Impianti in Produzione

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1 CONTROLLO DELLE INFESTANTI STRATEGIE IN USO Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee Sulla base delle esperienze maturate dai tecnici del coordinamento CReSO vengono di seguito proposte le più opportune strategie di contenimento della flora infestante: Impianti in Produzione Il glifosate è il prodotto di riferimento anche se la sua applicazione non sempre è possibile (impianti giovani e in presenza di polloni) e richiede attenzione nell applicazione. Negli impianti in produzione sono necessari 2-3 interventi, di cui 2 essenziali: in primavera e in autunno. Timing d intervento consigliato con il glifosate PRIMAVERA ESTATE AUTUNNO Aprile Giugno Ottobre In impianti con forte presenza di polloni: prima di intervenire con glifosate si consiglia di eliminare manualmente i polloni o di precedere il trattamento con il sistemico con carfentrazone in quanto prodotto di contatto e anti spollonante. fluroxipir e MCPA consentono di arginare lo sviluppo delle erbe di più difficile controllo (Equiseto, Epilobio, Romice, Cirsium, Tarassaco, Ortica, Cipero, ecc.) per cui si consiglia di impiegarli in miscela con glifosate. In presenza di monocotiledoni perennanti (graminacee) è possibile intervenire con il ciclossidim. Impianti in Allevamento A partire dal 30 novembre 2010 e sino al 30 settembre 2011 non è più consentita la vendita e l utilizzo del glufosinate ammonio, prodotto di riferimento fino ad oggi per i giovani impianti. Il sostituto naturale del glufosinate al momento è rappresentato dal carfentrazone del quale si dà di seguito una breve descrizione e si indicano le modalità di applicazione: Si tratta di un diserbante di contatto per dicotiledoni a foglia larga (Saeppola canadese (Conyza canadensis), Villucchio (Convolvolus arvensis), Attaccamano (Galium aparine), Falsa ortica (Lamium purpureum), Malva (Malva sylvestris), Acetosella (Oxalis pes-caprae), Piantaggine (Plantago major), Porcellana (Portulaca oleracea), 184

2 Erba pecorina (Potentilla reptans), Erba morella (Solanum nigrum), Romice (Rumex sp), Soffione (Taraxacum officinale), Grespino comune (Sonchus oleraceus), Ortica (Urtica dioica), Veronica comune (Veronica persica)) attivo anche come spollonante. Può essere utilizzato sia per controllare lo sviluppo delle infestanti sia per limitare la crescita dei polloni. La sostanza attiva funziona esclusivamente per contatto per cui deve essere utilizzata tempestivamente: altezza infestanti e lunghezza polloni non superiore a cm. Per evitare fenomeni di fitotossicità nella parte bassa delle piante dovuti alla deriva si consiglia di: Utilizzare un volume di acqua distribuito per ettaro di frutteto: almeno l/ha utilizzare ugelli a fessura, ventaglio o specchio, eccentrici o a induzione d aria (ugello a bassa deriva) con angolo di spruzzo di 80 e con foro non inferiore a 0,4 mm utilizzare la pressione indicata sulla scheda tecnica dei diversi ugelli mantenere una velocità di avanzamento della trattrice tra 4-6 km/h Consigli utili per il suo miglior impiego: è possibile utilizzarlo in miscela con glifosate (2 l/ha) per completarne lo spettro d azione alla dose di 0.3 l/ha in presenza di monocotiledoni perennanti se ne consiglia l impiego in miscela con il p.a. ciclossidim (Stratos ultra: 2 l/ha) Negli impianti in allevamento (primi 3 anni) si consiglia inoltre di utilizzare dei p.a. residuali (metà fine marzo) i quali limitano lo sviluppo delle infestanti già al momento della germinazione dei semi. Le sostanze attive presenti nel disciplinare di produzione sono: oxadiazon e l oxyfluorfen, quest ultimo come indicato in etichetta deve essere impiegato 20 giorni prima del germogliamento. Volume di distribuzione In presenza di erbe infestanti con un certo sviluppo, il volume adeguato di miscela diserbante è di 250 litri per ettaro di superficie diserbata. azione, epoca e dosaggi d intervento OXYFLUORFEN (Goal 480 SC ecc) Azione: antigerminello su infestanti dicotiledoni e graminacee annuali. NON ammesso su ACTINIDIA! Epoca di intervento: Va applicato giorni prima della ripresa vegetativa e non oltre. 185

3 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee Dosaggio ad ettaro*: 1 l/ha (f.c. al 48 %), in impianti in allevamento (< 3 anni) l/ha/intervento (f.c. al 48 %), in impianti adulti in miscela con glifosate Dosaggio ad ettolitro**: 200 ml/hl (f.c. al 48 %), in impianti in allevamento (< 3 anni) ml/hl (f.c. al 48 %), in impianti adulti in miscela con glifosate OXADIAZON (Ronstar FL ecc) Azione: antigerminello su infestanti dicotiledoni e alcune graminacee annuali. NON AMMESSO SU CILIEGIO! Epoca di intervento: Va applicato solo nei primi 3 anni d impianto, giorni prima della ripresa vegetativa e non oltre. Dosaggio ad ettaro*: 4 l/ha/intervento (f.c. al 34 %) Quantità consigliata/hl**: 800 ml/hl (f.c. al 34 %) GLIFOSATE (Roundup bio flow ecc) Azione: sistemico su infestanti ben sviluppate dicotiledoni e monocotiledoni annuali e perennanti. Epoca d intervento: I trattamenti devono essere eseguiti quando la vegetazione ha raggiunto un altezza compresa tra i 10 e i 15 cm. Dosaggio ad ettaro*: Dose massima di 8 l/ha/anno ma considerando solo il 50% della superficie trattata 4 l/ha/anno (f.c. al 30.4 %). Dosaggio ad ettolitro**: 500 ml/hl (f.c. al 30.4 %) CICLOSSIDIM (Stratos ultra ecc) Azione: sistemico su infestanti graminacee annuali e perennanti (gramigna e sorghetta). NO CILIEGIO, SUSINO, ACTINIDIA! Epoca di intervento: I trattamenti devono essere eseguiti quando la vegetazione ha raggiunto un altezza compresa tra i 10 e i 20 cm. Dosaggio ad ettaro*: 2-4 l/ha (f.c. al 10.9 %) Dosaggio ad ettolitro**: ml/hl (f.c. al 10,9 %). MCPA (Erbitox E 30 ecc) Azione: sistemico su infestanti dicotiledoni annuali e perennanti, equiseto e ciperacee. SOLO AMMESSO SU POMACEE! Epoca di intervento: I trattamenti devono essere eseguiti quando la vegetazione ha raggiunto un altezza compresa tra i 10 e i 20 cm. 186

4 Dosaggio ad ettaro*: 1.5 l/ha/anno (f.c. al 25 %) Dosaggio ad ettolitro**: ml/hl (f.c. al 25 %). FLUROXIPIR (Starane 21) Azione: sistemico su infestanti dicotiledoni perennanti (es. convolvolo). SOLO AMMESSO SU POMACEE! Epoca di intervento: I trattamenti devono essere eseguiti quando la vegetazione ha raggiunto un altezza compresa tra i 10 e i 20 cm. Dosaggio ad ettaro*: 1.5 l/ha/anno (f.c. al 20.6 %) Dosaggio ad ettolitro**: 250 ml/hl (f.c. al 20.6 %). CARFENTRAZONE (Spotlight plus) Azione: di contatto su infestanti dicotiledoni (foglia larga). NON AMMESSO SU ALBICOCCO E CILIEGIO! Epoca di intervento: I trattamenti devono essere eseguiti quando la vegetazione ha raggiunto un altezza compresa tra i 10 e i 20 cm. Dosaggio ad ettaro*: 1 l/ha/anno (f.c. al 6,45 %) Dosaggio ad ettolitro**: 120 ml/hl (f.c. al 6,45 %). *: Il dosaggio segnalato fa riferimento a formulati commerciali aventi una percentuale di p.a. pari a quanto espressamente indicato nel disciplinare regionale, se si utilizzano formulati con % di s.a. diversa deve essere fatta l opportuna proporzione. **: Questo dosaggio/hl considera un volume d acqua distribuito ad ettaro pari a 250 l. 187

5 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee DISERBO DELLE SPECIE FRUTTICOLE: DISCIPLINARE DI PRODUZIONE (PSR 2011) COLTURA INFESTANTI PRINCIPIO ATTIVO FORMULATO COMMERCIALE % S.A LIMITAZIONI D USO E CONSIGLI APPLICATIVI FRUTTIFERI MONOCOTILEDONI DICOTILEDONI GLIFOSATE (1) VARI 30.4 Indipendentemente dal numero delle applicazioni sono ANNUALMENTE AMMESSI 8L/kg/ha/anno. PER ACTINIDIA VERIFICARE ATTENTAMENTE L ETICHETTA. (1) E consentito l impiego del p.a. Oxifluorfen (480g/L) da utilizzarsi a dose ridotta ( L/ha/intervento) in miscela con glifosate OXIFLUORFEN GOAL 480 sc ecc 48 1 L/ha. Trattamento localizzato sulla fila, ammesso solo negli impianti in allevamento nei primi 3 anni (NON ammesso su Actinidia) MELO PERO DICOTILEDONI ANNUALI E PERENNANTI DICOTILEDONI PERENNANTI MCPA ERBITOX E 30 ecc L/ha all anno FLUROXIPIR STARANE L/ha all anno. E consentito solo un trattamento all anno MELO PERO PESCO ALBICOCCO GRAMINACEE CICLOSSIDIM STRATOS ULTRA 10.9 In post emergenza a 2-4 L/ha La dose più elevata (4 L/ha) è da utilizzare contro le specie perennanti, Ammessi anche formulati Xn MELO PERO PESCO SUSINO KIWI GRAMINACEE e DICOTILEDONI (Su MELO utilizzabile anche come spollonante) CARFENTRAZONE SPOTLIGHT PLUS 6.45 Indipendentemente dall utilizzo al massimo 1 L/ha all anno. Attenzione al suo utilizzo: si consiglia l impiego di ugelli antideriva a ventaglio o induzione d aria, no ugelli conici a turbolenza, pressione bar ACTINIDIA ALBICOCCO MELO, PERO PESCO, SUSINO GRAMINACEE e DICOTILEDONI Oxadiazon (34,1% s.a.) a 4 l/ha all anno RONSTAR ecc l/ha Trattamento localizzato sulla fila, ammesso solo negli impianti in allevamento nei primi 3 anni Le dosi in tabella sono riferite alla sola superficie effettivamente coperta dal diserbante che deve essere sempre inferiore almeno al 50% della superficie complessiva. Per esempio: trattando il 50% della superficie totale, la quantità di Glifosate (30,4%) che viene distribuito annualmente su un ettaro di coltura è pari a 4 litri. 188

6 Efficacia degli erbicidi ammessi in disciplinare su specie diverse di infestanti DICOTILEDONI GLIFOSATE CARFENTRAZONE OXIFLUORFEN OXADIAZON FLUROXIPIR CICLOSSIDIM MCPA Amaranto comune (Amaranthus retroflexus) X X X x Saeppola canadese (Conyza canadensis) X X X X X Senecione comune (Senecio vulgaris) X X X X X Grespone comune (Sonchus asper) X X X X Soffione (Taraxacum officinalis) X X X X Farinaccio (Chenopodium album) X X X X Vilucchio comune (Convolvolus arvensis) X X X Vilucchio bianco (Calystegia sepium) X X Borsa del pastore (Capsella bursa-pastoris) X X X Billeri primaticcio (Cardamine pratensis) X X X Rafano comune (Raphanus raphanistrum) X X X Falsa ortica (Lamium purpureum) X X X X X Centocchio (Stellaria media) x X X X X Epilobio (Epilobium spp). X X Fumaria comune (Fumaria officinalis) X X X X X Poligono degli uccelli (Polygonum aviculare) X X X X X Romice (Rumex obtusifolium) X X X X Erba porcellana (Portulaca oleracea) X X X X X X Cinquefoglie comune (Potentilla reptans) X X X Favagello (Ranuncolus ficaria) X X X Malva (Malva sylvestris) X X X X Acetosella (Oxalis spp.) X X X X X Erba morella (Solanum nigrum) X X X X X X 189

7 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee DICOTILEDONI GLIFOSATE CARFENTRAZONE OXIFLUORFEN OXADIAZON FLUROXIPIR CICLOSSIDIM MCPA Ortica (Urtica dioica) X X X X PIantaggine (Plantago major) X X X X X Veronica comune (Veronica persica) X X X X X X MONOCOTILEDONI Agropiro comune (Agropyrum repens) X X Gramigna (Cynodom dactylon) X X Sanguinella comune (Digitaria sanguinalis) X X X X Giavone (Echinocloa crus-galli) X X X X Pabbio comune (Setaria viridis) X X X X Fienarola annuale (Poa annua) X X X X Fienarola comune (Poa pratensis) X X X X Panico (Panicum dicotomiflorum) X X X Loietto (Lolium perenne) X X X Sorghetta (Sorghum halepense) X X Carice (Carex spp.) X PTERIDOFITE Coda di cavallo (Equisetum arvense) X 190

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9 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee LA FERTILIZZAZIONE DEI FRUTTIFERI Norme tecniche Le norme tecniche definite dalla Regione Piemonte (Assessorato Agricoltura) valgono per le aziende aderenti all azione Applicazione delle tecniche di produzione integrata del Piano di Sviluppo Rurale ed ai programmi di assistenza tecnica (Reg. CE n. 1182/07). Per tutte le aziende è obbligatoria la compilazione di un piano annuale di concimazione nel rispetto dei limiti massimi consentiti per i principali elementi: N, P, K. Per la gestione della fertilizzazione dei fruttiferi occorre tenere presenti i seguenti aspetti: analisi dei terreni asporti e ritmi di assorbimento degli elementi nutritivi, in relazione a specie, varietà tipologie di fertilizzanti impiegati. Salvo diversamente indicato, concorrono al raggiungimento dei limiti di concimazione gli apporti annui derivanti dalla somma delle forme minerali e di quelle presenti nei fertilizzanti organici; per questi ultimi si considera come elemento-chiave l azoto: gli apporti di effluenti zootecnici e di compost sono consentiti fino al raggiungimento del limite massimo stabilito per questo elemento. Per i fertilizzanti organici: ammendanti compostati, letame bovino e letame suino è attribuita un efficienza dell azoto pari al 50 %; questi prodotti devono comunque rispondere agli standard qualitativi previsti dalla normativa vigente. Dati di composizione per i principali effluenti zootecnici Tipologia % ss letame (kg/t tq) liquame (kg/t tq) % ss N P 2 O 5 K 2 O N P 2 O 5 K 2 O media suini media bovini media avicoli Per gli ammendanti compostati, la cui composizione media è assai variabile, si deve fare riferimento al contenuto in elementi nutritivi indicato nell analisi che accompagna il prodotto. In assenza di analisi è possibile fare riferimento a dati bibliografici. Questi prodotti devono comunque rispondere agli standard qualitativi previsti dalla normativa vigente. 192

10 Concimazioni di fondo Nel caso di nuovi impianti, la concimazione di fondo non dovrà comprendere azoto, salvo l apporto dato da fertilizzanti organici; per P 2 O 5 e K 2 O in terreni con dotazioni scarse o normali è possibile anticipare parte delle asportazioni future da parte della coltura, senza superare, rispettivamente, i 250 e i 400 kg/ha, da somministrarsi prevalentemente sotto forma organica. Fase di allevamento In questa fase l apporto di P 2 O 5 e K 2 O può essere effettuato anche in assenza di produzione di frutti, al fine di assicurare un adeguata formazione della struttura della pianta. Devono comunque essere rispettati i quantitativi riportati nella seguente tabella: Apporti di fosforo e potassio da concimazione minerale negli impianti in allevamento P 2 O 5 (kg/ha) K 2 O (kg/ha) I anno II anno I anno II anno Gli apporti di azoto devono essere localizzati in prossimità delle radici e ridotti rispetto alla quota di piena produzione. Impianti in produzione La quantità di nutrienti (N, P 2 O 5 e K 2 O) da apportare alle colture viene calcolata moltiplicando la produzione attesa (q/ha) per i relativi asporti specifici (kg/ha) di elementi nutritivi (tabella 1). Tabella 1 - Asporti di N, P 2 O 5 e K 2 O per le principali colture frutticole (kg /q di prodotto utile) Coltura N P 2 O 5 K 2 O melo pero pesco susino albicocco ciliegio actinidia Esempio Pesco: per una produzione attesa di 300 q/ha, applicando l opportuno coefficiente si ricava che l azoto apportabile potrà essere pari a 120 unità. 193

11 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee RESTITUZIONE DELL AZOTO La quantità di N da reintegrare non deve mai superare il limite massimo specifico per ogni coltura presente nella tabella 2. Se si utilizzano concimi di sintesi, la quota di azoto apportata dal fertilizzante è considerata con un coefficiente di efficienza pari al 100 %, mentre se si impiegano concimi organici (ad es. letame) l efficienza risulta dimezzata (50 %). Nel caso si decida di fare uso solamente di concimi azotati di origine minerale, gli apporti dovranno essere frazionati senza superare i 60 kg/ha per intervento. Si ricorda inoltre che non è consentita la concimazione con N nel periodo che va dalla fase di caduta foglie (esclusa) alla fine di febbraio. Parimenti non è consentita in terreni prossimi alla saturazione idrica. Tabella 2 - Limiti massimi di fertilizzazione azotata in kg/ha/anno Coltura Azoto (N) melo, pero 70 pesco 120 susino 85 albicocco 90 ciliegio 85 actinidia 100 Esempio Melo: per una produzione attesa di 500 q/ha, applicando l opportuno coefficiente, si ricava che le unità di azoto apportabili potranno essere al massimo 70 e non 85 come deriverebbe dal calcolo. Le concimazioni fogliari non vanno conteggiate ai fini del rispetto dei limiti massimi previsti, ad eccezione delle somministrazioni autunnali di urea. Sono ammessi gli interventi a base di calcio contro la butteratura amara e quelli con magnesio per prevenire la filloptosi. IL CALCOLO DELLA DOSE UTILE TOTALE DI P E K Come evidenziato in tabella 3, i suoli poveri o mediamente dotati in fosforo e/o potassio possono ricevere una quantità di elementi nutritivi pari alla quantità asportata dalla coltura (quota di mantenimento), con la possibilità di aggiungere fertilizzanti organici nel rispetto del limite di N. Nei suoli ricchi in fosforo e potassio (nel caso del fosforo, con dotazione superiore a 20 ppm per il P assimilabile Olsen) si prevede la sospensione della fertilizzazione minerale, sino a quando 194

12 un ulteriore analisi non evidenzi l abbassamento del contenuto in quel particolare elemento nutritivo fino all intervallo di dotazione media. E invece possibile apportare fertilizzanti organici fino alla restituzione degli asporti (quota di mantenimento), considerando l azoto come elemento chiave. Tabella 3 - Criteri per la fertilizzazione fosfatica e potassica Tipologia di fertilizzanti Dotazione del suolo in P e K Suolo ricco Suolo mediamente dotato Suolo povero Solo minerale Organico o minerale + organico P Olsen > 20 ppm; P Bray-Kurtz > 50 ppm; K > 180 ppm Sospensione degli apporti Non è ammessa la concimazione minerale. Solo se si apportano fertilizzanti organici si può concimare fino alla restituzione degli asporti azotati. P Olsen tra 10 e 20 ppm; P Bray-Kurtz tra 25 e 50 ppm; K tra 120 e 180 ppm Mantenimento: quantità corrispondente agli asporti Ammessi i concimi minerali fino alla quota di mantenimento, con la possibilità di aggiungere fertilizzanti organici nel rispetto del limite di N P Olsen < 10 ppm; P Bray-Kurtz < 25 ppm; K < 120 ppm Mantenimento: quantità corrispondente agli asporti Ammessi i concimi minerali fino alla quota di mantenimento, con la possibilità di aggiungere fertilizzanti organici nel rispetto del limite di N NOTA BENE! Nel caso del fosforo, solo per i terreni con valori compresi tra 20 e 25 ppm è prevista, in alternativa a quanto riportato in tab. 3, la possibilità di distribuire concimi minerali fino alla restituzione di metà dell asporto di ogni coltura (50 % DEGLI ASPORTI). Nei suoli con fosforo compreso tra 25 e 30 ppm o con potassio compreso tra 180 e 250 ppm, fatte salve eventuali restrizioni indicate nelle schede di coltura, è consentito apportare una quota di questi elementi non superiore al 25 % DEGLI ASPORTI colturali, nei seguenti casi: situazioni di elevata immobilizzazione dell elemento dovuta a caratteristiche fisico-chimiche del terreno (es. per il fosforo nel caso di terreni con ph inferiore a 6,1, superiore a 7,9 o calcarei); necessità di raggiungere migliori standard qualitativi del prodotto, assicurati dalla presenza di elevate dotazioni in fosforo e/o potassio. I casi di concimazione sopra elencati devono essere motivati in una breve nota all interno del Registro degli Interventi di concimazione. 195

13 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee Scelta dell epoca ottimale d intervento Di seguito sono indicati alcuni consigli utili per ottimizzare la pratica agronomica della concimazione dei fruttiferi. Per ogni elemento nutritivo è descritta l epoca migliore per la sua distribuzione in funzione delle effettive esigenze delle piante: Azoto: al momento della fioritura più del 95% dell azoto presente nella pianta proviene dalle riserve accumulate nella stagione vegetativa precedente: per questo motivo si consiglia di apportare N nelle fasi fenologiche prossime/successive alla fioritura evitando concimazioni azotate troppo precoci. dalla caduta petali in poi si verifica un rapido accrescimento dei germogli e l azoto assorbito dalle radici aumenta fino a raggiungere il picco massimo al termine dell allegagione: per questi motivi si rende necessario apportare il 50-60% dell azoto totale utilizzato dalle piante nel periodo compreso tra la caduta petali e l allegagione dei frutti. verso la fine dell estate e all inizio dell autunno (in seguito allo stacco dei frutti di pomacee e drupacee) sono consigliati apporti di N con lo scopo di accumulare le riserve utili per la stagione vegetativa successiva. Fosforo: L apporto di questo elemento deve essere programmato per l inizio dell attività vegetativa in quanto la presenza di adeguati livelli di P in questa fase stimola la formazione di radici secondarie fondamentali per aumentare l efficienza di assorbimento radicale. Potassio: Gli apporti di questo elemento possono essere effettuati in tutto l arco della stagione vegetativa, sia per PESCO sia per ACTINIDIA, in quanto poco mobile nel suolo e costantemente disponibile. Questo discorso non vale per il MELO dove il noto antagonismo con il calcio potrebbe favorire l insorgenza della butteratura amara. Per questo motivo le concimazioni potassiche su melo vanno effettuate in inverno evitando assolutamente apporti successivi alla fase dell allegagione. Calcio: Data la limitatissima mobilità di questo elemento nel terreno e nella pianta sono necessari apporti precedenti alla fioritura (2 3 settimane prima): momento in cui i vasi xilematici neoformati non sono ancora lignificati e consentono quindi un facile passaggio dell elemento. Magnesio: L apporto di Mg è molto importante durante gli anni di elevato carico produttivo. Una forte dotazione di K nel suolo può determinare carenze di Mg nelle foglie 196

14 con la formazione di evidenti insecchimenti dei margini fogliari. MELO: il magnesio risulta un forte competitore del calcio e quindi, come per il potassio, non sono consigliati apporti nel corso della stagione vegetativa onde evitare l insorgenza della butteratura amara. Nella tabella seguente viene riportato in modo schematico le quantità di nutrienti da apportare nell arco della stagione. Tabella 4 Quantità ed epoca di intervento NUTRIENTE Azoto (N) Fosforo (P) Potassio (K) Calcio EPOCA - APPORTO 1/4 Pre fioritura 2/4 Post fioritura allegagione 1/4 Caduta foglie Ripresa vegetativa 1/2 Fine inverno 1/2 Ingrossamento frutticini (NO MELO) 2/3 Pre fioritura 1/3 post fioritura allegagione Fig. 1 - Assorbimento dei nutrienti 197

15 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee Esempio pratico di piano di concimazione MELO Cultivar: Brookfield Produzione attesa: 500 q/ha Analisi del suolo: P= 23 ppm Olsen; K= 175 ppm; Sostanza organica: 1.8 % Quantità da apportare secondo la normativa ELEMENTO PRODUZIONE (q) CoeFf. ASPORTI ASPORTI SECONDO PRODUZIONE (kg/ha) APPORTI SECONDO NORMATIVA (kg/ha) NOTE Azoto (N) Il limite massimo secondo la normativa è di 70 kg/ha che è minore del reale asporto della coltura che è di 85 kg/ha. La quantità da apportare non dovrà superare il valore di riferimento dovrà per cui essere di 70 kg/ha. Fosforo (P ) Con una dotazione di P compresa tra 20 e 25 ppm, come nel nostro caso l apporto reale dovrà essere pari al 50 % alla quota di asporto. Potassio (K 2 O) In questo caso la quantità di k del suolo non supera la soglia di sospensione degli apporti con concimi di origine minerale per cui la quota di asportazione ipotetica coincide con gli apporti secondo normativa. 198

16 Modalità di distribuzione dei fertilizzanti Fase fenologica Concime Titolo (N / P / K) Quantità (kg/ha) Fabbisogno soddisfatto (N / P / K) Fabbisogno da soddisfare (N / P / K) / 37 / 180 Inizio inverno Inizio ripresa vegetativa Solfato potassico Letame bovino - / - / / - / / 37 / / - / / - / - 38 / 37 / 80 Punte verdi Concime NPK 12/ 12 / / 24 / / 13 / 45 Allegagione Nitrato di calcio 15/ - / / - / - - / 13 / 45 Calcoli apporti da letame bovino Azoto: kg/ha x 0.49% = 63.7 kg/ha x 50% (efficienza concimi organici) = 31.8 kg/ha 199

17 TITOLO DEI PRINCIPALI FERTILIZZANTI Il titolo di un fertilizzante indica quanti e quali elementi nutritivi sono presenti in un determinato concime. Viene solitamente indicato tramite 3 percentuali, rispettivamente di azoto (N), fosforo (P) e potassio (K), spesso precedute dalla sigla NPK. Di seguito sono riportate 2 tabelle con i titoli dei principali concimi semplici e ternari utilizzabili in frutticoltura: Concimi semplici Pratiche colturali Fertilizzante N P K Calcio Magnesio Zolfo Note Nitrato d ammonio Solfato d ammonio Acidificante Cianammide di calcio Nitrato di calcio Attività basica Urea Fosfato monopotassico Perfosfato monoammonico Molto solubile Solfato di K e Mg Cloruro di potassio Nitrato di potassio Solfato di potassio Acidificante Lithothamne Concimi complessi : titoli più utilizzati in frutticoltura N P K Concime NPK (15/5/20) Concime NPK (15/0/20) Concime NPK (12/6/18) Concime NPK (12/12/17)

18 FERTIRRIGAZIONE in frutticoltura La fertirrigazione è uno dei sistemi più efficienti di nutrizione delle colture in quanto si soddisfano nello stesso momento le esigenze idriche e minerali (macro e microelementi) delle piante potendo così gestire gli apporti degli elementi nutritivi in sintonia con le effettive esigenze nutrizionali in funzione delle diverse fasi fenologiche. Il migliore risultato si ottiene con un buon sistema microirriguo, un pratico sistema di solubilizzazione dei concimi idrosolubili e con un affidabile attrezzatura di iniezione della soluzione concentrata nel sistema irriguo stesso. I SISTEMI DI FERTIRRIGAZIONE La fertirrigazione è una pratica agronomica molto semplice da realizzare che si attua iniettando la soluzione fertilizzante in una condotta d acqua sotto pressione sfruttando la pressione dell acqua nella condotta stessa (iniezione spontanea, ad esempio con il sistema Venturi o con pompe peristaltiche) oppure ricorrendo ad una fonte esterna di energia (iniezione con pompe specifiche che possono essere idrauliche o elettriche). Durante la fertirrigazione bisogna gestire attentamente la concentrazione finale sulla pianta per evitare l inefficacia dell intervento o possibili danni da eccesso di salinità. Per tali motivazioni si sconsiglia l impiego di strumentazioni come fertirrigatori o serbatoi per fertirrigazione nei quali avviene una solubilizzazione parziale e forzata dei concimi, con immissione non controllata nel sistema irriguo; si sconsiglia parimenti di ricorrere all utilizzo di atomizzatori per solubilizzare i concimi successivamente iniettati forzatamente nella rete microirrigua. Usando tali apparecchiature si può solo conoscere la quantità di acqua e concimi distribuiti su una certa area, senza una regolazione adeguata per tutta la durata dell intervento. Per aumentare l efficacia della fertirrigazione è necessario dotarsi di sistemi che permettano di regolare e gestire dall inizio alla fine del turno irriguo il controllo della quantità di concime immessa, la quale deve essere proporzionata al volume d acqua. Poter gestire una fertirrigazione di tale tipo, definibile proporzionale, permette di modulare durante la stagione, in funzione anche della specifica fase fenologica della coltura, la concentrazione (grammi/litro) in uscita dall erogatore così da ottenere sull apparato radicale della pianta una ben precisa e voluta concentrazione salina ed Fig. 1: Pescheto allevato con il sistema della fertirrigazione 201

19 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee un relativo rapporto equilibrato fra gli elementi nutritivi. Concentrazioni basse (< 1 g/l) sono indicate nelle fase di ripresa vegetativa quando maggiore è il rinnovo dell apparato radicale; la concentrazione deve essere necessariamente più alta (> 1 g/l) nelle fasi di sviluppo finale e maturazione della frutta, per favorire maggiori concentrazioni in zuccheri e sostanza secca e permettere l ottimale maturazione del legno. PREPARAZIONE DELLA SOLUZIONE CONCENTRATA L ottima preparazione della soluzione concentrata risulta prioritario al fine di garantire una efficiente fertirrigazione proporzionale. È bene tener presente i punti critici che possono condizionare la solubilizzazione e preparazione delle soluzioni concentrate così da evitare grossolani errori. Cercare di non utilizzare acque fredde (<10 C) per sciogliere il concime; se si è costretti ad usare acque con temperature inferiori ai 10 C, evitare di sciogliere oltre 10 kg di concime ogni 100 litri di acqua. Evitare concentrazioni particolarmente elevate: si consiglia di sciogliere circa kg di concime in 100 litri di acqua (con temperature >15 C si può salire fino a 20 kg); in ogni caso conviene non eccedere con le quantità di concime disciolto poiché se la temperatura dell acqua si abbassa si può avere una sovra saturazione della soluzione che tenderà a formare dei precipitati e quindi una ricristallizzazione del soluto. Temperatura dell acqua e solubilità dei concimi sono direttamente proporzionali. In genere il prodotto interagisce con l acqua raffreddandola (effetto endotermico) e tale aspetto condiziona prima di tutto la velocità di solubilizzazione. In alcuni casi in cui l effetto endotermico sia particolarmente rilevante, occorrerà prolungare il tempo di agitazione della soluzione, in modo che l acqua riscaldandosi aiuti il processo. In mancanza di agitatori o di strumentazioni specifiche conviene presolubilizzare in recipienti più piccoli il concime con una concentrazione più bassa (4-5%), ripetendo più volte l operazione fino a raggiungere il volume totale di soluzione da iniettare nel sistema irriguo. É buona norma controllare sempre nei cataloghi tecnici o sulle schede di prodotto dei vari concimi idrosolubili la massima quantità in peso (g/100 cc o kg/100 litri) che può essere solubilizzata ad una temperatura data. Nella preparazione di soluzioni concentrate è preferibile sciogliere per primi i concimi in polvere e lasciare quelli liquidi (generalmente più facilmente solubili) per ultimi. É consigliato lasciar riposare la soluzione concentrata per alcune ore prima di iniettarla 202

20 nel sistema per poter controllare l eventuale formazione di flocculazioni o precipitati. Nel caso in cui questo avvenga è conveniente diluire un poco la soluzione e mantenerla in agitazione per alcuni minuti. Il concime è bene che venga versato gradualmente nel recipiente con l acqua in agitazione per evitare insolubilizzazioni o il formarsi di depositi nel fondo del recipiente. Nella miscelazione di prodotti fare sempre attenzione alle tabelle di compatibilità tra concimi; nel caso si miscelino dei concimi Fig. 2: Immissione del concime idrosolubile nel sistema di solubilizzazione contenenti solfati con concimi a base di potassio non superare la concentrazione finale data dalla somma dei concimi del 10% p/v ( kg/100 litri). Tabella della compatibilità nella preparazione di soluzioni concentrate dei principali concimi idrosolubili in polvere UR AN AS CN PA MAP MKP PN N+Mg MgS SOP UF POLI-K NPK-PN NPK-SOP Urea UR Nitrato Ammonico AN Solfato Ammonico AS Nitrato di Calcio CN Acido Fosforico 85% [C] PA Fosfato Monoammonico MAP Fosfato Monopotassico MKP Nitrato di Potassio PN Nitrato di Magnesio N+Mg Solfato di Magnesio MgS Solfato di Potassio SOP Urea Fosfato UF Polifosfato di Potassio POLI-K NPK a base PN NPK-PN NPK a base SOP NPK-SOP compatibile limitata compatibilità - precipitati alte concentrazioni Non compatibile limitata compatibilità - solubilità ridotta alte concentrazioni 203

21 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee È opportuno tener presente che utilizzando concimi in polvere idrosolubile si è più sicuri di ciò che si somministra alle colture; l impiego di concimi liquidi può portare ad utilizzare potassio derivante da carbonati, cloruri o tiosolfati, tutte componenti che possono o indurre fitotossicità diretta (cloruri) oppure rischiare di formare dei precipitati o concrezioni nel sistema irriguo (carbonati e tiosolfati) o nel terreno (croste di gesso) in particolare qualora si utilizzino acque con alte concentrazioni di calcio. Valutare nella scelta dei concimi il costo per unità fertilizzante (costo per 100 kg diviso il titolo in elementi nutritivi riportato in etichetta); solitamente il costo dell unità fertilizzante dei concimi liquidi è nettamente più elevato di quella derivante dalle polveri idrosolubili; con i concimi liquidi di qualità si ha il vantaggio operativo di non dover preparare la soluzione concentrata. Definire la concentrazione della soluzione madre in funzione della concentrazione voluta sulla pianta (acqua in uscita dal gocciolatore); si ricorda che lavorando sulla concentrazione della soluzione madre e sulla portata della pompa di ferti-iniezione si può modificare la concentrazione voluta nella soluzione finale; tale aspetto è molto importante per poter gestire al meglio la conducibilità finale sulla pianta (ms/cm). Le caratteristiche di base di un buon concime idrosolubile sono : esente da cloro, sodio e carbonati ed altre sostanze condizionanti la tecnica della fertirrigazione o compromettenti le colture; confezioni e imballaggi garantiti dal produttore per evitare inquinamenti non voluti e/o presenza di inerti o sostanze insolubili; totalmente e prontamente solubile in acqua e compatibile con tutti i sistemi di solubilizzazione, dosaggio e distribuzione; adatto a soluzioni concentrate che risultino stabili nel tempo e non creino problemi di flocculazione e/o precipitazione; nei concimi completi con NPK+Mg+Micro le forme azotate prevalenti è bene che siano quella nitrica e ammoniacale rispetto a quella ureica; massima titolazione riportata in etichetta: concimi completi con NPK+Mg+Micro con titoli bassi in genere si sciolgono meno bene e meno velocemente di concimi con titoli superiori. 204

22 Tabella dei titoli e caratteristiche chimico-fisiche dei principali concimi idrosolubili di base solidi solubilità massima EC (ms/ N P 2 O 5 K 2 O CaO MgO SO 3 ph (g/100 cc) cm) 1 g/ % % % % % % 10 C 20 C 30 C 1g/litro litro Nitrato Ammonico Nitrato di Calcio Fosfato Monoammonico Fosfato Monopotassico Fosfato Bipotassico Urea Fosfato Nitrato di Potassio Nitrato di Magnesio Solfato di Magnesio Solfato di Potassio IPOTESI PIANI DI FERTIRRIGAZIONE Si riportano di seguito dei piani di fertirrigazione di carattere generale riportando il rapporto NPK suggerito per ogni fase o periodo di intervento; viene indicato il numero minimo di fertirrigazioni da realizzare per periodo. Anche se viene programmata la fertirrigazione è buona norma prevedere comunque un apporto di concime granulare al terreno, possibilmente con parte dell azoto a cessione controllata, nella ragione di circa il % dell apporto totale in NPK, a fine inverno inizio primavera, così da accompagnare la coltura nelle prime fasi della ripresa vegetativa e sfruttare tutto il potenziale assorbente dell apparato radicale delle piante. In terreni acidi si consiglia in fertirrigazione l utilizzo del nitrato di calcio, facendo attenzione a non miscelarlo nelle soluzioni concentrate insieme a concimi fosfatici e concimi completi NPK. 205

23 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee Con una corretta fertirrigazione si ha una maggiore efficienza nutrizionale rispetto ai tradizionali concimi granulari tale da poter ridurre i dosaggi complessivi anche del 20 30%. IPOTESI PIANO DI FERTIRRIGAZIONE PER MELO EPOCA (n decadi) VANTAGGI, FINALITÀ, ASPETTI APPLICATIVI Da mazzetti fiorali a caduta petali (da 3 aprile a 2 maggio) Da Caduta petali a inizio accrescimento frutto (da 3 maggio a 1 giugno) Accrescimento frutto (da 2 giugno a 1 luglio) Fine accrescimento e maturazione frutto (da 2 luglio a 3 settembre) Ottimale risveglio vegeto-produttivo evitando sviluppi eccessivi, tali da squilibrare la coltura, favorendo la fioritura. N 1 2 fertirrigazioni (rapporto N:P:K 3,0:4,5:1,0 + Mg) Ottimale allegagione evitando sviluppi che squilibrino la coltura e ritardare l entrata in produzione. Ottimale fotosintesi prevenendo carenze di magnesio e contrastare filloptosi estiva. N 2 3 fertirrigazioni - (rapporto N:P:K 2,5:1,0:1,5 + Mg+Ca) Accrescimento equilibrato dei frutticini e dei germogli. Predisposizione della pianta per una ottimale differenziazione delle gemme, garantendo l accrescimento completo ed equilibrato dei frutti e un adeguata fotosintesi e prevenendo carenze di magnesio al fine di contrastare la filloptosi estiva. N 2 3 fertirrigazioni. - (rapporto N:P:K 3,0:1,0:4,0 + Mg+Ca) Garantire l accrescimento completo ed equilibrato dei frutti, per avere produzioni superiori e di ottima qualità (contenuto in zuccheri, acidità, consistenza e conservabilità). N 1 2 fertirrigazioni. - (rapporto N:P:K 1,0:0,0:3,5) Post raccolta (entro 2 ottobre) Garantire l accumulo delle riserve azotate e di potassio (resistenza al freddo delle gemme e minori antagonismi in primavera con assorbimento del calcio) e pulizia delle ali gocciolanti con acido ortofosforico, ottenendo così anche un accumulo nelle piante delle riserve fosfatiche. N 1 fertirrigazione.- (rapporto N:P:K 1,0:1,2:3,5) 206

24 IPOTESI PIANO DI FERTIRRIGAZIONE PER PESCO EPOCA (n decadi) Da prefioritura a fine scamiciatura VANTAGGI, FINALITÀ, ASPETTI APPLICATIVI Ripresa della attività vegeto-produttiva N 1 fertirrigazione (rapporto N:P:K 2,2:3,0:1,0 + Mg) 1 Prima fase ingrossamento frutti divisione cellulare Predisposizione alla migliore produzione N 1 2 fertirrigazioni (rapporto N:P:K 5,6:3,0:1,0 + Mg+Ca) 2 Fase ingrossamento frutti inizio indurimento nocciolo 2 Fase ingrossamento frutti fine indurimento nocciolo 3 Fase Ingrossamento frutti inizio distensione cellulare (prima e seconda decade di giugno) 3 Fase Ingrossamento frutti fine distensione cellulare (da terza decade di giugno a seconda decade di luglio) Post raccolta Predisposizione alla migliore produzione e consistenza dei frutti N 1 fertirrigazione (rapporto N:P:K 3,0:4,5:1,0 + Mg+Ca) Predisposizione alla migliore produzione, differenziazione gemme senza antagonismi e consistenza dei frutti N 1 fertirrigazione (rapporto N:P:K 4,9:1,0:6,0+Ca) Predisposizione alla migliore produzione e differenziazione gemme senza antagonismi N 2 3 fertirrigazioni (rapporto N:P:K 3,9:1,0:6,0 + Mg) Predisposizione alla migliore produzione favorendo l ottimale ed equilibrato accrescimento del frutto N 3 4 fertirrigazioni (rapporto N:P:K 10,9:1,0:25,0 + Mg) Garantire l accumulo delle riserve azotate e di potassio (resistenza al freddo delle gemme e minori antagonismi in primavera con assorbimento del calcio) e pulizia delle ali gocciolanti con acido ortofosforico, ottenendo così anche un accumulo nelle piante delle riserve fosfatiche N 1 fertirrigazione (rapporto N:P:K 1,8:1,0:6,3) 207

25 Pratiche colturali IPOTESI PIANO DI FERTIRRIGAZIONE PER ACTINIDIA EPOCA (n decadi) VANTAGGI, FINALITÀ, ASPETTI APPLICATIVI Germogliamento (da prima decade di aprile a primi di maggio) Ottimale risveglio vegeto-produttivo evitando sviluppi eccessivi, tali da squilibrare la coltura N 2 3 fertirrigazioni con dosi decrescenti (rapporto N:P:K 1,0:3,0:1,0 + Mg) Da prefioritura a fine fioritura (da inizio maggio a seconda decade di maggio) Favorire la fioritura evitando sviluppi eccessivi, garantendo ottimale fotosintesi e prevenendo carenze di magnesio N 2 3 fertirrigazioni (rapporto N:P:K 1,6:1,0:1,2 +Mg) Da allegagione a inizio allungamento frutti (da terza decade di maggio a metà giugno) Ottenere la migliore allegagione, favorire una ottimale fotosintesi prevenendo carenze di magnesio N 2 3 fertirrigazioni rapporto N:P:K 4,8:1,0:1,6 +Mg+Ca) Allungamento e ingrossamento frutti (da metà giugno a fine luglio) Crescita lenta frutti (agosto) Ripresa accrescimento frutti (settembre) Favorire la moltiplicazione cellulare e l intenso accrescimento del frutto, evitando rotture nel flusso nutrizionale, al fine di migliorare la consistenza del frutto N 5 6 fertirrigazioni (rapporto N:P:K 4,4:1,0:1,6 +Mg+Ca) Garantire l ottimale formazione dei semi e un accrescimento completo ed equilibrato dei frutti, per ottenere produzioni superiori e di ottima qualità (contenuto in zuccheri, acidità, consistenza e conservabilità) e migliorare la consistenza del frutto N 1 2 fertirrigazioni con dosi decrescenti (rapporto N:P:K 1,0:0,0:3,4) Favorire il completamento dell accrescimento frutti e la migliore maturazione per ottenere frutti di ottima qualità (contenuto in zuccheri, acidità, consistenza e conservabilità) e l accumulo di riserve nella pianta N 1 2 fertirrigazioni con dosi decrescenti (rapporto N:P:K 1,0:0,0:3,4) 208

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27 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee LA REALIZZAZIONE DI UN NUOVO IMPIANTO DA FRUTTO Ammesso che sia stata affrontata con la dovuta attenzione la scelta della specie, la varietà (vedi apposito capitolo), la giusta combinazione varietà portainnesto risulteranno fondamentali le seguenti attenzioni: 1. lavorazione del terreno: deve essere poco profonda (20 30 cm) per evitare l affioramento di terreno crudo. Si sconsiglia inoltre di non spostare masse di suolo fertili a scapito di quelle meno fertili. 2. asportazione delle vecchie radici: fondamentale per prevenire l instaurarsi di marciumi radicali 3. concimazione di fondo: sulla base delle analisi chimico fisiche del terreno (obbligatorie per i nuovi impianti) si dovranno apportare i principali macroelementi, quali potassio e fosforo, al fine di garantire, grazie a quest ultimo, un ottimo attecchimento delle piante. E comunque sempre consigliabile un buon apporto ( q/ha) di letame maturo; nel caso di reimpianti vedere quanto riportato nel presente capitolo 4. strutture di sostegno: le attuali forme di allevamento e la tipologia dei portainnesti richiedono sempre l adozione di opportune strutture di sostegno; nel caso si realizzino impianti antigrandine possono assolvere ad entrambe le funzioni 5. messa a dimora delle piante e cure all impianto: quando possibile è preferibile effettuare l impianto in autunno (anticipo dell attività radicale), diversamente in primavera presto. Per evitare rischi di disidratazione si raccomanda di reidratare sempre le piante prima dell impianto e subito dopo la messa a dimora effettuando un buon apporto idrico a turni ristretti di 2 3 giorni (a seconda delle condizioni meteo) 6. profondità dell impianto: va ricordato che la profondità dell impianto influisce sul futuro sviluppo delle piante e in certi terreni un interramento eccessivo favorisce l ingresso di patogeni agenti del marciume del colletto. Per il melo si deve fare molta attenzione a mantenere fuori terra il punto d innesto onde evitare fenomeni d infranchimento. In presenza di suoli pesanti le cv. di melo appartenenti al gruppo Red (Jeromine e Super Chief) vanno impiantate ad una profondità maggiore (fino al punto d innesto) rispetto alle cv. del gruppo Gala e Golden per le quali è necessario tenere fuori terra il punto d innesto 7. se in seguito all impianto di pesche o nettarine si verificassero dei problemi di attecchimento provvedere ad eliminare le branche più vigorose in modo stimolare la ripresa vegetativa delle giovani piante 210

28 8. le piante di actinidia non devono essere interrate eccessivamente avendo cura di tenere la zona del colletto ben al di fuori del livello di campagna onde evitare futuri attacchi da Phytophthora cactorum. 9. in seguito alla messa a dimora sia di pesco sia di melo provvedere a mantenere un adeguata profilassi nei confronti dei maggiori patogeni fungini (bolla, ticchiolatura, cancri rameali ecc) e fitofagi (cocciniglia, rodilegno rosso e giallo, sesia ecc) DISTANZE D IMPIANTO MELO VARIETA PORTAINNESTO SESTO D IMPIANTO (m) N PIANTE/HA Gala M 9 4 x Golden Delicious M 9 4 x Fuji M x Red Delicious (Standard) M9 4 x Red Delicious (Spur) M 26 - M 9 MM x x Braeburn M9 4 x NOTA: Adottando la forma a doppio asse (bibaum) la distanza tra le piante può essere aumentata di un % PESCO E NETTARINE FORMA DI DISTANZA FRA PIANTE ALLEVAMENTO (m) DISTANZA FRA FILE (m) N PIANTE/HA Asse colonnare U Candelabro

29 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee ACTINIDIA (HAYWARD) FORMA DI ALLEVAMENTO DISTANZA FRA PIANTE (m) DISTANZA FRA FILE (m) N piante/ha Pergoletta IL REIMPIANTO IN FRUTTICOLTURA Nel caso di reimpianti, e quindi in presenza di possibili situazioni di stanchezza del terreno, è necessario ristabilire un adeguata biodiversità nel suolo, ovvero favorire lo sviluppo di una popolazione microbica molto ricca e diversa. La stanchezza del terreno, fenomeno che consiste in una difficoltà a rinnovare nel tempo una data coltura sullo stesso appezzamento in monosuccessione, è infatti sintomo di degrado della fertilità. Deriva dalla sommatoria di due componenti: a) la presenza di metaboliti tossici nel suolo derivanti da residui vegetali e dalla loro degradazione microbica; b) la perdita di humus e la relativa riduzione del processo di umificazione. Questo ultimo processo determina una minor disponibilità di nutrienti, favorendo processi di mineralizzazione e riducendo la soppressività naturale del terreno verso i patogeni. I trattamenti chimici con geodisinfettanti peraltro non previsti nelle linee guida nazionali - giocano un ruolo molto marginale quanto a efficacia. Hanno un effetto positivo nell immediato poiché vanno a ridurre la carica microbica nell anno stesso in cui l intervento è realizzato, ma non rappresentano una soluzione duratura nel tempo, in quanto il suolo perde il suo equilibrio microbico e viene reinvaso proprio da quegli organismi patogeni parassiti e saprofiti tossigeni che si intendeva eliminare. Con la differenza che a questo punto i patogeni trovano un ambiente privo di antagonisti, molto favorevole al loro sviluppo. Questi trattamenti possono avere un azione positiva se vengono effettuati a cadenza annuale, ma questo è realizzabile solo in orticoltura, e comunque anche in questo caso non rappresentano una soluzione permanente. In caso di fenomeni di stanchezza del terreno conviene quindi cercare di ristabilire un adeguato grado di biodiversità nel suolo e favorire lo sviluppo di una popolazione microbica molto ricca e diversa. Questo è possibile mediante l apporto di residui organici di origine poligenica compostati ricchi di humus o, in alternativa, di letame maturo di buona qualità. Non bisogna a questo proposito confondere i fertilizzanti con gli ammendanti, in quanto solo questi ultimi sono 212

30 in grado di apportare humus, migliorando quindi la struttura del suolo e favorendo l attività microbica in esso presente. Si consiglia l impiego di ammendanti compostati di origine vegetale o mista (materiale vegetale + letami, liquami, ecc.), ma comunque con rapporto C/N superiore a 15. Un compost con rapporto C/N inferiore può facilmente derivare da materiale vegetale compostato sottoposto a processi di umificazione relativamente brevi (meno di 6 mesi) a cui sia stato aggiunto azoto mediante apporto di fanghi o altre sostanze. In questo caso, il compost funzionerà principalmente come un concime azotato, con effetti limitati in termini di miglioramento della struttura del suolo. Un buon compost ha inoltre un umidità elevata (>30%); i processi di disidratazione necessari per la realizzazione ad esempio di ammendanti pellettati o in farina degradano fortemente la microflora presente, rendendo questi ultimi degli ammendanti poveri dal punto di vista microbico. Nella scelta del compost, occorre sempre accertarsi che questo sia certificato come compost di qualità (Certificazione ad opera del CIC - Consorzio Italiano Compostatori) e richiedere le analisi del prodotto all azienda di compostaggio, in quanto le caratteristiche del prodotto possono variare fortemente a seconda dell azienda e dell epoca di produzione (es. partite invernali - partite estive). Per un efficiente processo di umificazione è inoltre necessaria la presenza di ossigeno, per cui si consiglia la realizzazione di una baulatura. Queste condizioni oltre a sostenere il mantenimento della fertilità del terreno, portano a una più elevata soppressività, ovvero un maggiore contrasto naturale, verso i patogeni tellurici, che si trovano a condividere le condizioni ottimali di crescita con altri microrganismi, numerosi, attivi e capaci di competere. Consigli pratici: Si consiglia di distribuire l ammendante compostato sul filare (larghezza di 1m) in quantità pari a quintali/ha appena prima della messa a dimora delle piante. Al fine di favorire lo sviluppo delle giovani radici si consiglia l apporto di fosforo. Dopo aver messo a dimora le piante, realizzare una baulatura spingendo contro le piante la porzione di suolo su cui è stato distribuito l ammendante. E possibile usare letame, purché abbia subito un processo di maturazione sufficientemente lungo. 213

31 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee CERTIFICAZIONE DEL MATERIALE VEGETALE Le piante da mettere a dimora devono essere acquistate, opportunamente prenotate con un certo anticipo, presso vivaisti autorizzati a svolgere l attività vivaistica e, nello stesso tempo, accreditati come fornitori di materiale di moltiplicazione di specie frutticole (D. lgs. 214/2005 e D.lgs 124/2010). I vivaisti accreditati all atto della vendita devono emettere un Documento di Commercializzazione che accompagna la merce. Questo documento può essere rappresentato dalla fattura o dal documento di trasporto e deve contenere obbligatoriamente le seguenti indicazioni: Ragione sociale del vivaio Numero di piante (portainnesti/astoni), marze, specie e varietà e le diciture: QUALITA CE - ITALIA SERVIZIO FITOSANITARIO DEL PIEMONTE CODICE FORNITORE (costituito dalla sigla della provincia del vivaista seguito da 4 numeri, es.: CN0001)* CATEGORIA C.A.C. CODICE PRODUTTORE (P. IVA DEL VIVAISTA) PASSAPORTO DELLE PIANTE CEE Il codice fornitore è rilasciato SOLO ai vivaisti che sono accreditati dal Servizio Fitosanitario regionale e rappresenta il riconoscimento di un vivaio accreditato come fornitore di materiale di moltiplicazione. I vivai non accreditati non possono vendere materiale vivaistico a persone professionalmente impegnate in agricoltura (frutticoltori o altri vivaisti). Nel documento di commercializzazione la specie deve essere indicata con il nome botanico (latino) e la varietà va sempre riportata. IL FRUTTICOLTORE PUÒ ACQUISTARE IL MATERIALE VIVAISTICO (ASTONI, MARZE E PORTAINNESTI) SOLO DA VIVAISTI ACCREDITATI DAL SERVIZIO FITOSANITARIO REGIONALE. Il Documento di Commercializzazione garantisce il materiale commercializzato dal punto di vista: 1) fitosanitario: devono essere esenti dagli organismi nocivi di quarantena e della qualità (cioè altri organismi o malattie che potrebbero danneggiarne la qualità); 2) genetico: devono corrispondere realmente alla specie e alla varietà dichiarate; 3) fenologico: devono avere vigore e dimensioni soddisfacenti e un adeguato equilibrio tra radici, steli e foglie. Per quanto riguarda i fruttiferi le piante di categoria C.A.C. sono controllate per gli organismi di quarantena (per esempio il virus Sharka delle drupacee) e per alcuni 214

32 altri organismi di qualità di cui è possibile controllare la presenza già nel materiale di partenza e che potrebbero causare danni sulla qualità del prodotto. Solo il materiale prodotto nella filiera della certificazione volontaria fornisce la garanzia di esenzione per un numero maggiore di organismi nocivi con una normativa ulteriore rispetto alle precedenti. COME RICONOSCERE IL MATERIALE PRODOTTO CON LA CERTIFICAZIONE VOLONTARIA? Il materiale commercializzato solo dai vivaisti accreditati oltre al documento di commercializzazione deve essere accompagnato da un cartellino in cui è riportata la dicitura: Virus esente (v.f. = virus free): tale materiale è esente da virus, fitoplasmi, viroidi ed altri agenti infettivi sistemici, dei quali è nota la presenza sulla specie considerata al momento dell entrata in vigore della normativa sulla certificazione; Virus controllato (v.t. = virus tested): tale materiale è esente da virus, fitoplasmi, viroidi ed altri agenti infettivi specifici di particolare importanza economica così come indicato nelle specifiche normative certificazione delle singole specie. I vivaisti accreditati e autorizzati a produrre materiale C.A.C., virus esente e virus controllato garantiscono che il materiale è conforme alla prescrizione di legge. Si ricorda che solo quando la presenza di organismi nocivi si verifica al primo anno (o in alcuni casi al secondo come massimo) se ne può imputare la causa alla filiera vivaistica. In caso di riscontro di materiale non conforme il frutticoltore deve informare tempestivamente il proprio tecnico di riferimento (quello di base o della cooperativa o del magazzino) e/o il Settore Fitosanitario Regionale. In caso in cui gli accertamenti dovessero far risultare che il vivaista non ha prodotto seguendo la normativa verranno adottate le misure necessarie e previste dalla legge naturalmente per rispondere all acquirente dei danni procuratigli: si ricorda ancora che allo scopo di rendere valida questa procedura, l acquirente dovrà sempre conservare tutta la documentazione di accompagnamento delle piante. Per fare in modo però che questo sia possibile è necessario: pretendere sempre dal vivaista il rilascio del Documento di commercializzazione C.A.C. e conservarlo per due anni; se il materiale è delle categorie Virus esente o Virus controllato conservare sempre i cartellini; se si rilevano sintomi in campo (il primo o il secondo anno dall impianto) richiedere l intervento del tecnico. 215

33 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee se le analisi rilevano la presenza di organismi nocivi consegnare tempestivamente al Settore Fitosanitario copia del documento C.A.C. e copia dei cartellini (virus esente o virus controllato). Attenzione: si raccomanda di non effettuare sostituzioni o integrazioni di piante nei frutteti con piante acquistate da vivaisti non accreditati da venditori al dettaglio in quanto quel materiale non è soggetto a nessun controllo e quindi i rischi di portare in frutteto gravi malattie possono essere anche molto elevati. MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE DI DRUPACEE Si informa che il decreto di Lotta obbligatoria per il controllo del virus Plum pox virus (PPV), agente della «Vaiolatura delle drupacee» (Sharka). del 28 luglio 2009 (Gazzetta Ufficiale n. 235 del ), prevede che l autoproduzione di piante di drupacee o la produzione vivaistica in conto lavorazione per i frutticoltori, anche se a gemma dormiente, sia consentita esclusivamente utilizzando materiale di moltiplicazione certificato ai sensi del decreto ministeriale 20 novembre 2006, fatto salvo quanto previsto dall art. 9, comma 4. Quindi è vietato, sia per i frutticoltori sia per i vivaisti su tutto il territorio italiano, anche nelle zone indenni dal virus Sharka, prelevare le gemme da frutteti innestandole sui portainnesti acquistati. MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE DI POMACEE Si ricorda che per il melo, il pero e i portainnesti di pomacee, oltre al documento di commercializzazione, il materiale di moltiplicazione deve essere obbligatoriamente accompagnato dal passaporto delle piante con la sigla ZP (zona protetta), in quanto il Piemonte è tutt ora zona protetta per l organismo nocivo Erwinia amylovora. 216

34 217

35 DIRADAMENTO MANUALE Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee Insieme alle operazioni di potatura il diradamento manuale risulta la pratica agronomica più importante per regolare il carico produttivo dei fruttiferi. Questo vale in particolare per le drupacee dove non vi è la possibilità di intervenire chimicamente e le esperienze con il diradamento meccanico, seppur incoraggianti, sono tutt ora in fase di definizione. Al fine di soddisfare le richieste commerciali della grande distribuzione è necessario disporre di pezzature in linea con le esigenze di mercato e che al tempo stesso assicurino una produzione/ettaro remunerativa. Di seguito sono riportate le indicazioni operative da realizzare in campo al momento del passaggio manuale, sono prese in considerazione le nettarine, pesche e mele. NETTARINE Nel caso delle nettarine è necessario distinguere quelle a maturazione precoce da quelle tardive. Nelle nettarine precoci vi è la necessità di pezzature maggiori rispetto alle tardive e le indicazioni di seguito fornite garantiscono un calibro che si attesta sull A prevalente. Corretto carico produttivo per Nettarine Precoci (Big Top ecc) Sesto d impianto (m) Piante ad ettaro Forma di allevamento N frutti per pianta Produzione per pianta (kg) Produzione ad ettaro (q.li) Produzione giornata piemontese (q.li) 4.5 x Y X Asse colonnare Corretto carico produttivo per Nettarine Tardive (Orion ecc) Sesto d impianto (m) Piante ad ettaro Forma di allevamento N frutti per pianta Produzione per pianta (kg) Produzione ad ettaro (q.li) Produzione giornata piemontese (q.li) 4.5 x Y X Asse colonnare

36 Carico produttivo eccessivo Carico produttivo corretto PESCHE Per le pesche è necessario disporre di una produzione con pezzature grandi con calibri che si aggirano sull A e AA. Corretto carico produttivo per Pesche (Vista Rich, Rome Star ecc) Sesto d impianto (m) Piante ad ettaro Forma di allevamento N frutti per pianta Produzione per pianta (kg) Produzione ad ettaro (q.li) Produzione giornata piemontese (q.li) 4.5 x Y X Asse colonnare Carico produttivo eccessivo Carico produttivo corretto 219

37 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee MELE Su melo questa operazione è fondamentale sulle piante in allevamento ed in particolare sulla varietà come Fuji soggetta ad alternanza produttiva. Oltre a regolare il carico dei frutti e migliorarne la qualità il passaggio manuale risulta indispensabile per garantire l induzione a fiore per l anno successivo (ritorno a fiore). A seguito del dirado chimico, in caso di rifinitura manuale, si dovrà operare lasciando una mela per mazzetto e un numero di mele/ramo proporzionale alle dimensioni e al vigore del ramo stesso. Esempio: un ramo di 1 cm di diametro dovrà portare 4/5 mele. Durante questa operazione sarà necessario intensificare la riduzione del carico nella parte bassa della pianta ed eliminare i frutti posti nelle parti più in ombra in quanto risulteranno essere quelli con qualità e colorazione peggiore. Di seguito si riporta una tabella con le indicazioni da seguire per allevare correttamente un impianto di melo a seconda delle diverse varietà e anno di età dell impianto. Corretto carico produttivo distinto per gruppo varietale e anno di età dell impianto Gruppo varietale n piante/ha PIANTE al 2 o ANNO N frutti/pianta PIANTE al 3 o ANNO n frutti/pianta PIENA PRODUZIONE n frutti/pianta GALA GOLDEN D FUJI RED D. standard RED D. spur Per avere una produzione che si attesti su dei calibri che vanno dal 75 e oltre si dovranno seguire le seguenti indicazioni, in linea generale queste indicazione sono valide per i diversi gruppi varietali. 220

38 Corretto carico produttivo per melo Sesto d impianto (m) Piante ad ettaro Forma di allevamento N frutti per pianta Produzione per pianta (kg) Produzione ad ettaro (q.li) Produzione giornata piemontese (q.li) 4 x Asse colonnare Consigli operativi: Iniziare per tempo l operazione; i passaggi tardivi (da luglio in avanti) sortiscono minor efficacia anche solo per la finalità della pezzatura; Approfittare di questa operazione per eliminare i frutti piccoli, deformati, danneggiati, rugginosi, ecc.; lasciare preferibilmente frutti singoli (circa ogni cm) e ben distribuiti sulla pianta. Su piante che hanno fiorito poco lasciare più frutti per mazzetto senza mai superare il numero massimo di 2-3; Iniziare a diradare prima le varietà Fuji, Gala e Red Delicious spur e proseguire con la Golden Delicious, Red Delicious standard e Renetta Canada; Regolare la carica dei frutti negli impianti giovani in rapporto al volume produttivo e alla vigoria della pianta per non compromettere la crescita: al primo anno di vita dell impianto eliminare tutti i frutti e nel secondo, per le spur limitarli al minimo; Allo scopo di valutare la correttezza dell operazione in corso si consiglia di fare un conteggio dei frutti rimasti almeno su una pianta rappresentativa assumendo il riferimento delle tabelle 4 e 5. Carico produttivo eccessivo Carico produttivo corretto 221

39 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee MIGLIORAMENTO QUALITATIVO DEI FRUTTI Le qualità organolettiche ed estetiche dei frutti costituiscono i principali fattori di competitività da esprimere sul mercato e rappresentano la base di lavoro per ogni azienda frutticola. Prendendo in considerazione il solo fattore estetico, al fine di ottenere buone pezzature e standard qualitativi elevati, è necessario attenersi alle indicazioni riportate nei capitoli precedenti a riguardo della regolazione del carico produttivo (capitolo diradamento manuale). Inoltre, risulta possibile ovviare a tutta una serie di problemi quali la mancata allegagione, cascole precoci dei frutti, la rugginosità delle mele ecc utilizzando i fitoregolatori proposti nella seguente tabella. Principi attivi disponibili per migliorare la qualità dei frutti COLTURA TIPO DI IMPIEGO S.A. IMPIEGABILE Actinidia Allegante Diradamento fiori Regolatore di crescita NAA + Acido gibberellico NAA + Acido gibberellico Forchlorfenuron Ciliegio Allegante Acido gibberellico Melo Allegante Allegante Allegante Allegante Allegante - anticascola brachizzante Anticascola Anticascola Anticascola Antiruggine Diradante Diradante Diradante Diradante Favorisce l uniformità dei frutti Antiruggine 222 Acido gibberellico NAA NAA + Acido gibberellico NAD + NAA Prohexadione calcium NAA NAA + Acido gibberellico NAD Acido gibberellico 6-benziladenina - NAA NAA NAD Etefon Gibberelline A4 e A7

40 Pero Allegante Allegante Allegante Allegante Allegante - anticascola brachizzante Anticascola Anticascola Diradante Acido gibberellico NAA NAA + Acido gibberellico NAD + NAA Prohexadione calcium NAA NAA + Acido gibberellico 6-benziladenina Pesco (solo per percoche) Anticascola NAA 223

41 Difesa fitosanitaria delle pomacee Impiegabile senza patentino Aut. Ministero della Salute n del 02/10/2006 Distributore per l Italia: Agricola Internazionale Srl P.zza Bartolo Sassoferrato 14 I Pisa - Tel [email protected] Per informazioni: AGREKO Via Peter Anich 8 I Lana BZ Tel [email protected] Calibro grande e forma ideale Incremento della produzione Elevati parametri qualitativi Ottima conservabilità dei frutti Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell uso leggere sempre l etichetta e le informazioni sul prodotto. 224

42 Indicazioni per la protezione delle api Gli interventi chimici non sono consentiti durante la fioritura delle colture salvo espressa autorizzazione da parte del Settore Fitosanitario Regionale sulla base di comprovata necessità e limitatamente all impiego di fungicidi anti-ticchiolatura su pomacee e antimonilia su drupacee. Anche durante il periodo di fioritura dell actinidia (fine maggio inizio giuno) è necessario evitare i trattamenti insetticidi su pescheti limitrofi visto che le api visitano attivamente i gli impianti di pesco per la raccolta di nettari extrafiorali. Nel caso siano veramente necessari degli interventi negli impianti limitrofi gli actinidieti, e non sia possibile anticiparli o posticiparli rispetto alla fioritura del kiwi, è utile attenersi alle seguenti indicazioni al fine di evitare avvelenamenti: Effettuare lo sfalcio negli interfilari degli impianti confinanti per evitare che ci siano api che bottinano sulla flora spontanea; Effettuare i trattamenti alla sera dopo il tramonto: in quel momento le api si ritirano negli alveari; Impiegare negli appezzamenti vicini a quelli in cui sono presenti le api i principi attivi meno tossici, indicati nella tabella riportata di seguito. Nella seguente tabella, messa a nostra disposizione dal dott. F. Sgolastra dell Università di Bologna, è riportata la tossicità per ingestione e per contatto in laboratorio di 31 prodotti commerciali. Questi dati rappresentano tuttavia solo un indicazione di massima. Infatti, non sono ancora disponibili dati certi sulla reale tossicità in campo dei diversi principi attivi, soprattutto a lungo termine. Come detto poc anzi, il Fluvalinate (Mavrik ecc) ha mostrato di essere ben tollerato dalle api. Questi dati sono scaturiti dall attività di ricerca svolta dal gruppo di lavoro dell Area di Entomologia del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali dell Università di Bologna e del CRA Istituto Nazionale di Apicoltura di Bologna nell ambito del progetto coordinato dal CRPV dal titolo Api e agrofarmaci ( ) e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna (L.R. 28/98). Nome commerciale Dati relativi al prodotto Dose di campo Sostanza attiva % s.a. Ingestione ACTARA 25 WG 30 g/hl THIAMETHOXAM 25 Altamente tossico Prove di laboratorio Contatto indiretto Altamente tossico BIOROTEN 300 g/hl ROTENONE 4 Leggermente tossico Non tossico CALYPSO 25 ml/hl THIACLOPRID 40.4 Moderatamente tossico Non tossico 225

43 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee Nome commerciale AGRIMIX FLUFEN 50 DC Dati relativi al prodotto Dose di campo 150 ml/ hl Sostanza attiva % s.a. Ingestione Prove di laboratorio Contatto indiretto FLUFENOXURON 4.7 Non tossico Non tossico CONFIDOR 50 ml/hl IMIDACLOPRID 17.8 Altamente tossico (1) CONTEST DECIS JET ECC DIPEL HPWP ECC DURSBAN 75WG 35 g/hl 120 ml/ hl 1000 g/ ha 70 g/hl ALPHA- CYPERMETHRIN DELTAMETHRIN 1.63 BACILLUS THURINGIENSIS CHLORPYRIFOS- ETHYL 14.5 Altamente tossico Moderatamente tossico Notevolmente tossico (1) Leggermente tossico Non tossico 6.4 Non tossico Non tossico 75 Altamente tossico Altamente tossico EPIK 25 g/hl ACETAMIPRID 20 Leggermente tossico Non tossico ETILFAST 200 ml/ hl CHLORPYRIFOS- ETHYL 22.3 Leggermente tossico (12 a ora) (2) [Altamente tossico (36 a ora)] IMIDAN 250 g/hl PHOSMET 23.5 Altamente tossico KARATE XPRESS 140 ml/ hl LAMBDA- CYHALOTHRIN 2.5 Leggermente tossico (12 a ora) (3) [Notevolmente tossico (24 a ora)] LASER 30 ml/hl SPINOSAD 44.2 Altamente tossico MATACAR FL 20 ml/hl HEXYTHIAZOX 24 Leggermente tossico Altamente tossico Altamente tossico Notevolmente tossico Altamente tossico Leggermente tossico MAVRIK 30 g/hl TAU-FLUVALINATE 21.4 Non tossico Non tossico MIMIC 80 ml/hl TEBUFENOZIDE 23 Leggermente tossico Non tossico PLENUM 40 g/hl PYMETROZINE 50 Leggermente tossico Non tossico POLISENIO 1,5 kg/hl POLISOLFURO DI CA 30 Non tossico Non tossico POLYRAM DF 200 g/hl METIRAM 71.2 Leggermente tossico Non tossico PRODIGY 40 ml/hl METHOXYFENOZIDE 22.5 Non tossico Non tossico 226

44 Nome commerciale RELDAN 22 RUFAST E FLO Dati relativi al prodotto Dose di campo 250 ml/ hl 100 ml/ hl Sostanza attiva % s.a. Ingestione CHLORPYRIFOS- METHYL 22.1 Altamente tossico Prove di laboratorio ACRINATHRIN 7.01 Leggermente tossico STEWARD 16,5 g/hl INDOXACARB 30 Moderatamente tossico Contatto indiretto Altamente tossico Moderatamente tossico Leggermente tossico TEPPEKI 14 g/hl FLONICAMID 50 Leggermente tossico Non tossico TREBON STAR VERTIMEC 1.9 EC AFFIRM 100 ml/ hl ETOFENPROX 15 Altamente tossico 75 ml/hl ABAMECTINA 1.84 Altamente tossico 300 g/hl EMAMECTINA BENZOATO 0.95 Altamente tossico Moderatamente tossico Moderatamente tossico Moderatamente tossico CORAGEN 18 ml/hl CLORANTRANILIPROLE 18.4 Non tossico Non tossico JUVINAL 10 EC 40 ml/hl PYRIPROXIFEN Non tossico Non tossico Legenda note: (1) Nonostante l alta tossicità rilevata in laboratorio, il prodotto in campo, se utilizzato seguendo le norme tecniche di impiego indicate in etichetta (in particolare l intervento chimico da effettuarsi a non meno di 10 giorni dall inizio dell antesi e in assenza di altre fioriture nelle vicinanze), non risulta pericoloso per le api. Ciò nonostante spesso gli apicoltori si lamentano di mortalità e spopolamenti degli alveari in seguito all uso di questo prodotto a causa, probabilmente, di utilizzi non corretti. (2) Il prodotto, essendo un micro-incapsulato, espleta la propria azione più lentamente rispetto ad una normale formulazione. Sarebbe opportuno considerare la mortalità alla 36a ora. (3) Il prodotto, che probabilmente sviluppa un certo effetto repellente, è stato consumato completamente solo dopo i tempi previsti dalla prova, per cui la mortalità dovrebbe essere considerata alla 24 a ora. 227

45 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee RESIDUI MASSIMI AMMESSI DEI PRODOTTI FITOSANITARI Qui di seguito si riportano i residui massimi ammessi (MRL) per le principali specie frutticole all interno dei paesi facenti parte dell Unione Europea. Per completezza sono indicati in tabella tutti i p.a. ammessi sulla coltura, anche quando questi non sono ammessi nel disciplinare di produzione integrata. (Fonte Homologa) MELO SOSTANZA ATTIVA EUH 1-MCP 0.01 NAD 0.1 ABAMECTIN 0.01 ACETAMIPRID 0.1 ACIBENZOLAR-S-M 0.02 AZADIRACHTIN 1 BACILLUS-SUBTILIS NO MRL REQUIRED BIFENTHRIN 0.3 BITERTANOL 2 BOSCALID 2 BUPIRIMATE 0.2 CAPTAN 3 CARFENTRAZONE-E 0.01 CHLORANTRANILIPROLE (RYNAXYPYR) 0.5 CHLOROTHALONIL-(TPN) 1 CHLORPYRIFOS-E 0.5 CHLORPYRIPHOS-M 0.5 CLOFENTEZINE 0.5 NO MRL CONIOTHYRIUM-MINITANS REQUIRED CYCLOXYDIM 0.1 CYFLUTHRIN 0.2 CYPERMETHRIN 1 CYPROCONAZOLE 0.1 SOSTANZA ATTIVA EUH CYPRODINIL 1 DELTAMETHRIN 0.2 DICAMBA (MDBA) 0.1 DIFENOCONAZOLE 0.5 DIFLUBENZURON 5 DIPHENYLAMINE 5 DIQUAT 0.05 DITHIANON 3 DODINE 5 EMAMECTIN-BENZOATE 0.02 ETHEPHON 0.6 ETOFENPROX 1 ETOXAZOLE 0.02 FENAZAQUIN 0.1 FENBUCONAZOLE 0.4 FENBUTATIN-OXIDE 2 FENOXYCARB 1 FENPYROXIMATE 0.2 NO MRL FERRIC-PHOSPHATE REQUIRED FLONICAMID 0.2 FLUAZIFOP-P-B 0.2 FLUAZINAM 0.05 FLUFENOXURON

46 SOSTANZA ATTIVA EUH FLUQUINCONAZOLE 0.1 FLUROXYPYR 0.05 FLUTRIAFOL 0.2 FOSETYL-AL 75 GIBBERELLIC-ACID 5 GLUFOSINATE-AMMONIUM 0.1 GLYPHOSATE 0.1 HEXYTHIAZOX 1 IMAZALIL 2 IMIDACLOPRID 0.5 INDOXACARB 0.5 IPRODIONE 5 KRESOXIM-M 0.2 LAMBDACYHALOTHRIN 0.1 LUFENURON 0.5 MANCOZEB 5 MANEB 5 MCPA 0.05 METALAXYL 1 METALAXYL-M 1 METHIOCARB 0.1 METHOXYFENOZIDE 2 METIRAM 5 MILBEMECTIN 0.05 MYCLOBUTANIL 0.5 NAA 1 OXADIAZON 0.05 OXYFLUORFEN 0.1 PENCONAZOLE 0.2 PENDIMETHALIN 0.05 PHOSMET 0.2 PIRIMICARB 2 SOSTANZA ATTIVA EUH PROHEXADIONE 0.05 PROPAMOCARB-HCL 10 PROPARGITE 3 PROPINEB 0.3 PROPYZAMIDE 0.02 PYMETROZINE 0.02 PYRACLOSTROBIN 0.3 PYRETHRINS 1 PYRIDABEN 0.5 PYRIMETHANIL 5 PYRIPROXIFEN 0.2 QUINOXYFEN 0.05 ROTENONE 0.01 SPINOSAD 1 SPIRODICLOFEN 0.8 NO MRL SULPHUR REQUIRED TEBUCONAZOLE 1 TEBUFENOZIDE 1 TEBUFENPYRAD 0.2 TEFLUBENZURON 1 TETRACONAZOLE 0.3 THIABENDAZOLE 5 THIACLOPRID 0.3 THIAMETHOXAM 0.2 THIOPHANATE-M 0.5 THIRAM 5 TRIADIMENOL 0.2 TRIFLOXYSTROBIN 0.5 UREA (CARBAMIDE) 0.01 ZIRAM

47 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee PERO SOSTANZA ATTIVA EUH 1-MCP 0.01 NAD 0.1 ABAMECTIN 0.01 ACETAMIPRID 0.1 ACIBENZOLAR-S-M 0.02 AZADIRACHTIN 1 BACILLUS-SUBTILIS NO MRL REQUIRED BIFENTHRIN 0.3 BITERTANOL 2 BOSCALID 2 CAPTAN 3 CARFENTRAZONE-E 0.01 CHLORANTRANILIPROLE (RYNAXYPYR) 0.5 CHLOROTHALONIL 1 CHLORPYRIFOS/ CHLORPYRIFOS-E 0.5 CHLORPYRIPHOS-M 0.5 CLOFENTEZINE 0.5 CONIOTHYRIUM-MINITANS NO MRL REQUIRED CYCLOXYDIM 0.1 CYFLUTHRIN 0.2 CYPERMETHRIN 1 CYPROCONAZOLE 0.1 CYPRODINIL 1 DELTAMETHRIN 0.1 DIFENOCONAZOLE 0.5 DIFLUBENZURON 5 DIPHENYLAMINE 10 DIQUAT (DIQUAT-DIBROMIDE) 0.05 DITHIANON 3 SOSTANZA ATTIVA EUH DODINE 5 EMAMECTIN-BENZOATE 0.02 ETHOXYQUIN 3 ETOFENPROX 1 ETOXAZOLE 0.02 FENAZAQUIN 0.1 FENBUCONAZOLE 0.2 FENBUTATIN-OXIDE 2 FENPYROXIMATE 0.2 FERRIC-PHOSPHATE NO MRL REQUIRED FLONICAMID 0.2 FLUAZIFOP-P-B 0.2 FLUDIOXONIL 5 FLUFENOXURON 0.5 FLUQUINCONAZOLE 0.2 FLUROXYPYR 0.05 FLUTRIAFOL 0.05 FOSETYL-AL 75 GIBBERELLIC-ACID 5 GLUFOSINATE-AMMONIUM 0.1 GLYPHOSATE 0.1 HEXYTHIAZOX 1 IMAZALIL 2 IMIDACLOPRID 0.5 INDOXACARB 0.3 IPRODIONE 5 KRESOXIM-M 0.2 LAMBDACYHALOTHRIN 0.1 LUFENURON 0.5 MANCOZEB 5 230

48 SOSTANZA ATTIVA EUH MANEB 5 MCPA 0.05 METHIOCARB 0.1 METHOXYFENOZIDE 2 METIRAM 5 MYCLOBUTANIL 0.5 NAA 1 OXADIAZON 0.05 OXYFLUORFEN 0.1 PENCONAZOLE 0.2 PENDIMETHALIN 0.05 PHOSMET 0.2 PIRIMICARB 2 PROHEXADIONE 0.05 PROPAMOCARB-HCL 10 PROPINEB 0.3 PROPYZAMIDE 0.02 PYMETROZINE 0.02 PYRACLOSTROBIN 0.3 PYRETHRINS 1 PYRIDABEN 0.5 PYRIMETHANIL 5 PYRIPROXIFEN 0.2 ROTENONE 0.01 SPINOSAD 1 SPIRODICLOFEN 0.8 SULPHUR NO MRL REQUIRED TEBUCONAZOLE 1 TEBUFENOZIDE 1 TEBUFENPYRAD 0.2 TEFLUBENZURON 1 SOSTANZA ATTIVA EUH TETRACONAZOLE 0.3 THIABENDAZOLE 5 THIACLOPRID 0.3 THIAMETHOXAM 0.2 THIOPHANATE-M 0.5 THIRAM 5 TRIFLOXYSTROBIN 0.5 UREA (CARBAMIDE) 0.01 ZIRAM 1 231

49 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee PESCO SOSTANZA ATTIVA EUH NAD 0.05 ABAMECTIN ACETAMIPRID 0.1 ACRINATHRIN 0.2 AZADIRACHTIN 1 BACILLUS-SUBTILIS NO MRL REQUIRED BIFENTHRIN 0.2 BITERTANOL 1 BOSCALID 3 BUPIRIMATE 0.2 CAPTAN 0.02 CARFENTRAZONE-E 0.01 CHLORANTRANILIPROLE (RYNAXYPYR) CHLOROTHALONIL-(TPN) 1 CHLORPYRIFOS-E 0.2 CHLORPYRIPHOS-M 0.5 CONIOTHYRIUM-MINITANS 1 NO MRL REQUIRED CYCLOXYDIM 0.2 CYFLUTHRIN 0.3 CYPERMETHRIN 2 CYPROCONAZOLE 0.1 CYPRODINIL 2 DELTAMETHRIN 0.1 DIFENOCONAZOLE 0.5 DIQUAT 0.05 DITHIANON 0.5 DODINE 5 EMAMECTIN-BENZOATE 0.02 ETOFENPROX 0.5 SOSTANZA ATTIVA EUH ETOXAZOLE 0.1 FENAZAQUIN 0.5 FENBUCONAZOLE 0.5 FENHEXAMID 5 FENOXYCARB 1 FENPYROXIMATE 0.3 NO MRL FERRIC-PHOSPHATE REQUIRED FLONICAMID 0.3 FLUAZIFOP-P-B 0.2 FLUDIOXONIL 7 FLUQUINCONAZOLE 0.1 FOSETYL-AL 2 GLUFOSINATE- AMMONIUM 0.1 GLYPHOSATE 0.1 HEXYTHIAZOX 1 IMIDACLOPRID 0.5 INDOXACARB IPRODIONE 3 LAMBDACYHALOTHRIN 0.2 LUFENURON 1 METHIOCARB 0.2 METHOXYFENOZIDE 0.3 MYCLOBUTANIL 0.5 NAA 0.1 OXADIAZON 0.05 OXYFLUORFEN 0.1 PENCONAZOLE 0.1 PENDIMETHALIN 0.05 PHOSMET 0.05 PIRIMICARB 2 232

50 SOSTANZA ATTIVA EUH PROPARGITE 4 PROPICONAZOLE 0.2 PYMETROZINE 0.05 PYRACLOSTROBIN 0.2 PYRETHRINS 1 PYRIDABEN 0.5 PYRIPROXIFEN 0.5 QUINOXYFEN 0.05 ROTENONE 0.01 SPINOSAD 1 SPIRODICLOFEN 0.2 SULPHUR NO MRL REQUIRED TEBUCONAZOLE 1 TEBUFENPYRAD 0.3 TEFLUBENZURON 1 TETRACONAZOLE 0.1 THIACLOPRID 0.3 THIAMETHOXAM 0.3 THIOPHANATE-M 2 SUSINO THIRAM 3 ZIRAM 0.1 SOSTANZA ATTIVA EUH 1-MCP 0.01 NAD 0.05 ACETAMIPRID 0.02 ACRINATHRIN 0.2 AZADIRACHTIN 1 BACILLUS-SUBTILIS NO MRL REQUIRED BIFENTHRIN 0.2 SOSTANZA ATTIVA EUH BITERTANOL 2 BOSCALID 3 CARFENTRAZONE-E 0.01 CHLORANTRANILIPROLE (RYNAXYPYR) 1 CHLOROTHALONIL 0.01 CLOFENTEZINE 0.2 CONIOTHYRIUM- MINITANS NO MRL REQUIRED CYFLUTHRIN 0.2 CYPROCONAZOLE 0.05 CYPRODINIL 2 ETOFENPROX 1 ETOXAZOLE 0.02 FENBUCONAZOLE 0.5 FENHEXAMID 1 FENPYROXIMATE 0.3 FERRIC-PHOSPHATE NO MRL REQUIRED FLONICAMID 0.2 FLUAZIFOP-P-B 0.5 DELTAMETHRIN 0.1 DIQUAT (DIQUAT- DIBROMIDE) 0.05 DODINE 5 FLUDIOXONIL 0.5 GLUFOSINATE- AMMONIUM 0.5 GLYPHOSATE 0.1 IMIDACLOPRID 0.3 IPRODIONE 3 LAMBDACYHALOTHRIN 0.2 METHIOCARB 0.2 MYCLOBUTANIL 0.5 NAA

51 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee SOSTANZA ATTIVA EUH OXADIAZON 0.05 OXYFLUORFEN 0.05 PHOSMET 0.6 PIRIMICARB 1 PROPICONAZOLE 0.05 PYRACLOSTROBIN 0.5 PYRETHRINS 1 PYRIDABEN 0.5 SPINOSAD 1 SULPHUR NO MRL REQUIRED TEBUCONAZOLE 0.5 TEFLUBENZURON 1 THIACLOPRID 0.1 THIAMETHOXAM 0.3 THIOPHANATE-M 0.3 THIRAM 2 ZIRAM 2 ALBICOCCO SOSTANZA ATTIVA EUH NAD 0.05 ACETAMIPRID 0.1 AZADIRACHTIN 1 BACILLUS-SUBTILIS NO MRL REQUIRED BIFENTHRIN 0.2 BITERTANOL 1 BOSCALID 3 BUPIRIMATE 0.2 CAPTAN 3 CHLORANTRANILIPROLE 1 (RYNAXYPYR) NO MRL CONIOTHYRIUM-MINITANS REQUIRED SOSTANZA ATTIVA EUH CYCLOXYDIM 0.2 CYFLUTHRIN 0.3 CYPROCONAZOLE 0.1 CYPRODINIL 2 DELTAMETHRIN 0.1 DIQUAT 0.05 DODINE 5 EMAMECTIN-BENZOATE ETOFENPROX 1 ETOXAZOLE 0.1 FENAZAQUIN 0.3 FENBUCONAZOLE 1 FENHEXAMID 5 FERRIC-PHOSPHATE NO MRL REQUIRED FLUDIOXONIL 5 GLUFOSINATE- AMMONIUM 0.5 GLYPHOSATE 0.1 HEXYTHIAZOX 1 IMIDACLOPRID 0.5 INDOXACARB IPRODIONE 3 LAMBDACYHALOTHRIN 0.2 METHIOCARB 0.2 METHOXYFENOZIDE 0.3 MYCLOBUTANIL 0.3 OXADIAZON 0.05 OXYFLUORFEN 0.1 PENDIMETHALIN 0.05 PHOSMET 0.05 PIRIMICARB 2 PROPICONAZOLE

52 SOSTANZA ATTIVA EUH PYRACLOSTROBIN 0.2 PYRETHRINS 1 PYRIDABEN 0.5 PYRIPROXIFEN 0.05 QUINOXYFEN 0.05 SPINOSAD 1 SPIRODICLOFEN 0.2 2? SULPHUR NO MRL REQUIRED TEBUCONAZOLE 1 TEBUFENPYRAD 0.5 TEFLUBENZURON 1 THIACLOPRID 0.3 THIOPHANATE-M 2 THIRAM 3 TRICLOPYR 0.1 CILIEGIO ZIRAM 0.1 SOSTANZA ATTIVA EUH NAD 0.05 ACETAMIPRID 0.5 AZADIRACHTIN 1 BACILLUS-SUBTILIS NO MRL REQUIRED BIFENTHRIN 0.2 BITERTANOL 1 BOSCALID 3 CYPERMETHRIN 2 CYPRODINIL 1 SOSTANZA ATTIVA EUH DELTAMETHRIN 0.2 DIMETHOATE 0.2 DIQUAT 0.05 DODINE 5 ETOFENPROX 1 FENBUCONAZOLE 1 FENHEXAMID 5 FERRIC-PHOSPHATE NO MRL REQUIRED FLUAZIFOP-P-B 0.5 FLUDIOXONIL 5 CAPTAN 5 CONIOTHYRIUM- MINITANS NO MRL REQUIRED CYFLUTHRIN 0.2 GIBBERELLIC-ACID 5 GLUFOSINATE- AMMONIUM 0.5 GLYPHOSATE 0.1 IMIDACLOPRID 0.5 INDOXACARB IPRODIONE 3 LAMBDACYHALOTHRIN 0.3 METHIOCARB 0.2 OXYFLUORFEN 0.1 PHOSMET 1 PIRIMICARB 5 PROPICONAZOLE 0.05 PYRACLOSTROBIN 2 PYRETHRINS 1 SPINOSAD 1 NO MRL SULPHUR REQUIRED TEBUCONAZOLE 5 THIACLOPRID 0.3 THIAMETHOXAM 0.5 THIRAM 3 UREA (CARBAMIDE) 0.01 ZIRAM 5 235

53 Difesa Pratiche fitosanitaria colturali delle pomacee ACTINIDIA SOSTANZA ATTIVA EUH 1-MCP 0.01 AZADIRACHTIN 0.5 BOSCALID 5 CARFENTRAZONE-E 0.01 CONIOTHYRIUM-MINITANS NO MRL REQUIRED DIQUAT 0.05 ETOFENPROX 1 FENHEXAMID 10 FERRIC-PHOSPHATE NO MRL REQUIRED FLUDIOXONIL 20 FORCHLORFENURON 0.05 FOSETYL-AL 2 GIBBERELLIC-ACID 5 GLUFOSINATE-AMMONIUM 0.5 GLYPHOSATE 0.1 HEXYTHIAZOX 1 IPRODIONE 5 LAMBDACYHALOTHRIN 0.02 METALAXYL-M 0.05 NAA 0.05 OXADIAZON 0.05 PYRETHRINS 1 SULPHUR NO MRL REQUIRED TRICLOPYR

54 S I G N U M Prodotto fi tosanitario autorizzato dal Ministero della Salute. Seguire attentamente le istruzioni riportate in etichetta. più di 5 patogeni controllati e 1 solo risultato: la bellezza della perfezione U d Sono tante le malattie fungine che insidiano la qualità del raccolto. Per proteggerlo oggi c è SIGNUM, il fungicida antibotritico in grado di offrire una contemporanea ed efficace copertura su oltre 5 patogeni diversi. E i risultati si vedono: raccolti di qualità più elevata, maggiori opportunità di mercato. Trattare le colture orticole con SIGNUM significa investire in un prodotto di ultima generazione. Nuovo perché più efficace, più selettivo, di più ampio spettro. SIGNUM: più protezione, più qualità. 237 SIGNUM più protezione, più qualità

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