VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
|
|
|
- Annalisa Ferrero
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 INSALATE Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non è consentito l uso di materiale proveniente da organismi geneticamente modificati (OGM). E obbligatorio impiegare materiale di categoria Qualità CE. AVVICENDAMENTO COLTURALE Non è ammesso il ristoppio. E ammesso un intervallo di 2 anni o di 3 cicli di altre colture con almeno un cereale autunno vernino e con l esclusione di specie appartenenti alla famiglia delle composite. GESTIONE DEL SUOLO Negli appezzamenti con pendenza media superiore al 30% (per pendenza media si intende il rapporto percentuale tra variazione di altitudine e distanza tra i due vertici dell appezzamento considerato) sono vietate le lavorazioni ad eccezione di minima lavorazione, semina su sodo e scarificatura; negli appezzamenti con pendenza media compresa tra il 30% e il 10%, sulle colture erbacee, oltre alle tecniche sopra descritte sono consentite lavorazioni ad una profondità massima di cm 30, ad eccezione delle rippature, per le quali non si applica questa limitazione; è obbligatoria, inoltre, ai fini della regimazione idrica, la realizzazione di solchi acquai temporanei, trasversalmente alle linee di pendenza, distanti al massimo 60 metri; in alternativa, laddove, a causa dell eccessiva pendenza, vi siano rischi per la stabilità del mezzo meccanico o laddove, a causa della frammentazione fondiaria, non sia possibile convogliare l acqua raccolta dai solchi acquai temporanei in canali naturali, né realizzare una rete artificiale, è necessario creare delle fasce inerbite di larghezza non inferiore a 5 metri; negli appezzamenti con pendenza media inferiore al 10%, dove i fenomeni erosivi sono estremamente limitati, è consentito effettuare arature a profondità superiore a cm 30. FERTILIZZAZIONE Gli apporti di fertilizzanti, oltre che mediante bilancio (vedi Norme Generali Capitolo A.7 Fertilizzazione Metodo del Bilancio), possono essere definiti mediante un bilancio semplificato (Metodo Dose Standard) che prevede, in presenza di una situazione produttiva normale, quantitativi standard di azoto, di fosforo e di potassio, i quali possono subire degli incrementi o dei decrementi in funzione di diverse condizioni. Tali valori sono riportati nelle apposite tabelle-schede da n 3 a n 10. Qualora si utilizzi il Metodo Dose Standard e la fertilizzazione è effettuata limitandosi alla restituzione della dose standard, è sufficiente la registrazione degli apporti sulla scheda Concimazioni del Registro delle Operazioni. In caso contrario, devono essere indicati i motivi e le quantità in incremento o decremento rispetto alla dose standard. Tenendo presente quanto indicato nelle Norme Generali, l analisi del terreno, elemento fondamentale per valutare la quantità di fertilizzanti da distribuire con la concimazione, è Insalate - Regione Molise Disciplinare Produzione Integrata_2010 1
2 obbligatoria e va effettuata all inizio del periodo di adesione al presente disciplinare. Sono ritenute valide anche le analisi effettuate nei cinque anni precedenti l inizio dell impegno. Dopo 5 anni dalla data delle analisi occorre ripetere solo quelle determinazioni analitiche che si modificano in modo apprezzabile nel tempo. Nella Tabella 1 sono riportati i coefficienti di assorbimento per azoto, fosforo e potassio da considerare per la redazione del bilancio secondo il Metodo del Bilancio. Tab. 1 Insalate Coefficienti di assorbimento (kg/100 kg di prodotto) N P 2 O 5 K 2 O lattuga 0,28 0,12 0,54 indivia scarola cicora 0,46 0,32 0,68 radicchio 0,64 0,30 0,94 E obbligatoria la trinciatura e l interramento dei residui colturali; in presenza di particolari problemi fitosanitari l autorità regionale competente può consentire la bruciatura dei residui colturali. Tab. 2 - Produzioni ordinarie (t/ha) lattuga indivia scarola cicoria radicchio Le dosi di azoto vanno obbligatoriamente frazionate quando il quantitativo da distribuire per singolo intervento supera i 60 kg/ha; questo vincolo non si applica ai concimi a lenta cessione. Insalate - Regione Molise Disciplinare Produzione Integrata_2010 2
3 Tab. 3 - SCHEDA DOSE STANDARD CONCIMAZIONE AZOTATA LATTUGA Quantitativo di Azoto da sottrarre alla dose standard in funzione delle diverse condizioni inferiori a 26 t/ha 20 kg in caso di apporto di ammendanti 15 kg in caso di elevata dotazione di S.O. 15 kg in caso di successione a leguminosa 20 kg: dal 3 ciclo in poi, in caso di. Apporto di AZOTO standard in situazione normale per una produzione di t/ha Dose Standard 110 kg/ha Quantitativo di Azoto che potrà essere aggiunto alla dose standard in funzione delle diverse condizioni. Il quantitativo massimo che l agricoltore potrà aggiungere anche al verificarsi di tutte le situazioni è di 30 kg/ha superiori a 38 t/ha 20 kg in caso di scarsa dotazione di S.O. 15 kg in caso di forte dilavamento invernale (pioggia > 150mm nel periodo Ottobre - Gennaio) 30 kg in caso di immediata successione a cereali autunno-vernini la cui paglia sia stata interrata 20 kg in caso di forti escursioni termiche e precipitazioni anomale durante la coltivazione (dati bollettino) Insalate - Regione Molise Disciplinare Produzione Integrata_2010 3
4 Tab. 4 - SCHEDA DOSE STANDARD CONCIMAZIONE FOSFORO E POTASSIO LATTUGA Quantitativo di P 2O 5 da sottrarre alla dose standard. 15 kg con produzioni inferiori a 26 t/ha 10 kg con apporto di ammendanti. Apporto di P 2O 5 in situazione t/ha - Dose standard 70 kg /ha in situazione di normale 5 elevata 9 scarsa terreno Quantitativo di P 2O 5 che potrà essere aggiunto alla dose standard. in funzione delle diverse condizioni: al massimo 20 kg/ha 15 kg con produzioni superiori a 38 t/ha 10 kg con basso tenore sostanza organica terreno 20 kg per semine e/o trapianti effettuati prima del 5 maggio Quantitativo di K 2O da sottrarre alla dose standard i n funzione delle diverse condizioni. a 26 t/ha 30 kg con apporto di ammendanti Apporto di K 2O in situazione t/ha - Dose standard 130 kg /ha in situazione di normale 8 elevata 20 scarsa terreno Quantitativo di K 2O che potrà essere aggiunto alla dose standard. 30 kg con produzioni superiori a 38 t/ha Insalate - Regione Molise Disciplinare Produzione Integrata_2010 4
5 Tab. 5 - SCHEDA DOSE STANDARD CONCIMAZIONE AZOTATA INDIVIA E SCAROLA Quantitativo di Azoto da sottrarre alla Apporto di AZOTO standard dose standard in funzione delle diverse in situazione normale per una condizioni produzione di t/ha inferiori a 28 t/ha 20 kg in caso di apporto di ammendanti 15 kg in caso di elevata dotazione di S.O. 15 kg in caso di successione a leguminosa 20 kg: dal 3 ciclo in poi, in caso di Dose Standard 130 kg/ha Quantitativo di Azoto che potrà essere aggiunto alla dose standard in funzione delle diverse condizioni. Il quantitativo massimo che l agricoltore potrà aggiungere anche al verificarsi di tutte le situazioni è di 40 kg/ha superiori a 42 t/ha 20 kg in caso di scarsa dotazione di S.O. 15 kg in caso di forte dilavamento invernale (pioggia > 150mm nel periodo Ottobre/Gennaio) 30 kg in caso di immediata successione a cereali autunno-vernini la cui paglia sia stata interrata 20 kg in caso di forti escursioni termiche e precipitazioni anomale durante la coltivazione (dati bollettino) Insalate - Regione Molise Disciplinare Produzione Integrata_2010 5
6 Tab. 6 - SCHEDA DOSE STANDARD CONCIMAZIONE FOSFORO E POTASSIO INDIVIA E SCAROLA Quantitativo di P 2O 5 da sottrarre alla dose standard. a 28 t/ha 10 kg con apporto di ammendanti Apporto di P 2O 5 in situazione t/ha - Dose standard 140 kg /ha in situazione di normale 8 elevata 20 scarsa terreno Quantitativo di P 2O 5 che potrà essere aggiunto alla dose standard. in funzione delle diverse condizioni: al massimo 30 kg/ha 30 kg con produzioni superiori a 42 t/ha 10 kg con basso tenore sostanza organica terreno Quantitativo di K 2O da sottrarre alla dose standard i n funzione delle diverse condizioni. a 28 t/ha 30 kg con apporto di ammendanti Apporto di K 2O in situazione t/ha - Dose standard 140 kg /ha in situazione di normale 7 elevata 20 scarsa terreno Quantitativo di K 2O che potrà essere aggiunto alla dose standard. 30 kg con produzioni superiori a 42 t/ha Insalate - Regione Molise Disciplinare Produzione Integrata_2010 6
7 Tab. 7 - SCHEDA DOSE STANDARD CONCIMAZIONE AZOTATA CICORIA Quantitativo di Azoto da sottrarre alla dose standard in funzione delle diverse condizioni inferiori a 23 t/ha 20 kg in caso di apporto di ammendanti 15 kg in caso di elevata dotazione di S.O. 15 kg in caso di successione a leguminosa 20 kg: dal 3 ciclo in poi, in caso di Apporto di AZOTO standard in situazione normale per una produzione di t/ha Dose Standard 140 kg/ha Quantitativo di Azoto che potrà essere aggiunto alla dose standard in funzione delle diverse condizioni. Il quantitativo massimo che l agricoltore potrà aggiungere anche al verificarsi di tutte le situazioni è di 40 kg/ha superiori a 33 t/ha 20 kg in caso di scarsa dotazione di S.O. 15 kg in caso di forte dilavamento invernale (pioggia > 150mm nel periodo Ottobre/Gennaio) 30 kg in caso di immediata successione a cereali autunno-vernini la cui paglia sia stata interrata 20 kg in caso di forti escursioni termiche e precipitazioni anomale durante la coltivazione (dati bollettino) Tab. 8 - SCHEDA DOSE STANDARD CONCIMAZIONE FOSFORO E POTASSIO CICORIA Quantitativo di P 2O 5 da sottrarre alla dose standard. a 23 t/ha 10 kg con apporto di ammendanti Apporto di P 2O 5 in situazione t/ha - Dose standard 140 kg /ha in situazione di normale ; 8 elevata ; 20 scarsa ; terreno. Quantitativo di P 2O 5 che potrà essere aggiunto alla dose standard. in funzione delle diverse condizioni: al massimo 30 kg/ha 30 kg con produzioni superiori a 33 t/ha 10 kg con basso tenore sostanza organica terreno Quantitativo di K 2O da sottrarre alla dose standard i n funzione delle diverse condizioni. a 23 t/ha Apporto di K 2O in situazione t/ha - Dose standard 140 kg /ha in situazione di normale ; Quantitativo di K 2O che potrà essere aggiunto alla dose standard. 20 kg con produzioni superiori a 33 t/ha 30 kg con apporto di ammendanti 7 elevata ; 20 scarsa ; terreno. Insalate - Regione Molise Disciplinare Produzione Integrata_2010 7
8 Tab. 9 - SCHEDA DOSE STANDARD CONCIMAZIONE AZOTATA RADICCHIO Quantitativo di Azoto da sottrarre alla dose standard in funzione delle diverse condizioni inferiori a 16 t/ha 20 kg in caso di apporto di ammendanti 15 kg in caso di elevata dotazione di S.O. 15 kg in caso di successione a leguminosa 20 kg: dal 3 ciclo in poi, in caso di Apporto di AZOTO standard in situazione normale per una produzione di t/ha Dose Standard 130 kg/ha Quantitativo di Azoto che potrà essere aggiunto alla dose standard in funzione delle diverse condizioni. Il quantitativo massimo che l agricoltore potrà aggiungere anche al verificarsi di tutte le situazioni è di 30 kg/ha superiori a 24 t/ha 20 kg in caso di scarsa dotazione di S.O. 15 kg in caso di forte dilavamento invernale (pioggia > 150mm nel periodo Ottobre/Gennaio) 30 kg in caso di immediata successione a cereali autunno-vernini la cui paglia sia stata interrata 20 kg in caso di forti escursioni termiche e precipitazioni anomale durante la coltivazione (dati bollettino) Tab SCHEDA DOSE STANDARD CONCIMAZIONE FOSFORO E POTASSIO RADICCHIO Quantitativo di P 2O 5 da sottrarre alla dose standard. 20 kg con produzioni inferiori a 16 t/ha 10 kg con apporto di ammendanti Apporto di P 2O 5 in situazione t/ha - Dose standard 120 kg /ha in situazione di normale ; 8 elevata ; 16 scarsa ; terreno. Quantitativo di P 2O 5 che potrà essere aggiunto alla dose standard. in funzione delle diverse condizioni: al massimo 20 kg/ha 20 kg con produzioni superiori a 24 t/ha 10 kg con basso tenore sostanza organica terreno Quantitativo di K 2O da sottrarre alla dose standard i n funzione delle diverse condizioni. a 16 t/ha 30 kg con apporto di ammendanti Apporto di K 2O in situazione t/ha - Dose standard 140 kg /ha in situazione di normale ; 7 elevata ; 20 scarsa ; terreno. Quantitativo di K 2O che potrà essere aggiunto alla dose standard. 30 kg con produzioni superiori a 24 t/ha Insalate - Regione Molise Disciplinare Produzione Integrata_2010 8
9 IRRIGAZIONE La pratica dell irrigazione deve essere eseguita adottando sistemi di irrigazione e modalità di gestione degli interventi irrigui efficienti, che ottimizzino l impiego delle risorse idriche delle colture. Gli apporti idrici devono tenere conto dei fabbisogni della coltura nelle diverse fasi fenologiche, delle caratteristiche del terreno e delle condizioni climatiche dell area. L azienda deve registrare sull apposita scheda: - data e volume di irrigazione, per ogni intervento, ad esclusione delle aziende con superficie inferiore all ettaro e di quelle dotate di impianti di microirrigazione. Queste ultime sono tenute a registrare il volume di irrigazione per l intero ciclo colturale e le date di inizio e fine interventi irrigui; - dato della pioggia, ricavabile da pluviometro o da capannina meteorologica, oppure da Servizi Meteo regionali (sono esentati dalla registrazione di questo dato le aziende con superficie inferiore all ettaro e quelle dotate di impianti di microirrigazione). L azienda deve rispettare per ciascun intervento irriguo il volume massimo previsto in funzione del tipo di terreno, desumibile dalla tabella sottostante. Tab. 11 Volume massimo di adacquamento Tipo di terreno mm m³/ha Terreno sciolto Terreno di medio impasto Terreno argilloso L irrigazione va sospesa almeno 10 giorni prima della presunta raccolta. Si consiglia di adottare, quando tecnicamente realizzabile, la pratica della fertirrigazione, al fine di migliorare sia l efficienza dei fertilizzanti che dell acqua distribuita Insalate - Regione Molise Disciplinare Produzione Integrata_2010 9
10 NORME TECNICHE DI DIFESA E CONTROLLO DELLE INFESTANTI -Distribuzione degli agrofarmaci Gli agrofarmaci devono essere applicati adottando tecniche che consentano di ridurre al minimo indispensabile le dosi, nonché la loro dispersione nell ambiente. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso l ottimizzazione della distribuzione. E opportuno mantenere le attrezzature di distribuzione efficienti sottoponendole a una manutenzione periodica. Le attrezzature dovranno essere sottoposte a verifica funzionale almeno ogni due anni da una struttura autorizzata. Di seguito si riportano i volumi massimi e consigliati da adottare nei trattamenti diserbanti ed in quelli fungicidi o insetticidi Tab. 12 Insalate- Volumi di distribuzione massimi e consigliati Trattamento diserbante (l/ha) Trattamento fungicida o insetticida (l/ha) massimo consigliato massimo consigliato 400 Pre 150 Post Si raccomanda il contenimento della deriva utilizzando, ad esempio, appositi ugelli. L attrezzatura deve essere accuratamente pulita dopo ogni intervento fitoiatrico. - Scelta dei mezzi di difesa e di controllo delle infestanti Le strategie di difesa integrata e di controllo delle infestanti sono riportate nelle Norme Tecniche di Difesa. Insalate - Regione Molise Disciplinare Produzione Integrata_
VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
MELONE - COCOMERO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
MAIS. Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura.
MAIS Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non è
BASILICO, PREZZEMOLO E RUCOLA
BASILICO, PREZZEMOLO E RUCOLA Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE
PATATA. Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura.
PATATA Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non
ERBAI MISTI SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE (OGM). AVVICENDAMENTO COLTURALE
ERBAI MISTI Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
PISELLO. Non è consentito l uso di materiale proveniente da organismi geneticamente modificati (OGM).
PISELLO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non
MAIS. Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura.
MAIS Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non è
ASPARAGO SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
ASPARAGO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non
SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
CIPOLLA Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non
BASILICO, PREZZEMOLO E RUCOLA
BASILICO, PREZZEMOLO E RUCOLA Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE
ASPARAGO SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
ASPARAGO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non
CIPOLLA DA SEME SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
CIPOLLA DA SEME Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
POMODORO SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
POMODORO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non
SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
CIPOLLA Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non
POMODORO SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
POMODORO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non
OLIVO. Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura.
OLIVO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA DELL AMBIENTE DI COLTIVAZIONE E VOCAZIONALITÀ
SCELTA DELL AMBIENTE DI COLTIVAZIONE E VOCAZIONALITÀ
ALBICOCCO E SUSINO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA DELL AMBIENTE DI COLTIVAZIONE E
SCELTA DELL AMBIENTE DI COLTIVAZIONE E VOCAZIONALITÀ
CILIEGIO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA DELL AMBIENTE DI COLTIVAZIONE E VOCAZIONALITÀ
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > PREZZEMOLO
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > PREZZEMOLO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture da seme> GIRASOLE DA SEME
Regione EmiliaRomagna Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture da seme> GIRASOLE DA SEME CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2017 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > MAIS DOLCE
Regione EmiliaRomagna Disciplinari di produzione integrata 2017 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > MAIS DOLCE CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > FAGIOLO
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > FAGIOLO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > BIETOLA DA COSTE e DA FOGLIE
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > BIETOLA DA COSTE e DA FOGLIE CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > Rucola pieno campo
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > Rucola pieno campo CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e
CEREALI (autunno-vernini) (frumento duro, frumento tenero, orzo, avena, farro e triticale)
CEREALI (autunno-vernini) (frumento duro, frumento tenero, orzo, avena, farro e triticale) Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DEL COLZA
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DEL COLZA REGIONE UMBRIA COLZA - SCHEDA TECNICO-AGRONOMICA La scheda colturale deve essere integrata con le prescrizioni obbligatorie e i consigli enunciati nell Allegato
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > PATATA
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > PATATA CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture frutticole > NOCE DA FRUTTO
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture frutticole > NOCE DA FRUTTO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI NORMA REGIONALE NOTE Scelta dell'ambiente
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > AVENA
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > AVENA CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee >PISELLO PROTEICO
CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità Mantenimento dell'agroecosistema naturale Scelta varietale e materiale di moltiplicazione Sistemazione e preparazione
Allegato 4 NORME TECNICHE AGRONOMICHE PER LE PRODUZIONI AGRICOLE INTEGRATE DELLA REGIONE TOSCANA
Allegato 4 NORME TECNICHE AGRONOMICHE PER LE PRODUZIONI AGRICOLE INTEGRATE DELLA REGIONE TOSCANA (Regolamento CE 1257/1999 - Piano di Sviluppo Rurale 2000-2006 Misura 6 azione 6.2 Agricoltura integrata
SCELTA DELL AMBIENTE DI COLTIVAZIONE E VOCAZIONALITÀ
CILIEGIO Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA DELL AMBIENTE DI COLTIVAZIONE E VOCAZIONALITÀ
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2014 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > AVENA DA SEME
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2014 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > AVENA DA SEME CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2015 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > POMODORO A PIENO CAMPO
Regione EmiliaRomagna Disciplinari di produzione integrata 2015 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > POMODORO A PIENO CAMPO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione
SCHEDA DI COLTURA PER LA PRODUZIONE INTEGRATA
SCHEDA DI COLTURA PER LA PRODUZIONE INTEGRATA AZIENDA Tel. CODICE FISCALE INDIRIZZO (località, via, n.) COMUNE PROVINCIA RAPPRESENTANTE LEGALE CODICE FISCALE TECNICO DI ASSISTENZA Tel. COLTURA ANNO DI
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > CIPOLLA
Regione EmiliaRomagna Disciplinari di produzione integrata 16 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > CIPOLL CPITOLO DELLE NORME GENERLI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità Mantenimento
ESERCITAZIONE DI AGRONOMIA. Piano di concimazione
ESERCITAZIONE DI AGRONOMIA Piano di concimazione 22 maggio 2012 Introduzione Piano di concimazione N, P 2 O 5 e K 2 O Quanto sarà presentato è stato sviluppato basandosi sulle linee guida previste dal
Olivicoltura: le cure colturali. Muggia 11 maggio 2015
Olivicoltura: le cure colturali Muggia 11 maggio 2015 Olivicoltura: le cure colturali Muggia 11 maggio 2015 Cos è la gestione agromonica? E l insieme di tutte le pratiche effettuate dall uomo per riuscire
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > FARRO
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > FARRO CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
EFFETTI INDOTTI DALLA CONCIMAZIONE ORGANICA CON VENUS (CONCIME ORGANO-MINERALE NK 12-15) SULLO SVILUPPO DEL MAIS
EFFETTI INDOTTI DALLA CONCIMAZIONE ORGANICA CON VENUS (CONCIME ORGANO-MINERALE NK 12-15) SULLO SVILUPPO DEL MAIS OBIETTIVO DELLA PROVA Valutazione dell effetto di diverse dosi del concime organo-minerale
ESERCITAZIONE DI AGRONOMIA. Piano di concimazione. Marcello Chiodini Andrea Giussani
ESERCITAZIONE DI AGRONOMIA Piano di concimazione Marcello Chiodini Andrea Giussani Introduzione Piano di concimazione N, P 2 O 5 e K 2 O Quanto sarà presentato è stato sviluppato basandosi sulle linee
NOTA TECNICA SULLA CONCIMAZIONE DEL FRUMENTO DURO
NOTA TECNICA SULLA CONCIMAZIONE DEL FRUMENTO DURO A cura di Mori Mauro e Romano Raffaele LE CONCIMAZIONI IN COPERTURA: UN INVESTIMENTO CHE DA BUONI FRUTTI La concimazione azotata rappresenta un aspetto
REGIONE LIGURIA REGISTRO DELLE OPERAZIONI COLTURALI E REGISTRO DI MAGAZZINO DATA DI NASCITA COMUNE DI NASCITA PROV.
1. ANAGRAFICA COGNOME NOME o RAGIONE SOCIALE REGIONE LIGURIA E REGISTRO DI MAGAZZINO Mod. A (da compilare per tutti) Pag 1 di DI NASCITA COMUNE DI NASCITA PROV. CODICE FISCALE (CUAA) PARTITA IVA DOMICILIO
Controllo integrato dei parassiti compatibili con la tutela dell'ambiente
Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 Regione Calabria. Pagamenti per impegni agro-climatico-ambientali - Misura 10.1.1 Agricoltura integrata. Prevenzione Intervento Monitoraggio Utilizzo ottimale delle risorse
VALUTAZIONE DI TECNICHE DI COLTIVAZIONE CONSERVATIVE E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI CEREALI.
VALUTAZIONE DI TECNICHE DI COLTIVAZIONE CONSERVATIVE E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI CEREALI. A cura dell ufficio Agronomico Italpollina Spa OBIETTIVO DELLA PROVA L obiettivo della prova
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2014 Norme tecniche di coltura > Colture frutticole > CASTAGNO
Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità Mantenimento dell'agroecosistema naturale Scelta varietale e materiale di moltiplicazione Sistemazione e preparazione del suolo all'impianto Avvicendamento
Gestione della fertilizzazione nel sistema colturale mais-loiessa (WP2)
Seminario IDRISK Gestione della fertilizzazione nel sistema colturale mais-loiessa (WP2) Giovanna Seddaiu, Pasquale Arca, Chiara Cappai, Clara Demurtas, Luca Gennaro, Roberto Lai, Luigi Ledda, Salvatore
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > SORGO
Regione EmiliaRomagna Disciplinari di produzione integrata 1 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > SORGO CPITOLO DELLE NORME GENERLI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità Mantenimento
Prot. n 455 Salerno, lì 23 Maggio 2013
COLLEGIO DEI PERITI AGRARI E DEI PERITI AGRARI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI SALERNO www.collegioperitiagrarisa.it - e-mail:[email protected] - [email protected] Prot. n
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DELL AGLIO
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DELL AGLIO PANTALLA DI TODI, DICEMBRE 2003 3A - PARCO TECNOLOGICO AGROALIMENTARE DELL UMBRIA PREMESSA Il metodo di produzione su cui si basa l agricoltura integrata
Ottimizzare l uso del Digestato in Campo: l approccio integrato utilizzando le analisi del terreno
Mirko Bracchitta PIONEER HI-BRED ITALIA Key Energy - Rimini 7 Novembre 2013 Ottimizzare l uso del Digestato in Campo: l approccio integrato utilizzando le analisi del terreno Digestato: una risorsa rinnovabile
LA COLTURA DELL ASPARAGO 05/02/2015 2
05/02/2015 1 LA COLTURA DELL ASPARAGO 05/02/2015 2 05/02/2015 3 Scelta dell appezzamento per la coltivazione dell asparago: - non troppo lunghi massimo 60 80 metri, - con ottima baulatura, 05/02/2015 4
MATERIALE PER LO SVOLGIMENTO DEL PIANO DI CONCIMAZIONE DELLE COLTURE AGRARIE
MATERIALE PER LO SVOLGIMENTO DEL PIANO DI CONCIMAZIONE DELLE COLTURE AGRARIE Efficienza Concimi minerali: efficienza pari al 100%. Assunzione in realtà non si raggiungere mai. Letame e compostati: Per
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2015 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > ZUCCA
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2015 Norme tecniche di coltura > Colture orticole > ZUCCA CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Metodologia per la stima dei carichi di azoto (N) di origine agricola della Regione Veneto
Metodologia per la stima dei carichi di azoto (N) di origine agricola della Regione Veneto La stima dei carichi azotati di origine agricola derivanti dagli apporti delle concimazioni organiche e minerali
PROVA di FERTIRRIGAZIONE su POMODORO da INDUSTRIA - Anno 2008 Arsia Regione Toscana - Pavoni S.p.a. Caratteristiche della prova
PROVA di FERTIRRIGAZIONE su POMODORO da INDUSTRIA - Anno 2008 Arsia Regione Toscana - Pavoni S.p.a. Caratteristiche della prova La prova ha previsto il confronto, a parità di unità fertilizzanti, tra alcune
IL SERVIZIO AGROMETEOROLOGICO DELL ASSAM A SUPPORTO DELLE SCELTE AZIENDALI
IL SERVIZIO AGROMETEOROLOGICO DELL ASSAM A SUPPORTO DELLE SCELTE AZIENDALI SEMINARIO: RISCHIO MICOTOSSINE NELLA FILIERA CEREALICOLA MARCHIGIANA Osimo (AN) 12 aprile 2013 Dott. Agr.. Angela Sanchioni Centro
Per la gestione della fertilizzazione dei fruttiferi occorre tenere presenti i seguenti aspetti:
La fertilizzazione Si ricorda che con il nuovo P.S.R. le aziende che aderiscono all azione 214.1 ed ai programmi di assistenza tecnica di cui al Reg. 1182/07, dovranno osservare le medesime norme sia in
LA GESTIONE DELLA FERTILIZZAZIONE NEL RISPETTO DELLA DIRETTIVA NITRATI 30 Gennaio 2012 Legnaro (PD)
LA GESTIONE DELLA FERTILIZZAZIONE NEL RISPETTO DELLA DIRETTIVA NITRATI 30 Gennaio 2012 Legnaro (PD) Concimi a lenta cessione: Prove 2010 e 2011 su mais sodo e lavorato Giuseppe Crocetta Unità Complessa
IL NUOVO CALENDARIO INVERNALE DEGLI SPANDIMENTI: COSA CAMBIA? Comitato tecnico Nitrati 27 ottobre 2016
IL NUOVO CALENDARIO INVERNALE DEGLI SPANDIMENTI: COSA CAMBIA? Comitato tecnico Nitrati 27 ottobre 2016 1. Regolamento 10R/2007 Art. 25 (Modalità di utilizzo agronomico in ZVN) L'applicazione al terreno
Il Compost da RSU può essere una alternativa per la fertilizzazione di colture da pieno campo?
Il Compost da RSU può essere una alternativa per la fertilizzazione di colture da pieno campo? Il compost è una alternativa ai fertilizzanti organici per le colture da pieno campo. E una sostanza organica
PIANO DI CONCIMAZIONE: ESEMPIO DI SVOLGIMETO
PIANO DI CONCIMAZIONE: ESEMPIO DI SVOLGIMETO Testo Predisporre il piano di fertilizzazione per la coltivazione di mais da granella, sul terreno le cui caratteristiche sono riportate sotto. Si assumano
Filiera cipolla bianca di Pompei Individuazione del fabbisogno di azoto in funzione del biotipo e della destinazione commerciale.
Attività 2013-2014 del Centro Orticolo Campano Area Tematica Messa a punto di tecniche colturali ecosostenibili Filiera cipolla bianca di Pompei 2.2.1. Individuazione del fabbisogno di azoto in funzione
Colture erbacee annuali e poliennali da energia
Le colture agroenergetiche: un opportunità per l agricoltura? Uta, 24 ottobre 2012 Colture erbacee annuali e poliennali da energia Adriana Virdis, Giulio F. Manca Dipartimento per la Ricerca nelle Produzioni
Gestione dell Azoto in Agricoltura
Gestione dell Azoto in Agricoltura Il ciclo dell azoto in azienda Il ciclo dell azoto in azienda Comparto colturale Input Fertilizzanti minerali Effluenti di allevamento (e.a.) sia prodotti in azienda
