VARIANTE AL PRIMO PIANO DEGLI INTERVENTI
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- Davide Pagano
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1 VARIANTE AL PRIMO PIANO DEGLI INTERVENTI Documento Programmatico Preliminare (LR 11/2004 artt. 17 e 18) PREMESSA 2 IL RUOLO DEI PRIVATI 2 LA VARIANTE AL PI 3 Gli obiettivi della Variante 3 Gli ambiti di intervento 4 Il contenuto della variante 6 LA FATTIBILITA 7
2 PREMESSA La Legge articola il Piano Regolatore Comunale in disposizioni strutturali, contenute nel Piano di Assetto del Territorio (PAT) e in disposizioni operative, contenute nel Piano degli Interventi (PI). Il Piano di Assetto del Territorio del Comune di Longare è stato adottato dal Consiglio Comunale con D.C.C. n. 33 del 17/04/2009 ed approvato con Deliberazione di Giunta Regionale n del 14/10/2010 (Valutazione Tecnica Regionale n. 168 del 22/09/2010). L Amministrazione Comunale con D.C.C. n. 25 del 29/06/2011 ha preso atto del Documento Programmatico Preliminare del Primo Piano degli Interventi, strumento poi adottato con D.C.C. n. 27 del 06/08/2012, successivamente riadottato e approvato definitivamente con D.C.C. n. 23 del 10/07/2013. Questo Documento Programmatico Preliminare, cd Documento del Sindaco, presentato al Consiglio Comunale, è il punto di partenza per la redazione della variante al Piano degli Interventi vigente per il recepimento di alcune istanze puntuali migliorative del P.I. IL RUOLO DEI PRIVATI L impostazione innovativa del Piano degli Interventi è intesa dall Amministrazione Comunale nel riconoscere un ruolo significativo per le forme di partecipazione dei privati all'attuazione del Piano stesso. In tale contesto, nei limiti delle competenze di cui alla L.R. n.11/2004, il P.I. può recepire, rispetto agli ambiti di intervento e agli obiettivi definiti e nel rispetto dei vincoli e delle invarianti, le proposte di progetti ed iniziative di rilevante interesse pubblico presentate da soggetti privati, quali elementi di attuazione delle previsioni urbanistiche a livello comunale. Le proposte di iniziativa privata dovranno necessariamente coniugarsi e coordinarsi con gli strumenti di programmazione comunali e sovracomunali e, contestualmente, garantire il rispetto dei tempi necessari all attuazione delle previsioni di Piano. 2
3 LA VARIANTE AL PI Gli obiettivi della Variante La presente Variante al P.I. del Comune di Longare si colloca in un periodo storico-economico che richiede strumenti e approcci flessibili per poter affrontare dinamiche territoriali in trasformazione. Con questo presupposto la Variante interviene specificatamente sul tema del Commercio, coerentemente con L.R. n. 50/2012 e il Regolamento n. 1/2013 Indirizzi per lo sviluppo del sistema commerciale, ridistribuendo le superfici messe a disposizione dal dimensionamento del P.A.T. approvato e disciplinando puntualmente l intervento. In data 13 febbraio 2014 il Comune di Longare ha pubblicato un avviso con il quale richiedeva alla cittadinanza di inoltrare eventuali proposte d individuazione di aree dismesse, degradate o incompiute, ai sensi della L.R. n. 50/2012. A seguito della pubblicazione è pervenuta all Amministrazione una proposta di localizzazione di nuove strutture di vendita all interna di un area individuata come area degradata da riqualificare. Con opportuna Delibera di Consiglio Comunale è stata approvata la perimetrazione del Centro Urbano (avente le caratteristiche di cui all art. 3 della L.R. n. 50/2012) e l individuazione e relativa schedatura descrittiva della suddetta area degradata (art.2 co.3 del Regolamento Regionale n. 1/2013). In conformità con il metodo dell approccio sequenziale richiamato all art. 2 comma 10 del Regolamento n. 1/2013 si rileva che: - non vi sono al momento disponibilità di aree di adeguate dimensioni, localizzate all interno del centro storico e del centro urbano, atte a consentire l insediamento di idonee strutture di vendita; - l iniziativa commerciale, proposta con la succitata domanda recepita a seguito della pubblicazione dell avviso, consiste in un intervento di recupero e riqualificazione urbanistica di un area identificata come area degradata secondo le disposizioni di cui al Regolamento n. 1/2013. Con questa Variante al P.I. l Amministrazione Comunale intende, quindi, procedere alla modifica della strumentazione urbanistica generale al fine di consentire l attuazione dell intervento proposto, in particolare ridistribuendo la capacità edificatoria a destinazione commerciale prevista dal P.A.T., in un area attualmente inutilizzata e in stato di degrado urbanistico già considerata in trasformazione dal P.I. vigente. Inoltre, la Variante recepisce altre istanze puntuali, in linea con le scelte avviate e delineate con lo stesso strumento urbanistico vigente (approvato con D.C.C. n. 23 del 10/07/2013), così sintetizzabili: rettifica di un accordo redatto ai sensi dell ex art.6 della LR n.11/2004, modifica di un area classificata nel vigente P.I. come area a servizi e al recepimento di una richiesta di edificazione in un ambito di edificazione diffusa. 3
4 Gli ambiti di intervento L area oggetto di riclassificazione con destinazione commerciale è localizzata lungo la S.P. 247 Riviera Berica al margine sud del Comune di Longare. Completa la zona produttiva D1, in parte già realizzata, ed è servita da una viabilità interna di distribuzione. Ad oggi rimasta inattuata, anche per le sopraggiunte difficoltà del mercato per il settore produttivo, l area ben si presta ad una trasformazione con destinazione commerciale, in quanto connessa al vicino casello dell autostrada A31 Valdastico Sud attraverso la rotatoria recentemente realizzata sulla Rivera Berica e il successivo collegamento viabilistico. Come evidenziato in precedenza, tale area risulta attualmente inutilizzata e degradata e una sua integrazione nelle funzioni consente di rispondere in modo più appropriato alle dinamiche territoriali in atto, garantendo la riqualificazione urbanistica della zona. L ambito è soggetto a strumento urbanistico attuativo allo stato attuale approvato, ma non convenzionato. 4
5 Gli altri interventi sono distribuiti puntualmente nel territorio (come nella figura sottostante, localizzazione indicativa), nello specifico: 1. la rettifica di un accordo redatto ai sensi dell ex art.6 della LR n.11/2004 nella frazione di Costozza, che prevede la possibilità di attuare l intervento, fatti salvi i termini dell accordo stesso, in due distinti stralci; 2. modifica di un area classificata nel vigente P.I. come area a servizi, lungo via San Gaetano, fermo restando i vincoli e le tutele presenti nell area e negli edifici esistenti; 3. il recepimento di una richiesta di edificazione in un ambito di edificazione diffusa in via Settimo, coerentemente ai disposti del P.A.T. e in linea con le scelte attuate dal vigente P.I. 5
6 Il contenuto della variante La Variante al P.I. deve definire le proprie scelte operative nel rispetto del quadro generale di vincoli, prescrizioni e direttive fornite dal P.A.T. e dai Piani Sovraordinati. In particolare la Variante prevede: - le modifiche cartografiche; - l adeguamento delle Banche Dati; - la redazione della Relazione Tecnica; - l integrazione delle Norme Tecniche Operative vigenti; - l integrazione del Prontuario per la Qualità Architettonica e la Mitigazione Ambientale vigente. 6
7 LA FATTIBILITA I riferimenti normativi per l intervento relativo al cambio di destinazione a commerciale sono la Legge Regionale n. 50 del 28 dicembre 2012 Politiche per lo sviluppo del Sistema commerciale nella Regione del Veneto e il relativo Regolamento Regionale n. 1 del 21 giugno 2013 Indirizzi per lo sviluppo del Sistema commerciale. Nello specifico la L.R. n. 50/2012 sostiene il principio di salvaguardare la sostenibilità territoriale ed ambientale ed il risparmio di suolo, incentivando il recupero e la riqualificazione urbanistica di aree e strutture dismesse e degradate (art. 2, comma 1, lett d). L area oggetto della presente variante, già prevista in trasformazione prima dal P.R.G. e poi riconfermata dal P.R.C., si presenta, infatti, come uno spazio da riqualificare e recuperare con nuove funzioni. La norma regionale consente l insediamento anche di Medie Strutture di Vendita (art.3, comma 1, lett e) Al fine di assicurare che lo sviluppo delle attività commerciali sia compatibile con il buon governo del territorio, con la tutela dell'ambiente, ivi incluso l'ambiente urbano, la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici e la tutela del consumatore, la Giunta Regionale ha approvato il Regolamento n.1/2013 contenente gli Indirizzi per lo sviluppo del sistema commerciale. All art. 2 comma 10 il Regolamento prevede che al di fuori del centro urbano la localizzazione delle nuove aree per l insediamento delle medie strutture con superficie di vendita superiore a mq e delle grandi strutture di vendita è consentito secondo il criterio dell approccio sequenziale, con le modalità di seguito indicate. Tra le condizioni che devono verificarsi per consentire tale localizzazione va evidenziato che: il Comune deve dare conto dell inesistenza di aree di insediamento disponibili e di adeguate dimensioni all interno del centro storico e del centro urbano (art. 2, comma 11, lett. a) e che l iniziativa commerciale deve consistere in un intervento di recupero e riqualificazione urbanistica di aree o strutture dismesse e degradate, secondo le disposizioni di cui ai commi precedenti (art. 2, comma 11, lett. b1). Come richiamato in precedenza, l intervento previsto dalla Variante al P.I. soddisfa entrambe queste condizioni e rientra tra gli obiettivi posti con il Bando emanato dal Comune ai sensi dell art.2 co.6 del Regolamento Regionale. Per gli altri interventi oggetto della Variante al P.I. in questione, la fattibilità è definita dalla conformità degli stessi con i dispositivi previsti dal P.R.C. 7
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