1 Esercizi in pseudocodice
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- Luciano Lamberti
- 9 anni fa
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1 Questa dispensa propone esercizi sulla scrittura di algoritmi in un linguaggio semiformale, utile all acquisizione delle abilità essenziali per implementare algoritmi in qualsiasi linguaggio di programmazione. 1
2 1.1 Algoritmi ed esecutori Dato un problema ed un opportuno metodo risolutivo, la risoluzione di tale problema è quel processo che trasforma i dati in ingresso nei corrispondenti dati finali. Si dice esecutore quella macchina astratta capace eseguire le istruzioni specificate dall algoritmo. Affinché la risoluzione di un problema possa essere realizzata attraverso l uso di un calcolatore come esecutore, il metodo risolutivo deve poter essere definito come una sequenza di azioni o istruzioni elementari: occorre codificare la soluzione del problema in un algoritmo. Un algoritmo è una sequenza finita di istruzioni, definiti con precisione, che portano alla risoluzione di un compito. Un algoritmo è tale se possiede le seguenti proprietà: Eseguibilità: ogni istruzione deve essere eseguibile dal calcolatore in tempo finito; Non-ambiguità: ogni istruzione deve essere univocamente interpretabile dal calcolatore; Finitezza: il numero totale di azioni da eseguire, per ogni insieme di dati in ingresso, deve essere finito. A.A Informatica B (081369) - Politecnico di Milano Pag. 2
3 1.2 Il linguaggio SIMITA Introduciamo uno pseudolinguaggio di programmazione, cioè l italiano strutturato per ripetizioni e scelte tra alternative, che chiameremo SIMITA. Immaginiamo di poter scrivere i valori dei dati (sia quelli in ingresso, sia quelli ottenuti durante l esecuzione del programma, sia quelli finali) su dei foglietti. Sui foglietti possiamo scrivere, leggere, cancellare e riscrivere, come nella memoria dei calcolatori. Per indicare scrittura di un numero N su foglietto f: f N Allo stesso modo indichiamo la scrittura del contenuto del foglietto g nel foglietto f come: f g In entrambi i casi l operazione di scrittura cancellerà tutto ciò che era scritto sul foglietto f. Inoltre, disponiamo di altre espressioni per codificare delle funzionalità di cui dispone l esecutore (nel nostro caso l elaboratore): leggi(f): indica l operazione di lettura di un valore introdotto dall utente (ad esempio da tastiera) e la scrittura di tale valore nel foglietto f; stampa(f): indica l operazione di lettura del valore contenuto nel foglietto f e la stampa (ad esempio a video) di tale valore. L istruzione stampa permette anche di stampare dei caratteri, ad esempio stampa( ciao come stai ) stampa a video i caratteri ciao come stai. SIMITA possiede il costrutto condizionale, capace di esprimere il concetto di scelta tra alternative: Istruzione 0 Se condizione allora Istruzione 1 Istruzione 2 Altrimenti Istruzione 3 Istruzione 4 chiudi Se A.A Informatica B (081369) - Politecnico di Milano Pag. 3
4 Istruzione 5 Nell esempio precedente l algoritmo prescrive al calcolatore di eseguire innanzitutto Istruzione 0. Successivamente, esso valuta condizione : se condizione risulta vera, allora vengono eseguite Istruzione 1 ed Istruzione 2, in caso contrario vengono eseguite Istruzione 3 ed Istruzione 4. Al termine viene eseguita Istruzione 5. Il blocco Altrimenti è opzionale: se assente, nel caso in cui condizione risulti falsa l esecuzione passa direttamente ad Istruzione 5. Non vi è limite al numero di istruzioni specificate in ogni blocco del costrutto condizionale. SIMITA possiede anche i costrutti ciclici, capaci di esprimere il concetto di ripetitività: Istruzione 0 Finché condizione esegui Istruzione 1 Istruzione 2 chiudi Finché Istruzione 3 //questo è un commento Nell esempio precedente la sequenza di istruzioni 1 e 2 viene eseguita un numero finito di volte. Solo alla prima passata viene eseguita Istruzione 0. Poi viene valutata condizione : se risulta vera, allora vengono eseguite Istruzione 1 ed Istruzione 2. In ogni caso, viene valutata nuovamente condizione : se vera, si ripete l esecuzione di Istruzione 1 ed Istruzione 2. L iterazione termina, e quindi non vengono più eseguite Istruzione 1 ed Istruzione 2, solo quando condizione diviene falsa. Quando questo avviene, si esce dal ciclo e si esegue Istruzione 3. Solitamente, al fine di evitare che il costrutto ciclico non abbia fine, è buona norma che le istruzioni all interno del ciclo modifichino i foglietti che vengono valutati in condizione. Sempre nell esempio precedente è stato inserita una porzione di istruzione, detta commento, che non verrà considerata dall esecutore, ossia questo è un commento. Solitamente un commento viene inserito per descrivere in linguaggio naturale ciò che le istruzioni specificano e quindi per chiarificare all esecutore il compito svolto dall algoritmo. SIMITA ha anche la nozione di blocchi di foglietti: B[1] B[2] B[3] B[4] foglietti indice A.A Informatica B (081369) - Politecnico di Milano Pag. 4
5 B[1] indica il primo foglietto del blocco B[2] indica il secondo foglietto del blocco... B[n] indica l n-esimo foglietto del blocco Si noti che ogni foglietto B[n] è, a tutti gli effetti, un normale foglietto. Quindi, ad esempio, le seguenti istruzioni sono valide: i 1 f B[i] f B[i] 3 stampa(b[4]) leggi(b[i]) //scrive il contenuto del secondo foglietto in //scrive 3 nel secondo foglietto //stampa il contenuto del quinto foglietto //legge un dato //e lo scrive nel secondo foglietto A.A Informatica B (081369) - Politecnico di Milano Pag. 5
6 1.3 Esercizi Esercizio Calcolare il prodotto di due numeri interi positivi e stamparlo a video. L esecutore è in grado di eseguire solamente somme e sottrazioni. 2. Produrre una variante efficiente dell algoritmo proposto nella parte precedente. Esercizio 1.2 Calcolare il fattoriale di un numero e stamparlo a video. eseguire anche moltiplicazioni. L esecutore è in grado di Esercizio 1.3 Scrivere un algoritmo per valutare e stampare a schermo se un numero intero positivo è pari o dispari (utilizzare solo le 4 operazioni fondamentali). Esercizio 1.4 Calcolare la radice quadrata intera di un numero intero e stamparla a video. Per radice quadrata intera di un numero n si intende un numero m tale che m 2 n e (m+1) 2 > n. Esercizio 1.5 Determinare se una funzione, assunta continua, ha uno zero nell intervallo [a, b] (i cui estremi sono forniti dall utente) conoscendo il seguente teorema (teorema di Bolzano): Ipotesi: f : [a, b] R, continua in [a, b] R, tale che f(a) f(b) < 0 Tesi: c [a, b] tale che f(c) = 0 (zero di f) Per valutare la funzione f in un punto generico a potete utilizzare l istruzione che scrive il risultato sul foglietto g. g calcola(f, a) Esercizio 1.6 Determinare almeno uno zero di una funzione continua f nell intervallo [a, b]. Esercizio 1.7 A.A Informatica B (081369) - Politecnico di Milano Pag. 6
7 1. Scrivere un programma che data una sequenza di numeri (positivi) in ingresso restituisce il maggiore e la sua posizione nella sequenza. Supponiamo che la sequenza abbia 10 numeri. 2. Si provi ad implementare un algoritmo analogo a quello dell esercizio precedente, utilizzando un solo ciclo ed eliminando l assunzione che i numeri inseriti siano positivi. 3. Si estenda l algoritmo per calcolare la media m dei valori inseriti. 4. Si estenda l algoritmo per calcolare e stampare a video la differenza N[i] m tra ogni elemento della sequenza e la media della sequenza. 5. È possibile implementare questi algoritmi senza l uso di blocchi di foglietti? 6. Si estenda l algoritmo per calcolare anche la deviazione standard della sequenza, supponendo di avere a disposizione una funzione che calcola la radice quadrata di un numero. È possibile risolvere questo problema senza ricorrere ai blocchi di fogli? A.A Informatica B (081369) - Politecnico di Milano Pag. 7
1 Esercizi in pseudo-codice
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