IL MIX DESIGN : PROGETTO DELLA MISCELA CALCESTRUZZO
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- Ladislao Di Martino
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1 Laboratorio di Edilizia ed Esercitazioni di Topografia Prof. Stefano Pierri IL MIX DESIGN : PROGETTO DELLA MISCELA CALCESTRUZZO Anno Scolastico 2015/16
2 Il mix-design, letteralmente progetto della miscela, è il procedimento per il calcolo della composizione del calcestruzzo (in termini di quantità di cemento, di acqua e di inerti per m 3 di calcestruzzo). Per ottenere un calcestruzzo con buone qualità specifiche, sia la norma UNI EN che la norma UNI 11104, stabiliscono le CONDIZIONI MINIME OPERATIVE che i progettisti devono adottare per prescrivere un materiale con le caratteristiche prestazionali richieste. Il progettista, deve indicare, in modo chiaro ed inequivocabile, i seguenti dati: resistenza caratteristica Rck [espressa in N/mm 2 ] o classe di resistenza del calcestruzzo; diametro massimo dell aggregato Dmax [espresso in mm]; classe di consistenza del calcestruzzo fresco; classe di esposizione ambientale; eventuali altre caratteristiche od aggiunte per getti particolari 2
3 Tipo di cemento a/c DATI IN INGRESSO Rck : classe di resistenza del cls Diametro massimo aggregato c classe di consistenza/lavorabilità a a 3
4 LAVORABILITA DEL CALCESTRUZZO e SLUMP TEST 1 Lavorabilità del calcestruzzo è la capacità che esso possiede di assumere la forma del recipiente che lo contiene, normalmente il cassero. Ovviamente la lavorabilità deve essere scelta in funzione delle caratteristiche della struttura e dei metodi di compattazione e verificata al momento del getto in cantiere. La lavorabilità di un impasto è molto importante anche per il lavoro che si deve spendere durante la posa e la compattazione. Il procedimento più usato soprattutto in cantiere è lo SLUMP TEST il quale suddivide gli impasti in cinque classi basandosi sulla misura dell abbassamento al cono di Abrams del calcestruzzo fresco per effetto del peso proprio: 4
5 INDIVIDUAZIONE DELLA CLASSE DI CONSISTENZA La consistenza influisce in maniera fondamentale sulla resistenza del calcestruzzo indurito. E pertanto necessario stabilire il suo valore a monte del progetto della miscela. 5
6 TIPI DI CEMENTO 2 I cementi Tipo I (CEM I) "Cementi Portland" sono costituiti almeno per il 95% da clinker e in misura variabile da 0 a 5% da costituenti minori. Sono generalmente utilizzati nella prefabbricazione di calcestruzzi armati semplici e precompressi (ideali per contrastare il fenomeno della carbonatazione in quanto ricchi di idrossido di calcio). (9%) I cementi Tipo II (CEM II) "Cementi Portland Compositi", hanno come costituenti principali oltre al clinker, presente in percentuale variabile dal 65 al 94%, le loppe granulate d'altoforno, la silica fume, le pozzolane, le ceneri volanti, scisti calcinati e calcare. Hanno proprietà molto simili a quelle dei CEM I che li rendono idonei ai più comuni impieghi nella realizzazione di calcestruzzi armati normali e precompressi, di elementi prefabbricati. (64%) I cementi Tipo III (CEM III) "Cementi d'altoforno", sono costituiti da clinker fino al 64%, e loppa granulata basica d'alto forno. Questo tipo è articolato in tre sottotipi con contenuti di loppa variabile dal 36% al 95%. Rispetto al cemento Portland, i CEM III sono principalmente indicati nelle situazioni in cui il calcestruzzo è soggetto ad ambienti chimicamente aggressivi e per la realizzazione di opere di grosse dimensioni. I cementi Tipo IV (CEM IV) "Cementi pozzolanici", sono costituiti da clinker tra il 45 e 89%, e materiale pozzolanico naturale o artificiale. In base alla percentuale di materiale pozzolanico, variabile dal 11% al 55%, sono articolati in due sottotipi. Presentano una elevata resistenza all'attacco chimico. Resistenti all azione dei sali disgelanti. (10%) I cementi Tipo V (CEM V) "Cementi Compositi" sono costituiti da una miscela di clinker, loppa d'altoforno e pozzolana e sono adatti a realizzare calcestruzzi esposti ad ambienti mediamente aggressivi quali acqua di mare, acque acide, terreni solfatici, etc. (8%) 6
7 TIPI DI CEMENTO 7
8 cemento Scadenza Resistenza (MPa) La resistenza normalizzata di un cemento è la resistenza a compressione a 28 giorni determinata secondo EN Le classi di resistenza normalizzata considerate sono 3 : classe 32,5 classe 42,5 classe 52,5 Cemento Tipo 32,5 Cemento Tipo 42,5 Cemento Tipo 52,5 1 giorno - 3 giorni - 7 giorni 17,5 28 giorni 32,5 1 giorno - 3 giorni 17,5 7 giorni 32,5 28 giorni 42,5 1 giorno 17,5 3 giorni 32,5 7 giorni - 28 giorni 52,5 8
9 LA CLASSE DI RESISTENZA DEL CALCESTRUZZO 3 La classe di resistenza di ogni singolo elemento di un opera viene stabilita in base alle esigenze strutturali, in funzione delle azioni agenti su di essa. La classe di resistenza, utilizzata nelle verifiche di calcolo, deve soddisfare il requisito minimo imposto dalla prescrizione della durabilità e della classe di esposizione. 9
10 Determinazione del DIAMETRO MASSIMO DELL AGGREGATO 4 Dmax = minimo ( 1,25c; 0,25 s; dferri -5mm ) Dmax 1,25 c (copriferro) 0,25 s (dimensione minima della struttura) Distanza minima dei ferri 5 mm Classe di esposizione In alternativa si può estrapolare il valore del diametro massimo dell aggregato facendo riferimento alla seguente tabella: 10
11 Le classi di esposizione descrivono l'influenza dell'ambiente sul calcestruzzo indurito. Il calcestruzzo può essere esposto a diversi agenti e ciò si deve tradurre in una combinazione delle classi di esposizione. 0 : rischio zero (nessun rischio di corrosione o di aggressione) C : Carbonation = carbonatazione (corrosione dovuta a carbonatazione) D : Deicing salt = sale scongelante (corrosione dovuta a cloruri) S : Seawater = acqua marina (corrosione dovuta ad acqua marina) F : Frost = gelo (aggressione del gelo con o senza sali scongelanti) A : Chemical Attack (attacco chimico) 11
12 12
13 il rapporto a/c Determinazione del rapporto a/c (acqua/cemento) Si entra nel grafico con il rapporto Rcalc/Rcem e si ricava il rapporto acqua/cemento sull asse delle ascisse. Tra le due curve tratteggiate è compreso il 95% di tutti i valori delle prove sperimentali. Se si vuol realizzare un calcestruzzo avente resistenza media pari a 36 MPa si può utilizzare un cemento di tipo 32,5 R avente una resistenza effettiva pari a 35 MPa. Effettuando il rapporto Rcalc/Rcem avremo un valore pari a 1,03 sull asse delle ordinate del grafico a fianco. 13
14 dosaggio di acqua e aria Determinazione del dosaggio di acqua di impasto e dell aria intrappolata Dalla letteratura scientifica e sperimentale noto il valore dello slump e il diametro massimo dell aggregato, è possibile risalire al valore del dosaggio di acqua di impasto (a) e al volume di aria intrappolata (a ) attraverso la seguente tabella: 14
15 dosaggio di cemento Determinazione del dosaggio di cemento c = a / (a/c) Dalla tabella Dal grafico Il valore così ottenuto dovrebbe essere confrontato con un valore limite funzione della classe di esposizione. Infatti se il dosaggio di cemento è eccessivo si potrebbe sviluppare un calore di idratazione elevato con conseguente ritiro del manufatto. In tal caso si può intervenire con l aggiunta di fluidificanti/superfluidificanti. 15
16 Volume degli aggregati Vaggr Determinazione del VOLUME DEGLI AGGREGATI Vaggr Il volume degli aggregati (V aggr ) nello stato in cui si trova dentro il calcestruzzo è calcolabile per differenza tra il volume di calcestruzzo o quello degli altri ingredienti, nel caso siano saturi con superficie asciutta. Il volume occupato dell'aggregato si valuta sottraendo al volume occupato da un m 3 di cls, o 1000 litri, i volumi dei materiali già determinati: Vaggr = Vcem - Va - Vadd - Varia litri/m 3 Vcem = c / massa volumica del cemento 2,1 g/cm 3 Assumendo per l inerte una massa volumica apparente di 2.7 kg/l, si ottiene il contenuto degli aggregati i espresso in Kg/m 3 : i = 2,7 kg/l * Vaggr 16
17 Schema riassuntivo per la determinazione del dosaggio di acqua A, del dosaggio di cemento C e della quantità di aggregati I 17
18 IMPASTO DI PROVA Viene realizzato un impasto di prova con la finalità di risalire al contenuto di acqua dei componenti relativi al nostro impasto. Agli ingredienti determinati si aggiunge tanta acqua fino ad ottenere la classe di consistenza desiderata. Se gli inerti usati nell'impasto sono perfettamente asciutti, basta tener conto dell'acqua aggiunta durante la confezione, misurandola direttamente dal recipiente. Se gli inerti, come avviene normalmente, sono umidi, bisogna tener conto dell'acqua contenuta in essi. Se non è possibile essiccare gli aggregati si valuta l acqua in essi contenuta per mezzo della seguente tabella: 18
19 CURVA GRANULOMETRICA : COMBINAZIONE OTTIMALE DEGLI AGGREGATI Si vuole determinare attraverso la combinazione di tre pezzature di aggregato la curva granulometrica che approssimi il più possibile la curva di Fuller. Immaginiamo di disporre di : SABBIA GHIAINO GHIAIA 0 4 mm 4-10 mm mm L analisi granulometrica viene eseguita tramite SETACCIATURA con una serie di setacci disposti l uno sull altro con aperture decrescenti andando dall alto verso il basso. Una quantità nota di campione viene quindi versato nel primo setaccio posto in alto e dopo aver sottoposto la colonna dei setacci a vibrazione vengono pesati i TRATTENUTI PARZIALI nei vari setacci ed espressi in % rispetto al peso totale del campione sottoposto a vagliatura. Per l i-esimo setaccio, essendo N il numero totale dei setacci, si avrà: 19
20 Esempio di combinazione degli aggregati Ogni singolo valore di Ti(%) (trattenuto parziale) rappresenta la percentuale di inerte che rimane nei singoli setacci. Vengono poi calcolati i TRATTENUTI CUMULATIVI nei vari setacci relativi a tutta la quantità di materiale trattenuta nel setaccio i-esimo ed in quelli sovrastanti (j=1 i), espressi in % rispetto al peso totale del campione : Vengono poi calcolati i PASSANTI CUMULATIVI nei vari setacci calcolati come il complemento a 100 dei trattenuti cumulativi, espressi in % rispetto al peso totale del campione : Tali valori vengono rappresentati in grafico in funzione delle aperture dei setacci (usualmente in scala logaritmica) ottenendo così la cosiddetta CURVA GRANULOMETRICA. 20
21 Esempio di combinazione degli aggregati Ipotizziamo di effettuare la setacciatura e di ottenere i seguenti risultati: 21
22 Esempio di combinazione degli aggregati : METODO GRAFICO Con questo metodo è previsto l uso di un diagramma avente la scala delle ascisse proporzionale a (d/dmax) 0,5 in maniera tale da far risultare rettificata la curva di riferimento (nel caso oggetto di studio quella di Fuller). Per costruire questo diagramma, stabilita da noi la lunghezza dell asse delle ascisse (per esempio 18 cm) è necessario calcolare i valori (d/dmax) 0,5 Se per esempio il Dmax è pari a 31,5 mm tali valori saranno : (31,5/31,5) 0,5 (20/31,5) 0,5 (16/31,5) 0,5.. Fino al valore del diametro relativo al setaccio con il diametro più piccolo pari a 0,063 mm. Ciascuno dei valori ottenuti viene poi moltiplicato per 18 e ci fornisce la distanza dall origine in cm, in corrispondenza della quale porre il relativo valore di d sull asse delle ascisse. Ad esempio per il vaglio di d=16 mm si dovrà porre sull asse delle x dall origine un valore pari a : 18 * (16 /31,5) 0,5 = 12,8 cm Si tracciano poi delle rette per interpolazione (colorate in figura) dei punti così ottenuti. Queste rette rappresentano gli aggregati disponibili e si uniscono alle estremità superiori e inferiori di tali ratte. Seguendo tale interpolazione bisogna tener conto dei punti vicini tra di essi. 22
23 Esempio di combinazione degli aggregati : METODO GRAFICO Con questo metodo è previsto l uso di un diagramma avente la scala delle ascisse proporzionale a (d/dmax) 0,5 in maniera tale da far risultare rettificata la curva di riferimento (nel caso oggetto di studio quella di Fuller). I punti di intersezione A e B delle linee tratteggiate con la curva di Fuller rettificata ci permettono di ricavare le proporzioni delle 3 classi di aggregato. Pertanto, la curva granulometrica che più si avvicina alla curva teorica di Fuller si otterrà impiegando : 44% ghiaia 21% ghiaino 35% sabbia 23
24 Esempio di combinazione degli aggregati Per rappresentare in un grafico la curva granulometrica di un combinato, cioè per confrontare il risultato con un eventuale fuso granulometrico di riferimento o una curva, si calcola in corrispondenza di ciascun vaglio il passante cumulativo come somma dei passanti cumulativi degli n materiali a quello stesso vaglio dosati secondo le percentuali trovate: Pi = pi,n fn / 100 Con Pi = passante cumulativo al vaglio iesimo del combinato. Pi,n = Passante cumulativo dell ennesimo componente al vaglio i fn = percentuale dell ennesino componente della miscela Esempio. Il passante al vaglio di 8 mm è: P8 = (100*35)/ (66,4*21)/ (1,7 *44)/100 = 49,8% 24
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