PROGETTO INTERCULTURA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PROGETTO INTERCULTURA"

Transcript

1 PROGETTO INTERCULTURA Non sarà l omologazione delle differenze il futuro dell umanità, ma la loro convivialità, il loro reciproco riconoscersi e accettarsi, sul fondamento comune della dignità assoluta di ogni persona umana e del diritto di ciascuno all uguaglianza, formale e sostanziale. (Bruno Forte) DESTINATARI A.S Il progetto prevede il coinvolgimento di: alunni e genitori stranieri e autoctoni delle scuole dell Istituto: - Scuola dell Infanzia, - Scuola Primaria M. Seneci di S.Sebastiano, - Scuola Primaria Madre Teresa di Calcutta di Faidana, - Scuola Primaria Giovanni Paolo II di Rossaghe - Scuola Secondaria di Primo Grado S. Gnutti. 1

2 FINALITA ED OBIETTIVI GENERALI DEL PROGETTO Il progetto intende affrontare e facilitare l inserimento scolastico degli alunni stranieri nella prospettiva dell educazione interculturale della Scuola italiana (MIUR, Linee guida per l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri, febbraio 2006). Gli obiettivi sono: Favorire, come Istituto, una effettiva integrazione degli alunni stranieri con la comunità scolastica; favorire la crescita del singolo, avvertita anche dal benessere manifestato dalla regolare frequenza, dalla partecipazione alle attività extrascolastiche, dal raggiungimento di obiettivi didattici individualizzati, dall acquisizione di competenze linguistiche più funzionali alla comunicazione, alla comprensione, allo studio, alla fruizione tecnica della lingua italiana; accogliere ed inserire i genitori delle famiglie immigrate in contesti sociali, aggregativi e relazionali; valorizzare, integrare e potenziare alcune azioni già sperimentate negli anni scorsi; instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione con le famiglie straniere per favorire la partecipazione scolastica delle stesse alla vita della Scuola e quindi alla vita sociale del territorio. Come affermato nella C.M. n 73 del marzo '94, l'ed. interculturale non è uno "specialismo", una disciplina aggiuntiva che si colloca in un momento prestabilito e definito dell'orario scolastico, ma è un approccio per rivedere i curricoli formativi, gli stili comunicativi, la gestione delle differenze, delle identità, dei bisogni di apprendimento. Infatti l educazione interculturale ha le seguenti caratteristiche: Non è una materia a parte; è una prospettiva interdisciplinare, un principio che riguarda tutte le materie del curriculum scolastico È una parte normale dell educazione; si rivolge senza eccezioni a tutti gli alunni, a tutti gli insegnanti e a tutte le scuole. La presenza di immigrati in classe non costituisce la condizione necessaria per attivare percorsi di educazione interculturale - È un processo dinamico di apprendimento che è caratterizzato da specifiche metodologie Il miglioramento dei risultati scolastici degli alunni stranieri non costituisce obiettivo primario dell educazione interculturale Non è caratterizzata da un contenuto specifico, ma necessita di rapporti tra contenuto, strategie metodologiche e aspetti valoriali. MOTIVAZIONI E SITUAZIONE DI PARTENZA Dal documento del MIUR febbraio 2006: "L aumento progressivo, negli ultimi anni, del numero di alunni stranieri rappresenta un dato di grande rilevanza che chiama in causa le scuole italiane e, in particolare, la loro capacità di accoglienza ed integrazione. Si tratta di un fenomeno che, pur di notevole complessità, può costituire uno stimolo e una risorsa nella progettazione dei percorsi formativi delle nuove generazioni. L azione della scuola deve tendere a valorizzare tutta la ricchezza di esperienze e riflessioni compiute in questi anni. La consapevolezza del patrimonio di civiltà europea, l incontro aperto con altre culture e modelli di vita, la garanzia per tutti i cittadini, italiani e non, di acquisire nelle nostre scuole una reale 2

3 esperienza di apprendimento e di inclusione sociale, sono obiettivi a cui le istituzioni scolastiche devono mirare con il concorso e la collaborazione dei soggetti educativi presenti sul territorio: famiglie, enti locali, università, associazioni, istituzioni a vario titolo interessate". Da anni a Lumezzane si registra un forte flusso migratorio proveniente da diversi Paesi, soprattutto asiatici; accanto a nuclei familiari che vivono nel nostro Paese da anni, si aggiungono ogni anno nuovi arrivi, che costituiscono, a volte, ricongiungimenti familiari. Il fenomeno dell immigrazione è sempre in aumento, nonostante la forte crisi economica in atto anche sul nostro territorio. La percentuale di alunni stranieri nelle scuole di ogni ordine e grado ha raggiunto numeri considerevoli. Presenze degli alunni stranieri negli ultimi anni scolastici: a.s a.s a.s a.s a.s a.s a.s a.s a.s Nel nostro Istituto è predominante la presenza di alunni provenienti dal Pakistan (costituiscono circa il 50% degli alunni stranieri); risultano comunque presenti 14 etnie: PAKISTAN TUNISIA GHANA ALBANIA MAROCCO SENEGAL ROMANIA NIGERIA BRASILE BURKINA FASO SERBIA 3

4 UCRAINA PERU BANGLADESH Nel tempo l istituto ha cercato di rispondere alle problematiche emergenti nel seguente modo: - adesione al progetto di rete facente capo al Centro Territoriale n 5; - attuazione di progetti rivolti agli alunni e alle famiglie straniere; - allestimento di spazi attrezzati per attività interculturali. - intervento di docenti esterni esperti di insegnamento di italiano come L2,; - formazione dei docenti attraverso la partecipazione a corsi d aggiornamento. Quest anno, come negli ultimi anni scolastici, il numero degli alunni stranieri presenti nei diversi plessi dell Istituto è aumentato. La percentuale maggiore si rileva nella scuola dell Infanzia. La presenza degli alunni stranieri in questa scuola è un dato che si registra da pochi anni; fino a qualche anno fa infatti l ingresso dei bambini stranieri nella vita scolastica avveniva con l inizio della scuola primaria. La scelta dell iscrizione alla scuola dell Infanzia da parte delle famiglie straniere è maturata anche grazie al dialogo instaurato tra scuola e famiglia in questi anni; nell ambito del progetto Conosciamoci, infatti, si è fatto conoscere e si è dato valore al percorso che i bambini compiono all interno di questa scuola, fondamentale per l integrazione e l acquisizione di requisiti di base che facilitano gli apprendimenti futuri. Nell Istituto sono presenti 224 alunni stranieri su 648, la percentuale è del 34,5 %; Gli alunni sono così ripartiti: Scuola dell infanzia:...60 su 76 78,9 % Scuole primarie: S. Sebastiano: su ,3 % Faidana:...48 su ,3 % Rossaghe:...7 su 106 5,5 % Scuola secondaria di primo grado:...47 su ,2 % Nel plesso della scuola primaria di S. Sebastiano si segnala il caso della classe prima, nella quale sono iscritti 25 alunni, 19 dei quali stranieri. L Istituto ha concordato di destinare risorse particolari a questa classe; in particolare il Progetto primissima accoglienza, che è stato avviato una settimana prima dell inizio delle lezioni del corrente anno scolastico In questi anni, all interno dell Istituto si è reso perciò necessario: - Acquisire consapevolezza dell'esistenza e della pari dignità di tante culture, superando stereotipi e pregiudizi 4

5 - Realizzare una concreta ed efficace accoglienza per promuovere un clima rassicurante e per sviluppare collaborazione fra tutti gli alunni - Promuovere la conoscenza di un lessico che permetta agli alunni di parlare e comunicare efficacemente nella lingua adottiva e di utilizzare in seguito la lingua per lo studio - Promuovere la conoscenza reciproca e la collaborazione tra Scuola e famiglia -ELABORARE UNA CULTURA CHE ORIENTI ALL INCLUSIONE. All interno dell Istituto vi è la presenza di una FUNZIONE STRUMENTALE, che si occupa dell area interculturale e all inizio di ogni anno scolastico viene costituita una COMMISSIONE che, con l insegnante designata per la funzione strumentale, rifletta e studi le problematiche relative all inserimento degli alunni stranieri, coordini gli interventi per favorire l accoglienza e facilitare il percorso verso l inclusione scolastica e agisca in stretta collaborazione con la rete di scuole del CTI 5. Compiti della Funzione Strumentale: - Formulare proposte per l attivazione di laboratori linguistici, individuando risorse interne ed esterne e facilitando il coordinamento tra gli insegnanti e gli eventuali facilitatori esterni - Formulare proposte per attività di formazione dei docenti e iniziative di educazione interculturale - Coordinare l acquisto e la gestione di specifici sussidi didattici (testi per l acquisizione dell italiano L2, narrativa bilingue, educazione interculturale, testi per l apprendimento, materiali multimediali, - Altro) - Mantenere, insieme al Dirigente scolastico, gli opportuni contatti con gli enti e associazioni territoriali per acquisire le opportunità da questi offerte alla scuola - Coordinare gli interventi scolastici ed extrascolastici necessari per l accoglienza e l integrazione - Provvedere che gli insegnanti referenti operino una prima valutazione delle competenze linguistiche ed extraverbali dell alunno utilizzando specifiche prove - Predisporre eventuali strumenti per il monitoraggio degli interventi di accoglienza e integrazione - Partecipare ai lavori della Commissione territoriale del CTI 5 - Mantenere i rapporti con le famiglie straniere Predisporre, al termine dell anno scolastico, una relazione di sintesi sul lavoro svolto. Per l anno scolastico la commissione è composta dalle seguenti docenti: Ins. Reboni Sabrina Scuola primaria di Rossaghe (FUNZIONE STRUMENTALE PER L'INTERCULTURA e referente per la commissione distrettuale CTI 5); -Ins. Zobbio Dani Scuola dell infanzia (Referente per la commissione distrettuale) -Ins. Costa Silvia Scuola primaria di Faidana; -Ins. Brazzaventre Natalia Scuola primaria di S.Sebastiano; 5

6 -Ins. Nassini Stefania Scuola secondaria di primo grado (Referente per la commissione distrettuale) ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO Il Progetto Intercultura si inserisce nel piano dell offerta formativa dell Istituto e quest anno si articola nelle seguenti parti: 1) ACCOGLIENZA LA FASE DELL ACCOGLIENZA presenta aspetti diversi: ASPETTO AMMINISTRATIVO BUROCRATICO - L iscrizione alla scuola, accertando identità e scolarità pregressa, con l utilizzo della scheda relativa alla biografia linguistica fornita dal distretto. ASPETTO EDUCATIVO E DIDATTICO - L organizzazione di modalità d inserimento non casuali: individuazione di persone e risorse, assegnazione alla classe, elaborazione di percorsi didattici individualizzati, insegnamento aggiuntivo ecc. ASPETTO COMUNICATIVO - La messa in atto di procedure che possono facilitare l informazione e la comunicazione tra scuola e famiglia straniera,facendo ricorso ad eventuali mediatori culturali; ASPETTO RELAZIONALE - La relazione interpersonale, con atteggiamenti e messaggi impliciti; la necessità di collaborare con enti ed associazioni del territorio (l Istituto aderisce al progetto di rete del distretto), di ricercare materiali e risorse, di contattare altre scuole interessate dalle stesse problematiche ASPETTO SOCIALE (SI ALLEGA IL PROGETTO ACCOGLIENZA) 2) MEDIAZIONE Dal punto di vista della normativa, le leggi sull immigrazione (Legge n. 40 del 6 marzo 1998 e n. 189 del 30 luglio 2002) fanno esplicitamente riferimento a questa figura professionale: lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni nell ambito delle proprie competenze favoriscono la realizzazione di convenzioni con associazioni per l impiego, all interno delle proprie strutture, di stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore a due anni, in qualità di mediatori interculturali, al fine di agevolare i rapporti tra le singole amministrazioni e gli stranieri appartenenti ai diversi gruppi etnici, nazionali, linguistici e religiosi (Legge n. 40/98, art. 40, comma 1). L art. 36 della stessa legge indica, inoltre, la necessità di stabilire i criteri e le modalità di comunicazione con le famiglie degli alunni stranieri, anche con l ausilio di mediatori culturali qualificati e, ove possibile, delle famiglie stesse. Resta fermo che la funzione di mediazione, nel suo insieme, è compito generale e prioritario della scuola stessa, quale istituzione preposta alla formazione culturale della totalità degli allievi nel contesto di territorio. E il terzo anno che l Istituto si avvale della presenza di mediatori linguistico-culturali che collaborano nei seguenti ambiti; 6

7 - accoglienza, tutoraggio e facilitazione nei confronti degli allievi neo arrivati e delle loro famiglie e presentazione alla classe accogliente; - mediazione nei confronti degli insegnanti; fornire loro informazioni sulla scuola nei paesi di origine, sulle competenze, la storia scolastica e personale del singolo alunno; - interpretariato e traduzione (avvisi, messaggi, documenti orali e scritti) nei confronti delle famiglie e di assistenza e mediazione negli incontri dei docenti con i genitori, soprattutto nei casi di particolare problematicità; - mediazione nell ambito del progetto dedicato alle famiglie straniere. ObiettivI: Destinatari: - Aprire spazi di mediazione culturale con le famiglie immigrate per favorire la comunicazione e l interazione con la scuola; - Collaborare con gli insegnanti per rispondere efficacemente ai bisogni degli alunni/e immigrati/e; - Aiutare famiglie e studenti immigrati a orientarsi nelle scelte dopo la secondaria di primo grado. - Favorire l interazione tra bambini/e italiani/e e bambini/e immigrati. - Conoscere la formazione dell identità dei minori immigrati dentro la doppia appartenenza; - Elaborare situazioni di relazioni complesse e difficili fra insegnanti e alunni/e e la famiglia; alunni e genitori stranieri dei diversi ordini di Scuola; docenti (facilitazione nei rapporti Scuola famiglia). Spazi: Risorse: Metodologia: diversi spazi all interno dell Istituto. mediatori linguistico culturali di diverse etnie. incontri individuali, in piccolo o grande gruppo. 3) PRIMA ALFABETIZZAZIONE I suggerimenti contenuti nelle Circolari Ministeriali: "La programmazione didattica è fattore determinante nelle attività di insegnamento. Ove nella classe siano presenti alunni appartenenti a diversa etnia, la programmazione didattica generale sarà integrata con progetti specifici che disegnino percorsi individuali d apprendimento, definiti sulla base delle condizioni di partenza e degli obiettivi che si ritiene possano essere conseguiti da ciascuno di quegli alunni". (C. M. n 301 del 1989) "Di immediata evidenza è il problema dell integrazione linguistica. Nelle esperienze in atto è risultata assai proficua l alternanza di periodi di presenza degli alunni stranieri nelle classi con momenti di applicazione e attività di laboratorio linguistico in gruppi di soli stranieri...per quanto possibile, le attività di sostegno linguistico saranno intensificate nella fase iniziale dell anno scolastico". (C. M. n 205 del 1990) Anche quest anno si organizzano corsi immediati di insegnamento di italiano L2 per ragazzi appena arrivati a scuola, senza alcuna conoscenza della lingua, svolti da insegnanti che si rendono disponibili o da parte di personale specializzato esterno. Il progetto prevede: - un corso intensivo ( PROGETTO PRIMISSIMA ACCOGLIENZA ) avviato una settimana prima dell inizio delle lezioni per alcuni alunni della classe prima che non hanno mai frequentato la scuola dell infanzia o segnalati, nel mese di giugno, dalle insegnanti delle scuole dell infanzia, come bisognosi di un intervento sulla lingua italiana; 7

8 - corsi da attuare all inizio dell anno scolastico, in seguito alla rilevazione dei bisogni nei diversi plessi; - in corso d anno, in corrispondenza di neo arrivi. Obiettivi generali finali: -Fornire gli elementi base per la conoscenza della lingua italiana attraverso lo sviluppo delle quattro abilità (ascolto, parlato, lettura e scrittura). -Sviluppare le abilità comunicative. -Sviluppare le abilità per orientarsi nel sociale. Destinatari: alunni stranieri delle scuole primarie e della scuola secondaria di primo grado neo arrivati o alunni che necessitano di un intervento di prima alfabetizzazione. Spazi: Risorse: Metodologia: i diversi plessi dell Istituto. insegnanti interni che mettono a disposizione ore aggiuntive all insegnamento e alfabetizzatrice esterna. lavoro laboratoriale in piccolo gruppo. 4) GIOCHIAMO E PARLIAMO E un progetto rivolto ai bambini grandi stranieri e autoctoni della Scuola dell Infanzia, per migliorare l inclusione dei primi con gli altri bambini e facilitare il loro ingresso alla Scuola Primaria. Obiettivi generali finali: -Fornire gli elementi base per la conoscenza della lingua italiana -Sviluppare le abilità comunicative. -Favorire l inclusione Destinatari: Spazi: Risorse: Metodologia: alunni stranieri e autoctoni della scuola dell Infanzia. aule della scuola dell Infanzia. un insegnante interna lavoro laboratoriale in gruppo. 5) EXTRASCUOLA Anche quest anno si intende proporre l attività dell extrascuola, per supportare quegli alunni stranieri che non hanno ancora acquisito completamente la comprensione della lingua italiana e non possono contare sull aiuto dei genitori, per una non conoscenza della lingua italiana, e quegli alunni autoctoni che necessitano di un supporto nell esecuzione dei compiti assegnati per casa. Questo tipo di intervento andrebbe a sostenere il percorso di alfabetizzazione su più livelli che si attua nel nostro Istituto e favorirebbe l integrazione tra gli alunni stranieri e autoctoni. Tale progetto prevede l organizzazione di corsi realizzati nella fascia pomeridiana, nelle Scuole Primarie di S. Sebastiano e di Faidana. 8

9 ObiettivI: - Rafforzare e recuperare l attività didattica proposta dalla scuola e supportare i bambini nell espletamento dei compiti assegnati per favorire l autonomia; - creare un ulteriore luogo di aggregazione e confronto; - favorire l integrazione fra bambini autoctoni e stranieri; Destinatari: Alunni italiani e stranieri delle classi seconde, terza, quarta e quinta delle Scuole primarie di S. Sebastiano e di Faidana particolarmente bisognosi di sostegno e di recupero delle competenze scolastiche ed esperienze che favoriscano lo sviluppo di abilità di studio. La scelta di escludere le classi prime è dettata dal fatto che gli alunni stranieri inseriti in quelle classi possono seguire il percorso di alfabetizzazione che viene proposto a tutti gli alunni. I criteri di scelta per le insegnanti: o Alunni motivati, desiderosi quindi di imparare, con difficoltà di apprendimento e/o nell esecuzione autonoma di compiti e studio. o Alunni con genitori in difficoltà a seguire i figli (sia per la non conoscenza della lingua, che per altri problemi di svantaggio sociale ), ma consapevoli della necessità di un aiuto. La scuola sottolineerà che tale intervento non esonera le famiglie dal loro compito, che è comunque quello di seguire quotidianamente i bambini nel percorso formativo, nel limite delle possibilità e competenze. La frequenza sarà obbligatoria e verrà fatta firmare da entrambi i genitori l assunzione di responsabilità per la presenza delle lezioni extrascolastiche. Qualora l intervento non risultasse proficuo, per la frequenza saltuaria o la mancanza di motivazione da parte di alcuni alunni, i docenti responsabili sostituirebbero i sopracitati alunni con altri altrettanto bisognosi. Spazi: Risorse: Strumenti: Metodologia: aule delle Primarie di S Sebastiano e di Faidana; insegnanti facilitatori linguistici in orario aggiuntivo; Materiale degli alunni (libri di testo e quaderni); testi della biblioteca scolastica. intervento individualizzato; cooperative - learning ; aiuto reciproco tra alunni. 6) ORIENTAMENTO DAI ANNI Per i ragazzi stranieri dai 15 ai 18 anni neo arrivati dall estero, il progetto Sistim 2 dallo scorso anno prevede l istituzione di un polo di orientamento con sede presso lo sportello del CTI5; i docenti incaricati ad effettuare l orientamento, saranno quelli degli IISS, con la collaborazione di mediatori linguistico-culturali, coordinati dalla referente del CTI5, ins. Coccoli Enrica. La segreteria dell Istituto Seneci, manterrà il compito di iscrivere gli studenti neo arrivati nel portale e indirizzarli al CTI5. 7) FAMIGLIE 9

10 Un elemento determinante per agevolare l accoglienza e l integrazione dei bambini stranieri a scuola, è il costante dialogo tra i docenti e le famiglie immigrate, in quanto il supporto degli insegnanti può aiutare i bambini stranieri e i loro genitori a sentirsi maggiormente integrati nel sistema scolastico italiano. Quando un docente si trova di fronte famiglie provenienti da Paesi diversi e portatrici di altre culture, il dialogo può risultare complicato, dar luogo a malintesi e, in casi estremi, sfociare in una incomunicabilità tra le parti. Tante sono, infatti, le variabili da prendere in considerazione per evitare i rischi di fraintendimento e, al contrario, per portare avanti uno scambio costruttivo tra docenti e genitori di bambini immigrati. E necessario rendersi conto dell enorme sforzo che gli immigrati compiono per cercare di inserire al meglio se stessi e i propri figli nel contesto italiano, ma al tempo stesso di conservare intatte la propria lingua e le tradizioni dei loro Paesi di provenienza. L atteggiamento di chiusura che, a volte, abbiamo visto manifestare dai genitori immigrati nei confronti del mondo esterno, può dipendere, infatti, dal timore che il proprio figlio assimili troppo rapidamente un nuovo modo di comportarsi e dei valori diversi da quelli del suo contesto di provenienza, tanto da trovarsi poi in conflitto con la cultura e le tradizioni familiari. Il dialogo tra docenti e genitori è in questo senso indispensabile, per far sì che il bambino non si trovi nella condizione di dover scegliere tra il modello di vita familiare e quello scolastico, sentendosi sospeso tra due mondi contrastanti. Il nostro Istituto intende continuare il dialogo instaurato con le famiglie straniere da alcuni anni (progetto Conosciamoci ), aprendolo anche alle famiglie italiane come occasione irrinunciabile di conoscenza e aggregazione che la Scuola deve incoraggiare. Il coinvolgimento delle famiglie prevede il seguente percorso: un incontro da effettuarsi ad inizio anno scolastico, rivolto ai nuovi genitori stranieri dell Istituto, per la presentazione della Scuola, e due o tre incontri aperti a tutti i genitori dell Istituto, durante i quali si affronteranno tematiche di interesse comune (es. salute, igiene ) alla presenza di specialisti e mediatori; Obiettivi: - migliorare la comunicazione fra scuola e famiglie straniere ceando momenti di incontro e di socializzazione che favoriscano l accesso delle stesse all Istituzione Scolastica; - avvicinare le mamme straniere alla scuola e alle famiglie italiane offrendo loro opportunità di incontro e confronto sui temi delle regole, dell igiene e della corresponsabilità educativa; -proporre la riflessione su tematiche di interesse comune ai genitori stranieri e italiani. Destinatari: Spazi: Risorse: Metodologia: le famiglie degli alunni stranieri e le famiglie italiane delle Scuole di ogni ordine e grado. aula magna della Primaria di S Sebastiano. funzione strumentale, docenti interni all Istituto, mediatori linguistico culturali e specialisti esterni. gli approcci metodologici utilizzati durante gli incontri possono essere diversi e saranno decisi in base alle caratteristiche del gruppo; incontri in plenaria. VALUTAZIONE DEL PROGETTO 10

11 La valutazione avverrà a più livelli: nei Consigli di classe, negli incontri delle equipe dei docenti delle scuole primarie, nei Consigli di interclasse, nella Commissione Intercultura, nel Collegio Docenti; a fine anno scolastico la verifica del progetto verrà rendicontata anche all assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Lumezzane; essa coinvolgerà i responsabili del progetto e i fruitori. Lumezzane, settembre 2011 La Funzione Strumentale per l' Intercultura Ins. Reboni Sabrina 11

PROGETTO INTERCULTURA

PROGETTO INTERCULTURA MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA 2 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE M. SENECI Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di 1 grado Via Partigiani,53 25065 LUMEZZANE S.S. BS Tel:

Dettagli

2 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE M. SENECI

2 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE M. SENECI MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA 2 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE M. SENECI Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di 1 grado Via Partigiani,53 25065 LUMEZZANE S.S. BS Tel:

Dettagli

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI E ALUNNI STRANIERI ADOTTATI

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI E ALUNNI STRANIERI ADOTTATI INDICE PROTOCOLLO ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI E ALUNNI STRANIERI ADOTTATI 1. Premessa 2. Finalità 3. Fasi generali del Protocollo di Accoglienza alunni stranieri e alunni stranieri adottati 4. Fasi specifiche

Dettagli

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI APPROVATO DAL COLLEGIO DOCENTI DEL 26 GIUGNO 2009 Premessa. Il protocollo d accoglienza intende presentare procedure atte a promuovere l integrazione degli alunni

Dettagli

CIRCOLO DIDATTICO DI CODIGORO A.S. 2005/2006

CIRCOLO DIDATTICO DI CODIGORO A.S. 2005/2006 CIRCOLO DIDATTICO DI CODIGORO A.S. 2005/2006 PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI 1 2 PREMESSA L inserimento di bambini e famiglie di diverse etnie nella scuola italiana avviene nell ambito di

Dettagli

PROTOCOLLO D ACCOGLIENZA PER GLI ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO D ACCOGLIENZA PER GLI ALUNNI STRANIERI PROTOCOLLO D ACCOGLIENZA PER GLI ALUNNI STRANIERI FINALITA DEL PROTOCOLLO Il protocollo definisce le tappe di un percorso condiviso che favorisca l accoglienza, l inserimento e l integrazione dei bambini

Dettagli

Scuola Secondaria di I Grado Mazzini-Patini - L Aquila PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA

Scuola Secondaria di I Grado Mazzini-Patini - L Aquila PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA Scuola Secondaria di I Grado Mazzini-Patini - L Aquila PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA Il Protocollo d Accoglienza è un documento che, deliberato dal Collegio ed inserito nel P.O.F., predispone e organizza le

Dettagli

Progetto Intercultura

Progetto Intercultura ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI BEDIZZOLE VIA MONS. A. BONTACCHIO, 4 25081 BEDIZZOLE (BS) TEL. 030 / 67.40.36 FAX 030 / 687.17.71 C.F. 93014390178 Indirizzo e-mail: [email protected] - Sito web:

Dettagli

scheda progetto accoglienza_inserimento doc PROGETTO n 1: ACCOGLIENZA/INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI B-PROGETTUALITA DELL ISTITUTO

scheda progetto accoglienza_inserimento doc PROGETTO n 1: ACCOGLIENZA/INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI B-PROGETTUALITA DELL ISTITUTO PROGETTO n 1: ACCOGLIENZA/INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI B-PROGETTUALITA DELL ISTITUTO PROGETTO DI SINGOLA SCUOLA SI NO PROGETTO DI RETI DI SCUOLE SI NO PROGETTO DI RETE CON ALTRI SOGGETTI SI NO SCUOLA

Dettagli

Protocollo d accoglienza per l inserimento degli alunni stranieri

Protocollo d accoglienza per l inserimento degli alunni stranieri ISTITUTO COMPRENSIVO di SCUOLA dell INFANZIA, PRIMARIA e SECONDARIA di PRIMO GRADO di Mozzate Anno Scolastico 2006/2007 Protocollo d accoglienza per l inserimento degli alunni stranieri Indice 1. Gli obiettivi

Dettagli

PROGETTO INTERCULTURA Anno scolastico 2010/2011

PROGETTO INTERCULTURA Anno scolastico 2010/2011 Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca Direzione didattica di Verolanuova Via Verdi 5 25028 Verolanuova ( Bs ) Tel 030931016 Fax 0309921051 e-mail uffici: [email protected] PROGETTO

Dettagli

Protocollo Accoglienza alunni stranieri. degli Istituti Superiori dell Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa

Protocollo Accoglienza alunni stranieri. degli Istituti Superiori dell Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa Protocollo Accoglienza alunni stranieri degli Istituti Superiori dell Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa INDICE 1. Introduzione pag. 3 2. La Commissione Accoglienza pag. 5 3. L iscrizione

Dettagli

Unione Comuni del Sorbara Scuola Media A. Volta Bomporto

Unione Comuni del Sorbara Scuola Media A. Volta Bomporto Unione Comuni del Sorbara Scuola Media A. Volta Bomporto Educare in L2: progetto per l accoglienza e l integrazione a.s. 2001/2002 a.s. 2003/2004 Stefania Ferrari www.glottonaute.it Le risorse Scuola Unione

Dettagli

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI. 3. Fasi generali del Protocollo di Accoglienza alunni stranieri

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI. 3. Fasi generali del Protocollo di Accoglienza alunni stranieri PROTOCOLLO ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI INDICE 1. Premessa 2. Finalità 3. Fasi generali del Protocollo di Accoglienza alunni stranieri 4. Fasi specifiche del Protocollo di Accoglienza alunni stranieri

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI PREMESSA

LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI PREMESSA LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI PREMESSA L inserimento degli alunni stranieri ha sempre comportato evidenti problemi in merito alla valutazione degli apprendimenti sia per la mancanza di conoscenza

Dettagli

LINEE GUIDA PER L ACCOGLIENZA E L INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI

LINEE GUIDA PER L ACCOGLIENZA E L INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI LINEE GUIDA PER L ACCOGLIENZA E L INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI DALL ACCOGLIENZA AL PIANO PERSONALIZZATO: COSA DICE LA LEGGE Il Collegio Docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER L INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER L INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER L INSERIMENTO DEGLI ALUNNI STRANIERI Il Protocollo di Accoglienza è un documento che, deliberato dal Collegio Docenti e inserito nel P.O.F., predispone e organizza le procedure

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI STRANIERI ISTITUTO COMPRENSIVO di COSSATO Piazza Angiono, 24 13836 COSSATO (BI) Cod. Mecc. BIIC816003 - Codice Fiscale: 92017970028 Tel. 015 93019 - Fax 015 9840126 www.iccossato.gov.it E-mail: [email protected]

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO PADRE VITTORIO FALSINA CASTEGNATO (BS)

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO PADRE VITTORIO FALSINA CASTEGNATO (BS) ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO PADRE VITTORIO FALSINA CASTEGNATO (BS) PROGETTO INTERCULTURA ED ALFABETIZZAZIONE anno scolastico 2011/2012 Progetto di

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DELL ISTITUTO COMPRENSIVO 12 BOLOGNA

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DELL ISTITUTO COMPRENSIVO 12 BOLOGNA PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DELL ISTITUTO COMPRENSIVO 12 BOLOGNA Premessa Questo protocollo nasce dall esigenza di facilitare l accoglienza degli alunni figli di immigrati, di sostenere gli alunni nella

Dettagli

MASTER INTERCULTURA Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali CALENDARIO LEZIONI

MASTER INTERCULTURA Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali CALENDARIO LEZIONI MASTER INTERCULTURA Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali CALENDARIO LEZIONI 2018-2019 OTTOBRE 15.00 19.00 Aula Ferrero, via Baciocchi 18/10 Pedagogia 19/10

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE CASSANO MAGNAGO II ( Scuola dell Infanzia - Primaria E. Fermi - Secondaria G.B. Maino)

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE CASSANO MAGNAGO II ( Scuola dell Infanzia - Primaria E. Fermi - Secondaria G.B. Maino) ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE CASSANO MAGNAGO II ( Scuola dell Infanzia - Primaria E. Fermi - Secondaria G.B. Maino) PROGETTO INTERCULTURA a.s. 2011/2012 Premessa La scuola è spesso la prima istituzione

Dettagli

PATTO DI TEAM DELLA SCUOLA PRIMARIA

PATTO DI TEAM DELLA SCUOLA PRIMARIA PATTO DI TEAM DELLA SCUOLA PRIMARIA 1. Il Patto di Team è il documento finale attraverso cui il gruppo docente enuncia la propria condivisione rispetto ad alcuni aspetti fondamentali delle tre dimensioni

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI Il presente documento denominato Protocollo di Accoglienza è un documento che nasce da una più dettagliata esigenza d informazione relativamente

Dettagli

A.S Piano Annuale per l Inclusione PARTE I SITUAZIONE DELL'A.S. IN CORSO. Rilevazione alunni con Bisogni Educativi Speciali

A.S Piano Annuale per l Inclusione PARTE I SITUAZIONE DELL'A.S. IN CORSO. Rilevazione alunni con Bisogni Educativi Speciali A.S. 2017-2018 Piano Annuale per l Inclusione PARTE I SITUAZIONE DELL'A.S. IN CORSO Rilevazione alunni con Bisogni Educativi Speciali Inf. Prim. Sec. TOT Doc. redatti DISABILITA CERTIFICATE (Legge 104/92

Dettagli

PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA della SCUOLA DELL INFANZIA (D.P.R. n.235, 21 novembre 2007, art. bis)

PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA della SCUOLA DELL INFANZIA (D.P.R. n.235, 21 novembre 2007, art. bis) Allegato n. 3 PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA della SCUOLA DELL INFANZIA (D.P.R. n.235, 21 novembre 2007, art. bis) Il contratto formativo si presenta come un patto tra chi fornisce e chi utilizza

Dettagli

Istituto Comprensivo Statale. Rita Levi Montalcini. Fontanafredda

Istituto Comprensivo Statale. Rita Levi Montalcini. Fontanafredda Istituto Comprensivo Statale Rita Levi Montalcini Fontanafredda PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DI AMBITO PER ALUNNI STRANIERI PREMESSA : Il Protocollo di Accoglienza degli alunni stranieri definisce le procedure

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI Il mutamento dello scenario scolastico con l arrivo costante di alunni stranieri impegna la scuola nella individuazione di nuovi strumenti ed interventi tendenti

Dettagli

PROGETTO BIBLIOTECA. Anno Scolastico

PROGETTO BIBLIOTECA. Anno Scolastico PROGETTO BIBLIOTECA Anno Scolastico 2016-2017 PREMESSA L'innovazione della scuola passa anche per le biblioteche scolastiche che dovrebbero diventare, nell'idea del Ministero dell'istruzione, dei laboratori

Dettagli

A SCUOLA NESSUNO E STRANIERO Percorso di educazione interculturale

A SCUOLA NESSUNO E STRANIERO Percorso di educazione interculturale A SCUOLA NESSUNO E STRANIERO Percorso di educazione interculturale Questo progetto nasce dall esigenza di poter incontrare ed inserire nella maniera più idonea possibile i bambini non italofani che ogni

Dettagli

Protocollo d'accoglienza per alunni stranieri

Protocollo d'accoglienza per alunni stranieri Protocollo d'accoglienza per alunni stranieri D ACCOGLIENZA PER GLI ALUNNI STRANIERI PROTOCOLLO PREMESSA Coerentemente a quanto avviene nel resto del Paese, il numero degli alunni stranieri che frequentano

Dettagli

Protocollo per l inserimento degli alunni stranieri

Protocollo per l inserimento degli alunni stranieri ISTITUTO COMPRENSIVO DI MORTEGLIANO E CASTIONS DI STRADA Via Leonardo da Vinci, 11-33050 MORTEGLIANO (UD) Tel. 0432/761917 Fax 0432/760037 UDIC83900A - C.F. 80005260304 Scuola dell Infanzia Mortegliano,

Dettagli

Scheda di progetto ORIENTAMENTO IN ENTRATA PER ALUNNI DI TERZA MEDIA

Scheda di progetto ORIENTAMENTO IN ENTRATA PER ALUNNI DI TERZA MEDIA Scheda di progetto ORIENTAMENTO IN ENTRATA PER ALUNNI DI TERZA MEDIA DATI GENERALI Tematica prevalente Orientamento in entrata per gli alunni di terza Media Funzione strumentale Prof.ssa Appodia Santa

Dettagli

Il PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA (POF) è la CARTA D IDENTITA della scuola.

Il PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA (POF) è la CARTA D IDENTITA della scuola. SCUOLA PRIMARIA STATALE PRIMO CIRCOLO DI ABBIATEGRASSO Il PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA (POF) è la CARTA D IDENTITA della scuola. Contiene tutte le informazioni utili e necessarie per conoscere le finalità

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI LEGGE 40/1998; D.P.R. 394/1999

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI LEGGE 40/1998; D.P.R. 394/1999 PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI LEGGE 40/1998; D.P.R. 394/1999 Gli obiettivi Il Protocollo d accoglienza è un documento che viene deliberato dal Collegio Docenti. Contiene le indicazioni riguardanti

Dettagli

PROGETTO INCLUSIONE ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI.

PROGETTO INCLUSIONE ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI. PREMESSA PROGETTO INCLUSIONE ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI. La diversità è caratteristica peculiare di ogni alunno. Con questa consapevolezza ogni docente, di sostegno e/o curricolare, accoglie i suoi alunni

Dettagli

I CENTRI DI ALFABETIZZAZIONE DEL COMUNE DI FIRENZE Inserimento scolastico e inclusione sociale

I CENTRI DI ALFABETIZZAZIONE DEL COMUNE DI FIRENZE Inserimento scolastico e inclusione sociale Seminario su Politiche locali e interventi di inclusione sociale Roma, 30 settembre 2009 LA RETE DEI CENTRI DI ALFABETIZZAZIONE 2000-2009 Dalla sperimentazione come risposta all emergenza a progetto di

Dettagli