NORMA EUROPEA EN 12352
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- Giancarlo Molteni
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1 D-power è una divisione DETAS S.p.A. Rezzato (BS) Tel Fax NORMA EUROPEA EN Dispositivi luminosi di preavviso e sicurezza 1
2 All interno della normativa per l illuminazione stradale UNI EN 11248, nella sez. ANALISI DEI RISCHI tra i parametri di influenza che permettono la variazione di categoria illuminotecnica, viene indicata la segnaletica stradale attiva o catarifrangente (segnaletica cospicua nelle zone conflittuali). Per quanto riguarda la segnaletica stradale attiva non c è uno specifico riferimento alla UNI EN ma è questa la norma che regolamenta a livello europeo i dispositivi luminosi di preavviso e sicurezza. 2
3 Scopo / Applicazioni La EN12352 indica i requisiti normativi dei dispositivi luminosi che emettono luce fissa o lampeggiante di un singolo colore, utilizzati per richiamare l attenzione, avvisare o guidare gli utenti della strada. La norma specifica i requisiti luminosi, meccanici e funzionali ed i metodi per effettuare i relativi test. Esclusioni La EN12352 non si applica ai pannelli a messaggio variabile ed ai semafori. Per quanto riguarda i semafori esiste una normativa specifica, la EN
4 Normativa italiana Prima che la EN12352 venisse armonizzata e quindi validata in tutti i Paesi membri, i riferimenti normativi italiani erano dettati dalle norme tecniche del C.d.S. (DPR 16/12/92 n.495) il quale indicava, seppur in maniera molto limitata, quando utilizzare le lampade di segnalazione ma non ne specificava i requisiti tecnici. Per scaricare il testo del DPR
5 Intensità luminosa Area di emissione Uniformità luminosa Concetti di base - Definizioni Caratteristiche colorimetriche Sicurezza elettrica Frequenza lampeggi Funz. crepuscolare On-time Resistenza meccanica Grado di protezione Dispositivi a retroriflessione Unità di misura : Illuminazione=E Intens.luminosa=I Lux (lx) Candela (cd) Flusso luminoso=φ Lumen ( lm) Luminanza=L ( cd/m2) 5
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7 Intensità luminosa - Classi rilevanti Classe Area di emissione luce in cm2 Diametro minimo emissione luce Angolo di emissione INTENSITA' LUMINOSA DIURNA Orizzontale Verticale Min in cd %Imin Max in cd L6 2x a - 178,5mm +5 a L L8M ,5 a - 178,5mm +5 a -5 7,5 L8H L9M ,5 a - +1,5 a - 298,6mm 1,5 1,5 L9H Nota: Per le lampade di colore rosso tutti i valori minimi si riducono del 35% 7
8 Requisiti elettrici e funzionali Le lampade possono essere avere un interruttore crepuscolare con minimo 250 e max 1000 Lux; Classe A0=nessun requisito Classe A1=con fotocellula Le lampade a batteria possono essere equipaggiate con un dispositivo che indica se la batteria sta per scaricarsi; Classe I0=nessun requisito Classe I1: con avviso batteria scarica Range di funzionamento: le lampade devono poter funzionare entro un range di funzionamento -15% e + 10 % della tensione nominale Emissione luce. Esistono diverse classi: F0=nessun requisito F1=luce fissa F2= lampeggi/min. F3=40 80 lampeggi/min. F4= lampeggi/min. On-time (tempo di on): anche qui esistono diverse classi O0= nessun requisito O1=30% < (t2-t1) 60% O2=10% <(t2-t1) 60% O3= (t2-t1) 10% 8
9 Requisiti elettrici e funzionali (2) Esiste poi un richiamo normativo alle norme sulla EMC e sulla resistenza meccanica. Quest ultima deve essere verificata con precisi test distruttivi Grado di protezione: è previsto un grado di protezione IPX4 sec.en60529 Temperatura di funzionamento: sono prese in considerazione 2 classi T1= -10 C C T2= -40 C..+55 C Fissaggio e serrature : vengono indicate alcune classi relativamente al fissaggio della lampada ovvero S0=nessun requistito S1=Lampade con sistema antifurto S2=Lampade con sistema di fissaggio ad altra struttura S3=Lampade con entrambi i sistemi( fissaggio+antifurto) Sicurezza Passiva: è necessario che nella lampada non vi siano punti o angoli che possano creare pericolo all utilizzatore durante il funzionamento o nel cambio delle batterie. 9
10 Requisiti elettrici e funzionali (3) Superficie di emissione luminosa Per la proiezione delle lenti devono essere definite due classi P: Classe P0=nessun requisito Classe P1=la proiezione è di forma circolare Dispositivi di retroriflessione Tutti gli indicatori luminosi devono rispettare i requisiti di una delle seguenti classi R di retroriflessione: Classe R0=nessun requisito Classe R1=non deve comprendere aree retroriflettenti Classe R2= deve essere dotata di retroriflettori Colori dei dispositivi di pericolo La normativa individua tre colori: Rosso C Giallo C1 Giallo C2 10
11 Requisiti elettrici e funzionali (4) Uniformità luminosa Da classe L2 a L5 = coefficiente di luminanza Iout/Itotal 0,17 Da classe L6 a L9 = coefficiente di luminanza Lmin/Lmax 0,07 Resistenza meccanica I dispositivi luminosi di pericolo dovono essere sufficientemente robusti da rispettare i requisiti delle seguenti classi: Classe M0= nessun requisito Classe M1= sottoposta a prova impatto A Classe M2= sottoposta a prova impatto B Classe M3= sottoposta a prova impatto C Classe M4= sottoposta a prove impatto B e C Sicurezza elettrica Gli indicatori luminosi con tensione maggiore di 50V devono rispettare i requisiti della Direttiva Bassa Tensione 73/23/CEE 11
12 Rapporto tecnico UNI/TR Attrezzature per il controllo del traffico Dispositivi luminosi di pericolo e sicurezza Requisiti in funzione dell ambito applicativo Il rapporto tecnico fornisce indicazioni sulla scelta delle classi della norma UNI EN in funzione dell ambito applicativo (strada urbana, strada extraurbana, autostrada). 12
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15 D-power è una divisione DETAS S.p.A. - Rezzato(BS) Tel Fax I PRODOTTI Dispositivi luminosi di preavviso e sicurezza per applicazioni temporanee, postazioni fisse ed automezzi 15
16 D-Star (L6 - monofacciale) Versione Gialla verifica di progetto 26,9 cd (margine del 35%) Normativa: 20 cd in asse Versione Rossa verifica di progetto 9 cd (margine del 29%) Normativa: 7 cd in asse 16
17 Basic 200 /201 (L8 = L8H/L8M) Segnalazione punti pericolosi Applicazione su tabelle segnaletiche Messa in sicurezza di curve (funzione sequenziale) Applicazioni temporanee: Impianti sequenziali Preavvisi Carrelli o strutture per cantieri mobili Basic 302 /304 (L9 = L9H/L9M) Segnalazione punti pericolosi Applicazione su tabelle segnaletiche Messa in sicurezza di curve (funzione sequenziale) Applicazioni temporanee: Impianti sequenziali Preavvisi Carrelli o strutture per cantieri mobili 17
18 Basic 100 /101 /102 (L2 = L2H/L2M ) Segnalazione punti pericolosi Applicazione su tabelle segnaletiche ridotte Applicazioni temporanee RGR (L2 = L2H/L2M) Marker stradale per guida ottica su guard-rail o a parete Segnalazione di curve, svincoli, strettoie in zone caratterizzate dalla presenza di nebbia 18
19 Applicazione con Basic
20 Applicazione con Basic
21 Applicazione con Basic
22 Applicazione con Basic
23 Applicazione con Basic
24 Applicazione con Basic
25 SEGNALETICA COSPICUA ATTIVA (GUIDA OTTICA) Il campo visivo è composto da due zone, la centrale e la periferica, da cui si originano due visioni. La visione centrale si percepisce quando si fissa un punto preciso mettendolo a fuoco osservando colori e dettagli. La visione periferica rappresenta il resto del campo visivo e permette di percepire ciò che sta intorno all'immagine fissata. L applicazione della guida ottica sugli svincoli si basa sul concetto di visione periferica. 25
26 ESEMPIO SEGNALETICA COSPICUA ATTIVA (GUIDA OTTICA) 26
27 Guida ottica con RGR 27
28 Guida ottica con RGR 28
29 Guida ottica con RGR 29
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