Sociologia del Lavoro
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- Carla Roberti
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1 Corsi di Laurea L-16 L-40 Sociologia del Lavoro L7 Mercati del lavoro comparati marzo 2016 Matteo Villa Università di Pisa Dipartimento di Scienze Politiche Research LAB - LaRISS -
2 Fonte principale Reyneri E., Sociologia del mercato del lavoro, Bologna, il Mulino, Volume I. Il mercato del lavoro tra famiglia e welfare Reyneri E., F. Pintaldi, Dieci domande su un mercato del lavoro in crisi, Bologna, Il Mulino, 2013 (Aula WEB, Edizioni Il Mulino) 2
3 Due domande chiave Perché ci sono differenze nei tassi di disoccupazione di diversi paesi? Perché la disoccupazione colpisce in modo differente diversi gruppi di popolazione? Esistono sistemi nazionali di occupazione in cui fanno la loro parte norme sociali, consuetudini, politiche, ecc. Molte teorie (capitale umano, capitale sociale, regolazione e insiders/outsiders, segmentazione, ecc.) Difficile spiegare le diversità e occorre grande comprensione dei contesti. I dati permettono di descrivere le diverse strutture. Le spiegazioni sono un'altra cosa. 3
4 Quali indicatori Caratteristiche per identificare i gruppi di persone e indicatori per comparare i mercati del lavoro: 1. Genere 2. Età 3. Dinamica demografica 4. Posizione / Ruolo in famiglia 5. Posizione / Regolazione del mercato 6. Titolo di studio / Tassi di istruzione Da qui la diversa composizione della disoccupazione. 4
5 Quali indicatori 1. Genere 5
6 Penalizzazione di genere Differenze tra paesi più per disoccupazione femminile che totale Indice di penalizzazione: Disocc. Femminile - Disocc. Maschile Disocc. Totale Solitamente meno penalizzate dove il tasso di attività femminile è più alto (no paesi dell'est, per storia particolare) no eccesso di offerta Si diversa capacità paesi creare posti di lavoro (fig. 3.1) ruolo abitudini: disoccupazione donne crea meno scandalo (percepita non come disoccupazione), meno rischi economici e psicologici che per uomini. ruolo dell'intero sistema di welfare: stato e famiglia 6
7 Disoccupazione Penalizzazione di femminile genere Indice di penalizzazione 7
8 Quali indicatori 2. Età
9 Penalizzazione per età Ancora più differenze per età (giovani e anziani in particolare) 3 modelli: tedesco, italiano, europeo. Specificità Germania Disocc. Giovanile - Disocc. Adulti Penalizzazione per età: Disocc. Totale PERCHÈ? No eccesso di offerta. Sono più penalizzati dove meno attivi (es. Italia, Spagna). No fattori demografici Importante capacità di creare posti di lavoro (più penalizzati dove minore tasso occupazione totale fig. 3.6) MENTRE: disoccupazione adulta meno rilevante dove meno capacità di creare posti di lavoro Penalizzazione over 55 connessa a ridotto prepensionamento e sistemi pensionistici (innalzamento età) + ringiovanimento forza lavoro.
10 Disoccupazione per età 10
11 Disoccupazione per età
12 Disoccupazione per età
13 Totale (maschi e femmine) tab Graduatoria dei paesi europei secondo diversi tassi di disoccupazione specifici, 2008 Totale anni Maschi anni Maschi anni Olanda 2,7 Olanda 5,3 Olanda 2,2 Austria 1,8 Danimarca 3,4 Danimarca 7,6 Danimarca 2,3 Danimarca 2,6 Austria 3,9 Austria 8,0 Austria 2,9 Grecia 2,9 Gran Bretagna 5,7 Germania 10,5 Grecia 3,1 Italia 3,2 Irlanda 6,1 Irlanda 12,7 Italia 3,1 Olanda 3,4 Svezia Gran 6,3 Bretagna Gran 15,0 Bretagna 3,4 Belgio 3,6 Finlandia 6,4 Portogallo 16,4 Svezia 3,7 Irlanda 3,7 Italia 6,8 Finlandia 16,5 Irlanda Gran 3,8 Bretagna 3,7 Belgio 7,0 Belgio 18,0 Finlandia 4,2 Svezia 4,1 Francia 7,4 Francia 18,3 Spagna 4,7 Francia 4,8 Germania 7,6 Svezia 20,2 Belgio 5,0 Finlandia 5,8 Grecia 7,8 Italia 21,3 Portogallo 5,1 Spagna 6,4 Portogallo 8,1 Grecia 22,1 Francia 5,8 Portogallo 7,2 Spagna 11,4 Spagna 24,6 Germania 7,1 Germania 8,2 Fonte: EUROSTAT, Labour force surveys. 13
14 Penalizzazione per età Indice di penalizzazione
15 Quali indicatori Quali indicatori 3. Tassi di Attività Dinamica demografica
16 La struttura della disoccupazione Dinamica demografica Stessa denominazione (disoccupazione) e figure sociali molto differenti. La composizione varia in base anche all'attività e alla demografia. Disoccupazione giovanile in Italia appare meno grave in alcune comparazioni Incide diffusione lavori a termine (spezzoni di attività...)
17 La struttura della disoccupazione Dinamica demografica
18 La struttura della disoccupazione Dinamica demografica
19 Quali indicatori 4. Ruoli in famiglia
20 Disoccupazione e posizione in famiglia Disoccupazione e posizione in famiglia Posizione in famiglia importante. Influisce su risorse psicologiche e economiche. Differenze tra capofamiglia, moglie e figli: Considerare età di uscita da casa. Lunga durata accentua differenze. Incidono i modelli familiari (uscire presto di casa, fare presto una famiglia, isolamento dei disoccupati Italia e altri paesi del Sud: più facile che i figli disoccupati vivono con genitori che lavorano e li mantengono. Pochi in questi paesi stanno fuori di casa se non lavorano. Più facile inoltre che almeno uno lavora ed è maschio adulto.
21 Disoccupazione e posizione in famiglia
22 Disoccupazione e posizione in famiglia tab Tasso di disoccupazione totale e di lungo periodo secondo la posizione nella famiglia, 2007
23 Quali indicatori 5. Regolazione del mercato
24 Ruolo della flessibilità Flessibilità diventa il dogma: la probabilità di perdere lavoro diventa un elemento positivo. Precarietà o disoccupazione? Teoria dell'eurosclerosi. Diversi modelli Europa e USA, alternativi Per comprenderli occorre includere tutto il sistema di welfare (lavoro, welfare, famiglia). Più alto grado di protezione = Meno mobilità? Non fondato! Problema degli SCOPI: restrizione alla discrezionalità dell'impresa non più interpretata come fatto di civiltà ma come vincolo e ostacolo alla crescita economica Comparazione non facile perché: difficile capire norme, applicazione e i vari livelli di informalità. Limitato ruolo delle norme Non tutte le norme si applicano a tutti i casi ITALIA è tra i paesi flessibili non rigidi.
25 Ruolo della flessibilità Lavoratori temporanei e disoccupati (Ascoli 2011)
26 Indice di protezione dell'occupazione
27 Altri fattori Turnover dei posti di lavoro (creazione e distruzione posti) in linea con quelli di altri paesi Turnover dei lavoratori (assunti e che se si separano) superiore alla media degli altri paesi Nelle grandi aziende meno mobilità ma è un mito quello del MDL ingessato: : 32% dei tempi indeterminato finisce entro 12 mesi, 47% non oltre 2 anni. Milano 2010: media durata dei tempi indeterminati: 18 mesi Occorre tenere conto della diversa mobilità dei tempi indeterminati e dei lavoratori al margine Alta mobilità (da lavoro a lavoro) ma flussi tra lavoro e non lavoro più bassi!! USA più facile: lavoro disoccupazione lavoro IN UE e di più in Italia: lavoro lavoro (job to job): Diversa regolazione dei licenziamenti; Persone cercano prima per percezione di instabilità Dimensioni imprese: I tassi di separazione annui più elevati nelle piccole imprese non per diversa regolazione (aggirabile) ma per ragioni economico-organizzative.
28 Penalizzazione giovani maschi e protezione
29 Flessibilità e protezione? Conclusione unanime: le norme giuridiche o contrattuali a tutela dell'occupazione hanno effetti scarsi o nulli sulla disoccupazione. Lo stesso per la bassa occupazione. Es. Italia donne e poco istruite, ma non c'entra nulla con la regolazione. Ci sono effetti sulla variabilità congiunturale (es. rapidità di reazione in base alla congiuntura, da cui meno disoccupazione di breve periodo e più di lungo periodo) No relazione tra protezione dell'occupazione dipendente e indice di penalizzazione dei giovani UK e D : UK più disoccupazione giovanile, più liberista ma no formazione professionale e sistema duale.
30 Quali indicatori 6. Tasso di istruzione
31 Disoccupazione intellettuale? Dagli anni '70 a oggi: crescente disoccupazione tra diplomati e laureati OVVIA: perché chi cerca lavoro sono soprattutto i giovani (con più alti tassi di scolarità rispetto generazione precedente). Disoccupazione è intellettuale perché giovanile. Rapporto tra istruzione e origine sociale Origini sociali superiori più probabile titolo di studio elevato MA famiglia di ceto medio-alto non riduce tempo ricerca lavoro (anzi ne consente uno più lungo) Disoccupazione ALTA: non è solo popolare (soprattutto al SUD) Fenomeno transitorio ma riduce senso di sicurezza nel ceto alto pressioni sul mondo politico
32 Eccesso o spreco di forza lavoro istruita? Istruzione = difficoltà aggiuntiva nella ricerca di occupazione di un giovane? TEORIA capitale umano: + istruzione x' necessaria per sviluppo parcheggio perché meno intensità di lavoro meno offerta di lavoro (meno tempo di vita dedicato al lavoro) MA con + femmine istruzione produce + offerta di lavoro HP opposta: + istruzione x la pressione delle classi subalterne MA: domanda di lavoro non incremento di posti di lavoro qualificati RISCHIO SPRECO 2 forme di spreco: SPIAZZAMENTO (USA): gli istruiti prendono i posti dei meno istruiti (credenziali, no differenze di status sociale tra lavori, mobilità ascendente) i meno istruiti sono + disoccupati, non x' inadatti ma x concorrenza istruiti DISOCCUPAZIONE INTELLETTUALE (EU): squilibri tra titoli di studio e gerarchia occupazionale presunta: percepita come declassamento sociale o dequalificazione professionale
33 Osservare la dinamica 1) Storicizzare la relazione tra istruzione e occupazione: cambia nel tempo ma le aspettative (cultura) cambiano più lentamente. Slittamento verso l'alto nei livelli di reclutamento per diversi requisiti o per crescente offerta Ogni corrispondenza tra livelli di istruzione e posizione lavorativa è una convenzione sociale Italia: eccesso di scolarizzazione? No si ragiona sulla situazione presente con gli occhi di quella precedente ('70) 2) Distinguere la fase iniziale di ingresso da quella successiva di permanenza Disoccupazione intellettuale???? Età distinguere da quanto tempo sono conclusi gli studi e si cerca lavoro!!!! Tuttavia in Italia rimane un nodo critico il limitato vantaggio dei giovani istruiti
34 Disoccupazione all'entrata
35 Disoccupazione all'entrata
36 Disoccupazione all'entrata per titoli al sud
37 Disoccupazione all'entrata per titoli e età
38 Disoccupazione all'entrata per titoli e età 2007
39 Disoccupazione maschi adulti per titoli, 2007
40 Disoccupazione per titolo di studio anni, 2007 ELEMENTARI MEDIE DIPLOMA LAUREA ITALIA Maschi 6,7 3,7 2,0 1,2 Femmine 12,4 8,4 4,6 2,5 CENTRO-NORD Maschi 4,5 2,2 1,4 0,8 Femmine 8,9 6,2 3,5 2,1 MEZZOGIORNO Maschi 9,5 6,6 3,6 2,1 Femmine 17,9 15,7 8,8 3,4 Fonte: ISTAT, Indagine sulle forze di lavoro Fonte: Reyneri tab. 4.1
41 Germania: disoccupazione per qualifiche, 2011 Senza qualifica professionale, Formazione professionale, Università scienze applicate fonte: Bonoli 2011
42 Ingressi e durata disoccupazione per professioni, 1999 Tasso di disoccupazione Tasso medio mensile di ingresso nella disoccupazione Durata media della disoccupazione (mesi) Dirigenti e imprenditori 1,2 0,06 20,6 Professioni intellettuali 2,1 0,18 11,6 Professioni tecniche 3,2 0,23 13,9 Professioni intermedie impiegatizie 3,9 0,26 14,5 Professioni esecutive relative alle vendite e ai servizi alle 7,3 0,54 13,5 Artigiani famiglie e operai 5,9 0,39 15,0 Operai specializzati semi-qualificati 5,3 0,32 16,8 Occupazioni elementari 15,0 1,32 11,4 Totale 5,8 0,43 14,6 Fonte: Istat [1999] tab Tassi di disoccupazione, tassi di ingressi e durata della disoccupazione per professioni (1999)
43 Situazione italiana per titoli di studio in sintesi GIOVANI Italia: paese a basso tasso di istruzione Titolo è vantaggio per ingresso ma meno in Italia e Spagna Paradosso: dove ci sono meno istruiti (Italia e Spagna) faticano di più a inserirsi. Troppi titoli in una struttura occupazionale a bassa qualifica. Da una generazione all'altra gli istruiti peggiorano situazione all'ingresso. Al mutamento di aspettative non segue mutamento nello sviluppo ADULTI Istruzione elevata è un vantaggio per conservare il posto di lavoro Disoccupazione è cresciuta dagli anni '80 molto di più per i meno istruiti Crescita disoccupazione maschile adulta nel sud quasi tutta tra i meno istruiti Istruiti perdono molto difficilmente il posto ma ci mettono di più a trovarne un altro Più facile rientrare per i titoli tecnico-professionali Titolo è più influente per accedere professioni di alto livello Giovani istruiti italiani poco avvantaggiati all'ingresso ma molto dopo. MA: scarsa mobilità ascendente e primo lavoro assomiglia all'ultimo
44 Situazione italiana per titoli di studio in sintesi Prospettiva storica Dagli anni '80 progressiva emarginazione dei giovani poco istruiti Nei periodi di crisi (fine 70, 94-96) i titoli tutelano fino a un certo punto (e con l'ultima crisi?) Dal 96 crescita occupazione ma più disoccupazione per i non diplomati Prospettiva longitudinale Assenza di impatto dei titoli riguarda solo il primo periodo della ricerca. No dinamica insider-outsider ma adulti-giovani (Insider in senso stretto sono pochi. Riguarda le protezioni di welfare) Prospettiva territoriale Molto difficile per giovani diplomati al sud trovare lavoro, così come per i titoli professionali Non c'è domanda di operai specializzati limite impresa privata poco strutturata Per i laureati la domanda è soprattutto pubblica
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In Italia la percentuale di persone con un lavoro regolare è in media del 60%, con un evidente gradiente nord-sud [figura 1].
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