APPUNTI DI METEOROLOGIA
|
|
|
- Stefania Visconti
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 APPUNTI DI METEOROLOGIA Dispensa didattica per i corsi di qualifica per AAG del Convegno CMI - Rev. 3 - luglio 1999 A cura di Stefano Protto 1. ELEMENTI DI PREMESSA 1.1 DENSITÀ, TEMPERATURA, PRESSIONE, VOLUME E MOVIMENTO DELLE MASSE D ARIA a) Quando una quantità di aria assorbe calore: la sua temperatura aumenta, la sua pressione diminuisce, il suo volume aumenta e la sua densità diminuisce e quindi l aria sale; b) Quando una quantità di aria perde calore: la sua temperatura diminuisce, la sua pressione aumenta, il suo volume diminuisce e la sua densità aumenta e quindi l aria scende, c) Quando una quantità di aria, senza scambio di calore, si comprime (cioè la sua pressione aumenta): la sua temperatura aumenta; d) Quando una quantità di aria, senza scambio di calore, si espande (cioè la sua pressione diminuisce): la sua temperatura diminuisce. Le situazioni c) e d) corrispondono a trasformazioni termodinamiche adiabatiche (senza scambio di calore) CONTENUTO DI ACQUA NELL ARIA a) L aria può contenere acqua sotto forma di vapore, di liquido (gocce in sospensione di varia dimensione), di solido (grani o cristalli di ghiaccio); b) L aria, in date condizioni, non può contenere più di una determinata percentuale di vapore, oltre tale percentuale il vapore eccedente condensa (diventa liquido); l aria secca non contiene umidità; l aria satura contiene la massima quantità di vapore possibile: c) Si chiama umidità relativa il rapporto percentuale tra la quantità di vapore realmente contenuto in un volume d aria e la quantità massima di vapore che essa può contenere a quella temperatura: g di vapore / m 3 di aria 4,85 7,27 9,41 13,65 17,31 30,40 30 C 16% 24% 31% 45% 57% 100% 20 C 28% 42% 54% 79% 100% 16 C 36% 53% 69% 100% 10 C 52% 77% 100% 7 C 67% 100% 0 C 100% UMIDITÀ RELATIVE la temperatura alla quale l umidità in aria satura inizia a condensare (100% di umidità relativa) è detta temperatura di rugiada, otre tale temperatura l aria contiene acqua LA RADIAZIONE SOLARE L energia trasportata dalla radiazione solare che investe il globo terrestre è per il 42% riflessa nello spazio, per il 43% assorbita dalla superficie terrestre, per il 15% assorbita dall atmosfera, 1
2 in altri termini: il terreno si scalda più rapidamente dell aria e quindi è in grado di cedere calore agli strati d'atmosfera più bassi scaldandone l aria TEMPERATURA ATMOSFERICA E la temperatura dell aria atmosferica, essa dipende da molti fattori, varia nel corso delle 24 ore (escursione termica). Per quanto detto sopra (1.3) essa diminuisce con la quota, coerentemente con i fenomeni descritti in 1.1. Nei primi Km di quota a 45 di latitudine, se l aria è omogenea al variare della quota, la sua temperatura diminuisce di circa 10 C ogni 1000 m in aria secca 6,5 C ogni 1000 m in aria standard 5 C ogni 1000 m in aria umida (gradiente verticale di temperatura). In particolari condizioni di aria non omogenea alle varie quote e/o in casi di spostamento di masse d aria a diverse temperature può capitare che a certe quote la temperatura dell aria aumenti (inversione termica). Si chiamano Isoterme le linee ideali che uniscono punti a stessa temperatura, orizzontalmente (cioè a quota costante) o verticalmente (cioè al variare della quota su una superficie perpendicolare al terreno). E di rilevante importanza l isoterma di 0 C perchè a tale temperatura l acqua passa dalla fase liquida alla fase solida (ghiaccia, quindi la pioggia è neve o grandine). Orizzontalmente le isoterme sono linee chiuse, non essendo possibili salti di temperatura tra punti contigui (la temperatura lungo una linea varia senza discontinuità, secondo un gradiente, appunto) LA PRESSIONE ATMOSFERICA Quella al suolo può essere intesa in prima approssimazione come il peso della colonna d'aria atmosferica che grava su un'unità di superficie di terreno; in quota come il peso della frazione di colonna da quella quota in alto, quindi la pressione diminuisce con la quota, coerentemente con i fenomeni descritti in 1.1. Mediamente la pressione dell aria al livello del mare è pari alla pressione esercitata da una colonna di mercurio alta 760 mm, da qui l uso di misurare la pressione in mm di mercurio (mm Hg), altra unità di misura di pressione usata in meteorologia è il millibar (mb) o ectopascal 1 mb = 0,75 mm Hg = 3/4 mm Hg 1 mm Hg = 1,333 mb = 4/3 mb al livello del mare la pressione è quindi mediamente di 1013 mb. In aria secca a 45 di latitudine, la pressione diminuisce di circa 1 mb ogni 8m di aumento di quota negli strati inferiori dell atmosfera (gradiente verticale di pressione; su tale fenomeno si basa il funzionamento degli altimetri). Il vento è lo spostamento dell aria mossa dalle differenze di pressione tra zone diverse. L aria ad una determinata pressione (densità) viene risucchiata nei volumi occupati da aria a minore pressione (minore densità). Si chiamano Isobare le linee ideali che uniscono punti a stessa pressione, orizzontalmente (cioè a quota costante) o verticalmente (cioè al variare della quota su una superficie perpendicolare al terreno). Le superfici isobariche sono il luogo dei punti a stessa pressione nell atmosfera. Al livello del mare l isobara di 1013 mb separa le alte dalle basse pressioni, tuttavia tale linea di separazione è poco significativa, infatti ciò che più conta è il valore relativo della pressione, e- spresso dai gradiente (quanto la pressione varia lungo la distanza), perché maggiori sono i gradienti e maggiormente le masse d aria sono risucchiate nelle zone a pressione minore; l addensarsi delle isobare indica gradienti crescenti. In altri termini un forte gradiente orizzontale tra due punti entrambi a pressione superiore (o inferiore) ai 1013 mb al livello del mare genera fenomeni più importanti che un debole gradiente orizzontale tra due punti rispettivamente a pressione inferiore e superiore ai 1013 mb. Ma l aria risucchiata dalle basse pressioni deve poi andare da qualche parte, essa risale: n minimo relativo di pressione al suolo, cioè una zona nella quale la pressione è inferiore rispetto alle zone circostanti, indica la presenza di moti ascensionali dell aria in quella zona, moti tanto più importanti quanto più forte è il gradiente orizzontale di pressione. Nelle carte meteo con una rappresentazione orizzontale di isobare ad incremento costante (5 mb nella figura), la densità delle isobare in una zona, fornisce una idea del valore del gradiente orizzontale di pressione: più dense sono le isobare, maggiore è il gradiente. Orizzontalmente le isoba- 2
3 re sono linee chiuse: come la temperatura, anche la pressione varia senza discontinuità tra punti contigui (secondo un gradiente). 2. CIRCOLAZIONE DELL ATMOSFERA 2.1 ASPETTI GENERALI Il riscaldamento causato dalla radiazione solare mette in movimento l aria atmosferica (moti convettivi). Le masse d aria si spostano tendendo a posizionarsi alla quota cui corrispondono la temperatura e la pressione dell aria stessa in condizioni statiche: l aria al suolo (ulteriormente riscaldata dal terreno, rispetto a quella in quota) tende a salire, l aria in quota, relativamente più fredda tende a scendere a sostituire l aria calda in ascesa. A causa della sfericità del globo i raggi solari (che giungono approssimativamente paralleli, per la grandissima distanza Sole-Terra) sono più concentrati alle latitudini basse (verso l Equatore giungono quasi perpendicolarmente) e meno concentrati alle latitudini alte, quindi il terreno (e l aria) si scaldano di più alle latitudini basse. L inclinazione dell asse di rotazione terrestre Nord-Sud fa sì che l incidenza non sia perpendicolare proprio all Equatore, inoltre, la rotazione della Terra attorno al Sole, ad inclinazione costante dell asse Nord-Sud, determina una variazione stagionale dell incidenza dei raggi solari, determinando l alternarsi di stagioni calde e fredde. Polo N Equatore Sole Polo S raggi solari Se l asse Nord-Sud fosse perpendicolare al piano di rivoluzione attorno al Sole (assenza di stagioni), trascurando gli effetti dell accelerazione dovuta al moto di rotazione attorno all asse Nord-Sud, si avrebbe una circolazione atmosferica del tipo mostrato nella figura qui sotto L aria calda in ascesa determina una BASSA PRESSIONE (quindi una espansione che ne abbassa adiabaticamente la temperatura) e quella in discesa determina una ALTA PRESSIONE (quindi una compressione che ne innalza adiabaticamente la temperatura). 3
4 Le basse temperature polari e le alte temperature equatoriali creano una struttura a celle di alte e basse pressioni che, in situazione di quasi-equilibrio (assenza di grosse perturbazioni) e del tipo mostrato nella figura accanto. In realtà però, la circolazione generale dell atmosfera è invece assai più complicata a causa degli effetti della stagionalità e della forza di Coriolis (debole forza deviante ortogonale alla direzione del moto circolare di rotazione terrestre): La circolazione verticale dai Poli all Equatore si spezza, separata da una fascia intorno ai tropici nella quale la circolazione è governata da fenomeni complessi e poco stabili, la circolazione non ha comunque un andamento diretto Nord-Sud o Sud-Nord, ma subisce uno spostamento laterale per cui risulta obliqua; gli andamenti nei due emisferi sono simmetrici CORRENTI NELLA ZONA INTERMEDIA Poichè comunque le masse d aria che circolano a nord e a sud della zona intermedia sono a temperature medie diverse, scambi di calore tra le zone devono avvenire; ed in effetti avvengono attraverso la zona intermedia sotto forma di correnti occidentali (emisfero Nord) in quota che oscillano irregolarmente tra le latitudini maggiori e minori con una lunghezza d onda da a Km. Le ondulazioni veicolano in quota masse d aria calda a Nord e masse d aria fredda a Sud. Sulle creste delle ondulazioni in particolare si hanno le situazioni seguenti: a Nord aria calda di origine meridionale viene a trovarsi sopra ad aria più fredda che ne impedisce la discesa, in una situazione stabile (alta pressione in quota), e lentamente avviene lo scambio di calore con l aumento della temperatura dell aria sottostante che così riassorbe umidità (dissolvimento di nubi, tendenza al bel tempo); se l aria meridionale è umida, 4
5 l abbassamento della sua temperatura determina condensazione del vapore e nuvole in alta quota; a Sud aria fresca di origine settentrionale viene a trovarsi sopra aria più calda determinando una situazione instabile perchè l aria fredda tende a scendere sotto quella calda (bassa pressione in quota) generando turbolenze veloci e veloce raffreddamento dell aria inferiore che, se umida, sviluppa grandi nubi ad andamento verticale e piogge. A volte dalle creste si staccano delle bolle di aria diversa da quella circostante. Nell emisfero Nord le creste meridionali delle ondulazioni corrispondenti a basse pressioni in quota determinano correnti curvate in senso antiorario (curvatura ciclonica), la zona di bassa pressione è detta saccatura, nelle creste settentrionali si determinano correnti curvate in senso orario (curvatura anticiclonica), la zona di alta pressione è detta promontorio. C F C Gli scambi di calore orizzontali avvengono trasversalmente alle correnti perchè l ondulazione provoca allungamenti meridionali della zona fredda e settentrionali della zona calda, le conseguenti correnti trasversali favoriscono l insorgere sulle correnti di ulteriori ondulazioni di lunghezza d onda minore il cui passaggio per un punto determina rapide oscillazioni di temperatura e quindi instabilità. In genere, al passaggio delle ondulazioni (sia ad onda lunga che corta) su un punto si verifica che al seguito delle saccature arriva cattivo tempo, mentre al seguito dei promontori arriva il bel tempo. 3. LE NUBI Le nubi non sono altro che acqua eccedente il contenuto possibile in aria satura (Vedi 1.2), tale acqua può essere vapore addensato, liquido sotto forma di goccioline, solido sotto forma di aghi o cristalli di ghiaccio in sospensione. La condensazione del vapore è innescata da impurità presenti nell aria (pulviscolo) che fungono da nuclei di condensazione. Le nubi possono essere trasportate dalle masse d aria in movimento dovuto alla circolazione dell atmosfera oppure possono generarsi localmente. In questo secondo caso è necessario che l aria sia instabile, cioè ad alta umidità relativa, e che vi sia forte riscaldamento (tipico in estate) che spinga l aria in alto talchè ad una determinata quota inizi a condensare producendo grosse nubi ad andamento verticale NUBI CUMULIFORMI Sono costituite da masse di vapore rilasciato dall aria calda satura in moto ascensionale. La salita a quote cui corrisponde minore pressione senza che il calore dell aria possa essere ceduto ad altra aria (salvo la periferia della massa ascensionale) è una trasformazione adiabatica che determina aumento di volume della massa d aria e diminuzione della sua temperatura. Se l aria è satura la diminuzione della temperatura sotto il punto di rugiada produce rilascio di acqua e formazione della nube, che si presenta inizialmente come un batuffolo globulare bianco, poi va crescendo assumendo un andamento sempre più verticale e torreggiante scurendosi (cumulo-nembo) per l acqua presente in quantità crescenti in fase liquida che tende a scendere per il maggior peso dando pioggia quando le correnti ascensionali non riescono più a vincere la caduta per gravità: possono aversi così temporali anche violenti cui segue però sempre il sereno dopo che l aria ha scaricato l umidità in eccesso. Se il riscaldamento genera correnti ascensionali tali da portare l acqua condensata a quote a temperatura di 0, si ha formazione di ghiaccio e cade grandine, accompagnata da discesa veloce di aria raffreddata, i moti dell aria nella cellula temporalesca sono quindi molto turbolenti e generano elevate quantità di elettricità statica all origine dei fulmini. Quando l aria contiene poca umidità il processo descritto non riesce a compiersi nell arco della giornata e, con il diminuire del riscaldamento solare i moti ascensionali si arrestano o si invertono e non piove o le nubi si dissolvono al tramonto. 5
6 3.2. NUBI STRATIFORMI Diversa è la situazione di cielo nuvoloso estesamente, scuro, in movimento orizzontale, in questo caso si tratta di aria instabile spostata da fenomeni come quelli descritti nel precedente cap.2, l evoluzione di tale situazione è descritta più avanti. Le nubi hanno un aspetto stratificato in quota, con spessore non elevato (stratocumuli) per una inversione termica sopra il tetto delle nubi ( mare di nubi, frequente in montagna), indice di una situazione non troppo instabile; oppure le nubi sono scure, a più strati, anche di elevato spessore, (altostrati) indice di elevata instabilità. Gli altostrati ed alto-cumuli si formano a quote di m, testimoniano di una situazione instabile ad evoluzione lenta oppure residuano dal dissolvimento di cumulo-nembi dopo i temporali ed in questo caso, se non segue una perturbazione veloce (quindi in presenza di venti deboli in quota o aria stabile al seguito), sono premonitori di stabilità. I cirri e cirro-strati sono nuvole di alta quota, striature bianche nel cielo, formate da ghiaccio. Quando sono estese possono significare cattivo tempo in arrivo, quando tendono ad abbassarsi nell arco della giornata assumendo aspetto più cumuliforme (nuvole a pecorelle ) e/o formando un velo sempre più spesso sino a oscurare il disco solare, allora si è in situazione di instabilità eventualmente anche forte. La nebbia è in sostanza una nube al suolo. Può trattarsi di vera e propria nube (frequente in montagna) o di uno strato di piccolo spessore (anche solo diecine di m) dovuto alla condensazione di umidità presente in aria al suolo in contatto con aria fredda secca soprastante schiacciata da alta pressione, in presenza di sufficiente riscaldamento diurno, l umidità viene riassorbita dall aria e riforma nebbia al tramonto attraverso il fenomeno inverso. In assenza di vento, l aria in queste condizioni può stazionare molto a lungo producendo giornalmente il ciclo suddetto, quindi la conformazione orografica può favorire o sfavorire formazione di nebbie in determinate zone (e in funzione delle stagioni). La neve si ha quando la temperatura dell aria è sotto lo zero e l umidità, condensando, gela. La grandine invece è pioggia già formata in quota che traversando strati d aria a temperatura inferiore allo zero, ghiaccia. 4. EVOLUZIONE LOCALE 4.1. MOTO VORTICOSO DELL ARIA Si è detto che le masse d aria tendono a muoversi dalle alte pressioni alle basse. Ma questo moto non può essere diretto, per due motivi: la limitata e non istantanea comprimibilità dell aria a bassa pressione pressata da quella in arrivo ad alta pressione, per cui non vi è un volume subito disponibile ad accogliere l aria in arrivo (a meno che la zona di bassa pressione sia luogo di importanti correnti ascensionali, nel qual caso i fenomeni ventosi possono assumere intensità notevoli; per l effetto deviante della forza di Coriolis (perpendicolare alla direzione del moto); pertanto l aria segue percorsi curvi avvitandosi intorno ai minimi e massimi di pressione. Nell emisfero Nord la curvatura intorno alle alte pressioni è oraria (anticiclonica), quella attorno alle basse pressioni è anti-oraria (ciclonica). Quindi le correnti non sono perpendicolari alle isobare, come si potrebbe credere, ma ruotano intersecandole con angoli tanto minori quanto il gradiente barico è debole e tanto maggiori (verso l ortogonalità) quanto è forte il gradiente barico: un rapido levarsi ed aumentare del vento in presenza di annuvolamento progressivo (avvicinarsi di aria instabile) prelude a cattivo tempo, così come una veloce diminuzione della pressione, sempre in presenza di vento e formazione di cumuli. Al suolo la situazione è diversa a causa dell attrito tra massa d aria in movimento e terreno (in particolare in montagna, ove l attrito è assai maggiore per la conformazione accidentata del terreno): la forza resistente di attrito riduce l effetto 6
7 deviante della forza di Coriolis rendendo il moto degli strati d aria bassi più diretto dall alta alla bassa pressione, inoltre l aria più bassa è costretta a seguire gli accidenti orografici, per cui, in montagna al suolo, si possono avere venti la cui direzione è molto diversa da quella generale dell intera massa d aria in movimento; fondamentalmente il vento si incanala nelle valli, in particolare se i dislivelli e le pendenze ai lati della valle sono importanti; il vento si accentua sulle creste e in particolare in corrispondenza delle depressioni delle creste stesse (passi e forcelle). Tenendo presente che l atmosfera ha uno spessore di circa m, si intuisce come le grandi catene montagnose condizionino il clima, potendo deviare le correnti, frenare i venti e alterare l umidità delle masse d aria sopra- e sottovento (effetto Stau e Foehn; Vedi più avanti). In particolare, per l Italia, la barriera alpina tende a bloccare e deviare verso sud lungo la valle del Rodano al Mediterraneo le umide correnti atlantiche da NO e verso NE verso l altipiano svizzero quelle da E e ESE, proteggendo la pianura Padana; la barriera Appenninica blocca e incanala lungo l Adriatico le correnti fredde provenienti dalla Russia, proteggendo il versante tirrenico FRONTI a) Quando una massa d aria più fredda si trova al seguito di una massa d aria più calda, essa tende ad incunearsi sotto quest ultima (Vedi 1.1. a,b) spostandola violentemente verso l alto. Il moto ascensionale dell aria calda genera una bassa pressione locale. La superficie di separazione delle due masse d aria a diversa temperatura si chiama Fronte. Si parla di Fronte Freddo quando aria fredda si incunea sotto aria più calda. Se l umidità relativa è forte, nella zona a bassa pressione nei pressi del contatto tra le due masse d aria si formano nubi a forte sviluppo verticale che danno spesso pioggia. La bassa pressione locale ha un effetto di risucchio sull aria fredda accelerandone l avanzamento: i fronti freddi si spostano velocemente. b) Quando una massa d aria più calda si trova al seguito di una massa d aria più fredda, essa tende a scivolare sopra quest ultima (Vedi 1.1. a,b). Si parla allora di Fronte Caldo. Se l umidità relativa è forte, si formano nubi stratificate lungo il piano inclinato del fronte (cirri alle quote maggiori, nembostrati a quelle inferiori). I fronti caldi si spostano lentamente rispetto ai fronti freddi SERIE DI FRONTI Nelle ondulazioni intermedie (Vedi 2.2.) si ha la formazione successiva di fronti caldi e freddi: La diversa velocità dei fronti caldo precedente e freddo successivo genera delle componenti locali di vento che tendono a comprimere l ondulazione come rappresentato nella figura seguente, in alto, in pianta (con la simbologia standard di fronte freddo e caldo) e, sotto, nel piano verticale lungo il taglio X-Y, quando il fronte freddo raggiunge quello caldo e si forma il cosiddetto Fronte Occluso: 7
8 Il ciclo è quindi il seguente: 1. comparsa di Strati connessi al fronte caldo lento e che preannunciano il cattivo tempo (sicuro se la temperatura è in aumento), 2. venti caldi (relativamente), 3. pressione in diminuzione, 4. comparsa di Nembi e/o Cumulo-nembi, 5. folate di vento laterale che preannunciano l imminente precipitazione, 6. precipitazione (più o meno violenta e lunga), 7. venti freddi, 8. pressione in aumento e temperatura in diminuzione, 9. miglioramento LE BREZZE In montagna spirano le Brezze, venti dovuti al diverso riscaldamento dell aria da parte del terreno, il quale mantiene più o meno a lungo il calore assorbito durante il giorno. Poiché le rocce e i terreni nudi hanno minore inerzia termica dei terreni complessi coperti da vegetazione, si riscaldano e raffreddano più rapidamente di questi ultimi, e allora si hanno scambi di calore attraverso lo spostamento delle masse d aria tra le varie tipologie di terreno; siccome i terreni sono tanto più poveri di vegetazione quanto più la quota è maggiore si avranno spostamenti d aria lungo i pendii: GIORNO NOTTE caldo freddo freddo caldo 3.6. STAU E FOEHN Quando in montagna sui versanti sopravento spirano correnti umide, si hanno venti relativamente freddi con condensazione dell umidità (Stau) che diventano relativamente caldi e più secchi (Foehn) passando ai versanti sottovento. Se il vento in arrivo fosse perfettamente secco (umidità relativa 0%), salendo lungo il versante sopravento, l aria si raffredderebbe al ritmo di 1 C per 100m di quota; e scendendo dall altro versante, sottovento, si scalderebbe nella stessa proporzione (Vedi figura qui sotto). Le due trasformazioni sono adiabatiche. 8
9 Se però l aria è umida, il suo raffreddamento provoca condensazione e pioggia sul versante sopravento; la condensazione rallenta il raffreddamento al ritmo di 0,6 C per 100m, mentre sul versante opposto l aria, ormai secca, si riscalda al ritmo di 1 C per 100m e quindi è calda, relativamente alla partenza (a parità di quota). Il fenomeno è più vario se l aria non perde tutta la sua umidità prima di scavalcare la cresta, comunque sull altro versante scende aria più calda e si ha dissolvimento più o meno intenso di nubi che dipende dalla quantità di acqua residua, dal dislivello in discesa, dalla temperatura relativa tra i versanti (si pensi ad aria che risale un pendio in ombra a nord e scende a sud per un pendio assolato), e altri fattori diversi. 5. CARTE METEO E BOLLETTINI Prima di una escursione è necessario consultare i bollettini meteo regionali disponibili su Internet e le carte (o mappe ) meteo al suolo e in quota previste nelle ore (se caso anche 48 ore o tempi più lunghi, naturalmente la fidatezza della previsione diminuisce con la distanza temporale), anch esse scaricabili da Internet (p.es. il sito Eurometeo); esistono anche carte della copertura nuvolosa, della piovosità, della temperatura e dei venti (direzione e intensità). Le carte di previsione sono tracciate tramite modelli matematici basati sia sulla fisica dell atmosfera, sia su serie storiche dei dati quotidianamente rilevati dalla rete di stazioni meteorologiche disperse sul territorio. Tutti i dati risultanti da queste consultazioni vanno interpretati alla luce dell orografia locale (è molto utile informarsi dai locali circa il microclima; agricoltori e allevatori lo conoscono bene!). In inverno è letteralmente vitale consultare i bollettini valanghe. In particolare si prenda nota della quota dello zero termico (quota alla quale la temperatura passa per lo zero (significa che le precipitazioni possono essere nevose; ed ha importanza per la valutazione dello stato del manto nevoso), tale quota varia nell arco della giornata in funzione della radiazione solare (ora e copertura) e della velocità delle correnti. Le carte al suolo, riportano la pressione rappresentata dai profili delle isobare e i fronti. Le carte in quota sono a pressione costante (geopotenziale), le curve rappresentano allora le quote isobariche (punti a stessa pressione alla loro quota; p. es. la curva ). Le carte in quota, ai fini della previsione, vanno lette in base a quanto detto nel precedente paragrafo 2.2. Molte rappresentazioni attuali, scaricabili da Internet, sfruttano i colori per fornire rappresentazioni sovrapposte (p.es. pressione al sulo, potenziale geostazionario, temperatura e direzione del vento ad una determinata quota); sono disponibili tutte le possibili combinazioni, tanto da rendere concreto il rischio di insabbiarsi nell analisi, sommersi da una valanga di rappresentazioni che riportano in modo diverso le stesse informazioni! 9
10 E possibile scaricare anche immagini satellitari (che danno conto della copertura nuvolosa), anche con la sovrapposizione di dati e curve. Non solo, si stanno diffondendo le telecamere accessibili da Internet per vedere in tempo reale la situazione sul posto sempre tramite Internet. CARTA METEO SITUAZIONE AL SUOLO (mappa UKMO) PREVISIONE AL SUOLO (MODELLO GFS Global Forecast System) 10
11 CARTA IN QUOTA, GEOPOTENZIALE A 500 HECTOPASCAL E TEMPERATURA IN QUOTA, SOVRAPPOSTA ALLA PRESSIONE AL SUOLO (GFS General Forecasting System) CARTA DELLA VALANGOSITA TRATTA DAL BOLLETTINO METEOMONT Alcuni link Internet da cui scaricare bollettini, mappe, informazioni, ecc (per bollettini valanghe) 11
Elementi di meteorologia. Corso per docenti delle scuole primaria, secondaria di I e II grado
Elementi di meteorologia Corso per docenti delle scuole primaria, secondaria di I e II grado 1 BOLLETTINO METEO Il sole riscalda la terra 2 Come si crea il tempo meteorologico? 3 Il sole riscalda la terra
Cenni di Meteorologia
Cenni di Meteorologia CAI Roma Scuola di Scialpinismo 10 marzo 2005 CAI Roma - Scuola di Scialpinismo 1 La temperatura nell Atmosfera Gradiente termico medio in aria calma: 6.5 C ogni 1000m 10 marzo 2005
NOZIONI DI METEOROLOGIA. di Piernando Binaghi
NOZIONI DI METEOROLOGIA di Piernando Binaghi Nozioni di meteorologia - Piernando Binaghi 2001 Scopo Conoscere alcuni elementi di base della meteorologia Saper cogliere gli aspetti piu significativi delle
LE NUVOLE BREVE INTRODUZIONE
LE NUVOLE BREVE INTRODUZIONE DEFINIZIONE Ammasso di goccioline d acqua o di minuscoli cristalli di ghiaccio in sospensione nell aria, di spessore e densità tali da impedire più o meno la vista del cielo,
La formazione delle precipitazioni. Meteorologia
Corso di Idrologia A.A. 2011-2012 La formazione delle precipitazioni Antonino Cancelliere Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale Università di Catania Scienza che studia l atmosfera e i fenomeni
CAI Milano Scuola di Scialpinismo MARIO RIGHINI
Fronte caldo L aria calda, scorrendo sulla superficie frontale, si alza, si raffredda, condensa e dà luogo a precipitazioni estese generalmente non molto intense. Queste sono annunciate dalla presenza
Corso di Laurea in Ingegneria per l Ambiente ed il Territorio. Corso di Costruzioni Idrauliche A.A
Corso di Laurea in Ingegneria per l Ambiente ed il Territorio Corso di Costruzioni Idrauliche A.A. 2004-05 www.dica.unict.it/users/costruzioni Le precipitazioni Ing. Antonino Cancelliere Dipartimento di
I INTERVENTO ESPERTO METEOROLOGO LUCA LOMBROSO
13/02/03 Ripasso contenuti del triennio -ALTA E BASSA PRESSIONE I INTERVENTO ESPERTO METEOROLOGO LUCA LOMBROSO ANTICICLONE O ZONA DI ALTA PRESSIONE ( A O H) Vi è un aumento di pressione rispetto alle aree
Corso di Meteorologia marina
Corso di Meteorologia marina Studio dell aria: le sue caratteristiche e i movimenti in senso orizzontale e verticale Meteorologia Pressione (1.013 mbar, 760 mmhg, hpa) Temperatura ( C) Umidità (%) Definizioni,
CORSO DI METEOROLOGIA GENERALE E AERONAUTICA 6 - Le Correnti a Getto
CORSO DI METEOROLOGIA GENERALE E AERONAUTICA 6 - DEFINIZIONE - ANALISI - GETTO POLARE GETTI A BASSA QUOTA - GETTO SUBTROPICALE GETTO TROPICALE DA EST C.A.T. - CLEAR AIR TURBULENCE Dr. Marco Tadini meteorologo
Carte meteorologiche, fronti, instabilità
Carte meteorologiche, fronti, instabilità Le scale meteorologiche Le masse d aria Alte e basse pressioni Le carte meteorologiche I sistemi frontali Plampincieux, 28 maggio 2007 Le scale meteorologiche
VENTI 1. correnti generate dal movimento orizzontale di masse d aria. + CAUSA dislivelli barici diversa distribuzione dell energia solare
Venti VENTI VENTI 1 correnti generate dal movimento orizzontale di masse d aria + CAUSA dislivelli barici diversa distribuzione dell energia solare + VERSO da una zona di alta pressione a una zona di bassa
L atmosfera è un involucro sottile e attivo
L atmosfera è un involucro sottile e attivo L atmosfera è l involucro gassoso che avvolge la Terra e la segue nei suoi movimenti grazie alla forza di gravità. E un sistema dinamico che filtra le radiazioni
MASSE D ARIA E FRONTI. Prof.ssa C. Agizza
MASSE D ARIA E FRONTI Prof.ssa C. Agizza 1 Porzione limitata di atmosfera. Si può estendere verticalmente fino al limite della troposfera. Massa d aria Caratterizzata da temperatura e umidità. Può coprire
Troposfera: strato dell atmosfera in cui la temperatura diminuisce con l altitudine. È dove avvengono quasi tutti i fenomeni metereologici.
L atmosfera terrestre ionosfera mesosfera Stratosfera Troposfera ( 10-15 km ) Troposfera: strato dell atmosfera in cui la temperatura diminuisce con l altitudine. È dove avvengono quasi tutti i fenomeni
Glossario dei termini meteorologici più utilizzati nel bollettino meteo
Glossario dei termini meteorologici più utilizzati nel bollettino meteo Glossario dei termini meteorologici più utilizzati nel bollettino meteo (ORDINE ALFABETICO) (RAGGRUPPATI PER TEMA) ORDINE ALFABETICO:
Nuclei di condensazione Nuclei igroscopici
Nuclei di condensazione In una miscela di aria secca e vapore acqueo senza impurità e in assenza di superfici materiali la condensazione avverrebbe a valori di umidita relativa dell 800% (super-saturazione
Studio dei bollettini meteo e/o nivometeo. Mi informo. Segnali della montagna. Osservo. Conoscenze, osservazioni ed esperienza.
METEO Mi informo Studio dei bollettini meteo e/o nivometeo Osservo Segnali della montagna Interpreto Conoscenze, osservazioni ed esperienza E adotto i COMPORTAMENTI adeguati alla situazione.finalmente
Azoto. La molecola di azoto e formata da due atomi di azoto, legati insieme con un triplo legame:
Aria ed atmosfera L aria Questo sottile strato, inodore ed incolore è una miscela di gas: 78 % di azoto; 21 % di ossigeno; 0,03 % di anidride carbonica; 0,97 % altri gas. Azoto La molecola di azoto e formata
Smarrirsi non è possibile?
Smarrirsi non è possibile? Tarcento Palazzo Frangipane PROGRAMMARE E VARIARE UN'ESCURSIONE IN BASE AL METEO A cura di Marco Virgilio 6 MARZO 2 0 1 4 CONDIZIONI ATMOSFERICHE E RISCHI IN MONTAGNA Le statistiche
Situazioni meteo invernali sulle Alpi
Situazioni meteo invernali sulle Alpi Le tipiche situazioni meteo invernali sulle Alpi Fenomenologia in funzione di flussi meridionali e settentrionali LE SITUAZIONI METEOROLOGICHE INVERNALI SULLE ALPI
Lezioni di meteorologia
Corso di II livello per istruttori di Vela. Lezioni di meteorologia a cura di Alessandro M, S. Delitala Meteorologo e climatologo. Schema delle lezioni Gli argomenti delle lezioni LE BREZZE IL TEMPORALE
1.1 La storia di un fiocco di neve Onde di Rossby lungo i meridiani...1
INDICE 1 Cenni di circolazione generale dell atmosfera (Mario Giuliacci)...1 1.1 La storia di un fiocco di neve...1 1.1.1 Onde di Rossby lungo i meridiani...1 1.2 La circolazione generale dell atmosfera...3
CLIMA: il susseguirsi del tempo atmosferico nel corso dell anno. Come varia il tempo atmosferico nel corso di un anno in un determinato luogo.
CLIMA: il susseguirsi del tempo atmosferico nel corso dell anno. Come varia il tempo atmosferico nel corso di un anno in un determinato luogo. Cause del clima in Italia: La latitudine: è la distanza dall
METEOROLOGIA SINOTTICA CIRCOLAZIONE GENERALE ATMOSFERICA
Analisi della Circolazione Generale Atmosferica Forza deviante di Coriolis Conseguenze della Circolazione Generale Atmosferica Circolazione termiche Circolazione delle medie latitudini La causa fondamentale
Clima. Clima mediterraneo. Clima atlantico. Clima continentale. Europa meridionale. Europa occidentale. Europa centro orientale
Clima Il clima è l insieme delle condizioni atmosferiche ossia com è il tempo: pioggia, sole, temperatura, pressione di una determinata zona rilevata nell arco di un lungo periodo. A seconda della latitudine
CORSO DI METEOROLOGIA GENERALE E AERONAUTICA 4 - Ciclogenesi delle Medie Latitudini
CORSO DI METEOROLOGIA GENERALE E AERONAUTICA 4 - MODELLO DEL FRONTE POLARE MASSE D ARIA FORMAZIONE DI CICLONI EXTRATROPICALI ANALISI DI UNA PERTURBAZIONE FRONTI CALDI - FREDDI - OCCLUSI Dr. Marco Tadini
SICSI Scuola Interuniversitaria Campana di Specializzazione all Insegnamento. Sezione: Università degli Studi di Napoli Parthenope
SICSI Scuola Interuniversitaria Campana di Specializzazione all Insegnamento Sezione: Università degli Studi di Napoli Parthenope Anno Accademico 2006-2007 Indirizzo Tecnologico Classe 53/A 1) Lo strato
METEOROLOGIA. (per favore non metereologia) lezione unica. Augusto FERRARI
METEOROLOGIA (per favore non metereologia) lezione unica Augusto FERRARI I PARAMETRI DELL ARIA Temperatura Umidità Pressione Movimento La temperatura nell atmosfera La temperatura con la quota Gradiente
I CLIMI D'EUROPA. Pearson Italia
I Che clima c è? Che tempo fa? Il clima è l insieme delle condizioni atmosferiche medie di un luogo, registrate in un lungo periodo (almeno trent anni). Il meteo indica le condizioni atmosferiche di un
Umidità dell aria e termoregolazione corporea:
Umidità dell aria e termoregolazione corporea: Organismi omeotermi: mantengono costante la temperatura corporea attraverso meccanismi di termoregolazione. Traspirazione: responsabile della dispersione
METEOROLOGIA. (per favore non metereologia) Augusto FERRARI
METEOROLOGIA (per favore non metereologia) lezione unica Augusto FERRARI I PARAMETRI DELL ARIA Temperatura Umidità Pressione Movimento La temperatura nell atmosfera La temperatura con la quota Gradiente
SERVE A QUALCOSA CONOSCERE LE PREVISIONI DEL TEMPO? Possiamo affidarci a metodi empirici. informiamoci
Meteorologia SERVE A QUALCOSA CONOSCERE LE PREVISIONI DEL TEMPO? Possiamo affidarci a metodi empirici oppure informiamoci Meteorologia - Introduzione Cosa significa fare una previsione del tempo? Significa
Sommario Meteorologia sinottica (a grande scala) Strutture di alta pressione e di bassa pressione (cicloni e anticicloni) I fronti Situazioni meteo
Sommario Meteorologia sinottica (a grande scala) Strutture di alta pressione e di bassa pressione (cicloni e anticicloni) I fronti Situazioni meteo tipiche ed associate nevicate sulle Alpi Occidentali
I cartografi rappresentano l intera superficie del nostro Paese attraverso due strumenti particolari: il globo terrestre e il Planisfero.
I cartografi rappresentano l intera superficie del nostro Paese attraverso due strumenti particolari: il globo terrestre e il Planisfero. La Terra è una sfera con un raggio di 6378 Km e una circonferenza
CORSO DI METEOROLOGIA GENERALE E AERONAUTICA 3 - Circolazione Generale Atmosferica
CORSO DI METEOROLOGIA GENERALE E AERONAUTICA 3 - ANALISI DELLA C. G. A. FORZA DEVIANTE DI CORIOLIS CONSEGUENZE DELLA C.G.A. CIRCOLAZIONI TERMICHE CIRCOLAZIONE DELLE MEDIE LATITUDINI Dr. Marco Tadini meteorologo
LA NEVE E LE VALANGHE
3^LEZIONE INTERVENTO METEOROLOGO LUCA LOMBROSO Il ciclo dell acqua LA NEVE E LE VALANGHE Prima di capire cos è la neve è opportuno approfondire la conoscenza del liquido più comune sulla Terra: l acqua
La protezione contro le sovratensioni. - prima parte -
Pubblicato il: 17/11/2003 Aggiornato al: 17/11/2003 - prima parte - di Gianluigi Saveri Il fenomeno delle sovratensioni può essere causato da diversi eventi che si manifestano durante i temporali. I fulmini
Nocchiero. Appunti di meteorologia a cura del Prof. Natalino Usai. Il fronte meteorologico
Nocchiero Appunti di meteorologia a cura del Prof. Natalino Usai Il meteorologico Le masse d aria Le condizioni atmosferiche in una determinata regione, oltre a dipendere dai parametri fisici climatici
IL CLIMA. 1. Hai mai visto un immagine come questa in televisione o sul. giornale? Cosa indicano questi simboli? Inserisci il nome vicino al. simbolo.
IL CLIMA 1. Hai mai visto un immagine come questa in televisione o sul giornale? Cosa indicano questi simboli? Inserisci il nome vicino al simbolo........ 1 Vento Pioggia Neve Variabile 1 In televisione
CORSO AINEVA MODULO 2A OSSERVATORE NIVOLOGICO. Nivologia 1a parte: Formazione ed evoluzione della neve in atmosfera
CORSO AINEVA MODULO 2A OSSERVATORE NIVOLOGICO Nivologia 1a parte: Formazione ed evoluzione della neve in atmosfera 1 Indice Generalità Passaggi di stato Diagramma di stato Tensione di vapore Neve in atmosfera
I flussi di calore sensibile e la temperatura dell aria
I flussi di calore sensibile e la temperatura dell aria L aria in prossimità delle piante assorbe in misura ridotta la radiazione solare. Le variazioni nella temperatura dell aria sono determinate perciò
Stau e foehn. Lo stau e il foehn. Alcuni esempi e record di caldo in VdA. Cenni sui venti catabatici
Stau e foehn Lo stau e il foehn Alcuni esempi e record di caldo in VdA Cenni sui venti catabatici STAU E FOEHN IL FOEHN La stessa massa, dopo aver valicato la montagna, riscende sul versante sottovento,
Corso di Meteorologia per piloti VDS e VFR
Corso di Meteorologia per piloti VDS e VFR Marco Tadini www.ufficiometeo.it PARTE 2 L AUTORE Marco Tadini meteorologo Marco Tadini, nato a Milano nel 1963, nel 1989 si è laureato in Fisica presso l Università
Nocchiero. Appunti di meteorologia a cura del Prof. Natalino Usai. La Pressione atmosferica
Nocchiero Appunti di meteorologia a cura del Prof. Natalino Usai La Pressione atmosferica Definizioni La pressione atmosferica è la Pressione presente in qualsiasi punto dell atmosfera terrestre Nella
TEMPORALI DA LINEA DI CONVERGENZA OROGRAFICA. Dott. Francesco MONTANARO
TEMPORALI DA LINEA DI CONVERGENZA OROGRAFICA Dott. Francesco MONTANARO Linea di convergenza orografica Questo soggetto meteo si sviluppa a piccola o meso scala, cioè con dimensioni lineari comprese da
REPORT METEOROLOGICO ottobre A cura di: GIULIO BETTI Per info:
sdfgdesfgsdfghf REPORT METEOROLOGICO 28-31 ottobre 2008 A cura di: GIULIO BETTI Per info: [email protected] Consorzio LaMMA - Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale 1 Evento meteorologico
I moti millenari della Terra
I moti millenari della Terra La Terra è dotata di movimenti che si compiono in migliaia di anni e per questo chiamati moti millenari. Tuttavia i loro effetti sono rilevanti perché, nel tempo, provocano
FORMAZIONE E CLASSIFICAZIONE DELLE NUBI. Daniele Izzo CENTRO EPSON METEO
FORMAZIONE E CLASSIFICAZIONE DELLE NUBI Daniele Izzo CENTRO EPSON METEO Nubi e precipitazioni Le nubi sono agglomerati visibili di particelle d acqua allo stato liquido (goccioline) o solido (cristalli
MET-D CIRCOLAZIONE GENERALE DELL ATMOSFERA. Prof.ssa C. Agizza
MET-D CIRCOLAZIONE GENERALE DELL ATMOSFERA Prof.ssa C. Agizza 1 Energia solare distribuita in modo non omogeneo sulla Terra Il gradiente termico determina lo spostamento di aria calda Circolazione generale
L alternanza delle stagioni
L alternanza delle stagioni Le cause Si potrebbe pensare che l alternarsi delle stagioni sia dovuto al fatto che la Terra si trovi in estate più vicino e in inverno più lontano dal Sole. Purtroppo le cose
LA RISORSA EOLICA VANTAGGI
LA RISORSA EOLICA VANTAGGI ENERGIA RINNOVABILE: utilizzo nel lungo tempo inesauribile e gratuito ENERGIA PULITA : riduzione emissioni di anidride carbonica responsabile dell effetto serra CONVERSIONE DIRETTA
Agronomia. Agrometeorologia. - Pioggia -
Agrometeorologia - Pioggia - L acqua Fondamentale per i vegetali: costituente fino al 95% nei vegetali (98% nelle cactacee, 7% semi) CO 2 +H 2 O=carboidrati nella fotosintesi traslocazione fotosintetati
LEGENDA DEI SIMBOLI UTILIZZATI NEL BOLLETTINO DOLOMITI NEVE E VALANGHE
LEGENDA DEI SIMBOLI UTILIZZATI NEL BOLLETTINO DOLOMITI NEVE E VALANGHE ARPAV-DRST-SNV-UPPV novembre 2013 Versione 4.0 1. Area di interesse...2 2. Struttura del bollettino Dolomiti Neve e Valanghe...2 3.
REPORT METEOROLOGICO settembre Per info: Consorzio LaMMA Laboratorio di Monitoraggio e
REPORT METEOROLOGICO 9-10 settembre 2017 Per info: [email protected] Consorzio LaMMA Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale 1 EVENTO TEMPORALESCO DEL 9-10 SETTEMBRE 2017 Sinottica
I principali movimenti della Terra sono: il moto di rotazione (intorno al proprio asse) il moto di rivoluzione (intorno al Sole)
I MOTI DELLA TERRA I principali movimenti della Terra sono: il moto di rotazione (intorno al proprio asse) il moto di rivoluzione (intorno al Sole) La Terra compie anche movimenti minori detti moti millenari,
Nivologia, procedure di monitoraggio, valutazione della stabilità del manto nevoso
Nivologia, procedure di monitoraggio, valutazione della stabilità del manto nevoso 4. I problemi della previsione meteo Fattori meteo influenzanti la stabilità Il problema dei previsori meteorologici Approfondimenti
Le nuvole e le precipitazioni
Le nuvole e le precipitazioni L acqua in atmosfera Le nubi e la loro formazione Classificazione delle nubi Le precipitazioni Il processo di Bergeron-Findeisen L acqua in atmosfera Può essere sotto forma
LA TERRA. La TERRA ha la forma di una grande sfera un po schiacciata alle estremità, chiamate POLI.
LA TERRA La TERRA ha la forma di una grande sfera un po schiacciata alle estremità, chiamate POLI. Per poterla studiare possiamo rappresentare la TERRA per mezzo di un mappamondo (globo). Su di esso possiamo
