Statistica ARGOMENTI. Calcolo combinatorio
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- Fabrizio Cocco
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1 Statistica ARGOMENTI Calcolo combinatorio Probabilità Disposizioni semplici Disposizioni con ripetizione Permutazioni semplici Permutazioni con ripetizioni Combinazioni semplici Assiomi di probabilità Evento complementare Evento compatibili ed incompatibili Eventi dipendenti ed indipendenti Somma di eventi incompatibili e compatibili (unione insiemistica) Probabilità condizionata Variabili aleatorie Funzione di ripartizione Funzione di massa Funzione di densità di una funzione di una variabile aleatoria Caso notevole Momento n-esimo di una variabile aleatoria Varianza Proprietà della varianza Deviazione standard o scarto quadratico medio Covarianza Teorema sulle variabili aleatorie indipendenti Coefficiente di correlazione lineare Funzione generatrice dei momenti Disuguaglianza di Markov Dimostrazione (mancante) Disuguaglianza di Chebyshev Dimostrazione (mancante) Legge dei grandi numeri Modelli di variabili aleatorie V.a. di Bernoulli Dimostrazione (mancante) Quando Funzione di massa, valore atteso, varianza Somma V.a. binomiali 1
2 Quando Funzione di massa, valore atteso, varianza Somma V.a. di Poisson Quando Funzione di massa, funzione generatrice dei momenti, valore atteso, varianza Approssimazione della binomiale Somma V.a. geometriche Quando Funzione di massa, valore atteso, varianza V.a. ipergeometriche Quando Funzione di massa, valore atteso V.a. di uniformi Quando Funzione di densità, valore atteso, varianza, funzione di ripartizione V.a. di Gauss o normali Quando Funzione di densità, valore atteso, varianza Trasformazione lineare Somma di normali indipendenti Variabili aleatoria normali standard V.a. esponenziale Quando Funzione di densità, valore atteso,varianza V.a.di tipo Gamma Quando Funzione di densità, valore atteso, varianza Somma di variabili di tipo gamma indipendenti V.a. di tipo Chi quadro Quando Funzione di densità, valore atteso, varianza Somma di variabili di tipo Chi quadro indipendenti 2
3 Calcolo combinatorio Disposizioni semplici Si dicono disposizioni semplici di parametri n e k e si indicano con il numero totale di stringhe che è possibile ottenere prendendo k elementi da un insieme costituito da n elementi senza che questi si ripetano e considerando che stringhe costituite dagli stessi elementi ma ordinati in maniera differente sono considerate stringhe differenti. Disposizioni con ripetizione Si dicono disposizioni con ripetizione di parametri n e k e si indicano con il numero totale di stringhe che è possibile ottenere prendendo k elementi da un insieme costituito da n elementi considerando che ciascun elemento può essere ripetuto più di una volta. Permutazioni semplici Si dicono permutazioni semplici di parametro n e si indicano con P(n) il numero di modi in cui è possibile riordinare una stringa di n elementi. Le permutazioni semplici sono un caso particolare di disposizioni semplici in cui il parametro n e quello k si equivalgono. Permutazioni con ripetizione Si dicono permutazioni con ripetizioni di parametro n e si indicano con il numero di modi in cui è possibile riordinare una stringa di n elementi considerando che esistono un certo numero di elementi che si ripetono. Dove indica il numero di volte che si ripete l elemento i. Combinazioni semplici Si dicono combinazioni semplici di parametri n e k e si indicano con il numero totale di stringhe che è possibile ottenere prendendo k elementi da un insieme costituito da n elementi senza che questi si ripetano e considerando che stringhe costituite dagli stessi elementi ma ordinati in maniera differente sono considerate come la stessa stringa. ( ) 3
4 Probabilità Assiomi di probabilità Una regola (o funzione) che associa ad ogni evento E un numero P(E) è una probabilità se: Se E coincide con tutti i possibili risultati di un esperimento aleatorio allora e viceversa Se allora Evento complementare Si dice evento complementare di E e si indica con l evento che si verifica quando non si verifica E. Com è facilmente deducibile dà l evento certo e quindi ( ) ( ). Eventi compatibili ed incompatibili Due eventi si dicono incompatibili se la loro intersezione è l insieme vuoto, in caso opposto gli eventi si dicono compatibili. Eventi dipendenti ed indipendenti Due eventi si dicono indipendenti se vale. Si dicono dipendenti in ogni altro caso. Somma di eventi incompatibili e compatibili (unione insiemistica) Siano E ed F due eventi: ci chiediamo quale sia la probabilità che si verifichi almeno uno di essi. Nel caso in cui i due eventi sono incompatibili grazie all assioma di probabilità sappiamo che (In presenza di più eventi mutuamente indipendenti la regola di cui sopra è ancora valida) Nel caso in cui i due eventi sono compatibili invece sappiamo che la loro intersezione non è nulla, ovvero che e che quindi sia l evento E che l evento F sono costituiti entrambi da un insieme incompatibile (H e I) ed uno compatibile condiviso (G). Possiamo pertanto concludere che il che implica che è la probabilità che ci interessa. 4
5 Probabilità condizionata La probabilità condizionata indica la probabilità che si verifichi un determinato evento E sapendo che un altro evento F si è verificato. Usando la notazione scriveremo Proprietà: ( ) ( ) (formula di Bayes) 5
6 Variabili aleatorie Le variabili aleatorie sono quantità che dipendono dall esito di un esperimento casuale ma non conservano traccia di come esso si sia svolto realmente (ad esempio lanciando due dadi vogliamo sapere la loro somma: indipendentemente dall esito dell esperimento il valore assunto dai singoli dadi non ci interessa). Funzione di ripartizione Sia X una variabile aleatoria, la sua funzione di ripartizione è definita come Essa indica la probabilità che la variabile aleatoria X assuma un valore pari o inferiore ad x. La funzione di ripartizione gode delle seguenti proprietà: Funzione di massa Sia X una variabile aleatoria discreta, si dice funzione di massa e si indica con variabile aleatoria assuma esattamente il valore x: la probabilità che la La somma della funzione di massa per ciascun valore di a è pari ad 1: Funzione di densità Sia X una variabile aleatoria continua, si dice funzione di densità e si indica con la distribuzione di probabilità relativa alla variabile aleatoria X. Essa ha la stessa utilità della funzione di massa per le variabili aleatorie discrete. Usando altri termini diremo che la funzione di densità è la derivata della funzione di ripartizione. Tutte le probabilità associate alla variabile aleatoria X possono essere scritte integrando usando opportuni estremi la funzione di densità: 6
7 Il valore atteso di una variabile aleatoria discreta (o media) non è altro che la media pesata di tutti i valori che può assumere X moltiplicati per la loro rispettiva probabilità ed indica il valore medio assunto dalla v.a. per un numero di prove tendente ad infinito: Per una variabile aleatoria continua vale invece: di una funzione di una variabile aleatoria E possibile dimostrare che valore atteso di una funzione di una variabile aleatoria è pari a: Nel caso di v.a. discreta: Nel caso di v.a. continua: La precedente definizione è utile quando, data una variabile aleatoria X, vogliamo conoscere il comportamento di un altra variabile aleatoria Y che è dipendente da X secondo una funzione g(x). Caso notevole Nel caso in cui la funzione di cui sopra sia nella forma è possibile dimostrare che per ogni v.a. continua o discreta vale: Le dimostrazioni sia per il caso discreto che per quello continuo sono banali quindi non vengono riportate (basta usare la definizione del precedente paragrafo) 7
8 Momento n-esimo di una v.a. Si dice momento n-esimo di una v.a. il valore atteso. Usando una notazione più compatta: { NB: Il valore atteso di una v.a. è anche detto momento primo Varianza Sia X una variabile aleatoria con valore atteso (o media), chiamiamo varianza il valore: La varianza quantifica la variabilità dei valori assunti dalla variabile aleatoria rispetto alla propria media. Partendo dalla definizione ( ) si ricava che la varianza può essere scritta anche come: ( ) Proprietà della varianza Di seguito vengono illustrate alcune proprietà della varianza: con valore numerico costante Deviazione standard Dicesi deviazione standard o scarto quadratico medio e si indica con la radice quadra della varianza: Covarianza Siano date due variabili aleatorie X ed Y con valori attesi E(X) ed E(Y), si dice covarianza di X ed Y e si indica con il valore seguente: [( )( )] Dall ultima definizione di covarianza è facilmente intuibile che notare come la covarianza estende il concetto di varianza in quanto., inoltre si può 8
9 Teorema sulle variabili aleatorie indipendenti Se X ed Y sono due v.a. indipendenti, valgono le seguenti proprietà: Coefficiente di correlazione lineare Si dice coefficiente di correlazione lineare e si indica con il valore compreso tra -1 ed 1: Il coefficiente di correlazione lineare misura qualitativamente la forza della relazione tra X ed Y: per valori crescenti di correlazione lineare le v.a. X ed Y tenderanno ad assumere valori grandi o piccoli contemporaneamente. Funzione generatrice dei momenti Si dice funzione generatrice dei momenti di una variabile aleatoria discreta e si indica con il valore: Nel caso di variabile aleatoria continua invece: La funzione generatrice dei momenti è particolarmente utile in quanto permette di individuare tutti i momenti n-esimi calcolando la derivata n-esima della funzione rispetto a t stessa ponendo, ovvero: ( ) ( ) ( ) ( ) In generale avremo 9
10 Disuguaglianza di Markov Sia X una variabile aleatoria sempre positiva, allora vale: Dimostrazione: (mancante) Disuguaglianza di Chebyshev Sia X una variabile aleatoria con media e varianza, la disuguaglianza di Chebyshev ci assicura: Dimostrazione: (mancante) Legge dei grandi numeri Siano n v.a. indipendenti, identicamente distribuite e con la stessa media allora: ( ) Dimostrazione: (mancante) 10
11 Modelli di variabili aleatorie Variabili aleatorie di Bernoulli Quando Immaginiamo di effettuare una prova il cui unico risultato può essere successo con probabilità p o fallimento con probabilità 1-p. Una v.a. X si dice bernoulliana di parametro p se assume valore 1 in caso di successo della prova e 0 in caso contrario. X è una v.a. discreta. Funzione di massa Dalla definizione: { Usando la definizione di momento primo: Varianza Usando la definizione di momento secondo: Usando la definizione di varianza: 11
12 Variabili aleatorie binomiali Quando Immaginiamo di effettuare n prove il cui risultato può essere solamente successo con probabilità p e fallimento con probabilità 1-p. Una v.a. X si dice binomiale di parametro n e p se indica il numero totale di successi ottenuti effettuando le n prove. X è una v.a. discreta. Funzione di massa La funzione di massa può essere trovata considerando una stringa di n eventi, in cui i primi i si verificano con probabilità p e gli altri (n-i) non si verificano (con probabilità 1-p). Usando la definizione di somma di eventi indipendenti si ha che: A questo punto consideriamo in quanti modi diversi è possibile riordinare la stringa considerando che gli elementi si è verificato si ripetono i i volte, mentre gli elementi non si è verificato si ripetono (n-i) volte. Per fare ciò ricorriamo alla definizione di permutazioni con ripetizioni di ordine n: Notiamo che in questo caso specifico le permutazioni con ripetizioni assumono la stessa forma delle combinazioni semplici e quindi otteniamo la formula: ( ) Dalla definizione di variabili binomiali si ha che X non è altro che la somma di n v.a. bernoulliane uguali, pertanto: La v.a. ha : Sfruttando le proprietà del valore atteso si ha che: Varianza Sfruttando le proprietà della varianza si ha che: 12
13 Somma La somma di due variabili aleatorie binomiali indipendenti di parametri (n,p) e (m,p) è ancora una variabile aleatoria binomiale di parametri (n+m,p) La dimostrazione è banale in quanto occorre ricordarsi che X ed Y non sono altro che la somma di n ed m variabili aleatorie bernoulliane e quindi la loro somma non è altro che la somma di n ed m variabili aleatorie. Se X ed Y hanno lo stesso parametro p allora la somma degli n+m elementi soddisfa la definizione di variabile aleatoria di tipo binomiale. 13
14 Variabili aleatorie di Poisson Quando Funzione di massa Consideriamo la somma di un numero n di prove bernoulliane, in cui il valore medio di successi nelle prove è un numero (es: effettuo cento prove di cui mediamente 5 prove danno esito positivo, quindi ). Ogni singola prova ha pertanto una probabilità di dare esito positivo. La somma delle varie prove è pertanto una variabile aleatoria binomiale. Immaginiamo a questo punto di effettuare un numero infinito di prove e di chiederci qual è la probabilità che il numero di successi ottenuto sia pari a k, utilizzando la funzione di massa delle binomiali si ha: ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) Funzione generatrice dei momenti Usando la definizione di f.g.m.: ( ) Cosideriamo che la sommatoria è lo sviluppo di Taylor della funzione e quindi ( ) Utilizzando la funzione generatrice dei momenti: ( ) 14
15 Varianza Calcoliamo il momento secondo della v.a.: ( ) ( ) ( ) Usando la definizione di varianza: Approssimazione della binomiale Una variabile aleatoria binomiale può essere approssimata ad una variabile aleatoria di Poisson se n è molto grande e p è molto piccolo. Somma La somma di due variabili poissoniane indipendenti di parametri e è ancora una variabile aleatoria poissoniana di parametro 15
16 Variabili aleatorie geometriche Quando Immaginiamo di avere una successione di prove di Bernoulli di parametro p. Una v.a. X si dice geometrica di parametro p se indica il numero di prove necessarie per ottenere il primo successo della successione. Funzione di massa Varianza 16
17 Variabili aleatorie ipergeometriche Quando Supponiamo di avere un insieme costituito da N+M oggetti, N dei quali possiedono delle proprietà interessanti. Una v.a. X si dice ipergeometrica di parametri N, M, n se X denota il numero di oggetti interessanti presenti in un campione costituito da n elementi estratti a caso dall insieme originale. Funzione di massa ( )( ) ( ) 17
18 Variabili aleatorie uniformi Quando Funzione di densità { Varianza Funzione di ripartizione 18
19 Variabili aleatorie Gaussiane o normali Quando Funzione di densità Varianza Trasformazione lineare Sia ed Y una v.a. definita come. Si può dimostrare che Y è ancora una variabile aleatoria normale di parametri e ( ) Somma di normali indipendenti La somma di variabili aleatorie normali indipendenti di parametri e ) è ancora una variabile aleatoria normale di parametri Variabili aleatorie normali standard Si può dimostrare che sia data una v.a. X normale di parametri normale di parametri 0 ed 1 imponendo: e, è possibile costruire una v.a. Z Z è detta variabile aleatoria normale standard. 19
20 Variabili aleatorie Esponenziale Quando Funzione di densità { Varianza 20
21 Variabili aleatorie di tipo Gamma Quando Funzione di densità { Dove è la funzione gamma di Eulero, ovvero quel valore che normalizza il seguente integrale NB: La funzione gamma di Eulero estende il concetto di fattoriale a tutto l insieme dei numeri reali, pertanto se è un numero intero allora Varianza Somma di variabili di tipo Gamma indipendenti La somma di due v.a. di tipo gamma indipendenti di parametri e è ancora una variabile aleatoria di tipo gamma di parametri 21
22 Variabili aleatorie di tipo Chi quadro Quando Una v.a. X si dice di tipo chi quadro di parametro n se rappresenta la somma dei quadrati di n variabili aleatorie standard Z. Funzione di densità ( ) { ( ) NB: Se X è una variabile aleatorio di tipo chi quadro, allora X è anche una variabile di tipo gamma con parametri ( ) Varianza Somma di variabili di tipo Chi quadro indipendenti La somma di due v.a. di tipo chi quadro indipendenti di parametri n ed m è ancora una variabile aleatoria di tipo chi quadro di parametro n+m 22
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