LA NEVE E LE VALANGHE
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- Niccoletta Volpe
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1 3^LEZIONE INTERVENTO METEOROLOGO LUCA LOMBROSO Il ciclo dell acqua LA NEVE E LE VALANGHE Prima di capire cos è la neve è opportuno approfondire la conoscenza del liquido più comune sulla Terra: l acqua che, attraverso il suo ciclo, permette all intero globo di essere costantemente rifornito di questo prezioso liquido. La maggior parte dell acqua sulla Terra, quasi il 98%, si trova allo stato liquido negli oceani, nei laghi e nei fiumi. Del restante 2% una parte si trova allo stato solido nei ghiacci polari e nei ghiacciai, una parte è immagazzinata nell atmosfera allo stato di vapore ed una parte nei corpi degli organismi viventi. Saturazione dell aria L aria può contenere una quantità più o meno grande di vapore acqueo, in funzione della sua temperatura: più una massa d aria è fredda, meno vapore acqueo contiene. Quando raggiunge il valore massimo di vapore l aria è detta satura. 19
2 Gli stati dell acqua Grazie al suo ciclo e all alternarsi dei suoi tre stati: solido, liquido e vapore, l acqua è costantemente disponibile per gli organismi viventi. La neve La neve è una precipitazione atmosferica composta da cristalli di ghiaccio che si formano all interno di una nube a temperatura negativa, quando il vapore acqueo gela intorno a microscopici nuclei solidi. Formazione dei germi di ghiaccio La condensazione delle goccioline d acqua avviene in presenza di nuclei di condensazione detti nuclei di congelamento ( particelle di polvere con struttura simile al ghiaccio) efficaci a partire da 12 C. Senza tali nuclei una goccia d acqua pura non potrebbe congelare che a 41 C. Le goccioline d acqua che entrano in contatto con i nuclei di congelamento danno origine ai cosiddetti germi di ghiaccio. 20
3 Formazione dei cristalli di neve Il germe iniziale si sviluppa a spese delle goccioline che lo circondano: alcune goccioline evaporano e il vapore in eccesso si condensa direttamente sotto forma di ghiaccio sul germe che presenta una tipica struttura esagonale. L accrescimento del germe di ghiaccio dà vita al cristallo di neve. Forma dei cristalli di neve Gli scienziati giapponesi hanno raccolto più di 3000 tipi di cristallo. L Organizzazione Mondiale della Meteorologia ha individuato le seguenti 10 forme principali: 21
4 Le trasformazioni della neve asciutta Si definisce neve asciutta la neve che non contiene acqua allo stato liquido e risulta formata solo da ghiaccio ed aria. La neve asciutta può subire tre tipi di trasformazione. 1 Tipo: riguarda la neve fresca e si ha quando la variazione di temperatura, nel manto nevoso, è debole. Le parti sporgenti si smussano, trasformandosi in vapore che si congela nelle parti concave dando grani arrotondati. 2 Tipo: riguarda i cristalli di neve caduti di recente e si ha quando la differenza d temperatura nel mantello nevoso è media. Si ottengono tipici grani a facce piane. 3 Tipo: riguarda i grani a facce piane che, se posti sopra il mantello nevoso, brinano. Si ottengono cristalli a calice o la cosiddetta brina di profondità. Temperatura della neve e valanghe Le condizioni ideali per nevicate abbondanti si hanno con temperatura vicino a 0 C o di poco inferiore e i cristalli di neve sono più umidi, ramificati e uniti l un l altro. Se in prossimità del suolo la temperatura è superiore a C piove e i cristalli si fondono. A temperatura molto inferiore al punto di congelamento la neve cade in minore quantità ma risulta composta da cristalli sottili e allungati: è la neve polverosa degli sciatori, ricca d aria. Una volta deposta al suolo la neve subisce trasformazioni per effetto del proprio peso, del vento e della temperatura dell aria circostante. I venti rimuovono e trasformano gli strati superficiali, creando anche notevoli accumuli. Il sole può far fondere parzialmente i cristalli che gelano nella notte, formando croste più o meno resistenti, sulle quali si aggiungono nuovi strati di neve fresca. Nelle zone montuose si creano così le condizioni ideali per la caduta di valanghe, che spazzano i canaloni, travolgono la vegetazione e talvolta investono anche i luoghi abitati, causando vittime. Nevosità nel Modenese dal 1830 ai giorni nostri 22
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