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1 TECNICA T SOLUZIONI ALTERNATIVE PER RIDURRE L AZOTO NEI LIQUAMI Strippaggio, tecnica efficiente per l abbattimento dell azoto Per ridurre l azoto nei liquami, una tecnica che ha dato buoni risultati è quella dello strippaggio a caldo, ovvero l eliminazione dell ammoniaca gassosa tramite insufflaggio di aria e riscaldamento della massa senza la necessità di spostare artificialmente il ph del liquame nus et al., 1997, Thorndahl, 1992, Cheung et al., 1997, Schiweck e Nahle, 1990). La tecnica dello strippaggio per insufflazione d aria prevede il passaggio dell ammoniaca, presente nel liquame in soluzione acquosa, all aria in forma gassosa. Il flusso gassoso così prodotto viene intercettato in un dispositivo (tipicamente uno scrubber) che cattura l ammoniaca presente, per contatto con una soluzione acida, in modo da produrre un sale di ammonio stabile. Si tratta di un processo che necessita di quantità notevoli di energia termica; la sua applicazione, quindi, non può prescindere dalla disponibilità di una fonte energetica a basso costo, come quella che potrebbe essere fornita da un impianto di digestione anaerobica, il cui biogas venga utilizzato per la produzione di energia elettrica e calore mediante cogenerazione. L attività sperimentale descritta nell articolo è stata condotta nell ambito di un progetto della Regione Emilia-Romagna, e ha avuto l obiettivo di verificare l efficienza di rimozione dell azoto da liquami suini sottoposti a strippaggio in un impianto semplificato. di Giuseppe Moscatelli, Claudio Fabbri Le attuali tecniche utilizzate per ridurre il tenore di azoto nei liquami zootecnici si basano essenzialmente su due tipologie di interventi: la prima sulla riduzione dell azoto proteico nella dieta; la seconda sulla diminuzione del contenuto di azoto nel liquame con il ricorso a tecnologie impiantistiche di trattamento dell effluente zootecnico prima del suo impiego agronomico. I trattamenti, sia fisico-meccanici, quali la separazione solido-liquido, sia biologici, siano essi processi di aerazione o processi basati sulla nitri-denitrificazione (a fanghi attivi in reattori tradizionali o nello stesso reattore con tecnologia Sbr, Sequencial batch reactor), consentono una riduzione più o meno spinta dell azoto del liquame, ma presentano la contropartita di avere elevati consumi energetici e di determinare una perdita di parte dell elemento in atmosfera come ammoniaca. È proprio a causa di questi due aspetti negativi che, ad esempio, l aerazione non viene considerata «migliore tecnica disponibile» ai sensi della Direttiva Ippc (direttiva 96/61/Ce). È necessario perciò trovare soluzioni alternative che riducano l azoto nei liquami, evitando nel contempo la sua dispersione in atmosfera, e che siano energeticamente sostenibili. Cos è lo strippaggio a caldo La tecnica che qui viene illustrata, basata sullo strippaggio a caldo dell ammoniaca, persegue il duplice obiettivo sopracitato (Ja- La linea di trattamento Per le ragioni descritte precedentemente, la tecnica di rimozione per strippaggio dell ammoniaca si inserisce bene in una linea di trattamento come quella descritta in figura 1, in cui è presente una sezione energetica che fornisce energia termica ed, eventualmente, elettrica per il sostentamento della sezione di strippaggio. In questa linea, l azoto separato mediante strippaggio a caldo viene concentrato in una soluzione acquosa di sali di ammonio ed esportato in aree a bassa densità zootecnica per una sua utilizzazione agronomica, o ceduto all industria dei fertilizzanti come arricchitore per prodotti poveri di azoto. A monte del trattamento di strippaggio è presente un impianto di digestione Foto 1 - Durante le prove effettuate è stata utilizzata una frazione liquida chiarificata del liquame suino prodotto in azienda ottenuta mediante la separazione solido-liquido ottenuta con un compressore elicoidale 18/2008 L Informatore Agrario 45

2 T TECNICA anaerobica degli effluenti dell allevamento, in grado di produrre energia elettrica e termica (attraverso cogenerazione) sufficiente al sostentamento del sistema di trattamento. Nel caso di effluenti particolarmente poveri di sostanza organica sarebbe opportuno installare un addensatore (flottatore) per concentrarla in una frazione densa da avviare alla digestione; la frazione chiarificata sarebbe avviata al trattamento di strippaggio. Per incrementare la produzione energetica il reattore anaerobico potrebbe trattare, in miscela con il liquame zootecnico, anche altre biomasse dedicate e/o sottoprodotti di origine agroindustriale. La convenienza ad attuare questa opzione va comunque valutata caso per caso, in quanto l introduzione nel digestore di biomasse di origine extra aziendale può elevare anche sensibilmente il quantitativo di azoto nei liquami e necessitare di un trattamento di strippaggio più spinto. All uscita dal processo di digestione anaerobica, soprattutto nel caso in cui vengano utilizzate colture dedicate per aumentare la produzione di biogas, conviene prevedere una separazione meccanica dei solidi sospesi nel digestato. La frazione solida separata potrebbe quindi essere trattata mediante compostaggio in cumuli rivoltati meccanicamente o esportata direttamente al di fuori dell ambito aziendale. Il materiale, già di per se compostabile, potrebbe essere reso più idoneo al processo con l aggiunta e il mescolamento di residui ligno-cellulosici. La miscela potrebbe, inoltre, essere arricchita con l addizione di solfato ammonico ottenuto nella fase di strippaggio. La frazione liquida in uscita dal trattamento di strippaggio, invece, può essere impiegata per la fertirrigazione delle colture aziendali, nel rispetto delle norme tecniche per l utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici. Con il sistema di trattamento proposto è possibile ridurre i surplus di nutrienti nell area di produzione dei liquami, trasportando le due frazioni ottenu- IL PROTOTIPO SPERIMENTATO Strippaggio e digestione anaerobica La quantità di azoto ammoniacale che può essere strippata dal liquame dipende essenzialmente dal ph e dalla temperatura: in generale, più sono alti questi due parametri maggiore è la frazione di ammoniaca libera (quella trasferibile dal liquame all aria) e maggiore è l efficienza di rimozione dell azoto dal liquame. Alcuni ricercatori stranieri (Liao et al., 1995; Viel, 1996) hanno condotto studi di strippaggio dell ammoniaca da liquame suinicolo a temperatura ambiente (22 C), e hanno verificato che in queste condizioni è possibile raggiungere efficienze significative di separazione dell azoto solo con valori di ph elevati (10,5-11,5); gli inconvenienti riscontrati sono però tali da rendere difficilmente applicabile la tecnica. Lo spostamento del ph del liquame è reso molto difficile dall elevato potere tampone caratteristico di questo substrato. L aggiunta, quindi, di basi deve essere molto elevata, con il rischio di aumentare il rischio di salinizzazione del terreno nel caso si utilizzi soda, o di avere fanghi precipitati nel caso si utilizzi calce. L utilizzo di sistemi per l innalzamento della temperatura di processo, invece, permette di ridurre notevolmente questi problemi. La combinazione dello strippaggio alla digestione anaerobica consente di utilizzare parte dell acqua calda prodotta dal cogeneratore per provvedere alle esigenze termiche del processo di strippaggio. L insufflazione di aria come vettore strippante pone, però, alcuni problemi di non facile soluzione, quali la notevole formazione di schiume che possono raggiungere altezze di 1-1,5 m sopra il livello del liquame. Il prototipo realizzato (figura A) è costituito dai seguenti elementi funzionali: reattore ermetico di strippaggio dell ammoniaca, in acciaio inox coibentato, di volume utile pari a 1 m3, completo di impianto di miscelazione del liquame e insufflazione per gorgogliamento del flusso d aria di strippaggio, con uno spazio di testa, pari al 70% del volume totale libero, per la gestione delle schiume; scrubber a lavaggio acido in controcorrente dell aria in uscita dal reattore di strippaggio, realizzato in torre cilindrica in PVC del diametro di 500 mm e Scarico condensa dimensionato per una portata d aria massima di 100 m3/ora e velocità di attraversamento di 0,14 m/s, completa di ugelli in PVC, corpi di riempimento e sottostante vasca di sedimentazione per l accumulo del sale di solfato di ammonio; generatore di acqua calda per riscaldare la massa di liquame in fase iniziale e mantenere la temperatura durante la prova. In un impianto in scala reale questo componente non sarebbe presente in quanto verrebbe utilizzata l acqua calda del cogeneratore; attrezzature di misura delle emissioni di ammoniaca, temperatura e portata. Caldaia Pompa ricircolo Scarico condense Scrubber Campionamento FIGURA A - Prototipo di reattore per lo strippaggio con torre di lavaggio e strumentazione per il monitoraggio La sinergia tra strippaggio e digestione anaerobica permette di utilizzare acqua calda prodotta dal cogeneratore per riscaldare la massa di liquame presente nello strippatore. 46 L Informatore Agrario 18/2008

3 TECNICA T te (solido separato, più o meno compostato, e solfato ammonico) verso altri terreni agricoli, posti anche a grande distanza e comunque a forte richiesta di sostanza organica per ripristinare la fertilità. Attività sperimentale Il programma di sperimentazione ha previsto una serie di test, presso un allevamento suinicolo in provincia di Parma, con la finalità di verificare l efficienza di funzionamento e i consumi energetici specifici del sistema. I test sono stati impostati operando con diverse temperature di processo (50, 60 e 70 C) e diverse portate d aria di insufflazione. Per ogni variabile modificata i test sono stati condotti in triplice ripetizione. Liquame grezzo Durante tutte le prove è stata utilizzata la frazione liquida chiarificata del liquame suino prodotto in azienda, ottenuta con un trattamento di separazione solido-liquido (compressore elicoidale, foto 1). I principali parametri monitorati durante ogni test sono stati i seguenti: caratteristiche chimiche del liquame (ph e azoto ammoniacale): all inizio del test e a ogni ora di funzionamento; temperatura dell aria in 8 diversi punti dell impianto: a monte e a valle del reattore, all interno della massa di liquame presente nel reattore; pressione statica a monte del reattore di strippaggio; concentrazione di azoto ammoniacale nel flusso d aria utilizzato per lo strippaggio a monte e a valle dello strippatore (foto 2) e a monte e valle dello scrubber; concentrazione di azoto e volume della soluzione di solfato di ammonio presente nel serbatoio dello scrubber; consumi termici: il riscaldamento della massa di liquame all inizio del test e i consumi di mantenimento durante l insufflazione sono stati monitorati pesando ogni ora la bombola di gas gpl utilizzata per l alimentazione della caldaia. Ogni test ha avuto una durata variabile da 4 a 6 ore di insufflazione di aria consecutive con temperatura a regime. Tutte le prove sono state effettuate con ricircolo completo dell aria: tutto il flusso d aria uscente dal reattore di strippaggio è stato avviato prima allo scrubber e in Fango Flottatore Chiarificato Digestore anaerobico Strippatore Digestato Chiarificato Effluente Frazione solida Solfato ammonico FIGURA 1 - Linea di trattamento costituita dall abbinamento di un impianto di digestione anaerobica e strippaggio dell ammoniaca In questa linea l azoto separato mediante strippaggio a caldo viene concentrato in una soluzione acquosa di sali di ammonio ed esportato in aree a bassa densità zootecnica. uscita da questo aspirato dalla soffiante per essere nuovamente insufflato nel reattore stesso. L assenza di scarico in atmosfera e/o di prelievo di flussi dall ambiente permette di ridurre al minimo le emissioni di eventuali composti organici maleodoranti non catturati e abbattuti dallo scrubber. Buoni risultati Stabilizzazionestoccaggio Separatore solido-liquido Stoccaggio fertirrigazione Uso agronomico o industria fertilizzanti Più è alta la concentrazione di azoto ammoniacale nel liquame, maggiore è la velocità iniziale di volatilizzazione e quindi l efficienza di strippaggio I risultati ottenuti hanno dimostrato che lo strippaggio di azoto da liquami suinicoli con insufflaggio di aria e riscaldamento può essere condotto con buoni risultati senza la necessità di spostare artificialmente il valore di ph del liquame. Per favorire il processo di rimozione dell azoto ammoniacale si è provveduto, oltre che a lavorare ad alte temperature, ad aerare e miscelare il liquame suinicolo. Durante la fase progettuale era stato previsto che questa combinazione di trattamenti fisici sulla massa di liquame potesse dar luogo a un elevata formazione di schiume nello spazio di testa del reattore, che potevano essere trascinate dal flusso d aria di strippaggio alla torre di lavaggio (scrubber), riducendone in breve tempo l efficienza di deammonificazione. Per ridurre questa problematica è stato progettato un sistema di miscelazione del liquame che fungesse anche da abbattitore di schiume. In questa maniera, il liquame viene prelevato dal fondo del reattore e irrorato all interno dello spazio di testa su una serie di dischi frangigetto per creare un effetto pioggia sulla schiuma. Soprattutto nella tesi a 70 C, la formazione di schiume è stata elevata, ma il sistema di abbattimento a pioggia si è dimostrato efficiente e ha evitato che le schiume superassero il livello dei dischi frangigetto e fossero trascinate lungo la linea di estrazione dell aria. Efficienza di strippaggio In tabella 1 sono evidenziati i valori di ph e azoto ammoniacale del liquame caricato a inizio prova nel reattore, prima del riscaldamento e dell avvio dell insufflazione d aria e del liquame in uscita dal reattore di strippaggio a fine trattamento. Il liquame utilizzato per le prove non aveva una concentrazione di azoto ammoniacale elevata, essendo un liquame chiarificato e avendo già subito una prima sedimentazione nella vasca. Nell ultima colonna della tabella è stata riportata la percentuale di azoto ammoniacale rimosso durante il trattamento, riferita sia alla singola sessione sperimentale sia come valore medio della tesi. Mediamente, con un tempo di ritenzione idraulica di 5 ore circa, le efficienze di rimozione sono risultate pari al 13% per il test a 50 C, al 27% per quello a 60 C e al 40% per il test a 70 C. Alcune differenze peculiari che si sono prodotte nelle modalità operative, nel corso delle tre repliche effettuate, hanno consentito di valutare alcuni ulteriori aspetti del processo. Nella prima e seconda replica a 60 C è stato caricato un liquame suinicolo con una concentrazione di azoto ammoniacale più elevata rispetto sia alla terza replica sia alla media dell intera sperimentazione (1.507 mg azoto ammoniacale/kg tal quale). In particolare i valori sono stati 18/2008 L Informatore Agrario 47

4 T TECNICA e mg azoto ammoniacale/kg tal quale, rispettivamente nella prima e seconda replica contro i della terza replica. A concentrazioni più elevate di azoto ammoniacale del liquame in ingresso è corrisposta una maggiore percentuale di azoto rimosso durante la prima ora di strippaggio (grafico 2). Ciò consente di trarre utili indicazioni in termini gestionali e di previsione di efficienza di strippaggio: quanto più è alta la concentrazione di azoto ammoniacale nel liquame, tanto maggiore è la velocità iniziale di volatilizzazione e dunque l efficienza di strippaggio. Nel grafico 1 viene illustrata l efficenza di rimozione per le tre temperature sperimentate. Per tutte le tesi si osserva l incremento nel tempo della percentuale di azoto rimosso, più evidente nel caso della prova a 70 C, cui corrisponde la maggiore efficienza di abbattimento. Consumi energetici Efficienza di rimozione azoto ammoniacale (%) TABELLA 1 - Caratteristiche del liquame e riduzione del contenuto di azoto ammoniacale (mg/kg) Tesi 50 C 60 C 70 C Tempo di ritenzione idraulica (ore) 50 C 60 C 70 C GRAFICO 1 - Andamento della rimozione dell azoto ammoniacale nel tempo al variare della temperatura del processo Per tutte le tesi si osserva l incremento nel tempo della percentuale di azoto rimosso, più evidente nella prova a 70 C. Test ph Liquame tal quale azoto ammoniacale (mg/kg tal quale) ph Liquame in uscita a fine test azoto ammoniacale (mg/kg tal quale) Con un tempo di ritenzione idraulica di 5 ore, le efficienze di rimozione sono risultate pari al 13% per il test a 50 C, al 27% per quello a 60 C e al 40% per il test a 70 C. Riduzione dell azoto ammoniacale (%) test 1 8, , ,3 2 8, , ,5 3 8, , ,6 1 8, , ,1 2 7, , ,0 3 8, , ,4 1 8, , ,5 2 8, , ,2 3 8, , ,7 Il processo sperimentato nel reattore pilota è altamente energivoro, in quanto richiede sia energia elettrica per insufflare aria nella massa di liquame presente nel reattore, per miscelare il liquame e ricircolare l acqua calda, sia energia termica per portare e mantenere la massa caricata nel reattore alla temperatura di processo desiderata. In un impianto su scala reale tale quantità di energia deve essere fornita dal cogeneratore con la conversione del biogas in energia elettrica e termica. Analizzando l efficienza di rimozione e i consumi termici (i consumi elettrici del pilota non sono rappresentativi di un impianto a scala reale), si è riscontrato che il miglior rapporto costi energetici/benefici si raggiunge mantenendo una temperatura di processo di 60 C. La tesi a 70 C ha evidenziato una maggiore efficienza di rimozione nell unità di tempo, ma in relazione al costo energetico perde di competitività. È chiaro che qualora l energia termica di surplus fosse sufficiente, il processo potrebbe essere comunque condotto anche a temperature superiori. Le quantità di energia termica disponibili in un impianto di digestione anaerobica dipendono in prima battuta dalle condizioni di isolamento del digestore, dalla temperatura di processo e dalle condizioni termometriche dell ambiente esterno. L altro fattore, però, che incide sulla disponibilità di energia termica di surplus è la densità energetica dei substrati avviati al carico e il tempo di ritenzione idraulico. Per quanto concerne il primo punto, quanto più i substrati sono concentrati e sono composti da prodotti a elevata potenzialità metanigena, tanto più è elevata l energia per unità di volume producibile e quindi il surplus energetico. Allo stesso modo, per quanto concerne il secondo punto, quanto minore è il tempo di ritenzione idraulica tanto minore è il volume di digestore da riscaldare e maggiore è il surplus energetico. Ciò è di estrema importanza per riuscire a dimensionare il proprio impianto e riuscire a verificare la quota del digestato prodotto giornalmente, nei diversi periodi dell anno, che è possibile trattare nello strippatore. Nei mesi invernali, soprattutto con liquami diluiti, potrebbe accadere che tutta l energia termica recuperata dal digestore serva per riscaldare il digestore e non ci sia disponibilità per lo strippaggio. Nei mesi estivi, invece, potrebbe accadere il contrario. In grafico 2 viene illustrata la sostenibilità energetica della filiera di trattamento, che prevede l inserimento dello strippaggio in connessione con un impianto di produzione di biogas. Nell ipotesi di avere un digestore anaerobico alimentato con solo liquame suinicolo, caratterizzato da una percentuale di sostanza organica pari al 75% del tenore di sostanza secca, si può ottenere una produzione media di circa 0,3 m 3 di metano per ogni kg di sostanza organica caricata al digestore. Considerando un rendimento termico del cogeneratore pari al 50% e condizioni medie di isolamento, è possibile stimare, in rapporto al tenore di sostanza secca del liquame avviato alla digestione, l energia termica [kwhtr] disponibile per il processo di strippaggio. Il grafico 2 mette in evidenza la quota totale annuale di digestato prodotto e trattabile con l energia termica di surplus disponibile al variare della concentrazio- Digestato prodotto con strippatore (%) media 12,1 29,2 39, Sostanza secca liquame e tal quale (%) GRAFICO 2 - Digestato trattato dallo strippatore in rapporto alla sostanza secca del liquame fresco introdotto nel digestore Solamente partendo da una concentrazione di sostanza secca del 7% è possibile ottenere la quantità di biogas necessaria ad alimentare un cogeneratore con una potenza termica sufficiente e costante per l intero anno per trattare tutto il digestato prodotto. 48 L Informatore Agrario 18/2008

5 TECNICA T ne di sostanza secca del liquame avviato alla digestione anaerobica. La curva è stata ricavata considerando costante il tempo di ritenzione idraulica del digestore, indipendentemente dalla concentrazione di sostanza secca del liquame, e la potenza termica disponibile. Ciò significa che si è ritenuto avviabile allo strippaggio solo la quota di liquame trattabile con la disponibilità giornaliera di energia termica. Non viene considerata, quindi, l opportunità di stoccare il digestato non trattabile nei periodi più freddi, per mancanza di energia termica, per poi sottoporlo al processo di strippaggio nei mesi più caldi, quando la capacità di strippaggio è superiore alla portata di digestato prodotto. Dall analisi risulta evidente che solamente partendo da un concentrazione di sostanza secca del 7% è possibile avere una potenza termica sufficiente e costante per tutto l anno per trattare tutto il digestato prodotto. Negli altri casi il trattamento sarà completo nei mesi più caldi e parziale negli altri periodi. La gestione oculata dei quantitativi di acqua di lavaggio e degli sprechi idrici assume quindi un duplice vantaggio per coloro che pensano a questa soluzione, perché permette di ridurre le dimensioni del digestore anaerobico e permette di trattare più digestato a parità di capi presenti in allevamento. L efficacia aumenta con la temperatura Foto 2 - Strippatore in cui avviene la fase di volatilizzazione dell ammoniaca La frazione liquida in uscita dal trattamento di strippaggio può essere impiegata nella fertirrigazione delle colture aziendali L efficienza del processo di strippaggio cresce all aumentare della temperatura della massa di liquame. Con un tempo di ritenzione idraulica di circa 5 ore, sono state raggiunte efficienze di strippaggio medie del 13%, a 60 C del 27% e a 70 C del 40%. Le prove condotte con il prototipo sperimentale hanno mostrato che la tecnica dello strippaggio dell ammoniaca a elevate temperature (60-70 C), applicata ai liquami suinicoli, costituisce un interessante possibilità di riduzione dell azoto, a condizione che i consumi energetici che la tecnica comporta possano essere sostenuti da una fonte di basso impegno economico per l azienda, quale il biogas da digestione anaerobica. La combinazione dello strippaggio alla digestione anaerobica permette infatti di utilizzare l acqua calda prodotta dal cogeneratore per riscaldare la massa di liquame presente nello strippatore. Questa sinergia tra impianti rende più applicabile la tesi con la temperatura di processo pari a 60 C rispetto a quella a 70 C, temperatura difficilmente raggiungibile con il recupero dell acqua calda dell impianto di cogenerazione. Temperature di processo inferiori a 60 C non portano a efficienze di abbattimento significative. Il processo di strippaggio ad alta temperatura tende a produrre schiuma, che può essere tenuta sotto controllo grazie ad appositi accorgimenti costruttivi, evitando così l uso di additivi chimici antischiuma. È necessario sottolineare che per un applicazione sostenibile della tecnica occorre che il materiale avviato alla digestione anaerobica (sia esso effluente di allevamento tal quale che effluente addizionato di altre matrici organiche) sia caratterizzato da un elevato carico organico. Solo in queste condizioni, infatti, la potenza termica ricavabile dall utilizzazione del biogas prodotto può essere sufficiente per le esigenze del digestore anaerobico e dello strippatore. Va tuttavia evidenziato che i dati raccolti fino a ora sono ancora parziali e incompleti e che la tecnologia investigata richiede ancora alcune messe a punto di natura impiantistica per un inserimento affidabile nelle linea di trattamento ipotizzata. In linea di principio, la tecnica può essere impiegata anche su liquami bovini chiarificati, ma rimane da verificare la maggiore potenzialità schiumogena di questo prodotto rispetto a quella del liquame suinicolo. Da ricordare infine che l azoto liberato durante il processo di strippaggio viene catturato in una soluzione stabile di sale di ammonio. Pur essendo assimilabile a un fertilizzante, questo prodotto non è facilmente commercializzabile perché non presenta tutte le caratteristiche qualitative di concentrazione e purezza costanti richieste dalla normativa sui fertilizzanti. Come ulteriore beneficio, occorre ricordare che il liquame in uscita dal trattamento di strippaggio è caratterizzato da un tenore di azoto ammoniacale ridotto, che consente di limitare l emissione di ammoniaca in ambiente dalle fasi gestionali successive (stoccaggio e distribuzione in campo). Giuseppe Moscatelli, Claudio Fabbri Centro ricerche produzioni animali Crpa Reggio Emilia [email protected] Ringraziamenti: nell ambito del Programma regionale per la ricerca industriale, l innovazione e il trasferimento tecnologico (Prriitt), il Crpa spa, la ditta Rota Guido srl e l Università di Milano - Dipartimento di scienze e tecnologie veterinarie per la sicurezza animale hanno progettato e realizzato un attività di ricerca sperimentale e sviluppo industriale dal titolo «Sistema innovativo di trattamento dei liquami zootecnici per il risparmio energetico, la riduzione dell impatto ambientale, il risparmio idrico e l ottenimento di prodotti a elevato valore agronomico». Per consultare la bibliografia: 08ia18_3402_web 18/2008 L Informatore Agrario 49

6 T TECNICA Articolo pubblicato su L Informatore Agrario n. 18/2008 a pag. 45 Strippaggio, tecnica efficiente per l abbattimento dell azoto BIBLIOGRAFIA Cheung K.C., Chu L.M., Wong M.H. (1997) - Ammonia stripping as a pre-treatment for landfill leachate. Water, Air, and Soil Pollution, 94: I. Janus H.M., van der Roest H.F. (1997) - Don t reject the idea of treating reject water. Water Science and Technology, 35 (IO): Liao P.H., Chen A., Lo K.V. (1995) - Removal of nitrogen from swine manure wastewaters by ammonia stripping. Bioresource Teehnology, 54: Schiweck H., Nahle C. (1990) - Removal of ammonia from condensates and surplus condenser water by stripping with air. Zuckerindustrie, 115: Thorndahl D. (1992) - Nitrogen removal by treatment of reject water. In: «Proceedings of european conference on nutrient removal from wastewater», Leeds: Viel L. (1996) - Avec amolis chaux devant, l ammoniac piége a l atmosphère. Pore Magazine, 292:

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