PROVINCIA DI POTENZA
|
|
|
- Gildo Moretti
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 PROVINCIA DI POTENZA PROGRAMMA DI CONTROLLO DELLA FAUNA SELVATICA IN SOPRANNUMERO ED OPPORTUNISTICA CORVIDI (CORNACCHIA GRIGIA, GAZZA E GHIANDAIA) Redatto da: Regione Basilicata Dipartimento Ambiente e Territorio Ufficio Tutela della Natura Osservatorio regionale degli habitat naturali e delle popolazioni faunistiche. 1
2 PROGRAMMA DI CONTROLLO DELLA FAUNA SELVATICA IN SOPRANNUMERO ED OPPORTUNISTICA Introduzione Il territorio della Provincia di Potenza presenta un elevato grado di eterogeneità ambientale costituito da diverse tipologie di caratterizzazione del suolo. L eterogeneità del territorio determina alte potenzialità faunistiche, infatti, la diversa tipologia di uso del suolo, unita a una variegata morfologia del territorio, si traduce in un elevata diversità ambientale che rende la provincia vocata ad una pluralità di gruppi di specie faunistiche quali gli ungulati (es. cinghiale, cervo e capriolo), la piccola fauna stanziale (fagiano, lepre, coturnice) e la fauna migratoria (beccaccia, quaglia, turdidi). L incremento sul territorio di specie faunistiche come il cinghiale, la volpe e i corvidi ha dei risvolti che non hanno solo delle implicazioni di natura biologica, ma anche, e soprattutto, di natura economica e sociale. Tra le specie il cinghiale riveste un ruolo del tutto particolare in quanto provoca, oltre al danneggiamento diretto alle colture, anche un notevole rischio per l incolumità delle persone e la possibilità di danni a beni, soprattutto in relazione agli incidenti stradali. Il cinghiale rappresenta attualmente una specie di grande e crescente importanza venatoria con tutte le conseguenze dirette ed indotte che ciò comporta sul piano faunistico e gestionale. In realtà il conflitto di interessi legato alla presenza del cinghiale sul territorio, unitamente ad alcune obiettive difficoltà di ordine tecnico (legate ad esempio alla stima quantitativa delle popolazioni) rende la gestione di questa specie particolarmente problematica. Le cause che hanno favorito l espansione e la crescita delle popolazioni di cinghiali sono legate a vari fattori. Tra questi, le immissioni a scopo venatorio, hanno giocato un ruolo fondamentale. Altro fattore che ha determinato la consistenza della presenza del cinghiale, è l istituzione, oltre al Parco Nazionale del Pollino, di nuove aree protette ai sensi della L. 394/91 e L.R. 28/94 (fig. 1 2), quale il Parco Nazionale dell Appennino Lucano, Val d Agri Lagonegrese che di fatto creato un polmone di riproduzione ed irradiazione per tutta la Provincia, inoltre l uso esclusivo della caccia al cinghiale praticata ai confini delle aree protette con la tecnica della braccata che tende ad aumentare la mobilità del cinghiale spostando il centro della propria attività in aree più ampie e in zone vocate dal punto di vista agricolo. Nella valutazione complessiva degli impatti causati dal cinghiale non si possono tralasciare gli aspetti positivi connessi alla sua presenza. A prescindere dal fatto che il cinghiale è un elemento tipico della fauna autoctona italiana e che la sua presenza costituisce senza dubbio un elemento di ricchezza per un ecosistema, tuttavia va ricordato che numerosi studi ( 1 ) hanno messo in risalto il ruolo rivestito dal cinghiale come base trofica dei grandi carnivori in ambiente appenninico. Una strategia di gestione del problema dei danni da cinghiale, volta a minimizzare la conflittualità tra le parti in causa, non deve illusoriamente perseguirne l eliminazione, bensì deve puntare ad una loro riduzione al livello minimo socialmente accettabile e soprattutto, impegnarsi affinché il cinghiale venga considerato da parte del mondo agricolo come una componente fissa degli agro-ecosistemi. Il presente Piano nasce dalle analisi condotte nel corso degli ultimi anni allo scopo di elaborare in maniera più accurata gli opportuni metodi di risoluzione al problema in esame. Si reputa prioritario intervenire soprattutto al fine di ridurre e contenere i danni provocati dal cinghiale alle colture, sia in termini di costi per l amministrazione che di mancati ricavi per gli agricoltori in una logica di intervento tesa a prevenire eventuali ulteriori future problematiche piuttosto che intervenire a danno. In altri termini, si deve tendere al raggiungimento di una sorta di equilibrio agro-ecologico, vale a dire una situazione di equilibrio sostenibile tra l ammontare dei costi sociali ed economici del danno alle colture, in 1 Vedi Mattioli et al., 1995; Meriggi et al., 1996; Colucci & Boitani,
3 termini sia di rifusione che di prevenzione, e una consistenza di popolazione sufficiente al mantenimento del ruolo ecologico della specie nell ecosistema. Il Piano di controllo, predisposto ai sensi dell art. 28 della L.R. 2/1995 e s.m.i., è finalizzato al contenimento delle specie cinghiale, corvidi e volpe, fino ad un livello compatibile con le caratteristiche ambientali, alle esigenze di gestione del patrimonio zootecnico nonché alla tutela del suolo e delle produzioni zootecniche ed agroforestale. Inoltre il programma dovrà prevenire o limitare i danni causati anche dalla volpe agli animali di bassa corte nelle aziende agricole, dove questa forma di allevamento integra in maniera non trascurabile il reddito agricolo e viene attuata custodendo gli animali nei pollai durante la notte e lasciandoli liberi durante il giorno nelle pertinenze delle abitazioni rurali: si produce, in questo modo, una risorsa locale di elevato valore qualitativo che sfrutta le risorse alimentari prodotte dal campo con una modesta integrazione alimentare che diverrebbe prevalente se tale forma di allevamento diventasse intensiva alterandone al tempo stesso i requisiti di rusticità e qualità. Relativamente ai corvidi, il piano dovrà prevenire i danni alle produzioni agricole con particolare riferimento alle orticole di pieno campo ed alle produzioni frutticole, suscettibili di danno sia in fase di allegagione che di maturazione commerciale. Il controllo non dovrà comunque compromettere la conservazione delle specie bersaglio a medio e lungo termine nella generalità del territorio. L evoluzione recente della distribuzione geografica del cinghiale, imprevista sia per l ampiezza dei territori conquistati sia per la rapidità con la quale si è verificata ha indotto l Ente Provincia ad intervenire, in una prima fase, direttamente sulle popolazioni di cinghiale. La stesura del Piano operativo è risultata, pertanto, l atto conclusivo di una articolata acquisizione di conoscenze e informazioni, a cui fa seguito, la fase di applicazione dello stesso che deve portare alla standardizzazione di tecniche e metodi da protrarre nel tempo per ottenere la densità ideale dell animale in rapporto al territorio. Proprio per questo, piuttosto che prefiggersi un improbabile eliminazione dei danni, è necessario perseguire la strada di una riduzione del conflitto a livello socio economicamente tollerabile. L uomo da sempre ha dovuto coesistere con la fauna, ma nel corso dei secoli questo rapporto ha subito una serie di cambiamenti paralleli all evoluzione della tecnologia ed alle crescenti esigenze dell uomo. Per questo motivo, si rende indispensabile avviare un piano di controllo per le specie indicate. Le difficoltà di gestione del cinghiale aumentano nell ambito del territorio di competenza di una Provincia, dove la contropartita ad uno sviluppo disordinato dell attività venatoria, effettuata, fino a qualche anno fa, da una pratica costante di ripopolamenti ha contribuito sicuramente all espansione stessa del cinghiale, di contro, l uso esclusivo, della caccia al cinghiale praticata ai confini delle aree protette stesse con la tecnica della braccata propone una maggiore diffusione del selvatico. La presenza del cinghiale reca sempre danni alle culture, e questo è da considerarsi un fatto fisiologico. Conseguentemente appare utile quanto riportato nell art. 19 della Legge 157/92 e s.m.i. e nell art. 28 della L.R. 2/1995 e s.m.i., e cioè che è permesso all Ente Provincia di prendere dei provvedimenti qualora sia accertata l esistenza di reali squilibri ecologici provocati da una qualsiasi specie animale mettendo in atto una strategia di riduzione numerica della specie stessa. Il presente programma viene adottato con lo scopo di tutelare le potenzialità produttive della fauna selvatica stanziale, limitando la predazione sulle specie di interesse venatorio e di salvaguardare le naturali capacità produttive delle popolazioni selvatiche per le specie di interesse naturalistico e conservazionistico. 3
4 FIG. 1 4
5 FIG. 2 5
6 FIG.3 6
7 CORVIDI (CORNACCHIA GRIGIA, GAZZA E GHIANDAIA) integrato con prescrizioni pareri ISPRA del 22/05/2014 prot n e del 11/06/2014 prot n Piano di contenimento corvidi Organizzazione territoriale Il piano in questione sarà attivato nei seguenti ambiti previsti dal redigendo nuovo Piano Faunistico Venatorio Provinciale: Zone di Ripopolamento e Cattura (ZRC); Zone di rispetto venatorio e Oasi di protezione; Centri Pubblici di Riproduzione della Fauna Selvatica (CPuR); Aree vocate per la predisposizione di idonei piani di immissione e ricostituzione del patrimonio faunistico ottimale; Aree dove la concentrazione del danno all agricoltura risulta imminente ed insostenibile (aree a colture di pregio). Territori destinati alla caccia programmata degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC PZ 1 2-3) nelle fasce limitrofe ai sopra citati Istituti Faunistici per una distanza di circa 1000 metri dal confine, nelle zone dove sono presenti aziende agricole, produzioni orticole e frutticole suscettibili di danno e nei settori ove si attuano significativi progetti, anche di ripristino ambientale, finalizzati all affermazione delle specie selvatiche, mediante liberazione di soggetti provenienti da catture locali e/o di allevamento. Per tutta la durata del Piano nelle aree sopra indicate, individuate dal personale preposto della Provincia e degli A.T.C. vige il divieto assoluto di immissione di fauna selvatica a fini di ripopolamento e/o ricostituzione del patrimonio faunistico ottimale. Organizzazione e operatori incaricati di attuare il controllo Gli ATC di concerto con la Provincia organizzano le operazioni di controllo nel rispetto degli indirizzi del Piano Faunistico Venatorio Provinciale e del presente programma operativo. Le operazioni sono attuate dagli Agenti Provinciali ed agli altri soggetti in base al dettato dell art.19 della L. 157/92 e dell art. 28 della L.R. 2/95 e successive modificazioni; gli appartenenti al Corpo di Polizia Provinciale potranno avvalersi, comunque, di coadiutori agli interventi di controllo, che saranno selezionati attraverso corsi di preparazione alla gestione faunistica con la qualifica di controllore della fauna selvatica in soprannumero, esperti nel censimento e prelievo di ungulati e delle specie opportunistiche. I corsi per coadiutori dovranno fornire una preparazione teorica di base sull ecoetologia del cinghiale, della volpe e dei corvidi, sui principi ecologici del controllo ed un adeguata formazione pratica sulle tecniche del prelievo. Le fasi operative del controllo, che si svolgeranno con la collaborazione dei coadiutori, si svilupperanno secondo il seguente protocollo: attribuzione di un incarico nominale ad ogni singolo coadiutore; sottoscrizione, per accettazione, da parte del collaboratore di un protocollo operativo; affidamento temporaneo di una o più trappole di cattura ; revoca dell incarico qualora l operatore non dovesse attenersi alle norme procedurali; 7
8 Il conduttore di cani potrà partecipare alle braccate al cinghiale ed alle battuta alla volpe, armato, purché in possesso del titolo ottenuto attraverso il corso di preparazione di cui sopra per la qualifica di controllore della fauna selvatica in soprannumero. Mezzi e metodi selettivi adottati Si individuano i seguenti strumenti operativi: trappola LARSEN da utilizzare durante la fase relativa alla nidificazione e cure parentali primaverili (dal al 15.08), da posizionarsi nelle vicinanze nei nidi abitati dai corvidi durante la loro fase territoriale; trappola LETTERBOX (box francesi o gabbioni francesi) da utilizzarsi tutto l anno prevalentemente nelle aree di pasturazione. Potranno essere utilizzate larsen con apertura laterale; la Provincia potrà, inoltre, autorizzare l uso di gabbie trappole realizzate artigianalmente sul modello larsen o letterbox o di altri tipi di trappole la cui selettività ed efficacia vengano ritenute accettabili e testate scientificamente. Tali strumenti saranno autorizzati mediante l apposizione di targhette inamovibili riportanti la dicitura Provincia di Potenza ATC X seguita da un identificativo numerico. Da precedenti studi risulta che il particolare stato di aggressività intraspecifica, che caratterizza le coppie nidificanti durante le fasi riproduttive, induce entrambi i partners ad entrare nella trappola, pertanto bisogna evitare di procurare disturbo appena catturato il primo esemplare, ma attendere di catturare anche il secondo che cercherà di aiutare il partner in difficoltà. Poiché in natura la cornacchia ha un comportamento dominante sulla gazza, scacciando quest ultima dai propri territori, l impiego di una gazza come richiamo può consentire di catturare anche esemplari di cornacchia grigia. Agli operatori autorizzati, sarà assegnata temporaneamente una trappola di tipo Larsen; egli sarà responsabile della trappola assegnata e del suo corretto funzionamento ai sensi delle disposizioni vigenti. Per ogni area di intervento occorrerà procedere alle seguenti modalità e prescrizioni: posizionamento trappole in prossimità dei nidi e dei siti di pastura e cattura dei soggetti da usare come richiamo; attivazione delle trappole con richiamo vivo eventualmente coadiuvato dal contemporaneo utilizzo di esca alimentare; controllo giornaliero delle trappole; assicurarsi di avere sufficiente disponibilità di tempo il giorno seguente per effettuare lo svuotamento di tutte le gabbie attivate; disinnescare sempre tutte le trappole se il giorno seguente non sono possibili i controlli e le relative soppressioni; liberare subito nel luogo stesso di cattura gli animali intrappolati non appartenenti alle specie bersaglio; soppressione dei corvidi catturati, successivamente e in luogo appartato; quest ultimo di fondamentale importanza per non permettere agli altri corvidi di associare l operazione alle trappole stesse; spostamento delle trappole nei pressi di altri nidi o altre colture agricole suscettibili di danno qualora si constati la cessazione delle catture per alcuni giorni consecutivi; sostituzione saltuaria dei richiami vivi. Ogni Operatore incaricato dovrà compilare, alla fine di ogni giornata, una scheda tecnica, fornita dall A.T.C. interessato, per la raccolta dei seguenti dati: 8
9 numero dei capi catturati, località dell abbattimento, catalogazione in giovane/adulto, ora di attivazione e di disinnesco delle trappole, numero e tipo delle specie non bersaglio eventualmente catturate, tipo di ambiente in cui la trappola è stata posizionata. L età dei soggetti catturati sarà determinata, per quanto concerne la gazza, sulla base dell analisi della 1 e 2 remigante; queste penne presentano nei soggetti adulti una macchia nera limitata alla parte apicale, mentre nei giovani questa è apprezzabilmente più estesa. Nel caso della cornacchia grigia, invece, l età sarà determinata mediante l analisi della conformazione delle timoniere e della colorazione della cavità orale. Nei soggetti adulti le penne timoniere si presentano appuntite, mentre nei giovani l apice è squadrato e maggiormente sfrangiato; la parte superiore del palato si presenta completamente rosa nei giovani dell anno, metà rosa e metà grigia nei giovani dell anno precedente (subadulti) e completamente grigia negli individui adulti. I siti di dislocazione delle trappole dovranno sempre essere mappati su carte topografiche scala 1: L attività di gestione e di controllo non può che essere subordinato alle prescrizioni ISPRA: - generale esclusione delle immissioni di selvaggina allevata in cattività o d importazione; - pianificazione a scala pluriennale una eventuale attuazione di piani eccezionali di immissione (una Tantum) di selvaggina stanziale (lepri e fagiani) - sospensione del prelievo delle specie ripopolate per un annualità successiva alla stagione venatoria durante la quale è stato effettuato il rilascio; - miglioramento ambientale con esecuzione di siti di nidificazione e rifugio della selvaggina, nelle aree di agricoltura intensiva. Tempi di prelievo Gli interventi di prelievo saranno eseguiti nell arco temporale tra la metà del mese di marzo e la fine di agosto di ciascun anno. Smaltimento della selvaggina abbattuta Una volta catturati, i corvidi vengono eliminati con tecniche eutanasiche capaci di procurare una morte pressoché istantanea senza inutili sofferenze. Il metodo sicuramente più consono consiste nella disarticolazione delle vertebre cervicali sbattendo con vigoria e velocità d azione la nuca dell animale sullo spigolo vivo di una superficie rigida così come indicato nel Documento Tecnico dell INFS n.19 Il controllo numerico della gazza mediante la trappola Larsen. Visto le loro modeste dimensioni corporee su indicazione ed in accordo con i Servizi veterinari delle Aziende ASL, si procederà allo smaltimento delle carcasse mediante interramento che verrà effettuato ad una profondità tale che le medesime risultino coperte da almeno 50 cm di terreno compattato e ad una distanza non inferiore a 200 m da pozzi di alimentazione idrica o da corpi idrici naturali o artificiali escludendo terreni sabbiosi, limosi o comunque ad elevata permeabilità. Numero massimo di capi abbattibili 9
10 Nei territori destinati a caccia programmata, gli abbattimenti verranno realizzati a tutela delle produzioni agricole (con particolare riferimento alle orticole di pieno campo e alle produzioni frutticole, suscettibili di danno sia in fase di allegazione che di maturazione commerciale), dalla pressione predatoria che queste specie esercitano sulle uova e sui nidiacei di altri uccelli o per iniziativa della Polizia Provinciale o Regionale (ai sensi dell art. 28 L.R.2/95) e dell A.T.C territorialmente competente. In questo caso il controllo viene impostato definendo la consistenza limite di 1,5 nidi/kmq, sopra il quale è previsto l intervento e realizzando un piano di abbattimento che preveda di riportare i corvidi ad una densità non inferiore ad 1 nido/kmq. I censimenti saranno obbligatori per definire la densità delle specie bersaglio. Nel caso di danni ingenti la Provincia si riserva di formulare un piano straordinario di abbattimento che preveda l eradicazione della specie nell area di intervento; questo piano sarà inviato all ISPRA per la richiesta di parere e successivamente inoltrato alla Regione Basilicata Osservatorio regionale degli habitat naturali e delle popolazioni faunistiche. Negli Istituti Protetti e nelle fasce limitrofe per una distanza di circa 1000 metri dal confine, il piano di abbattimento verrà valutato annualmente mediante la raccolta di indici di densità sia dei corvidi, sia delle specie preda e con una costante analisi dei risultati rendendo possibile una periodica revisione del protocollo operativo. I piani di abbattimento non dovranno riportare i corvidi ad una densità inferiore ai 0,5 nidi/kmq. Il numero massimo complessivo di prelievo per specie distinto per anno verrà comunicato all inizio delle operazioni di prelievo, a seguito di specifico disciplinare edito dalla Provincia e approvato dall Osservatorio Regionale degli habitat naturali e delle popolazioni faunistiche. In questo caso sarà importante verificare l efficacia del controllo attraverso la valutazione di: efficienza di cattura delle trappole (numero di cornacchie e di gazze catturate per trappola/giorno) verifica della selettività del metodo verso specie non bersaglio (conteggio di esemplari catturati appartenenti a specie non bersaglio); valutazione della dinamica delle catture nel corso della stagione; verifica del successo del controllo tramite censimenti che permettano di rilevare una diminuzione della popolazione o il mantenimento di una condizione stabile; valutazione della dinamica delle specie preda per un confronto comparativo. Rendicontazione delle operazioni Entro il 31 gennaio dell anno successivo a quello di riferimento, a cura della Provincia e dell A.T.C., verrà predisposto un resoconto delle operazioni di controllo effettuate nel corso dell annata suddivise per tipologia; tale rendiconto, unitamente alla scheda consuntiva prevista dall ISPRA verrà inviato entro il 31 marzo successivo allo stesso ISPRA e all Osservatorio regionale degli habitat naturali e delle popolazioni faunistiche. Per annata di intervento si intende l arco di tempo compreso tra il 1 gennaio ed il 31 dicembre. Validità Il programma ha validità triennale con decorrenza dalla data di approvazione da parte dell organo Provinciale competente previo parere dell I.S.P.R.A. e dell Osservatorio regionale degli habitat naturali e delle popolazioni faunistiche della Regione Basilicata. 10
Punti di forza della legge157/92
Punti di forza della legge157/92 Ha recepito gli obblighi internazionali e comunitari in materia di fauna e ambiente ( es. elenco specie protette e cacciabili, durata della stagione venatoria) Pianificazione
AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA A.T.C. AT1 Nord Tanaro
AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA A.T.C. AT1 Nord Tanaro La Gestione Faunistico - Venatoria della Volpe e dei Corvidi nella Provincia di Asti Regolamento del Comitato di Gestione dell A.T.C. AT1 Nord Tanaro
CORSI DI PREPARAZIONE ALLA GESTIONE FAUNISTICA DI CUI ALLA L.R. N. 8/1994, ART. 16, COMMA 3 E SUCCESSIVE MODIFICHE
(Dalla DGR n. 1104/2005) CORSI DI PREPARAZIONE ALLA GESTIONE FAUNISTICA DI CUI ALLA L.R. N. 8/1994, ART. 16, COMMA 3 E SUCCESSIVE MODIFICHE I corsi vengono istituiti per il controllo delle specie maggiormente
10) I CENTRI PRIVATI DI RIPRODUZIONE DI FAUNA SELVATICA. 10.1) Analisi
10) I CENTRI PRIVATI DI RIPRODUZIONE DI FAUNA SELVATICA 10.1) Analisi I Centri Privati di Riproduzione di Fauna Selvatica allo Stato Naturale (CPRFS) sono destinati alla produzione di specie di qualità,
PROVINCIA DI VICENZA
PROVINCIA DI VICENZA Contrà Gazzolle n. 1 36100 VICENZA C. Fisc. P. IVA 00496080243 DETERMINAZIONE N 934 DEL 30/12/2016 SETTORE SERVIZI CACCIA E PESCA OGGETTO: CONTROLLO DELLA VOLPE (VULPES VULPES) ALL'INTERNO
PROVINCIA DI VICENZA
PROVINCIA DI VICENZA Contrà Gazzolle n. 1 36100 VICENZA C. Fisc. P. IVA 00496080243 DETERMINAZIONE N 287 DEL 05/04/2017 Servizio POLIZIA PROVINCIALE OGGETTO: PIANO QUINQUENNALE (2017-2021) DI CONTROLLO
PIANO ANNUALE DI ASSESTAMENTO E PRELIEVO
Alla REGIONE TOSCANA - DIREZIONE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE Settore Attività Faunistico Venatoria, Pesca dilettantistica, Pesca in mare Via di Novoli, 26-50127 FIRENZE - Indirizzo PEC: [email protected]
PROVINCIA DI PISA. Cinghiale. Premessa
PROVINCIA DI PISA Documento sulle linee applicative del Protocollo Tecnico tra la Provincia di Pisa e l'istituto Nazionale per la Fauna Selvatica relativamente ad alcune specifiche azioni di controllo
PROVINCIA DI BOLOGNA SEGRETERIA GENERALE
PROVINCIA DI BOLOGNA SEGRETERIA GENERALE REGOLAMENTO DELL'ATTIVITA' DI CATTURA A SCOPO DI RIPOPOLAMENTO IN TALUNE AREE CONTIGUE DEL PARCO DEI GESSI BOLOGNESI E CALANCHI DELL'ABBADESSA. in vigore dal 05.09.1999
CAPO I CALENDARIO VENATORIO REGIONALE PER LA STAGIONE 2014/2015. Articolo 1 (Caccia programmata)
Anno XLV - N. 16 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA Parte II 16.04.2014 - pag. 32 CAPO I CALENDARIO VENATORIO REGIONALE PER LA STAGIONE 2014/2015 Articolo 1 (Caccia programmata) 1. Ai fini della
L osservatorio faunistico della Regione Emilia-Romagna
Bologna. Martedì 4 maggio 2010 L osservatorio faunistico della Regione Emilia-Romagna L.R. n.8 15 febbraio 1994 Art.2 comma 4 La Regione promuove, in collaborazione con i competenti Servizi delle Province,
Provincia di Benevento Regolamento Provinciale per la Gestione Faunistico Venatoria del Cinghiale - BOZZA -
Provincia di Benevento Regolamento Provinciale per la Gestione Faunistico Venatoria del Cinghiale - BOZZA - Titolo I - Parte generale Art. 1 - Finalità Il presente regolamento disciplina la gestione faunistica
MODALITA DI ESERCIZIO VENATORIO ALL INTERNO DELLE AREE DI RISPETTO DELL ATC PS2 STAGIONE VENATORIA 2018/2019
MODALITA DI ESERCIZIO VENATORIO ALL INTERNO DELLE AREE DI RISPETTO DELL ATC PS2 STAGIONE VENATORIA 2018/2019 (estratto del Programma di gestione degli Istituti di gestione faunistico-venatoria allegato
AMBITO TERRITORIALE CACCIA LA SPEZIA SETTEMBRE 2013
AMBITO TERRITORIALE CACCIA LA SPEZIA SETTEMBRE 2013 In adempimento alla L.R. 29/94 art. 22 c. 2 si procede alla presentazione del programma annuale degli interventi per l attività faunistica dell Ambito
Il soggetto organizzatore consegna a ciascun partecipante il materiale adeguato alla preparazione per sostenere la prova d esame.
ALLEGATO B DISPOSIZIONI MINIME RELATIVE AI CORSI DI ABILITAZIONE AL CENSIMENTO E AL PRELIEVO SELETTIVO DEGLI UNGULATI, ALLA CACCIA AL CINGHIALE IN FORMA COLLETTIVA E A CAPOSQUADRA PER LA CACCIA COLLETTIVA
DECRETO N Del 23/11/2016
DECRETO N. 12088 Del 23/11/2016 Identificativo Atto n. 6847 PRESIDENZA Oggetto DETERMINAZIONE IN ORDINE ALLE DISPOSIZIONI INTEGRATIVE AL CALENDARIO VENATORIO REGIONALE PER LA STAGIONE VENATORIA 2016/2017
Indirizzi per la gestione faunistico venatoria degli ungulati in Toscana. Stagione venatoria
Indirizzi per la gestione faunistico venatoria degli ungulati in Toscana Stagione venatoria 2014 2015 Allegato 11 Premessa In Toscana la presenza di specie ungulate è così diffusa e numericamente elevata
CALENDARIO VENATORIO RELATIVO ALL INTERO TERRITORIO REGIONALE PER LA STAGIONE 2016/2017
ALLEGATO A CALENDARIO VENATORIO RELATIVO ALL INTERO TERRITORIO REGIONALE PER LA STAGIONE 2016/2017 L esercizio venatorio nella stagione 2016/2017, è consentito con le seguenti modalità: 1) SPECIE E PERIODI
ALLEGATO A1 Dgr n. 3173 del 10.10.2006 pag. 1/9
giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO A1 Dgr n. 3173 del 10.10.2006 pag. 1/9 GUIDA METODOLOGICA ALLA VALUTAZIONE D INCIDENZA RIFERITA A PIANI DI TIPO FAUNISTICO - VENATORIO In considerazione della specificità
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA U.O.O. RISORSE FAUNISTICHE
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA U.O.O. RISORSE FAUNISTICHE REGOLAMENTO PROVINCIALE PER LA GESTIONE DELLE AREE PER L ADDESTRAMENTO, L ALLENAMENTO E LE GARE DEI CANI APPROVATO CON DELIBERA N. 7 DEL
Azienda Agro-Turistica Venatoria Viano San Pietro
Azienda Agro-Turistica Venatoria Viano San Pietro Relazioni tecniche 2014 Relazione sui risultati produttivi venatori e di vigilanza 2013/2014 Piano di gestione 2014/2015 Relazione sui risultati produttivi,
CAPO I CALENDARIO VENATORIO REGIONALE PER LA STAGIONE 2016/2017. Articolo 1 (Caccia programmata)
CAPO I CALENDARIO VENATORIO REGIONALE PER LA STAGIONE 2016/2017 Articolo 1 (Caccia programmata) 1. Ai fini della razionale gestione delle risorse faunistiche sull intero territorio della Liguria si applica
Piano di controllo della popolazione di cornacchia grigia in Provincia di Novara
Piano di controllo della popolazione di cornacchia grigia in Provincia di Novara 2013/2018 II Piano Provinciale di controllo della Cornacchia grigia si sviluppa sulla base delle esperienze acquisite e
DECRETO N Del 20/07/2016
DECRETO N. 7145 Del 20/07/2016 Identificativo Atto n. 3802 PRESIDENZA Oggetto AUTORIZZAZIONE DELLA CACCIA DI SELEZIONE AL CAPRIOLO, AL CERVO, AL MUFLONE E DEI RELATIVI PIANI DI PRELIEVO, NEI COMPRENSORI
Piano di controllo della popolazione di cornacchia grigia in Provincia di Novara
Piano di controllo della popolazione di cornacchia grigia in Provincia di Novara 2018-2023 FINALITA Con il presente piano si vuole dare continuità alle operazioni di controllo della popolazione di Cornacchia
PIANI DI CONTENIMENTO
PIANI DI CONTENIMENTO DELLA FAUNA SELVATICA - Legge nazionale 157/92 e Legge regionale 70/96 - L articolo 19 della L.n. 157/92 e l articolo 29 della L.r. 70/96 autorizzano il Controllo della fauna selvatica
CAPO I CALENDARIO VENATORIO REGIONALE PER LA STAGIONE 2013/2014
CALENDARIO VENATORIO REGIONALE PER LA STAGIONE 2013/2014. ARTICOLO 34, COMMA 4, LEGGE REGIONALE 1 LUGLIO 1994, N. 29 (NORME REGIONALI PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA OMEOTERMA E PER IL PRELIEVO VENATORIO)
13/06/ BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N Supplemento n. 1. Regione Lazio
Regione Lazio DIREZIONE AGRIC., PROM. FIL. E CULT. CIBO, CACCIA E PESCA Atti dirigenziali di Gestione Determinazione 30 maggio 2019, n. G07397 L.R. n. 17/95 - DGR n. 460/2018. Piano di gestione della specie
CALENDARIO VENATORIO REGIONALE PER LA STAGIONE 2002/2003
ALLEGATO 1 ALLEGATO A CALENDARIO VENATORIO REGIONALE PER LA STAGIONE 2002/2003 Articolo 1. (Caccia programmata). 1. Ai fini della razionale gestione delle risorse faunistiche sull intero territorio della
LE POPOLAZIONI DEGLI UNGULATI IN ITALIA ATTRAVERSO LA BANCA DATI DELL INFS
LE POPOLAZIONI DEGLI UNGULATI IN ITALIA ATTRAVERSO LA BANCA DATI DELL INFS Paolo Montanaro Francesco Riga Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica A. Ghigi Obiettivi del progetto BDU Definizione ed aggiornamento
L esercizio venatorio nella stagione 2014/2015, è consentito con le seguenti modalità:
ALLEGATO A CALENDARIO VENATORIO PER LA STAGIONE 2014/2015 L esercizio venatorio nella stagione 2014/2015, è consentito con le seguenti modalità: 1) SPECIE E PERIODI DI ATTIVITA' VENATORIA 1.1. Ai fini
