La commedia dell arte
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- Gianfranco Damiani
- 9 anni fa
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1 La commedia dell arte La compagnia dei Gelosi (?), dipinto di un anonimo fiammingo, 1580 ca La commedia dell'arte (dove arte significa mestiere, professione ) è un genere teatrale nato in Italia alla metà del Cinquecento, e vivo fino alla fine del Settecento. Le sue caratteristiche, che stupirono ed entusiasmarono il pubblico, sono molto particolari: - L improvvisazione: poiché il teatro dell'arte era un mestiere, a cui il pubblico pagava per assistere, era importante creare rapidamente spettacoli sempre diversi e di successo, improvvisando. L improvvisazione, però, non è da intendere come creazione libera e spontanea nel corso della rappresentazione; al contrario, la naturalezza sulla scena era il frutto di lungo studio ed esperienza: ogni attore, recitando e vedendo altri recitare, raccoglieva un insieme di battute, canzoni, brevi scenette comiche, monologhi, che usava in più occasioni, assemblati ogni volta in modo diverso un lavoro più facile, questo, se ogni attore si specializzava in un personaggio solo. - I ruoli fissi: le compagnie erano formate dai 10 ai 14 attori. Ciascuno di loro, nato e cresciuto all interno della compagnia, e istruito attraverso un lungo apprendistato sul palco,
2 interpretava un unico ruolo. I ruoli erano tipi fissi, costruiti in modo semplice: un costume, un dialetto, l'età e una condizione sociale precisa, a volte il mestiere. Uno spettacolo della commedia dell'arte era composto in genere da una o due coppie di giovani innamorati; due servi (detti zanni ); due vecchi e, in genere, una servetta. Accanto a loro ogni compagnia schierava qualche ruolo mobile, come il capitano, parodia dei soldati spagnoli. - Le maschere: solo alcuni ruoli della commedia cioè vecchi, zanni e capitani indossavano sul volto una maschera di cuoio, che, limitando l espressività, enfatizzava gestualità e movimenti. Poiché solo la bocca rimaneva scoperta e la visuale era dunque limitata, gli attori avevano un andatura particolare. - Gli zibaldoni: il repertorio dei testi e dei lazzi ( pezzi verbali e mimici) che ogni attore si costruiva nel tempo veniva gelosamente conservato in un libro, detto zibaldone, e imparato a memoria. Gli zibaldoni venivano arricchiti attraverso letture, creazioni personali, piccoli furti ai danni di altri artisti, contributi altrui, che venivano utilizzati sul palco all occorrenza e lasciati in eredità ai figli: così, per esempio, gli zibaldoni degli innamorati contenevano monologhi di disperazione e speranza, litigi per gelosia, dialoghi sentimentali; quelli degli zanni erano formati da giochi di parole, gags, numeri acrobatici, qui pro quo - I canovacci: il lavoro di improvvisazione, alimentato dal materiale raccolto negli zibaldoni, si fondava su un canovaccio, una paginetta che riassumeva l intreccio della commedia, con l indicazione delle entrate e delle uscite dei personaggi sulla scena. A esso era allegato il catalogo delle robbe, cioè degli oggetti e degli attrezzi di scena necessari per la rappresentazione.
3 I ruoli della commedia dell arte I vecchi: Pantalone e Balanzone Pantalone Lunghi pantaloni attillati, giubba rossa, lungo soprabito nero, pantofole e una maschera dal lungo naso a becco costituiscono il costume di Pantalone. Mercante veneziano attratto dalle belle donne nonostante l età, è spesso in conflitto con i giovani per procurarsene i favori. È tenace, avaro e brontolone.
4 Balanzone Il dottor Balanzone, bolognese, è un uomo di legge o un medico, che si intende di tutto ed esprime opinioni su ogni cosa. Pedante e sentenzioso, infarcisce di citazioni latine i suoi discorsi strampalati, che riguardano la filosofia, le scienze, la medicina, la legge. Ama il vino e la buona tavola, come suggeriscono l'aspetto imponente e le guance rubizze. Indossa una piccola maschera che ricopre soltanto le sopracciglia e il naso, appoggiandosi su un gran paio di baffi. L'abito, serio ed elegante, è completamente nero con colletto e polsini bianchi, un gran cappello, una giubba e un mantello.
5 Gli innamorati Perlopiù giovani e di bell aspetto, si esprimono in un linguaggio colto e toscaneggiante, spesso attingendo alla poesia di Petrarca e dei suoi continuatori, e parlavano d amore e nobili sentimenti. Non portavano la maschera e il loro abito doveva essere elegante e all ultima moda. Dal punto divista dell'azione scenica gli innamorati avevano un ruolo insostituibile perché erano il perno attorno al quale si muoveva l'intreccio comico.
6 Gli Zanni: Arlecchino e Brighella Arlecchino Eternamente affamato, attaccabrighe e scansafatiche, Arlecchino è il servo sciocco bergamasco. Ladro e imbroglione, è in perenne conflitto col padrone e costantemente preoccupato di racimolare il denaro per placare il suo appetito. Col passare del tempo il personaggio andò raffinandosi: l'originaria calzamaglia rattoppata divenne un abito multicolore col caratteristico motivo a losanghe, mentre i lineamenti demonici della maschera nera si ingentilirono, così come la mimica e la gestualità.
7 Brighella Personaggio di origine bergamasca come Arlecchino, Brighella ricopre il ruolo di ''primo Zanni'', ovvero il servo furbo, autore di intrighi architettati con sottile malizia, ai danni di Pantalone o per favorire i giovani innamorati contrastati. Nel corso del Seicento e del Settecento precisò i suoi caratteri in contrasto con quelli del ''secondo Zanni'' (il servo sciocco) e divenne servo fedele e saggio, tutore a volte di padroncini scapestrati, oppure albergatore avveduto o buon padre di famiglia. Il costume di scena comprende la maschera e una livrea bianca, costituita di un'ampia casacca ornata di alamari verdi, con strisce dello stesso colore lungo le braccia e le gambe.
8 Due ruoli mobili: la servetta e il capitano La Servetta La Servetta, e cioè Corallina, Colombina o Smeraldina, recita senza maschera e si esprime in lingua toscana, come gli innamorati, pur non disdegnando talvolta di dialogare in dialetto. Il suo carattere è pungente e malizioso, ha modi sbrigativi e risoluti, la lingua sciolta e la battuta pronta. È un'inguaribile bugiarda e usa la sua astuzia a servizio degli amori propri e di quelli della sua padrona.
9 Il capitano Il capitano è a volte soldato di nobili sentimenti, a volte vanaglorioso spaccone che esibisce titoli non posseduti e imprese mai compiute: in entrambi i casi nasconde goffamente il terrore di affrontare una battaglia o un duello, al contrario di quanto afferma a parole. Con la dominazione spagnola dell'italia, il capitano assunse sempre più i connotati del soldato spagnolo, acquisendo dizione e modi di dire prettamente iberici. Ha un grosso naso e vistosi baffoni. Indossa un vestito a strisce colorate e un cappello adorno di piume, mentre pende sul fianco un grande spadone, che trascina rumorosamente ed in maniera impacciata.
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