected] 9

10 IO: Intelligent device Dialogo tra controllori Un dispositivo può essere contemporaneamente IO-controller e IO-Device I controllori possono essere gestiti in progetti separati I dati scambiati sono direttamente nella memoria dei controllori Non sono necessari accoppiatori per separare due reti IO-Controller 1 CPU1 IO-Device 1 CPU2 IO-Controller 2 IO-Device 2 PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 19 IO: Intelligent device + Shared device Combinazione delle precedenti architetture Flessibilità e semplicità IO controller 1 IO controller 2 (local) IO controller 1 IE / IE / I-Device + Shared Device IO device 1 Sottosistemi separati Translucent I/O PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 20 [email protected] 10

11 IO: Riconoscimento automatico della topologia I dispostivi IO supportano il protocollo LLDP che permette di ricostruire la topologia della rete (anche dopo averla cablata) PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 21 IO: Sostituzione di un dispositivo difettoso. Rimuovere il dispositivo difettoso Rimuovere la scheda di memoria non volatile Sostituire il dispositivo con quello nuovo e funzionante Reinserire la scheda di memoria Riavviare il sistema: il controller riassegna l indirizzo IP e il dispositivo è di nuovo pronto PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 22 [email protected] 11

12 IO: Sostituzione senza scheda di memoria 1. Generating and loading the i-parameters (ipar) 2. Requesting Startup and Upload of the ipar 3. ipar fetches the parameters and saves them 4. Data exchange 5. Field device fails 6. Field device is replaced 7. Neighborhood information are exchanged 8. Automatic addressing 9. Startup of replaced field device 10. i-parameters are requested 11. Loading the i-parameters and data exchange 12. Topology view IO Controller con ipar server Double click Device Tool Name and IP Topology view e diagnostica PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 23 PROFIsafe PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 24 [email protected] 12

13 PROFIsafe: sicurezza funzionale a tutti i livelli La sicurezza funzionale è un requisito irrinunciabile ma è anche un grosso vantaggio Personale Impianti Ambiente PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 25 La situazione attuale nel campo della sicurezza funzionale La sicurezza funzionale (safety) è ottenuta per mezzo di bus proprietari L integrazione con il sistema principale è lunga e costosa (tempi sviluppo) Molte volte I/O non sicuri operano sul campo da proteggere DP Master Standard I/O (DP Slave) PROFIBUS DP Bus proprietario dedicato alla safety Livello con I/O Safety PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 26 [email protected] 13

14 La soluzione è PROFIsafe Caratteristiche principali di PROFIsafe Funzioni standard e di sicurezza su un unico cavo: un solo sistema di sviluppo = riduzioni costi Certificato SIL 3, AK6 e CAT 4 nella EN954-1 Basato su IEC e IEC PLC con funzione fail-safe Sicurezza per mezzo di software aggiuntivo in ogni componete Componente standard Componente fail-safe I/O Fail-safe I/O Standard Azionam. Dispositivo failsafe PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 27 PROFIsafe: Come funziona Applicazione sicura Applicazione Standard, e.g. diagnostica Applicazione Standard, e.g. diagnostica Applicazione sicura Livello PROFIsafe Livello PROFIsafe Livello PROFIsafe Protocol Standard Protocol Standard Black Channel" Messaggio standard PROFIBUS o IO S S S S IO, PROFIBUS-DP, Backplane F Input/Output Data Status / Control Byte CRC2 across F data and F parameter and Vconsnr_h Max. 12 / 123 Bytes 1 Byte 3/4 Bytes *) *) 3 Bytes per un massimo di 12 Byte F I/O data 4 Byte for a max. of 123 Bytes F I/O data PROFIsafe Container = dati sicuri PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 28 [email protected] 14

15 PROFIsafe: rallentare prima di fermarsi Dallo spegnimento di emergenza all arresto di emergenza s Tempo di arresto 250 mm/s 100% carico 75% 50% 25% Velocità mm/s Tempo di arresto al variare della velocità e del carico (Stop category 0) Secondo ISO 10218: "Robots for Industrial Environment Safety Requirements", Parte 1 Robot Aree di protezione differenziate PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 29 PROFIsafe + Shared Device Originariamente sistema di sicurezza e automazione sono su due reti separate. Il dialogo avviene con linee IO convenzionali Ora è possibile mescolare moduli sicuri e moduli normali sullo stesso shared-device. Ogni controller comanda solo i suoi IO. Il PLC di sicurezza ha un suo progetto separato. F-IO controller IO controller F-IO controller IO controller IE / PN / PROFIsafety IE / PN / PROFIsafety PM F-DI F-PM DO PM DI DO PM F-DI DI F-PM DO IO Device as Shared Device E-Stop E-Stop K1 External Power Supply External Power Supply PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 30 [email protected] 15

16 Wireless PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 31 Wireless: flessibilità dell architettura L utilizzo di tecnologie wireless libera dai vincoli del cavo Facile scalabilità, manutenzione ridotta Soluzioni wireless hanno specifiche diverse per l automazione di processo e di fabbrica Automazione di processo: lunghi tempi di ciclo, range esteso, consumo ridotto al minimo Automazione di fabbrica: brevissimi tempi di ciclo, certezza del trasferimento dei dati IO utilizza: WirelessHART per il processo WiFi e Bluetooth per l automazione di fabbrica PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 32 [email protected] 16

17 IEEE802.11: Modalità Infrastrutturata Un Access Point (AP) agisce da ponte tra la rete cablata e i dispositivi WLAN (STA) nel suo raggio di copertura. L'estensione della rete wireless può essere aumentata aggiungendo più Access Point in diversi punti della rete. Tale rete prende il nome di ESS (Extended Service Set), ed è identificata mediante un nome identificativo (ESSID ESS IDentifier) PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 33 IEEE802.11: backbone Quindi se più BSSs sono collegate insieme con una backbone network di livello 2 a formano un Extended Service Set (ESS) non specifica il tipo di backbone network La backbone network è anche detta Distribution System (DS) e può essere cablata o wireless. Le Stations sono associate ad un solo AP alla volta. L SSID è generalmente lo stesso per tutte le aree BSS all interno dell ESS. PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 34 [email protected] 17

18 IEEE : Roaming Roaming: come viene garantita la mobilità tra diversi access points senza accrescere la latenza dovuta alla ri-associazione e riautenticazione? Gli APs devono essere capaci di comunicare tra di loro poiché le stazioni possono associarsi solamente ad un AP alla volta. Attualmente, le comunicazioni inter-access point sono gestiste con tecnologie proprietarie, non-standard. IEEE working group (Task Group F) sta lavorando sulla standardizzazione dello IAPP (Inter-Access Point Protocol) PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 35 Wireless e PROFIsafe: avere tutto, non rinunciare a niente Dorsale IO Dorsale IO Access Point Access Point Access Point Client IO Client IO Automated Guided Vehicle (AGV) Installazione e diagnostica Mobile Accesso a reti installate su parti mobili o rotanti PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 36 [email protected] 18

19 PROFIenergy per i sistemi ad elevata efficienza energetica PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 37 PROFIenergy: esempio di risparmio (automotive) Significativo risparmio durante le fasi di inattività Typical Energy Consumption (kwh, 15min) Weekend Weekend Consumo energia durante le pause 60% Con PROFIenergy fino all 80% di risparmio! PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 38 [email protected] 19

20 Perché PROFIenergy? Soluzioni attuali sono poco efficaci Attivazione/disattivazione manuale Time consuming Avvio non affidabile Solitamente un solo interruttore Controller HMI Uso di hardware aggiuntivo Richiede spazio e investimenti Richiede progettazione e manutenzione Programmazione personalizzata Soluzioni discrete sono spesso rifiutate, rinunciando, come conseguenza, alle possibilità di risparmio Hardware supplementare DC24V Distributed I/O Motion Control & Drives PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 39 PROFIenergy: vantaggi dell architettura adottata PROFIenergy consente di risparmiare spegnendo i carichi non richiesti Cinque vantaggi Riduzione costi perché non è richiesto hardware aggiuntivo Controller HMI Scelta non vincolata dei componenti poiché lo standard è vendor-independent Protezione degli investimenti grazie all integrazione senza conseguenze negli standard esistenti Risparmio di energia anche durante pause brevi Affidabilità aumentata del sistema grazie al coordinamento Distributed I/O Motion Control & Drives DC24V PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 40 [email protected] 20

21 PROFIenergy: il modello a stati del profilo Diversi stati di energy saving PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 41 PROFIenergy: esempio dell uso di più stati PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 42 [email protected] 21

22 PROFIenergy: il modello a stati del profilo Cambio di stato tramite mediante la scrittura di parametri Start_Pause(PE_Energy_saving_mode, tpause), End_Pause(PE_Energy_mode_ready_to_operate). PE_ready_to_operate PE_energy_saving_mode t t off t off-min t on t Pause PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 43 PROFIenergy: implementazione del profilo Semplice perchè basata su comandi standard Controller Trigger request Read response / fetch data WR_REC + RD_REC = PROFIenergy command Device Execution of command / processing of data PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 44 [email protected] 22

23 PROFIenergy: l interfaccia del profilo Comandi e status definiti nel profilo sono identici per ogni dispositivo PROFIenergy Commands Start_Pause End_Pause Status Functions Device_Identify Query_Modes PEM_Status Query_Measurement PE_START_PAUSE PE_END_PAUSE PE_INFO PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 45 PROFIenergy: supporto alla misura dell energia consumata PROFIenergy supporta la raccolta dei dati relativa ai consumi PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 46 [email protected] 23

24 PROFIenergy: conclusioni L implementazione di PROFIenergy in dispositivi che già offrono un interfaccia è estremamente semplice. Una efficace soluzione per un agevole gestione energetica. L idea è molto semplice: la possibilità di ridurre i consumi deve essere considerata come una caratteristica integrata nei dispositivi che andranno ad essere utilizzati negli impianti, sia nel caso in cui si tratti di semplici dispositivi sia nel caso di complessi sistemi d automazione. Il focus iniziale di PROFIEnergy è rivolto all energia elettrica, ma altre risorse energetiche utilizzate negli impianti produttivi, richiedono una gestione più efficiente. Funzioni per la gestione di risorse come il gas, il vapore, aria compressa e l acqua, saranno considerate negli sviluppi futuri di PROFIEnergy. PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 47 IO offre prestazioni sempre al vertice PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 48 [email protected] 24

25 IO: Real-Time Ethernet Separazione nel tempo del traffico a priorità maggiore nel tempo I dati critici usano un canale separato nel tempo. E ancora possibile usare la comunicazione standard basata su IP. IRT channel Open channel (TCP/IP) IRT channel Open channel (TCP/IP) Cycle 1 Cycle 2 Cycle n E.g. 1 ms position control cycle Synchronization Deterministic communication IRT data Open communication TCP/IP data PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 49 IO: Le fasi del ciclo comunicazione isocrono ROSSA: solo traffico RT_Class 3 Comunicazione isocrona ARANCIONE: solo traffico RT_Class 2 VERDE: RT_Class 2, RT_Class 1 e altro traffico ethernet (es. IP, TCP) GIALLA: fase di transizione t Sendclock 31,25us<= T sendclock <=4ms T 60%... RT Class 3 RED (optional) RT Class 2 ORANGE (optional) Prio 7 Prio 6 RT Class 2/1 Prio 6 Prio 5 GREEN (mandatory)... Prio 0 YELLOW (optional)... PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 50 [email protected] 25

26 IO: La durata del ciclo con traffico isocrono Ciclo massimo 4 ms, minimo 250 µs La durata minima permette di lasciare almeno 125 µs nella fase verde Max 60 % del ciclo occupata da RT_Class 3, 2 e 1 t Sendclock 31,25us<= T sendclock <=4ms T 60%... RT Class 3 RED (optional) RT Class 2 ORANGE (optional) Prio 7 Prio 6 RT Class 2/1 Prio 6 Prio 5 GREEN (mandatory)... Prio 0 YELLOW (optional)... IEC FDIS :2007 PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 51 IO: Integrazione con l infrastruttura esistente Sync master IRT IRT IRT IRT IRT IRT network IRT PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 52 [email protected] 26

27 IO in una parola: scalabile L applicazione guida la scelta delle prestazioni da richiedere ai componenti Diversi componenti IO con prestazioni differenti convivono nella stessa rete Scalabilità in tutte le direzioni Prestazioni Ridondanza Gestione della rete PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 53 Conclusioni è una tecnologia aperta Scalabilità di prodotti e soluzioni Coesistenza piena con qualunque applicazione TCP/IP Ridondanza per aumentare la disponibilità Wireless per le soluzioni flessibili e innovative PROFIenergy per il risparmio ed l efficienza energetica PROFIsafe per la sicurezza Leader del mercato PROFIBUS & Competence Center 2011 Università Brescia - CSMT Gestione Scarl Paolo Ferrari 54 [email protected] 27

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