Suoniamo la Chitarra

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1 Suoniamo la Chitarra Miniguida pratica per chi vuole imparare a suonare la chitarra Tutto quello che occorre sapere per accompagnare le tue canzoni preferite, suonare accordi e melodie ed improvvisare assoli coinvolgenti. Inoltre, la presente miniguida è utile per chiunque voglia successivamente approfondire uno specifico stile chitarristico, dal classico al rock e blues, comprende tanti esercizi per sciogliere le dita e acquisire tecnica. Vi sono inoltre le nozioni teoriche di musica corredati di esercizi da eseguirsi praticamente. 0

2 Indice degli argomenti Capitoli Pagine 1. Introduzione pag La Chitarra e i generi musicali pag Elementi di teoria musicale pag La tastiera della Chitarra pag La postura con la chitarra pag Uso della mano destra con esercizi pag Uso della mano sinistra con esercizi pag La scala cromatica e sua esecuzione pag L accordatura della Chitarra pag Accordi a due dita con esercizi pag Accordi a tre dita con esercizi pag Il ritmo e l accompagnamento pag I giri armonici con esercizi pag Le scale maggiori e minori naturali pag La formazione degli accordi pag Accordi a quattro dita con esercizi pag Il barrè con esercizi pag Gli arpeggi e la tecnica melodica pag Le pentatoniche maggiori e minori pag La scala blues pag L improvvisazione e il fraseggio pag Approfondimenti pag Conclusione pag. 57 1

3 Introduzione Alla fine di questa guida intitolata Suoniamo la Chitarra, avrai acquisito una buona conoscenza e praticità con la chitarra e potrai iniziare ad accompagnare le tue canzoni preferite, eseguire splendide melodie ed assoli strepitosi, saprai accordare e montare le corde e tanto altro. Se hai orecchio e predisposizione artistica, sicuramente supererai te stesso ed emozionerai chi ti ascolta. Potrai continuare da autodidatta, o anche valutare e successivamente approfondire la musica e lo stile che più ti si addice. Procurati una chitarra, va bene qualunque tipo per cominciare, purché di buona qualità, anche se io preferirei iniziare con una buona chitarra classica, oggi se ne trovano di ottime con pochi soldi, anche di marche famose. Avrai certamente capito che la presente guida è di carattere pratico, ma efficace, non da sottovalutare. Ovviamente, non ti viene insegnata tutta la teoria musicale, il solfeggio e la lettura degli spartiti orchestrali, ma tutto quanto basta per capire e suonare bene la chitarra. Se hai deciso non ti lasciare influenzare da nessuno, bisogna insistere per superare le piccole difficoltà iniziali e andare avanti. Sappi che la musica è di tutti e non solo di pochi prescelti da Dio. Nel testo ho utilizzato molte immagini per agevolarne la comprensione, molte delle quali le ho reperite sul web; troverai schemi e immagini della chitarra classica, ma tutto quello che dirò, ovviamente, varrà per imparare a suonare la chitarra in generale, il corso spazia dalle basi ai vari stili chitarristici. Buon divertimento! 2

4 La chitarra e i generi musicali Cenni storici Presumibilmente la chitarra ha origini arabe, è arrivata in Europa nel 1200, e dopo una serie di modifiche durante il periodo rinascimentale la ritroviamo con un aspetto simile a quello attuale. Alla fine del 1700, si producevano in Italia chitarre a 6 corde identiche a quelle che oggi chiamiamo classiche, ma di dimensioni ridotte. La chitarra classica che si suona oggi è stata realizzata dallo spagnolo Antonio de Torres, il quale ne modificò le dimensioni, realizzando così uno strumento dal suono dolcissimo e delicato. Successivamente, in America, furono realizzati altri tipi di chitarra, la chitarra acustica detta anche folk, dalla cassa più grande e dalle corde in metallo per un suono cristallino e più potente; negli anni 30 la chitarra elettrica per un suono potentissimo grazie all applicazione di amplificatori e potenti altoparlanti. La chitarra è divenuto così uno degli strumenti più diffusi e di gran successo, contribuendo in maniera determinante ad una forte evoluzione della musica moderna. La chitarra classica Viene usata principalmente dai musicisti classici del conservatorio, è un ottimo strumento da studio, ma viene usata anche nella musica latino-americana, leggera, pop, rock e popolare. Ha la tastiera più larga delle altre facilitando la diteggiatura nella formazione degli accordi, monta corde in nylon decisamente più morbide di quelle in metallo. Insomma, la versatilità della Chitarra classica consente uno studio più agevole per l uso didattico. La chitarra folk Si distingue per la cassa più voluminosa, le corde in metallo ed il manico leggermente più stretto e più lungo. Il suono cristallino la rende molto versatile nei generi musicali rock, blues e country, ma è anche molto usata dai cantautori nella musica leggera. 3

5 La chitarra elettrica Suona con l ausilio di amplificatori e diffusori audio, ha un manico più lungo e sottile delle altre con corde in metallo più sottili quindi meno tese e più morbide di quelle della folk. La chitarra elettrica può essere a cassa piena usata in tutta la musica moderna, rock, blues, leggera, e a cassa vuota adatta allo stile jazz. L inconveniente della chitarra elettrica è la sensibilità nell amplificazione, per cui anche un irrilevante errore viene esaltato, rendendo lo strumento meno indicato per un primo approccio. D altra parte, proprio per la sua sensibilità, una chitarra elettrica può dare tanti nuovi effetti speciali sonori. Le parti della chitarra È giunto il momento di passare allo studio dello strumento. Iniziamo a leggere e fissare la nomenclatura delle parti fondamentali della chitarra. Spesso, dovremo cambiare o montare le corde della nostra chitarra, per questo, nel tempo e nell uso pratico e manutentivo dello strumento, impareremo le varie parti nei minimi particolari. È necessario imparare a conoscere le parti che compongono lo strumento. La chitarra classica qui sopra rappresentata, come potete notare è composta da dodici tasti a partire dal capotasto fino all inizio della cassa, più altri sette tasti a proseguire. 4

6 Elementi di teoria musicale Per affrontare al meglio il corso abbiamo bisogno di conoscenze di teoria musicale che affronteremo in questo capitolo. Chi ha già conoscenza della musica può ovviamente saltare il capitolo. Il Suono I suoni sono semplicemente onde create da vibrazioni ottenute in migliaia di modi diversi: pizzicando la corda di una chitarra, soffiando nel bocchino di una tromba, sfregando un archetto sulle corde di un violino, percotendo un pezzo di legno o di metallo. I suoni hanno un altezza; nel linguaggio musicale le parole alto e basso vengono sostituite dai termini acuto e grave. L altezza dei suoni dipende dalla frequenza, cioè dalla velocità delle vibrazioni: dato un tempo costante un secondo, quanto più numerose esse sono, tanto più acuto è il suono. L altezza del suono si misura in hertz. Il termine hertz si riferisce al nome del fisico tedesco che per primo studiò questi fenomeni. Un hertz corrisponde ad un oscillazione completa di un corpo elastico nel tempo di un minuto secondo. Dire che un suono è di 300 hertz significa che il corpo che lo produce vibra 300 volte al secondo. In natura esistono suoni che vanno da un minimo di un hertz a un massimo di circa un milione di hertz. L orecchio umano può solo sentire i suoni compresi tra 16 e hertz. L intensità è la caratteristica che ci permettere di distinguere i suoni forti da quelli deboli; in pratica quello che comunemente chiamiamo il volume del suono. L intensità del suono si misura in decibel. Il timbro è la caratteristica che ci consente di distinguere il suono di uno strumento da quello di un altro; esso può essere paragonato al colore in un disegno: i compositori usano il timbro dei vari strumenti per arricchire (colorare) le loro musiche. Il ritmo di qualsiasi brano musicale si basa su dei battiti regolari chiamati pulsazioni ritmiche. Le pulsazioni ritmiche ci permettono di misurare la durata dei suoni. La velocità delle pulsazioni varia a seconda dell andamento della musica. Per scandire le pulsazioni si usa uno strumento chiamato metronomo. La Musica Nella scrittura musicale i suoni vengono rappresentati attraverso dei segni chiamati note musicali. Ad ogni nota musicale è assegnata un altezza precisa, misurata in hertz. Le note musicali sono sette: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, queste sette note rappresentano sette suoni, dal più grave al più acuto. La successione delle sette note viene chiamata scala musicale. Per coprire tutti i suoni udibili dall orecchio umano la scala musicale deve essere ripetuta più volte. Ad ogni ripetizione le note, pur mantenendo lo stesso nome, cambiano di altezza. La distanza tra due note con lo stesso nome ma di altezza diversa viene chiamata ottava. La distanza di ottava si ottiene raddoppiando la frequenza del suono iniziale. Il primo Do udibile vibra 16,35 volte al secondo (cioè ha una frequenza di 16,35 hertz). Ad ogni ripetizione della scala la frequenza delle note raddoppia: quindi, dopo il Do da 16,35 Hz, troviamo altri Do sempre più acuti (rispettivamente a 32,7 65,4 130,8 261,6 523, hertz); l ultima scala udibile dal nostro orecchio inizia dal Do di 8372 hertz e finisce con il Si di hertz: la nota seguente (Do di hertz) non è più udibile. 5

7 Nel 1970, a Toledo (Spagna), un gruppo di esperti (musicisti, musicologi, fisici, costruttori di strumenti) incaricati dal Consiglio d Europa ha stabilito che tutti gli strumenti musicali devono essere accordati partendo dalla nota La con la frequenza di 440 hertz. Il diapason è una verga di metallo ripiegata a forma di U. Quando viene percosso, il diapason emette un La di 440 hertz. Viene utilizzato per accordare gli strumenti musicali o per dare l intonazione alla voce umana. La rappresentazione della musica Il pentagramma è un sistema grafico che indica con precisione l altezza dei suoni. Esso è costituito da un insieme di 5 linee orizzontali e parallele. Su tali linee, e negli spazi tra le linee, vengono collocati i simboli dei suoni: le note. Le linee e gli spazi del pentagramma si contano sempre dal basso verso l alto. I simboli che rappresentano le note vengono inseriti sia sulle linee che negli spazi. Per poter inserire un maggior numero di note (sia verso il basso che verso l alto) si utilizzano delle linee aggiuntive a tratti dette tagli addizionali. La chiave musicale è un segno che viene posto all inizio di ogni pentagramma. La chiave determina l esatta altezza e il nome di una nota all interno del pentagramma. Le altre note vengono ricavate partendo dalla posizione di questa nota di riferimento. Esistono vari tipi di chiavi musicali: esse prendono il nome dalla nota di cui segnano la posizione. La chiave di Sol (di violino) determina la posizione della nota Sol (392 hertz) sulla seconda linea del pentagramma. Questa chiave viene utilizzata dagli strumenti dal suono acuto (violino, flauto, tromba, clarinetto, ecc.) Le figure musicali sono segni che indicano il valore (la durata) di ogni nota. Questi segni vengono posti sul pentagramma per indicare l altezza esatta del suono (la nota musicale) da eseguire. Le figure musicali sono formate da tre elementi: o La testa della nota. o Il gambo. o Le code, o cediglie. 6

8 La figura musicale che comunemente corrisponde alla durata di una pulsazione viene chiamata quarto o semiminima. Per facilitarne la lettura questa figura si può chiamare TA. Esiste anche una pausa che corrisponde ad un silenzio della durata di un quarto. La pausa da un quarto può essere chiamata ZITTO: Metà o minima TA-A (nei disegni nota e pausa): Intero TA-A-A-A (nei disegni nota e pausa): Le figure musicali e le pause vengono utilizzate per determinare la durata dei suoni e dei silenzi in un brano musicale. Le figure e le pause vengono inserite nel pentagramma in gruppi di valore uguale, chiamati battute. Le battute sono delimitate da lineette verticali chiamate spezzabattute. In un brano musicale ogni battuta deve contenere esattamente il valore indicato dalla frazione del tempo. Questo valore può essere ottenuto utilizzando: Figure musicali; Pause; Un insieme di figure e pause. Per ottenere altre figure musicali si usano due sistemi: La legatura Il punto di valore entrambi i sistemi permettono di prolungare la durata di una figura musicale o di una pausa. La legatura di valore è una linea curva che unisce due o più figure musicali della stessa altezza. 7

9 La legatura che unisce due note di diversa altezza viene detta di portamento perché suggerisce all esecutore un passaggio portato senza interruzioni di suono dalla prima alla seconda nota. La legatura di frase viene utilizzata per contrassegnare le diverse frasi musicali che formano un brano. Il punto aumenta di metà il valore della figura musicale, può essere utilizzato anche con le pause. Qui sotto due esempi: 8

10 Quadro generale di tutte le figure: Le Scale Per capire le scale partiamo dalla scala maggiore naturale di Do sul Pentagramma. Come si vede dal pentagramma, la scala di Do è composta dalle note Do Re Mi Fa Sol La Si. Questo tipo di scala viene chiamata scala maggiore di Do. Le scale in generale possono essere ascendenti (con le tonalità a salire, come nel pentagramma sopra, cioè con le note che vanno dalla più grave alla più acuta) o discendenti (quindi dalla più acuta alla più bassa, Si La Sol Fa Mi Re Do). Nella scala maggiore di Do, il passaggio tra una nota e l altra si chiama Tono, solo tra MI e FA c è un Semitono e anche tra il Si e il Do della Scala successiva se volessimo continuare a salire. Nella musica un Tono viene diviso in due Semitoni. La Scala Cromatica è composta dalla sequenza di tutti semitoni: Do - Do#Reb - Re - Re#Mib - Mi - Fa - Fa#Solb - La - La#Sib - Si - Do. Nella Scala il simbolo # si chiama diesis e il simbolo b si chiama bemolle, come si può notare Do# equivale a Reb e così via per le altre note, eccetto tra il Mi e il Fa (che per natura hanno già la distanza di un Semitono) e anche tra il Si e il Do della scala successiva. Per semplificare la lettura, i musicisti utilizzano il diesis # nelle scale a salire ed il bemolle b nelle scale a scendere. Se analizziamo nei dettagli la scala maggiore di Do, che abbiamo preso come esempio, notiamo la sequenza di Toni e Semitoni: T T S T T T S (tra Do e Re c è un Tono, tra Re e Mi un Tono, tra Mi e Fa un Semitono, tra Fa e Sol un Tono, tra Sol e La un Tono, tra La e Si un Tono, infine tra Si e Do della scala successiva un Semitono. Quindi la scala maggiore di Do la scriviamo più correttamente come segue: Do Re Mi Fa Sol La Si Do. Le scale prendono il nome della nota con cui iniziano, successivamente vedremo 9

11 che ogni brano musicale viene scritto sul pentagramma nella propria tonalità. La tonalità prende il nome della scala utilizzata per quel determinato brano. Attenzione però! Questa non è una regola fissa, spesso, molti brani, utilizzano anche delle note che non sono presenti nella scala di quella tonalità. Ovviamente, le scale sono fondate su uno studio di intonazione e armonizzazione delle note. La scala maggiore è tra le più usate nella musica. Esercitazione: Costruiamo insieme la scala di Sol. Ci viene spontaneo partire dalla nota iniziale Sol e proseguire fino al Sol dell ottava successiva: Sol La Si Do Re Mi Fa Sol, a questo punto dobbiamo applicare la regola della successione: T T S T T T S e otteniamo la scala di Sol che è la seguente: Sol La Si Do Re Mi Fa# Sol. Questo perché dalla sequenza dei toni e semitoni notiamo che tra Mi e Fa ci deve essere un tono, quindi bisogna aumentare il Fa di un semitono ottenendo Fa#. Da qui ci rendiamo conto che nel caso in cui avessimo dovuto scendere un semitono avremmo dovuto utilizzare il bemolle al posto del diesis. Nella musica, le note in diesis e bemolle vengono dette anche alterazioni. La successione dei toni e semitoni nelle scale vengono detti anche gradi della scala. La scala maggiore ha sette gradi, dal primo al settimo. La scala minore, anch essa molto usata, specialmente nella musica di carattere religioso, drammatico o passionale, è formata dalla sequenza: T S T T S T T. Detto questo, per esercitazione potete costruire tutte le scale maggiori e minori. Nella costruzione delle scale notate che ogni scala maggiore ha una equivalente minore abbassata di un tono e mezzo. Per esempio, la scala maggiore di Do ha le stesse note della scala minore di La, l unica differenza è la nota di partenza. Scala maggiore di Do: Scala minore di La: Do Re Mi Fa Sol La Si Do La Si Do Re Mi Fa Sol La 10

12 Tavola delle Tonalità Da quanto detto precedentemente sulle scale, possiamo capire in che tonalità è scritto un brano musicale facendo attenzione alle alterazioni indicate sul pentagramma. Analizziamo le prime due tonalità. La prima non avendo alterazioni è la tonalità di Do o della sua equivalente La minore. La seconda ha un alterazione, un # sul rigo del Fa, ciò significa che ogni volta che incontriamo una figura su quel rigo, bisogna suonare un Fa#, quindi come studiato prima si tratta della scala di Sol, pertanto si tratta della tonalità di Sol, o della sua equivalente Mi minore. Lo stesso ragionamento vale per tutte le altre tonalità. 11

13 La tastiera della chitarra Le corde della Chitarra vengono contate dal basso verso l alto, cioè a partire dalla corda più sottile fino alla corda più spessa. Le corde, dalla meccanica della paletta, poggiano sul tasto detto anche capotasto attraversano l intera tastiera, la buca della cassa armonica, fino a poggiare sul ponticello e raggiungere il loro primo fissaggio quando vengono montate. Le corde devono essere tese girando le chiavette che si trovano sulla paletta fino a raggiungere la dovuta accordatura. I principianti dovrebbero procurarsi inizialmente un accordatore elettronico, tirare lentamente con le chiavette una corda alla volta, senza toccare la tastiera con la mano sinistra, pizzicare la corda con il pollice della mano destra o con il plettro fino ad ottenere la dovuta nota indicata sull accordatore. A partire dalla sesta corda bisogna ottenere: Mi (la nota più grave), La, Re, Sol, Si, Mi (la nota più alta), quindi abbiamo un Mi basso e uno alto. Il Mi alto viene chiamato anche Mi cantino. Con il tempo e l esperienza impareremo ad accordare la Chitarra senza usare l accordatore elettronico. Più avanti nel corso vi mostrerò altri metodi per eseguire l accordatura. Lo schema della figura sotto, riporta la tastiera della chitarra con la denominazione delle note corrispondenti ad ogni tasto. Tale schema può essere utile come riferimento per la costruzione degli accordi, delle scale ed in generale per la lettura completa della tastiera. Per facilitare la lettura sono riportati, sotto allo schema, dei cerchietti neri rispettivamente nei tasti 3, 5, 7, 9 e 12. Sono gli stessi punti di riferimento spesso presenti sulle chitarre. È inoltre riportata la numerazione dei tasti da 0 (corda a vuoto) a 24 (24 tasto). I tasti da 0 a 12 sono equivalenti all ottava successiva, ovvero da 12 a 24. Le note riportate a sinistra dello schema sono relative alle corde a vuoto. Queste sono intonate in base all accordatura standard che abbiamo prima spiegata. 12

14 La postura con la chitarra La postura corretta per tenere la Chitarra può variare in base al tipo di Chitarra. Generalmente, per la Chitarra classica in posizione seduta, si utilizza uno sgabello, si appoggia il piede sinistro su un poggia-piede per tenere la gamba sinistra alzata dove poggiare la cassa volgendo il manico verso sinistra con inclinazione di circa 45. Io penso che ognuno possa utilizzare una postura comoda e agevole e non essere forzati da rigide regole magari comode per alcuni e scomode per altri. Fondamentalmente non adottare posizioni che ci portano a stanchezza o alla tensione dei nervi cercando di stare quanto più dritti con la schiena. 13

15 Uso della mano destra con esercizi La mano destra, spesso erroneamente sottovalutata, può essere fonte di studio e di esercizio al fine di arricchire quel vocabolario tecnico che ne permette l'uso in svariate situazioni. Basta vedere come molti chitarristi hanno costruito un proprio stile in parte dovuto al modo in cui utilizzano la mano destra, sia con il plettro che con le dita. Se andiamo a vedere come viene suonata la chitarra classica e la folk, in molti casi l'uso delle dita della mano destra è fondamentale per ottenere un certo sound, dalla musica classica, alla musica flamenco, ma anche dalla musica sudamericana al fingerstyle più tradizionale. Impostazione della mano destra E' fondamentale sapere che le dita che vengono utilizzate dalla mano destra sono: il pollice, l'indice, il medio e l'anulare. Un punto critico dell'impostazione spesso è il polso, che tende a rimanere abbassato sulle corde. Controllate che il polso rimanga piegato verso la cassa, quasi a formare un angolo a 90. Osservando la figura sottostante, appoggiate il pollice nella parte superiore sesta corda, mentre l'indice, il medio e l'anulare rispettivamente nella parte inferiore di terza, seconda e prima corda. Uso delle dita Incominciamo ad abbinare alle dita della mano destra un diminutivo, assegnandole ad esempio le lettere iniziali: p = pollice (sesta, quinta e quarta corda) i = indice (terza corda) m = medio (seconda corda) a = anulare (prima corda) A questo punto passiamo a far suonare le note relative alle corde a vuoto seguendo uno schema che prevede la successione di p, i, m, a, m, i, con il pollice che suona la sesta corda e le altre dita rispettivamente terza, seconda e prima corda. In questo capitolo eseguiremo tutti gli esercizi utilizzando solo la mano destra, con la mano sinistra dovremo tenere solo il manico della chitarra senza sfiorare le corde. 14

16 Esercizio 1 p i m a m i Suonate il pollice sulla sesta corda con un movimento del dito verso terra. Dovreste colpire la corda nella sua parte superiore con l'unghia del dito. Occorre specificare che molti suonano anche pizzicando la corda con il polpastrello, altri toccano nel punto mediano, cioè tra il polpastrello e l'unghia. Ognuno di questi modi dà una sonorità diversa: il suono del polpastrello, ad esempio, è molto più morbido rispetto all'incisività dell'unghia che deve ovviamente essere fatta crescere. L'indice suona la terza corda toccandone la parte inferiore con un movimento di chiusura del dito stesso. Anche per questo dito, come d'altronde per gli altri due, il tocco può essere uno dei tre considerati sopra. Medio e anulare adottano lo stesso sistema dell'indice per pizzicare la corda. Come vedete dallo schema sopra, la successione delle dita è abbinata al numero relativo alle corde che suonano. Nelle battute cercate di mantenere il ritmo con lo stesso tempo. Si consiglia l utilizzo di un metronomo sincronizzato ad una velocità lenta per i principianti. L'esercizio completo lo vediamo sotto. Notate che su ogni linea di numeri cambiano solo quelli relativi al pollice. Di conseguenza si suona il p su sesta corda, seguito da i (terza), m (seconda), anulare (prima), m (seconda) e i (terza). Passando alla riga successiva solo il pollice è differente: infatti abbiamo p (quinta corda), i, m, a, m, i. Sulla riga inferiore: p (quarta corda), i, m, a, m, i. Infine il pollice torna alla quinta corda, mentre le altre dita seguono sempre la loro sequenza. Esercizio 2 p i m a m i

17 Nell'esercizio successivo cambia la sequenza delle dita sulle tre corde alte (a, m, i, m, a), mentre il pollice lavora sempre cambiando corda ad ogni linea. Esercizio 3 p a m i m a Ora il sistema dovrebbe essere chiaro. I prossimi esercizi utilizzano delle sequenze diverse. Provatene uno per uno, mantenendo un esecuzione molto lenta e controllando bene l'impostazione della mano. Esercizio 4 p m a i a m Esercizio 6 p a i m i a Esercizio 5 p i a m a i Esercizio 7 p m i a i m Uso del plettro Il plettro è molto usato nello stile moderno e per l accompagnamento, generalmente è in plastica di forma triangolare con gli angoli arrotondati, può essere più o meno sottile, duro, medio e morbido. Esso va impugnato con la mano destra tenendolo stretto tra il pollice e l indice come in figura: Il plettro va usato alternativamente in battere (sfiorando una o più corde dall alto verso il basso) ed in levare (sfiorando una o più corde dal basso verso l alto). 16

18 Esercizio 1 Suonare con il plettro una corda per volta in battere e levare (giù e su), a partire dalla sesta corda fino alla prima e viceversa. Si consiglia sempre di mantenere il tempo. Esercizio 2 Ora suonate tutte le corde solo in battere, quindi sfiorate le corde dall alto verso il basso e risalite senza più toccarle, mantenete un tempo di 4 battute, una battuta per ogni battere e levare: u-no du-e tre-e qua-ttro; poi di nuovo, tante volte fino a raggiungere un risultato soddisfacente. nell eseguire l esercizio fate attenzione che il suono esca pulito, dovete cercare di dosare forza e rapidità nei movimenti senza grattare le corde e senza stonare. Esercizio 3 Suonate tutte le corde solo in levare, con le stesse modalità dell esercizio 2. Esercizio 4 Ora potete provare a suonare tutte le corde sia in battere che in levare. Esercizio 5 Eseguite delle battute su tutte le corde alternandole una in battere ed una in battere e levare. Esercizio 6 Per completare questa fase di esercitazione, eseguite delle battute di 4/4 realizzando a vostro piacimento svariati ritmi. 17

19 Uso della mano sinistra con esercizi La mano sinistra ha il compito di suonare le note o gli accordi sulla tastiera, oltre che sorreggere il manico. Il pollice si tiene dietro il manico mentre le altre quattro dita premono le corde sui tasti premendo con forza in modo perpendicolare. La mano deve poter scorrere liberamente lungo la tastiera guidata dal pollice; vedi immagine: Possiamo suonare una singola nota, due o più note contemporaneamente oppure un accordo. Anche questa volta faremo una serie di esercizi per fare pratica, in questo capitolo ci eserciteremo solo con la mano sinistra. Numerazione delle dita della mano sinistra: 1 = indice 2 = medio 3 = anulare 4 = mignolo Esercizio 1 Eseguire sulla corda 6 solo con l indice e il medio a partire dal primo tasto lungo tutta la tastiera il primo tasto con l indice, il secondo con il medio, il terzo di nuovo con l indice, il quarto con il medio e così via. Quando passate dall indice al medio bisogna fare attenzione a non sollevare l indice, che deve rimanere premuto sul tasto. Anche in questo caso l esecuzione va fatta rispettando un tempo costante tra l esecuzione di una nota e l altra. Esercizio 2 Ripetere l Esercizio 1 sulle corde 5, 4, 3, 2, 1. 18

20 Esercizio 3 Ora eseguiamo le note su tutte le corde dei primi due tasti come segue: sesta corda: indice, medio quinta corda: indice, medio quarta corda: indice, medio terza corda: indice, medio seconda corda: indice, medio prima corda: indice, medio Rappresentazione dell Esercizio 3 su Tablatura Tab Nella Tab sopra rappresentata i numeri 1 e 2 indicano i tasti, ogni trattino - indica una battuta tempo. Inoltre, notate che le note sulle corde a vuoto sono indicate con lettere maiuscole, si tratta della notazione internazionale per rappresentare le note, di seguito la corrispondenza: Do si indica con la lettera C Re = D Mi = E Fa = F Sol = G La = A Si = B Esercizio 4 Da eseguirsi come l Esercizio 3 sui primi tre tasti con indice, medio e anulare. Fare attenzione quando si passa dal primo al secondo tasto lasciare l indice premuto e quando si passa dal secondo al terzo tasto lasciare l indice e il medio premuti. Esercizio 5 Da eseguirsi come l Esercizio 4 sui primi quattro tasti con indice, medio, anulare e mignolo. Fare attenzione quando si passa dal primo al secondo tasto lasciare l indice premuto, quando si passa dal secondo al terzo tasto lasciare l indice e il medio premuti e quando si passa dal terzo al quarto tasto tenere l indice, il medio e l anulare premuti. Esercizio 6 Ripetere tutti gli esercizi sia a scendere dalla sesta alla prima corda che a risalire tornando dalla prima alla sesta corda. Ovviamente, quando si risale le dita vanno risollevate ad ogni battuta per poter eseguire le note più gravi. 19

21 La scala cromatica e sua esecuzione È arrivato il momento di suonare le note, dobbiamo imparare ad utilizzare entrambi le mani e riuscire a coordinarle per eseguire correttamente i suoni. Per cominciare possiamo ripetere tutti gli esercizi del capitolo precedente utilizzando anche la mano destra, suonando le note con le dita alternando indice e medio oppure con il plettro alternando battere e levare. È ovvio che, tutto quello che eseguiremo d ora in poi sarà fatto con entrambi le mani. La scala cromatica sulla tastiera della chitarra La tastiera della Chitarra è fatta in modo che, per ogni corda, a partire dal tasto a vuoto, ad ogni tasto successivo si ha l aumento di un semitono. La scala cromatica può essere eseguita su ogni singola corda procedendo di tasto in tasto, prima suonata a vuoto; poi dal primo al quarto tasto con indice, medio, anulare e mignolo; poi si lascia slittare l indice al quinto tasto e si procede con le altre dita fino all ottavo tasto, e così via. Generalmente, le dita della mano sinistra dovrebbero essere posizionati in modo da coprire 4 tasti, con la possibilità di suonare le scale muovendosi con la mano lungo tutto il manico della chitarra. Esercizio 1 Sulla sesta corda, a partire dal 5 tasto con nota La, eseguire i quattro semitoni La, La#, Si, Do, con tutti gli accorgimenti spiegati nei capitoli precedenti; poi ripetete la stessa sulla quinta corda a partire sempre dal 5 tasto nota Re, e così via per tutte le corde. Esercizio 2 Eseguire la scala cromatica a partire dal 5 tasto della sesta corda, suonare 4 note andando avanti sulla sesta corda di semitono in semitono, arrivati al Do, bisogna passare al Do# sul 4 tasto della quinta corda e suonare fino al Mi. Continuare a procede in semitoni per quattro tasti sulle restanti corde. Esercizio 3 Eseguire la scala cromatica sia ascendente che discendente anche in altre posizioni sulla tastiera della Chitarra. Proviamo a partire per esempio, una volta dal 7 tasto e una volta dall 8 tasto, sempre dalla sesta corda. 20

22 L accordatura della chitarra Esaminando attentamente la tastiera della Chitarra, possiamo notare che: Il 5 tasto della 6ª corda è un La e corrisponde alla 5ª corda a vuoto; Il 5 tasto della 5ª corda è un Re e corrisponde alla 4ª corda a vuoto; Il 5 tasto della 4ª corda è un Sol e corrisponde alla 3ª corda a vuoto; Il 4 tasto della 3ª corda è un Si e corrisponde alla 2ª corda a vuoto; Il 5 tasto della 2ª corda è un Mi e corrisponde alla 1ª corda a vuoto. Da quanto detto, ci rendiamo conto facilmente come accordare la chitarra, basta accordare perfettamente una corda (solitamente il La con il diapason), ad orecchio si può accordare il resto dello strumento. Ovviamente agli inizi vi conviene ricorrere ad un accordatore elettronico. Memorizzate molto bene l ubicazione delle note altrimenti vi risulterà difficile suonare gli accordi e trovare le posizioni delle scale che affronteremo. È fondamentale memorizzare bene le note sulla sesta e sulla quinta corda, il perché lo scoprirete nel prosieguo delle lezioni. È anche ovvio che unna volta memorizzate le note della sesta corda, esse valgono anche per la prima corda avendo come partenza a vuoto due Mi. La Chitarra va accordata in vari casi, quando si montano delle nuove corde, quando si sostituiscono delle corde, oppure quando dopo aver suonato ci rendiamo conto che la Chitarra si è scordata. Come montare le corde ad una chitarra classica La muta di corde della chitarra classica potrebbe presentare delle corde che hanno un'estremità rigida e una più morbida, in quel caso si deve adoperare la parte più rigida per legarla al ponte. Prendere l'estremità più rigida della corda e farla entrare nel foro del ponte lasciandola sporgere un poco, fare un cappio e farla passare sotto 2 volte, più o meno come nella figura di seguito. 21

23 Andiamo adesso ad infilare la corda nella meccanica. Mettiamo il foro della meccanica rivolto verso il basso, infiliamo la corda e facciamola ripassare da sotto in modo che si crei un altro cappio, poi giriamo le chiavette della meccanica per stringerla. Col tempo e la pratica sarà facile e intuitivo montare le corde anche su altri tipi di Chitarra. Di seguito vi mostro solamente alcune immagini relative alla Chitarra acustica o folk. 22

24 Tipi di corde per la chitarra classica La prima, la seconda e la terza sono in nylon; le altre tre hanno un'anima di nylon e sono poi rivestite di rame argentato. Nel caso delle corde in nylon non viene specificato il diametro; si usa parlare di tensione: bassa, media o alta. Più la tensione è alta e più ovviamente il suono sarà forte. e corda in nylon Mi cantino B corda in nylon Si G corda in nylon Sol D corda con rivestimento in metallo Re A corda con rivestimento in metallo La E corda con rivestimento in metallo Mi Si sconsiglia di montare sulla Chitarra classica corde diverse da quelle di nylon perché il manico potrebbe spezzarsi. Altri tipi di corde La Chitarra acustica e quella elettrica montano tutte le corde in metallo, che vengono scelte per spessore, a chi inizia si consiglia l uso di corde più sottili perché risultano essere più morbide per i polpastrelli. 23

25 Accordi a due dita con esercizi Gli accordi, che abbiamo già accennato nei capitoli precedenti, si ottengono suonando 3 o più note contemporaneamente. Sono molto usati per accompagnare le canzoni e le melodie eseguite con gli strumenti a fiato. Per il momento impareremo a suonare alcuni accordi memorizzando la loro formazione sulla tastiera della Chitarra. Le note che formano un accordo non sono suonate a caso, esse vengono fuori da uno studio ben preciso per ottenere un suono che nella sua armonia ha una tonalità ben precisa. Nell accordo c è sempre una nota che ne determina la tonalità, questa nota si chiama Tonica, essa è anche la nota che da il nome all accordo. Per cominciare ad avere qualche piccola soddisfazione dalla chitarra vediamo, in questo capitolo, qualche semplice accordo formato da due dita. Di seguito vi ripeto la numerazione delle dita della mano sinistra: 1 = indice; 2 = medio; 3 = anulare; 4 = mignolo Simbologia per semplificare la lettura delle tablature sono elencati i simboli utilizzati ed i relativi significati. Tablatura in prima posizione; la linea in grassetto a sinistra indica il capotasto tasto fisso. Tablatura in posizione senza l'ausilio del barrè; sopra la linea a sinistra sarà indicato il numero del tasto corrispondente. Tablatura in posizione con l'ausilio del barrè; sopra la linea a sinistra sarà indicato il numero del tasto dove porre il barrè. I tondini numerati 1, 2, 3, 4, che saranno posti all'interno delle tablature indicano la diteggiatura consigliata per le formazione dell'accordo. I numeri romani riportati in alto a sinistra della tablatura indicano il numero del tasto ovvero il riferimento alla posizione sulla tastiera. La parentesi quadra riportata a sinistra della tablatura indica che le due o più corde incluse dalla parentesi stessa devono essere premute con lo stesso dito. 24

26 Il simbolo riportato a sinistra della tablatura indica che la corda corrispondente deve essere suonata a vuoto mentre il simbolo indica che la corda non deve essere suonata. Per il momento impareremo a memoria alcuni accordi semplici da formare che ci permetteranno di iniziare a fare un po di pratica con gli accordi. Accordi a due dita Mi minore Mi settima Mi minore settima La settima La minore settima Esercizio 1 Questo esercizio sull accordo di Mi minore Mim su un tempo di 2/4 deve essere eseguito in modo che la successione delle battute sia chiaramente percepibile. Occorre dunque che il primo tempo venga accentuato, ossia risulti più forte del secondo. Per poter fare ciò bisogna regolare il metronomo a una velocità di 60 battiti al minuto e battere mentalmente il ritmo binario accentuando, magari battendo il piede, il primo dei due tempi. Successivamente si prepara la figura dell accordo con la mano sinistra e si esegue con le dita o con il plettro l accordo di Mim su ciascun tempo dando più forza al primo di ogni battuta accento in battere. Esercizio 2 Rieseguire l Esercizio 1 sull accordo di La settima La 7. 25

27 Esercizio 3 In questo esercizio dovete esercitarvi al cambio accordo mentre suonate, cercando di passare da Mim a La7 rispettando il tempo. Suonate due battute per ogni accordo come indicato nella figura qui sotto. Mim La7 Mim La7 Mim 26

28 Accordi a tre dita con esercizi Per avere un quadro operativo che ci consente già di accompagnare molte delle nostre canzoni preferite vediamo altri accordi, maggiori, minori e di settima. Accordi a tre dita Do Dom Re Rem Rem7 Mi Mim Mi7 Mim7 Sol7 La Lam La7 Lam7 Sim7 Esercizio 1 27

29 Esercizio 2 Esercizio 3 Esercizio 4 Do e Sol7 sono accordi simili nella forma e strettamente collegati armonicamente. Molto usati nelle canzoni popolari. Esercizio 5 Esecuzione in 4/4. Accentuare leggermente la prima battuta. Esercizio 6 Re e La7 sono accordi molto usati, pronti ad aprirsi alle più varie combinazioni con altri accordi. 28

30 Esercizio 7 Esercizio 8 In questo esercizio sul giro armonico di Do, compare la figura ritmica dei 2/8 consecutivi, la quale con il plettro va eseguita alternando la pennata in giù con la pennata in su. Moltissime canzoni si possono intonare e accompagnare con il giro di Do. Esercizio 9 Altro ritmo sul giro di Do. Esercizio 10 Ulteriore ritmo sul giro di Do. La sincope Se esaminiamo ognuno dei 2 ottavi in cui è suddiviso ogni quarto, il primo dei 2 ottavi è tempo forte mentre il secondo è debole e rispetto all accento principale che cade all inizio della battuta è di intensità minore. Lo stesso discorso vale nei sedicesimi, nei trentaduesimi e così via. La sincope è un eccezione alla regola degli accenti. Si provi ad eseguire il seguente solfeggio ritmico: 29

31 In un caso del genere gli accenti vanno sicuramente nel tempo forte rappresentato dal primo ottavo di ogni quarto leggendo: tà - ta, tà - ta, tà - ta, tà - ta. Proviamo ora a leggere il seguente solfeggio: In questo caso si leggerà: tà - ta, à - ta, tà - ta, tà - ta. Il secondo ottavo del primo quarto comincia debole e continua a suonare nel tempo forte successivo cioè nel primo ottavo del secondo quarto. Per questo solfeggiando si dice ta - à mettendo l accento sul secondo ottavo di questa nota. La sincope viene detta anche nota in levare, intendendo nota accentata in levare. Si può dunque definire la sincope come un anticipazione dell accento dovuta alla presenza di una nota che comincia in tempo debole e continua nel tempo forte successivo. Esercizio 11 30

32 Il ritmo e l accompagnamento Ognuno di noi, sentendo un brano musicale, ha un bisogno quasi istintivo, di accompagnarsi nell ascolto col movimento del piede o della mano. Questo è il tempo Ritmo. Se battiamo costantemente e contiamo 1,2,3,4; 1,2,3,4; 1,2,3,4; avremo formato delle battute, nel caso specifico di 4/4 Tempo Ordinario, che possono essere tradotte in suoni battendo col plettro sulle corde della chitarra verso il basso Pennata in Giù o verso l alto Pennata in Su ; Oppure con le dita, pizzicando le corde in vari modi o arpeggiando. Nella musica sono importantissime le Pause, che si eseguono mantenendo il tempo ma senza colpire le corte, ad esempio si può effettuare lo stesso movimento con la mano destra ma senza toccare le corde. In genere per ogni battuta si batte il pollice sul basso dell accordo e con indice, medio e anulare si pizzicano verso l alto contemporaneamente le prime tre corte. Per i tempi non ordinari come i 3/4 abbiamo valzer, mazurka, etc. Per i 2/4 l andante, la polka, etc. Per i 4/4 ci sono tango, rock, twist e la maggior parte della musica moderna. Nei capitoli precedenti abbiamo già eseguito degli esercizi semplici di ritmica. Nell accompagnamento delle canzoni sono molto usati i Giri Armonici che possono essere eseguiti a tempo di 4/4 con un certo numero di accordi. In questo capitolo utilizzeremo il giro di Do per gli esercizi sul ritmo. Ripetiamo di seguito alcuni concetti fondamentali di musica per eseguire al meglio i prossimi esercizi. Il punto Il punto messo a destra di una nota o di una pausa, aumenta il suo valore della metà, quindi una nota di 2 quarti seguita da un punto varrà 3 quarti. Il doppio punto Il secondo punto aumenta la durata della nota o della pausa di un valore pari alla metà del valore del primo punto. Ad esempio una nota di 2 quarti seguita da due punti avrà un valore di 7 ottavi (cioè 2 quarti + 1 quarto + 1 ottavo). Esercizio 1 31

33 La legatura di valore La legatura di valore viene indicata con un archetto che congiunge due note di uguale altezza facendole diventare equivalenti a un unica nota di valore pari alla somma dei due valori. Ad esempio se bisogna scrivere una nota del valore di 5 ottavi (2 quarti più 1 ottavo) non è possibile utilizzare né il punto né il doppio punto. Bisognerà dunque scriverla così: Ovviamente le pause non hanno bisogno della legatura di valore perché i silenzi si sommano automaticamente. Esercizio 2 Esercizio 3 La terzina La terzina è un gruppo di tre note di uguale valore che devono essere eseguite nel tempo che normalmente è occupato da due di esse. La terzina di crome si scrive così: e va eseguita nell intervallo di 1 quarto, cioè nel tempo in cui entrano due 2 ottavi soltanto. Viene anche chiamata gruppo irregolare perché la semiminima viene irregolarmente suddivisa in tre crome anziché le due regolari. Per poter leggere correttamente le terzine è molto utile fare questo esercizio: 32

34 1) far partire il metronomo ad una velocità di circa 60 battiti al minuto; 2) pronunciare la parola RO - MA ogni volta che si presenta una normale coppia di crome. Pronunciare invece la parola RI - MI - NI ogni volta che si trova la terzina. La prima sillaba di ognuna delle due parole dovrà coincidere con il battito del metronomo. Esistono ovviamente anche terzine di semicrome, di semiminime, di biscrome ecc... il principio è lo stesso. Esercizio 4 Esercizio 5 33

35 I giri armonici con esercizi Fin ora, abbiamo già dato delle informazioni sui giri armonici e loro utilizzo. Con i giri armonici e la ritmica possiamo accompagnare tutte le canzoni, o anche le melodie di strumenti a fiato, la recita di una poesia ecc.. Alcuni giri armonici molto usati Do Lam Rem Sol7 Sol Mim Lam Re7 Re Sim Mim La7 Si noti che questi tre giri armonici hanno le stesse distanze tra le tonalità degli accordi, ovviamente si possono formare altri giri armonici simili con tutte le altre tonalità. Nel praticare l accompagnamento, col tempo e l esperienza riuscirete ad abbellire la vostra musica con i giri armonici, aggiungendo altre note o accordi intermedi. Altri giri molto usati nelle canzoni La Mi Re La Sol Re Mim Do Esercizi Puoi esercitarti rieseguendo gli stessi esercizi del capitolo precedente con tutti i giri armonici visti fino ad ora. Con la pratica arriverete ad intonare le canzoni senza più leggere gli accordi sul testo dei canzonieri, è necessario esercitarsi tutti i giorni. 34

36 Le scale maggiori e minori naturali Dalla teoria musicale abbiamo visto che una scala maggiore è formata dalla sequenza tonale: T T S T T T S, mentre la scala minore da: T S T T S T T. Con la chitarra esistono moltissime posizioni per eseguire le scale in generale e quindi anche le scale maggiore e minore. Esercitandovi molto con le scale acquisterete notevole scioltezza con la mano sinistra. I modi Per capire i modi prendiamo come esempi le scale maggiori di Do (poiché non ha alterazione ed è facile) e di Sol. Troveremo 7 modi (tanti quante le note della scala), che hanno nomi di derivazione greca. Partendo da ognuna delle note della scala in questione, e facendone il giro completo, otterremo i modi: Bene, conoscendo i modi notate che il modo Ionico è praticamente la scala maggiore e il modo Eolio è la relativa minore che parte dal 6 grado (in questo caso il La, un tono e mezzo sotto la tonica della scala maggiore). Non entrando troppo nella teoria delle scale, vediamo alcune posizioni sulla chitarra e come ottenerle. 35

37 Diteggiatura con tonica sulla sesta corda La sesta corda a vuoto, nota Mi viene rappresentata in notazione internazionale con la lettera E, come si evince dall immagine qui sopra. Ovviamente quella che vedete è la diteggiatura della scala di Sol, perche la tonica è sul terzo tasto della sesta corda nota segnata in rosso. Se memorizziamo bene questa diteggiatura, possiamo ottenere le scale maggiori delle altre note sulla sesta corda, basta spostarci traslando la mano sinistra ed eseguire la stessa diteggiatura. Per la chitarra, le regole ti traslazione delle diteggiature lungo il manico, valgono per tutte le posizioni. Diteggiatura con tonica sulla quinta corda Esercizio 1 Eseguire la scala maggiore ascendente di Sol, La e Do. Nelle esecuzioni, si consiglia di partire sempre dalla tonica. Esercizio 2 Eseguire la scala maggiore ascendente di Re, Mi e Fa. Nelle esecuzioni, si consiglia di partire sempre dalla tonica. Esercizio 3 Rieseguire le scale degli esercizi 1 e 2 ascendenti e discendenti. Esercizio 4 Da quanto detto all inizio di questo capitolo, ricavare le posizioni della scala minore, sia con la tonica sulla sesta corda che sulla quinta corda. Esercizio 5 Eseguire la scala minore di La ascendente e discendente. 36

38 Le cinque diteggiature della scala maggiore 37

39 La formazione degli accordi Gli accordi sono composti da note di altezza diversa suonate contemporaneamente. L accordo più semplice è la triade, esso si compone dalla nota fondamentale o tonica è la nota che da il nome all accordo, dalla terza minore o maggiore rispettivamente a tre o quattro semitoni dalla tonica, e dalla quinta diminuita, giusta o aumentata, a sei, sette e otto semitoni dalla tonica. In questa guida pratica non entreremo troppo nella teoria degli accordi, dovete conoscere gli accordi che la chitarra ritmica deve tenere per permettervi di suonarci sopra i vostri assoli. Bisogna quindi armonizzare la scala maggiore e sapere la formazione degli accordi. Nel suonare un accordo con la chitarra, spesso una stessa nota dell accordo viene suonata più volte, il basso dell accordo non è altro che la tonica con la tonalità più bassa. Triadi, accordi di tre note Accordo maggiore: tonica Accordo minore: tonica - 3 m- 5 Accordo diminuito (O): tonica - 3 m - 5 b Accordo eccedente: tonica # Do maggiore Quadriadi, accordi di quattro note di settima Accordo maggiore settima : tonica minore Accordo maggiore settima maggiore (Δ): tonica maggiore Accordo minore settima : tonica - 3 m minore Accordo semidiminuito (Ɵ): tonica - 3 m - 5 b - 7 minore Esercizio 1 Eseguire la scala maggiore di Do ascendente e discendente e alla fine suonare una battuta sull accordo di Do. Notate l intonazione. Esercizio 2 Ricavare ed eseguire la scala maggiore di Do in prima posizione eseguire all occorrenza le note a corde a vuoto, con partenza tonica dal terzo tasto della quinta corda. Alla fine di ogni esecuzione ascendente e discendente suonate una battuta sull accordo di Do. Esercizio 3 Rieseguite l esercizio 2 sulla scala maggiore di Sol. 38

40 Accordi a quattro dita con esercizi In questo capitolo vedremo alcuni accordi di settima che si formano con quattro dita, anche se successivamente vedremo come eseguire gli stessi accordi in maniera più comoda con il barrè. Do7 Mim Mi7 Mim7 Fa7 Si7 Esercizio 1 Eseguire battute di 4/4 sugli accordi a quattro dita sopra indicati. Esercizio 2 Eseguire delle battute di 4/4, di cui una sull accordo di Mi7 e la successiva sull accordo di Si7. Esercizio 3 Eseguire il seguente giro armonico: Mi7, La7, Mi7, Si7, sul tempo di 4/4. 39

41 Il barré con esercizi Il barrè non è altro che l indice che fa da capotasto, gli accordi in barrè sono di notevole importanza, essi sono trasportabili lungo la tastiera. Nelle immagini qui sotto alcuni accordi in barrè che mostrano come impostare le dita della mano sinistra per la loro esecuzione. Il primo accordo in barrè con tonica sulla sesta corda è il Fa, che trasportando l indice barrè sul terzo tasto forma il Sol, sul quinto tasto il La, e così via. Fa Fam Fa7 Fam7 40

42 Il primo accordo in barrè con tonica sulla quinta corda è il Si bemolle, che trasportando l indice barrè sul secondo tasto forma il Si, sul terzo tasto il Do, e così via. Nelle immagini qui sotto abbiamo accordi con barrè sul secondo tasto e tonica sulla quinta corda. Si Sim Sim7 Sim7 Per eseguire bene gli accordi in barrè bisogna esercitarsi molto per ogni singolo accordo. Esercizio 1 Eseguire l accordo di Fa in barrè e, ad ogni battuta di 4/4, proseguire in avanti di tasto in tasto semitono in semitono fino alla fine del manico. Esercizio 2 Eseguire l accordo di Si bemolle in barrè e, ad ogni battuta di 4/4, proseguire in avanti di tasto in tasto semitono in semitono fino alla fine del manico. Esercizio 3 Eseguire con ritmo a piacere i seguenti giri armonici sul tempo di 4/4: Do, Lam, Fa, Sol Sol, Re, Mim, Do Sol, Mim, Sim, Re 41

43 Gli arpeggi e la tecnica melodica A questo punto del corso sarebbe opportuno riprendere il discorso sugli arpeggi lavorando sugli accordi. In pratica dobbiamo suonare ogni sequenza utilizzando un accordo diverso per ognuna di loro. I bassi degli accordi, coincidono con le corde basse suonate dal pollice in ogni sequenza. Esercizio 1 p i m a m i Em Am D C Esercizio 2 p m a i a m G A F C7 Esercizio 3 p m i a i m E C Dm Am Sviluppo dell indipendenza delle dita della mano destra Ora vedremo una serie di esercizi basati sulla struttura di quattro accordi, uno per battuta e sempre gli stessi in tutta la serie di esercizi. Si tratta di un riadattamento dei celebri 120 arpeggi del Giuliani, opportunamente modificati per l'occasione. Nella prima parte di questi esercizi non verrà suonata la sesta corda, che nel caso degli accordi di Em e G sarebbe la nota tonica, presente invece su C e Am. La dicitura esatta dell'accordo di Em sarebbe quindi Em/B (letteralmente: Em basso B, nel senso che la nota che sta al basso non è la tonica ma, in questo caso, la nota B), mentre per l'accordo di G avremo G/B (letteralmente: G basso B). Per facilitarne la lettura e la diteggiatura lasceremo quindi la nomenclatura normale. 42

44 Esercizio 1 Esercitarvi con le seguenti esecuzioni in riferimento a quanto detto precedentemente. Esercizio 2 Le seguenti esecuzioni vanno eseguite con due dita della mano destra contemporaneamente. 43

45 Le terzine e le quartine Continuiamo con la serie di esercizi basati sui quattro accordi visti precedentemente. Dobbiamo innanzitutto variare la ritmica, ed infatti usiamo sia le quartine di sedicesimi che le terzine di ottavi. Prestate molta attenzione a come deve essere svolta la divisione ritmica, in quanto sebbene gli esercizi siano ritmicamente costruiti uguali, il fatto di suonarli a metronomo consigliato potrebbe renderne difficile l'esecuzione. Ricordo infine di suonare più volte ogni esercizio, dapprima lentamente, poi aumentando la velocità di metronomo, per poi passare al successivo. Esercizio 1 Esercizio 2 44

46 Esercizio 3 Esercizio 4 Esercizio 5 45

47 Esercizio 6 Esercizio 7 Tecnica melodica sugli accordi Mentre nella serie di esercizi precedenti basati sui quattro accordi abbiamo lavorato solo sui quattro accordi indicati, in questa sezione vedremo come muoverci all'interno della struttura di un giro di accordi, in modo da suonare anche delle ipotetiche linee melodiche, al fine di abbellire la struttura dell'accordo stesso. Occorre precisare che la successione armonica degli esercizi comporta uno sviluppo delle diteggiature stesse, con conseguente impegno lavorativo delle dita della mano sinistra. Questo modo di suonare con la mano destra può essere utile sia in accompagnamento ad una altro strumento (o alla voce), sia come sviluppo di un brano di sola chitarra. Ecco un semplicissimo esempio per capire come deve essere sviluppato un movimento melodico sugli accordi. Come vedete, di base abbiamo i due accordi di C e G. I movimenti melodici li troviamo nelle note al canto, lavorando anche con le dita che non sono normalmente usate nella diteggiatura dell'accordo. 46

48 Esercizio 1 In questo primo esercizio lavoriamo sugli accordi di Am, F, C e G. Analizziamo singolarmente ogni accordo. In Am dobbiamo diteggiare un barrè del primo dito su 4a e 3a corda, lasciando la 5a a vuoto. Il movimento delle note viene fatto sulla 3a corda, e la mano destra lavora alternando pollice e indice. Inoltre, la nota G di basso sull'ultimo movimento della battuta serve a collegare il Am con il successivo accordo di F. Sull'accordo di F lavora anche il dito medio della destra. Notare come la linea melodica è costruita con lo stesso sistema di quella suonata nella precedente battuta. Anche in questo caso troviamo una nota (B, 5a corda, secondo tasto) di collegamento degli accordi. Nella battuta di C troviamo la novità nella presenza di due note consecutive suonate dal pollice destro, poste sul movimento finale della battuta, e che collega l'accordo di C con il successivo G. Seguite bene la diteggiatura consigliata per l'accordo di G, in quanto dovremo dare la possibilità al dito indice sinistro di suonare la nota A sulla terza corda. In questo caso, diversamente dagli altri accordi, la linea melodica cambia leggermente. Esercizio 2 Vediamo l'uso del barrè, partendo proprio da un Bb in sesta posizione, che passa ad un F/A in quinta. Occorre mantenere premuto l'indice anche quando si fanno i movimenti delle dita nella linea melodica. I cambi di bassi tra Bb e F vengono fatti anticipando il secondo accordo di un ottavo, lasciando suonare poi la nota F sulla 5a corda fino a fine battuta. Anche nella seconda battuta abbiamo una barrè, questa volta su quattro corde, che forma l'accordo di C/E, mentre il barrè intero lo troviamo sull'ultimo accordo di F in prima posizione. Attenzione alle due note di basso consecutive tra il secondo ed il terzo movimento. 47

49 Esercizio 3 Vediamo ora un esercizio costruito su di una sequenza di accordi in puro stile jazz. Anche in questo caso, gli accordi sono collegati fra loro in modo tale da sviluppare una linea melodica, che in alcuni punti è più evidente (vedi la seconda battuta), mentre in altri casi risultano più nascosti dal movimento armonico degli accordi. 48

50 Le pentatoniche maggiori e minori Le pentatoniche sono scale formate da 5 note, esse possono essere maggiori o miniri. La pentatonica maggiore è una scala di cinque note che non contiene intervalli di semitoni, caratteristica che gli conferisce una certa durezza melodica. La pentatonica maggiore contiene i gradi: 1, 2, 3, 5, 7; mentre la pentatonica minore 1, b3, 4, 5, b7. Le cinque diteggiature della pentatonica maggiore 49

51 Le cinque diteggiature della pentatonica minore Esercizio 1 Eseguire le pentatoniche maggiori e minori che hanno la tonica sulla sesta e sulla quinta corda, sia ascendenti che discendenti. 50

52 La scala blues La scala blues si ricava dalla pentatonica minore aggiungendo una nota, ecco la sequenza dei gradi: 1, b3, 4, b5, 5, b7. Le cinque diteggiature della pentatonica minore Esercizio 1 Eseguire la scala blues, sia ascendente che discendente, utilizzando le diteggiature qui sopra mostrate. 51

53 L improvvisazione e il fraseggio L improvvisazione è una capacità che può essere sviluppata a partire da qualsiasi livello, indipendentemente dalla preparazione tecnica di partenza. Occorre solo lavorare in modo opportuno su poche semplici nozioni. L improvvisazione può essere costituita da un assolo che riempie gli spazi di una canzone o che l accompagna assieme agli accordi o all intonazione melodica. L improvvisazione, generalmente, si realizza a partire dalla tonalità del brano e si utilizzano le scale pentatoniche. La pentatonica maggiore è utilizzata in molti generi musicali, in particolar modo nel rock e nel blues. Caratteristica tipica del blues spesso anche del rock è la sovrapposizione della scala pentatonica minore su un brano in tonalità maggiore. Si usa ad esempio la scala pentatonica di Mi minore in un blues in Mi maggiore. Un improvvisazione, può essere realizzata ad esempio, con un saliscendi di note di una pentatonica. In questo modo è anche possibile eseguire improvvisazioni personalizzate, ovviamente nel rispetto della tonalità del brano, realizzando così dei veri e propri fraseggi musicali. Di grande interesse sono i fraseggi costruiti sulla scala blues, si tratta di vere e proprie domande e risposte realizzate con la musica, che spesso sono realizzati con poche note. Esercizio 1 Provare ad eseguire dei fraseggi personalizzati sulla seguente scala a partire dalla tonica. Esercizio 2 Provare ad eseguire dei fraseggi personalizzati sulla seguente scala a partire dalla tonica. 52

54 Esercizio 3 Provare ad eseguire dei fraseggi personalizzati sulla seguente scala a partire dalla tonica. Esercizio 4 Eseguire il seguente fraseggio rock-blues. Esercizio 5 53

55 Approfondimenti Armonici Gli armonici naturali sono dei suoni che si producono appoggiando un dito della mano sinistra in certe parti della corda, e una volta suonata tale corda, bisogna subito togliervi il dito. Gli armonici più importanti sono situati sopra la linguetta metallica divisoria del tasto (giusto a metà corda), sopra quella del 5-6 tasto e sopra quella del 7-8 tasto. I suoni prodotti contengono delle impurità che danno una certa armonia. Di seguito la mappa completa degli armonici naturali: Bending Il bending è fondamentale per dare espressione alla frase che si sta suonando. Consiste nel tirare la corda con il dito della mano sinistra che sta premendo su quel tasto. Le dita più adatte per fare il bending solo l indice e l anulare perché sono quelle più robuste. Tirate fino a quando non vi viene naturale. Applicate il bending ai vostri assoli, li renderete musicalmente molto più belli. Tapping Il tapping consiste nel suonare sbattendo le dita di entrambe le mani direttamente sulla tastiera. Ciò permette di suonare velocemente note che distano molto tra loro e che senza questa tecnica sarebbero impossibili da eseguire. Cercate un po di strappare le corde interessate con il polpastrello del dito. 54

56 La scala di Segovia La pentatonica diagonale È la pentatonica che si sviluppa in diagonale passando per 3 posizioni. Eccola qui di seguito in Sol e in Do; è molto comoda per gli assoli veloci. Il riquadro indica la geometria della pentatonica che si ripete fino alla corda del Si dove cambierà poiché accordata diversamente. Hammer-on L hammer-on è una legatura di portamento ascendente, vale a dire che, delle due note legate, la seconda è più alta e va eseguita battendo con forza il dito della mano sinistra sulla tastiera, così da ottenere il suono senza pizzicarla con le dita della mano destra. Per ottenere un suono pulito e dal volume sufficiente alto, è importante battere il dito della mano sinistra a martello (in inglese hammer vuol dire proprio martello ), cioè il più possibile perpendicolare alla tastiera. 55

57 Pull-off il pull-off è una legatura di portamento discendente, vale a dire che, delle due note legate, la seconda è più bassa e va eseguita togliendo il dito della mano sinistra dalla tastiera, così da ottenere il suono senza pizzicarla con le dita della mano destra. Per ottenere un suono pulito e dal volume sufficiente alto, in effetti non basta togliere il dito della mano sinistra dalla tastiera, ma è necessario anche pizzicare la corda, sempre con lo stesso dito, mentre lo togliamo. Slide Lo slide (o glissato) è una legatura di portamento che può essere ascendente o discendente e si esegue facendo scorrere ( glissando ) in avanti o indietro lo stesso dito tenuto premuto sulla tastiera. Sul pentagramma e sulla tastiera, lo slide viene identificato da un segmento posto tra le note legate, a volte accompagnato anche dalla linea curva con cui si identificano le altre legatura di portamento. 56

58 Conclusioni A questo punto, sicuramente potrai divertirti con la chitarra, ti consiglio vivamente di ascoltare tanta musica e soprattutto di suonare tutti i giorni. In rete ci sono migliaia di canzoni con testi e accordi per chitarra e anche tantissimi video-tutorial da seguire. Non andare di fretta ad imparare nuove canzoni o assoli, per essere vincenti, per ogni pezzo dovrai raggiungere la massima qualità e possibilmente riuscire a iniettare una buona dose di emozione, l impegno costante ti aiuterà in tutto questo. Se invece hai un buon orecchio, avrai sicuramente quella marcia in più per riuscire ad improvvisare la tua musica. Per quanto tutto tu possa fare, l importante è divertirsi! Nulla ti vieta però di prendere la musica sul serio e decidere di studiarla professionalmente e approfondire lo stile che più ti si addice. Sappi che con la musica si studia tutti i giorni, fino a che non smetti di suonare, o di vivere. Io suono la chitarra per divertirmi, ho iniziato da autodidatta, poi ho studiato le basi di chitarra classica. Il fascino di questo strumento mi ha rapito e oggi continuo a studiare e suonare tutti i giorni, così oltre a divertirmi affronto e supero tutti gli ostacoli della vita quotidiana. 57

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